sabato 21 settembre 2024

Wnba, fine stagione regolare: sognando una "semi" Zanda-Clark; A'ja e Caitlin macchine da record; il saluto di Taurasi

- Potrebbe essere stata l'ultima partita in carriera (playoff esclusi) per la più grande giocatrice italiana di tutti i tempi. :o: Anche se di italiano, purtroppo per noi, ha solo il passaporto oltre al nome. Troppo forte per diventare nostra ai fini della Nazionale. Diana Taurasi è stata celebrata a Phoenix nella serata di chiusura della regular season Wnba. Peraltro lei ha detto che non è sicura di ritirarsi. E del resto, a differenza di altri campioni dello sport che hanno allungato troppo il brodo fino a sembrare la versione patetica di se stessi, è stata in grado di sfiorare i 15 punti di media a 42 anni, per quanto ovviamente sia in declino rispetto ai tempi d'oro. Ha fatto in tempo a vincere il sesto oro, 6 come le Euroleghe vinte, 3 sono i titoli Nba e quelli Ncaa, infinita la lista di altri premi e records.


Records che mai come quest'anno sono fioccati, in questa stagione Wnba incredibile e memorabile comunque vada a finire. Ha influito anche l'aumento delle partite da 34 a 40, però insomma: record assoluto di punti in una stagione (A'ja Wilson, prima nella storia sopra i 1000 totali; top anche la media, 26.9), record di rimbalzi totali (sempre A'ja), record di media-rimbalzi (Angel Reese, 13.1, non male come exploit per una rookie). E poi c'è la donna-record per eccellenza, Caitlin Clark, che in un solo anno solare, talmente denso che sembra durato come due o tre (nel maschile è impossibile per motivi di calendario), ha fracassato primati in Ncaa e poi in Wnba. Ha vinto la classifica degli assist (8.4 di media), ha riscritto i primati per una matricola (punti, assist, rimbalzi, triple a bersaglio, più una serie infinita di altri micro-records che piacciono tanto agli americani). Ha reso le sue compagne migliori, il che non finisce nel foglio statistico ma è una peculiarità di Clark da sempre.

- Ma soprattutto Clark ha esportato al piano di sopra il fenomeno paranormale della sua popolarità. Dopo la partenza altalenante, che sembrava dar fiato alle trombe degli scettici in buona fede e degli odiatori in malafede, ha finito tra gli osanna generali di chi crede in lei e il silenzio, o le marce indietro imbarazzanti, di chi s'arrabattava a sminuire i suoi prodigi collegiali profetizzando che non se ne sarebbe vista l'ombra fra le "pro".
Ha chiuso con 19.2 punti di media (settima assoluta), 5.7 rimbalzi, 8.4 assist (prima, come detto), giocando tutte e 40 le partite, il che non è banale considerando le sportellate che si è presa fin dall'inizio. Sembra sottile, la ragazza, ma è resistente eccome.
Ma, come quando era al college, l'aspetto tecnico non spiega tutto. E' il carisma magnetico, la capacità di creare intorno a sé un clima di evento speciale, di festa popolare, a prescindere dai risultati (che poi peraltro sono arrivati, nella seconda parte di stagione); nulla che si possa creare a tavolino e infatti, pur con tutte le superstars che la Wnba ha avuto e tutti i mezzi di cui gli americani sono capaci, non c'erano minimamente andati vicino.
Nell'ultima di "regular", tanto per mettere la ciliegia sulla torta, 20.711 anime si sono presentata alla Capital One Arena di Washington, record nella storia della lega. E come sempre, la maggioranza era lì per lei. Che peraltro ha giocato poco e senza guizzi (8 punti in 20'), com'è normale quando c'è da preservarsi in vista dei playoff, senza posizioni da guadagnare o perdere. Ma poco cambia: chi va a vederla, evidentemente, esce sempre con la sensazione di aver assistito a qualcosa di speciale. Altrimenti non c'è spiegazione, perché non s'è mai visto nulla di simile, se non negli ultimi anni di Jordan. Ma qui stiamo parlando di una donna di 22 anni, non di una divinità del basket maschile che aveva già mietuto titoli e collezionato miracoli da leggenda.
Ha detto Nancy Lieberman, fra le più grandi giocatrici del passato e ora commentatrice tv: "Voglio solo dirti grazie, Caitlin Clark, per aver innalzato il nostro sport, come Tiger Woods, come Michael Jordan. Dovremmo celebrarla, non odiarla né sopportarla. Ai miei tempi pregavamo per avere l'attenzione mediatica di oggi. E ora si sta realizzando".
Impossibile prevedere quanto durerà tutto ciò, ma intanto grazie, Signore Iddio che tante volte ci hai fatto soffrire con la tua evidente malevolenza verso il basket femminile, per averci concesso di vivere tutto ciò, prima di chiudere gli occhi per sempre. :amen:

- Peraltro potrebbe esserci poco spazio per sogni e favole, nei playoff. Per quanto riguarda Clark e le sue Fever, s'intende. La formula, evidente retaggio dei tempi di vacche magre della Wnba in cui bisognava chiudere tutto in fretta e spendendo il meno possibile, prevede che gara-1 e gara-2 si giochino in casa della meglio classificata, il che significa che la peggio piazzata deve vincerne almeno una in trasferta per non andare subito in vacanza; se ce la fa, in compenso, ha la "bella" in casa. Se la nostra LBF inventasse una roba del genere, sarebbe crocifissa qui sul forum. :angry:
Quindi Indiana, sesta, se la vedrà con Connecticut, terza. Squadra non particolarmente "glamour", ma che ha gente solida come DeWanna Bonner, Alyssa Thomas, Brionna Jones e l'ex scledense Marina Mabrey. Sulla carta meglio delle ruspanti di Indiana, molto migliorate da inizio stagione ma finora quasi mai in grado di sgambettare le "bigs".
Se per quasi miracolo Caitlin e le sue ce la facessero, chi ci sarà probabilmente in semifinale? Le Linci del Minnesota della nostra Zandalasini, testa di serie #2, che affronta Phoenix della succitata Taurasi e di Bribrì Griner, settime senza troppa gloria finora. Zanda, a proposito, ha chiuso con 4.6 punti in 12.2 minuti, cifre da gregaria com'è normale, però sempre impiegata (40 partite su 40), insomma un ruolo dignitoso.
Ai playoff c'è anche l'altra nostra portacolori, Lorela Cubaj, che ha fatto registrare 1.2 punti in 7.9 minuti, entrando in 28 gare su 40. Con l'ottavo (e ultimo) posto in griglia (strappato in volata su Washington e Chicago rimasta orfana di Angel Reese), probabile che finisca tutto in fretta contro la #1 New York di Stewart e Ionescu. Buon per Venezia... Meno buono per Schio visto che Dojkic gioca proprio a New York mentre Juhasz a Minnesota e quindi salvo imprevisti andranno avanti ancora parecchio...

