mercoledì 31 agosto 2016

Intervista di fine estate (1) - Mondiale U17

- Mentre le palestre si ripopolano di squadre che sudano nei primi allenamenti della nuova stagione, di cui ormai viene pubblicato ogni fotogramma sui social network, possiamo dire due parole sull'estate trascorsa?
"Se proprio volete, giusto un paio... Quanto alla battuta sui social, è vero che col profluvio di foto scattate dopo 7 minuti di allenamento, e le dirette su Facebook che paiono la novità di quest'anno, si è già a rischio d'indigestione, ma fa sempre piacere assistere al nostro mondo che riparte; e poi due anni fa, di questi tempi, eravamo sepolti da video di gente che si tirava secchi d'acqua ghiacciata in testa, quindi c'è un progresso e nemmeno lieve."

- Entriamo nel vivo, va'. Eravamo rimasti a giugno con gli aggiornamenti.
"Non è successo poi molto: Mondiale Under 17, i tre Europei giovanili più quelli minori U15 e U14; il torneo di Binzago, le iscrizioni ad A1 e A2 con ballettuccio di gironi, le Olimpiadi, più altre robette".

- Alla faccia! Primo in ordine di tempo è il magico Mundial di Saragozza. Quanto vale questo argento?
"E' una delle pagine più importanti della storia del nostro basket femminile. Forse ce ne renderemo ancora più conto col tempo. Va ricordato che non avevamo mai vinto una medaglia fuori dai confini dell'Europa; naturalmente U17 non è come senior, ma pensate solo all'idea di finire davanti agli Usa in una competizione iridata. A pensarlo prima era pazzesco, non dico solo finire secondi ma essere lì tra le prime 4. Potevamo ipotizzare un quarto di finale come buon punto d'approdo. Invece per quello che si è visto durante la rassegna, è stato un secondo posto perfettamente logico e meritato, per quanto l'ordine giusto dei valori fosse con gli Usa secondi e noi terzi. C'è stato un pizzico di fortuna nel fatto che l'Australia e le mangia-hamburgers siano finite dalla stessa parte di tabellone, ma alle ragazze e a coach Lucchesi + staff va fatto un monumento equestre".

- Già, anche perché poi, unitamente all'argento Under 20, si è risollevata la baracca abbattuta dal fiasco olimpico maschile.
"Non sarebbe giusto mescolare mele con pere, ma in effetti il settore femminile ha salvato l'estate azzurra del movimento, che altrimenti sarebbe in profondo rosso, considerando le Olimpiadi mancate e i soliti risultati così-così delle giovanili maschili. Con le elezioni alle porte, Petrucci dovrebbe essere ben riconoscente... Tra l'altro non sono lampi occasionali ma il prodotto di una continuità impressionante. Roba da pazzi pensare che, nonostante la moria di tesserate, siamo giunti a 9 medaglie in 9 estati, cioè da quando il mitico Europeo U16 del 2008 ci rivitalizzò come un elettroshock".

- E' curioso notare come, di queste 'maggiche 9', gli argenti siano ben 6, contro un oro e due bronzi. C'è qualche spiegazione al riguardo?
"Può essere solo una coincidenza. C'è da dire che spesso ci siamo scontrati in finale contro una Spagna che lascia le briciole. A volte, magari, arrivando in finale da outsider, ci sentivamo involontariamente appagati, oppure avevamo speso tantissimo per andare oltre i nostri limiti. Qualche piccolo rimpianto c'è, perché sono 6 ori mancati di un soffio, però più propriamente sono 6 argenti vinti. Tanto più quello del Mondiale U17, dove in finale non c'era modo di battere l'Australia".

- Riusciamo a ripercorrere dall'inizio il cammino saragozzese?
"Be', gli appassionati hanno seguito pezzo per pezzo i vari streamings, e ormai sono passati 2 mesi, ma val la pena rivivere qualcosa di un'impresa così grande. Ripartivamo dal gruppo di bronzo dell'Euro U16 dell'anno scorso, con l'aggiunta di Chicchisiola, emergente della stagione di A2 e giovanile con Marghera. E' stato fondamentale partire col piede giusto, battendo la tignosa Rep. Ceca che ci aveva soffiato in semifinale un oro più che possibile, 10 mesi prima. Non tanto perché servisse a qualificarsi, visto che passavano tutte agli ottavi (tranne la Nigeria che ha dovuto ritirarsi, se ho ben capito per un problema di passaporti), ma perché ci ha dato subito una carica notevole, un segnale che le cose sarebbero andate bene. Anche perché così ci siamo garantiti un tabellone più abbordabile. E' stata anche la prima di una serie di vittorie in volata, indice non di culo (se non in parte minoritaria) bensì di carattere e capoccia. Alessandro Minotti, coach delle giovanili di Costamasnaga in procinto di passare al Geas, ha così commentato, lui che ha assistito dal vivo: "La vinciamo di fatto grazie a due fattori: i continui cambi di difesa e il tiro da 3. Il primo fattore è stato fondamentale per togliere iniziativa, fiducia e punti di riferimento ad una squadra che ormai ha imparato a conoscerci. E finché questo è stato fatto con la giusta qualità, anche nella metà campo offensiva se ne sono visti i frutti. Il secondo ci ha permesso, grazie a sontuose percentuali (quasi 45%, per complessivi 24 punti), di togliere parecchie castagne dal fuoco quando la manovra d'attacco stentava ad acquisire fluidità". Fattore a sorpresa, qui, è stata Del Pero, ad affiancare le più attese Fassina (16) e Pinzan (12).
C'è poi toccata la Corea, che ne aveva beccati 60 dagli Usa ma s'era fatta notare per un giuoco iper-garibaldino, fatto di corse folli e triple a raffica. A rimbalzo però abbiamo dominato noi, e da un certo punto in avanti abbiamo controllato il ritmo, prendendo un vantaggio che è giunto sino in fondo. Ottima la 2000 Vella (18), poi ancora Fassina (14).
La prima fase si è chiusa il 25 giugno con gli Usa. Abbiamo perso con uno scarto onorevolissimo (55-59), anche se frutto di un forcing finale iniziato da -14 a 4'30" dal termine, quindi non abbiamo avuto mai la palla del pareggio, al massimo quella del -2 o -1 con una doppia occasione allo scadere. Da ricordare che all'intervallo eravamo a +2 noi. Un'altra iniezione forte di fiducia, anche se non potevamo sapere che fosse un'altra, cioè la compagine dei canguri, la vera corazzata del torneo. Queste Usa non erano trascendentali (a differenza dei colleghi maschi che hanno demolito la competizione nel loro contemporaneo torneo), un po' carenti nel tiro da 3 e a volte farraginose nelle conclusioni interne, anche se in grado per fisicità e ritmo di imporsi su tutti (tranne appunto le australiane). Non avevano dominato neanche con le ceche. Buona la reazione nostra da quel -14, iniziata da un triplone sidereo di Pinzan e proseguita con altre triple. Nell'ultimo minuto e mezzo abbiamo difeso benissimo e ci siamo portati a -4 con un piazzato di Madera, poi nei 50" finali non s'è più segnato. Pinzan la top con 16, Fassina 11. Madera finora meno in evidenza, ma sarebbe prepotentemente emersa nella fase a eliminazione diretta".

