La Lombardia, com'è noto, non sta vivendo un periodo storico di vacche grasse nel basket femminile di vertice; l'ultimo scudetto risale al 2004, con la fu Comense di Pennestrì. In compenso (molto parziale), aveva però trasformato la Coppa Italia di A2 in un suo feudo, aggiudicandosela per 8 anni di fila (Geas - Broni - Costa, poi la cinquina incredibile e irripetibile di Crema). Ora Castelnuovo Scrivia, che peraltro gioca a Voghera e quindi in Longobardia, ha interrotto questa striscia, conquistando il trofeo alla Final Eight di Battipaglia.
E certo non è una sorpresa, stante l'organico superlusso delle piemontesi (in finale sono entrate dalla panchina Bonasia, Rulli, Gatti e Smorto, cioè quattro califfe per la categoria); ma è stata un'edizione più aperta di quella scorsa, dominata in largo e in lungo da Crema. La semifinale tra Milano e Costa e la finale potevano benissimo finire all'opposto; il che promette bene per i playoff.Poco equilibrio invece nei quarti, terminati per il secondo anno di fila con un 4-0 per il Nord; ma nel 2022, se non altro, due partite erano state incerte fino all'ultimo. Stavolta gli scarti minimi sono stati i due +10 a favore delle due lombarde. In realtà Costa ha dominato per 3 quarti con Empoli, era 39-19 all'intervallo, 55-37 al 30'; poi le tosche (testa di serie n°1 del Sud) si sono sbloccate, soprattutto con Stoichkova (24 punti), le giovani di Seletti hanno combinato qualche pasticcio di troppo (tant'è che il coach nel dopopartita era parecchio incazzato al riguardo), e sul meno 9 a più di 6'30" dalla fine c'era ancora speranza per Empoli. Rispondevano bene però E.Villa e Caloro, le due top scorers per Costa, anche se l'mvp è stata una Tibè da 14+14 rimba. Poca roba da Cvijanovic per Empoli, in rapporto al valore; 15 da Peresson ma non determinante come altre volte in passato.
La partita più interessante è stata la seconda, tra Milano e Spezia. Le liguri - brillate per la loro assenza alla cerimonia inaugurale, immaginiamo per ripicca dopo il famigerato balletto della sede dell'evento - erano senza Zolfanelli e Guzzoni, e sarebbero state sfavorite anche a organico completo. Eppure per quasi 3 quarti hanno menato le danze anche con una certa autorità. Ogni volta che il Sanga si riavvicinava, loro ripartivano di slancio, prima con le triple di Templari, poi con le 2002/03 Colognesi e N'Guessan che sognavano una semifinale contro la loro "alma mater" Costa. Si era sul 38-48 per Spezia verso metà 3° quarto quando giungeva la svolta della partita. Si scatenava un tornado, Toffali, con le sue gambe al tritolo, ma anche da 3: 21 punti in una decina di minuti scarsi a cavallo fra 3° e 4° periodo; parziale di 28-5 e tutto ribaltato, +13 Sanga che da lì arrivava in porto. Toffali 25 punti, di là Colognesi 17 e Templari 15 ma un dato cruciale è il 16-0 nei punti dalla panca.
Si aveva poi la mattanza di Castelnuovo ai danni di Firenze. Le gigliate, lo scorso anno, al debutto nell'evento, erano uscite con un meno 34 da Udine; quest'anno immagino pensassero che peggio di così non poteva andare: hanno beccato meno 35. Certo pesa il fatto che la leader M.Rossini fosse convalescente; però esistono figure migliori. Marangoni 17 per "Cast".
Toccava infine alle padrone di casa contro Udine. Considerando che le friulane non arrivavano da un periodo brillante, ci poteva stare il pronostico incerto; in effetti un po' di equilibrio c'è stato, ma in sostanza si tratta di un +16 con scarto cresciuto di frazione in frazione. Battipaglia ha fatto esordire per l'occasione la paraguaiana di lunghissimo corso Ferrari, la quale ha prodotto 10 punti con 2/11 dal campo; ne hanno fatti 10 anche Castelli e la rientrante Milani; mancava Crudo e ha combinato poco la leader Potolicchio. Insomma non abbastanza per impensierire un'Udine che ha avuto 20 da Ronchi e 15 da Bovenzi, gioventù dorata ('03 e '02).