Caitlin Clark sulla copertina della storica rivista "Slam".


sabato 14 settembre 2024

Indagine sui followers Instagram (cestiste & altri sport)

Ho effettuato nei giorni scorsi, come un anno fa, un "censimento" dei followers Instagram delle principali cestiste italiane, a scopo di confronto con le stars di altre nazioni e con le starlettes italiane di altri sports. Per chi avevo censito anche lo scorso anno c'è il confronto a 12 mesi di distanza per valutare il trend di crescita.


Chiaramente Instagram è solo uno dei tanti socials esistenti, ma credo che sia il più adatto per un confronto omogeneo, in quanto pressoché tutte le sportive di alto livello hanno il loro profilo.

Orbene, per quanto concerne le cestiste italiane mi risultano queste le tops 20:

- Zandalasini 68.200 followers (+200 dallo scorso anno)
- M. Villa 26.400 (+7.500)
- Sottana 21.900 (+900)
- Tagliamento 15.600 (-800)
- Cubaj 12.100 (+0)
- D'Alie 10.700 (dato 2023 n.d.)
- Keys 8.770 (+1.054)
- Gilli 7.425 (dato 2023 n.d.)
- Pan 7.109 (+452)
- Santucci 6.933 (+169)
- Panzera 6.075 (dato 2023 n.d.)
- E. Villa 5.581 (dato 2023 n.d.)
- Madera 5.045 (dato 2023 n.d.)
- Verona 4.749 (+406)
- Orsili 4.342 (+42)
- M.Fassina 3.892 (+328)
- André 3.708 (+151)
- Trucco 3.173 (+220)
- Gianolla 3.130 (dato 2023 n.d.)
- Spreafico 2.357 (+265)

Sintesi: Zanda sempre l'unica con un seguito di livello internazionale. Altre 5 superano la soglia di 10.000 che è considerata quella minima per monetizzare (ma non sono esperto al riguardo). M.Villa quella che risulta aver avuto l'incremento più massiccio, e del resto è logico perché è l'unica che abbia vissuto negli ultimi 12 mesi un evento importante tale da metterla sotto i riflettori al di fuori della nicchia (il draft Wnba ovviamente).
Per le altre aumentini fisiologici nella crescita generale di Instagram (Tagliamento però scende, nonostante la generosità con cui si mostra (è arrivata a quasi 1.500 posts contro i 370 di Zanda, per dire).

E iniziamo i confronti, a partire dalle cestiste internazionali:

- Angel Reese 4,1 milioni (+2 mln)
- Caitlin Clark 2,9 milioni (+2,1 mln)
- Paige Bueckers 2,0 milioni (dato 2023 n.d.)
- Cameron Brink 1,3 milioni (dato 2023 n.d.)
- Sabrina Ionescu 1,3 milioni (+500.000)
- A'ja Wilson 1,2 milioni (+500.000)
- Brittney Griner 755.000 (+33.000)
- Breanna Stewart 429.000 (+98.000)
- Satou Sabally 257.000 (dato 2023 n.d.)
- Marine Johannès 181.000 (+62.000)
- Emma Meesseman 76.600 (+19.400)

Sintesi: un altro pianeta rispetto alle nostre (il che non sorprende). Reese qui domina su Clark, che però ha avuto l'aumento più possente. Ecco, gli aumenti sono ancora più notevoli nel confronto con le nostre che ristagnano. Parliamo di crescite, se fate i conti della percentuale, del 25-30-50% o addirittura di più. Un vero boom, tra vetrina olimpica per alcune e botto mediatico per le giovani-meraviglia tra Ncaa e Wnba.

E veniamo al confronto con sportive italiane di altre discipline (non è una classifica sistematica, ho solo preso quelle che mi sono venute in mente):

- Bebe Vio (scherma paralimpica) 1,3 milioni (dato 2023 n.d.)
- Camila Giorgi (tennis - appena ritirata) 731.000 (+2.000)
- Barbara Bonansea (calcio) 661.000 (-13.000)
- Dorothea Wierer (biathlon) 607.000 (-5.000)
- Paola Egonu (pallavolo) 591.000 (+119.000)
- Sofia Goggia (sci) 589.000 (+64.000)
- Jasmine Paolini (tennis) 458.000 (dato 2023 n.d.)
- Alessia Orro (pallavolo) 392.000 (+210.000)
- Sofia Raffaeli (ginn. ritmica) 282.000 (+198.000)
- Miriam Sylla (pallavolo) 277.000 (+125.000)
- Letizia Paternoster (ciclismo) 263.000 (dato 2023 n.d.)
- Alice D'Amato (ginn. artistica) 251.000 (dato 2023 n.d.)
- Federica Brignone (sci) 232.000 (+20.000)
- Cristiana Girelli (calcio) 227.000 (+1.000)
- Nadia Battocletti (atletica) 160.000 (dato 2023 n.d.)
- Benedetta Pilato (nuoto) 154.000 (+64.000)
- Simona Quadarella (nuoto) 153.000 (+18.000)
- Larissa Iapichino (atletica) 123.000 (+32.000)

Sintesi: tutta gente che ha un'esposizione mediatica di livello nazionale, cioè anche fuori dalla cerchia degli appassionati della propria disciplina. Gli incrementi maggiori sono ovviamente per chi ha appena avuto una vetrina olimpica di spicco (mi manca il confronto sul 2023 per Battocletti, D'Amato e Paolini ma sono sicuro che si sono impennate).

