Eurolega
- Praga-Schio. L’eterna quaresima del basket femminile italiano continua: festeggiamo (si fa per dire) 30 anni tondi senza il titolo europeo maggiore. Si ferma al primo ostacolo Schio alle Final Six di Saragozza; non era favorita e il campo in effetti ha confermato la sensazione che Praga avesse qualcosa di più; ma il Famila è rimasto a metà del guado tra una prestazione all’altezza (che c'è stata) e una che accendesse davvero la scintilla (che è mancata). In sostanza ha giocato da 6, forse 6,5, ma non di più; e per questo è difficile accontentarsi del classico "dato tutto, usciamo a testa alta". La sostanza è che Schio formato europeo si ferma sempre lì (tranne che nel 2023), alla soglia delle prime 4.
Assente Dojkic ma dall'altra parte manca Conde, seconda miglior marcatrice e miglior assist-woman praghese. Quindi forse più pesante la loro defezione. Nel 1° quarto equilibrio con Keys prima a scaldare la mano per Schio con due triple frontali; break di 0-8 per Praga innescando la colossa Brionna Jones, 5-0 finale per le arancio con tripla di Bestagno (18-19 al 10').
Il 2° periodo è già quello che segna la partita. Dapprima sembra arridere alle Cestariane, che completano un 14-2 (compreso il suddetto 5-0 di fine 1° quarto) con Verona, Sottana e 5 punti di Laksa (ma rimarrà l'unico sprazzo della lèttone): 27-21 al 13'.
C'è una svolta quando a Laksa entra ed esce la tripla del +9; sul rovescio di fronte realizza Ayayi in contropiede. Inopinatamente gira il vento, Ayayi continua a imperversare, poi Jones, poi tocca a Oblak, mentre Schio perde la bussola, soprattutto in difesa dove imbarca 26 punti in 7' dopo quel +6. All'intervallo è 35-47 per le ceche: pesante da recuperare contro un'avversaria così e in quarto di finale in campo neutro (fosse stato in casa, era diverso).
Peraltro a inizio ripresa Schio, toccato il massimo svantaggio sul -14, si lancia in una rimonta che rapidamente va vicina a partorire l'aggancio: inizia André in correzione volante, poi triple di Keys e Sottana, poi un plastico arresto-e-tiro di Salaun in contropiede per un 48-53 che riapre i giuochi, ancor più poco dopo quando un lancio per Salaun manda la francese a siglare il 52-55 al 28'.
La spinta scledense s'esaurisce però nel finale del 3° quarto, in cui Praga riprende ossigeno, 54-61 al 30'.
C'è ancora un assalto del Famila a inizio ultimo periodo, con 3 liberi di Laksa e una tripla di Bestagno; di nuovo meno 3 (60-63 al 31') e inerzia favorevole. Ma anche stavolta le pentole restano senza coperchi. Errori nel momento cruciale zavorrano Schio (2 punti in 4'40"); e qui Praga è killer nel cogliere l'attimo innescando Magbegor sotto canestro, lì dove le arancio sono più vulnerabili. Fioccano anche un paio di stopponi ai danni delle arancio; Vyoralova fa +10 (62-72 a -4'20") e di fatto finisce lì. Anche se Salaun e Juhasz fanno meno 5 (69-74 a -1'30"). Oblak, con freddezza mortifera, colpisce in arresto e tiro ed è il titolo di coda. Finisce 72-79, esito ineccepibile.
Si hanno: per Schio 13 di Salaun (ma 5/16 al tiro) e di Keys (con 4/8 da 3), 12 di Sottana, 10 di una Laksa imbrigliata dalla difesa, 8 di una Juhasz poco proattiva (solo 8 tiri); per Praga 19 di Ayayi, 17 Jones, 14 Oblak, 8+13 rimba di Magbegor.
Schio perde pur tirando un lusinghiero 10/24 da 3 contro 5/14 per Praga: pesano di più il 22/39 da 2 delle ceche contro 16/44, e pure il 20/27 ai liberi di Praga contro 10/13 di Schio, vale a dire il doppio dei tentativi, ma non per complotto arbitrale, bensì perché la pericolosità interna delle ceche è nettamente superiore. Si sapeva che questo è il principale tallone d'Achille del Famila al massimo livello, poteva essere compensato in altri modi e in parte lo è stato (appunto le triple e sprazzi di gioco in velocità), ma non abbastanza. Soprattutto per la prova "così così" del trio straniero.
