venerdì 13 maggio 2011

Cinguettii (245) - A2: lutto Biassono; B1: derbyssimo in finale; B2 e C: riffe-promozione; U17: poker alle finali

 --> Seconda retrocessione per la Lombardia in A2. L'annata orribile si completa con il k.o. di Biassono (0-2) nello spareggio con Firenze. :cry: Più netta la sconfitta interna in gara-1 (come abbiamo descritto nel dettaglio), mentre in gara-2 le brianzole, pur prive di Reggiani infortunatasi in gara-1, risalgono dal -12 di inizio ultimo quarto e sorpassano brevemente prima del contro-sorpasso definitivo di Firenze (66-62). Ora Biassono pende dai ripescaggi, per i quali è in pole position. Intanto da lunedì buona parte della squadra prova a consolarsi nelle finali nazionali Under 19.
--> Notizie ben più liete dalla B1, dove Carugate era già qualificata alla finale del suo tabellone e viene raggiunta da Broni, la quale dopo una partita "limacciosa" e un finale convulso (ci sono polemiche sui tifosi bronesi nel topic su quel girone, ma abbastanza inconsistenti e poi bravi i Viking ad andare fin là) espugna in gara-3 il campo del S. Raffaele Roma (44-48). Più prevedibile la vittoria di Valmadrera su Ponzano (65-46; Bussola e Capiaghi 13), valida per la finale contro Muggia.
--> In B2 lombarda e in C si corre in questo weekend per il medesimo obiettivo: una promozione in "B unica". Inutile dire che dal punto di vista sportivo è una somma ingiustizia. :angry: Ma purtroppo, sperando in miracoli dalla B1, le due retrocessioni dall'A2 hanno cassato due posti per la B2 e dunque solo la prima sarà certa di salire. Per la B2 comincia tra poco la prima serata delle "final four" (tutte contro tutte in 3 giornate): in lizza Rho, Albino, Giussano e Villasanta. Questa intanto è la classifica finale di regular season (prime 9): Rho 48; Albino 44; Giussano, Villasanta 42; Canegrate 38; Mariano 36; Fino 32; Cerro, Varese 30.
In si sfidano in spareggio secco Pontevico Paderno Dugnano, quest'ultima con l'ex-Crema, Milano ecc. Martina Monticelli in regia.
--> Un poker di lombarde si qualifica alle finali nazionali Under 17. Hanno passato l'interzona il Geas testa di serie numero 1 (percorso netto); Vittuone (vittorie di misura su Spezia e Schio); Comense (seconda in classifica avulsa con Napoli prima e Bologna terza); Costamasnaga (percorso netto); eliminata solo Cremona. Si conferma ferrata la Lombardia nelle classi '94-95.

Cinguettii (244) - Taccuino finale: Orlando, Macchi, Dacic

Uno dei momenti più attesi del dopopartita erano le dichiarazioni ai microfoni Rai di Sandro Orlando, coach neo-trionfatore (secondo scudetto in carriera). Dopo le scintille delle scorse partite, c'era curiosità di vedere se la vittoria l'avrebbe placato, inducendolo a un "volemose bene" pacificatorio. In effetti non è stato particolarmente aspro ma qualche frecciatina l'ha tirata: all'arbitraggio di gara-4 (non per essersi sentito danneggiato, ma per il metro che ha inibito lo spettacolo); a certe giocatrici che in apparenza sono tutte sorrisi ma dietro le spalle ti fanno le scarpe (con chi ce l'avrà?) :unsure: ; infine a chi la mena troppo con l'idea che per vincere bisogna essere dei gruppi di amicone: la Comense, ha detto, aveva gente che fuori dal campo si scannava, ma vinceva lo stesso. Quest'ultima considerazione è condivisibile, nel senso che per vincere lo scudetto devi essere prima di tutto forte, essere pappa e ciccia con le altre è secondario. Diciamo che eventuali frizioni è meglio contenerle entro certi limiti... Ma si va troppo sul filosofico. Ormai quel che conta è che Schio ha vinto campionato e Coppa Italia (come non era riuscito a Taranto negli ultimi 2 anni), e arrivederci al 2011/12. Al massimo, tanto per occupare un paio di neuroni durante le vacanze, ci si potrà domandare cosa sia realmente successo tra Orlando e Cohen, che forse paga la "maledizione" che coglie parecchie registe a Schio da quando c'è Betta Moro, considerata il prototipo del Perfetto Play (elogiata anche ieri da Orlando). Chi deraglia un po' dal modello, vedi Nuria Martinez, piace poco.

--> Chicca Macchi croce e delizia. Per Schio, ovviamente, solo delizia. L'infortunio dello scorso anno l'aveva fermata proprio nel momento di massimo splendore della carriera, quando aveva raggiunto la piena maturità abbinata a riconoscimenti internazionali (quelli in patria non le erano mai mancati). Quest'anno ha forse iniziato un po' frenata, dovendo recuperare e poi anche adattarsi a dividere il palcoscenico con i nuovi super-acquisti; ma ha finito con una serie tuttora aperta di 16 partite consecutive in doppia cifra, roba fuori portata per chiunque. In una squadra di stelle, è riuscita a sembrare, in questa finale, di un livello superiore a tutte. Magari sbagliava, ma dando sempre l'idea di potersi prendere i tiri che voleva. Senza contare gara-2, cruciale, vinta solo grazie al suo miracolo. L'unica pecca, a parte una gara-4 opaca al tiro, è stata qualche palla persa di troppo. In realtà è un po' un suo vecchio difetto, quello di deragliare ogni tanto coi passaggi, forse un rovescio della medaglia del suo talento, che ogni tanto la porta a un eccesso di leggerezza, per cui la palla le svolazza via in modo incomprensibile (soprattutto perché, quando ci si mette, è fior di passatrice). Ma non è questa la "croce" cui alludevamo all'inizio bensì, ovviamente, la rinuncia alla Nazionale. Bibi Velluzzi ha scritto sul sito della Gazzetta che "infastidita da un ambiente che non ama più tanto, ha rinunciato". Be', finalmente si viene a sapere qualcosa anche se una motivazione così è un po' del cavolo e quindi era meglio non sapere niente. Ci pare che un Europeo che qualifica all'Olimpiade valesse la pena di mandar giù codesto "ambiente che non ama più" (perché, poi, non lo ama più, se c'aveva sempre la sua "cumpa" di amicone, là dentro? Mistero). :unsure: Il problema è che non possiamo dire "chi se ne frega, ne abbiamo altre come lei". Ma quando mai. Le due leader designate, Ballardini e Masciadri, una è reduce da infortunio, l'altra da una finale tragica al tiro. Il resto delle italiane della finale ha fatto tappezzeria, salvo Giauro che però in Nazionale non è convocata, e comunque resta una gregaria. Ma al di là dei momenti di forma contingenti, una come Macchi non l'abbiamo. Neanche lontanamente. In più, ora sta da dio. Per questo fa incazzare che non ci sia.
--> Dubravka Dacic è il rovescio della medaglia. Si può dire che Taranto ha perso la finale per colpa sua? In un certo senso sì: la scommessa della stagione del Cras era di rimpiazzare Smith e David con lei e Young. Quest'ultima, dopo molti triboli, ha giocato una finale talmente buona che nessuno, penso, può sostenere che Smith avrebbe fatto meglio. Però Young è una finta lunga, Godin stava male, così i conti potevano tornare solo se il bruco Dacic diventava farfalla. E' rimasto bruco. C'è stata un'occasione che avrebbe potuto renderla eroe per un giorno: il tiro allo scadere di gara-2. Se entrava, Taranto era quasi campione. Ma voglio spezzare non dico una lancia, ma almeno un bastoncino nei suoi confronti. Non tanto sul rendimento: quello è stato insufficiente, poco da dire, salvo qualche lampo isolato. Però, aspettarsi che facesse mirabilie dopo 3 stagioni all'estero senza gloria, era indubbiamente sbagliato. E poi c'è un equivoco, mi vo convincendo, nei suoi confronti. Si batte sempre il chiodo della mancanza di grinta, di voglia, eccetera (l'ha detto anche M. Fanelli in telecronaca, ieri). Con quell'altezza e quelle mani, si dice, se solo avesse voglia spaccherebbe tutto. Ma in realtà non si considera che tra le doti naturali di un atleta c'è anche la reattività. Assolutamente fondamentale. Reattività vuol dire la velocità neuro-motoria con cui reagisci alla situazione che ti si presenta. Se sei reattivo, appena una palla capita dalle tue parti, te la mangi. Dacic ci mette il doppio del tempo: vede la palla, decide di andarle incontro, quando ci arriva gliel'han già soffiata. O se ce l'ha, gliela strappano. Ecco, forse, perché sta alla larga dalle mischie d'area. Perchè certe belve assatanate, una McCarville o una Yacoubou, se la mangiano. Dacic, che mi risulta abbia praticato lancio del peso da ragazza, è senza dubbio una che se, da ferma, ti tira un ceffone, ti manda al creatore. :wacko: Ma non è in grado, in movimento, di moltiplicare la sua forza come fa una Yacoubou (chiedere a Godin, sbattuta per terra dall'afro-connazionale una ventina di volte in questa serie). Che poi Dacic non sprizzi voglia di giocare da tutti i pori, posso essere d'accordo. Ma c'è una pecca nella sua dotazione naturale che non viene considerata a sufficienza. E che temo non si possa correggere con l'allenamento.