- Tre sfide thrilling, tre gradini verso il paradiso saliti uno dopo l'altro.
"Già, tra l'altro battendo avversarie di 3 continenti diversi: Mali-Africa, Canada-Nord America, Cina-Asia. Se infilavamo pure l'Australia-Oceania, era un capolavoro anche geografico. Ma accontentiamoci. Anche perché tutto poteva finire già negli ottavi. Il Mali era tutt'altro che primitivo, anzi deve aver trovato uno staff notevole, perché le ragazze erano ben addestrate, mostrando non solo l'atletismo naturale che ti aspetti dalle africane, ma anche una micidiale ficcanza nelle triple, che ormai sono la cartina di tornasole di molte prestazioni (ovvero: dove vai se le triple non le fai?, questo è il mantra del basket moderno). La sola Coulibaly ne ha segnati 22 con 6/16 da 3. Stavolta noi eravamo negli scomodi panni del favorito e quindi magari c'era anche un po' di tensione in più. Siamo scivolati a -8, poi un bel 3° quarto salendo a +7, così siamo entrati in dirittura d'arrivo sul +5 (dopo un 2/2 di Madera a -1'30") ed è stata una fortuna perché nel finale la spia della benza c'è andata in rosso. Madera ha fatto un altro 2/2 ma il Mali, che prima aveva segnato in penetrazione, ci ha piazzato l'ennesima tripla (56-54) per poi avere la palla del pareggio, fallita. Lì Madera ha segnato ancora due liberi (58-55 a 12 secondi), abbiamo trattenuto il fiato dopo il timeout, o meglio abbiamo difeso benissimo impedendo ogni idea di tripla, sicchè il Mali ha sparacchiato un tiraccio dalla media, sbagliandolo. E così eravamo ai quarti, spartiacque già superato tra successo e delusione. Madera ha chiuso con 19+12 rimba, iniziando la sua strada verso il quintetto ideale.
Il 29 giugno ci siamo ripetuti col Canada nei quarti, con un punteggio finale quasi identico (58-56). Il finale è stato ancora più rocambolesco. Il Canada, che è una potenza emergente del basket a tutti i livelli (buona Olimpiade con le senior, e anche nel maschile sarà a mio parere la novità dei prossimi anni, pur avendo gettato barbinamente la presenza a Rio), è un misto, tentando una semplificazione, tra le caratteristiche di Usa e Australia, naturalmente un gradino sotto per qualità. Stavolta il tiro da 3 ci ha tradito (2/15 anche se nel finale ne abbiamo trovate due d'oro), sciupando anche dalla lunetta ma l'interpretazione tattica della gara forse è stata la nostra migliore nel torneo. Siamo sempre stati avanti di poco. A 5' dalla fine andiamo a +7 con una tripla di Vella (53-46) ma entriamo in crisi offensiva, pastrocchiando molto e concedendo pure un paio di giri in lunetta evitabili alle canadesi, che si riportano a -1 (53-52). Il momento chiave è quando il Canada fallisce il sorpasso mentre Ianezic, altra 2000 d'oro, infila la tripla del 56-52. Così anche stavolta abbiamo il vantaggio, sia concreto sia psicologico, di entrare in volata al comando e non al traino. A 30" dalla fine però rischiamo di prendere la tripla del sorpasso; va sul ferro. Pinzan fa 2/2 ai liberi (58-54) a 25" ma non è finita. Il Canada segna lesto in entrata, Madera rischia la frittata facendo 0/2 ma nell'ultima mischia le suddite dell'acero sbagliano dalla media, prendono il rimbalzo, non va, riprendono il rimbalzo, non va. Ed è festa sfrenata, anche per la manciata di nostri tifosi, per la verità in minoranza rispetto al drappello canadese (d'altronde chi molla l'Italia durante gli Europei di calcio?), ma comunque lodevoli anche loro. Madera chiude con 14 + 14 rimba, Cubaj e Vella con 10".

- E quindi sontuosa semifinale. Tra l'altro come unica squadra europea rimasta in corsa.
"Già, e questo dava ancora più valore. Non è stata un'edizione fortunata per le altre del nostro continente. La Spagna padrona di casa ha perso nei quarti con la Cina (51-55); la Francia ha incocciato sempre nei quarti con gli Usa (45-56), pagando la sconfitta inaugurale con le discendenti di Mao; la Rep. Ceca è stata fatta fuori dall'Australia. Al di là delle variabili dovute alle circostanze, dopo l'Europeo U16 dello scorso anno (in cui finimmo dietro a Rep. Ceca e Portogallo ma sembrammo le migliori come potenziale) può essere la conferma che, nell'annata '99, siamo noi il top d'Europa, e che forse le solite duopoliste Spagna e Francia hanno un piccolo buco in quella classe, fermo restando che possono maturare negli anni a venire. E questo è molto promettente per noi, anche se per ora non garantisce nulla".

giovedì 25 agosto 2016

3 vs 3 - Visconti e Filippi in cima al ranking

Intanto questa notizia, se i risultati sono frutto dei meriti, significa che dobbiamo farci i complimenti:

L’Italia sale sul tetto del mondo. Da questo pomeriggio Alessandra Visconti e Marcella Filippi occupano le prime due posizioni del ranking mondiale femminile 3×3 stilato dalla FIBA.

Durante l’aggiornamento effettuato alle 14 di oggi, alla spagnola Paula Ginzo e alla ungherese Veronika Kanyasi, rispettivamente prima e terza fino a ieri, è “scaduto” il cospicuo bottino di punti intascato lo scorso anno agli Europei Under 18 disputati in Bielorussia. E’ così avvenuto il sorpasso: Alessandra è ora la migliore al mondo con 115.240 punti, Marcella la segue con 111.500. Settima, invece, la loro compagna delle Pink Cobram Alice Quarta, mentre Sara Canova si assesta al quattordicesimo posto.
Ricordiamo che la classifica è stilata su base annuale, mutuando quanto avviene per il circuito Atp del tennis. Si aggiorna ogni ventiquattro ore e tiene conto dei risultati ottenuti da ciascun atleta nei precedenti trecentosessantacinque giorni.

Un premio all’impegno, oltre che ovviamente alla qualità, delle due ragazze, ormai presenza fissa nei maggiori tornei italiani e nelle massime competizioni fuori confine con la maglia della nazionale senior. Un premio, poi, anche per chi in questi anni ha permesso che tutto ciò fosse possibile, a partire da FISB e FIP che hanno tirato le fila del movimento 3×3 italiano e dagli organizzatori dei numerosissimi tornei che si svolgono lungo tutto lo stivale italico, quelli che permettono ai nostri atleti di cimentarsi continuamente in nuove sfide e accumulare punti preziosissimi.

«Essere prima al mondo – commenta la neo-numero uno Alessandra Visconti – fa un effetto strano, forse non mi rendo nemmeno conto. Ma sono pronta a difendere questo primato con le unghie e con i denti! A Bucarest, ai Campionati Europei, non avremo vita facile, ma ho piena fiducia nelle mie compagne e sono sicura che faremo bene». Diverse le dediche, ognuna con una motivazione particolare: «Voglio prima di tutto ringraziare David Restelli e Cristina Curcio – prosegue la giocatrice torinese -, perché è grazie a loro due che è esploso il movimento Streetball negli ultimi due anni. E sono state le prime due persone a credere in me. Lo dedico poi allo Zio Gigi, una persona che mi ha vista crescere, mi ha trasmesso l’amore per lo streetball fin da quando ero bambina e che è venuta a mancare proprio il giorno della mia prima convocazione in Nazionale. Un pensiero va anche alle persone che in queste ore stanno vivendo il dramma del terremoto».

Giovanni Ferrario – Ufficio Stampa FISB

sabato 20 agosto 2016

Rigurgito pallavolistico dopo la semifinale olimpica

Orrore e disgusto. Stamattina sono andato in un parco cittadino e c'era un gruppetto di 4 ragazzotti, età apparente 15-16 anni, che stava giocando a pallavolo usando il palo delle altalene come rete, e gridavano "Giannelli", "Zaytsev" e "sei antisportivo come gli americani", chiaramente infoiati per aver visto la partita di ieri. Me ne sono andato con la morte nel cuore.
Intanto la Gazzetta titola: "Tutti pazzi per il volley. Un intero paese schiaccia e sogna".
Figurati l'impatto di tutto ciò sulle femmine se pure i maschi fan così per quello sport che è virile quanto il balletto e la ginnastica ritmica. Tutto questo a due settimane dall'apertura delle iscrizioni ai corsi sportivi. Ma tanto l'utente Arvydas è convinto che i successi altrui moltiplicati dalla televisione non ci portino via le ragazze, e all'utente Scheggia basta dare ogni colpa a Petrucci, ai Nas e ai dirigenti incapaci. Macché, qui è una disgrazia che ci capita tra capo e collo, bisogna pregare Iddio che domani vinca il Brasile per limitare i danni. Altrimenti, già oggi le ragazze devono fare 30 km per trovare una squadra, in futuro non ne basteranno 60.

mercoledì 17 agosto 2016

Olimpiadi - aggiornamento flash (quarti)

Olimpiadi: le semifinali sono Usa-Francia e Serbia-Spagna. La sorpresa, ieri nei quarti, è stata il k.o. dell'Australia con le serbe, che come l'anno scorso agli Europei, dopo una prima fase stentata sono salite di livello al momento giusto. Finale in volata con brutta azione australiana negli ultimi secondi sul -2. Non è bastato il dominio della mastodonte Cambage, che ha chiuso in lacrime sia dopo la sconfitta, sia un minuto prima dopo un contatto duro che l'ha spedita culo a terra con conseguente buco nel parquet.
La Spagna ha battuto, anch'essa di 2, la Turchia con un canestro di Cruz allo scadere. Le iberiche, senza Lyttle infortunata alla vigilia, hanno perso l'arma letale ma sono le solite agoniste.
La Francia ha piegato il Canada che è una potenza emergente; tra 4 anni potrebbe giocarsi le medaglie. Gli Usa hanno fatto patè del Giappone ma il quarantello finale non rende giustizia alle nipponiche che all'inizio del 3° quarto erano solo a -6 grazie a una scarica di triple e a bellissimi passaggi in area; poi il divario fisico-talentuoso era troppo per non provocare il crollo delle ex suddite dello shogun.
Quindi abbiamo 3 europee a far da contorno agli Usa, che però, a differenza dei maschi, schierano tutte le migliori, sono collettivo rodato e non paiono avvicinabili, anche perché la favorita numero 2, l'Australia, è appunto fuori.
Positivo che la Rai abbia trasmesso due partite su 4, ieri notte su RaiSport 1; dai commenti che ho letto, il gioco è stato apprezzato anche dai non adepti del femminile.

mercoledì 3 agosto 2016

Carugate attacca Laterza per il "bidone"

