Notizie né buone né cattive dai numeri delle squadre lombarde femminili nelle 5 categorie giovanili competitive. Dall’analisi dei nostri dati, integrati da quelli fornitici dalla Federazione (che ringraziamo), emerge la sostanziale stabilità del movimento nostrano, che fa registrare solo un lieve calo rispetto alla scorsa stagione (da 190 a 184 iscritte complessive, il 3% in meno), dovuto alla contrazione delle U17 (da 49 a 44) e delle U15 (da 36 a 31; ovviamente in tutti i casi il conto comprende la fascia Open), mentre è pressoché invariato il plotone U19 (da 30 a 29) e al contrario cresce, ed è incoraggiante, quello delle più giovani: da 38 a 40 le U13, da 37 a 40 le U14.
Italia male – Insomma un panorama lombardo che in espansione non è, ma resta l’unico di dimensioni consistenti in Italia. Guardando infatti i dati “regione per regione” delle ultime 4 annate, che ci sono stati forniti per le 3 categorie maggiori, balza all’occhio il calo complessivo del 14% dal 2007/08 a oggi: da 672 a 579 squadre “arruolate” in tutt’Italia tra U19, U17 e U15. Per la nostra regione la diminuzione è stata contenuta al 9% (da 113 a 104). Più che rallegrarsi perché la Lombardia è largamente prima nei numeri, rappresentando quasi il 20% del movimento complessivo (cosa che non fa notizia, vista la tradizione e il numero di abitanti), viene da allarmarsi per un panorama nazionale in cui le squadre femminili fanno come... il patrimonio boschivo: ogni anno ne scompare una fetta.giovedì 16 dicembre 2010
Cinguettii (97) - Numeri giovanili: la Lombardia tiene, l'Italia mica tanto [dalla Prealpina del 6/12]
mercoledì 15 dicembre 2010
Cinguettii (96) - A1: Geas, ci sei anche tu
Il Geas era chiamato, sabato scorso, a piazzare il suo primo vero colpo stagionale. Dicevamo alla vigilia che fino a quel momento il suo percorso era stato lineare, battendo quelle dietro ma perdendo con quelle davanti. Ora, sconfitta Faenza in modo più netto di quanto dice il 75-65 finale (era 69-52 a 2' dalla fine; equilibrio per un quarto e mezzo, poi minibreak a ridosso dell'intervallo e strappo nel terzo) è assodato che Sesto può puntare a quel ruolo che le attribuivamo in precampionato (cioè nella fascia subito dietro le grandi favorite Schio e Taranto) e che le prime due opache uscite con Taranto e Como (non tanto per la sconfitta, ma per il modo) avevano un po' messo in discussione, anche se forse andava maggiormente tenuto in conto che, cambiate 3 straniere su 4, qualche tempo di messa a punto era logico.
Faenza indubbiamente senza Alexander diventa molto vulnerabile (del resto aveva appena preso mazzate da Como; e il problema è che l'italo-Usa sarà fuori 4 mesi...), perché la coperta delle lunghe è molto corta: in quintetto parte Ervin da centro, che è ottima ma centro non è, e poi Santucci da ala grande. Mentre il Geas aveva Ujhelyi, Summerton e Wabara insieme. In pratica 3 contro 1. Poi la panca di Faenza, già prima modesta rispetto ai team di vertice, ora è all'osso, perchè escono solo Sciacca, che è a tratti utile ma limitata; Bonaldo, che appena è uscita Adriana 3 minuti ha fatto precipitare il livello, Zherzherunova modesta mestierante. Mentre il Geas tira fuori un'Arturi che non fa rimpiangere Haynie (opaca e gravata di falli), Zanoni che appena entrata s'è subito fiondata in 2 o 3 incursioni, Zanon che s'è vista poco ma è pur sempre utile, e Twehues che può spararti 7-8 punti di fila (come ha fatto sabato) con quei tiri a caricamento istantaneo. Mentre, parlando di titolari, Breitreiner non mi ha convinto per niente: non che faccia danni, ma è impalpabile, mi sembra anche poco fisicata; e Modica era in serata sottotono.Aggiungici che Ujhelyi, oltre a prendere i soliti 15 rimbalzi, ha pure smazzato 5 assist, specie in dai-e-vai; che Summerton se è ben servita e non ben arginata non sbaglia un colpo (9/11 sabato); che Wabara oltre a mettere 2 triple inattese ha una fisicità demolente (vedi una ruzzata ad Adriana con recupero e contropiede solitario) e hai tanti fattori per un dominio che nella ripresa è stato netto, nonostante a Faenza la qualità ovviamente non manca, con due come Adriana-Ervin e una Santucci all'inizio pasticciona ma poi pimpante, e così si è riportata a -9 con 5' da giocare. Ma il Geas ci ha messo poco a spegnere la fiammatina. In sintesi: una Faenza vulnerabile ma il Geas è piaciuto, con solidità da vendere e sprazzi di bel gioco. Domenica però il test a Umbertide sarà ancora più probante.
Due note finali: 1) arbitraggio di quelli stile "prima andiamo a casa meglio è": lo si capiva già dall'inizio anticipato alle 20.26-20.27, classico trucchetto per mangiar minuti, e poi fischi al massimo risparmio, con altrettanto classica aggiustatina nel finale per non destar sospetti con un numero di falli troppo basso.
martedì 14 dicembre 2010
Impressioni su Cinzia Zanotti debuttante in panchina
Cinzia Zanotti come allenatrice è logicamente in fase di apprendistato, visto che ha cominciato l'anno scorso. Dire che era meglio come giocatrice che come coach è un'ovvietà, visto che è stata una delle migliori giocatrici italiane di tutti i tempi: come farebbe a esserlo già pure da coach? Ma ha dalla sua una dote che non s'insegna, il prestigio del suo passato sul campo.
Aggiungo che ha pure il vantaggio di avere come marito Roberto Galli, anziché magari un impiegato del catasto digiuno di basket; a meno che non siano una di quelle coppie che a casa preferisce non parlare di basket.