giovedì 12 maggio 2011

Cinguettii (243) - K.o. all'ultima ripresa, Schio campione

Abbiamo passato gran parte della serie finale a chiederci quando Schio avrebbe preso il largo, schiacciato Taranto come dava la sensazione di poter fare (e aveva fatto in stagione regolare) ma, come se avesse inghiottito della kryptonite, non riusciva mai a fare nelle 4 partite che hanno preceduto la "bella" di ieri sera. A un certo punto si è arrivati inevitabilmente a dubitare che l'avrebbe mai piazzato, questo allungo mortale per Taranto. :unsure: La risposta è arrivata all'ultimo quarto dell'ultima partita: come un pugile più forte che però viene irretito dall'avversario, ma che alla fine, vuoi per meriti propri, vuoi per sfinimento dello sfavorito, trova il modo di piazzare il pugno del k.o. chiudendo il match prima di un insidioso verdetto ai punti. Così lo scudetto 2011 va dove meritava di andare per quanto s'è visto in stagione, forse non tanto per questa finale dove Taranto, l'abbiamo detto, è vincitrice morale per aver retto alla pari nonostante evidenti condizioni d'inferiorità, che all'ultima curva, ma solo all'ultima curva, sono costate il crollo. Mahoney malconcia, Greco malconcia, Godin malconcia, così il bollettino di gara-5, da sommare a una superiorità già per conto suo dell'organico di Schio, tanto più che McCarville era stavolta quella vera (come in gara-2) e non quella evanescente delle altre 3 partite.

Peccato, insomma, che come l'anno scorso Schio era in oggettiva inferiorità, quest'anno sia capitato a Taranto. Ma rimane una grande finale negli archivi. Quarto scudetto per Schio, che impedisce a Taranto di arrivare prima al medesimo traguardo numerico; le due hanno monopolizzato 7 degli ultimi 9 scudetti e promettono di farlo anche nel futuro prossimo, ma dopo due finali consecutive a gara-5 non ci sentiamo di dire che il duello ci sia venuto a noia, tutt'altro...

--> Cronaca di gara-5. Come già nelle 3 precedenti partite, Schio prova a dare una spallata iniziale (10-3), complice un colpo, sembra all'anca, che mette temporaneamente k.o. Greco (che giocherà una partita sottotono). Ma c'è una Forever Young che dispensa talento e agonismo in egual misura. La sua miglior prova nella partita importante: 23 punti con 11/15 al tiro, senza liberi (strano), canestri d'ogni forma e colore. :B): Grande attaccante totale, che era un peccato veder giocare come una... Sofia Giovane (= italianuzza) qualunque finché non ha trovato la quadra in questa serie. Dopo che lei, con l'aiuto di Giauro, ha riportato Taranto a contatto, Schio è tornata quella un po' pasticciona contro il pressing e spesso affrettata in conclusioni prese all'inizio dell'azione con eccesso di confidenza. Al contrario, Taranto mostrava la consueta fatica a elaborare trame pericolose, segnando poco o nulla in area (salvo Young, quando non era costretta a tirare dalla media); perciò, anche se saliva fino a +3 dopo uno 0-7 firmato Mahoney, Young e Greco con la sua unica tripla, la sensazione era che stesse spendendo troppo per durare fino in fondo. Un triplone di Macchi da 8 metri sulla sirena dell'intervallo ha siglato un 36-34 che, pur nell'equilibrio (testimoniato dalle percentuali pressoché uguali: ambo le squadre bene da 3 ma male da 2), rimetteva la bilancia del morale dalla parte di Schio: quasi un segno che la sorte le era propizia.
Nel terzo quarto, però, Taranto ha ancora retto caparbiamente. Sempre in difficoltà ad attaccare il canestro, costretta a girare al largo, ha però contenuto bene Yacoubou, costringendola a errori e infrazioni, e nonostante lo sbloccarsi di Masciadri da fuori, ha replicato con due varchi trovati da Wambe per altrettanti assist a Young. Insomma in qualche modo Taranto è riuscita a ripassare avanti a inizio ultimo periodo (49-51, tripla di Mahoney), ma è stato l'ultimo squillo. Alla lunga Young non poteva durare come nei primi 3 quarti; a parte Mahoney le altre non la mettevano (due triple importanti sbagliate da Siccardi; poco o nulla da Godin). Altri segnali di sfinimento erano i rimbalzi, che manco per sbaglio finivano più nelle mani delle tarantine: 48-22 il devastante conto finale. In attacco, con tutto il suo po' po' di arsenale, Schio aveva ancora tante di quelle cartucce da far crepitare che sono bastati 5 minuti di "santabarbara" collettiva per demolire completamente Taranto. Ha cominciato Yacoubou, ci ha messo 5 punti di fila Cohen, poi non poteva che salire in cattedra Macchi, stella tra le stelle, ma s'è vista anche una tripla di Moro che ha spento forse più di tutte Taranto per il 62-54 al 36'. Alla fine Schio ha maramaldeggiato, vedi un alley-oop di Cohen per un canestro rovesciato di McCarville. Così è finita con un ingeneroso 75-59, parziale di 26-11 nell'ultimo. Complimenti a Schio; forse gli altri 3 scudetti hanno avuto più il sapore della conquista ma, vissuti dal di dentro, probabilmente hanno tutti lo stesso sapore, anche quando, in fondo, hai fatto solo il tuo dovere di stra-favorita. Il che, peraltro, nel femminile nostrano, è stata spesso la regola. A Taranto rimarrà l'eterno dubbio: se avessimo preso quel rimbalzo a 3 decimi dalla fine di gara-2, anziché farcelo scippare da Macchi, saremmo campioni d'Italia? Forse sì, forse no; di certo la sensazione è che abbia vinto la squadra più forte. Che avrebbe potuto anche ribaltare la serie da 0-2.

