Visto oggi Sanga Milano-Virtus Cagliari, importante nella corsa alla poule-promozione nel gironciello Nord-Ovest di A2. Vittoria doppiamente preziosa per Milano, che intasca i 2 punti ma anche un +20 da tesaurizzare in vista del ritorno: 64-44.
Partita non delle più memorabili, in verità. Non per colpa di un Sanga che ha fatto quanto è nelle sue possibilità attuali, cioè spremere qualità dal suo quintetto e fare argine in difesa senza spendere troppe energie né troppi falli. In tal senso è stato fondamentale finire il 1° tempo, per le arancioni, con soli 2 falli di squadra a carico. Ciò pur tenendo la barra sempre avanti, con anche un +10 prima del rientro di Cagliari sul -4 all'intervallo (29-25) con Linguaglossa, Ljubenovic e Scibelli autrici di 23 punti sui 25 della squadra, mentre di là s'aggiungeva un'intensa Lepri (alla fine 9 punti + 9 rimbalzi, ma 7 punti al 20') all'attesa trinità Stabile-Gottardi-Frantini.
Nella ripresa la Virtus non è pressoché esistita. Senza far mirabilie, ma cose semplici e produttività regolare, il Sanga è scappato via già definitivamente al 30' sul 48-31 (pesante il 4° fallo di Linguaglossa in avvio di 3° periodo).
Nell'ultimo quarto, per circa 7 minuti Milano è andata in calo, ma i tentativi di rimonta di Cagliari si sono infranti su erroracci da sotto, palle perse anche banali (non risultano dal tabellino, così come gli assist, ma sono state una pletora) e pressoché nulla dal perimetro. Da notare che il Sanga ha attuato una uomo, così come aveva fatto con l'Astro, senza pagare dazio.
Frantini top scorer per il Sanga, con una produttività costante (18 punti) per quanto l'unica tripla di serata sia entrata di tabella (1/6; in compenso ficcante in penetrazione); Stabile 13, in netto rialzo (anche qualche bell'assist); Gottardi 11. Di là Linguaglossa 17 e Ljubenovic 14, ma sono affondate col resto della squadra nella ripresa.
C'è da dire che la Virtus è solita, negli ultimi anni, partire male per poi recuperare nella seconda metà di stagione (magari con qualche innestino); però il problema è che con la formula di quest'anno se parti male vai in poule-retrocessione... Al di là della giornata opaca, nei ruoli 3-4-5 è messa piuttosto bene, ma sono 3 nuovi acquisti che forse devono ancora "settarsi" a giocare insieme, e se Innocenti (pure lei nuova, in regia) è così spenta non s'innescano, e nel ruolo di guardia c'è un vuoto.
Attenzione però alla "maledizione di Biassono": finora chi l'ha affrontata ha perso al turno dopo. Milano contro Genova, poi Torino sempre contro Genova, ora la Virtus contro Milano. Chiaro, sconfitte che potevano starci e nei primi 2 casi di misura; però l'impressione è che vincere troppo facile abbassi il tono in vista della volta successiva. Quasi quasi meglio il riposo.
Prossimi test per verificare o smentire la teoria: Genova con l'Astro settimana prossima, quindi il Geas con Genova nell'ultimo turno.
Prospettive in netto miglioramento, intanto, per il Sanga, che ha archiviato la batosta nel derby liquidando le due cagliaritane, e sabato prossimo si giuocherà il 3° posto a Torino. C'è da mordersi le mani, nell'ottica milanese, perché senza la tegola dello sponsor (s'attende tuttora Godot, cioè l'arrivo di uno nuovo), con la permanenza di Zanon e l'arrivo di Donvito che si ventilava, in un girone dove le più forti sono le matricole, sarebbe stato un Sanga da vertice non dico comodo, ma quasi. Ora è un magma da cui può venir fuori qualsiasi cosa nel bene e nel male.
Nella foto: un'entrata di Stabile in una suggestiva immagine di Marco Brioschi.
Partita non delle più memorabili, in verità. Non per colpa di un Sanga che ha fatto quanto è nelle sue possibilità attuali, cioè spremere qualità dal suo quintetto e fare argine in difesa senza spendere troppe energie né troppi falli. In tal senso è stato fondamentale finire il 1° tempo, per le arancioni, con soli 2 falli di squadra a carico. Ciò pur tenendo la barra sempre avanti, con anche un +10 prima del rientro di Cagliari sul -4 all'intervallo (29-25) con Linguaglossa, Ljubenovic e Scibelli autrici di 23 punti sui 25 della squadra, mentre di là s'aggiungeva un'intensa Lepri (alla fine 9 punti + 9 rimbalzi, ma 7 punti al 20') all'attesa trinità Stabile-Gottardi-Frantini.
Nella ripresa la Virtus non è pressoché esistita. Senza far mirabilie, ma cose semplici e produttività regolare, il Sanga è scappato via già definitivamente al 30' sul 48-31 (pesante il 4° fallo di Linguaglossa in avvio di 3° periodo).
Nell'ultimo quarto, per circa 7 minuti Milano è andata in calo, ma i tentativi di rimonta di Cagliari si sono infranti su erroracci da sotto, palle perse anche banali (non risultano dal tabellino, così come gli assist, ma sono state una pletora) e pressoché nulla dal perimetro. Da notare che il Sanga ha attuato una uomo, così come aveva fatto con l'Astro, senza pagare dazio.
Frantini top scorer per il Sanga, con una produttività costante (18 punti) per quanto l'unica tripla di serata sia entrata di tabella (1/6; in compenso ficcante in penetrazione); Stabile 13, in netto rialzo (anche qualche bell'assist); Gottardi 11. Di là Linguaglossa 17 e Ljubenovic 14, ma sono affondate col resto della squadra nella ripresa.
C'è da dire che la Virtus è solita, negli ultimi anni, partire male per poi recuperare nella seconda metà di stagione (magari con qualche innestino); però il problema è che con la formula di quest'anno se parti male vai in poule-retrocessione... Al di là della giornata opaca, nei ruoli 3-4-5 è messa piuttosto bene, ma sono 3 nuovi acquisti che forse devono ancora "settarsi" a giocare insieme, e se Innocenti (pure lei nuova, in regia) è così spenta non s'innescano, e nel ruolo di guardia c'è un vuoto.
Attenzione però alla "maledizione di Biassono": finora chi l'ha affrontata ha perso al turno dopo. Milano contro Genova, poi Torino sempre contro Genova, ora la Virtus contro Milano. Chiaro, sconfitte che potevano starci e nei primi 2 casi di misura; però l'impressione è che vincere troppo facile abbassi il tono in vista della volta successiva. Quasi quasi meglio il riposo.
Prospettive in netto miglioramento, intanto, per il Sanga, che ha archiviato la batosta nel derby liquidando le due cagliaritane, e sabato prossimo si giuocherà il 3° posto a Torino. C'è da mordersi le mani, nell'ottica milanese, perché senza la tegola dello sponsor (s'attende tuttora Godot, cioè l'arrivo di uno nuovo), con la permanenza di Zanon e l'arrivo di Donvito che si ventilava, in un girone dove le più forti sono le matricole, sarebbe stato un Sanga da vertice non dico comodo, ma quasi. Ora è un magma da cui può venir fuori qualsiasi cosa nel bene e nel male.
Nella foto: un'entrata di Stabile in una suggestiva immagine di Marco Brioschi.
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