venerdì 20 giugno 2025

Appunti europei (2) - Italia, sei pazza ma vincente. Siamo ai quarti dopo 8 anni

Chi sei dunque, Italia? Quella che asfalta la Slovenia in due quarti da medaglia, o quella che si fa rimontare 24 punti in un quarto e mezzo da eliminazione a calcioni? La domanda che m'arrovella mentre esco dal Paladozza nella notte afosa di Bologna, città che si pasce inutilmente d'uno scudetto maschile, dopo aver voltato le spalle al femminile, salvo questa parentesi internazionale. Almeno una presenza di persona a quest'Eurobasket Women casereccio m'era d'obbligo, nonostante le quasi 6 ore di macchina (tra andata e ritorno), pesantucce in un giorno feriale. :ph34r:

La difficoltà di trovare una spiegazione logica al match schizofrenico cui avevo testè assistito mi tribolava al punto che, dopo aver superato un drappello di tifosi lituani seduti a un bar nelle adiacenze del palasport, smarrivo la strada verso il parcheggio sotterraneo dove avevo intubato la macchina al piano "meno 3", ritrovandomi non so come di nuovo davanti al Paladozza. Ma l'errore mi consentiva, giuoco della sorte, di incontrare il venerando ex-coach Roberto Galli, il quale, 17 anni fa, cioè l'ultima volta che ero stato nella cattedrale del basket felsineo, guidava il Geas alla vittoria contro la Libertas Bologna in gara-3 di semifinale di A2.

- Bando ai ricordi preistorici e stiamo al presente. Siamo qualificati ai quarti, il che non può essere dato per scontato da chi non ci arrivava dal 2017; festeggiamo pure, a beneficio del pubblico; creare euforia non è un crimine, dopo tanti bocconi amari. Ma lo sarebbe se fossimo anche solo minimamente appagati. Finora abbiamo solo evitato il fiasco totale.
L'occasione c'è, di fare qualcosa di grosso, intendo arrivare almeno in semifinale: dobbiamo battere la Lituania e poi chi passa tra Grecia e Turchia, evitando così la Francia. Non è che per forza saremmo favoriti contro elleniche od ottomane, ma non è come giocare contro Francia, Spagna o Belgio, direbbe il signor di La Palisse.

- Un po' di cronaca di questo derby italo-sloveno. Dopo le schermaglie iniziali con leggera prevalenza di Shepard e socie, è Zandalasini a elevarsi un metro sopra il livello della partita, con una serie di pennellate da fuori, anche con l'avversaria addosso; ha già 10 punti nel 1° quarto; anche Cubaj e Pan segnano dai 6 metri; la Slovenia mette una pezza con una tripla allo scadere (22-17) ma sembra già in difficoltà.
Non sembrano avere, in effetti, le nostre dirimpettaie del Nord-Adriatico, né la difesa intensa che dovrebbe essere la base minima per chi deve vincere o andare a casa (questo per effetto del precedente match di giornata, vedi sotto), né un'organizzazione corale all'altezza delle individualità pur notevoli di cui dispongono. In poche parole, le varie Oblak, Friskovec, Shepard, una legnosa Lisec vanno ognuna per conto proprio, col risultato di collezionare più palle perse che punti segnati (5) in un disastroso 2° quarto la cui azione-simbolo è un lancio lungo per Shepard la quale sbaglia l'appoggio semi-solitario, proprio lei che di solito è una macchina.
L'Italia, invece, è scintillante. Difendiamo con grande attenzione, senza quasi mai lasciare tiri buoni; in attacco, senza più bisogno di magie di Zanda, circoliamo in maniera ideale la palla, dapprima costruendo soluzioni da sotto, poi colpendo come martelli da 3: Pan, Zanda, Pasa, poi ancora Pasa (con in mezzo anche un tecnico all'ormai ex-scledense Dikaioulakos, manico di lusso delle slovene); chiude Pan in arresto e tiro dalla media dopo una circolazione-palla da applausi e andiamo all'intervallo su un 45-22 da stropicciarsi gli occhi.

- Nessuno si scorda della rimonta subita dalla Serbia la sera prima, da +15 nostro; tuttavia qui il fossato sembra tale da metterci al riparo da qualunque insidia; tanto più quando a inizio ripresa continuiamo a tambureggiare, dimostrando di non esserci afflosciate nell'intervallo; Cubaj sigla il 51-27 con un brillante 1 contro 1 su Shepard. Siamo a 3'40" giocati nel 3° quarto e mai penseresti che il cadavere sloveno possa rianimarsi.
Erroraccio! Inopinatamente la Slovenia si mette a segnare quasi ad ogni possesso; sia per un nostro calo d'intensità, sia perché, obiettivamente, il talento individuale ce l'hanno eccome; un fattore è la giovane Sivka, che sale in cattedra; poi anche Oblak, deludente nel primo tempo. Da parte nostra non siamo del tutto in rottura offensiva; c'è Pasa che con una tripla e una mirabile accelerazione giunge già a 15 punti personali e ricaccia le slovene a meno 21 (59-38); però il finale di 3° quarto è tutto per loro e, alla sirena del 30', lo scarto è sinistramente identico a quello che avevamo la sera prima (+13 ovvero 61-48).