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Considerazione finale: se speriamo di recuperare il divario con qualche "grande risultato", campa cavallo, perché lo standard dello sport italiano, attualmente, è altissimo. C'è gente che vince medaglie olimpiche, fa finali del Grande Slam, eccetera.
Ciò nonostante, meglio di adesso si può fare anche senza bisogno di miracoli. Oggidì la popolarità social delle protagoniste è un veicolo di diffusione per la disciplina, più efficace (almeno presso il pubblico meno vetusto) di quanto possano fare i media tradizionali o gli enti che gestiscono lo sport.

venerdì 13 settembre 2024

Pedrazzi annuncia addio al microfono

 Alice Pedrazzi annuncia che non sarà più commentatrice tv:


In postazione di commento, ho imparato ad entrare in punta di piedi dentro ad un gesto tecnico che per molti anni è stato mio, ma che non lo era più.
In postazione di commento, ho imparato a guardare con sacro rispetto il sudore ed il talento di altri.
In postazione di commento, ho imparato a maneggiare con cura i sacrifici altrui.
Commentare una partita non è solo conoscere il gioco, le regole, le statistiche, le storie di giocatori e giocatrici, società e tecnici. Tutte condizioni indispensabili, ma non sufficienti.
Commentare una partita è entrare con la propria voce dentro a momenti che sono di altri, è entrare dentro alla storia di atleti e società.
In postazione di commento, ho cercato - dal 2009 ad oggi - di usare il maggior rispetto possibile per il sudore, il lavoro e le emozioni di chi era in campo, maneggiandoli come oggetti preziosi e delicatissimi.
E’ stata, ed è, una passione infinita. Molto prima e molto più che un lavoro.
Che ho sempre cercato di fare con tutto il meglio di me stessa: studiando per notti intere e ore ed ore prima di ogni partita, rivivendo sulla pelle emozioni, paure e difficoltà. Non giudicando, ma provando a spiegare.
E’ stato un viaggio bellissimo, quello iniziato nell’estate del 2009, con RaiSport, tra campionati maschili e femminili, infinite sfide, finali scudetto, Mondiali ed Europei.
Un viaggio che non avrei mai deciso di interrompere se non per un amore altrettanto grande, che mi porta - se possibile - ancora più vicino a quel rettangolo di legno per me da sempre sacro: il campo.
La promozione in serie A1 delle Giraffe del BCC Derthona Basket, una soddisfazione profonda ed intensa, mi porta, per correttezza, trasparenza e rispetto di ruoli e responsabilità, a togliermi quella cuffia che tanto amo.
Voglio ringraziare con tutto il cuore Raisport, per la fiducia e la stima che mi ha dimostrato negli anni, e tutti i professionisti con cui, nel tempo, ho avuto l’onore di condividere questo bellissimo cammino, molti dei quali - oggi - sono amici anche a telecamere spente.
Il mio grazie più sincero va a Max Mascolo, sempre presente, con ruoli ogni giorno più importanti, diventato in questi bellissimi anni amico sincero, al mai dimenticato Franco Lauro, con il quale ho fatto la mia prima telecronaca al Taliercio di Mestre - a Mauri Fanelli, per il lunghissimo tratto di strada fatto insieme e per ciò che è stato ed è anche ben lontano dal parquet e a tutti i tanti giornalisti che in questi lunghi anni ho incontrato in postazione di commento.
Raisport sarà sempre nel mio cuore.
E chissà, magari quello di oggi è solo un arrivederci.

mercoledì 11 settembre 2024

Premi Reverberi & Oscar di Lega '23/24

Premi Reverberi 2024

- Matilde Villa miglior italiana
- Carlotta Zanardi miglior giovane U22
- Mazzon miglior allenatore

Oscars di Lega '23/24

- Matilde Villa miglior italiana
- Awak Kuier miglior straniera
- Arianna Arado miglior giovane
- Zanotti miglior allenatrice

In entrambi i casi un'incongruenza: se Villa è la migliore in assoluto, in teoria sarebbe anche la miglior giovane in entrambi i premi.
Ma è comprensibile nella logica distributiva dei premi. Abbiamo fatto così anche al torneo misto di Binzago, in luglio: N'Guessan avrebbe sbancato tutto, top scorer-mvp-miglior giovane, ma si è dato solo un premio a testa. -_-
In sostanza LBF non dà 2 premi nella stessa edizione, quindi Villa no perché è già mvp italiana; inoltre non dà lo stesso premio per 2 volte (almeno quello di miglior giovane) quindi no Zanardi che è stata miglior giovane lo scorso anno e no Quinonez che lo è stata nel '22. Una scelta per esclusione, quella di Arado.

Bene i premi di A2: Attura per il girone Ovest e Nori per quello Est. 

Intanto  Isabel Hassan ha sbancato la votazione sul sito Fiba come mvp assoluta delle competizioni giovanili dell'estate; terza M. Villa. Dato che era a votazione popolare possiamo sorprendentemente dire che dall'Italia è stato espresso un seguito massiccio

martedì 10 settembre 2024

Zanda attacca e la Lega risponde (privatamente)

In un'intervista al magazine sportivo online "L'Ultimo Uomo", autrice Giorgia Bernardini (che già segnalammo lo scorso anno come scrittrice del romanzo "Area piccola" ambientato nel basket femminile), Cecilia Zandalasini parla, fra l'altro, della delusione per la chiusura della Virtus, e delle magagne della Lega, rievocando una carenza di palloni in un Opening Day [peraltro questa parte successivamente è stata rimossa, pare in seguito a precisazioni da parte di LBF] e in generale l'incapacità di sfruttare personaggi come lei per promuovere il movimento.