mercoledì 11 maggio 2011

Cinguettii (242) - Campionati: la riforma della riforma

Durerà dunque solo un anno l'assetto dei campionati che entrerà in vigore dalla prossima stagione. L'ultimo Consiglio federale ha così sancito: nel 2011/12 sempre A1 a 12, sempre A2 con 2 x 14 (togliendo l'anomalia del posto in più per il College), sì alla maxi-B da 136. Ma dal 2012/13, oltre a far tornare l'A1 a 14, cosa arriva? Un "campionato di sviluppo" (nome da definire), come hanno già deciso per il maschile dall'anno prossimo. Tale campionato si colloca sul terzo gradino ed è formato da 3 gironi da 12. Che caratteristiche ha? Chi partecipa deve avere 5 "under 21" nelle 10 a referto, e deve iscriversi a 3 campionati giovanili in categorie diverse. Come si accede? A parte 6 "wild card" federali (come nel maschile), si entra ovviamente tramite i playoff della B unica del prossimo anno, nei quali le prime 6 andranno in A2 (la quale ha bisogno di più promozioni del solito perché ne spedisce 3 in A1 da cui scenderà solo una), mentre le migliori "non promosse" avranno il pass per la nuova terza serie, e in più ci sarà una fase di ripescaggio. Al di sotto di questa terza serie, solo attività regionale. Così i contorni della faccenda, in attesa che il prossimo Consiglio federale metta bianco su nero.


Considerazioni:
--> A prima vista un po' di disorientamento c'è. Questo "campionato di sviluppo", elitario (solo 36 squadre), è in pratica una versione riveduta e corretta della B1 attuale, sfrondando metà dei team e imponendo un parametro "giovanilistico" che ricorda l'intento con cui la B1 nacque nel 2003 (se non ricordiamo male), cioè creare una categoria di lancio per le giovani. Completamente diverso dalla "B unica" che era una massa enorme di squadre e un ibrido tra regionale e nazionale. Si direbbe un'inversione a U rispetto alla riforma già approvata. Siamo abituati ai cambiamenti frequenti, ma di solito capitava che le riforme durassero qualche anno: qui invece siamo a un cambiamento prima ancora che entri in vigore... Pare che la proposta sia venuta dalla Lega ma, come dire, "intuendo" che la Federazione non avrebbe mostrato pollice verso come aveva fatto per precedenti progetti legheschi.
--> Lasciando perdere la filosofia e guardando all'atto pratico, la novità ci pare positiva. Le nostre maggiori perplessità sulla "B unica" erano: calderone immenso che appiattisce e mescola cani di razza e porci; cristallizzazione per mancanza di promozioni e retrocessioni. Col "campionato di sviluppo" si torna ad avere 3 categorie selettive, anzi la terza diventa molto più selettiva dell'attuale, e l'interscambio tra una categoria e l'altra, almeno in questa fase di transizione, ci pare abbondante. Insomma, meglio dello scenario precedente è di sicuro.
--> Si troveranno 36 società con i requisiti necessari? I 3 campionati giovanili non dovrebbero essere uno scoglio insormontabile per chi ha una struttura all'altezza di fare un terzo campionato nazionale. C'è chi li farà meglio, c'è chi li raffazzonerà, ma insomma organizzarsi non dovrebbe essere impossibile. Discorso simile per le 5 "under 21". Se scrutassimo la B1 attuale (e varrebbe la pena di farlo, tempo permettendo), un buon numero di squadre con almeno 5 U21 nel roster le troveremmo di sicuro. Almeno 2 o 3 le hanno tutti. Pescarne altrettante non dovrebbe essere così atroce, anche se certo per qualcuno non sarà semplicissimo. In fondo, la nona e la decima non sono fondamentali: basta che sappiano tenere una palla in mano e correre senza inciampare. Chiaro, l'ideale sono società con un vivaio grosso che possono metter dentro giovani seriamente competitive. Ma è anche positivo che venga premiato chi crea questo tipo di strutture. Poi magari qualche particolare può ancora essere limato.
--> Si abbasserà il livello tecnico rispetto alla B1 attuale? Sì e no. In fondo 5 "under", le quali non sono necessariamente scarse, costituiscono nella peggiore delle ipotesi la panchina di una squadra, che per il resto può benissimo mettere insieme un buon organico. Sembra una rivoluzione ma di fatto è così, o poco diversa, la struttura di varie squadre di B1 e pure di A2 attuali. In ogni caso, il livello tecnico non era la prima preoccupazione della Fip, la quale vedeva di cattivo occhio la B1 perché la riteneva una brutta copia dell'A2, un cimitero di elefanti senza un'identità precisa. Un giudizio ingeneroso e vero solo in parte, ma di fatto la Fip non avrebbe accettato di continuare con quelle modalità. Al tempo stesso la Lega non poteva mandare giù la demolizione della terza serie con la palude della B unica. Il "campionato di sviluppo" è un compromesso che salva capra e cavoli: entrambe le parti, Fip e Lega, gettano un osso per placare i latrati altrui. La Fip accetta che ci sia un gradino intermedio tra A2 e palude, la Lega lo dipinge come "campionato delle giovani" e così trova un modo per farlo digerire ai federali.

