March Madness Ncaa, ma quanto ci piace. Ogni volta un'idola nuova. Quella di stanotte è Georgia Amoore (scritto
così, quasi come "Ammore!" che è un grido di moda tra le adolescenti di
oggi, a quanto origlio in giro), un trottolo australiano di 1.67, dalla
mitraglia facile, che gioca per Virginia Tech. Credo che nemmeno il più
maniaco dei nostri appassionati del femminile fosse in grado di
ricordare, a memoria e senza spulciare in internet, che costei giocò
contro le nostre azzurre nei quarti di finale del Mondiale U17 del 2018
in Bielorussia (vinti dalle Marsupiali per 64-46), anche perché non
combinò molto per farsi notare: 0 punti in 4 minuti.
Che
la stessa giocatrice oggi sia la protagonista assoluta della seconda
serata di Sweet Sixteen (gli ottavi di finale), con 29 punti nella
vittoria di Virginia Tech su Tennessee, è una prova del fatto
che, nel bene o nel male, non è detto che quello che sei a 17-18 anni
sia già il tuo valore definitivo come giocatrice (ci si potrebbe
interrogare su quanto siano migliorate da allora le nostre 2001-02 che
sembravano molto più forti di lei in quella partita, ma andremmo fuori
contesto). Debbo specificare che quello di Amoore non è l'exploit di una
sera (che può capitare a molti), visto che in stagione viaggiava già a
15 di media in una squadra che è la testa di serie n°1 del suo
tabellone, quindi all'interno di un collettivo-top. Ed è stata mvp del
suo torneo di conference.
A differenza dell'altra serata, piena di
outsiders che hanno fatto strada a sorpresa, in questa c'erano tutte le
"bigs", cioè le n°1 contro le n°4 e le 2 contro le 3. L'unico
ribaltamento del ranking (ma molto relativo) è avvenuto con la vittoria
di Ohio State su Connecticut del paisà Auriemma, che purtroppo si è
presentato senza la stella Paige Bueckers, vittima a stagione in corso
del secondo grave infortunio della sua carriera universitaria (trattasi
di super-realizzatrice tipo Caitlin Clark, giusto per inquadrare il
tipo).
Passate anche le campionesse in carica di South Carolina, con difesa 'sfissiante contro Ucla (59-43), e Maryland,
battendo Notre Dame. A Maryland ritroviamo un nome che era ben noto ai
tempi delle giovanili, sia con la Reyer che col forte gruppo '99
azzurro: Elisa Pinzan. La quale ha già completato il quadriennio
canonico con Maryland, ma ha usufruito (se non erro: mi si corregga pure
se sbaglio) dell'anno agonistico di bonus concesso a chi ha perso il
finale di stagione 2020 per colpa del Covid. Pinzan ha... pinzato 8
minuti in campo con 0 punti, ma comunque è un tocco d'italianità che fa
piacere nelle top-8 che ora si giocano l'accesso alle F4.
Quando si gioca l'Elite Eight (= quarti)? Già stanotte due, e domani notte gli altri due.
domenica 26 marzo 2023
Ncaa: Sweet 16 (2^parte): un... Amoore di giocatrice; c'è anche Pinzan
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