- Nell'altro quarto di finale, Mersin piega Bourges che dopo essere stata avanti 57-59 a 4' dal termine, s'incarta e non segna più, incassando un 9-0 da lì alla fine (67-59). Cinque in doppia cifra per le turche, guidate da N. Howard a 15; di là Okonkwo 14.
Da notare che in ambo le partite ha la meglio la squadra con più straniere multinazionali rispetto a quella in cui il gruppo indigeno ha più peso. Ma è solo un dettaglio.
Le semifinali (venerdì) sono Fenerbahce-Praga e Valencia-Mersin.
A1
- Derthona-S. Martino (quarti G3). E alla fine sono le Lupe a piazzare la zampata vincente. La serie più appassionante dei quarti (anzi l'unica ad aver appassionato, salvo G1 Campobasso-Geas) si decide nell'ultimo quarto dell'ultima partita, anche se non proprio all'ultimo tiro. Torna Zahui dopo l'assenza in G2; Derthona, che tira peggio ma arraffa molti rimbalzi offensivi, prende il comando nel 2° quarto con un 12-0 (Penna, Attura, Fontaine, Arado) per un massimo di +7; ricuce Bickle per SML, Leonardi firma il 40-36 all'intervallo con una tripla.
Nel 3° periodo Derthona rimane a secco per 6 minuti; SML ne approfitta solo in parte (+6), Dotto e Zahui rianimano le piemontesi (51-53 al 30').
Ma in vista del traguardo è S. Martino ad avere più energie. Penna rimane quasi sola a segnare per Derthona; dall'altra parte è staffetta di protagoniste. Bickle punge sia da sotto che da fuori, con 8 punti in fila fa +9 (56-65); ma lei stessa rovina tutto con un tecnico evitabilissimo, soprattutto perché ne aveva già beccato uno nel 2° quarto, sicché deve prendere la via degli spogliatoi. Ne approfittano Penna e Zahui per ridare speranza a Derthona (61-65) ma ecco l'eroina delle eroine, al secolo Rae D'Alie, che si mette a fendere come una lama la difesa di casa, in cooperazione con Robinson; quando la paisà segna subendo fallo, caccia un urlo selvaggio che poco dopo è imitato da Del Pero su una tripla che equivale ai chiodi nella bara tortonese (67-77 a -2'). Finisce 72-82 e S. Martino va in semifinale per la seconda volta nella sua storia. Speranze contro Schio? Nessuna. Ma vale comunque la candela. Derthona rimane con una Final Four di Coppa Italia e un 4° posto in stagione regolare: bicchiere mezzo pieno per tre quarti (forzando un po' la matematica).
Si hanno: per Derthona 24 di Penna (di cui 15 nell'ultimo quarto), 12 Fontaine, 11 Zahui, sono mancate Attura, Dotto e Melchiori per far quadrare il cerchio; per SML 20 di Robinson, 18+10 assist di D'Alie giocando 40', 17 di Bickle.
- Sassari-Brescia (playout 1°t. G2). Andamento simile a gara-1: tre quarti in equilibrio, poi Brescia ne ha di più e fa il break verso metà dell'ultimo. Sorpassi continui per 35 minuti, vantaggi minimi; la svolta è quando, sul 71-70 a 4' e rotti dal termine, le ospiti producono un micidiale 0-10 con Togliani, Johnson (tripla), Bongiorno (tripla e 2 liberi), mentre la Dinamo sbaglia tutto. Finisce 73-82 e Brixia è salva, per il 2° anno di fila al 1° turno di playout, mentre le nuragiche dovranno sudarsi la salvezza contro Alpo.
Non basta Taylor, 29 (8/17 dal campo e 12/12 ai liberi) ma fin troppo "una contro tutte" nel finale; 15 Gonzales, così-così Carangelo; Brescia fa 13/31 da 3 e ha Tagliamento a 20, Johnson (rediviva) a 19, Togliani 10, Bongiorno (sorpresa positiva dell'ultima parte di stagione) 10 e la roccia Yurkevichus 8+15 rimba.
A2
- Telegrafico: all'Ovest i due big match vedono la doppietta longobarda, Costa di 1 a Valdarno con due liberi di Osazuwa decisivi; Milano +15 su Empoli. Primato in palio all'ultima giornata con Costa-Sanga: in corsa anche Valdarno che deve vincere a Cagliari (nel frattempo la Virtus ha vinto all'overtime il derby con Selargius per il 7° posto) e sperare in un successo milanese.
