- Schio-Valencia (Eurolega, quarti, G3): canta, scledense, balla e scaténati in caroselli sino a notte fonda.
E come te ogni altro appassionato di basket femminile sul suolo
italico, anche quelli a cui magari lo strapotere arancione nei patrii
confini sta un po' sulle scatole. Perché qui si tratta di un orgoglio
nazionale: la prima qualificazione di Schio alle Final Four di Eurolega
(aveva già raggiunto due volte le finali, ricordiamo, ma erano F8) lava
un'onta del nostro movimento, che non entrava fra le top-4 d'Europa dal
2002: ci riuscì allora, ma sembrava normale, Parma delle immense
Penicheiro e Yolanda Griffith (perse in semifinale; trasmise la Rai).
Noi
ci siamo e le colosse Francia e Spagna no; per dire che non era facile,
sebbene un grazie doveroso vada a Pupuccio Putin per aver invaso
l'Ucraina e a Zezè Zelensky per non essersi arreso subito, facendo sì che il bando delle squadre russe durasse anche quest'anno.
Ma
le assenti hanno sempre torto; e se c'era una squadra che meritava un
piccolo aiuto dalla sorte era proprio il Famila, probabilmente il club
con più partecipazioni all'Eurolega senza mai raggiungere le F4, tabù
ora sfatato.
"Ora o mai più", ha scritto la Gazzetta di mercoledì, in
un insolito trafiletto dedicato al basket femminile; "appuntamento con
la storia", aveva scandito il sito del Famila. Insomma un pizzico,
giusto un pizzico, di pressione sulle spalle. Ma l'hanno gestita bene le
ragazze, in questa gara-3; hanno certo sofferto, non hanno giocato bene
come contro Sopron nella partita di fine stagione regolare che è valsa
metà di questa qualificazione, e nemmeno come in G1 di questo playoff;
però non hanno mai deragliato, stando sempre davanti da metà 2° quarto
in poi.
La partita ha infatti vissuto due fasi. I primi 15 minuti
a punteggio alto, botta e risposta, a vantaggi alterni (21-20 al 10’,
28-29 al 15’). Poi c’è stato un parziale di 10-2 con due canestri di
Keys e 6 punti di Ndour; Schio è andata sul 39-31 al 20’ e da lì non è
più stata raggiunta.
Ocio, però: Valencia è stata incollata fino
all’ultimo. Non è riuscita, però, a mettere la freccia, anche quando ne
ha avuto l’occasione. Il punteggio, da inizio 3° quarto a circa il 33’,
ha preso a muoversi a fatica. Schio ha segnato solo 9 punti in 13
minuti, soffrendo molto in attacco; le spagnole però ne hanno
approfittato solo in parte. Sul 48-47 con un libero supplementare per
Carrera, a 7’ e rotti dalla fine, erano però in pienissima corsa per
fare l’impresa. La balda 2001 ospite sbagliava però l’aggiuntivo per il
pareggio; e lì girava la ruota della serata e della serie. Una perla di
Keys (passo d’incrocio in post basso) dava il via a un 5-0 (libero di
Bestagno e canestro di Howard a completarlo) che ovviamente non chiudeva
nulla, sul 53-47 con 5’30” sul cronografo, ma indirizzava sì.
Valencia,
caparbia, si riportava a meno 2, ma ecco ancora Howard (layup da centro
area) e soprattutto Keys con una tripla di quelle che mettono le ali
alla propria squadra e segano il morale alle avversarie; 58-51 a ormai
solo 2’45” dalla fine. Poco dopo, un assist di Sottana per Ndour fissava
quasi il punteggio definitivo (60-53); Valencia non ne aveva più e
negli ultimi 2 minuti si aggiungevano solo 2 punti per Schio (62-53 il
finale), che s’abbandonava al legittimo delirio dopo la sirena, con la
partecipazione di patròn Cestaro, il quale dopo una quantità non modica
di tempo e danari spesi, centrava il grande obiettivo.
Scores:
Ndour 17 punti, Keys 14+8 rimbalzi, Howard 11 per le trionfanti;
Carrera 17, Casas 15 per le battute, che hanno avuto solo 3 da Cox, 2 da
Guelich e 2 da Burdick, e qui vale il discorso fatto per Schio (in G2) e
Venezia la scorsa settimana: non vinci una partita di questo livello se
troppe straniere ti lasciano al palo.
Mvp chi? La valutazione dice Keys,
davanti a Ndour e Howard che hanno riscattato le “magre” di gara-2. Ma
più dei numeri, è questione dei canestri nei momenti-chiave (e del resto
con quel cognome è più facile…
), ovvero quello della prima fuga nel 2° quarto e quello in cui Schio
ha sbloccato un'impasse che rischiava di costare caro nell'ultimo
quarto. Quello di Jasmine ci pare un progresso mentale prima ancora che
tecnico: quello di dire “io posso e voglio essere protagonista, non solo
gregaria di lusso” (il passo che Cinili, ad esempio, non è mai riuscita
a fare, pur avendone i mezzi). Chiaro che poi devi dimostrare di
saperlo fare (bastasse il desiderio, sarebbero campioni in tanti); lei
lo ha fatto.
Ma diamo il giusto apprezzamento anche alle altre
italiane in campo mercoledì: Verona che si è consacrata ufficialmente
giocatrice di livello internazionale quest’anno; Sottana che non può più
essere dominante ma sa ancora essere decisiva, le bastano anche pochi
istanti di classe; Bestagno che sa sempre prendere quello che la partita
le offre, rendendosi utile alla squadra. Trasporteremo tutto questo
all’Europeo?
Speriamo, ma intanto questo è un traguardo che toglie il tappo del
fallimento dalla bottiglia del nostro basket femminile (5x5 e senior,
specifichiamo, perché 3x3 e giovanili di soddisfazioni ce ne hanno
date).
- Le altre G3: Mersin completa l'accoppiata
turca col già qualificato Fenerbahce strapazzando Bourges (91-63); poca
voglia di scherzare per le americane principi nelle fila ottomane (Gray
27, Williams 14, Hayes 13) mentre Bourges ha 14 da Steinberga e 11 dalla
guapa Guapo, specialista del 3x3, ma non può bastare con Anderson ferma
a 8.
Più equilibrio tra Praga e Salamanca, ma le ceche
gestiscono nell'ultimo quarto un discreto margine (74-66); 20 punti per
Thomas, 19 per la slovena Oblak contro 18 di Cazorla.
Passano quindi
tutte e 4 le meglio piazzate. Quante speranze ci sono per Schio contro
il Fenerbahce? Poche; basta dire "Breanna Stewart" (fosse solo lei,
peraltro); ma un passo per volta.
giovedì 23 marzo 2023
Coppe europee: Schio, storica qualificazione alle F4
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