martedì 10 maggio 2011

Cinguettii (241) - A2: Firenze mette Biassono alle corde

Sabato è iniziata la serie di spareggio di A2 tra Biassono e Firenze. Interessante anche come occasione di confronto tra i due gironi: relativamente alle squadre di vertice abbiamo visto nelle finali di Coppa Italia una leggera prevalenza del Sud, mentre a giudicare dall'esito di questa gara-1 parrebbe che a livello di pericolanti fosse più ferrato il Meridione, visto che Firenze ha vinto in modo netto in casa altrui (48-62 con un massimo di +19). L'incognita in vista di gara-2 è se il divario è stato determinato dalle rispettive serate, scadente per Biassono e migliore per Firenze, o da un'effettiva superiorità toscana. Senza dubbio le fiorentine hanno due lunghe vere (Corsi e Ilieva) che le brianzole non hanno, visto che adattano Contestabile da 5 e Invernizzi da 4. Con le due torri Firenze s'è arroccata efficacemente in area, alternando zona 2-3 e 3-2 (salvo sprazzi di uomo), e Biassono sparacchiando 4/23 da 3, oltre a non riuscire a trovare canestri ravvicinati se non di rado, non ha potuto scardinare tale arrocco. Tutto sommato però, considerando che Contestabile ha fatto 2/16, Galbiati 4/14, Canova 2/9 e Invernizzi 1/5 (ovvero possono tutte fare meglio), essere rimaste in partita per 3 quarti può essere incoraggiante. Firenze non è trascendentale (altrimenti non sarebbe ai playout), ha sicuramente una panchina più corta, certo però per batterla due volte, di cui una in trasferta, ci vuole più qualità da parte di Biassono.
Primo quarto piuttosto vivace e in equilibrio. Biassono concede varchi di troppo in area e sarà una costante per tutta la partita: alla fine 18 canestri da sotto per Firenze contro 8. Ma Ilieva sciupa di tutto di più mentre De Fiori trova un paio di canestri dalla media, Galbiati una tripla, le brianzole vanno anche a +3 prima che Stefanini inventi un canestro allo scadere del 10' (15-14).
Nel 2° quarto Firenze serve bene Corsi in area. La lunga del '90 mi fa una discreta impressione: certo non leggiadra, a volte sciupa da un metro, però è un raro pivot italiano con i movimenti e la voglia di fare il pivot; si procura tante occasioni, sa farsi dare palla e a rimbalzo fa la voce grossa (chiuderà con 20 punti, 10/17 da 2 e 11 rimbalzi anche se la migliore nelle carambole sarà D'Erasmo con 16, contro 14 di Invernizzi). Biassono però risponde con due triple Invernizzi-Galbiati e c'è pure un assist notevole di Barbieri per Reggiani (23-23 al 27'). Quando però la Pilot non segna più da fuori, e si fa male Reggiani, Firenze, che continua a martellare da sotto ma stavolta in entrata con Fabbri (15 punti), prende un minibreak al riposo (25-29).
Nel 3° quarto Biassono prova la zona ma infruttuosamente: Firenze circola bene palla e un'ispirata Morlotti (17 punti con 8/11) punisce da fuori mentre in attacco continua la fatica della Pilot, che continua a non sbloccare Contestabile (27-37 al 24'). Biassono torna a uomo e vive il suo momento migliore, tornando a -3 con Barbieri che poi ha anche la tripla del pari ma la sbaglia e poco dopo fa il 4° fallo. Firenze interrompe un lungo blackout con Corsi e va a +6 al 30' (36-42).
Nell'ultimo quarto la resa brusca di Biassono: Morlotti si scatena ancor di più, Ilieva si sveglia con una tripla, Corsi stoppa Invernizzi e segna a raffica da sotto (tra lei e Morlotti fanno 16 punti in questo frangente). Le brianzole continuano la serata-no da fuori e quasi senza battere colpo si ritrovano a -19 (42-61 al 38').
Pubblico: circa 150 spettatori, con una decina di ospiti. Presente Martina Crippa del Geas di fianco al suo procuratore Roberto Galli.

lunedì 9 maggio 2011

Cinguettii (240) - La saga Taranto-Schio finisce a gara-5

E pensare che si temeva un piatto monologo di Schio. La serie finale ha già offerto di tutto di più ma soprattutto offre un epilogo in gara-5. Tanto per ricapitolare con Dimitri Canello del "Corriere del Veneto": "il contestatissimo falò di Godin su Macchi a tre decimi dalla sirena in gara due, la squalifica di un dirigente di Taranto, lo sfogo contro gli arbitri, lo striscione «Ladri» della curva tarantina in gara tre, l'accusa di razzismo a una parte della tifoseria del Famila da alcuni organi di stampa pugliesi, la smentita risentita della curva arancione". :blink: Cui bisogna aggiungere le stilettate di Orlando a Cohen dopo che lei gli aveva fatto... vincere gara-3, e le ulteriori polemiche di ieri sull'arbitraggio (antisportivo sì o no, falli non fischiati boh). E poi la seconda volta che finisce con uno scarto di 1 punto. Si giuocasse un po' meglio dal punto di vista tecnico, sarebbe perfetto. Ma dal punto di vista emotivo c'è tutto.

--> La storia delle prime 3 partite è stata quella di un progressivo guadagnar terreno da parte di Schio. Pur senza mai volare, perché lo smalto sembra smarrito chissà dove (al di là dei meriti di Taranto), perché Masciadri sta tirando in maniera atroce (nella serie ha 4,3 punti di media con 2/13 da 2 e 2/17 da 3...), perché Cohen è spersonalizzata per demeriti suoi o di Orlando, perché McCarville può dare solo sprazzi, eccetera; però il Famila, tra gara-1 e gara-3, è cresciuto da una sconfitta meritata a una vittoria arraffata con le unghie (di Macchi) fino a un successo ineccepibile, per quanto non dilagante. Il 65-60 finale è piuttosto ingannevole, gonfiato dal forcing finale di Taranto che ha segnato a raffica con una grande Greco e una tardiva Montagnino: più indicativo il 57-46 a 3' dalla fine, il che fotografa le difficoltà realizzative di Taranto. Un Cras che ha tirato ancora peggio delle due volte precedenti e a quel punto diventava impossibile compensare coi soliti recuperi, i secondi tiri, insomma la grinta. Anche dalla lunetta troppi sprechi. Schio sempre avanti tranne un sorpasso-lampo a metà 2° quarto; Taranto ogni volta si riportava vicina, ma non riusciva a mettere 2 tiri di fila. Mahoney era più acciaccata del solito, Wambe è un peccato per come un'ottima giocatrice come lei si zavorri da sola con la mancanza di tiro da fuori: le avversarie le lasciano sistematicamente 2-3 metri di spazio, così contengono le sue penetrazioni e tanto, anche se tira, al 75% sbaglia. Così, quando Cohen s'è infiammata, con 2 triple difficili e un "arcobaleno" sopra l'aiuto di Young, gara-3 s'è chiusa definitivamente.
--> Ieri, in gara-4, sembrava che la progressione di Schio continuasse fino all'epilogo più logico, cioè lo scudetto. Ricchini ha provato a partire con Greco da play e Wambe fuori, ma non ha funzionato. L'attacco di Taranto nel 1° quarto è andato ancora peggio che nelle due partite precedenti. McCarville e Yacoubou preponderavano in area. Nonostante dal -10 il Cras abbia reagito, mettendoci la solita foga nel pressing e sulle palle vaganti, sembrava che Schio potesse spegnerne i fuochi perché le pugliesi dovevano sforzarsi il quadruplo per produrre uguale o anche meno. Emblematico quando, da una mischia selvaggia, tutte per terra con palla a mo' di saponetta, usciva vincitrice Wambe che appoggiava; ma dopo 10 secondi dall'altra parte Macchi, con nonchalance, incrociava in palleggio e andava a depositare subendo pure fallo. Tirando 8/27 dal campo nei primi 20' Taranto è riuscita ad andare al riposo sotto solo di 6 grazie a una bomba della risorta Mahoney, che ha replicato in avvio di ripresa e con questo doppio colpo ha probabilmente determinato il successivo ribaltamento delle sorti, poi confezionato da Wambe e Giauro. Dopo l'aggancio (e successivo sorpasso) s'è segnato pochissimo, in pratica un 10-10 di parziale in 10 minuti dal 35-35 al 45-45 quando mancavano 5' alla fine e Masciadri-Macchi avevano appena replicato a una doppia zampata di Young: notevole, soprattutto sul piano caratteriale per la caraibica che sembrava difettarne, la rubata a Cohen con antisportivo subìto. Cohen, demolita da Orlando nel dopopartita di gara-3 quando alla domanda di un giornalista sulla sua prova decisiva è sbottato come se l'avessero offeso, accusandola di aver giocato solo uno sprazzo e che altre compagne avevano fatto molto di più (quand'anche fosse vero, ci pare un autolesionismo dettato forse da un eccesso di tensione: ma che ha fatto Cohen a Orlando? Gli ha bucato le ruote della macchina? :wacko: ), ha giocato da pupazzo, cioè non prendendo iniziative di sorta.
Nel finale, comunque, la partita poteva prendere l'una o l'altra direzione; a un'importante Giauro ha risposto Macchi per il 49-49, poi Young ha segnato un gran canestro a centro area (anche questo simbolico della sua redenzione), McCarville invece ha fatto 0/2 ai liberi ma l'azione decisiva è stato l'anticipo di Mahoney su Macchi per un antisportivo probabilmente fantasma ma, come ha già notato qualcuno, Taranto ne ha cavato solo 1 punto mentre Mahoney senza fischio avrebbe segnato comoda. Così quando il Cras ha perso palla, Yacobou ha accorciato sul 52-51 a -20". Ma inspiegabilmente Schio non è andata decisa per fare fallo (un paio di contatti sì, ma sembrava che non gliene importasse), e il tempo è pressoché scaduto così.
--> Conclusione? Taranto è già la vincitrice morale della serie. Ha annullato un divario che in stagione regolare era stato nettissimo, gioca in condizioni di inferiorità ma ci mette il doppio dell'anima (anche se questo può dipendere dalle caratteristiche delle squadre, non necessariamente Schio ha meno voglia). Per com'è andato il campionato, e per le rispettive potenzialità, se vince il Famila più che conquistare lo scudetto evita di buttarlo via. Solo che la vittoria morale vale quanto un pugno di mosche, e quindi se non farà il colpo in gara-5 al Cras rimarrà solo l'onore, ma la festa sarà tutta scledense... salvo esternazioni di Orlando, chiaro. La cosa bizzarra è che prima della finale Schio sembrava l'ambiente più sereno e Taranto quello spaccato, invece ora a Taranto sono uno per tutti, tutti per uno mentre in casa arancione non si capisce se è solo Orlando a essere sulla corda o c'è sotto qualcosa di più. :unsure:

giovedì 5 maggio 2011

Cinguettii (239) - Riassunto lombardo: A2, Crema all'inferno. B1: Carugate in paradiso. B2: definite le "F4"

Come abbiamo già accennato ieri sera nel quadro del mercoledì d'A2, c'è il verdetto sulla retrocessa lombarda in B ed è Crema, che come già con Cervia non capitalizza il fattore-campo e un vantaggio di 1-0 nella serie. Come quasi sempre succede, nella "scatola nera" di una stagione disgraziata si possono rinvenire tanto colpe proprie quanto jelle assortite. Diciamo che le premesse di partenza non erano straordinarie per via della rinuncia alla straniera e di un mercato fatto di necessità virtù (anche se Belfiore era un buon acquisto, Fumagalli un bel ritorno e Conti una scommessa vinta); poi ci si sono messe le perdite di Cerri e Barbiero, in seguito quella di Frusca, e poi svariate sconfitte di misura che hanno fatto precipitare una classifica inizialmente buona; alla fine però tutto era rappezzabile nei playout ma l'impressione, come abbiamo detto, è che la squadra abbia un po' "regalato" le gare-2 sia con Cervia che con Biassono, non affondando i colpi dopo l'1-0 iniziale, e così dovendosi giocare tutto in gare-3 che sono girate storte.

Biassono invece è stata brava a riprendersi dopo tante sconfitte che sembravano spia di un cedimento sia di forma che di morale. Ha ripreso fiducia in gara-2 (sfruttando un dominio iniziale) e ieri ha meritato, conducendo quasi sempre prima del rabbioso rush finale di Crema che ha impattato con due bombe di Frusca più quella-miracolo di Conti, la più giovane di tutte, allo scadere del 40'. Ma negli ultimi 2' dell'overtime ha dilagato (69-79). Contestabile 19, Canova 18, Barbieri 15; di là Belfiore 17, Conti 14, Censini 12. Crema che recrimina per i 50 tiri liberi a favore di Biassono contro 19.
Ora Biassono gioca già sabato in casa per gara-1 della serie-spareggio con Firenze (meglio delle 3): tutto di nuovo in bilico, però già essere in pole-position per i ripescaggi è un risultato importante.
--> In B1, chi l'avrebbe detto fino a un mese fa, l'unica lombarda già in finale è Carugate: 2-0 secco a Cremona. Due partite combattute, difensive (della prima avevamo già parlato), ma in quest'ultima c'è stato meno da soffrire che all'andata per la Castel, che preso un +7 a fine 3° quarto l'ha incrementato e Cremona ha alzato bandiera bianca. Calastri 14, di là Marulli 12 (ex compagne al Geas) ma 2/11 da 3, che fa 3/22 di squadra per le sue.
Vanno a gara-3 sia Valmadrera (battuta 60-47 a Ponzano) sia Broni (bel 66-61 sul S. Raffaele: se vincesse gara-3 andrebbe contro Carugate), mentre Costamasnaga s'arrende netto anche in gara-2 con Muggia (44-66) e saluta.
--> In B2 lombarda definite le 4 finaliste con una giornata d'anticipo: Giussano batte Cerro e si mette al sicuro, idem Villasanta che supera Crema/2. Così Canegrate è andata in campo con Rho, il giorno dopo, sapendo di essere già tagliata fuori; non è comunque riuscita a battere la capolista. La classifica (prime pos.): Rho 46; Albino 44; Giussano 42; Villasanta 40; Canegrate 36.
--> In lombarda sono in corso i playoff (ricordiamo che la finalissima varrà la B unica al pari delle final four di B2...): già qualificata Paderno di Martina Monticelli, 2-0 su Gavirate; vanno a gara-3 Pontevico e Malnate di Chiara Catella.

Pictures of you (23)

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L'ultimo acuto del Geas: il trio Crippa-Twehues-Zanon s'abbraccia dopo la vittoria in gara-3 di semifinale a Taranto (18/4). Sulla sinistra Arturi, sulla destra un noto losco forumista con l'aria soddisfatta. [foto Francesco Giusto]

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La Lombardia classe '96, vincitrice del Trofeo delle Regioni (25/4).

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Il manifesto del "Transafrica Party", lancio ufficiale della nuova idea di Silvia Gottardi con la Gazzetta (28/4).

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Una fase di Canegrate-Rho (B2, 1/5): con la palla Menapace di Rho, sulla destra si scorge Vera Ponchiroli.