All'Est cade Mantova in casa con Bolzano e così non sigilla il primato; Udine appaia; all'ultima giornata le friulane vanno in Alto Adige mentre Mantova se la dovrà sudare a Ragusa; due punti sotto c'è Matelica che nel frattempo ha ingaggiato Fantini.
Nella foto: la sempre indomita Sottana in un assalto a canestro durante Schio-Praga.
Assente Dojkic ma dall'altra parte manca Conde, seconda miglior marcatrice e miglior assist-woman praghese. Quindi forse più pesante la loro defezione. Nel 1° quarto equilibrio con Keys prima a scaldare la mano per Schio con due triple frontali; break di 0-8 per Praga innescando la colossa Brionna Jones, 5-0 finale per le arancio con tripla di Bestagno (18-19 al 10').
Il 2° periodo è già quello che segna la partita. Dapprima sembra arridere alle Cestariane, che completano un 14-2 (compreso il suddetto 5-0 di fine 1° quarto) con Verona, Sottana e 5 punti di Laksa (ma rimarrà l'unico sprazzo della lèttone): 27-21 al 13'.
C'è una svolta quando a Laksa entra ed esce la tripla del +9; sul rovescio di fronte realizza Ayayi in contropiede. Inopinatamente gira il vento, Ayayi continua a imperversare, poi Jones, poi tocca a Oblak, mentre Schio perde la bussola, soprattutto in difesa dove imbarca 26 punti in 7' dopo quel +6. All'intervallo è 35-47 per le ceche: pesante da recuperare contro un'avversaria così e in quarto di finale in campo neutro (fosse stato in casa, era diverso).
Peraltro a inizio ripresa Schio, toccato il massimo svantaggio sul -14, si lancia in una rimonta che rapidamente va vicina a partorire l'aggancio: inizia André in correzione volante, poi triple di Keys e Sottana, poi un plastico arresto-e-tiro di Salaun in contropiede per un 48-53 che riapre i giuochi, ancor più poco dopo quando un lancio per Salaun manda la francese a siglare il 52-55 al 28'.
La spinta scledense s'esaurisce però nel finale del 3° quarto, in cui Praga riprende ossigeno, 54-61 al 30'.
C'è ancora un assalto del Famila a inizio ultimo periodo, con 3 liberi di Laksa e una tripla di Bestagno; di nuovo meno 3 (60-63 al 31') e inerzia favorevole. Ma anche stavolta le pentole restano senza coperchi. Errori nel momento cruciale zavorrano Schio (2 punti in 4'40"); e qui Praga è killer nel cogliere l'attimo innescando Magbegor sotto canestro, lì dove le arancio sono più vulnerabili. Fioccano anche un paio di stopponi ai danni delle arancio; Vyoralova fa +10 (62-72 a -4'20") e di fatto finisce lì. Anche se Salaun e Juhasz fanno meno 5 (69-74 a -1'30"). Oblak, con freddezza mortifera, colpisce in arresto e tiro ed è il titolo di coda. Finisce 72-79, esito ineccepibile.
Si hanno: per Schio 13 di Salaun (ma 5/16 al tiro) e di Keys (con 4/8 da 3), 12 di Sottana, 10 di una Laksa imbrigliata dalla difesa, 8 di una Juhasz poco proattiva (solo 8 tiri); per Praga 19 di Ayayi, 17 Jones, 14 Oblak, 8+13 rimba di Magbegor.
Schio perde pur tirando un lusinghiero 10/24 da 3 contro 5/14 per Praga: pesano di più il 22/39 da 2 delle ceche contro 16/44, e pure il 20/27 ai liberi di Praga contro 10/13 di Schio, vale a dire il doppio dei tentativi, ma non per complotto arbitrale, bensì perché la pericolosità interna delle ceche è nettamente superiore. Si sapeva che questo è il principale tallone d'Achille del Famila al massimo livello, poteva essere compensato in altri modi e in parte lo è stato (appunto le triple e sprazzi di gioco in velocità), ma non abbastanza. Soprattutto per la prova "così così" del trio straniero.
- Nell'altro quarto di finale, Mersin piega Bourges che dopo essere stata avanti 57-59 a 4' dal termine, s'incarta e non segna più, incassando un 9-0 da lì alla fine (67-59). Cinque in doppia cifra per le turche, guidate da N. Howard a 15; di là Okonkwo 14.
Da notare che in ambo le partite ha la meglio la squadra con più straniere multinazionali rispetto a quella in cui il gruppo indigeno ha più peso. Ma è solo un dettaglio.