Nei giorni successivi, risulta che LBF abbia mandato ai suoi associati una lettera di replica a Zanda. C'è scritto che non risponderanno pubblicamente a Zandalasini perché i "j'accuse" della medesima si basano su informazioni lacunose e presupposti incoerenti.

Nello specifico, la questione della mancanza di palloni all'Opening Day sarebbe infondata (il problema si era verificato oltre due settimane prima), mentre a fronte della lamentela sulla scarsa azione di LBF per spingere il movimento, si fa presente che la stessa Zanda si è spesso negata a operazioni di comunicazione.
"Zandalasini sarà convinta che qualcuno in Lega la odi, la realtà è che è molto difficile sviluppare sentimenti verso qualcuno con cui non è riuscito, purtroppo, nemmeno a dialogare", è la chiosa. Firmato Protani.

domenica 8 settembre 2024

Finali giovanili 3x3: doppietta Venezia e sorpresa Frascati

A Lignano Sabbiadoro, Frascati completa l'opera e dopo aver eliminato due favorite come Costa e Venezia vince lo scudo U14 nel 3x3 battendo Firenze in finale.

Il quartetto campione è: Carrarini, Nguindjel, Catalano, Grelli.
Firenze era arrivata in finale con una clamorosa "dupla" (= tripla, ma qui vale 2) all'ultimo secondo, su rimbalzo offensivo, dopo che Pordenone aveva rimontato e pareggiato. Palla scagliata più che tirata, con l'avversaria addosso, che entra perfettamente allo scadere.

Nei giorni scorsi aveva fatto doppietta la Reyer Venezia: in U18 battendo in finale il Sistema Rosa Pordenone (E. Zuccon, D'Este, Ruzza e Franchini il poker vittorioso), in U16 anche qui ai danni del Sistema Rosa (Salva, Sablich, S. Zuccon e Gecchele le campionesse).

Credo che questi scudi contino come quelli ufficiali 5x5 e dunque la Reyer sale notevolmente nella classifica storica.

martedì 3 settembre 2024

Ancora sul confronto passato-presente

L'articolo di giornale da me postato ieri sera serviva a mostrare come la percezione intorno al movimento femminile sia sempre stata pessimista se non addirittura catastrofica. Si lamentavano gli stessi problemi di adesso con gli stessi toni di adesso, quindi: o la situazione allora era uguale, oppure a quei tempi esageravano, oppure si esagera adesso.


Per quanto riguarda alcuni parametri di confronto:

- il numero dei partecipanti nell'88/89 era 16, adesso 11, che è senza dubbio insoddisfacente, ma non è che "più squadre ci sono = meglio è", penso che il numero ideale oggi sarebbe 14 e in effetti c'eravamo fino a due anni fa. La pallavolo femminile ne ha 14 e il calcio femminile addirittura solo 10, quindi non è tanto un problema di scarso numero di squadre, quanto del fatto che ci si è arrivati per colpa delle rinunce. Meglio nell'88/89, quindi, però come si legge (e non è percezione ma realtà) c'erano problemi di defezioni e crac societari anche allora.

- presenze nelle coppe: come quantità quest'anno mi risulta che siamo al massimo storico, 6 squadre. Nell'88/89 se non erro eravamo a 1 in Coppa Campioni + 4 in Ronchetti. Chiaramente la qualità di allora non ce l'abbiamo adesso, perché a quei tempi eravamo il miglior campionato d'Europa. Questo lo abbiamo sempre detto anche qui.

- il numero di tesserate è sempre stato segnalato anche qui come il problema più grave rispetto ad allora. Ma quando qualcuno racconta che ai tempi eravamo come la pallavolo adesso, dice balle. Arrivammo a 40.000, forse 50.000 come picco storico, restando comunque una nicchia del maschile. La pallavolo attualmente ha 300.000 tesserate e ha reso il maschile una nicchia del femminile, da questo punto di vista.

- capacità di produrre giocatrici di livello internazionale & risultati nazionale: attualmente abbiamo 2 giocatrici in WNBA più una terza appena scelta al draft. Non mi pare sia una catastrofe rispetto al passato, anzi. Il paragone con l'88/89 è impossibile per quanto riguarda la WNBA (che non esisteva) ma la nazionale non faceva granché meglio di adesso, per cui vedo casomai un divario netto nel livello delle straniere, le quali erano il top assoluto dell'epoca, dato che noi eravamo quelli che pagavano di più.

- presenza televisiva: mah, non ricordo se il campionato fosse trasmesso regolarmente sulla Rai; mi ricordo a metà anni '90 una differita pomeridiana infrasettimanale nel Pomeriggio Sportivo di Rai3, che non era da sputarci sopra (anzi), però i riflettori erano tutti per il maschile già allora. Nell'ultima stagione abbiamo avuto, se non altro, una dozzina di partite su RaiSport, meglio del nulla delle due stagioni precedenti.

- spettatori nei palazzetti: ecco, qui ho un dato oggettivo da fornire, sulla stagione 1988/89 (vedi allegato) ed è la prova che quando si racconta di grandi folle che gremivano festose i nostri impianti, si sta contando favole (salvo poche piazze). L'articolo infatti smentisce che si arrivi a 1000 spettatori di media, anzi dice: questi dati, che sono pure bassi, sono persino gonfiati da alcuni.
Guardate ad esempio il povero Nonino, faceva 100 spettatori di media. Nelle ultime stagioni almeno 300 di media venivano. Milano quest'anno pochi? Sì, ma non è che la Grande Milano di Zanotti e compagne (finaliste scudetto) tirassero folle immense...
Si tenga conto che avevamo il miglior campionato del mondo ai tempi. Nonostante tutto quel po' po' di giocatrici, venivano poche centinaia di persone a vederle. Come se ci fossero Breanna Stewart, Caitlin Clark e compagnia ma non venisse nessuno. Cosa commenteremmo oggi? Che siamo delle capre nel marketing, incapaci eccetera.



lunedì 2 settembre 2024

Il catastrofismo c'era anche nel 1989

Allego un articolo d'archivio che può spiegare perché, pur senza essere soddisfatto di come stanno le cose (sarei soddisfatto solo se il basket femminile fosse lo sport nazionale, puoi valutare la differenza rispetto alla realtà...), non credo alle eterne cassandre che gracchiano "siamo morti", "spariremo entro 5 anni, anzi due", "abbiamo toccato il fondo e possiamo solo scavare", eccetera eccetera. Per il semplice motivo che è l'ennesima, ciclica, perenne ripetizione di mantras (plurale di mantra) che si sentono da sempre nel femminile.