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Carugate festeggia la qualificazione alla finale di B1 davanti al suo gran pubblico dopo il 2-0 su Cremona (1/5). [foto Carugate]

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Il duello tra Annalisa Censini (con palla) e Mara Invernizzi durante la serie tra Crema e Biassono, vinta dalle brianzole (qui gara-2, 1/5). [foto Marco Brioschi]

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Due curiose espressioni di Susanna Frantini (Canegrate): a sinistra urla e mima una specie di saluto romano nella partita contro Mariano Comense; a destra urla di dolore per una distorsione alla caviglia in contropiede contro Rho (1/5). [foto Claudio Colombo]

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Visto che si è in campagna elettorale e siamo notoriamente imparziali, presentiamo un duetto d'immagini bipartisan: qui un certo sindaco uscente di Milano fa parata col Sanga (1/5). Per il bene del basket femminile, anche fare patti col diavolo è lecito... [foto Sanga]

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... ma preferiamo Gaia Angelo (giocatrice varesina di Biella, B1) mentre nobilita la festa del 25 aprile parlando da un palco di Gallarate come rappresentante dell'Anpi. Ha ricordato i valori della Costituzione e attaccato il governo. Sicuramente più sincera e disinteressata di quel tal sindaco, ma è più conveniente tenersi buono il sindaco che Gaia Angelo, anche se una Gaia incazzata ha dimostrato di farsi valere. [foto Varesenews.it, credo]

Cinguettii (238) - A2: pazzo mercoledì, Alcamo e Cus Cagliari corsare

C'è una legge non scritta, ma che si realizza quasi sempre: in una serie di 3 partite, se fai il botto esterno in gara-1 ma non chiudi in gara-2 sul tuo campo, sei fottuto perché non hai un secondo colpo in canna. Lo disse anche Alice Pedrazzi, una che se ne intende, quando commentò la sconfitta della Comense in gara-3 col Geas, un mese fa. La serata di ieri ha segnato la demolizione di questo concetto: nelle due gare-3 di semifinale hanno vinto in trasferta le due squadre che avevano sciupato il match-point in casa dopo essere passate sull'altrui campo in gara-1. In pratica il fattore-campo, in queste due serie, è saltato 6 volte su 6. Mica male rispetto al luogo comune che su certi campi è impossibile passare, perché l'ambiente, l'arbitraggio ecc. ecc. Se hai gli zebedei ce la puoi fare. L'ha dimostrato soprattutto Alcamo, che dopo aver fatto 0-2 in stagione con la Termo Spezia l'ha battuta 2 volte nel suo palazzetto ultra-pieno e ultra-caliente col solito "Willy" a capeggiare i tifosi: davvero una piazza ritrovata. Però per i sogni di gloria dovranno ripresentarsi l'anno prossimo.

Alcamo è stata criticata durante la stagione per essere sembrata forte sì, ma con poca attitudine al combattimento. Ma forse era solo questione che senza Gattini la corazzata non era tale. E aver vinto 2 volte in campo avverso all'ultimo tiro, contro una squadra che sembrava caratterialmente fortissima, è una prova somma di carattere. La partita di ieri è stata una girandola di parziali e controparziali, con Spezia che con un 26-12 nel 2° quarto ha comandato a lungo, poi nel finale è parsa crollare sotto Mandache (23 punti), ma con Tava (15) s'è riportata in parità, quindi a +3 con Costa (16). Ma la bandiera Caliendo (18 pts con 31 di valutazione), in serata super, ha pareggiato con un giuoco da 3 punti per Alcamo, poi Spezia a sbagliato, e all'ultimo secondo un rimbalzo in attacco di Prado ha firmato il colpo gobbissimo (63-65). A Spezia sono mancate le lunghe: 6/23 al tiro tra Sarti, Mariani e Molinari. Nel complesso, con 3 partite finite in volata e la qualità delle interpreti, ritengo che sia stata la miglior serie di playoff di A2 dai tempi della finale Geas-Crema del 2008. :yes:
--> La finale tra Chieti e Alcamo è uno spareggio-promozione anticipato? Obiettivamente dal Nord non sembra venire una candidatura altrettanto forte. Infatti, se la già qualificata Bolzano è buona ma ha avuto la strada spianata dall'eliminazione di Udine e dall'infortunio di Iemmi, il Cus Cagliari ha sì vinto alla grande a Bologna ma sembra aver perso il pilastro Brunetti per infortunio. :cry: Bravo comunque il Cus a zittire le tante armi di Bologna, tenendola a 42 punti in gara-3. Pure la divina Zanoli è stata messa al gabbio, con 1/7 al tiro e 8 perse. Il Cus aveva già dato durante la stagione l'idea di non essere inferiore a nessuno come talento, ma ieri, persa Brunetti, l'ha vinta con la difesa feroce più che coi punti di Fabianova e Arioli. Per Bologna 14/52 dal campo e 29 perse, un calvario. :o: Purtroppo per il club felsineo è l'ennesima annata chiusa a pochi passi dal traguardo.
--> Nei playout, vanno all'inferno Rende e Crema, mentre Firenze e Biassono si guadagnano l'ultimo purgatorio, che inizia già sabato. Per entrambe le neo-retrocesse si completa una parabola discendente dopo aver vissuto anni migliori.

martedì 3 maggio 2011

Cinguettii (237) - Finale scudetto: Macchi smacchia Schio dallo smacco matto: 1-1

Che gran partita, gara-2 appena terminata. Forse non sul piano tecnico perché c'è stata molta farragine, ma sul piano emotivo una serata da 10 e lode. Con esito sul filo di lana, d'importanza capitale per la serie perché Taranto era meritatamente sul 2-0... se un miracolo di Macchi non l'avesse tirata fuori dalla fossa e rilanciata alla grandissima. Elenco di come cambia la vita per Schio con quei due tiri liberi:

1) si è sull'1-1 (che ovviamente è la cosa fondamentale);
2) una sconfitta del genere è una mazzata mentale da paura per le avversarie, che erano quasi sempre state avanti e avevano "fatto" la partita anche stavolta, confermando di aver annullato il gap della stagione regolare (ovviamente l'esito azzera i meriti di Taranto, che di fatto aveva messo nell'angolo le favoritissime, lasciandole sfogare all'inizio per poi tenerle a bada quasi fino in fondo, con la pecca di non aver saputo piazzare la zampata pur avendone l'opportunità: da chiodi il 16/51 da 2; ma rispetto all'ipotesi iniziale che Schio ammazzasse la serie, siamo lontanissimi);
3) Schio vince nonostante un potenziale sfruttato solo in parte: poco o nulla da Cohen, Masciadri e in parte da Yacoubou, tre pezzi grossissimi, mentre Taranto ha avuto forse pochi squilli dalle comprimarie ma le "big three" Mahoney-Greco-Young hanno prodotto 43 punti, il che vuol dire che Schio può crescere molto, Taranto mah;
4) Schio ha ritrovato McCarville: 17 punti e 12 rimbalzi, la migliore dopo Macchi (18+11). Con lei così, la bilancia del talento si sposta pesantemente dalla parte del Famila.
5) Schio dimostra di saper vincere anche con le unghie e con i denti (buona difesa nel complesso e attutito il gap perse-recuperi nella ripresa), non solo quando tutto fila liscio. E batte in volata Taranto che di volate di solito è maestra.