Il comunicato di Carugate contiene una dura accusa ai modi della giocatrice:

Durissima la reazione di Paolo Ganguzza – Laterza ha firmato un contratto, se non lo rispetta, ne pagherà le conseguenze – prosegue il Direttore Sportivo – Oltre al fatto di lasciarci al 30 Luglio senza pivot, sotto il profilo dell’immagine il danno è rilevante, ci siamo già rivolti ad un legale di nostra fiducia che tutelerà i nostri interessi -. Va giù duro anche il G.M. Paolo Gavazzi – Non tanto nella scelta, quanto nella forma: ci viene comunicato il tutto con due righe tramite il suo procuratore, il quale, anche lui è rimasto esterrefatto dalla mail ricevuta. Se avesse preso in mano il telefono e ci avesse spiegato il tutto, chiedendo una rescissione consensuale, forse avremmo anche accettato ,invece, due sole righe al suo agente. Manco si è offerta di risarcirci il costo dei biglietti aerei che avevamo già acquistato, una pochezza di spirito che non pensavamo, una mancanza di professionalità inconcepibile, specialmente da una atleta che ha anche rivestito la maglia della nostra Nazionale -. Ora Carugate deve rituffarsi sul mercato, nella speranza di trovare un altro pezzo da novanta che possa completare e definire il roster che si pensava giù chiuso. Paolo Ganguzza sta vagliando alcuni prospetti interessanti, pochi per la verità e pure costosi, ma manca la ciliegina sulla torta a Carugate, e prima del raduno del 29 Agosto, coach Paolo Re vuole giustamente tutti gli elementi a disposizione per iniziare con il piede giusto.

Ufficio Stampa – Castel Carugate

martedì 19 luglio 2016

Social impazziti per Zandalasini (dopo l'Europeo U20)

Tutti pazzi per Cecy. Alcuni esempi di reazioni di appassionati di basket maschile alle prodezze di Cecilia Zandalasini nella finale dell'Europeo Under 20 in cui l'Italia sfiora la vittoria con la Spagna (69-71). Come San Tommaso, gli increduli diventano credenti.

lunedì 18 luglio 2016

Torneo di Binzago - aggiornamento flash (4 - fine)

Ci sfugge di un soffio l'oro Under 20: Spagna vince 71-69 nonostante la nostra rimonta nel secondo tempo.

Al torneo misto di Binzago vince la squadra di Maiorano anche se nel duello individuale è Filippi a segnare leggermente di più (20 contro 16). Masha vince il premio di miglior marcatrice, Marcella quello di mvp femminile. Nobiltà nell'albo d'oro.

domenica 17 luglio 2016

Torneo di Binzago - aggiornamento flash (3)

Stasera due grandi appuntamenti purtroppo in contemporanea: finale Europeo U20 Italia-Spagna e finale del torneo di Binzago col duello epocale tra le regine Maiorano e Filippi. Suggerimento per gli appassionati: portarsi il tablet a Binzago e vedere la partita sul sito Fiba intanto che si guarda il torneo. Anche perché al torneo c'è in più la gastronomia: a casa mangi o le scatolette o la solita pastina della moglie.

sabato 16 luglio 2016

Torneo di Binzago - aggiornamento flash (2)

Stasera dalle 20.15 semifinali al torneo misto di Binzago. Una Maiorano in forma smagliante (33 punti nei quarti) e una Filippi meno in condizione dopo le qualificazioni europee 3 vs 3 ma pur sempre la potenziale n°1 del torneo cercano di portare la propria squadra in finale ove poi sfidarsi.
Clamorosa eliminazione nei quarti per la squadra di Miciona Gatti con una tripla allo scadere del figlio di Aldo Corno.

mercoledì 13 luglio 2016

Torneo di Binzago - aggiornamento flash

Parlando invece di un torneo dove c'è la salamella ma anche le donne (purtroppo pure gli uomini), cioè il torneo misto di Binzago, domani (mercoledì) e giovedì si giuocano i quarti di finale. Faccio qualche nome di giocatrici che saranno impegnate nella riffa, con consueto contorno gastronomico a disposizione dei presenti:

- mercoledì 20.45: la squadra di Clara D'Amico, Giulia Porro (che credo però sia stata rapita dalla rappresentativa universitaria) e l'altra ex Biassono Gariboldi gioca contro l'ex Costamasnaga Casartelli;
- mercoledì 22.00: la divina Marcella Filippi (mi auguro presente) contro la giovine rampante Rossini del Sanga;
- giovedì 20.45: la più che divina Masha Maiorano contro l'usmatese ex Costa Silvia Bassani;
- giovedì 22.00: la torreggiante Valentina Gatti (ormai ex Lucca e neo-Torino) contro la figlia del grande Aldo Corno, Claudia, che gioca qui al torneo col fratello Alessandro.

venerdì 8 luglio 2016

Addio di Parma: commenti di Lurisi e Mascolo

Gravissimo l'addio di Parma. Commenta così Big Roberto Lurisi, giornalista parmense per eccellenza, su Facebook:



Altro epitaffio sul Basket Parma, stavolta di Massi Mascolo:

domenica 3 luglio 2016

Riassunto di giugno (2. parte - convocazioni, mercato e altro)

Seconda parte del riassunto di giugno.

- Nella fase centrale del mese sono fioccate le convocazioni azzurre giovanili. Può essere interessante un censimento della distribuzione geografica delle selezionate nelle 5 nazionali, anche se per ora possiamo esaminare le liste provvisorie e non quelle delle 12 definitive di ogni rappresentativa (che avranno ovviamente un peso specifico maggiore).
Inoltre, per comodità, consideriamo la regione del club di militanza e non quella d'origine (non facile da accertare per qualche elemento, dato che non sempre coincide con quella di nascita): quindi, lo so che è discutibile, ma Madera e Zandalasini le devo mettere in quota-Veneto, ad esempio. D'altronde m'interessa di più dare una geografia del potere societario, anziché della prevalenza "etnica".
Per farla breve: in U20 capeggia la Campania con 4 elementi (in virtù dell'acquisizione di talenti da parte di Battipaglia), seguita da Veneto e Lombardia con 3, poi Umbria, Piemonte ed Emilia con 2, Lazio e Liguria 1; totale 8 regioni per 18 ragazze.
In U18 c'è più polarizzazione: Veneto e Lombardia 6, Emilia 3, Lazio-Piemonte-Marche 1; totale 5 regioni per 18 ragazze (qui il pareggio tra Veneto e Lomba è un po' falsato perché il peso specifico delle ex suddite del doge è maggiore, specialmente se si inseriranno le reduci dal Mondiale U17).
Nelle ormai leggendarie U17 domina il Veneto (annata d’oro ’99) con 8 presenze, poi Lombardia 3, poi una testa per Liguria, Friuli-V.G., Campania, Lazio, Sicilia. Totale 7 regioni per 16 ragazze (per omogeneità abbiamo considerato anche qui le pre-convocate, non solo le 12 prescelte).
In U16 prevale ancora il Nordest, con Veneto a 4 e Friuli-V.G. a 3; poi Lombardia, Emilia e Sicilia a 2, Marche-Umbria-Liguria a 1. Totale 8 regioni per 16 ragazze.
Infine, in U15 torna principe la Lombardia (come abbiamo già rilevato a suo tempo), che conta ben 7 elementi; segue l'Emilia con 3, poi Toscana con 2, Sicilia-Lazio-Friuli V.G.-Campania-Marche-Veneto con 1 a testa. Totale 9 regioni per 18 ragazze.
Abbiamo quindi un quadro completo che dice: Veneto e Lombardia insieme al comando con 21 presenze cadauna; Emilia-Romagna terza ma molto staccata con 10; Campania 6; Friuli-V.G. 5; Sicilia 4; Lazio 4; Umbria 3; Piemonte 3; Marche 3; Liguria 3; Toscana 2. Sono dodici le regioni rappresentate, non male se si considera quanto siano in sofferenza i numeri in vari territori, dove si fatica a imbastire campionati in ogni categoria. L’importante è che un talento, dovunque cresca, abbia la possibilità di entrare nel radar del Settore Squadre Nazionali e mi pare che ciò avvenga. Campania (seppur con la cifra gonfiata dal reclutamento di Battipaglia; ma lo stesso vale per il Veneto e la Lombardia, se vogliamo) e Sicilia tengono viva la bandiera del Sud e per quanto riguarda l’isola ex araba e borbonica è incoraggiante il segnale dalle fasce più basse, come ha testimoniato il 2° posto al Trofeo delle Regioni. Peccato per l’assenza della Sardegna, dove il basket femminile, nel suo piccolo, è vivace, ma evidentemente non basta a produrre picchi d’eccellenza.

