giovedì 23 marzo 2023

Coppe europee: Schio, storica qualificazione alle F4

 - Schio-Valencia (Eurolega, quarti, G3): canta, scledense, balla e scaténati in caroselli sino a notte fonda. E come te ogni altro appassionato di basket femminile sul suolo italico, anche quelli a cui magari lo strapotere arancione nei patrii confini sta un po' sulle scatole. Perché qui si tratta di un orgoglio nazionale: la prima qualificazione di Schio alle Final Four di Eurolega (aveva già raggiunto due volte le finali, ricordiamo, ma erano F8) lava un'onta del nostro movimento, che non entrava fra le top-4 d'Europa dal 2002: ci riuscì allora, ma sembrava normale, Parma delle immense Penicheiro e Yolanda Griffith (perse in semifinale; trasmise la Rai).
Noi ci siamo e le colosse Francia e Spagna no; per dire che non era facile, sebbene un grazie doveroso vada a Pupuccio Putin per aver invaso l'Ucraina e a Zezè Zelensky per non essersi arreso subito,  facendo sì che il bando delle squadre russe durasse anche quest'anno.
Ma le assenti hanno sempre torto; e se c'era una squadra che meritava un piccolo aiuto dalla sorte era proprio il Famila, probabilmente il club con più partecipazioni all'Eurolega senza mai raggiungere le F4, tabù ora sfatato.
"Ora o mai più", ha scritto la Gazzetta di mercoledì, in un insolito trafiletto dedicato al basket femminile; "appuntamento con la storia", aveva scandito il sito del Famila. Insomma un pizzico, giusto un pizzico, di pressione sulle spalle. Ma l'hanno gestita bene le ragazze, in questa gara-3; hanno certo sofferto, non hanno giocato bene come contro Sopron nella partita di fine stagione regolare che è valsa metà di questa qualificazione, e nemmeno come in G1 di questo playoff; però non hanno mai deragliato, stando sempre davanti da metà 2° quarto in poi.

La partita ha infatti vissuto due fasi. I primi 15 minuti a punteggio alto, botta e risposta, a vantaggi alterni (21-20 al 10’, 28-29 al 15’). Poi c’è stato un parziale di 10-2 con due canestri di Keys e 6 punti di Ndour; Schio è andata sul 39-31 al 20’ e da lì non è più stata raggiunta.
Ocio, però: Valencia è stata incollata fino all’ultimo. Non è riuscita, però, a mettere la freccia, anche quando ne ha avuto l’occasione. Il punteggio, da inizio 3° quarto a circa il 33’, ha preso a muoversi a fatica. Schio ha segnato solo 9 punti in 13 minuti, soffrendo molto in attacco; le spagnole però ne hanno approfittato solo in parte. Sul 48-47 con un libero supplementare per Carrera, a 7’ e rotti dalla fine, erano però in pienissima corsa per fare l’impresa. La balda 2001 ospite sbagliava però l’aggiuntivo per il pareggio; e lì girava la ruota della serata e della serie. Una perla di Keys (passo d’incrocio in post basso) dava il via a un 5-0 (libero di Bestagno e canestro di Howard a completarlo) che ovviamente non chiudeva nulla, sul 53-47 con 5’30” sul cronografo, ma indirizzava sì.
Valencia, caparbia, si riportava a meno 2, ma ecco ancora Howard (layup da centro area) e soprattutto Keys con una tripla di quelle che mettono le ali alla propria squadra e segano il morale alle avversarie; 58-51 a ormai solo 2’45” dalla fine. Poco dopo, un assist di Sottana per Ndour fissava quasi il punteggio definitivo (60-53); Valencia non ne aveva più e negli ultimi 2 minuti si aggiungevano solo 2 punti per Schio (62-53 il finale), che s’abbandonava al legittimo delirio dopo la sirena, con la partecipazione di patròn Cestaro, il quale dopo una quantità non modica di tempo e danari spesi, centrava il grande obiettivo.

Scores: Ndour 17 punti, Keys 14+8 rimbalzi, Howard 11 per le trionfanti; Carrera 17, Casas 15 per le battute, che hanno avuto solo 3 da Cox, 2 da Guelich e 2 da Burdick, e qui vale il discorso fatto per Schio (in G2) e Venezia la scorsa settimana: non vinci una partita di questo livello se troppe straniere ti lasciano al palo.

Mvp chi? La valutazione dice Keys, davanti a Ndour e Howard che hanno riscattato le “magre” di gara-2. Ma più dei numeri, è questione dei canestri nei momenti-chiave (e del resto con quel cognome è più facile…  ), ovvero quello della prima fuga nel 2° quarto e quello in cui Schio ha sbloccato un'impasse che rischiava di costare caro nell'ultimo quarto. Quello di Jasmine ci pare un progresso mentale prima ancora che tecnico: quello di dire “io posso e voglio essere protagonista, non solo gregaria di lusso” (il passo che Cinili, ad esempio, non è mai riuscita a fare, pur avendone i mezzi). Chiaro che poi devi dimostrare di saperlo fare (bastasse il desiderio, sarebbero campioni in tanti); lei lo ha fatto.
Ma diamo il giusto apprezzamento anche alle altre italiane in campo mercoledì: Verona che si è consacrata ufficialmente giocatrice di livello internazionale quest’anno; Sottana che non può più essere dominante ma sa ancora essere decisiva, le bastano anche pochi istanti di classe; Bestagno che sa sempre prendere quello che la partita le offre, rendendosi utile alla squadra. Trasporteremo tutto questo all’Europeo?  Speriamo, ma intanto questo è un traguardo che toglie il tappo del fallimento dalla bottiglia del nostro basket femminile (5x5 e senior, specifichiamo, perché 3x3 e giovanili di soddisfazioni ce ne hanno date).

- Le altre G3: Mersin completa l'accoppiata turca col già qualificato Fenerbahce strapazzando Bourges (91-63); poca voglia di scherzare per le americane principi nelle fila ottomane (Gray 27, Williams 14, Hayes 13) mentre Bourges ha 14 da Steinberga e 11 dalla guapa Guapo, specialista del 3x3, ma non può bastare con Anderson ferma a 8.
Più equilibrio tra Praga e Salamanca, ma le ceche gestiscono nell'ultimo quarto un discreto margine (74-66); 20 punti per Thomas, 19 per la slovena Oblak contro 18 di Cazorla.
Passano quindi tutte e 4 le meglio piazzate. Quante speranze ci sono per Schio contro il Fenerbahce? Poche; basta dire "Breanna Stewart" (fosse solo lei, peraltro); ma un passo per volta.

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