Questo articolo è di Superbasket e risale all'estate 1989, oggi considerata l'età dell'oro in cui eravamo felici e tutto andava bene, il basket femminile era popolare, ecc. ecc.

Vediamo che qui si parla di:
- troppe società che spariscono
- costi insostenibili
- colpo gravissimo all'immagine del movimento
- media spettatori sconsolante
- dirigenti poco capaci, che non sanno gestire né programmare
- campionato inappetibile per gli sponsor

Si può negare che siano esattamente le stesse cose che abbiamo letto e ripetuto fino all'ossessione quest'estate, dopo la defezione della Virtus?

Ripeto, mai negherei i problemi attuali del femminile, ma l'operazione di evocare un passato felice, in cui il femminile era solido e popolare, rispetto al quale saremmo drasticamente decaduti, per colpa d'imbecilli in malafede che hanno rovinato un giardino fiorito trasformandolo in deserto, è un imbroglio.



venerdì 30 agosto 2024

Wnba: dopo il break olimpico, Clark si è ripresa la scena (e Reese anche)

- Esaurito il mese di break olimpico, in cui gli Usa hanno evitato per un soffio il terremoto storico, già da un paio di settimane è ripresa l'Associazione nazionale pallacanestro donne, al secolo Wnba. Quest'anno la regular è stata allungata a 40 partite, adesso si è intorno alla boa delle 30, quindi manca ancora un po' ma si è entrati nella stretta decisiva per i piazzamenti-playoff.

Ma che New York sia in testa, seguita da Minnesota della nostra Zanda (la quale viaggia a 4,6 punti di media in 12,5 minuti), sembra importare relativamente, così come la stagione mostruosa di A'ja Wilson (prima nei punti con 27,1 di media, seconda nei rimbalzi con 11,7, prima nelle stoppate con 2,7).

- Si era andati alla sosta in piena Clark-mania, dato che dopo l'inizio altalenante la rookie più amata d'America era decisamente decollata, tanto da alimentare ulteriori polemiche per la sua esclusione dalla Nazionale), e la spina si è riattaccata immediatamente. Del resto la prodigiosa ne ha fornito abbondante materiale: 29 punti e 10 assist alla prima partita dopo il break, poi 23+9, 23+8, 19+7, 19-5. E la sua Indiana ne ha vinte 4 su 5, veleggiando ormai intorno al 50% di bilancio, dopo l'inizio di stagione nei bassifondi (al momento è settima, quindi in zona-playoff).
Non solo, ma la Caitlin d'America ha ripreso l'abitudine che aveva al college, ovvero quella di frantumare records: in questi giorni ha prima superato il record di Ticha Penicheiro per assist totali nella stagione da rookie, poi quello del maggior numero di triple per una matricola.
Non solo (bis), ma è addirittura prima assoluta nella classifica degli assist con 8,1 di media, cui abbina 18 punti; non esaltante il 41% dal campo, né le 5,5 palle perse, ma qualche sbavatura si potrà pur perdonargliela.
Inoltre è uscita una statistica davvero roboante, secondo cui la distanza media delle triple di Clark è superiore a quella di tre dei massimi specialisti maschi, ovvero Curry, Lillard e Trae Young.
Quasi inutile aggiungere (ma lo facciamo lo stesso) che l'audience della sua prima partita trasmessa in tv nazionale dopo la sosta ha superato i 2 milioni, che certo non è l'oceano dei 18 milioni per le finali Ncaa, ma rispetto alle medie Wnba fino allo scorso anno...

- Parafrasando Gesù Cristo, però, non di sola Clark vive il boom. Anche la sua controparte Angel Reese, l'idola della fazione pro-blacks così come Clark lo è della fazione pro-whites (almeno così nelle esigenze di copione social), sta facendo onde, sia in termini d'interesse sia di rendimento. E' una giocatrice atipica (più di quanto lo sia Clark, che tipica non è), non esattamente una raffinata poetessa del canestro (ha il 38% dal campo pur tirando in gran parte da distanza ravvicinata), ma ha una combattività clamorosa, che traduce soprattutto nei rimbalzi in attacco; non di rado sbaglia, prende il rimbalzo, sbaglia, riprende, sbaglia, riprende, segna o subisce fallo. C'è chi ironizza sul fatto che rimpolpi le cifre campando sui suoi stessi errori, ma non è che le avversarie la lascino fare perché si divertono a vederla sbattersi tanto. Reese è prima assoluta nei rimbalzi con 12,9 a fronte di 13,3 punti.
In sostanza abbiamo una rookie prima negli assist e una nei rimbalzi: due delle categorie più difficili da capeggiare per una matricola. Potevano essere tre se Cameron Brink, che stava stoppando mezzo mondo, non si fosse rotta un ginocchio. Per dire che queste rookies-sensazione sono arrosto, non fumo.