L'indomani, in telecronaca, ho sentito imbastire una disamina sul perché del divario Nord-Sud; mi pare che il discorso si sia interrotto senza addivenire a una conclusione vera e propria, però si chiamava in causa l'assenza di progetti a medio-lungo termine fra le società del Sud, che quindi non costruiscono nuclei collaudati negli anni; poi il fatto che alcune potenze del Sud sono salite in A1 in anni recenti (ma lo stesso non vale per il Nord?) e infine le panchine più corte per le meridionali, il che mi sembra il fattore più concreto, perché le top del Nord hanno almeno 8 elementi competitivi, quelle del Sud (ma nemmeno tutte, in realtà) hanno sì un quintetto forte ma i cambi non sono all'altezza. Poi ci può essere qualche fattore contingente (forse al momento è Patti la migliore al Sud, ma qui non c'era; e Battipaglia al completo magari passava il turno), però un doppio 4-0 in due anni è sentenza, non casualità.
Toccava l'indomani alla semifinale Costa-Sanga. Il problema è che la sto già facendo lunghina e 'sta partita è stata un romanzo. Tocca riassumere per sommi capi. A mio parere Costa ha giocato sopra il suo standard e Milano leggermente sotto; questo almeno per 3 quarti e mezzo, in cui l'andamento era tutto "minibreak Costa - ricuciture Sanga". All'intervallo erano già in doppia cifra E.Villa da una parte e Madonna dall'altra. Poi le difese si sono adeguate su di loro, riuscendo a limitarle (box and one di Costa, la famigerata "zona enigma" per il Sanga). Così come non erano un fattore le due centroboa, ossia Brossmann (acciaccata, risulta) e Van der Keijl. Ma sono venute fuori altre protagoniste; è stata una partita godibile al di là delle emozioni che sarebbero valse da sole il biglietto.
Costa era 53-44 al 29' e 64-58 al 35', quando Toffali è uscita per colpaccio al viso. Lì il Sanga ha saputo reagire forte anziché crollare in depressione; si è riportato a meno 1 con una tripla di Beretta. Però poco dopo E.Villa tornava a colpire con un bombazzo frontale per il 70-66 a 2' dalla fine. Poteva essere il k.o. ma, anche stavolta, Milano è mentalmente incrollabile: tripla immediata di Penz, poi tripla di Bonomi e sorpasso (70-72 a -1'20").
Infrazione di 24" di Costa, errore di Penz ma rimessa Sanga; altri secondi che passano, poi Madonna subisce fallo, mette un libero ma non la chiude sbagliando l'altro (70-73).
Costa ha una decina di secondi per salvare la ghirba. Lo fa con Fietta che inventa una tripla in acrobazia che carambola 3 volte sul ferro ed entra. Crazy. Ancora più crazy, anzi grottesco, il caos in cui si sprofondava subito dopo. Il canestro di Fietta poteva essere da 2 o da 3 (le testimonianze oculari discordano e le immagini tv non chiariscono), fatto sta che gli arbitri indicano da 2, il tabellone giustamente riporta Costa 72-Sanga 73, Milano attacca per congelare la palla credendo di essere a +1, finisce la partita, entrambe le squadre esultano (sempre più assurdo).
Dopo conciliabolo fra gli arbitri, si decide che era una tripla, quindi 73 pari, tempo scaduto e overtime. Sinceramente non ricordo un precedente del genere.
Chi reagirà meglio al turbiglione emotivo, ci si chiede? Apre l'overtime Penz con una tripla ma Costa torna al comando con un 7-0 chiuso da due canestri di fila di Tibè (80-76, 2 minuti alla fine e palla in mano).