Penso che Zanotti stia lavorando bene e non certo soltanto perché ha il carisma dell'ex campionessa: anche perché quella è una carta che puoi giocare i primi tempi, poi se non vali come allenatrice, ti sfuma. Dicevo solo che definirla "meglio come giocatrice che come coach" (vedi intervento di qualcuno) non ha senso, perchè stiamo parlando di una delle migliori italiane di sempre, per cui è impossibile che dopo un anno e mezzo in panchina sia già al livello di com'era in campo... In futuro magari.
Quanto alle vittorie, penso che il Geas U15 di quest'anno e anche quello dell'anno scorso, per l'organico che avevano era quasi impossibile che perdessero, nella fase lombarda. Ma quando si gioca a eliminazione diretta alle finali nazionali non c'è nulla di scontato.
domenica 12 dicembre 2010
Pictures of you (7)
Geas-Napoli, duello gioventù-esperienza: Giulia Arturi contro Imma Gentile.
Geas-Napoli, tiro libero per Milica Micovic.
Virtus Spezia-Alcamo (A2, 4/12): la grinta di Dunja Vujovic in un tuffo raso suolo (foto di S. Stradini).
Biassono-Sanga Milano (A2, 5/12): servizio di Brioschi per Pastorino.
Biassono-Sanga: la festa finale delle milanesi mentre sulla sinistra si stringono la mano i coach Piccinelli e Pinotti.
Un omaggio a Marcella Filippi, qui con la maglia di Pomezia lo scorso anno (foto Baccini).
Dulcis in fundo con un'americana alle prese con una pizza alle patatine: dovrebbe essere Laura Harper durante la sua militanza a Venezia lo scorso anno.
venerdì 10 dicembre 2010
Cinguettii (95) - Riassunto lombardo: B1, insiste Valma; B2, continua Villasanta
Del Geas e dalla Comense (A1) abbiam già detto, del derby vinto dal Sanga a Biassono e del tribolato rapporto con gli arbitri di Crema (A2) pure, così come del ribaltone in panchina a Carugate (B1). E dunque cosa rimane a completare il consueto résumé?
In B1 girone "A1", continua a svolazzare Valmadrera, che stenta per 2 quarti contro le giovincelle di Vittuone (-3) ma poi cambia passo e vince 40-58 (bene Scudiero). E Valma è prima da sola approfittando del riposo di Biella. Costamasnaga bruciata sul filo a Lavagna (58-57) nonostante 16 di Tagliabue; Cantù brutto stop a Genova che era ancora al palo (63-51; Maffenini 25 con 11/14 ai liberi, 9 rimbalzi e 8 recuperi ma 7/20 dal campo e 8 perse). Sia Cantù che Vittuone sono momentaneamente fuori dalla zona-playoff.
Nel girone "A2", terza sconfitta in fila per Bergamo, contro la Triestina.
Nel girone "B1", a parte il k.o. netto di Carugate con Fiorenzuò (51-68), bastonata prevedibile per Lodi a Reggio Emilia (71-48), l'incompleta Broni perde a Valdarno (46-41), quindi giornataccia addolcita solo in parte da Cremona che pur senza Colico batte al supplementare Prato (51-44, Marcolini 18 e Marulli 16 però certo in questo periodo Cremona fa molta fatica a segnare). Riposava Usmate.
In B2 lombarda, insiste Villasanta, che vince anche in casa di Varese e rimane sola davanti a Rho, Albino e alla sempre più sorprendente Giussano.
Nelle giovanili Open, aggiornate però alla scorsa settimana, Biassono prima nelle U19, il quartetto Geas-Vittuone-Costa-Biassono nelle U17, il duo Geas-Biassono nelle U15. Tutto molto bello ma si sa già che vinceranno, e l'abbiam già detto, Biassono nelle U19 e il Geas nelle altre due. Da segnalare, sempre settimana scorsa, il duello tra Maffenini e Camilla Conti (la '94 che gioca in A2 con Crema e le U19 col suo Cavallino Bianco), che han segnato l'una 40 e l'altra 36, ma la partita l'ha vinta Conti.
Cinguettii (94) - A2: Crema perseguitata dagli arbitri?
Sabato scorso, Crema ha incassato la sua terza sconfitta consecutiva, che la fa scendere nel calderone di metà classifica, peraltro dopo aver lottato con onore sul campo della capolista Bolzano nonostante una Belfiore convalescente (proprio contro un pezzo da 90 come Kurpniece). Per 3 quarti, anzi, erano state avanti le cremasche, con 19 di Caccialanza (mentre sembra un po' in calo Censini).
E' l'ottava partita in volata per la squadra di Pamiro in questa stagione, di cui 5 vinte e 3 perse se non abbiamo perso i conti. Ma è anche la quarta sconfitta su 5 trasferte e c'è una costante: Crema si sente bistrattata dagli arbitri. Certo quando finisci sempre all'ultimo tiro, il rischio di subire una decisione arbitrale dubbia è alto. Se ne lamentano in tanti, in realtà (il ritornello, traducendo, è: "in trasferta ci perseguitano mentre in casa non ci danno nessun vantaggio", magari premessa la solita frase "sai che di solito non mi lamento mai, però..."
), e diamo per scontata la buona fede di tutti, cioè società e arbitri, però la seguente rassegna di commenti che abbiamo raccolto dal sito ufficiale di Crema (in riferimento alle 4 sconfitte in trasferta di cui abbiam detto) è piuttosto inquietante, cioè delle due l'una, o è mania di persecuzione cremasca o la persecuzione sistematica c'è davvero, perché se 4 sconfitte su 5 sono falsate dall'arbitraggio, vuol dire alterare il senso di una stagione:Dopo Alghero: "E qui entrano in gioco la “prestazione” censurabile non tanto “tecnica” ma soprattutto comportamentale dei direttori di gara che anno inciso non poco sull’esito finale dell’incontro. (...) Purtroppo è nel quarto che è successo qualche cosa che non ci è proprio piaciuto. Errori tecnici ci possono sempre stare così come certe valutazioni di dubbia interpretazione ma il vedere questi a senso unico non ci è proprio andato giu. Il vedere “sistematicamente” bloccati ogni tentativo di rimonta nel momento stesso che ci si vedeva avvicinare all’azzeramento; ritrovarsi in bonus dopo 3’ senza riuscire a beneficiarne fino al termine; vedere 12 p.ti su 16 dalla lunetta delle avversarie (su di un totale di 30/39); veder uscire in rapida sequenza per 5 falli Belfiore, Frusca e Caccialanza privando la squadra del loro apporto in un finale concitato con un -1 sul suono della sirena non è stato proprio il massimo".