- E adesso cosa c'è in arrivo, nella nostra notte fra venerdì e sabato? Indiana-Chicago, ovvero Clark contro Reese, oltretutto delicata per la corsa ai playoff (Chicago è ottava, subito dietro a Indiana). Pare che i biglietti abbiano un costo medio di 330 dollari. Ho dato adesso un'occhiata per curiosità qui (il link indicato per il ticketing ufficiale) e sembra che ce ne siano ancora per la piccionaia a 150 dollari circa. Finché dura, è esaltante (almeno rispetto ai chiari di luna abituali).



lunedì 26 agosto 2024

Euro U16 - finali & bilancio: miracolo Finlandia, il nostro 4° posto. Hassan nel "best 5"

Spagna-Italia (fin. 3° posto): "difficile combattere nella certezza di perdere", è una citazione che mi viene spesso in mente in queste situazioni di squilibrio troppo marcato perché il cosiddetto "cuore" possa bastare. In realtà almeno a tratti combattiamo sì, però il divario di dinamismo, efficacia, e in definitiva pure tecnica, è netto fin dall'inizio (26-11 al 10'). Apprezzabile il 2° quarto, in cui da meno 19 produciamo un 6-0 con Zanetti, Olandi e Appetiti, ma è come un colpo di pistola ad acqua contro un plotone di mitragliatrici. Riallungano sul 42-24 al 20', poi 60-37 al 30', infine l'ultimo periodo è uno strazio, 20-1, anche se giustamente la nostra panchina preferisce dare spazio a tutte e 12 piuttosto che raffazzonare un punteggio più decoroso con le titolari. Dunque incassiamo un 80-38 che, nell'immediato, ci fa uscire dall'evento con un inevitabile gusto amaro. Olandi 13 punti, Zanetti 9, Hassan solo 7 con 2/9.


Finlandia-Francia (fin 1° posto): my gosh, my gosh! Do you believe in miracles? Serve l'inglese perché l'italiano non basta. Finlandia campione d'Europa per la prima volta nella sua storia. Svanisce il tris d'ori per la Francia, proprio quello che sembrava più in tasca dopo aver fatto fuori la Spagna.
In un certo senso alla Finlandia riesce la stessa cosa che, alla Francia senior, stava riuscendo contro gli Usa nella finale olimpica. E cioè azzerare il netto gap potenziale con una partita di applicazione feroce, "sporcando" tutto lo sporcabile (sia detto in senso apprezzativo), perché se si giocasse una partita esteticamente bella e pulita, sarebbe un massacro. Le finniche dunque, aiutate dalla loro fisicità tutt'altro che modesta, difendono ventre a terra per tutti i 40 minuti, sia in area che sul perimetro. E in attacco, pur senza individualità di spicco, eseguono con grande puntualità, il che non vuol dire che segnano spesso, ma che i loro tiri hanno quasi sempre senso.
Per contro la Francia interpreta male la partita. C'è sempre una complicità di Golia, ovvio, se il pur valoroso Davide lo abbatte. Sottovalutazione dopo aver battuto la Spagna e sentendosi l'oro in tasca? Possibile. Di sicuro le francesi si sono ritrovate, minuto dopo minuto, ad accorgersi che "ehi, ma qui c'è da soffrire sul serio", e forse non lo avevano messo in conto. Sono ragazze di 16 anni, qualcuna ancora 15.
Quello che sorprende, però, è che la panchina (in cui spiccava pure la nostra beneamata Isabelle Yacoubou nel ruolo di assistente) non sia riuscita a convincere le sue pargole che, invece di spadellare malamente da 3 (2/20, esatta replica della semifinale), quando davano la palla dentro, soprattutto alla brava Otto, il modo di scardinare il bunker finnico si trovava non dico facilmente, ma almeno con più frequenza. Possibile che ci riuscissimo noi con Zanetti (e non solo) mentre la Francia con tutto quel po' po' di materiale no? :woot:
Pessima prestazione di Broliron, la loro "Matilde Villa dei poveri", diciamo così, nel senso che per personalità, doti di palleggio, inventiva in attacco e taglia minuta, ricorda un po' l'attuale reyerina quando aveva 15 anni e mezzo pure lei (Broliron, casualmente, è anch'essa di dicembre, ma 2008). Solo che la brianzola non ce la ricordiamo mai così dissennata com'è stata Broliron in questa finale. Si è incaponita in un tiro da 3 e dalla media che non entrava praticamente mai, chiudendo con 9 punti e 4/21 dal campo, coinvolgendo solo di rado le compagne. Le quali, va detto ad attenuante della suddetta rea, spesso le hanno ricacciato la boccia per inopinata paralisi decisionale; qualcuna era addirittura fuori controllo motorio per eccesso di tensione (presumiamo), ad esempio la n° 10 Courbot.
Ma certo è ingiusto additare colpevoli singole. E' riemersa, mettiamola così, la pecca storica del basket francese (vista anche in finale olimpica), e cioè che l'arte pura di fare canestro non è nelle loro priorità. Per cui, se trovano una squadra che gli blocca il "piano A" (e pure il B), manca quell'inventiva fuori copione che ti salva in quei casi. E' così che in passato hanno gettato ori e collezionato argenti che, come questo, non puoi certo buttare via ma nemmeno essere soddisfatto se sei la squadra più forte.

Per farla breve con la cronaca: la Finlandia, prendendo sempre più fiducia, va all'intervallo sul 32-25 in suo favore. Già shock così, ma si pensa: "ok, brave ma adesso la Francia reagisce e ne fa polpette". Non avviene mai. Anzi, le finniche nel 3° quarto volano a +12 (45-33), colpendo da 3 una zona che, come la nostra, non produce frutti contro la loro puntuale circolazione.
Toccato il fondo, la Francia si scuote con uno 0-8 per chiudere la penultima frazione (45-41). Ora la difesa francese a sua volta non fa passare più nulla, la Finlandia segnerà 4 punti negli ultimi 15'.
Eppure neanche questo è sufficiente. La Francia torna a impallarsi in attacco, certo con grandi meriti della Finlandia che dimostra una forza mentale (e resistenza fisica) da standing ovation, però è clamoroso come le super-favorite sbaglino letteralmente tutto. Da 48-44 al 32' non si muove foglia, salvo 1 punto finnico, sino a 1'30" dalla sirena. Lì Broliron ha un momento di lucidità e serve un assist per Otto (vivaddio) che deposita, 49-46. Ma dura poco perché nell'azione successiva, dopo l'ennesimo recupero francese, Broliron si fa murare in area e perde palla.
Manca meno di un minuto. La Finlandia prende una tripla allo scadere dei 24", che sbaglia. La Francia trova fallo con la già citata Courbot, che stavolta è brava a mettere almeno un libero (49-47 a -30"). Sfortunata la Finlandia nell'entrata che poteva chiudere i conti, ma prende il rimbalzo e fa scorrere tempo d'oro, poi commette infrazione di 14" ma ce ne sono ormai solo 11" sul cronometro.
Timeout Francia. L'idea partorita, apparentemente e banalmente, è palla a Broliron che ci pensa lei. In effetti avevamo fatto così anche noi contro la Francia in U20 lo scorso anno, palla a M. Villa e levarsi di mezzo, solo che la nostra veniva da una prestazione maiuscola, Broliron no. E infatti si lancia in entrata sul lato destro, appoggia a tabella sulla chiusura finnica, ma sbaglia. 49-47 punteggio finale, Finlandia oro.