- Ancora nazionali giovanili. Verso metà mese ci sono state le amichevoli di preparazione al Mondiale U17. Prima una doppietta a Pescia, risicata col Portogallo, bene con la Spagna (55-47). Poi dal 17 al 19 un torneo a Saragozza, stessa ubicazione della rassegna iridata: battuto il Canada 46-45 con una tripla di Pinzan (curiosamente poi abbiamo bissato sempre col thrilling nei quarti del Mondiale), poi agevoli con l'Argentina e infine un k.o. con la Spagna (58-67) che poteva essere un campanellino d'allarme ma ci poteva anche stare con le padrone di casa e senza l'assillo del risultato. Siamo arrivati alla vigilia del grande evento con queste dichiarazioni di Lucchesi: "Nelle tre partite del torneo di Saragozza abbiamo fatto intravedere lo spirito e le qualità che lo scorso anno a Matosinhos ci hanno permesso di salire sul podio. Dobbiamo ripartire con la giusta umiltà e ritrovare l’aggressività difensiva che era diventata il nostro marchio di fabbrica: l'identità tattica di questa squadra è precisa, se rimaniamo fedeli alla nostra filosofia di gioco consapevoli dei nostri limiti possiamo fare un buon Mondiale". Forse aveva appunto intravisto difetti nei capitoli "umiltà" e "difesa". Sappiamo bene poi che le nostre eroine sono riuscite a limarli.
Dal 24 al 26 c'è stato un torneo Under 20 a Fougères (Francia): vittoria netta col Belgio, sconfitte con Francia (75-64) e Portogallo. Al di là dei risultati, preoccupa la dipendenza offensiva da Tagliamento e Zandalasini: con le lusitane, ad esempio, 41 dei 51 punti sono venuti da loro due, che certo è un lusso avere, però si diventa prevedibili, considerando anche la somiglianza di ruolo (sebbene non identico) di Marzia e Cecilia. Certo qui, a differenza delle U17, siamo nello standard fisico italiano, ovvero carenti nelle lunghe, tant'è che nel gruppo provvisorio ci sono due outsiders sotto età, ovvero la '97 Egwoh di Terni e la '98 Vincenzi di Albino.

- Mercato di A1: alcuni colpi sparsi avvenuti in giugno. Cito solo le italiane più le straniere conosciute, perché è inutile snocciolare nomi americani che non dicono nulla. Lucca ha preso Tognalini, Battisodo, Ngo Ndjock e Landi, S. Martino ha preso Mahoney, Orvieto ha preso Bonasia, Napoli ha preso Debora Gonzalez, Gemelos (ex Umbertide) e Gray (ex Battipaglia), Torino ha preso V. Gatti, Kacerik, Marangoni e Jori Davis (ex S. Martino), Umbertide ha preso Bove, Battipaglia ha ripreso Brooque Williams, Spezia ha preso Bocchetti, Ragusa ha preso la nazionale spagnola Astou Ndour, Bagnara e Brunetti; Vigarano ha preso Granzotto e Reggiani; a Broni varie conferme, tra cui Soli che era vociferata in partenza per Lucca, e arriva la grande Zara come team manager. Questo solo per quanto riguarda giugno (e qualcosa ci sarà magari sfuggito); in maggio invece (recupero arretrati) abbiamo ciò che segue. Venezia ha preso Micovic, Ragusa ha preso Spreafico, la belga Vanloo e la spagnola Nicholls, Schio ha preso Tagliamento, Napoli ha preso Cinili. Anche qui mancherà qualcosa ma pazienza. Per pronostici conviene attendere settembre, certo però che Ragusa, se Lambruschi mette bene a posto i tasselli, fa paura; e Napoli potrebbe essere la più rinforzata.

- Sempre sull’A1, c’è stato l’addio di Orvieto che, com’è noto, si è auto-retrocessa in A2; aveva finito la stagione in tremendo ribasso, ancorché salvandosi, quasi presagisse la fine dell'avventura. Parma è a rischio, almeno all’ultimo aggiornamento che risale a una decina di giorni fa; e certo qui stiamo parlando di una piazza importante, non di una rispettabile sì ma di pedigree poco illustre come Orvieto. Potrebbe capitare che il campionato si riduca a 12 squadre, ma giova sottolineare che la stessa sorte è toccata all’A1 di volley donne, dove hanno defezionato due squadre. Male altrui, sempre gaudio, dice il proverbio. -_-

- Dato che il 3 contro 3 è ormai la specialità del futuro, va quantomeno detto che è in pieno corso il circuito di tornei Fisb-Streetball, cioè quelli che danno accesso poi alle finali nazionali eccetera. Ma qui diamo conto solo di un torneo fuori da codesto circuito, ma disputato in uno scenario particolare, ovvero l’avveniristica “Lazzate Sports Arena” (estremità nord-ovest della provincia di Monza, feudo leghista sino al midollo), dove in un ex capannone industriale hanno creato dei campi al coperto che, anziché il solito patchwork di righe multisportive disegnate sul fondo, c’è un sistema computerizzato che proietta le righe dello sport prescelto sotto la pavimentazione trasparente, e sulle pareti c’è una scenografia che riproduce il pubblico di un’arena americana. Il 19 giugno s’è giocato lì il torneo “Glows in the Dark”, cioè “bagliori nel buio”, e hanno vinto, tanto per cambiare, le specialiste Filippi, Canova e Valentina Gatti.

Nella foto: Filippi, Canova e Gatti vincitrici del torneo di Lazzate.

Geas e Mabel Bocchi attaccano la Gazzetta

Per quanto concerne il filone polemico al quale diamo doveroso risalto, la pagina Facebook del Geas attacca la Gazzetta dello Sport (può sembrar bizzarro ma è così):

GEAS BASKET
18 ore fa ·

LaGazzetta Dello Sport oggi la Nazionale U17 femminile di Basket gioca la finalissima per il mondiale di basket femminile. Sul web Nemmeno due righe, nemmeno nella Sezione basket! Dai! Con tutta la fatica e l'impegno che ci hanno messo le ragazze! @Nonsivivedisolocalcio !



E intanto Mabel Bocchi lascia la Gazzetta stessa con una lettera aperta sul suo profilo Facebook:

Liliana Mabel Bocchi
30 giugno alle ore 17:26 ·

Ho appena invitato una mail al Direttore di Gazzetta dello Sport, Andrea Monti, e al responsabile on line Andrea Di Caro per riuscire a sfogare la mia amarezza per il trattamento umano che mi è stato riservato. Eccola:

Milano, 30 giugno 2016

Cari Direttore e Andrea Di Caro,
vi scrivo per salutarvi dal momento che, a quanto ho compreso, le nostre strade in futuro difficilmente si incroceranno.

E’ un commiato triste, in quanto, mi illudevo che, dopo quasi 40 anni di collaborazioni con Gazzetta (il primo articolo lo scrissi dopo la vittoria in Coppa dei Campioni), il mio passato di atleta, i miei studi, la mia correttezza e serietà personale, il mio giornalismo a quanto pare apprezzato (gli articoli su ‘Sport Vari’ on line sono quasi sempre i più letti … oggi con 180 ‘mi piace’, ad esempio, ho superato anche Conte!) fossero considerati competenze e qualità da conservare e non da ‘rottamare’.

Ma dal 2010 gli spazi sul cartaceo mi vengono inesorabilmente via via ridotti, fino a scomparire del tutto, da un giorno all’altro e senza alcun preavviso. Così continuo a scrivere solo per l’on line con una rubrica bisettimanale. Dall’inizio di quest’anno, i miei articoli vengono, tuttavia, pubblicati ogni sette, dieci o addirittura quindici giorni, raramente in modo regolare. Ne chiedo il motivo: ogni volta mi si risponde in maniera molto vaga. Nessuno è responsabile, se non il caso. Strano, no?

Mi sarei aspettata, da parte tua Monti e tua Di Caro, almeno due righe di commiato e di ringraziamento per il lavoro svolto in tutti questi anni … purtroppo, silenzio assoluto!

Ebbene, allora, vi saluto io e vi auguro buona vita
Mabel Bocchi

venerdì 1 luglio 2016

Pinotti lancia frecciate (sull'unione Geas-Biassono?)

Franz Pinotti vulcanico in questo periodo. Dopo la schermaglia con Costa alle finali Under 14, non ha peli sulla lingua per quanto concerne un recente connubio, non nominato ma si presume quello tra Geas e Biassono.

mercoledì 29 giugno 2016

Riassunto di giugno (1. parte - Bulgheroni, Preolimpico e altro)

Arretrati, mamma mia quanti siete da smaltire. Per tutto giugno (e sarà così anche a luglio e agosto) uno sciame di giocatrici in maglia azzurra, con relativi staffs, s'è riversato in palestre d'Italia, d'Europa e financo Asia per un brulicare di competizioni che soltanto gli addetti ai lavori professionisti, o qualche appassionato in vacanza, può aver seguito in modo significativo, cioè guardando le partite in streaming o addirittura dal vivo anziché semplicemente informarsi dei risultati, cosa peraltro già complicata di suo. Alla notizia che ci sono pure le qualificazioni agli Europei di 3 contro 3, tra pochi giorni, ci siamo arresi. :wacko: Meglio non chiedersi quanto giovi tutto ciò e cercare di ricostruire il mosaico di quanto avvenuto.