Dopo Vigarano: "su di un campo difficile e “caldo” come quella di Vigarano abbiamo assaporato il gusto del successo pregustandolo di fronte ad una prestazione encomiabile della nostra squadra che tra “contrattempi sfortunati” (vedi l’infortunio di Barbiero) e decisioni discutibili che certamente hanno penalizzato la nostra formazione non ha potuto giocarsela fino in fondo con quelle che sono le sue attuali armi".
Dopo Bologna: "Nel frattempo il nostro coach ha già subito qualche richiamo e la sensazione, confermata poi nel proseguo della gara, è che dovremo subire, oltre le avversarie una coppia arbitrale che vuole ritagliarsi, in una partita che non ne ha bisogno, uno spazio da protagonisti. (...) Prima di avere un fallo a favore c’è un tecnico alla panchina e un antisportivo fischiato ad una capitana in campo da tempo con un bel “occhio nero”. L’ottima prestazione dei due “fischietti” viene completata dall’espulsione di Pamiro reo di aver chiesto spiegazioni su l’ennesima decisione avversa presa dai direttori di gara che se da una parte possono essere giustificati per una serata “no” dal punto di vista tecnico che può capitare hanno veramente superato i limiti della decenza per quanto riguarda l’atteggiamento “arrogante ed intimidatorio” mantenuto per tutto il tempo. Vada per gli errori e le valutazioni tecniche ma non ci si può esimere dal sottolineare e stigmatizzare quelli che sono i comportamenti “irriguardosi” e “irrisori” tenuti a fine gara".
Dopo Bolzano (dichiarazione alla stampa del dirigente Denti): "Purtroppo incontriamo sempre delle difficoltà con gli arbitri quando andiamo in trasferta. Non abbiamo protestato stavolta, ma il risultato è stato il medesimo di altre occasioni. Non è mai bello lamentarsi della direzione, ma le cifre parlano chiaro, con 21 falli contro di noi nonostante abbiamo difeso per 25 minuti a zona, e con 4 falli a carico dopo tre minuti di ultimo quarto quando il primo a nostro favore è arrivato all’ottavo".
giovedì 9 dicembre 2010
Cinguettii (93) - A1: di bene in meglio (per l'interesse)
Dicevamo già dopo il turno scorso che l'A1, almeno per ora, si sta rivelando più interessante del previsto strapotere Schio-Taranto. Beninteso, è già successo che le corazzate rimanessero un po' intruppate all'inizio per poi fare il vuoto alla distanza, quindi per ora nessuna sentenza, però quest'Umbertide che batte Taranto per la seconda volta (dopo la Coppa Italia), questa Comense che straccia Faenza che a sua volta aveva appena fermato Schio, sono piacevoli sorprese. Cioè, Umbertide non sorprende che faccia bene, ma una partenza 7-0, più le finali di coppa, chi la prevedeva, onestamente? E occhio che ha battuto Taranto con Consolini a 0/8 dal campo e le solite due straniere-fantasma (Jovanovic e Phillips)... Come a dire, se ci credono sul serio, mettono mano al portafogli e pigliano almeno una straniera forte in più (a costo di rischiare di rompere qualche equilibrio), oppure crescono ulteriormente nell'amalgama giovani-veterane, possono davvero essere un'alternativa credibile alle solite due big. ![]()
Quanto alla Comense, per ora cenere sul capo dei pronosticatori (qui scrivente compreso) condizionati dal precampionato maldestro e già pronti a sentenziare che il cambio Smith-Vilipic sarebbe stato fatale. Invece la Vilipicciona gioca alla grande, altro che paracarro imbolsito dall'età, e il roster, a ben guardare, è lo stesso dell'anno scorso più Donvito e Hicks al posto della sola Andjelic (tra Aziz e Sowinski cambia poco o nulla). Va bene che a Faenza manca Alexander, però domenica, in compenso, Harmon ha giocato solo 8' per un mini-infortunio. Perciò complimenti a Como anche se i bilanci veri si fanno alla fine, come per tutti (insomma per evitare la figuraccia nei pronostici c'è ancora qualche margine...).
Momento della verità, sabato, per il Geas che finora, guardando i risultati, ha vinto 4 partite contro 4 delle ultime 5 della fila, e quindi bene aver evitato sgambetti ma niente di trascendentale; mentre ha perso contro 3 delle prime 5, e quindi tutto normale anche lì (se non altro, il derby perso con Como fa meno male, col senno di poi). Insomma per ora senza infamia e senza lode, Sesto. Con una Parma azzoppata ha forse faticato un pizzico di troppo (risolta solo nell'ultimo minuto), dico "forse" perché Venezia, lì, nelle medesime condizioni ha perso e quindi non era scontato vincere. Però se battesse Faenza, ecco che s'inserirebbe nella zona alta, il Geas, e il campionato assumerebbe un segno decisamente "+". La società offre ingresso gratuito, così almeno toglie l'alibi del prezzo del biglietto e vediamo quanti sono realmente interessati. Scuse non ce n'è, a meno che non venga una nevicata boia.
