- E' iniziato aprile. I prati fioriscono, gli uccellini cinguettano. Uno di questi mi spiffera che all'ultimo consiglio federale, la scorsa settimana, la Lega femminile avrebbe chiesto l'introduzione della quinta straniera in A1, pare con la motivazione di "dare più equilibrio al campionato". Il che non significa che la otterrà, ma la vorrebbe.
Se fosse vero, non mi stupirebbe, giacché sul numero di "Basket Magazine" di ottobre '24, il g.m. di Schio, Paolo De Angelis, la voce delle società che contano, diceva: "In Italia c'è la regola assurda del numero chiuso di straniere che all'estero non esiste: così si va a strapagare le italiane. Quelle di livello alto sono pochissime, con l'obbligo di avere solo 4 straniere siamo costretti a pagare le giocatrici più del loro reale valore di mercato. Questa è la realtà. In Spagna possono avere 7 straniere in un paese con 200mila giocatrici, noi con 23mila tesserate dobbiamo avere solo 4 straniere? Se diamo libera competizione con le europee, rendiamo più sostenibile il movimento. La nazionale è un punto debole, la Turchia cosa genera come giocatrici turche? Nulla, sono più deboli di noi. Eppure portano 2 squadre alle F4 di Euroleague, vincono o vanno in fondo all'Eurocup ed il loro campionato è molto interessante".- In sostanza, quindi, che sia stato davvero chiesto o no nell'ultimo consiglio federale, l'aumento a 5 straniere è nell'agenda dei clubs di A1 che contano, per i quali in realtà sarebbe solo un compromesso rispetto a quello che realmente vorrebbero, cioè la libertà assoluta di straniere.
Due anni fa (non secoli) c'erano 14 squadre in A1 con un tetto 3 straniere, quindi con 7 italiane (considerando per comodità di calcolo 10 "professioniste" per team) per un totale di 98 posti per le italiane; adesso ci sono 11 squadre con 4 straniere (ok, ce ne sono alcune con meno, ma ripeto, è solo per fare un conto approssimativo) e quindi 6 italiane per team, totale 66 posti per le italiane. Cioè si è perso circa il 33% dei posti.
Ah, tra l'altro va notato che all'attuale quota straniere vanno aggiunte le giocatrici "di formazione italiana" che però italiane non sono, come Quinonez di Campobasso o Nikolic di Brescia.
Dice la voce dei patròn: perché dobbiamo buttare soldi per le italiane quando se pigliamo un'americana o una polacca la paghiamo meno e rende di più? Be', i conti ce li hanno in mano loro, però è davvero credibile che se ci sono straniere libere i costi dell'A1 diventano sostenibili, mentre se ci sono più italiane no? Stranamente però, appena si è deciso di rimettere la quarta straniera, hanno detto "ciao ciao" 6 squadre in due estati, tra cui Costa Masnaga, la quale era un modello (difficile da seguire, ok, però forse più da tutelare che da mettere in condizioni di rinunciare) di società che riusciva a fare l'A1 con i prodotti del suo vivaio, aggiungendo 3 straniere che, salvognuno, costano meno di 4.
Lo stranierismo insomma dilaga, non solo in A1: come ben sappiamo, da quest'anno sono lecite due straniere in A2, e anche qui vanno aggiunte le forestiere di formazione italica.
In sintesi, la risposta alla carenza di praticanti e di italiane di qualità è: copriamo i buchi aumentando le straniere, il che può funzionare forse come palliativo, ma a lungo andare chi può avere interesse a produrre giocatrici italiane, se non per il gusto intimo di farlo?
- Passiamo al basket giocato. In A1, domani fra rulli di tamburi e squilli di fanfare, iniziano i playoff, che per la verità hanno vissuto un prologo domenica con gara-1 fra Schio e Battipaglia. Difficile però definire partita quello che è un match fra un peso massimo e un peso medio, per non dire piuma; o una corsa tra una Ferrari e una Volkswagen di città. 30-11, 44-19, 73-34 i parziali, 90-42 il finale; ancor più eloquente il 138-6 nella valutazione. Meglio soprassedere. Segnalazione per Juhasz, che fa 14 punti + 15 rimba per 33 di valuta in 20 minuti; e se l'ungara è tornata in forma è un'ottima notizia per le Cestariane in vista dell'Eurolega. Schio ha fretta di dedicarsi alla kermesse di Saragozza e quindi chiuderà i conti domani.
- Scontata, seppur meno, anche la serie tra Venezia e Faenza, anche se ci sta almeno una gara di onorevole resistenza romagnola.
L'interesse vero è per le altre due serie, in cui almeno sul piano tecnico ci sta sia l'uno che l'altro esito. Chiaro che per le stagioni che hanno fatto, tra Campobasso e Geas il divario è netto; però se prendi le due squadre in astratto, nome per nome, la vittoria sestese ci può stare. Le molisane sono state molto affidabili quest'anno, le sestesi sono un enigma: imprevedibile se scenderanno in campo nella versione migliore o in quella insipida di molte partite di quest'anno.
Fra Derthona e S. Martino azzardo (ma non è poi così fantasioso) un rovesciamento delle posizioni della regular, ovvero una vittoria delle Lupe che sembrano arrivate più cariche all'appuntamento, mentre le piemontesi tribolano a coprire l'assenza di Fontaine e in ogni caso sono in calo da quando hanno ottenuto la qualificazione alle F4 di Coppa, mentre SML è venuta su forte da dicembre in poi.
