mercoledì 2 aprile 2025

Ncaa, Elite 8: Bueckers consegna ancora. Alle Final Four oltre a UConn vanno tre #1 (Texas, SouthCaro e UCLA)

- Sarebbe stato il duello del secolo, invece è stata la partita dei rimpianti. Perlomeno da parte di chi non tifasse Connecticut del sempiterno Auriemma. Perché USC (Southern California) contro UConn era attesa dall'inizio della March Madness come l'appuntamento da marchiare col cerchio rosso, quasi come Clark contro Reese lo scorso anno, sempre a livello di Elite 8 ovvero finali dei Regionals ovvero quarti di finale. Stavolta dovevano esserci Paige Bueckers e JuJu Watkins a scannarsi, oltretutto in duello diretto. Ma il crociato, come riferimmo nello scorso resoconto, ha tradito Watkins nel 2° turno.
Senza di lei le Trojans sono comunque hanno superato quella partita e la successiva, ma far fuori uno scoglio come UConn senza la loro leader era troppo complicato. E infatti la partita ha preso presto la direzione di Bueckers e compagne; la pallida quanto mortifera guardia di Auriemma ha prodotto 31 punti senza nemmeno strafare, un buon 50% sia da 2 che da 3 (9/18 dal campo complessivo), sommando così 105 punti nelle ultime 3 partite; :B): a darle man forte è stata soprattutto... Strong (giuoco di parole da applausi) :blink: con 22 punti e 17 rimbalzi, poi anche la semi-asiatica Chen con 15. Un po' meno la storica compagna di reparto di Bueckers, Azzi Fudd, e la lunga egiziana El Alfy (o Elalfy) che vedemmo contro l'Italia in un Mondiale U17 salvo poi fracassarsi tutta e saltare la scorsa stagione.
Da 39-25 al 20' va dato atto a USC di aver imbastito una discreta rimonta nel 3° quarto ma è stata ricacciata indietro, prima di un finale senza sussulti (78-64). 23 punti e 15 rimbalzi di Rajah Marshall per le californiane ma poco da Kiki Iriafen, la seconda individualità più quotata dopo Watkins.

- Contro Bueckers e UConn in semifinale ci sarà UCLA della ciclopica Betts (17 punti, 7 rimbalzi e 6 stoppate) che ha domato LSU (Louisiana State) che per il second'anno di fila si ferma alle Elite 8, lo scorso anno nel già citato duello Clark vs Reese (mentre l'anno prima aveva vinto il titolo in finale sulla stessa Clark).
Prova solida del collettivo per le californiane, che hanno anche 18 punti da Jaquez e 15 dal cambio Gardiner, mentre LSU si aggrappa all’elettrica guardia Flu’Jae Johnson che ne fa 28, mentre l’altra stella Morrow ne racimola 15 pur imprecisa, le altre poco o nulla. Non è che UCLA passeggi (31-25 al 20’, 46-41 al 30’) ma tiene la barra dritta e arriva in porto (72-65).

- L’altra semifinale è fra due squadre poco “glamour” (nell’era delle stellucce da social) ma solide come l’acciaio inox.
South Carolina, per la verità, si salva per poco da quella che sarebbe stata una sorpresona, per mano di Duke e della sua difesa-bunker, che imbriglia le campionesse in carica in una partita a punteggio rachitico e tanto sudore e stridor di muscoli; le Blue Devils sognano sul 38-42 al 30’ in loro favore, ma cuore ed esperienza delle titolate vengono fuori nel finale (54-50). Per le suddite della veneranda Staley, 14 punti per Kitts. Per Duke, 18 punti dalla panchina per l’interessante 2005 canadese Toby Fournier.
Contro SC ci proverà Texas, che ha tenuto a cuccia senza troppi patemi TCU (Texas Christian) della grande speranza bionda Van Lith, 17 punti e 8 rimba ma con 3/15 dal campo. 58-47 il finale per le texane con 18 punti di Madison Booker. Per Van Lith la carriera universitaria, di 5 anni, si chiude col record di 5 "Elite 8" raggiunte con 3 atenei diversi (nell'era dei trasferimenti liberi, ormai, si girovaga spesso e volentieri).

- Le Final Four, rammentiamo, si disputano a Tampa il 5 e 7 aprile, ovviamente in orari notturni nostri. Da notare che sono giunte al gran ballo ben 3 teste di serie #1 su quattro; l'unica eliminata è USC orfana di Watkins. Insomma non troppo thriller, almeno finora.


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