domenica 26 marzo 2023

Ncaa: Sweet 16 (2^parte): un... Amoore di giocatrice; c'è anche Pinzan

March Madness Ncaa, ma quanto ci piace. Ogni volta un'idola nuova. Quella di stanotte è Georgia Amoore (scritto così, quasi come "Ammore!" che è un grido di moda tra le adolescenti di oggi, a quanto origlio in giro), un trottolo australiano di 1.67, dalla mitraglia facile, che gioca per Virginia Tech. Credo che nemmeno il più maniaco dei nostri appassionati del femminile fosse in grado di ricordare, a memoria e senza spulciare in internet, che costei giocò contro le nostre azzurre nei quarti di finale del Mondiale U17 del 2018 in Bielorussia (vinti dalle Marsupiali per 64-46), anche perché non combinò molto per farsi notare: 0 punti in 4 minuti.
Che la stessa giocatrice oggi sia la protagonista assoluta della seconda serata di Sweet Sixteen (gli ottavi di finale), con 29 punti nella vittoria di Virginia Tech su Tennessee, è una prova del fatto che, nel bene o nel male, non è detto che quello che sei a 17-18 anni sia già il tuo valore definitivo come giocatrice (ci si potrebbe interrogare su quanto siano migliorate da allora le nostre 2001-02 che sembravano molto più forti di lei in quella partita, ma andremmo fuori contesto). Debbo specificare che quello di Amoore non è l'exploit di una sera (che può capitare a molti), visto che in stagione viaggiava già a 15 di media in una squadra che è la testa di serie n°1 del suo tabellone, quindi all'interno di un collettivo-top. Ed è stata mvp del suo torneo di conference.
A differenza dell'altra serata, piena di outsiders che hanno fatto strada a sorpresa, in questa c'erano tutte le "bigs", cioè le n°1 contro le n°4 e le 2 contro le 3. L'unico ribaltamento del ranking (ma molto relativo) è avvenuto con la vittoria di Ohio State su Connecticut del paisà Auriemma, che purtroppo si è presentato senza la stella Paige Bueckers, vittima a stagione in corso del secondo grave infortunio della sua carriera universitaria (trattasi di super-realizzatrice tipo Caitlin Clark, giusto per inquadrare il tipo).
Passate anche le campionesse in carica di South Carolina, con difesa 'sfissiante contro Ucla (59-43), e Maryland, battendo Notre Dame. A Maryland ritroviamo un nome che era ben noto ai tempi delle giovanili, sia con la Reyer che col forte gruppo '99 azzurro: Elisa Pinzan. La quale ha già completato il quadriennio canonico con Maryland, ma ha usufruito (se non erro: mi si corregga pure se sbaglio) dell'anno agonistico di bonus concesso a chi ha perso il finale di stagione 2020 per colpa del Covid. Pinzan ha... pinzato 8 minuti in campo con 0 punti, ma comunque è un tocco d'italianità che fa piacere nelle top-8 che ora si giocano l'accesso alle F4.

Quando si gioca l'Elite Eight (= quarti)? Già stanotte due, e domani notte gli altri due.

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