- E l'inizio dell'ultimo quarto è da psicodramma (per noi). Ora l'attacco italico è in difficoltà estrema; Zanda è pungolata da una tignosa Cvijanovic che le provoca un antisportivo di reazione; Oblak-Shepard-Sivka confezionano una stilettata dopo l'altra e s'arriva con l'ennesima tripla della 20enne ex scledense al pareggio sul 62-62 a 5'15" dalla fine (parziale di 11-35 dal massimo vantaggio, in un lasso di 11 minuti e 5 secondi). :woot:
L'euforia che regnava in tribuna fino a poco prima (da segnalare anche l'applauso scrosciante a Matilde Villa, apparsa sul maxischermo fra gli spettatori a bordocampo) si tramuta in sconcerto, più che in panico.
Come spesso succede, però, dopo una maxi-rimonta può capitare quel paio d'episodi che girano nuovamente la freccia, riportandola nel verso di prima. Così, quando la Slovenia si fa intercettare la palla del sorpasso e Keys infila una tripla frontale che vale quanto un goal (65-62 a -4'30"), i ruoli tornano quelli iniziali.
La Slovenia non azzecca più nulla (tranne una tripla di Lisec), noi invece traiamo energia da una sequenza di Verona (gran rimbalzo offensivo scippato di destrezza e canestro dalla media), 67-63, poi riprendiamo il largo con Cubaj (sospetto passi) su assist di Zanda e con i liberi di Keys e Trimboli.
Finisce 77-66 e ne abbiamo 15 da Keys e Pasa, 14 da Zanda, 11 da Cubaj. 11/29 da 3 di squadra pur sparacchiando nella ripresa. Per loro 20 di Shepard, 16 Sivka con 4/4 da 3, 14 di Oblak.

Pubblico. Il dato ufficiale stavolta è di 2.300, cioè meno dei 2.600 della prima serata, ma in realtà erano quasi sicuramente di più i presenti. Vai a capire. Comunque, buona atmosfera, molti giovani (promozioni Fip, si presume), un po' fastidiose le attrazioni di contorno tipo balletti, spari di gadgets, musica a palla ma capisco che oggigiorno è indispensabile. Solo che quando sei in timeout dopo che la Slovenia ti ha rimontato 20 punti, e rischi di fotterti la partita, di vedere ballerini zompettare, o mascottes che sparano gadgets col fucile a pompa mentre qualche speaker urla a mo' di deejay, toglie sacralità al momento.

- Il match pomeridiano del nostro girone ci offre la chance (che sfrutteremo) di passare il turno senza dipendere dall'ultima giornata: la Lituania batte la Serbia, confermandosi in ascesa tanto quanto le serbivore sono in declino; finisce 74-63 con allungo lituano nel 2° tempo (Juskaite 24, Jocyte 15, Sventoraite 14 // Anderson e Nogic 13). Risultato che conferma l'impressione che non avessimo fatto un capolavoro a battere Anderson e compagne, ma poi sapremo fugare i timori battendo la Slovenia.

- Le altre partite. Programmone pieno, giacché sono iniziati anche il girone ceco e quello tedesco. Tutte partite a senso unico o semi-unico. Nel gir. A, dove si è alla seconda giornata, la Turchia demolisce subito la Svizzera (91-67; McCowan 19+12 rimba in 22', Onar 17); la Francia, dopo i triboli dell'esordio, non fa prigionieri massacrando la Grecia davanti a 8.860 spettatori; in realtà fino all'intervallo c'è abbastanza equilibrio (44-37), poi le gallette sgommano via e chiudono 92-56 (Salaun 17, Touré 15, Rupert 14 // Spanou 14). Probabile però che le elleniche, capito che non ce n'era, abbiano risparmiato energie per la decisiva battaglia con la Turchia (succosissima) per il passaggio del turno.
Nel gir. C, la Rep. Ceca esordisce dinnanzi al pubblico di Brno con un maramaldeggiante 89-44 su un Montenegro male in arnese (89-44; Reisingerova 14); e anche il Belgio non poteva avere problemi col Portogallo, asfaltato 81-52 (Meesseman 19+11 rimba+6 assist in 25').
Nel gir. D, la Spagna si presenta in modo autoritario, con un 48-25 all'intermezzo con la Gran Bretagna; finale 85-70; top scorer la 2006 Martin Carrion (14); per le suddite di Carlo (che probabilmente non sa nulla di basket), Ashby 17 e Fagbenle 14. Poteva essere più equilibrata Germania-Svezia, ma le teutoniche dinnanzi ai 3.400 di Amburgo sono sul pezzo fin dallo start (27-16 al 10', 44-27 al 20') e amministrano sino a buon 89-76 (Geiselsoder 20, la giovane Buehner 18; per le connazionali dell'Ikea, l'ormai 37enne Frida Eldebrink 22).
Insomma, finora è solo il nostro girone ad aver scombinato qualche carta (ma era prevedibile, non essendoci una reale favorita). L'impressione è che Svizzera, Portogallo e Montenegro siano nettamente sotto il livello minimo di competitività.

Nella foto: un momento di Italia-Slovenia dalla mia postazione.


Nessun commento:

Posta un commento