Il Sanga riesce per l'ennesima volta a risalire (80-79), Villa sbaglia la tripla che poteva chiudere tutto, Madonna segna due liberi per il sorpasso, dopo aver subìto fallo in palleggio, mentre Fietta si fa male alla spalla ed esce.
Dopo timeout, Costa esegue male la rimessa in zona d'attacco, che Brossmann non riesce ad afferrare; Madonna va ancora in lunetta ma come al 40' fa 1/2 e lascia una chance alle avversarie; Allievi prova da 3 e non va lontanissima dal miracolo ma sbatte sul ferro. Quindi 80-82 per Milano, partita memorabile. Madonna "madre de Dios" con 20 punti e 10 rimbalzi; 15 punti Toffali; di là 18 E.Villa, 13+11 rimbalzi Allievi.
Insomma alla fine l'episodio controverso non risultava decisivo per l'esito; ma tu immagina se fosse successo nel calcio di vertice: era roba non solo da prime pagine e servizi al tiggì, ma financo da interrogazione parlamentare.
Sull'altra semifinale la fo breve, giuro; Castelnuovo più profonda rispetto a Udine dove segnano 25 Ronchi e 16 Turmel ma 13 le restanti; friulane avanti solo nel primo quarto (massimo +9), poi comandano Marangoni (15) e compagne; finisce 64-54.
E dunque finale tra le due compagini probabilmente più attese. Va riconosciuto che Battipaglia ha riempito il palazzetto nonostante giocassero due squadre lontane 800 km o poco ci manca. Stavolta Milano fa l'andatura, anziché viaggiare di rincorsa come nei due turni precedenti; s'inerpica a +9 all'inizio, poi +7 all'intervallo (27-34) e +8 a metà 3° quarto (35-43), con Castelnuovo che nei primi due quarti spacca i ferri, 8/35 dal campo, pagando la giornata storta al tiro di alcune del quintetto (Marangoni 2/12, Gianolla 1/7, Baldelli 1/5).
Arrivano infatti dalla panchina le risorse alle Scriviensi per ribaltare la partita. Bonasia dà la carica con le triple, Gatti (ex di turno) fa il suo e mette pure lei una bomba, Smorto arraffa tutti i palloni vaganti (15 rimbalzi), una dinamo. Lei e le compagne guadagnano tanti secondi e terzi tiri, segnale di un serbatoio delle energie in riserva per Milano, che subisce il supplizio di vedersi sfilare la vittoria a poca distanza dal traguardo e non avere le risorse per impedirlo. Altamente probabile che siano pesate le maggiori energie spese nei due turni precedenti; altro fattore erano i tiri liberi, 20/28 per "Cast" e un pessimo 5/16 per Milano.
In poco più di 10 minuti l'andamento è ribaltato: dal +8 Sanga si passa a +8 Castelnuovo (62-54) a -3'45". Milano non si rassegna, ci prova ma arriva al massimo a meno 4, poi Bonasia chiude dalla lunetta, 66-59, e si piglia l'mvp con 21 punti, unica in doppia cifra per le sue. Di là Madonna 19, Toffali 14 ma anche stavolta Van der Keijl ha inciso sotto il suo standard, anche per problemi di falli, guaio che hanno avuto le lunghe su entrambi i fronti.
Nota per chiudere: negli ultimi secondi della finale, la telecamera ha inquadrato la panchina di Castelnuovo, dove la g.m. Alice Pedrazzi era visibilmente commossa; il pensiero, la dedica andavano, immaginiamo senza possibilità d'errore, al marito appena scomparso. Difficile restare indifferenti, francamente.
Nota per chiudere-bis: le polemiche pre-evento sulla delocalizzazione coatta da Spezia a Battipaglia; l'intervento dell'Aiasp dopo un quarto della prima partita (!) per sottolineare errori nelle statistiche; il casino nel finale di Sanga-Costa... tutto sommato è quella quota di artigianalità che rende imprevedibile il femminile. Altro che l'asettica perfezione di certo sport di vertice robotizzato.
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