Macedonia del weekend. In A1, cantano e ballano due neopromosse: Ragusa e La Spezia. La Passalacqua, a dispetto del nome dello sponsor, conferma di non essere in A1 col ruolo di portaborracce,
e sbanca Parma (51-58) ritrovandosi in vetta da sola: invoco l'utente Kaysay per sapere i precedenti di matricole al comando solitario. Le 3 straniere sicule sono in versione "ok, italianucce, fateci da spalla che ci pensiamo noi", segnando 49 punti su 58 della squadra, di cui 22 con Riquna Williams che ci pare stia salendo di tono giornata dopo giornata.
E Ragusa è appunto prima grazie al clamoroso k.o. di Schio a Spezia (67-63): e pensare che era tornata Sottana. Ma stavolta Macchi non ingrana (2 punti), mentre per Spezia, qui sì, le italiane fanno pentole e coperchi: 16 di Templari, 10 di Contestabile, 9 di Filippi, 7 di Striulli. Una giornata di quelle epiche per il vulcanico patron Brunetto, sul quale s'odono talvolta aneddoti non sempre rassicuranti (e non aneddoti ma realtà sono gli allenatori trattati un po' alla Zamparini), ma non so perché m'ispira una certa simpatia dopo l'unica volta in cui lo conobbi dal vivo. Mi dà l'idea di uno che fa una questione di vita o di morte per una vittoria o una sconfitta, e di questo tipo di personaggi tendo a giustificare eventuali eccessi.
E poi la piazza spezzina è caliente.
In ogni caso buone notizie, queste matricole frizzanti, per un campionato che rischiava la prevedibilità totale, e al quale nuoce l'incompetitività di Chieti e Priolo, quest'ultima con la spada di Damocle del verdetto su Fabbri. Da segnalare i 17 punti + 10 recuperi di Francesca Dotto per Lucca nel giorno del ritorno nella sua "alma mater", San Martino di Lupari. Importante la vittoria per Umbertide su Venezia in uno scontro diretto per uscire dal calderone di medio-bassa classifica.
Nella foto: il tripudio della Virtus Spezia alla sirena.
E Ragusa è appunto prima grazie al clamoroso k.o. di Schio a Spezia (67-63): e pensare che era tornata Sottana. Ma stavolta Macchi non ingrana (2 punti), mentre per Spezia, qui sì, le italiane fanno pentole e coperchi: 16 di Templari, 10 di Contestabile, 9 di Filippi, 7 di Striulli. Una giornata di quelle epiche per il vulcanico patron Brunetto, sul quale s'odono talvolta aneddoti non sempre rassicuranti (e non aneddoti ma realtà sono gli allenatori trattati un po' alla Zamparini), ma non so perché m'ispira una certa simpatia dopo l'unica volta in cui lo conobbi dal vivo. Mi dà l'idea di uno che fa una questione di vita o di morte per una vittoria o una sconfitta, e di questo tipo di personaggi tendo a giustificare eventuali eccessi.
In ogni caso buone notizie, queste matricole frizzanti, per un campionato che rischiava la prevedibilità totale, e al quale nuoce l'incompetitività di Chieti e Priolo, quest'ultima con la spada di Damocle del verdetto su Fabbri. Da segnalare i 17 punti + 10 recuperi di Francesca Dotto per Lucca nel giorno del ritorno nella sua "alma mater", San Martino di Lupari. Importante la vittoria per Umbertide su Venezia in uno scontro diretto per uscire dal calderone di medio-bassa classifica.
Nella foto: il tripudio della Virtus Spezia alla sirena.

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