martedì 15 aprile 2025

A1, vigilia semifinali: regno veneto e incognita Campobasso. A2: primati lombardi con Costa & Mantova, playoff apertissimi

- Pronte a scattare, tra l'entusiasmo delle masse, le semifinali di A1, col Veneto razza padrona: 3 esponenti su 4. Scontato che ci fossero Schio e Venezia, il jolly (non troppo a sorpresa) è S. Martino. L'intrusa, a rappresentare felicemente il Sud, è Campobasso, alla quale sono affidate le maggiori speranze d'un copione non troppo piatto. Giacché Schio toserà sicuramente le pur orgogliose Lupe, magari soffrendo in una-due gare ma è altamente probabile un 3-0, l'altra serie potrebbe offrire più sapore.

Campobasso in gara-2 col Geas ha impressionato per assortimento delle soluzioni e personalità, al punto da far pensare "se è questa, può giocarsela anche con Venezia". Però a sua volta la Reyer sembra più forte di prima, con l'aggiunta di Mompremier, l'elemento d'area che prima mancava. E che nemmeno Schio ha. Gara-1 potrebbe già dire molto: se il team del pastificio è di ... pasta sufficientemente dura per andare di traverso alle favorite lagunari. Da ricordare che l'unica sconfitta di Venezia o Schio in tutta la stagione (a parte le sfide fra loro) è stata della Reyer con Campobasso. Certo però la lunghezza della serie, su 5 gare anziché su 3 come gli anni scorsi, rende più difficile il compito all'outsider e dunque sarebbe clamoroso se la finale non fosse l'ennesimo rematch tra le colosse venete.
Si apprende intanto che RaiSport trasmetterà le semifinali a partire da gara-3 (sperando che ci sia almeno una quarta se non quinta) e poi la serie finale.

PlayoutSassari-Alpo per evitare l'inferno (salvo ripesche estive); interessante la differente situazione tra una squadra che si ritrova inopinatamente nella palude dopo aver respirato l'aria di un quarto di finale europeo (la Dinamo) e una che si sta preparando dall'inizio dell'anno a giocarsi tutto in queste due o tre partite. Sulla carta Sassari è superiore ma la serie con Brescia ha confermato i segnali di bollitura avanzata, con due cedimenti nel finale. E' proprio contro Alpo che Carangelo e socie hanno ottenuto la loro unica vittoria su 15 partite di campionato da metà novembre a oggi (pazzesco).

A2: terminata la stagione regolare con un doppio primato per la Lombardia, che se nella serie maggiore è in una fase storica ormai ventennale di magro e digiuno (ultimo trofeo vinto: Supercoppa 2004 con la Comense; da allora una finale: Geas in Coppa Italia 2019), :cry: nella categoria cadetta fa la sua egregia parte.
All'Est il sigillo finale di Mantova arriva... in retromarcia, dopo un rovinoso meno 37 a Ragusa (78-41), pagando oltremodo l'assenza di Fietta. Udine nel contempo perde a Bolzano e rimane così alla pari con le virgiliane, con cui sono 0-2 negli scontri diretti. Anche Matelica ha perso, ma non era più in corsa per il primato. Ragusa "moralmente" è la vincitrice della regular, terminando con 5 sconfitte, meno di tutte le altre; ma per colpa della penalizzazione è terza. Per Mantova comunque grande exploit, considerando le quotazioni da playoff, ma non più, che aveva a settembre. Circostanze senza dubbio favorevoli (in primis le grane di Udine, che avrebbe probabilmente dominato, e appunto la penalità ragusana), ma Mantova ha davvero ottenuto il massimo dal suo potenziale, con il merito speciale di aver pescato (o meglio ripescato) Fusari che era uscita dai radar dopo 5 anni al college.
Per il resto, Bolzano acchiappa l'ultimo biglietto-playoff; Umbertide (scivolata in casa con Ancona) e Vicenza salve dirette; Rovigo ai playout e le stanno molto stretti.

