Matilde Villa scippa palla alla quasi coetanea Guarise; vede Kuier lanciata in corsa poco più avanti e la serve; la statua d'ebano afro-finlandese fa un terzo tempo con gli stivali delle sette leghe, poi va talmente su che schiaccia; con tale naturalezza che il telecronista per un attimo rimane confuso: "quasi schiaccia", dice prima di correggersi; ma non è un quasi; è la seconda affondata nella storia della serie A1 italiana (verrà comunicato poi) dopo Michelle Snow nel 2005.
Erano circa le 18.30 di giovedì; se qualcuno dei temerari che sin dalle 12.30 (infausto orario d'inizio della kermesse) erano sugli spalti o collegati in streaming rischiava un legittimo abbiocco, sarà saltato sulla sedia. Ma in realtà non è stata una giornata noiosa, questa dei quarti di finale di Coppa a Campobasso; le prime due partite sono state incerte fino all'ultimo, le altre due almeno per metà gara. Alla fine sono passate le quattro le teste di serie, ma tutte dopo essere state in svantaggio, anche non di poco.
Hanno impressionato più di tutte Bologna e Venezia (nell'ordine); ma non c'è niente di più fallace che strologare sull'esito finale di un evento da 3 partite in 3 giorni in base alle impressioni della prima.
- Schio-Ragusa: le sicule di Lardo sono andate vicine al colpo che avrebbe dato una scossa alla loro stagione con più bassi che alti. Ma Ragusa ha sempre dato la sensazione di poter dare fastidio alle "bigs", su partita singola, quando è ben connessa (il Geas, ad esempio, si è piazzato meglio ma non ha mai fatto il solletico alle top-3); il suo problema è la discontinuità, anche nell'arco della stessa partita. Problema che peraltro ha anche Schio, seppure a un livello superiore di rendimento. Così ne è venuta fuori una partita a strappi: partenza a martello delle arancio (18-7, 29-17), poi dal 50-42 di circa metà 3° quarto, clamoroso blackout delle tricolori e coccardate, e parziale di 0-12 per il sorpasso (50-54 al 30').
Reazione di Schio con controparzialaccio di 19-7, sembra finita sul 69-61 a 3' dalla fine, invece Ragusa stavolta ha proprio i controcazzi (anzi, le controfighe, per non essere sessisti) e segna 13 punti in 3 minuti, di cui 3 triple con l'indemoniata Hampton; sul 74-74 sbaglia Romeo, con una pretenziosa "candela" a parabola altissima, e Vitola stoppa Mabrey. All'overtime s'illude ancora Ragù sul 76-78 ma da lì Mabrey ne ha abbastanza e guida un 11-0 che chiude la pratica per Schio (87-78).
Mabrey 23, Howard 21 (decisive anche se non impeccabili, specie in difesa); Hampton 28, Anigwe 14; poco incisiva Keys dopo le glorie di Eurolega, e di là Vitola.
- Sassari-Geas: anche qui si è sfiorata la vittoria della peggio classificata, ma tra quarta e quinta non sarebbe stato granché sorprendente. Non tanto perché 3 settimane fa il Geas in campionato ne aveva rifilati 34 alle nuragiche (le quali non avevano pungoli di classifica), ma perché l'organico sestese, continuo a pensare, non è inferiore a quello sardo, e poi perchè, si apprenderà a fine partita, Carangelo, faro e motore sassarese, aveva la febbre alta, sicchè è stata l'ombra di se stessa (1 punto con 0/9 dal campo).
Per andare al sodo: dopo un 5-1 iniziale pro-Dinamo, il Geas piazzava un possente 4-24, propulso soprattutto da Begic, Moore e Panzera, e chiuso da una tripla di Bestagno. Si era in quel momento sul 9-25 per Sesto a poco meno di 15' giocati, e sembrava già una mezza sentenza.