- Mvp, seppur perdente, viene premiata la francese Otto. Soddisfazione per noi con Hassan, riconoscimento prevedibile, e nel complesso meritato, per quei lampi di classe (e non solo lampi) che ha prodotto, con il top contro il Belgio, la nostra vittoria più importante. Aveva qui un ruolo diverso da quello finora interpretato in azzurro, e cioè di "giovane diamante" con licenza di stupire in mezzo a compagne più esperte; stavolta pur essendo ancora sotto il limite di categoria era il chiaro riferimento numero 1. In qualche modo ha fatto le pentole ma forse non del tutto i coperchi, in rapporto al suo potenziale che è davvero notevole. Questo pur senza dimenticare che era al secondo evento dell'estate dopo il Mundial U17.
La buona notizia? Be', che è forse la prima volta che una nostra rappresentante è la più alta nel quintetto ideale. Se Otto è listata 1.88, ci sta almeno un 1.90 vero per Hassan. Salvo smentita di chi l'ha misurata dappresso.. :D

La più grande sorpresa giovanile di sempre, questo trionfo finnico? Well, servirebbe un lungo scavo negli archivi. Dell'epoca recente sì. Fa piacere la crepa nel duopolio Francia-Spagna che sembrava inattaccabile più che mai, quest'anno (nel 2023 c'era stato l'oro U18 della Slovenia di Sivka). La Finlandia sarà il nuovo Belgio? Glielo auguriamo, di sicuro hanno almeno 2 annate ('07-08) molto competitive. Però, francamente, una Meesseman non s'intravede, e forse nemmeno un'Allemand o una Vanloo.

- Il risultato della finalissima cambia il giudizio sull'Italia? Un po' sì, perché a ben guardare abbiamo quasi fatto meglio noi contro la Finlandia rispetto alla Francia, la quale ha sì perso di 2 mentre noi di 9, ma noi siamo stati avanti per più tempo e, in qualche modo, sofferto di meno la difesa finnica rispetto al nostro standard. Non credo che al posto della Finlandia saremmo riusciti a mettere in crisi la Francia. Anche se il precedente della semifinale 2023, in cui ci davano per asfaltati e invece quasi vincemmo, autorizza a pensarla diversamente. Ma ormai è solo fantabasket. La realtà è che l'estate 2024 è finita e non abbiamo preso, per poco, la seconda medaglia.
E' un 4° posto che, oggettivamente, è meglio di quanto ci aspettassimo alla vigilia; e ottenuto con mezza squadra 2009, ricordiamo ancora. Non si può non ricordare anche l'aiuto della sorte nella prima fase. Però ce lo siamo meritato con un'identità difensiva solida (prime 4 partite, sempre meno di 50 punti subiti, togliendo l'overtime con la Germania) e un collettivo capace di coprire, col suo valore aggiunto, le lacune individuali.
Se parliamo di singole, quante di questa nidiata hanno un potenziale da serie A, a parte ovviamente Hassan e diremmo almeno Zanetti? Non lo direi a botta sicura come lo si poteva dire di certe nostre recenti squadre medagliate. Ma c'è un discorso da fare, che sembra dimenticato: queste ragazze sono la "generazione Covid", cioè si sono fermate (o quasi) per due anni nell'epoca in cui uscivano dal minibasket e iniziavano il basket vero. Quante volte dicevamo, allora, che era un disastro, che ne avrebbero pagato le conseguenze per sempre? Allora non possiamo ora far finta che il loro percorso di crescita sia stato come quello di chi è venuto prima. Naturalmente vale lo stesso per il resto d'Europa (tranne forse Francia e Spagna) ed ecco perché il livello generale può essere in ribasso.

Nel complesso, ovvio dirlo, siamo scesi rispetto agli anni dorati di prima del Covid. Ma non siamo crollati. E' probabilmente più normale così che prima, seppure la sparizione di Russia e Bielorussia ci dia un aiutino in termini di posizioni. Escono ora le 2004, la nostra annata migliore tra quelle giovanili attuali, ma per fortuna le 2009 sembrano competitive.
Peraltro nemmeno 3 ori in un'estate risolverebbero il nostro eterno grattacapo, e cioè di come tradurre i successi junior in successi senior. Per cui può anche non cambiare nulla, in quest'ottica, se invece di due medaglie all'anno ne vinciamo una, o persino nessuna.
La ricreazione delle nazionali giovanili 2024 è finita, ci resta davanti un'annata senior con seri problemi da risolvere (soprattutto in A1) e un'annata giovanile in cui dovremo verificare la tenuta delle tesserate. Come sempre, del resto.


Euro U16 - semifinali: il grande sogno con la Finlandia si spegne negli ultimi 5'

- Italia-Finlandia (semif.): peccato. Ci crediamo a lungo, quasi fino alla fine, ma cediamo negli ultimi 5 minuti dopo aver dato, a tratti, la sensazione di avere qualcosa in più. Ma nel momento in cui c'era da vincerla, lo hanno fatto loro, e in modo relativamente nitido, cioè non per episodi. Può sembrare strano considerare superiore a noi una squadra della Finlandia, però queste tipe sono solide come il marmo, anche se non incantano con un gioco alla spuma ad alto punteggio, perché il talento è relativo. Non hanno, per dire, una Hassan, cioè un'individualità che spicca a colpo d'occhio (al di là del rendimento effettivo). Ma eseguono molto bene e sono ossi durissimi in difesa.

