giovedì 19 giugno 2025

Appunti europei (1): fuga, paura e rilancio finale, partiamo bene con la Serbia

- Per ora è uno scampato pericolo. Non la "clamorosa impresa" di cui scrive il Corriere dello Sport (ma se serve per fare un po' di rumore presso il volgo, va bene così). Il valore reale della nostra vittoria sulla Serbia si valuterà in base ai risultati successivi. Ma l'impressione sul momento è che abbiamo battuto la meno forte delle nostre tre avversarie.

Le serbivore sono una pallida ombra dello squadrone che fu; hanno solo 3 elementi di spessore internazionale: AndersonNogic e Raca; e quest'ultima ha fatto 0 con 0/4 al tiro. Interessante la lunga serbo-americana Dugalic, 2001, ma è ancora acerba. In sostanza hanno giocato in due e ci hanno fatto sudare freddo quando in appena 5 minuti ci hanno ciucciato 13 punti di vantaggio, hanno pareggiato e ci hanno costretti a una volatazza finale in cui sì, siamo stati bravi a riprendere il controllo tecnico e mentale delle operazioni, giocando bene i palloni decisivi.
Detto questo, la sostanza è una vittoria che di per sé ovviamente non basta ad arrivare da nessuna parte, ma che se non fosse giunta ci avrebbe già messo spalle al muro con tutti i fantasmi conseguenti, vista la formula che dà pochissimo margine d'errore e visto che non possiamo contare su una rassicurante storia di successi...
Tolti quei 5 minutacci, diremmo che è stata una buona Italia, corale in attacco, più che accettabile in difesa. Con la protagonista che ti aspetti (ovviamente Zanda, che ha alternato bene i momenti in cui c'era da giocare per le altre e quelli in cui serviva salire in cattedra), la spalla/secondo violino che ti aspetti (Cubaj) e il jolly che invece non t'aspetti: Trimboli, che era papabile di taglio e invece ha vinto il ballottaggio con Trucco, evidentemente avendo convinto Capobianco che fosse più utile portare lei come quarta regista che la piemontese come quinta lunga.
Il c.t., considerando che di guardie pure siamo a corto, ha giocato spesso con due play, e alla fine le due migliori sono state proprio le due ripescate, ovvero Santucci e appunto Trimboli. Ma magari nelle prossime faranno meglio Verona e Pasa. Non è importante la singola Tizia o Caia ma l'idea alla base: doppia regista, e in più c'è Zanda che ha smistato 5 assist; così, nei momenti migliori, il gioco fluisce bene.

- Giusto qualche scorcio di cronaca: partenza preoccupante, 6-12 per le serbe dopo 4'20" (male soprattutto la difesa). Iniziamo a chiudere meglio e vengono fuori i loro limiti quando Nogic e Anderson non pungono. Invece noi troviamo Madera con due triple appena entrata, mentre in precedenza Cubaj e Keys avevano rotto il ghiaccio e Zanda, inizialmente imprecisa da fuori, s'è messa intelligentemente in partita andando fino al ferro. 19-18 noi a fine 1°.
Sprazzo di Santucci a inizio 2° (canestro suo e assist per André); sprechiamo un po' troppo da sotto e la Serbia ci resta incollata; è una fase di stallo (30-28 a -2'30"), sinché s'accende Zanda che in due azioni confeziona 7 punti (gioco da 4 + tripla in transizione) e andiamo 39-30 all'intervallo.
A inizio ripresa la Serbia difende più aggressivo (metro arbitrale tollerante) e forza i ritmi per ricucire, ma noi assorbiamo bene l'urto e restituiamo con gl'interessi: ancora Zanda con 7 punti rapidi (tripla e 4 liberi), poi André da sotto sigla due volte il massimo vantaggio, +15 (54-39 e 56-41, che diventa 56-43 al 30'). Davvero insperato.
Altrettanto inopinato però è il modo in cui ci facciamo rimontare tutto. Da 58-45 a inizio 4°, ci piantiamo del tutto, non si capisce neanche bene perché, e pure la difesa s'apre come il mar Rosso: ci fanno 13 punti di fila con Nogic e Anderson, ci troviamo 58-58 a 4'20" dalla fine. Per nostra fortuna, e sfiga loro, Nogic s'è acciaccata poco prima, su un'azione per il sorpasso (contrattura o crampo); rientra poco dopo ma non più ficcante.
E' comunque merito nostro se riattacchiamo la spina nel momento cruciale: bene Cubaj due volte da sotto, la seconda volta pure con l'aggiuntivo (63-60), tripla di Trimboli, tripla di Zanda come suggello. Finisce 70-61.
Si hanno: Zanda 20+11 rimba+5 assist (2/5 da 2, 4/7 da 3); Cubaj 11 con 5/9, Trimboli 10, André 8 in 13' (ancora convalescente ma utile).

- L'altra del nostro girone: sorprende la Lituania che infilza la Slovenia. O meglio, sorprende se si considera il ranking della vigilia (Slo quarta, Lit 11^). Ma quello della Slovenia è un valore teorico, non l'ha mai dimostrato sul campo. La Lituania è stata più concreta. Slovenia senza difesa, sparacchiona in Friskovec (6/20), opaca in Oblak, mentre Shepard ha prodotto 25 punti + 18 rimba ma con quella sensazione che suscitava anche dalle nostre parti: sulle cifre non puoi dirle nulla ma la squadra non è detto che giri al meglio con lei; la difesa slovena, non dico per colpa sua, è stata deficitaria. Punteggio 77-71 con 17 della 2005-deluxe Jocyte, 15 della sventurata Sventoraite.

- E quindi nella seconda giornata abbiamo un Italia-Slovenia che potrebbe essere già "dentro o fuori" per loro (se la Lituania battesse la Serbia in precedenza), mentre noi avremo in ogni caso una chance di passare all'ultima giornata, ma è meglio non scherzare col fuocaccio.

- Il girone A, quello del Pireo: la Turchia fa vedere sorci verdi, gialli e quant'altro alla Francia, che dopo aver inseguito per tutto il 2°, 3° e metà del 4°, sorpassa a 2'40" dalla fine, poi la risolve con due triple di Ayayi anche se le ottomane hanno una chance allo scadere sul meno 2; Lacan stoppa Onar. Per la Francia 22 di Salaun, 14 di Ayayi; per le turche 20+15 rimba della colossa McCowan, 18 di Cakir e nel complesso un'impressione migliore di quanto si ipotizzasse. O forse è la Francia che ha davvero troppe assenze per essere stellare.
Grecia-Svizzera easy per le padrone di casa: 87-65 con 21 di Fasoula e 14 di Parks (altra naturalizzata di lusso) e Bosganà.

- Nota sul pubblico (se n'è già accennato nelle discussioni): 2.601 gli spettatori ufficiali a Bologna (per la nostra partita, ovviamente), 1.300 secondo i testimoni oculari, difficile capire le dinamiche del ticketing se i biglietti risultavano venduti. C'è da notare che al Pireo si sono presentati in 6.895 (ufficiali, ma anche visivamente erano di sicuro più che a Bologna) e non è che il basket femminile in Grecia sia più popolare che da noi.

Nella foto: Zanda in gas contro la Serbia, la panchina pure.


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