Intanto anche in coda succedono cose interessanti: Lucca, fino a 5 giorni fa mazzolata e vilipesa, forse bollata troppo presto come candidata principe ad andar giù, ha battuto Priolo e Pozzuoli (da segnalare i 19 di Bagnara nel recupero di ieri). E ora ha gli stessi punti pure di Parma. Mentre Pozzuoli è al palo e pare che coach Palumbo si sia dimesso. Forse il problema era che Dixon e Walker, con un anno di ritardo, hanno studiato la formula e hanno scoperto che puoi anche perdere 22 partite su 22, tanto vai comunque ai playout e con 2 vinte ti salvi. E si saran dette: "Ma chi ce lo fa fa' di sbatterci fino ad aprile? Avvisatece quann'è Pasqua, che dopo giochiamo sul serio". ![]()
Infine segnaliamo robe interessanti su Superbasket: una statistica secondo cui Modica è l'unica in tutta l'A1 a essere sempre andata in doppia cifra di punti nelle 7 giornate finora disputate, ed Ervin idem per la valutazione; e poi un'analisi di Roberto Lurisi sul "quintetto che non c'è", vale a dire qual è il ruolo che appare più scoperto in ogni squadra. Non entro nel dettaglio: comprate la rivista, animali.
mercoledì 8 dicembre 2010
Cinguettii (92) - Società milanesi per bimbe
Piccolo omaggio a Milano giusto perché ieri era Sant'Ambroeus, il beneamato patrono. E poi perché il problema di dove mandare le ragazzine a fare basket, in città è particolarmente annoso. Quindi ci chiediamo: un genitore milanese qualunque, che voglia iscrivere una figlia a un corso di basket, dove può mandarla? La risposta la offre l'opuscolo "Mi For Kids", distribuito a ottobre col Corriere della Sera. Anzi, non è un opuscolo ma un corposo volumetto, dove ci son scritti tutti i corsi, gli eventi, gli spettacoli per bimbi e ragazzi, ma proprio tutto, tipo arte, circo, laboratori dove si modella la creta, musica, teatro e pure sport. Nella sezione basket c'è un elenco di società cittadine con indirizzi delle palestre, costi dei corsi, informazioni varie. Ed ecco quelle che fanno attività femminile giovanile: Abs (periferia sud-ovest; costi annui non specificati), Tumminelli (sud-est; 250-330 euro), Milano Basket Stars (sud-est; 200 euro); Mojazza (nord; da 180 euro in su); Azzurri Niguardese (nord; da 150 a 300 euro); Geas (Sesto S.G.; 280-300 euro); Idea Sport (nord-ovest; costi non specificati); S. Pio X (zona nord-ovest del centro; da 230 a 340 euro); San Gabriele (nord-est; da 200 a 390 euro). Insomma non molte, però bene o male tutti i settori della città sono coperti; e poi bisogna aggiungere che il minibasket quasi dappertutto è misto, per cui se il genitore è temerario, si può mandare la bimba allo sbaraglio con i maschi. Ad esempio, una delle prime partite che ho giocato, da piccolo, contro la Canottieri Milano, mi ricordo che c'era una bambina grande e grossa che ci fece un mazzo così. ![]()
Cinguettii (91) - B1: la svolta (annunciata) di Carugate
Con un comunicato stampa datato ieri, Carugate ha reso noto: "In data 6 Dicembre, coach Michele Puopolo ha rassegnato le sue dimissioni da Capo Allenatore della Castel Asd Carugate. Il Presidente Paolo Gavazzi, dopo aver consultato il Consiglio Direttivo della Società, ha accettato le dimissioni ma riconfermato Puopolo alla direzione del settore giovanile e del settore minibasket. (...) – Vorrei dare una scossa alla squadra, sono convinto abbia delle potenzialità ben superiori ai risultati attuali e la classifica non rispecchia i nostri reali valori – afferma il coach, - la raffica di infortuni che abbiamo avuto sin dalla prima di campionato, non ha certo aiutato, però spero vivamente che con questa scelta sia possibile dare nuova linfa alla squadra, io ho dato tutto quello che potevo, non mi rimane che augurare i migliori successi al gruppo -". Il comunicato prosegue poi annunciando che Paolo Ganguzza, già d.t., prende le redini della panchina, tornando dunque nella mischia della B1 a 3 anni dalle sue dimissioni a Varese.
Passo indietro di Puopolo non indolore per Carugate, che il giovane coach se l'era cresciuto in casa, fino ad affidargli la prima squadra dopo l'esonero di Luca Stanzione nell'autunno 2009.Tutto piuttosto vero quel che si legge nelle sue dichiarazioni: d'infortuni ce n'è stati parecchi, ma la squadra non ingranava, c'erano state 2 vittorie di fila e una sconfitta onorevole a Broni ma l'ultima con Fiorenzuola è stata brutta, e il bilancio di 2-6 è insufficiente per una squadra che, complici anche le attese salite con l'arrivo dell'importante sponsor Castel, voleva fare un campionato di livello medio se non alto, considerando poi che nel girone, a parte Reggio Emilia, non ci sono squadroni, come dimostra il fatto che un'Usmate ben guidata, brava ma non certo irresistibile, è seconda.
Dimissioni di Puopolo che, di sicuro, non sono un fulmine a ciel sereno, perché il coach era stato virtualmente sfiduciato, o comunque sculacciato, dal resoconto societario dell'ultima partita: " (...) ma vengono premiate le rotazioni di coach Villani che schiera atlete più fresche e reattive e rimane a zona, mentre Carugate insiste sul primo quintetto e in difesa a uomo, inizia a dare cenni di cedimento atletico e non riesce con tre lunghe a contenere la velocità ed il ritmo delle guardie emiliane. (...) La difesa milanese alza bandiera bianca, non basta una bomba di Giulia Colombo, un altro parziale di 12-0 (40-58 ) chiude i conti già a 5 minuti dal termine e poco serve ora allungare la difesa e ritornare a zona, ormai i giochi sono fatti. Le ospiti chiudono in scioltezza con un +17 che fa male e poteva tranquillamente essere evitato. Fiorenzuola ha giocato sempre con atlete fresche e reattive in campo, ha scelto la difesa più consona alle sue caratteristiche mentre Carugate ha insistito con poche rotazioni e scegliendo temi difensivi e offensivi logori e troppo prevedibili".
Mi pare abbastanza chiaro. Ricorda un po' quel comunicato emesso dal Sanga Milano lo scorso anno dopo una sconfitta in casa, in cui si facevano parecchi appunti alla conduzione tecnica di Gualtieri. Solo che lì, evidentemente, chi scriveva non era chi decideva, qui a Carugate probabilmente la voce era proprio quella della società e dunque Puopolo, vuoi per questo vuoi per altri segnali, deve aver capito che era meglio fare un passo indietro.
