- Valencia-Schio (Eurolega, quarti, G2): mannaggia mannaggia. Le
porte delle Final Four si spalancano, per un attimo, davanti a Schio,
quando dopo un lungo inseguimento ha la palla del sorpasso con Valencia
in affanno; ma tra un tiro che esce (di Mabrey), forse con fallo non
fischiato, e uno che entra (di Cox) dopo essersi impennato sul ferro,
tra il dire e il fare c'è di mezzo una gara-3 che sarà un terno al
lotto. Ma onestamente stavolta sarebbe stato un colpo gobbo portarla a
casa, per le arancioni venete contro le pari-colore spagnole, che dal 2°
quarto in avanti hanno sempre menato le danze.
Primi due quarti con
attacchi a martello, entrambe le squadre ispirate da 3 (tutto il
contrario di Galatasaray-Venezia del giorno prima, per dare l'idea);
sono proprio le triple a lanciare dapprima Valencia, con la rediviva
Torrens e la possente ex-Reyer Guelich (31-22), poi a far ricucire Schio
con Verona, Howard e Keys (38-35). Ancora Keys e Verona, decisamente
positive se si invocavano (non del tutto a torto) prestazioni di qualità
delle italiane al massimo livello internazionale, tengono botta alle
continue stoccate delle iberiche, sostenute da 3.100 spettatori
(ambiente super) nel palazzetto-extralusso che è teatro anche
dell'Eurolega maschile (però lo slogan "Cultura del esfuerzo" ci ha un
po' rotto, per quanto sia nobile). All'intervallo si va sul 46-42 e
sembra un buon affare per Schio, perché meglio di così Valencia non
potrebbe tirare; se migliorano difesa e apporto realizzativo delle
straniere, la partita può girare.
Svolta che però non avviene nel
terzo quarto, il quale segue il copione dei primi due. Valencia
colpisce e Schio cerca di stare aggrappata. Sale la giovine star Carrera
in cattedra per le casalinghe; troppi i suoi canestri da dentro l'area,
concessi dalla difesa scledense (e qui si ripresenta il tallone
d'Achille del reparto-lunghe, non risolto dall'innesto di Sventoraite).
Continuano a latitare le realizzazioni di Howard e Ndour soprattutto;
Valencia amministra un margine intorno ai 10 punti, limato sul finire
della frazione da una Verona nuovamente maiuscola (66-59 al 30').
Ultimo
quarto appassionante anche se con realizzazioni più rade rispetto ai
primi tre. Carrera sale quasi subito a 20 punti ma poi non segnerà più
dal campo; idem per Verona che tocca a sua volta il ventello con
l'ennesima tripla. Un primo riavvicinamento di Schio a meno 4 (71-67 a
-5') non trova continuità, anche perché Ndour si fa stoppare due volte
da Guelich; Valencia s'insuffla ossigeno (76-67 a -3'20"), ma è in calo
vistoso di lucidità ed efficacia, e subisce uno 0-8 che riapre
completamente la disfida. E' Sottana a suonare il peppereppè (la carica)
con una tripla e un lancio in contropiede per Mabrey, la quale poi per
conto suo mette una bomba ed è 76-75 a -1'20".
Eccoci dunque al
momento già accennato all'inizio. Qui tutto è in bilico, si sente aria
di Final Four per Schio e sentore di panico per Valencia che rischia di
buttar via partita e stagione; ma un arresto e tiro di Mabrey per il
sorpasso va fuori, su sospetto contatto (forse però è lei che l'ha
accentuato); di là tripla frontale della biondona Cox, palla che sbatte
sul ferro, s'impenna a campanile e finisce dentro. Che mazzata. Siamo
ormai negli ultimi secondi e non c'è tempo per rimediare; finisce 80-75 e
si decide tutto in gara-3.
Carrera 21 punti + 11 rimbalzi, Cox 14,
Casas 11 per le iberiche, che hanno il 54% da 2 e un 9/23 da 3; non
basta a Schio fare ancora meglio dall'arco, 11/25, perché da 2 tira
peggio, 45%. Verona 20 punti, Keys 18, brave, ma come detto già per
Venezia, difficile vincere una partita a questi livelli se le straniere
ti tradiscono. Non tanto Mabrey che fa 12 punti svegliandosi nel finale,
ma come detto Howard (8) e Ndour (7), tralasciando Mestdagh e
Sventoraite da cui c'è da aspettarsi di meno.
- Le altre G2. Che livello, che emozioni. Solo il Fenerbahce è
alle F4; salda i conti con Sopron (intendo quelli della finale dello
scorso anno) con un troneggiante 62-82 in terra d'Ungheria; 32 punti nel
1° quarto. Stewart 25 e Meesseman 16, mentre una come Iagupova fa
gregariato. Ecco come profittare al meglio del bando alle russe; certo,
serviva qualche spicciolo da parte, e i club turchi ce l'hanno (almeno
per ora).
Bourges pareggia con Mersin; 76-75 alla fine, ma non
all'ultimo tiro; era +4 prima di una tripla tabellata da poco oltre
metà campo di Crvendakic che non ha cambiato la sostanza. In precedenza
le francofone erano a +9 a 2' dalla fine; furiosa rimonta delle
ottomane, guidate da Hayes (26), mentre per Bourges ha segnato 22 punti
Yvonne Anderson, la quale lo scorso anno venne beccata dal suo attuale
pubblico (durante la finale con Venezia) che ora la osanna; importante
anche il play tascabile ma razzente Duchet (16).
Infine la partita più thriller: Salamanca batte
Praga 73-71 d.t.s.; grande atmosfera anche qui (3000 spettatori), si va
all'ultimo tiro sia al 40' che al 45': nel primo caso pareggia Brionna
Jones per le ceche su rimbalzo offensivo in un'azione rocambolesca in
cui la palla schizza dovunque; ma rende la pariglia Salamanca allo
scadere del supplementare con Vilarò che corregge al volo l'errore di
una compagna scatenando la festa. La figlia d'arte Fasoula top scorer
per le iberiche con 14.
sabato 18 marzo 2023
Coppe europee: Schio sfiora il colpo in G2
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