venerdì 25 ottobre 2013

Taccuino illustrato (33)

Concludiamo la trilogia di preparazione al derby di domani con un tema forse un po' segaiolo ma sfizioso: chi sarà la donna-partita?
Difficile dirlo a tavolino perché le donne, si sa, sono imprevedibili, e poi il rendimento dell'una e dell'altra dipenderà anche dalle scelte offensive della propria squadra e difensive dell'altrui. Ma è difficile che l'mvp non scaturisca da questi 8 nomi.

GEAS
- Arturi: l'incognita sono le sue condizioni, ma in ogni caso è lei che ha le briglie delle giovani compagne, che sono come un bell'armamento che però va direzionato affinché non sparacchi proiettili a casaccio. A differenza delle altre sestesi, poi, conosce bene le avversarie e i loro mille trucchi. Ma forse la miglior situazione per il Geas è Arturi in veste da "mvp occulto", cioè che non debba prendersi troppi tiri in proprio, per paralisi altrui, ma che inneschi appunto le altre.
- Zandalasini: numero 1 per talento, lo sarà anche per efficacia? Viene da una brutta prova a Cagliari, riscattata almeno in parte con 24 punti in U19 lunedì. All'esordio con l'Astro è parsa accontentarsi troppo di quel tiro dalla media che, certo, è splendido da vedere, però coi suoi mezzi è spesso un inutile preziosismo: se va dentro decisa chi la ferma?
- Gambarini: contro maestre nei suoi ruoli di play e guardia deve dar prova di maturità. Ha i mezzi per tirar sceme tutte le avversarie, gasando l'ambiente, ma anche per tirar scema se stessa e le compagne, se gira a vuoto.
- Burani: esordio molto promettente, coprendo il principale difetto del Geas che è (era?) la solidità in area. Non è altissima e potrebbe soffrire i centimetri di Calastri, però può al contrario caricarla di falli (non ha cambi, la pivottona Sanga) e segnando da sotto cavar castagne dal fuoco se il tiro da fuori delle sue non entra.

SANGA
- Frantini: ampio numero di tiri a disposizione, canestri che conosce come le sue tasche, periodo dell'anno in cui di solito è nella miglior forma, ex di turno con, forse, qualche rivalsa da prendersi per un'ultima annata di A1 a Sesto in cui non ebbe grosse soddisfazioni (diciamo così): tutti gli ingredienti per una prestazione super, ma forse è fin troppo prevedibile come "pericolo pubblico numero 1" per fare 40 minuti super senza che il Geas s'adegui. Anche se a volte a lei ne bastano 5, se prende fuoco. Vedremo chi va su di lei.
- Gottardi: contro Genova la sua condizione ha sciolto i dubbi suscitati dalle sue incertezze sul ritiro e sul prosieguo (poteva aver mentalmente staccato): essendo una grande, sa scegliere le partite e i momenti in cui salire di livello (vedi playoff dell'anno scorso), però forse il Geas ha la gente giusta per negarle i proverbiali 1 vs 1.
- Stabile: a fari spenti perché con Genova ha faticato e ha qualche acciacco. Ma occhio all'orgoglio della combattente. Anche lei sa quand'è il momento di gettar le stampelle e dar la paga alle giovani. Duello con Arturi probabile chiave di tutto, al di là dell'essere mvp o meno. Deve metterla da 3 per togliere un po' di museruola sestese da Frantini e Gottardi.
- Calastri: proprio perché a volte è croce (quando sbaglia troppo), è tanto più delizia nelle serate in cui sembra uno dei 5 migliori pivot italiani (oltretutto non vengono in mente gli altri 4, per estinzione del ruolo). Come Frantini è a casa sua là dentro e non gioca contro avversarie fisicatissime. Deve stare attenta ai falli ma non è facile perché è l'unico baluardo in area.

Infine, le outsider: quelle che possono far la differenza non come mvp, ma pescando 2 o 3 canestri critici, annullando un'avversaria eccetera. Per il Geas indiziate Mazzoleni (serve tiro da 3 e lei ce l'ha; serve difesa sulle esterne e lei ce l'ha) e Meroni (in forma) ma non escludiamo neanche le altre (Bacchini dà un'opportunità a tutte); per il Sanga l'unica possibile è Lepri (dà dinamismo, rimbalzi in attacco, gambe fresche contro le giovani Geas, sa metterla anche da 3), a meno che l'oggetto misterioso Cismasiu e l'ex di turno Colli non s'inventino quel che con Genova non sono state.

Nella foto: quando Natalino prese Frantini al Geas.



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