Nel frattempo, una buona notizia per Carugate è il ritorno all'attività di Jessica Genta. L'esterna del '90, si ricorderà, era ferma da settembre per un mancato accordo col Geas sul suo collocamento in prestito. Ora torna a Carugate e dunque Ganguzza, con lei e i recenti ritorni di Schieppati e Zumbaio, si trova un organico completo e competitivo per centrare almeno i playoff. E le ragazze, dopo aver fatto saltare il secondo allenatore in 2 anni (sarebbero 3 in 3 anni, ma Agazzi se ne andò perché aveva avuto un'offerta dal maschile), non hanno più alibi.
Cinguettii (90) - A2: Milano sbanca Biassono, Rovida mvp
E' dunque Milano a cantare dopo il derby di domenica a Biassono. Per la classifica era una partita importante, perché le due squadre erano appaiate a 6, e quindi valeva una posizione netta, anzi alla fine ne sono risultate 3 di guadagno per le vincenti, che si sono ritrovate none insieme a Borgotaro e Marghera, mentre le sconfitte sono relegate al terzultimo insieme ad Alghero, davanti solo al fanalino Cervia. Quindi c'era del pepe aggiuntivo all'interesse già alto che offre un derby tra giocatrici che si conoscono più che bene, tutte lombarde (va be', salvo il recente rinforzo milanese Santucci), eccetera.
Solite assenze da entrambe le parti, tutte nel settore-lunghe (Invernizzi, Forgione, Busnelli per Biassono; Nobis per Milano), per cui quintetti piccoli, veloci, gioco garibaldino come del resto piace fare a queste due squadre. C'era però, sotto canestro, l'atteso duello tra Rovida e Contestabile, di cui già parlavamo la scorsa settimana: due delle lunghe più tecniche del panorama lombardo, con Antonella reduce da un novembre strepitoso ma Nadia apparsa anche lei in forma nella partita prima.Ebbene, ha stravinto Rovida, determinante sia in attacco che in difesa (17 punti, 5/8 da 2, 7/9 ai liberi, 9 rimbalzi, 3 stoppate) e per nulla calata nel finale nonostante i 38 minuti giocati. Quando lei è in serata così, è uno spettacolo perché vedi qualcosa di raro, cioè un vero gioco da pivot, col marchio di fabbrica delle conclusioni in "gancetto".
Ma obiettivamente Milano ha giocato meglio. Più qualità, tiri selezionati con più cura, magari troppe perse sulla pressione biassonese ma meno azioni barbinamente sciupate con passaggi mal eseguiti o errori da sotto. Gottardi un po' imprecisa, anche ben marcata, ma i suoi sprazzi di classe insieme a quelli di Rovida hanno ribaltato la partita dal +8 Biassono di metà 2° quarto al +10 Milano in avvio dell'ultimo. Pastorino s'è vista poco, Giunzioni è rimasta in bianco in attacco ma ha rastrellato 11 rimbalzi e 7 recuperi, prova di umiltà. Zamelli era stata importante all'inizio, poi come spesso le avviene è calata ma non del tutto (alla fine 13 punti), mentre Brioschi, dopo un periodo difficile, s'è riscoperta decisiva con 8 punti nell'ultimo quarto, rallentando la rimonta di Biassono. Che pure è riuscita a trovare il sorpasso, con la giovane Fumagalli a 3'30" dalla fine. Però poi le brianzole non han più segnato, complice uno sprazzo di zona milanese contro cui hanno spadellato da 3; il Sanga a sua volta dal campo s'è bloccato del tutto, ma con un 4/4 ai liberi di Rovida e un 2/2 di Brioschi l'ha portata a casa, 56-61.
Ultima nota per il pubblico: ho contato 120 persone, non tantissime per un derby, ma forse bisogna ridimensionare le aspettative, se no qui passiamo la stagione a dire che c'è poca gente e alla fine diventa un disco rotto.
lunedì 6 dicembre 2010
Il giardino della pallavolo non è così fiorito
A quelli che pensano sempre che il volley è messo meglio di noi, pure nel maschile: va' sto articolo sul sito de «La Stampa» di oggi:
Adesso che sono passati due mesi non ci sono più dubbi: purtroppo per la pallavolo italiana, il Mondiale casalingo non ha lasciato tracce apprezzabili. È stato un evento di successo, ha fatto registrare record di pubblico e di esposizione tv, ha visto gli azzurri giocare fino in fondo, ma i suoi effetti si sono esauriti il giorno dopo l'ultima schiacciata. Poteva essere l'occasione della svolta attesa da un intero movimento, è stata soltanto una gran bella parentesi nella routine di uno sport costretto a un'aurea mediocrità dalla concorrenza sempre più feroce, dalla crisi economica ma anche dai suoi orizzonti limitati.
La dimensione del volley maschile italiano, evidentemente, è quella ben testimoniata dal campionato giunto ieri all'8° turno. Un torneo che non ha beneficiato in alcun modo dell'onda «iridata». I pienoni di fine settembre-inizio ottobre sono già un ricordo sbiaditissimo. Anche perché delle 10 città sedi del Mondiale soltanto Modena, Verona e Roma hanno una squadra in A1. Rispetto alla scorsa stagione, la media-spettatori è cresciuta di un'inezia: da 1940 a 2049 per partita. Con ben 16 match fra i primi 50 al di sotto di quota 1500 e soltanto Modena, Cuneo e Trento con un pubblico superiore alle tremila unità. Stazionari, ma sui minimi dell'ultimo ventennio, anche gli spazi sui media. Preoccupante, invece, l'inedita assenza dello sponsor per il campionato.