- Mondiale 3 vs 3 Under 18 (2-4 giugno): abbiamo inviato in Kazakistan, nell'avveniristica Astana (o almeno così la spacciavano nel padiglione kazako all'Expo dell'anno scorso) un quartetto del '98 per metà lombardo (Parmesani e Polato) e per metà veneziano (Castello e A. Togliani). Non abbiamo avuto fortuna, giacché perdendo con la Polonia di 7 all'esordio, e vincendo di 1 con l'Olanda (oltre alla vittoria quasi scontata sul Kazà e la sconfitta altrettanto previdibile con gli Usa), siamo stati fregati dalla classifica avulsa: ha sparigliato le carte la vittoria olandese sulle americane. Quindi quarte nel girone e fuori dalla seconda fase. Ha vinto l'oro la Francia in finale sugli Usa.

- Negli stessi giorni c'era la Nazionale sperimentale in torneo a Pomezia. Qui, in controtendenza, con le qualificazioni europee spostate durante l'anno, l'estate si è svuotata d'impegni. Capobianco ha assemblato un gruppo eterogeneo, con qualche azzurra del gruppo fisso (Gorini, Formica, Fassina), altre sulla soglia tra l'essere dentro e l'essere fuori, e poi il plotone che sverna nei college Usa.
Buona figura con la possente Australia di Lizzona Cambage, un po' in ricambio generazionale dopo i 3 argenti olimpici di fila (perso 46-54), poi vittoria franca sul Camerùn e sconfitta di misura col Belgio. Secondo posto per classifica avulsa favorevole, ma è un dettaglio; l'importante è che Capobianco sia riuscito a cavarne qualche indicazione sugli elementi che possano tornare più utili per completare il roster dell'Europeo 2017. Il problema di fondo è che la nostra lunga carestia di giocatrici di primo piano non pare risolversi, come si sperava qualche anno fa, col raggiungimento della maturità cestistica da parte della generazione '92-93 che ci rimise sulla mappa delle potenze giovanili dopo oltre un decennio d'oblio. Una nazionale di sole gregarie o aggrappata all'eterna Macchi (38 anni nel 2017) non potrebbe, salvo miracoli, fare molto meglio delle spedizioni recenti, che l'alleni Ricchini, Capobianco o Capo Verde.

- Erano impegnate in qualcosa di più consistente le 12 nazionali che sono convenute a Nantes dal 13 al 19 giugno per il Preolimpico. Confessate, chi lo sapeva e chi l'ha seguito sul serio? :shifty: Probabilmente non il grande pubblico francese, dato che negli stessi giorni era iniziato l'Eurocalcio; tuttavia i match delle transalpine hanno fatto registrare buone affluenze.
C'erano 5 posti in palio per i Giuochi di Rio e l'Europa ha fatto man bassa, arraffandone 4, cioè tutti quelli possibili, dato che aveva in lizza Francia, Spagna, Turchia e Bielorussia (solo l'oro europeo, la Serbia, era qualificata di diritto). Le prime tre hanno passeggiato, l'unica che ha sudato è stata la Bielorussia, battuta dalla Cina nel primo spareggio per le Olimpiadi e quindi costretta a vincere il tabellone di ripescaggio. Pochi segnali, se non negativi, dagli altri continenti, tranne appunto la Cina: male Cuba, che un tempo era una potenza, alle aste l'Argentina (una delle migliori ci risulta sia stata Agostina Burani, non indimenticabile nella nostra A2 col Geas 2 anni fa), qualcosa meglio la Sud Corea che ha pagato la classifica avulsa nel gironcino iniziale finendo accoppiata con la Spagna, ma poi ha perso la finalina di ripescaggio con la Bielorù. Nuova Zelanda, Camerun, Nigeria e Venezuela fuori al primo turno, anche se le africane sono state dignitose.

- Torniamo nei patrii confini. Negli stessi giorni del Preolimpico, dal 14 al 18 giugno, si è giocato a Bormio il Trofeo Bulgheroni, ovvero l'equivalente del "Regioni" per la categoria U13. Primo affacciarsi dell'annata 2003 sulla scena del basket nazionale. Ha vinto con un certo agio la Lombardia, allenata dalla giovane Martina Gargantini (giocatrice di Biassono), in finale sull'Emilia-Romagna, completando così un "grande slam" di tornei per selezioni regionali dopo aver già vinto a gennaio il "Fabbri" di Rimini (annata 2002) e a marzo il "Regioni" (annata 2001). Si conferma insomma il ritorno in auge della regione suddita di Maroni dopo un periodo a prevalenza veneta. E' onesto dire che le vittorie della Lombardia, stante il vantaggio numerico della base da cui attingere, sono un po' come quelle degli Usa nelle competizioni per nazionali, cioè non imprese titaniche, ma nemmeno scontate. -_-

(fine prima parte)

Nella foto: la Lombardia U13 festeggia la vittoria al "Bulgheroni".

lunedì 20 giugno 2016

[U14] Resoconto della finale regionale Geas-Costa (2. parte)

Esaurite le brevi premesse, e passando finalmente alle vicende del campo, ci apprestavamo a godere della sfida tra le due possibili migliori squadre d'Italia nella categoria, tra talenti che potrebbero vestire l'azzurro nelle prossime estati europee giovanili, e tra due allenatori di vaglia come Marco Rota e il già menzionato Ranieri, spalleggiati rispettivamente da Big Renata Salvestrini e "Miss Tripla" Masha Maiorano. Lusso in tutto e per tutto.
Senonché l'equità delle forze in campo veniva azzoppata dalla decisione di Costa di non utilizzare Balossi e Celli, i due elementi più quotati (la seconda è stata quintetto ideale nelle finali U16 di poche settimane prima; l'altra lo fu alle finali U15 dello scorso anno e in questo è stata tra le migliori della squadra alle finali U18…), con la motivazione che le due avevano già avuto sufficienti palcoscenici per esprimerci, e ora toccava ad altre.
In casa propria ciascuno è padrone, non ci permetteremmo di giudicarla una scelta giusta o sbagliata; diciamo che sul piano agonistico Costa ha virtualmente consegnato il titolo al Geas, nonostante di titoli quest'anno le rivali sestesi ne avessero già incamerati cinque (U16 Elite più poker Join the Game coi 2 regionali + 2 nazionali) mentre il club masnaghese zero, anche se a livello nazionale, sarebbe assurdo tralasciarlo, ha goduto due volte, col 4° posto U18 e il terzo U16.
Forse la maggioranza delle società avrebbe fatto di tutto per arrivare a "uno titulo", evitando che la controparte salisse a sei; e quindi forse, in un'ottica idealistica, va apprezzata la scelta controcorrente di Bicio Ranieri-patron, che ha privato Bicio Ranieri-allenatore (quindi doppio coraggio) dei due elementi di punta.
Qualche settimana fa il medesimo Bicio, alla mia obiezioni sugli zeru tituli, rispose "Da noi la priorità non sono i titoli ma formare giocatrici". :o: Ahò, in quest'occasione è stato coerente all'estremo, in quanto ha ritenuto che l'assenza di Celli e Balossi giovasse alle altre per prendersi maggiori responsabilità e quindi giocare (finalmente, dopo mille vittorie dai 50 ai 100 punti di scarto) una partita ad alto tasso di pressione con ruoli da protagoniste, anziché affidarsi alle due compagne di spicco.
Personalmente - ma Bicio ha buon diritto di fregarsene - resto scettico quando l'idealismo prevale sulla concretezza, che indurrebbe a schierare il miglior organico possibile per vincere, e non sono sicuro che rinunciare all'uovo oggi (cioè il titoluccio regionale, che però per varie ragazze poteva essere uno dei più bei ricordi della carriera) significhi avere più possibilità di ottenere la gallina domani. :blink: Non ho però certezze al riguardo e riconosco la grande autorevolezza di Bicio in materia di gestione societaria, quindi che si può dire? Da spettatore spiace solo di non aver visto all'opera il meglio da entrambe le parti.

Peraltro Costa è andata vicina a vincere lo stesso. Arrembante inizio delle collinari, con energia, palle rubate, rimbalzi in attacco a raffica, tiri liberi guadagnati (già una decina mentre il Geas è ancora a zero), e dopo qualche normale difficoltà a concretizzare - stiamo parlando di Under 14, giocatrici in embrione - c'è il primo minibreak sul +6 per Costa (8-14 al 5'30"). In evidenza il trio Allevi-Colognesi-Discacciati, le più note del gruppo dopo le due assenti (un play-guardia la prima, due lunghe o diciamo ali fisicate le altre due). Nel frattempo Panzera, faro sestese, reduce da un infortunio alle finali U16, è costretta a una lunga sosta in panchina per falli precoci. A fine 1° quarto è 15-21 per Costa grazie a un 6/6 ai liberi di Discacciati.