Errore perchè Sassari ha confermato di avere quelle controfighe (vedi sopra per il vocabolo) che ha sciorinato per tutta la stagione (a differenza di Ragusa) e senza scomporsi ha recuperato quasi tutto già prima dell'intervallo (24-27). Importante Ciavarella, uno dei due soli cambi di coach Restivo (da tutto l'anno, non solo ieri); e importante lo sbloccarsi di J.Holmes, nettamente meglio della sua omonima avversaria (anche se non è un duello di ruolo).
Nella ripresa quindi si giocava punto a punto (con percentuali molto basse da entrambe le parti, circa il 30%) sino alla stretta finale, in cui Gustavsson risolveva per Sassari (53-48) con una tripla dall'angolo contro la zona e poi con un canestro da sotto concesso con troppa facilità da una difesa sestese che per il resto è stata sicuramente meglio dell'attacco, soprattutto per quanto riguarda le esterne.
J.Holmes 19+12 rimb., Gustavsson 14; Moore 11+10 rimb., Trucco 10+13 rimb. Maluccio la già citata Carangelo (ma era giustificata) e Gorini.
- Venezia-San Martino: altra partita che ha vissuto più fasi di segno opposto. San Martino, all'ultimo impegno prima delle vacanze, ha dato battaglia, reggendo alla pari in un garibaldino 1° quarto (22-21) e poi provando a scappare, 28-35, con un'indemoniata Milazzo (che poi però si è spenta) e James; sul 31-35 l'azione già descritta con la perla di Kuier ed evidentemente lo shock per le Lupe è troppo forte (o la Reyer si sente onnipotente), fatto sta che scatta un parziale di 44-14 in una dozzina di minuti, con l'attacco lagunare in formato spaziale. Chiuso il 3° quarto sul 72-49, Venezia va saggiamente in risparmio per l'indomani, S. Martino ci mette orgoglio e finisce con un onorevole 83-75.
Shepard 16+12 rimb., Kuier 12+8 rimb., ma anche Pan, Santucci e M.Villa in doppia cifra; Washington 16, Pastrello 15 e Milazzo 14.
- Bologna-Campobasso: la partita con meno storia ma non senza storia. Davanti al loro pubblico le molisane assorbono bene l'ondata iniziale virtussina (26-20 al 10'), sorpassano verso metà 2° quarto; ma dopo che Zandalasini e Pasa ispirano il controbreak prima dell'intervallo (47-41 al 20'), Campobasso non ne ha più per reggere le continue folate delle V nere, che timbrano la vittoria n°17 di fila su suolo italico. Soprattutto Laksa e André in evidenza nel break del 3° quarto che chiude tutto in anticipo (74-57; alla fine 96-71).
Rupert e Laksa 19 (5/5 da 3 per la lèttone), Zanda 13; Parks brava con 26, ma Campobasso dopo la perdita di Perry pare indebolita, nonostante le pezze di mercato.
- Preview semifinali? Se Carangelo non torna in forze sarà difficile per Sassari approfittare di eventuali spiragli lasciati da Schio, qualora la corazzata confermasse le titubanze di ieri. Tra Bologna e Venezia favorita la Virtus, ma occhio che la Reyer ha mostrato, sia in campionato che in coppa, di avere talento e carattere quando le condizioni sono favorevoli (e certo non fu così nella recente sfida di campionato, in cui Bologna partì avanti 0-30; ma occhio che potrebbe essere ingannevole per le felsinee...), e c'è l'incognita-Dojkic: non averla al meglio non lo paghi contro Campobasso, ma magari contro Venezia sì. Credo che, a prescindere dalla croata, sia arrivato il momento in cui Zandalasini, tra oggi e domani (se ci arriva) deve dimostrare di essere quella che fa la differenza per la conquista di un trofeo. Ché di trofei in bacheca ne ha già tanti, ma non ancora da leader in età matura.
Nella foto: slaaaam dunk Kuier.
venerdì 31 marzo 2023
Coppa Italia, quarti: Kuier schiaccia, Ragusa sfiora il colpo, le big passano
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