La pallavolo era stata la prima a «marchiare» la sua serie A, nel 1989/1990, anno primo dell'era d'oro degli azzurri di Velasco. Cominciò con Wüber, poi si alternarono Boario, Kraft, La Trentina, Lg e, dal 2003, Tim. Che la serie si sia interrotta nel torneo post-Mondiale, però, non allarma l'ad della Lega volley, Massimo Righi: «Non è un dramma, perché la crisi aveva già ridotto il valore economico della sponsorizzazione. Inoltre, dobbiamo evitare marchi di settori merceologici identici a quelli degli sponsor dei nostri club. E, comunque, entro fine anno contiamo di chiudere un accordo: ci sono due trattative aperte».
Il Mondiale, poi, è servito a poco o nulla anche alla nostra Nazionale. È arrivata quarta, è sembrata ancora lontana dal top, è stata fra le squadre più vecchie del torneo. Nella nuova A1 speravamo di vedere all'opera qualche giovane interessante, che evidentemente non c'è. Perché, pur mancando brasiliani e cubani di prima fascia, da noi la differenza continuano a farla gli stranieri. E gli italiani titolari, liberi esclusi, hanno quasi tutti fra i 30 anni di Coscione e Forni e i 37 di Meoni, passando per i 31 di Sottile, Tencati e Gavotto, i 32 di Sala e Fei, i 33 di Cisolla e Simeonov, i 34 di Vermiglio e Zlatanov, e i 35 di Mastrangelo. Rarissime le eccezioni Under 24: Travica, Zaytsev, Parodi, Maruotti, Cester, Falaschi, Leonardi.
Qualcosa spunta in A2, ma per chi fa il ct c'è poco da stare allegri. E qui emerge l'ultimo paradosso del dopo-Mondiale, perché da 35 giorni l'Italia di fatto non ha più un allenatore. Il contratto di Anastasi è scaduto e in Federazione finora hanno avuto altro da fare. «Decidiamo entro fine anno», assicura il presidente Magri. Che oggi dovrebbe vedere il «Nano» in carica dal 2007 per la separazione ufficiale. In pole, più di Fefè De Giorgi, c'è Mauro Berruto, il torinese che già oggi si divide fra Macerata e Finlandia ma che piace molto proprio al n. 1 federale.
domenica 5 dicembre 2010
Scanzani e l'ecatombe d'infortuni
A Spezia, ma sponda Olimpia, pare che ci sia un nuovo crociato rotto in casa Scanzani: la giovane Giacché. Se è confermato, con Quarta siamo a 2 quest'anno, più 3 l'anno scorso se non erro, quant'è il conto degli anni precedenti che non mi ricordo?
Chiaro, non bisogna fare di ogni Scanzani un fascio, perchè il crociato è una piaga del basket femminile intero (non mi ricordo dove avevo letto una spiegazione anatomica del fenomeno, forse su un sito americano, o forse era stata riportata da qualcuno su Basketforum?), però la frequenza nelle sue squadre degli ultimi tempi è allarmante, e lo dico a malincuore perché la sua Spezia dello scorso anno non meritava di fallire (sul campo) l'obiettivo per via di quel triplo infortunio.
Dai, se ogni squadra perdesse 2-3-4 giocatrici all'anno per crociato, il femminile sarebbe un cimitero.
Aggiornamento: mi ha scritto una persona che conosce da vicino il basket spezzino (non una giocatrice, a scanso equivoci), suggerendomi l'idea che non è colpa del parquet né dell'allenatore di turno, ma semmai della dirigenza che impone ritmi di allenamenti esagerati per un'A2, pure alle giovani.
sabato 4 dicembre 2010
Cinguettii (89) - Segnalazioni mediatiche: una rivista online e due video
Rimasti orfani della sezione femminile di Basketville, il magazine online fondato da Franco Montorro a inizio 2009 ma dismesso dalla scorsa primavera (dava 8 pagine alle donne, che non era male), quest'anno c'è la novità di una rivista tutta in rosa, sempre su web intendiamo: si chiama Pick&Roll Magazine, e da una ricognizione rapida ma ficcante del nostro inviato Meurlock Holmes possiamo riferire quanto segue: c'è un blog all'indirizzo http://pickrollmagazine.wordpress.com/, che essenzialmente riporta comunicati stampa societari, e poi c'è anche la rivista vera e propria, scaricabile in formato PDF. Ne sono usciti 6 numeri finora; la fanno 3 ragazzi di Avellino, o meglio 2 ragazze (Manuela Picariello, Gaia Pacella) e un ragazzo (Dario Leone) che fa pure le foto. Sono 8 pagine, con qualche cronaca, classifiche e spunti vari, compreso, ogni settimana, un dotto saggio di marketing sportivo (o qualcosa del genere), che dall'aria sembrerebbero estratti di una tesi di laurea.
In uno dei primi numeri era interessante un'intervista doppia alle sorelle Micovic. Da notare Milica che, alla domanda: "Un difetto del basket femminile in Italia?" risponde: "Purtroppo il valore di una giocatrice viene misurato quasi esclusivamente dai punti che fa". Egregia Milica (te lo dico con la stima di chi ti ha seguito a Carugate e pure al torneo di Binzago): ma questa casomai è la tua fortuna! Perché se senti in giro gli addetti ai lavori, non ci pare che tu sia nota per la difesa o per gli assist o per altro che non siano le doti realizzative...
L'entusiasmo dello staff di "Pick and roll" comunque c'è, come si vede dal fatto che sono venuti a Cinisello per l'Opening Day e hanno fotografato mezzo mondo (giocatrici e spettatori) con in mano un esemplare cartaceo della loro rivista.
Infine ecco irrompere, destinato a sicuro successo, un video-reality del Sanga Milano di A2, che ha filmato alcune fasi della vita di spogliatoio prima e durante la partita di domenica scorsa con Cervia: clicca qua.
venerdì 3 dicembre 2010
Cinguettii (88) - Riassunto lombardo: B1, torna "super-Maffe", Usmate insiste, Broni beffa Carug
Del weekend scorso in chiave lombarda già abbiam cinguettato nei giorni scorsi, segnatamente per il Geas vincente su Napoli e la Comense battuta in volata a Umbertide (A1), e poi per il derby vinto da Biassono a Crema e il contemporaneo "trallallero" di Milano su Cervia (A2).