--> Cronaca. Schio entra con la faccia incazzata, e questo era abbastanza prevedibile dopo la sconfitta e dopo le accuse di Orlando di aver giocato da "signorine". Si rivede il contropiede, Macchi è decisissima a buttarsi dentro (poi però si bloccherà a lungo prima del gran finale), diventa 11-4 dopo 4 minuti. Poi però entra Mahoney, Taranto torna ad aggredire come in gara-1 e Schio torna a incepparsi, sparacchiando da fuori e perdendo palloni. Greco, Young (clamorosa una sua entrata su Macchi segnando in totale squilibrio) e Mahoney firmano un 2-15 per il 13-19 al 10'.
Nel 2° quarto il vantaggio di Taranto si stabilizza, il Cras ha il pallino in mano ma sciupa qualcosa di troppo dalla lunetta e così dal +6 ancora: al 18' si ritrova solo a +1 all'intervallo, dopo uno spettacolare "coast to coast" di Yacoubou allo scadere: nemmeno un elefante avrebbe potuto opporsi senza venire travolto e ucciso, infatti Greco si è scostata. Il giorno in cui troveremo un centro italiano in grado di fare un'azione del genere, comunque, mi farò prete. :blink:
A inizio 3° quarto fase farraginosa, c'è pure un tecnico a Orlando (probabilmente frainteso mentre cazziava Cohen per un'uscita pigra su Siccardi) ma Schio pareggia dopo 4' con una volitiva McCarville che fa esaurire rapidamente il bonus a Taranto, la quale in attacco spadella dalla media, ed è costretta a tenere Dacic semi-fissa in campo perché Godin ha già 4 falli. Si viaggia in equilibrio costante: 42-42 al 28' quando succede un fatto straordinario: Dacic effettua un taglio in area e subisce fallo sotto canestro. Viene proposto di sospendere la partita per celebrare l'evento. :P Sull'onda emotiva, Taranto torna a +6 al 30', complici due "passi" scledensi. Masciadri e Cohen ancora non pervenute alla penultima sirena. Yacoubou a 4 falli.
A inizio ultimo quarto Taranto sciupa un paio di occasioni buone per il +8. Schio punisce tornando in parità con un coast-to-coast a testa di Erkic e Macchi, poi in vantaggio con Macchi (52-50, 33'). Chi risponde subito? Greco e Mahoney, le donne dei tiri pesanti, con una tripla a capoccia (52-56). Grande canestro di Macchi ma grande assist Wambe-Young. Poi ancora Wambe, in entrata, conferma il +4 (56-60, 36'). Yacobou sbatte a terra, come un pupazzo, Greco che s'arrabbia: sembra un moscerino che sbraita contro un bue. Coraggiosa, però. Poi Greco cerca di punire proprio Yacoubou con un "cross over" più tiro ma sbaglia (3 errori di fila). Dacic stoppa il pari di McCarville (e quando merita, bisogna dirlo), poi c'è un minuto di caos totale coronato da un insensato lancio di Yacoubou a tutto campo che va sul fondo.
Ancora 58-60 a -1'45". Wambe sbaglia la tripla del +5 e Cohen ricuce a -1 con un libero. Greco sublime in arresto e tiro da 6 metri ma la rediviva Cohen accorcia in entrata (61-62 a -45"). Young deve forzare allo scadere dei 24". Cohen vuol pensarci da sola e sbaglia in entrata, ma Macchi piglia il rimbalzo e subisce fallo a tempo semi-scaduto (3 decimi). E lì vedi l'importanza della casualità nelle sorti umane. Bastava che il rimbalzo carambolasse più lontano, o che qualcuna di Taranto riuscisse a toccarlo prima di Macchi, e mezzo scudetto era in Puglia. :woot: Una volta che Macchi è andata in lunetta, si è intuito come sarebbe andata a finire. Infatti s'è vista Mahoney scuotere preventivamente la testa, come a dire: "Abbiamo perso"; e infatti la Chicca non più nazionale li ha segnati tutti e due: 63-62 Schio. Ma non di culo, puliti puliti, come se la palla non pesasse piombo. Dopo 2 time-out, Taranto riesce a costruire un tiro nemmeno malvagio per Dacic, ma non va. Festa Schio e unghie mangiate Taranto.

lunedì 2 maggio 2011

Cinguettii (236) - Caso Wabara: due denunce, una strana telefonata e un paio di misteri

Aggiornamento sul caso Wabara, a due settimane dalla puntata precedente (vedi pag. 1514). A quasi un mese dallo scoppio, la bomba s'è ovviamente raffreddata, ma fatti salienti negli ultimi giorni ce ne sono stati e il dibattito è ancora vivo, sebbene quasi solo da parte comasca (il Geas non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali ultimamente).