Cambia il vento nel 2° quarto. Un bel lavoro di squadra da parte del Geas, che trova contributi da vari elementi, in particolare Pellegrini, Nespoli, Spinelli, Bellini, elementi abbastanza simili (chi più alta, chi meno), ovvero guardie-ali di buon atletismo e mani educate. Alla fine per le rossonere saranno in 9 a segno contro 7 di Costa, e potevano essere 11 se le forti 2003 Merisio e Toffali non fossero incappate in una siccità realizzativa. Il Geas inoltre ribalta la bilancia dei recuperi e dei tiri liberi: ora sono le sestesi ad andare a raffica in lunetta, e sebbene ne gettino 13 di fila sul ferro (!) alla lunga macinano punti, mentre Costa va in difficoltà sia nel possesso-palla sia in fase conclusiva. Il metro arbitrale non è decisamente permissivo: alla fine saranno 79 i liberi concessi (per la gioia di chi aveva impegni nel dopo-partita, già iniziata con 15' di ritardo...), di cui 18/48 per il Geas e 18/31 per Costa.
Poi ci pensa la rientrata Panzera, prendendo in mano la situazione con 8 punti in questo quarto, di cui un pregevolissimo 1 contro 1 con virata per il 37-29 all'intervallo (parziale di 22-8). L'impressione è che il Geas abbia appunto un po' più di profondità (ovvero qualità omogenea) ma che, d'altra parte, Costa abbia arrischiato qualche riposo in più per le migliori in modo da scommettere su una crescita alla distanza.

E tutto gira di nuovo nel 3° quarto. Non subito, perché inizialmente continua il volo del Geas, che allunga a +15 con Spinelli e Nespoli (46-31 al 24'), complice il 4° fallo precoce che toglie di mezzo per un bel po' Allevi, e un tecnico a Ranieri, che però, coincidenza o no, dà una scossa alle sue, che riprendono ad alzare l'aggressività sui due lati del campo. Caparbia Discacciati, che, più d'istinto che di raziocinio ma visto il -15 fa benissimo, si butta a canestro come un treno, cavando canestri e tiri liberi, o servendo assist per Colognesi. Dall'altra parte Panzera vive un momento difficile, sbagliando più volte, sia su conclusioni forzate sia su altre ben prese (anche dalla lunetta è imprecisa). Merisio, che pure è giocatrice assai matura per la sua età, mostra i suoi 13 anni regalando 4 liberi di fila con interventi fuori tempo: Rota imbufalito. Costa perviene così al clamoroso pareggio proprio alla fine del 3° quarto (51-51, parziale di 5-20 dopo il massimo svantaggio).

Ultimo periodo della stagione. Panzera lo comincia fuori e sembra che Costa stia mettendo le mani sulla partita. Discacciati segna da 3 di tabella, esaltazione del clan masnaghese sia in campo sia sugli spalti, classico "segno del destino" che ti sembra di scorgere. E invece una mazza. Bravissimo il Geas, con grande forza mentale, a riprendere le redini proprio nel momento più difficile. Un parziale di 10-0 per le sestesi gira definitivamente tutto; le artefici principali sono Bellini e Matteucci, che colpiscono in contropiede su palla rubata e pure da fuori (tripla di Matteucci di grande impatto). Mancano ormai 5 minuti; torna Panzera per sigillare il vantaggio ma a dire il vero sbaglia quasi tutto dalla lunetta e quindi anziché sigillare lascia aperto, mentre Discacciati è encomiabile per come non molla mai, anche se sul 64-60 a una ventina di secondi forza un tiraccio da 3 siglando la resa di Costa. Il Geas fa scadere il tempo con la palla in mano e finisce appunto 64-60 questa sfida fra titani in cui solo una poteva chiudere la stagione imbattuta; sesto titolo stagionale per le sestesi, le cui vacche sono perennemente grasse d'allori in questi anni, e rivincita per il recente scorno alle finali U16. Esulta Rota, forse al passo d'addio con il club rossonero.

Marcatrici: Panzera 14 (anche se con 4/15 dal campo e 6/18 ai liberi, se ho segnato bene), Spinelli 12, Pellegrini 10, Bellini 9, Nespoli 8; per Costa Discacciati 22, Allevi 17 (con gran rimpianto per i minuti persi a causa dei falli), Colognesi 9 ma solo 12 per il resto della compagine, nonostante lo spazio dato a tutte e 12 in buona misura. Su Panzera aggiungo che a quest’età, più delle percentuali del momento conta la qualità dei movimenti, il potenziale fatto intravedere; e senza dubbio la ragazza ha trattamento di palla, personalità, fisico e movenze da 16enne se non di più. "Ilaria non aver paura di sbagliare tiri liberi a raffica, non è da questi particolari che si giudica una giocatrice", le canterebbe il grande De Gregori. :blink:
Difficile però capire se si tratta di precocità o talento superiore in prospettiva; ma vale per lei come per le altre. Da quando seguendo il maschile vidi Andrea Padova, classe '89 di Varese, dominare fino all'Under 16 per precocità e poi non combinare una mazza nella sua carriera senior, sto cautissimo sulle previsioni. :unsure: Mi godo il presente e dunque dico che per questa finale U14, tra rivalità, talenti, partita punto a punto con svolte e controsvolte, di meglio per chiudere la stagione era difficile chiedere.

Nella foto: la festa del Geas. Ma sarebbe stata tale se Balossi e Celli avessero giocato? Forse che sì, forse che no.

[U14] Resoconto della finale regionale Geas-Costa (1. parte)

Dodici mesi or sono chiudemmo la stagione agonistica "dal vivo" con le finali U13 lombarde, questo giugno di nuovo con le 2002, nel frattempo divenute Under 14. Era la partita giovanile dell'anno su suolo lombardo, Geas-Costa per il titolo regionale; giacché Costa-Geas quarto di finale scudetto U16 era certo più importante ma si è disputata a 1000 km di distanza, in quel di Battipaglia. Non di poco conto anche Sanga-Carugate, finale Under 20 vinta dalle milanesi a febbraio, ma quella categoria è ormai più senior che giovanile mentre, agli antipodi delle fasce d'età, in U13 non c'erano stavolta finali ma solo una festicciola di chiusura. Per cui, insomma, la partita-clou era questa del 12 giugno al centro sportivo Savonarola di Milano, a poca distanza dagli "Champs Elysées" dei poveri, ovvero quel corso Sempione che termina (o inizia) con l'Arco della Pace napoleonico, fratello minore dell'Arco di Trionfo parigino. Pomeriggio assolato, una rarità in un giugno all'insegna del maltempo autunnale da queste parti; temperatura da sauna nel palazzetto, causa tribune bonsai, stipate oltre capienza, e traspirazioni d'acqua dall'adiacente piscina.

Tanto per prendere la rincorsa da lontano (ma inquadrare il contesto è necessario), dall'Arco della Pace mi sposto per un flashback nelle meno urbanizzate lande di Carugate, laddove a inizio 2014 il presidente regionale Mattioli fece una delle sue prime uscite pubbliche nel femminile per la presentazione della Coppa Italia della poi defunta A3. Disse che uno dei problemi più urgenti da risolvere era l'eccessivo squilibrio di valori tra le squadre più forti e la concorrenza.
In effetti nelle giovanili lombarde in rosa (e m'immagino che in altre regioni sia peggio), la maggior parte dei risultati non sono altro che lo scontato esercizio della supremazia della squadra più forte su quella più debole, specialmente laddove si formano cospicue aggregazioni di talenti, in grado di rifilare dai 30 ai 50 punti alle avversarie più forti e un centinaio (con una mano legata dietro la schiena) a quelle più deboli.
A scanso d'equivoci, ritengo positivo che le società migliori muovano il "mercato" giovanile cercando talenti, perché è segnale d'interesse da parte loro (non è poi falso che alcune ci vadano spontaneamente); solo che, a differenza del maschile dove i giocatori forti sono molti e quindi non bastano 2 o 3 squadre a monopolizzarli, tra le ragazze, in un'annata, quante giocatrici di talento vero ci sono? Pochine. Se un paio di società mietono, alle altre restano le briciole, dato che il campo ha poche pannocchie.
C'è da dire che nelle annate tra il '97 e il '99 c'è in Lombardia un fisiologico equilibrio di forze dovuto al fatto che nessuna società è riuscita a costruire una corazzata, forse anche perché talenti eccelsi non abbondano, sul nostro suolo, di quelle classi (vedi presenze esigue nelle nazionali giovanili e calo di risultati nel Trofeo delle Regioni).
In compenso il campionato Under 14 di quest'anno, e presumibilmente quelli futuri che riguarderanno l'annata 2002 (ma la 2003 pare uguale), è un esempio plastico del problema di cui parlava Mattioli. Geas e Costamasnaga hanno bistrattato tutte le avversarie stagionali con irrisoria facilità. Comprese le semifinaliste: Geas +27 su Usmate (ma era +23 già all'intervallo), Costa +60 su un Sanga rimaneggiato ma che comunque anche al completo non avrebbe retto l'urto.
Questa seconda semifinale ha innescato, come s'è visto anche su questi schermi, una polemica di Franz Pinotti nei confronti del collega Ranieri, nella convinzione che Costa abbia "spinto" oltremisura per umiliarlo, circostanza smentita da Bicio; bel pepe aggiuntivo ma sorvoliamo senza schierarci, auspicando una rapida riconciliazione fra le parti.