Resta dunque da carrellare la B1: nel girone "A1" tranquilla Valmadrera (Bussola 18, Capiaghi 15, sempre in attesa di Zanon) contro Novara = 66-54; dominio di Costamasnaga (Tagliabue 24) su Vittuone; strabordante Cantù con Torino = 89-55, e gustatevi il tabellino di "super-Maffe", al secolo Giulia Maffenini: l'allieva pasticcera (giacché questo fa nella vita) sforna 41 punti in 33 minuti, con 13/23 da 2, 2/6 da 3, 9/10 ai liberi, 12 rimbalzi tutti in attacco (!), 9 recuperi per 49 di valutazione...
Certo, ci dicono che abbia disputato una prova leggermente disinvolta in difesa, ma francamente chi se ne frega. In classifica Valma resta appaiata al vertice con Biella; Costa risale al 5° posto; Cantù raggiunge Vittuone e Novara all'ottavo (l'ultimo utile per i playoff, certo traguardo non particolarmente selettivo, con 'sta formula).
Nel girone "A2" secondo k.o. di fila per Bergamo, stavolta a Ponzano: Lussana che scivola a metà classifica con 4-3 di bilancio.
Nel girone "B1", continua a stupire Usmate, non tanto per aver vinto a Prato con una partita più di sostanza che di brillantezza (40-48), ma perché dopo la scoppola che rimediò all'esordio con Reggio, nessuno s'aspettava che potesse ritrovarsi 6-2 dopo 8 partite... Complimenti alle ragazze e a coach Mannis.
Dopo le turbolenze interne, Cremona si risolleva a Forlì (42-53) pur perdendo Colico per infortunio dopo appena 1'. Il derby di giornata va a Broni dopo un overtime (60-57) su Carugate che dopo aver rimontato e superato con Calastri (16) e Chiara Bonfanti (10+12), viene acciuffata da una tripla di Berna, mentre nell'OT l'ultimo tentativo di Calastri sul -1 va fuori complice (almeno a detta ospite) un fallo non zufolato. Lodi battuta in volata (71-74) da Cavezzo. In classifica, Usmate seconda, come dicevamo con 6-2; Broni subito dietro con 5-2; Cremona 4-4; Lodi e Carugate 2-5, al momento appaiate all'ottavo.
In B2 lombarda, Villasanta vince il big match con Rho ed è capolista solitaria. Cerro vince il sentito derby altomilanese con Canegrate. Da notare che in entrambi i campi sono stati segnalati 150 spettatori, pari a quelli di Geas-Napoli: un dato che dovrebbe far riflettere, anche se al momento, di pensieri sensati non me ne vengono. Rifletto genericamente, diciamo.
giovedì 2 dicembre 2010
Cinguettii (87) - Frantinews: spiragli dopo un lungo tunnel
Anche per Michela Frantini, accennavamo, sono state 3 settimane d'impegni a raffica, essendoci stato un infrasettimanale e un recupero in aggiunta alle partite del weekend. Purtroppo, vista la crisi, non ci possiamo permettere un osservatore sul posto, e quindi bisogna basarsi sulle cifre e su testimonianze di seconda mano, che comunque, miscelate con la mia consueta sagacia, producono un resoconto veritiero e affidabile. ![]()
Eravamo rimasti che la Virtus Spezia aveva vinto una trasferta abbordabile ma delicata a Pomezia. La serie si è allungata a 3 vittorie battendo prima Napoli, poi il College Italia, in entrambi i casi conducendo quasi sempre ma senza incantare. In effetti è stata una striscia vincente più frutto del calendario favorevole che di un momento brillante della squadra, come del resto lo stesso coach Agresti paventava. In quelle due partite ha esordito Dunja Vujovic, con qualche spunto positivo anche se non è giocatrice che ti possa trasformare la squadra; tuttavia era quel che serviva dopo la falla aperta dall'addio di Torre e lo sfumato arrivo di Scibelli: a rimbalzo sta andando forte.
Sempre in queste 2 partite, s'assisteva a una strana Frantini in versione timida (come ha fatto notare sua maestà Massimiliano Mascolo, presente col College), tra l'altro impiegata dalla panchina come anche in 2 delle 3 gare successive. 8 punti in 20' con 4/8 dal campo e 5 rimbalzi con Napoli; 5 in 20' con 2/4 al tiro con il College: evidentemente difficoltà più inerenti a se stessa che al valore delle avversarie, trattandosi di giovani rampanti ma non certo superiori alla Miky nazionale. Che nel frattempo, come abbiam già riportato, veniva rampognata a mezzo stampa da Agresti per scarsa applicazione in difesa, salvo poi, nel giro di pochi giorni, riceverne invece l'auspicio che raccogliesse quanto meritava perché stava lavorando bene.
Dopodiché è arrivata, nel giro di 7 giorni, una tripletta di partite difficili, tutte concluse per la Virtus Spezia con una sconfitta di misura, facendo scivolare la squadra al 9° posto con un 4-5 di bilancio. Patron Brunetto ha lamentato scarsi attributi della squadra, il che può forse essere vero, ma non è un organico che possa considerarsi più forte delle 3 avversarie con cui ha perso, quindi tutto sommato il fatto di essersela sempre giocata alla pari indica che manca qualcosina, non molto di più: forse (a parte un po' di solidità in area, come ha detto ancora Mascolo) proprio l'esplosione di Frantini. La quale, dopo una serataccia al tiro con Siena (2 punti in 21', 0/7 da 3), si è presa le sue responsabilità nel sentitissimo derby con l'Olimpia di 3 giorni dopo, e ciò è stato positivo al di là del fatto che ha prodotto un 4/15 dal campo per 9 punti (comunque ne abbiam già parlato nel Cinguettio sulla partita). Infatti il segnale che si sia sbloccata ha trovato conferma a Viterbo (e sempre Mascolo l'ha testimoniato), dove l'ex capitana Geas ha piazzato una scarica di triple nel primo tempo, guadagnandosi l'onore di una box and one che in effetti l'ha limitata nel finale, ma il fatturato di 17 punti, con 5/13 da 3, è stato comunque incoraggiante per le prossime partite.