- Ultima parentesi sulla stagione regolare, mentre impazza la diatriba se sia Tagliamento o Moore la capocannoniera. Nella trasmissione "Passo e tiro" di ieri, alla quale gentilmente sono stato invitato, Cristiano Garbin ha scelto questo quintetto ideale del campionato: Fondren, Taylor, Tagliamento, Kuier e Kunaiyi. Francesco Brunale (telecronista di Campobasso): D'Alie, Attura, Quinonez, Kuier e Kunaiyi. Edoardo Francese (giornalista di Schio): D'Alie, Taylor, Laksa, Juhasz e Kuier. Per quanto mi riguarda: Fondren, Attura, Salaun, Kuier e Kunaiyi.
Quindi l'unica a ottenere l'unanimità è Kuier; seguono con 3 su 4 Kunaiyi, con 2 su 4 Fondren, Attura, D'Alie, Taylor.
Unanimità di pareri sul miglior allenatore: Seletti con menzioni d'onore a Serventi e Cutugno.
- In A2 Ovest, Valdarno ha il match-point per il primato finale se batte Costa in casa nel prossimo turno; questo dopo che le tosche hanno demolito Moncalieri, le masnaghesi hanno domato alla distanza Broni in un derby longobardo dai contenuti tecnico-agonistici già da playoff (le Diamantifere senza Russo hanno finito palesemente la benza dopo aver comandato nel 2° e 3° quarto con una Nasraoui ispiratissima all'inizio ma calata poi, mentre Crowder è stata un'iradiddio per Costa con 28), mentre Empoli ha piegato di misura Livorno nonostante una Miccio ben accesa (26 con 6/13 da 3) che propelle una rimonta da -9 a -2 nel finale; e invece Milano è caduta a sorpresa contro Giussano penultima.
- Personalmente ho assistito a questo derby, giocato nel sontuoso PalaDesio, la cattedrale (nel semideserto) della Brianza da 6.700 posti. Lo vincono appunto le Foxes brianzole, dopo due overtimes, quindi poteva finire in un modo come nell'altro ma ha vinto chi ci ha messo più del suo standard, mentre il Sanga era privo di mordente, accontentandosi un po' leziosamente di star lì nel punteggio, con l'idea forse di poter cambiare marcia al momento buono, cosa che poi non è riuscito a fare. Eppure Giussano, oltre a non avere ancora Diotti (naso rotto due partite fa), ha perso Lussignoli, la sua compagna di reparto in play-guardia, per dolore a un ginocchio dopo 3 minuti. Ha sopperito bene la 2006 Ramon, ci han messo tutte molta "garra" ma, onestamente, la vera Milano (quella che ha battuto Valdarno in trasferta due settimane fa, per intenderci), sarebbe stata superiore e non di poco. Invece solo Tibè ha giocato da par suo (20 punti e 16 rimba); a Moroni va riconosciuto di essersi sbattuta (16 punti, 8 rimba, 9 assist) ma al tiro era troppo sbirola; anche Toffali ci ha provato molto ma riuscendo poco (3/16), Cicic qualcosa di buono da 3 ma non da farti vincere; opache invece Nori, Zelnyte e stranamente anche Allievi.
Per Giussano invece ancora protagonista Bernardi (20 punti e 5 assist), roccia Szajtauer (16 punti + 15 rimba) anche se s'è mangiata un paio di "rigori", ma i jollies sono stati la già citata Ramon e la "nipote d'arte" Colico che ha fatto giocate giuste nei momenti importanti. E Marciniak è senza dubbio un bel puntello.
Per farla breve, l'andamento non ha mai visto breaks consistenti; quasi ineluttabilmente s'è arrivati alla volata finale, in cui Bernardi ha segnato la tripla del +3, Tibè ha accorciato dal mezzo angolo, poi Moroni ha avuto due liberi sul meno 1 e ne ha segnato uno; Giussano ha sbagliato da 3 allo scadere.
Primo overtime, Giussano a +5, parziale di 0-6 per Milano, Bernardi fa 2/2 per il +1, Toffali si procaccia fallo a -5" ma anche stavolta è 1/2 Sanga e altro supplementare.
Nel secondo "ot" decisivo quando sul meno 3 l'ultima azione milanese è finita in vacca senza riuscire a tirare da 3 (Zelnyte poteva, ma inspiegabilmente l'ha passata via), sicché le brianzole hanno sigillato dalla lunetta, 81-76, bissando il colpaccio su Costa ottenuto a inizio marzo, ma nel loro campo abituale di Arese. A essere obiettivi, partita più emozionante che bella, per via di qualche erroraccio di troppo.
- Per i playoff, passo avanti decisivo per le due sarde, che si prendono le piazze n°7 e 8: Selargius tritando Benevento (prevedibile), Cagliari spazzando La Spezia (meno prevedibile, almeno nelle proporzioni), ma la squadra ligure ha avuto sfiga perdendo subito Trehub, il recente rinforzo croato, per infortunio.
La lotta per la salvezza diretta è rovente, giacché si ha: Spezia 18, Salerno 18 (vincendo a Torino, colpaccio), Moncalieri 18, Torino 16, Giussano 14. Le prime due fra queste godono, le altre vanno ai playout. Probabili parità decise dalla roulette degli scontri diretti a favore o contro.
- All’Est, insiste Mantova che respinge la rimonta di Vicenza e rimane prima da sola; a tallonarla è sempre Udine; stavolta hanno vinto tutte le prime, tranne Roseto che continua il suo "down" dopo la Coppa Italia. Umbertide riaggancia Vicenza all'8° posto, Bolzano è subito sotto: bella lotta a tre per i playoff.
Nella foto: Giussano festeggia l'impresa su Milano.

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