Le semifinali a senso unico totale sono state la logica conseguenza di una situazione per cui Geas e Costa si trovano a disporre (lo dico come dato di fatto, senza dare un giudizio se non sul suddetto squilibrio, che è giocoforza negativo) di una ventina abbondante di giocatrici del 2002 e top 2003, tutte valide, che probabilmente giocherebbero titolari nella maggioranza delle altre società: ho visto giocare anche Costa "B", formata dalle meno brave di costoro, e mi è parsa un'ottima squadra.
Salvo improbabili eventi, ci si prepara a un duopolio di queste due superpotenze tra le giovanili lombarde negli anni a venire; anche perché esse sono dotate di una certa forza d'attrazione, per cui se qualche loro attuale pezzo forte dovesse appannarsi, arriverà un sapiente ricambio.
Per esempio, tra le 11 del Geas entrate in campo in questa finale U14 con Costa, solo 4, se non ho contato male, erano dentro anche lo scorso anno nella finale U13 col Sanga. Poi magari vai a vedere i roster delle altre società e scopri che pure loro hanno cambiato tanto da 12 mesi a questa parte; ma la differenza sta nella qualità di chi arriva.
Con un'improvvisa sterzata umorale potremmo anche concludere che tutto sommato è meglio un duopolio di un monopolio, e che il resto del panorama regionale non è così piatto, per cui chi sa mai che non sorgano altre nuove potenze negli anni a venire. Certo però il "j'accuse" di Pinotti su questi schermi pone dei temi interessanti, non necessariamente tutti condivisibili ma quantomeno da discutere.

(fine prima parte)

Nella foto: i due squadroni schierati a pochi secondi dalla palla a due.


sabato 18 giugno 2016

Beffarda spedizione 3x3 + playoff Nba

Non avevamo ancora detto che al Mondiale 3 vs 3, disputato nei giorni scorsi in Cina, l'Italia ha avuto molta sfortuna, vincendo 3 partite su 4 nelle eliminatorie ma finendo eliminata per quoziente canestri da Usa e Spagna.

In Wnba invece si va alla quinta partita di finale tra Los Angeles e Minnesota.

sabato 11 giugno 2016

Finali regionali U14: Costa e Geas dominano le semi

Domani (domenica 12), a chi può, consiglio di recarsi in via Giovanni da Procida a Milano, centro sportivo Savonarola, per la finale regionale Under 14 tra le due probabili migliori squadre d'Italia nella categoria: Geas e Costamasnaga. Entrambe hanno fatto pizzette delle avversarie per tutta la stagione e, visto il livello dell'annata 2002 lombarda, potrebbero contendersi scudetti nei prossimi anni, anche se la loro supremazia regionale è un po' inquietante e non vedo come possa attenuarsi in futuro.
Un'ottima squadra come il Sanga, ad esempio, ha perso in stagione regolare di 35 e 48 col Geas e oggi in semifinale di 60 (se non ho ricevuto sbagliato il punteggio) con Costa. D'altra parte in Lombardia si viene da alcune annate di buon equilibrio ('97, 98, 99, 00, 01) e dunque ci sta un duopolio ciclico, così come, recentemente, il '91 Comense era ingiocabile per tutti e così il '95-96 Geas.

PS: mi dicono dalla regia che Costa in queste finali non utilizza né Celli né Balossi (rispettivamente quintetto ideale e, credo, miglior marcatrice della squadra alle recenti finali scudetto U16)... cioè, 60 di scarto al Sanga senza le due migliori o giù di lì?

mercoledì 8 giugno 2016

Finali nazionali U16 - Marghera regna

Marghera campione d'Italia Under 16. A Battipaglia, dal 29 maggio al 4 giugno, l'annata 2000 si conferma incerta, equilibrata, ricca di sorprese, a differenza delle due precedenti, '98 e '99, monopolizzate da Venezia. Lo scudetto resta peraltro in Veneto, anzi addirittura nell'area lagunare, anzi addiritturissima nello stesso comune, giacché Marghera, c'informa Wikipedia, è frazione di Venezia, situata sulla terraferma e popolata da 28.000 anime, le quali avranno tutte festeggiato fino a tarda notte questo storico scudetto. <_<
Si conferma fertilissima la produzione delle classi dal '97 al 2000 per il Triveneto: in finale perde Muggia, campione uscente U15 dello scorso anno; nei quarti è arrivata Treviso. Ma come indica il Trofeo delle Regioni di questa primavera, la bilancia del potere sta di nuovo spostandosi verso la Lombardia, che dopo gli splendori delle annate dal '94 al '96 sta attraversando una flessione ma si prepara a tornare in auge con le 2001 e ancor più le 2002, al punto che le migliori giocatrici di Costa e Geas in queste finali U16 sono esponenti di quell'annata.

Competizione incerta, dicevamo: le 8 qualificate ai quarti avevano, chi più chi meno, qualche speranza di portare a casa il bottone (= bottino grosso): :wacko: c'è riuscita Marghera, forse a sorpresa (anche se 4 elementi, se non abbiam contato male, erano appena stati semifinalisti U18) ma non per circostanze fortunose, perché ha fatto percorso netto dall'inizio alla fine, a partire dalle due vittorie che, all'atto pratico, non servivano a molto, ma sul piano morale sì, cioè le due iniziali su Geas e Muggia. E' lì probabilmente che la cazzuta compagine di Cazzin ha capito di non essere solo un'outsider.
Dopo l'interzona avevamo detto che proprio sestesi e semi-slovene erano le possibili favorite, avendo vinto i due gironi "top" della fase interregionale; ed ecco che, in due colpi filati, Marghera le stendeva: 60-58 sul Geas (da -9 all'intervallo; 17 di Baldi e Pastrello; per Baldi tripla doppia con 19 rimba e 11 falli subiti) e 51-46 su Muggia (altra tripla doppia di Baldi, 19+14 rimba + 11 falli sub.; troppo sola Ianezic con 23).
Certo, lì per lì poteva non significare granché, giacché la formula depotenziava le prime 2 giornate, suggerendo alle big di risparmiare fatica, anche perché la presunta molla a non speculare, cioè quella di ottenere un tabellone più favorevole, era annullata dalle varie sconfitte delle favorite, che quindi le spediva da una parte diversa da quella che uno potesse calcolare… L'intento di tenere tutti in giuoco fino alla terza giornata è lodevole ma la coperta è corta: qualche partita inutile la crei per forza, qualunque sia la formula, a meno di fare eliminazione diretta fin da subito.

Quindi, chi altro veniva fuori bene dalle prime due giornate? Pontedera, ma contro avversarie di minor peso (Civitanova e Ragusa), e soprattutto Costamasnaga, giunta carica in Campania, con vari elementi reduci dal 4° posto alle finali U18, che batteva Treviso (72-59, Buscema 15) e poi, ancor più significativamente, Venezia (44-39, la 2002 Balossi 11; Madera 15 + 15 rimba non bastava). Quindi Venezia con una sconfitta, Muggia con una sconfitta, Geas addirittura con due, visto che perdeva 59-48 il derby con Vittuone (G. Pianta 19), la quale il giorno prima aveva fatto solo 22 punti (a 38) contro Muggia: certo, mancava in questa partita la 2002 Panzera, miglior sestese in campo in queste finali, però il gruppo geassino era imbattuto in stagione, e questo k.o. segnalava una condizione in ribasso sul più bello.

Da questo gran magma si sperava finalmente di vederci chiaro dagli "ottavi" del 31 maggio; e in effetti le 8 che ne uscivano vittoriose erano le più pronosticabili. In ordine cronologico di qualificazione: di netto Vittuone su Ragusa, Marghera su Civitanova, Treviso su Mirabello; un po' più a fatica Muggia su Faenza; di nuovo netto Venezia su Latina (mostro Madera con 22 punti, 27 rimbalzi, 12 falli subiti, 46 di valutazione…); molto tirata per Costa su Battipaglia che fruiva del fattore-campo (48-42, Capellini 13, Balossi 0/11); netto per Ancona su Moncalieri; sofferto all'inizio ma poi liscio per il Geas su Pontedera (53-40, la rientrata Panzera 16).