Le medie complessive parlano di 8,6 punti in circa 26', il 51% da 2 che è buono ma il 22% da 3, per fortuna rappezzato da quel 5/13 prima del quale era 6/36; poco meno di 4 rimbalzi e poi 1,3 recuperi che, al netto di errori dei rilevatori, non sono tantissimi per una come lei che ha le mani leste.
In definitiva, una rondine non fa primavera, ma come dicevano i Guns N'Roses, "niente dura per sempre, nemmeno la fredda pioggia di novembre", e anche "non ti preoccupare del buio, puoi sempre trovare una strada". E quindi, dopo un mese climaticamente merdoso e cestisticamente tribolato, la speranza e l'ottimismo ritrovano vigore,
, anche se il calendario non viene in aiuto della Virtus Spezia, che nel giro di 7 giorni (c'è l'infrasettimanale dell'Immacolata) sfiderà 3 pezzi grossi come Alcamo, Chieti e Orvieto: possibilità di gran rilancio in caso di almeno un paio di vittorie, ma anche rischio di affossamento.
E intanto il fatto che le concittadine dell'Olimpia stiano volando, oltre ad aver vinto il derby, certo non aiuta il morale dell'ambiente virtussino. Giacché un andamento così-così fa girare doppiamente i maroni, se le tue dirimpettaie fan festa ogni settimana...
Cinguettii (86) - Maioranews: lampo in coppa, concorrenza interna
Aggiornamento trisettimanale sulle due beniamine del qui scrivente (nel senso di "ogni 3 settimane", non 3 volte alla settimana, se no la gente mormora),
che hanno appena chiuso un novembre fittissimo, con 5 partite per entrambe negli ultimi 20 giorni, sicché siam costretti a dividere in due la rassegna. Per ricordare dove eravamo rimasti, si veda a pag. 1331, Cinguetti #66.
In classifica, come sappiamo, la Reyer è a 2 vinte-4 perse, ma i punti gettati, a nostro parere, restano solo quelli con Parma. Nulla d'irrecuperabile, peraltro. Peccato per la sconfitta con Faenza che poteva dare una svolta, ma se Ohlde non fa più il fenomeno e Sottana s'appanna, manca qualità. Comunque qui si parla di Maiorano e non di tutta Venezia, per cui passiamo alle statistiche: con Priolo 0 punti in 16' (0/2 da 3), con Faenza 5 in 15' (1/1 da 2, 1/2 da 3), a Taranto 8 in 24' (1/1, 2/4), dato interessante anche se di fatto in una partita che non è mai esistita.
Nel complesso in campionato ha 5,3 punti in circa 20' di media, con un buon 8/11 da 2 e un brutto 5/22 da 3; altrettanto consueti i quasi nulli tiri liberi guadagnati (2) e la poca rilevanza delle altre sue cifre.
In Eurocup da notare i 12 punti in 17' (1/1 da 2, 3/6 da 3) nella vittoria di misura con Namur che è valsa la qualificazione a Venezia, che poi ha perso ad Arras il primo posto, con Masha a soli 3' d'impiego, presumo perché col rientro di Screen han giocato con 5 straniere (ma a quanto pare torneranno 4 con l'addio di Jansone dopo Natale). A chiusura della prima fase, Maiorano risulta avere 5 punti di media in 16' con un discreto 7/17 dal campo.
Cinguettii (85) - A1: Umbertide e Faenza, abbiamo un campionato
Forse non cambierà nulla a lungo termine, ovvero lo scudetto se lo giocheranno Schio e Taranto come tutti pronosticano da 3 mesi abbondanti. Ma intanto, rispetto alla settimana prima, in cui dopo l'81-55 del Famila sul Cras sembrava già di dover celebrare il funerale del campionato, cioè addirittura nemmeno un dualismo ma un monopolio scledense, quest'ultima giornata ha spalancato orizzonti ben più stimolanti.
Insomma s'è visto che Schio non è imbattibile, che Taranto, in casa sua e in vena, non è inferiore (demolita Venezia), e poi che ci sono almeno due squadre in grado di recitare da serie antagoniste, cioè un gradino sotto le due corazzate ma non lontanissime. Ovviamente parliamo (in attesa di capire se il Geas può inserirsi nel lotto, mentre Como è da vedere se si confermerà a lungo andare) di Faenza e Umbertide, che finora hanno perso 1 partita sola in due: oltretutto, Faenza ha battuto Schio senza Alexander, mentre Umbertide (già lo notavamo qualche settimana addietro) sta usando pochissimo 2 straniere su 4, Jovanovic e Phillips. Il che fa pensare che entrambe le squadre possano fare ancora meglio di così.
Serventi, coach di Umbertide, tiene un basso profilo su Superbasket di questa settimana: "squadra costruita sì per vincere più di prima, ma anche per far crescere le giovani... Non siamo superiori a Venezia... Cinili e Consolini non sono ancora certezze... In questo campionato si gioca per il 3° posto che alla fine vale come il sesto" (ma perché? NdMeur).
Facciamo finta di crederci, e intanto apprezziamo che una squadra a matrice molto italiana, tra veterane e giovani, sia in testa alla classifica da sola, e per la prima volta nella storia, il che vuol dire che le acque non sono del tutto stagnanti, in A1. Così come applaudiamo (ma le ha già celebrate a dovere Alice Pedrazzi) il 33 di valutazione di Adriana e il 30 di Robert (ex compagne, tra l'altro) nelle partite che hanno lanciato le rispettive squadre. In entrambi i casi finali in volata o semi-volata: Umbertide s'è vista rimontare da +11 a +3 con 2' da giocare, ma Ballardini ha messo la tripla decisiva; Faenza era +9, Schio è tornata a -2 ma poi ha sbagliato 3 volte il pareggio e Adriana ha fatto 2/2 ai liberi.
Su Faenza aggiungiamo che c'erano 1200 spettatori (almeno così sul Resto del Carlino), quindi il calo di pubblico di cui parla anche SB per una volta è stato tamponato; per Umbertide si parla di "bolgia al PalaMorandi", che però è piccolo e non so se tenga molto più dei 500 posti di prammatica.