Le semifinali (venerdì) sono Fenerbahce-Praga e Valencia-Mersin.
A1
- Derthona-S. Martino (quarti G3). E alla fine sono le Lupe a piazzare la zampata vincente. La serie più appassionante dei quarti (anzi l'unica ad aver appassionato, salvo G1 Campobasso-Geas) si decide nell'ultimo quarto dell'ultima partita, anche se non proprio all'ultimo tiro. Torna Zahui dopo l'assenza in G2; Derthona, che tira peggio ma arraffa molti rimbalzi offensivi, prende il comando nel 2° quarto con un 12-0 (Penna, Attura, Fontaine, Arado) per un massimo di +7; ricuce Bickle per SML, Leonardi firma il 40-36 all'intervallo con una tripla.
Nel 3° periodo Derthona rimane a secco per 6 minuti; SML ne approfitta solo in parte (+6), Dotto e Zahui rianimano le piemontesi (51-53 al 30').
Ma in vista del traguardo è S. Martino ad avere più energie. Penna rimane quasi sola a segnare per Derthona; dall'altra parte è staffetta di protagoniste. Bickle punge sia da sotto che da fuori, con 8 punti in fila fa +9 (56-65); ma lei stessa rovina tutto con un tecnico evitabilissimo, soprattutto perché ne aveva già beccato uno nel 2° quarto, sicché deve prendere la via degli spogliatoi. Ne approfittano Penna e Zahui per ridare speranza a Derthona (61-65) ma ecco l'eroina delle eroine, al secolo Rae D'Alie, che si mette a fendere come una lama la difesa di casa, in cooperazione con Robinson; quando la paisà segna subendo fallo, caccia un urlo selvaggio che poco dopo è imitato da Del Pero su una tripla che equivale ai chiodi nella bara tortonese (67-77 a -2'). Finisce 72-82 e S. Martino va in semifinale per la seconda volta nella sua storia. Speranze contro Schio? Nessuna. Ma vale comunque la candela. Derthona rimane con una Final Four di Coppa Italia e un 4° posto in stagione regolare: bicchiere mezzo pieno per tre quarti (forzando un po' la matematica).
Si hanno: per Derthona 24 di Penna (di cui 15 nell'ultimo quarto), 12 Fontaine, 11 Zahui, sono mancate Attura, Dotto e Melchiori per far quadrare il cerchio; per SML 20 di Robinson, 18+10 assist di D'Alie giocando 40', 17 di Bickle.
- Sassari-Brescia (playout 1°t. G2). Andamento simile a gara-1: tre quarti in equilibrio, poi Brescia ne ha di più e fa il break verso metà dell'ultimo. Sorpassi continui per 35 minuti, vantaggi minimi; la svolta è quando, sul 71-70 a 4' e rotti dal termine, le ospiti producono un micidiale 0-10 con Togliani, Johnson (tripla), Bongiorno (tripla e 2 liberi), mentre la Dinamo sbaglia tutto. Finisce 73-82 e Brixia è salva, per il 2° anno di fila al 1° turno di playout, mentre le nuragiche dovranno sudarsi la salvezza contro Alpo.
Non basta Taylor, 29 (8/17 dal campo e 12/12 ai liberi) ma fin troppo "una contro tutte" nel finale; 15 Gonzales, così-così Carangelo; Brescia fa 13/31 da 3 e ha Tagliamento a 20, Johnson (rediviva) a 19, Togliani 10, Bongiorno (sorpresa positiva dell'ultima parte di stagione) 10 e la roccia Yurkevichus 8+15 rimba.
A2
- Telegrafico: all'Ovest i due big match vedono la doppietta longobarda, Costa di 1 a Valdarno con due liberi di Osazuwa decisivi; Milano +15 su Empoli. Primato in palio all'ultima giornata con Costa-Sanga: in corsa anche Valdarno che deve vincere a Cagliari (nel frattempo la Virtus ha vinto all'overtime il derby con Selargius per il 7° posto) e sperare in un successo milanese.
All'Est cade Mantova in casa con Bolzano e così non sigilla il primato; Udine appaia; all'ultima giornata le friulane vanno in Alto Adige mentre Mantova se la dovrà sudare a Ragusa; due punti sotto c'è Matelica che nel frattempo ha ingaggiato Fantini.
Nella foto: la sempre indomita Sottana in un assalto a canestro durante Schio-Praga.

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