Si arrivava quindi ai quarti del 2 giugno e, in un certo senso, le vere finali iniziavano solo ora. Il derby veneto era di Marghera su Treviso (57-46), con un break nel 3° quarto, sciorinando quel bilanciamento offensivo e quella compattezza difensiva che hanno fatto vincere poi lo scudo alle veneziane di periferia. Gini con 12 la top scorer per Marghera, 15 ma con 3/20 al tiro Berrad per Treviso.
Indi ancora Triveneto felice con Muggia che piegava Ancona 58-53, con un vantaggio dal 1° quarto anche se mai risolutivo; in ombra Ianezic, spiccavano Mervich (16) e Gregori (12) tenendo a bada i 20 con 6/11 da 3 per Nociaro.
Poi Venezia, abbassando la serranda nell'ultimo quarto (13-4), spallava fuori Vittuone (51-39) con Madera a quota 16 + 19 rimba e 38 di valutazione.
Infine la sfida più attesa, il derby lombardo, la superpotenza della zona milanese contro quella dell'area lariana; la pianura contro la collina; la rivincita dello scorso anno, con gli stessi ruoli di partenza (Geas campione regionale e Costa di rincorsa) e lo stesso esito, ossia Costa che esulta e Sesto che esce. Non sembrava così fino all'intervallo (29-22 Geas) ma il 14-32 dopo l'intervallo ribaltava tutto, per un 43-54 finale senza appello. Balossi con 14 (anche se 4/19) la top masnaghese, Panzera con 15 (anche se 6/18) la leader sestese, in un duello tra 2002 che potrebbe tener banco nei prossimi anni di giovanili, dopo aver già vissuto alcuni episodi interessanti in queste ultime due stagioni.
Per il Geas un risultato non disastroso ma insoddisfacente alla luce dei galloni da numero 1 lombarda e appunto dell'imbattibilità prima delle finali; sul sito societario, la coach Canali dice che l'obiettivo erano i quarti, e ovviamente è padrona di sostenerlo, ma a mio parere è un pizzico riduttivo, specie se esci contro chi avevi battuto nella tua regione. :unsure:

Eccoci alle semifinali, non prima di aver notato che ben 3 delle 4 erano le stesse società dell'U18: unica differenza Muggia al posto di Battipaglia. Derbissimo veneziano, rivincita della semifinale U18: ma qui si gioca ad armi pari. E infatti pari finirà, al quarantesimo. Vantaggio delle Giants per tutto il primo tempo, a punteggio basso (16-7, 30-24); ancor meno si segna dopo l'intervallo, con Venezia che, sgabbiandosi dalla ragnatela zonista delle avversarie, che imbriglia Madera, riesce a correre un po' di più e pareggia al 30'; poi non si segna quasi più nell'ultimo quarto (9-9) ed è overtime sul 46-46. Lì Marghera riesce a segnare 4 punti prima che ambo le squadre vadano in asfissia totale, in particolare Venezia che, imbragata Madera, può solo sparacchiare da fuori contro la zona, senza mai metterla (alla fine 6/31 da 3, e c’è da riflettere sul numero di tentativi); non tira meglio la compagine portuale, ma prende vari rimbalzi in attacco con Baldi e compagne.
E così finisce 51-46 per la piccola Marghera che abbatte il gigante Reyer: ovviamente parliamo dal punto di vista societario, perché questa Venezia 2000, come squadra, non è nulla di spaziale, con Madera troppo sola per non finire triplicata o quadruplicata dalle difese senza che le compagne punissero con la necessaria continuità gli spazi conseguentemente concessi. Baldi 14 punti (con 6/14) + 14 rimba, unica in doppia cifra; idem Madera, 19 (con 7/18) + 20 rimba, vincente quindi di misura nel super-duello ma Marghera era più completa.

Seconda semifinale: rivincita della finalissima U15 dell’anno passato. E appunto... rivince Muggia; meno nettamente di 12 mesi or sono ma conducendo pressoché sempre, col break importante nel 3° quarto (12-6 per il +10). Nell’ultima frazione, zona contro zona, sembra saldo sul 49-38 al 35’ il vantaggio muggesano, ma Costa ci mette quantomeno caparbietà, non sorretta però dalla precisione in quanto, dopo una tripla di Balossi, una serie di buone difese non viene capitalizzata in attacco, sicché il punteggio resta fisso sul 49-41 sino a 2’30” dalla fine, e prima o poi Muggia doveva sbloccarsi. Infatti una tripla dall’angolo di Mervich ricaccia Costa a 54-43 con 2’ da giocare. Ci prova ancora la compagine brianzolo-collinare (54-48) ma due liberi di Gregori e un lancio lungo di Balossi che si spegne sul fondo segnano la resa (60-51). Gregori emerge alla grande con 24 punti (5/9 da 2, 3/7 da 3), Ianezic 15; Balossi 15, Allevi 11 e Celli 10, tutte del 2002, che è una bella consolazione per Costa, pensando a cosa potrà essere il futuro.

Finale 3° posto: Costa bissa il successo delle eliminatorie in modo ancor più perentorio, 64-38 su Venezia che appare cotta dopo la battaglia all’overtime del giorno prima. Madera solo 12 in 25’ con 4/16; di là Celli 16 e Allevi 12. Un quarto e un terzo posto per le masnaghesi quindi tra finali U18 e finali U16, in ambo i casi miglior risultato lombardo della stagione, sorta di laurea regionale a distanza. :)

Finalissima: derby adriatico, sponde opposte del golfo di Venezia, entrambe con la M iniziale e la A finale, insomma tanti temi interessanti. :blink: Partita difensiva e a basso punteggio, questo sarebbe il canovaccio, e Muggia potrebbe mettere la sua firma già all’inizio, ma due fattori fanno saltare il banco: il predominio a rimbalzo di Marghera, che ci va forte anche con le esterne, e le triple di Toffolo, un’ala piccola fin lì non in grande evidenza, che sfodera la partita della vita: due serie di 3 siluri di fila, una nel 1° quarto per impedire a Muggia di scappare; la seconda nel terzo quarto, quello decisivo (20-10) dopo un secondo a retine quasi inviolate (8-5).
Ci si ritrova quindi al 30’ sul 45-32 per le portuali, con Toffolo a 25 (!), e Muggia non ne ha abbastanza per rimontare. Ci prova Gregori, caparbia, ma è sola; Ianezic appare esausta. Rimbalzi offensivi in serie per Marghera, un intercetto del play Fiorin trasfomato in contropiede (52-37 al 33’), ancora un rimbalzo trasformato da Baldi, un’entrata in virata di Pastrello, un “canestronzo” di Gini fuori equilibrio allo scadere dei 24”: tutte bare nei chiodi di Muggia, che riesce solo a lenire dal 58-42 al 58-48 finale. Primo storico scudetto giovanile per Marghera. Toffolo resta a 25 con 2/8 da 2 ma 7/10 da 3 e 12 rimba; Baldi 13 + 9; di là Gregori 18 (6/19), Ianezic 14. E 5/27 da 3 per Muggia: quindi Marghera vince semifinale e finale facendo spadellare le avversarie per un totale di 11/58 da dietro l’arco. :woot:

Nel quintetto ideale sono insignite Baldi, Ianezic, Gregori, Celli e Madera (quest’ultima chiude con 17 punti e 17 rimba di media ma sotto il 40% dal campo). Forse due di Muggia e una di Marghera è un po’ iniquo ma in effetti le campionesse hanno proposto omogeneità di valori e non picchi, a parte Baldi. In compenso però han premiato Fiorin come miglior play e Toffolo come mvp della finalissima.

In generale: punteggi bassini (anche se si è visto forse di peggio) e molta zona. Bisogna dire che la categoria U16 non esisteva dal 2007 (prima della precedente riforma) e quindi è difficile fare raffronti, perché U16 non è né l'acerba U15 né la più evoluta U17; la competizione, con 6 partite in 7 giorni per chi arrivava in fondo, era sfibrante (immagino poi che a Battipaglia facesse calduccio), il che non andava a favorire il bel gioco; e la zona, per quanto sia vero che devi abituarti sia a farla che ad attaccarla, non limitandoti a sparacchiare dall'arco ecc. ecc., a quell'età contiene inevitabilmente una componente speculativa che abbassa a sua volta la qualità delle partite: eloquente il dato di cui sopra, l’11/58 da 3 collezionato dalle avversarie di Marghera in semi e finale.
Tutto ciò è stato comunque meglio rispetto alle finali U18 in cui Venezia aveva già (quasi) vinto prima d'iniziare e in finale ha fatto segnare 29 punti a Battipaglia.
A livello individuale, c'è qualcosa di meno in confronto alla fertile annata '99, bronzo europeo l'estate scorsa, ma non c'è solo Madera.
Ancor più che per le Under 18, dobbiamo poi osservare che la Reyer, contrariamente a quel che paventava un nostro forumista a volte troppo cupo, non ha fatto terra bruciata nel suo territorio, al punto da venire eliminata in semifinale da una compagine del medesimo comune. -_- Roba che in Lombardia, tanto per dire una regione a caso, non appare possibile.
Da ultimo, un forte apprezzamento per la copertura di queste finali tramite le dirette streaming su Megabasket.it e il live score sul sito Fip, molto chiaro ed efficiente; era stato così anche per le finali U18, anzi meglio perché gli organizzatori avevano imbastito pure una possente pagina Facebook con saracche di foto e di interviste (non l'avevamo dovutamente sottolineato nel riassunto di 2 settimane or sono, lo facciamo adesso). Oggigiorno le finali si possono comodamente seguire dal proprio pc, e allora vanno doppiamente apprezzati i numerosi sostenitori che si sono recati a Battipaglia, non dietro l'angolo per le 4 semifinaliste del Nord, sommandosi ai suiveurs locali. :yes:

Nella foto: Marghera campione in un'immagine suggestivamente deformata.