- All'Ovest, personalmente mi sono recato a Costa-Sanga, superderby di chiusura della "regular" con le padrone di casa certe del primato in caso di vittoria, mentre le milanesi avevano appreso nel pomeriggio, col successo di Valdarno a Cagliari, di essere tagliate fuori dalla vetta, potendo al massimo giungere seconde ai danni delle masnaghesi, ammesso che fosse un vantaggio in termini di tabellone-playoff.
Fatto sta che la partita delude sul piano dell'incertezza, chiudendosi nel giro di 3 quarti. L'andamento smentisce clamorosamente che "chi ben comincia è a metà dell'opera". lnfatti il 1° quarto è appannaggio di Milano, che dopo parecchi minuti poveri di canestri su ambo i fronti, piazza un 2-9 nel finale, completato da Toffali con palla rubata e "coast to coast" alla sua maniera (11-18 al 10').
In apertura del 2° quarto Allievi ("super ex", alla sua prima volta da avversaria a Costa) segna il +9, poi Toffali rifila una stoppata siderale a Motta in contropiede. Tutto fa pensare a un Sanga con più carica, più smalto, eccetera. Del tutto fallace. Da lì in avanti ci sarà solo una squadra in campo ed è Costa, mentre Milano inopinatamente evapora, attaccando male la zona proposta da Andreoli: palle perse anche banali e martellamento ostinato quanto infruttuoso dalla lunga distanza (1/16 da 3 all'intervallo). Al contrario, Costa propone un'ottima varietà di soluzioni, tra canestri da sotto a difesa schierata, contropiedi e triple. Il parziale di 21-6 nel 2° quarto vale un buon +8 per Costa, ma recuperabilissimo dal Sanga visto non più tardi di una settimana prima contro Empoli.
Invece Milano, dopo un'illusoria "rimontina" da meno 11 a meno 6, sprofonda di nuovo nel buio e Costa è micidiale nell'affondare i colpi, soprattutto con le triple di Cibinetto e N'Guessan (5/7 da 3 di squadra nel 3° quarto), ma anche le giocate in area di Kaczmarczyk e Osazuwa. Sul 61-35 al 30' i giochi sono fatti; nell'ultimo quarto Costa tocca anche il +33, solo leggermente addolcito dalle ospiti con uno 0-7 finale (75-49), e mette il timbro sul primato, frutto di uno sprint finale in cui ha inanellato gli scalpi di lusso di Broni, Valdarno e appunto Sanga.
Si hanno: Kaczmarczyk 19, N'Guessan 18, Osazuwa 12 e una cresciuta Cibinetto 11; dall'altra parte Allievi 12, Toffali 11 (ma poco o nulla nella fase centrale, quella decisiva), Tibè 10.

- Per il resto, sempre all'Ovest, Livorno difende il 5° posto, Spezia e Salerno si prendono i due ticket per le vacanze, le due piemontesi faranno i playout con Giussano e Benevento.
Da segnalare, a mo' di curiosità, che Broni contro Moncalieri ha tirato appena 6 volte da 3 (quasi un record, di quest'epoca), frutto della sommatoria fra l'assenza di Russo (unica specialista) e la disciplina ferrea di Diamanti, che anche con Russo non ha mai permesso più di 20 tentativi da 3, mentre sotto la gestione-Magagnoli si tirava quasi sempre più di 20 volte dall'arco.

- Accoppiamenti-playoff (che cominciano il sabato di Pasqua: si prevede un calo dell'affluenza ai riti sacri della vigilia); nel Tabellone 1 si hanno Costa-Bolzano, Matelica-Livorno, Milano-Roseto (rivincita del recente quarto di Coppa), Udine-Cagliari.
Nel Tabellone 2: Mantova-Selargius; Empoli-Treviso; Valdarno-Trieste e un lussuosissimo Ragusa-Broni.
L'incognita è se il divario tra Est e Ovest è netto come è parso in Coppa. Una sensazione è che le posizioni nel ranking dell'Est non corrispondano esattamente ai valori attuali (cioè la sesta-settima-ottava potrebbero essere più in forma delle prime due). Così come, all'Ovest, Broni vale ben più del 6° posto con cui si presenta, seppure senza Russo sia cortissima.
Di sicuro, se spesso negli anni passati c'era una candidata non dico sicura ma altamente probabile alla promozione (come Derthona nel 2024), stavolta non c'è chi si faccia nettamente preferire alle altre. Tutte le "big", in ambo i gironi, hanno alternato momenti brillanti e passi falsi: difficile prevedere chi riuscirà, tra aprile e maggio, a essere più Jekyll che Hyde.

Nella foto: la spettacolare stoppata di Toffali su Motta è lo specchio... all'incontrario di un Costa-Sanga da lì in poi dominato dalle padrone di casa.

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