Che la Finlandia stia emergendo lo abbiamo scoperto già lo scorso anno, quando battemmo proprio lei nella finale 3° posto, anche se c'era solo una 2008 che abbiamo ritrovato adesso (Gardziella); le 2007 le abbiamo sconfitte pure nella finale 7° posto al Mondiale U17 di quest'estate. Stavolta festeggiano loro. E del resto, considerando che la Finlandia è, a oggi, imbattuta (anche se al 99% perderà contro la Francia in finale), e che ha quasi tutte 2008 rispetto al nostro gruppo per metà 2009, il risultato ci sta tutto. Anche se, anche se... quando arrivi così vicino ti resta il rimpianto di qualcosa che si poteva fare di diverso per cambiare l'esito. Di sicuro si dovevano perdere meno palloni: 31 (contro 19 loro), una zavorra fatale. Poi anche i rimbalzi in attacco: ce ne hanno presi 15 e lasciati solo 6, dopo che ne avevamo presi tanti in quasi tutte le partite. Entrambe le voci statistiche sono conseguenza di una maggiore intensità e fisicità finnica. Così non è bastato tirare meglio di loro: noi 18/47, loro 19/67: con 20 tentativi in più, saremmo dovuti essere vicini al 50% per vincere, ma contro quella difesa (e viste le nostre medie abituali...) era quasi impossibile.

Un po' di riassunto. Difensiva, tirata, spigolosa fin dall'inizio. La interpretiamo bene nel 1° quarto tenendo botta in difesa e andando a cercare punti vicino a canestro, da 0-4 a 8-4. Poi tocca a loro replicare, 8-10. Sudando e incassando stopponi, ma senza tirarci indietro, racimoliamo 4 punti per andare 12-10, poi loro pareggiano con un'accelerazione allo scadere (12-12).
Il 2° quarto è ancora più oscillante. Prima subiamo, 14-20, poi confezioniamo i nostri migliori 5 minuti del torneo (insieme a quelli iniziali contro la Croazia), con un parziale di 15-2 in cui spicca Olandi con 6 punti; a segno anche Diagne, Zanetti e Hassan che provvede anche a coronare il parzialone con una tripla. Lì sogniamo, non tanto per il vantaggio (solo +7 e manca una vita) ma perché sembriamo padroni del campo. Purtroppo la fiammata si esaurisce nel finale, ma con un canestro di Obaseki andiamo al riposo sul 31-27 (Zanetti 8+7 rimba e Hassan 7 punti).
Nel 3° periodo la battaglia diventa ancora più feroce. Canestri spremuti con sudori e fatiche mortali. Le nostre palle perse diventano ancora più fitte, un tormento. Continuiamo a tirare discretamente ma serve a poco, perché spesso non ci arriviamo, a tirare. Una tripla di tabella di Mosconi toglie il tappo e ci rimette avanti, 40-39, ma sarà il nostro ultimo vantaggio. Peraltro la difesa nostra regge, la Finlandia non è che abbia delle poetesse del canestro; e con un 2/3 di Mueller, da poco mandata dentro da Lucchesi, rappezziamo un meno 1 a fine quarto (44-45): tutto aperto.
Purtroppo l'ultimo quarto, quello della verità, si mette subito male. L'ennesima persa ci costa il contropiede del meno 4. Proviamo una zona ma ci puniscono con la tripla del meno 6 (46-52), pesante con un punteggio così basso e con la spia dell'attacco nostro in riserva.
In realtà abbiamo una reazione, 50-53 con 6'30" sul cronometro. Ma è il nostro canto del cigno. Becchiamo un'entrata in "reverse" che marca un nostro cedimento difensivo dopo tanta attenzione avuta durante la partita. Le palle perse toccano quota 30. Dal 50-57 a 5' dalla fine c'è uno stallo: la Finlandia si blocca, noi abbiamo una serie di occasioni per il meno 5 ma le sbagliamo tutte. Segnano il 50-59 e il punteggio si paralizza di nuovo per 2 minuti, poi viene ritoccato a babbo ormai morto: 52-61.
Zanetti, la migliore, chiude con 16 punti (5/7 al tiro) + 11 rimbalzi anche se 9 perse; Hassan 11 punti (5/14), e avremmo avuto bisogno di qualcosa di più da lei; Olandi con 8 e Mosconi con 7, se sommi vedi che il resto della squadra ha segnato poco o nulla. Per loro Helasuo 12 e Gardziella 10 in un sistema ultra-democratico.

- Finisce così il sogno di un argento che forse con ottimismo vedevamo raggiungibile al 50%.
Ora il tabellone favorevole si ritorce contro, perché se perdevamo in semi con Francia o Spagna, si poteva sperare in un "repeat" del 2023 battendo la Finlandia nella finalina. Così invece ci tocca la Spagna, battuta dalla Francia in una semi che tutti vedono come la finale anticipata (e i risultati finora lo autorizzano eccome): le francesi pur spadellando da 3 (2/20) sfruttano la supremazia interna e vanno a +10 all'intervallo, poi +18; gran rimonta spagnola fino a meno 4 nell'ultimo, ma altri 3 rimbalzi in attacco cavano le castagne dal fuoco per le gallette (65-57) che hanno la stelluccia Broliron a 12 (ma con 4/15), meglio le interne Otto e Cissoko, mentre per la Spagna 15 di Segura, 13 di Llompart e Okafor ma poco dalle altre. Nel complesso Francia superiore ed è la terza volta che battono le super-rivali su 3 Europei 2024 (mentre ai Mondiali han vinto le iberiche per il 3° posto).
Insomma aria di tris d'ori per la Francia.

Nella foto: Hassan braccata a vista dall'arcigna difesa finnica.