Dalla periferia metropolitana alla campagna dell'hinterland est milanese: spostamento rapido a Pessano per il big match di A3 Nord-Ovest fra Carugate e Costamasnaga. Padrone di casa a punteggio pieno, lecchesi con l'aggancio nel mirino. Rivalità divenuta classica negli ultimi anni, con un paio d'ex da entrambe le parti (Mazzoleni e Bonomi vs F. Pozzi e Tagliabue). Gran pienone in tribuna, circa 200 spettatori.
Partita che, purtroppo, dura un quarto. Carugate frizza e impazza, prima con Viganò e Giunzioni, poi con Mazzoleni che appena entra segna 10 punti nel primo periodo, compreso un canestrone allo scadere. La doppiotesserata col Geas ha questo palleggio-arresto-tiro dalla media che non si vede di frequente, nel basket contemporaneo (ma nel femminile fortunatamente il gesto non è quasi estinto come nel maschile, dove o si tira da sotto o da 3).
Costa invece è preda di un suo vizio dell'anno scorso, in questa circostanza non sanato dai nuovi acquisti: ovvero tanto volume e quantità, ma molta farragine e imprecisione. Carugate esegue molto meglio, in pratica. Oltre a lasciar meno varchi in difesa. Poi ha una Schieppati donna-ovunque (non segna molto ma tira 7 stopponi, piglia 8 rimbalzi, conduce contropiedi) e buone cose anche da giocatrici non di primissimo piano come Colombo e Cagner. Invece per Costa c'è Longoni a secco, Bossi imprecisa e Tunguz impalpabile.
Sommatoria di ciò, dopo il 24-12 al 10' il vantaggio di Carugate oscilla tra gli 11 e i 16 punti nel 2° quarto, tra i 14 e i 18 nel terzo, fino a dilatarsi sul +29 conclusivo (72-43). Fin troppo, perché non è che Costa sia rimasta a guardare; ma, come detto, quantità ha fatto rima con qualità solo per la compagine di Mazzetto.
Quindi Carugate che si conferma capolista solitaria con 2 punti su Albino e Lavagna; quest'ultima sarà la sua prossima avversaria, che probabilmente dovrà affrontare senza Mazzoleni per concomitanza col Geas. Può comunque legittimamente sognare in grande; chissà se avesse preso anche Zanon.
Nella foto: il canestro di Mazzoleni allo scadere del 1° quarto.
Partita che, purtroppo, dura un quarto. Carugate frizza e impazza, prima con Viganò e Giunzioni, poi con Mazzoleni che appena entra segna 10 punti nel primo periodo, compreso un canestrone allo scadere. La doppiotesserata col Geas ha questo palleggio-arresto-tiro dalla media che non si vede di frequente, nel basket contemporaneo (ma nel femminile fortunatamente il gesto non è quasi estinto come nel maschile, dove o si tira da sotto o da 3).
Costa invece è preda di un suo vizio dell'anno scorso, in questa circostanza non sanato dai nuovi acquisti: ovvero tanto volume e quantità, ma molta farragine e imprecisione. Carugate esegue molto meglio, in pratica. Oltre a lasciar meno varchi in difesa. Poi ha una Schieppati donna-ovunque (non segna molto ma tira 7 stopponi, piglia 8 rimbalzi, conduce contropiedi) e buone cose anche da giocatrici non di primissimo piano come Colombo e Cagner. Invece per Costa c'è Longoni a secco, Bossi imprecisa e Tunguz impalpabile.
Sommatoria di ciò, dopo il 24-12 al 10' il vantaggio di Carugate oscilla tra gli 11 e i 16 punti nel 2° quarto, tra i 14 e i 18 nel terzo, fino a dilatarsi sul +29 conclusivo (72-43). Fin troppo, perché non è che Costa sia rimasta a guardare; ma, come detto, quantità ha fatto rima con qualità solo per la compagine di Mazzetto.
Quindi Carugate che si conferma capolista solitaria con 2 punti su Albino e Lavagna; quest'ultima sarà la sua prossima avversaria, che probabilmente dovrà affrontare senza Mazzoleni per concomitanza col Geas. Può comunque legittimamente sognare in grande; chissà se avesse preso anche Zanon.
Nella foto: il canestro di Mazzoleni allo scadere del 1° quarto.

Nessun commento:
Posta un commento