--> Un lettore di Superbasket, sul numero di settimana scorsa: definisce "allucinante" la conclusione dell'intervento/articolo di G. Broggi ospitato dalla rivista due numeri prima (conclusione in cui il tipo alludeva ad "amicizie" Geas-Gazzetta che avrebbero creato il caso mentre se Wabara giocava altrove non sarebbe successo nulla). Nel rispondere, il direttore Limardi dice: "Resta il fatto che ritengo tutte le iniziative che sono seguite lodevoli (...) ma un po' fuorvianti sulla consistenza effettiva del problema. (...) L'aspetto stupido di questa vicenda è averla interpretata (...) come un fatto tra due squadre e due società invece che questione solo da condannare tutti insieme".
--> Un lettore della "Provincia di Como" ha testimoniato: "Io mi trovavo dietro la nostra panchina, seduto non lontano da Viviana Ballabio, quindi non vicinissimo, ma ho udito distintamente le grida: evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire! Negare l'evidenza non serve a difendere il buon nome della nostra città e della Comense, anzi è controproducente".
--> Quasi a conferma della testimonianza suddetta, d'altronde non l'unica, sono arrivate, pochi giorni dopo, due denunce della Digos: a Elia Bigi, ultrà del Como Calcio, per aver "rivolto frasi dal contenuto xenofobo in ambito sportivo"; e a Mauro Colombo per aver "invaso il campo minacciando Wabara" nel dopopartita. Trovano quindi conferma le ricostruzioni che sembravano fin dall'inizio le più attendibili, cioè insulti provenienti da alcuni singoli imbufaliti e di provenienza extra-cestistica o quantomeno extra-Comense. Pare però che non siano ancora finite le indagini, quindi chissà che non salti fuori qualche altro nome.
--> "L'Ordine", quotidiano comasco di destra il cui massimo interesse, nel dibattito, è stato contrattaccare il "Fatto Quotidiano" per aver attribuito all'episodio un valore emblematico del razzismo di Como-città, ha commentato così i provvedimenti: "La verità è che la vicenda - certamente deplorevole - non ha nulla a che vedere con il razzismo e men che meno con l'aria che si respira sul lago. La vicenda è esattamente un caso di ordinaria idiozia da pseudo tifo sportivo. (...) Si tratta di un atteggiamento odioso? Sì. Si tratta di un atteggiamento che è rintracciabile settimanalmente nelle curve di qualsivoglia stadio italiano? Sì. È forse un atteggiamento che ha qualcosa a che vedere con la specificità del territorio comasco? Evidentemente no. Gli spalti degli impianti sportivi non sono certo un osservatorio privilegiato per individuare l'animus di una popolazione o lo spirito dei tempi".
--> Ovviamente però la reazione più notevole è stata quella di Antonio Pennestrì, il quale s'è detto soddisfatto che sia stata provata l'assenza di cori, e ha annunciato che dopo la sentenza federale farà una conferenza stampa in cui sarà "durissimo contro tutti quelli che ci hanno ricoperti di fango, perchè deve essere fatta giustizia". :woot: Ma Pennestrì (o meglio, la "Provincia di Como" interpretando Pennestrì) allude anche a possibili provvedimenti disciplinari contro Wabara (ho idea che farebbero clamore, se davvero arrivassero); e nega che ci sia stata invasione a fine partita, perché, a suo dire, c'era già mezzo mondo in campo.
--> C'è qualcosa di paradossale: alla notizia delle due denunce, vi è chi ha rinfacciato a Pennestrì di aver negato che fosse successo alcunché contro Wabara, mentre Pennestrì rinfaccia a non si sa bene chi di aver sparso fango a vanvera. Sembra come quando parlano Napolitano o il papa, e ognuna delle controparti politiche dice che ha dato ragione a loro e torto agli altri. :wacko: In realtà, Pennestrì non ha negato gli insulti, né, d'altra parte, si capisce bene a chi alluda quando vuol vendicarsi del "fango", a meno che intenda certi giornalisti nazionali che l'hanno un po' bacchettato. Fango da altri, almeno in via ufficiale, non mi pare che l'abbia ricevuto.
--> Forse coerentemente con la sua convinzione che l'invasione di campo sia falsa, Pennestrì, a quanto dice quel tal Colombo indagato, gli ha telefonato, immaginiamo per esprimere solidarietà. Pare di capire da ciò, nonché dal fatto che la "Provincia di Como" definisce Colombo "molto noto negli ambienti del tifo", e inoltre lo stesso Colombo giura che lui era dalla parte opposta rispetto agli insultatori, che la questione s'ingarbuglia. Perché? Perché fino adesso si era stra-ripetuto che i fattacci contro Wabara erano opera di elementi estranei al tifo-Comense, ovverosia quegl'infiltrati arrivati con aria alticcia a partita in corso e appostatisi dietro al canestro più vicino alla panchina comasca. Invece quel tal Colombo parrebbe uno che Pennestrì conosce, nonché estraneo a quel gruppaccio. Quindi, o non è vero che a prendersela con Wabara sono stati solo degli infiltrati, oppure la Digos ha preso un abbaglio. Nel primo caso Pennestrì rischia di non fare una gran figura se davvero ha telefonato al Colombo.
--> In attesa delle decisioni federali, resta ancora aperto un altro mistero: perché gli arbitri non hanno scritto nulla sul referto? :unsure:

domenica 1 maggio 2011

Cinguettii (235) - A2: Chieti e Bolzano già in finale, Spezia e Bologna riacciuffano

Molto interessanti le semifinali di A2, sia al Nord sia soprattutto al Sud. Al settentrione ha già chiuso la serie sul 2-0 la settentrionalissima Bolzano. Bisogna dire che le semi-crucche, pur meritevoli, hanno avuto alcune fortune non da poco, ovvero che Udine fosse stata fatta fuori da Borgotaro, e che Borgotaro medesima avesse perso Iemmi per infortunio nel corso della serie precedente. Di conseguenza è bastato a Bolzano far pesare la sua oggettiva superiorità. In gara-1 Fritz ha tenuto in piedi le parmensi con 32 punti su 59 della squadra ma han perso comunque di 10. In gara-2, sul loro campo sempre minato, se la sono giocata fino in fondo ma non è bastata. Per Bolzano in evidenza, nella serie, Kurpniece, Fall e Zambarda.
--> In parità invece la serie tra Bologna Cus Cagliari. Nette vittorie per le viaggianti, ovvero le cagliaritane prima e le felsinee poi. A mio parere ciò dipende, a parte le fatiche di Coppa Italia per Bologna (che hanno pesato probabilmente anche per Spezia, vedi sotto), dagli umori del Cus, che ha grande talento ma può passare dal superlativo al mediocre a seconda delle giornate. Anche se la dimostrazione di forza data da Bologna in gara-2 (+20 a fine 3° quarto, con una Zanoli da 17 punti con 6/9 dal campo e 5 assist) fa intuire che il Cus dovrebbe pescare proprio una giornata di grazia per rifare il colpo in gara-3. Bologna è indubbiamente più profonda. Il Cus ha pescato in gara-1 16 punti da Piana ma se no è molto dipendente dal trio Brunetti-Arioli-Fabianova. E poi in regia, con Zanoli (più Nannucci) contro Azzellini, il divario è notevole.
--> Chieti avanza in due mosse al Sud. Non era uscita bene dalla Coppa Italia casalinga (vittoria risicata con Udine e sconfitta inequivocabile con Spezia), ma è pur sempre la testa di serie numero 1, e dopo aver vinto sul filo in gara-1 ha fatto ragù di Ragusa (+16 all'intervallo, +17 alla fine). Grande "The Big Kitten" Valentina Gatti, 18+13 in gara-2 mentre in gara-1 s'era esibita Sordi, 20 punti con 12 falli subiti.
--> Dulcis in fundo, la serie tra Termo Spezia e Alcamo, forse una finale anticipata ma non vorremmo sottovalutare Chieti né la vincente del Nord. Due partite in volata e, da quanto si legge, pure ben giocate. In gara-1 colpaccio di Alcamo, con Spezia forse un po' condizionata dalla sbornia della Copp'Italia, anche se in realtà era partita bene, ma un 6-24 nel terzo quarto ha ribaltato la partita per Alcamo, che poi ha subìto la rimonta spezzina che si sarebbe potuta concretizzare dopo un antisportivo a Caliendo a pochi secondi dalla fine sul +2 Alcamo, ma Costa ha fatto 1/2 e l'ultimo tiro è andato fuori. Grande duello tra individualità, con 51 punti tra Sarti-Mariani-Costa cui han risposto 56 tra Mandache-Gattini-Caliendo. Quindi Spezia sembrava passare dalle stelle alle stalle in pochi giorni, ma ha fatto un'impresa passando ad Alcamo (come del resto aveva già fatto in stagione regolare), contenendo Gattini e sostituendo nel trio portante Mariani con la solita controcazzuta (nel senso che ha gli attributi) Tava a fianco delle solite Costa e Sarti.
--> Nei playout vanno a gara-3 sia Crema-Biassono che Firenze-Rende. Quindi solo mercoledì sapremo chi retrocede e chi si può salvare in corner, cioè con lo spareggio.
--> Per cronache più dettagliate si legga Basketinside, che scrive tanto da far invidia ai tempi eroici e logorroici di questo forum. Noi, qui, ormai siamo al telegrafico. -_-