- "Più probabile lo sbarco degli alieni o l'Italia che batte di 15 punti la Francia in una competizione ufficiale femminile?":
c'avessero fatto questa domanda fino a due o tre settimane fa, non avremmo avuto dubbi a scegliere il primo. E invece è successo l'insuccedibile, l'inconcepibile, l'inammissibile: abbiamo non solo battuto, ma triturato, schiantato, maciullato la squadra al cui solo nome tremavamo come vermi della terra.
Altrettanto inopinatamente (rispetto alla vigilia dell'Europeo, non rispetto a quanto dimostrato nel corso di questa magica settimana e mezza) siamo medaglia di bronzo, dopo 30 anni senza podio, passando dalla porta principale, cioè dopo aver affrontato due top d'Europa fra semifinale e finale, rischiando di battere l'una e facendo a fette l'altra. Il tutto in diretta nazionale su Raidue.- Ma limitiamoci qui alla nuda cronaca di questo divino pomeriggio di domenica 29 giugno. Dinnanzi a 3.123 spettatori ufficiali nella cattedrale pireota (cifra dignitosa per una finalina), il 1° quarto è frizzante sul piano realizzativo, con le nostre subito gagliarde, a mostrare di non essere né fossilizzate sulla beffa della semifinale (peraltro destino comune alle francesi) né per nulla intimorite dal blasone avversario.
E dunque meniamo noi l'andatura; Zanda con una tripla fa 7-11 Italia, poi ubriaca la prossima compagna di club Badiane con un balletto perimetrale concluso in plastica sospensione dalla media più fallo subito. Poi Pan mette una tripla, Pasa penetra; siamo 13-18 al 7'.
Tocca alla Francia contrattaccare con un 7-1 di Ayayi-Touré-Lacan, ma il sorpasso è effimero, giacché André e allo scadere Verona replicano, 22-23 al 10'.
- Il nostro 2° quarto è ancora meglio. Segniamo leggermente meno, ma inizia a salire di tono la difesa. Le triple di Verona e Zanda ci riportano a +5, ritoccato a +6 dopo una fase di stallo (25-31 dopo 6' della frazione).
Si riaccende la partita con la Francia che minaccia di mettere la freccia (30-31) ma l'Italia è brava a ricacciarla subito indietro con Zanda in entrata e uno sprazzo di Madera (tripla e appoggio da sotto): 34-38.
Il finale di frazione è ancora marchiato Zanda, prima in botta-e-risposta con una peraltro scialba Rupert, poi con due liberi che portano lei medesima a 15 punti personali e l'Italia alla pausa sul +6 (36-42). Peccato per un errore di André allo scadere ma per essere avanti di 6 sulla Francia all'intervallo avremmo messo ogni tipo di firma (anzi, temere una mattanza a nostro sfavore non era sfiducia verso le nostre ma prudente realismo).
- Il 3° periodo è di stallo su entrambi i fronti: appena 9-11 il parziale, comunque per noi, ed è molto positivo perché non solo conteniamo l'ipotizzata reazione transalpina, ma guadagniamo ancora qualcosina di margine.
E' Verona la trascinatrice al ritorno dagli spogliatoi: segna su rimbalzo offensivo di scaltrezza, poi due volte in arresto e tiro (38-48); rincara la dose Keys in entrata (38-50 al 24'). A quel punto ci fermiamo offensivamente; la Francia ne profitta con un 5-0 ma poi a sua volta s'inceppa. Racimoliamo 3 punticini in 6 minuti, dalla lunetta, ma tanto basta a tenerle a bada (45-53 al 30').
- Ecco il nostro capolavoro nell'ultimo quarto. All'inizio, in realtà, sembra buttare male, con noi ancora nelle secche offensive e la Francia in rimonta, non travolgente ma più che minacciosa (50-53 al 31' e rotti).
Ci sblocca una tripla di Fassina, che in queste ultime partite ha preso gusto nel mettere tiri importanti. Poi c'è uno stallo su ambo i fronti dal 52-56, per circa 2'30": bene per noi perché contribuisce a spezzare la fase favorevole alle nostre oppositrici.
A inaugurare lo sprint finale verso la medaglia è Zanda con una tripla, cui segue un canestro da sotto di André (52-61 al 35'). Ma è soprattutto la difesa l'arma letale per le francesi, le quali ci mettono pure del loro, con un attacco confusionario e nuovamente impreciso da 3 (come già nel finale con la Spagna).
La splendida realtà che siamo più "sul pezzo" di loro diventa palese quando Santucci sbaglia due volte nella stessa azione, ma prendiamo sempre il rimbalzo e alla fine segna Keys dal limite dell'area (52-63 a -3'50").
C'è un altro stallo di oltre due minuti, grasso che cola per noi che cristalizziamo il vantaggio; le francesi rompono infine la siccità ma quando Fassina segna ancora, da sotto, appare ormai, gigante e meraviglioso, lo striscione del bronzeo traguardo: 54-65 a -1'30".
Rimane solo da temere una crisi di follia collettiva, oppure lo sblocco improvviso delle tripliste francesi, ma nulla di tutto ciò succede, anzi arrotondiamo il margine con Cubaj due volte a segno, in entrata e dal mezzo angolo: 54-69 a -30 secondi, finisce con questo score.
- Gioia esplosiva per le nostre, quella di chi ha raggiunto il top della carriera. Le francesi escono meste, un po' stizzite, forse incredule d'essersi fatte saccagnare così dalle italiane, mai considerate al loro livello.
Nelle cifre cosa troviamo? Di squadra l'Italia tira 18/35 da 2, 7/15 da 3, 12/18 ai liberi contro 14/30 da 2, 2/20 da 3, 20/23 in lunetta per la Francia. Quindi le triple scavano la maggior differenza. Ma anche da 2 siamo stati più ficcanti ed è un termometro della qualità difensiva. Quasi uguali le perse: 17 noi, 18 loro.
Marcatrici: per le azzurre Zanda 20 (3/8 da 2, 3/4 da 3, 5/7 ai liberi), Verona 11 (5/7), Cubaj 10, Pasa 6, Madera-Keys-Fassina 5; per le "bleues" Touré 13, Salaun 9, Ayayi 8, Rupert appena 4 ma non è la sola delle big ad aver steccato. Fatti loro. Noi godiamo, celebrando euforici le nostre eroine.

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