- E dunque siamo primi: abbiamo vinto il girone bolognese. Forse non ci avremmo creduto alla vigilia, adesso invece sembra del tutto logico. Tre partite in cui abbiamo comandato per il 90% del tempo, vinto con scarti di 9, 11 e 14 punti, certo con due rimontacce subìte nelle prime due, ma sempre prevalendo per superiorità e non per episodi. "So far so good", finora tutto bene, per dirla all'americana, non so come sia in dialetto di Bulàgna.
- Contro la Lituania non è una partita scintillante; entrambe le compagini hanno sofferto in attacco, sbagliando più del dovuto. Ma è più incoraggiante aver vinto così, con un rendimento lineare, senza escursioni termiche micidiali come nelle sere precedenti, facendo giocare male le lituane con una difesa attenta. In attacco Zandalasini ha fatto la differenza ogni volta che serviva. Aveva lasciato Bologna a testa bassa, battuta in gara-3 di playoff da Ragusa in quella che si è rivelata l'ultima partita della Virtus femminile; un anno dopo è ritornata da protagonista applaudita e matura. Quando c'è un tessuto di squadra, la fuoriclasse emerge come valore aggiunto, senza dover strafare, come il primo violino in un'orchestra che suona in armonia, non come un solista che improvvisa fuori spartito.
- Evitiamo dunque la Francia, che era il secondo obiettivo dopo quello già raggiunto di arrivare ai quarti. Troviamo la Turchia che sta facendo bene, in sorprendente rialzo dopo un periodo di declino. Già aveva ben impressionato sfiorando la vittoria con la Francia. Ieri contro la nemica Grecia, davanti a 10.583 spettatori al Pireo (record della storia recente di Eurobasket Women), la compagine ottomana ha giocato con grande maturità mentale ed efficacia realizzativa, domando un'avversaria che giocava la partita della vita. Non ha avuto bisogno di straordinari dal totem McCowan (10+14 rimbalzi), che comunque con la sua presenza apre spazi per le compagne; protagonista inattesa la massiccia lunga Senyurek (19 punti), Onar e Fitik 14, Uzun 11, insomma un bel lavoro collettivo da parte di elementi che nei loro club di solito guardano giocare le superstars straniere. Hanno fatto sfogare le elleniche in avvio, poi preso il comando dal 2° quarto con un 14-26 di parziale; la Grecia si è riavvicinata nel terzo (59-62 dopo anche una parità a 55) ma le turche hanno dato una spallata in avvio del quarto (+9); nuova reazione greca (-5 a 4'15" dalla fine) ma Senyurek con 5 punti di fila ha dato il via alla fuga definitiva (72-83). Micidiale il 12/20 dall'arco per la Turchia.
Imbarazzante, nell'altra partita del girone A, il 111-37 della Francia sulla Svizzera: scarto indegno della competizione. Le elvetiche hanno perso 27 palloni, le transalpine hanno tirato 13/28 da 3; Salaun ancora in spolvero con 23 punti in 18 minuti.
- Tornando a noi, la nostra difesa sarà con ogni probabilità più solida di quella greca, e credo che un pizzico di qualità complessiva in più ce l'abbiamo (come numero di giocatrici competitive, intendo). Oltre al problema di contenere McCowan, un altro paio di insidie possono essere: 1) che loro hanno già giocato 3 partite al Pireo mentre noi arriviamo da 3 giocate in casa nostra, cioè in situazione ambientale molto diversa da quella che troveremo; 2) che Zanda viene da una stagione in Turchia e quindi le nostre avversarie sanno vita, morte e miracoli di lei, compresi magari i trucchi per darle fastidio mentalmente.
Nel complesso la fiducia e l'entusiasmo nostri sono notevoli ma vedo un 50-50% come pronostico. Anche perché ora la pressione mentale sarà altissima (pure per loro, s'intende) e le certezze tecnico-tattiche possono scemare. Però finora abbiamo dimostrato di essere mentalmente più forti che in passato. Sul piano tecnico nessuna delle nostre tre vittorie è stata un'impresa, tranne per come abbiamo annichilito la Slovenia (che scarsa non è) nel primo tempo. Lo è però la continuità nel portarle a casa tutte e tre, per un gruppo che aveva cronici problemi di incostanza.
- Cronaca spiccia di Italia-Lituania, preceduta dal derby ex-jugoslavo, inutile se non per il platonico 3° posto, e vinto dalla Slovenia con agio (84-69, Shepard 23, mentre le serbivore hanno tenuto a riposo Anderson) mordendosi le mani per aver steccato l'esordio con le lituane, alla fine il match-chiave del girone.
Dinnanzi agli occhi illustri delle ex-azzurre dell'argento 1995, i primi 7 minuti sono equilibrati a basso score (10-12), poi c'è un buon impatto di Fassina (due canestri) e Santucci (arresto e tiro allo scadere) per un 18-14 rafforzato in avvio di 2° periodo da un 5-0 di Keys (tripla) e Cubaj (contropiede). Di fatto è già la fuga definitiva.
Il giovin talento Jocyte tiene aggrappata la Lituania procacciandosi tiri liberi (24-18) ma la nostra "supremazia territoriale" è evidente e si concretizza in un +10 (di nuovo Keys da 3 + Santucci) e poi +12 (André-Keys); la nostra ottima difesa ci consentirebbe di dilagare ancor più, se non fosse per qualche sciupo di troppo (soprattutto di Verona); siamo comunque 34-23 all'intertempo.
- A inizio ripresa prende in mano la situazione Zanda, che duella prima con la sventurata Sventoraite, poi con Jocyte; vantaggio stabile intorno ai 10 punti, cui contribuiscono anche André e Pasa, ma sbagliamo qualche libero di troppo e dal 46-36 subiamo negli ultimi 2 minuti la reazione lituana con uno 0-6 che mette qualche inquietudine visti i nostri passaggi a vuoto delle due partite precedenti e visto che il 46-42 al 30' è molto più tirato rispetto al +13 che avevamo nello stesso momento contro Serbia e Slovenia.
Invece giochiamo 5 minuti perfetti in difesa, complice la serata storta al tiro delle lituane che non puniscono la nostra chiusura dell'area; pur senza fare miracoli in attacco piazziamo un cruciale 7-0 con Cubaj, Madera e un'entrata di Zanda (53-42 al 36'). Le baltiche si sbloccano e si riavvicinano (53-48 a -3'50") ma ancora una volta siamo sul pezzo; sale in cattedra Zanda con due sontuosi "giro e tiro" inframmezzati da due liberi: sul 59-49 a -2' e rotti, anche questa pratica è risolta. E per la terza volta di fila arrotondiamo lo scarto nel finale: 65-51.
Si hanno: Zanda 22 con 5/8 da 2, 2/4 da 3, 6/9 ai liberi; nessun'altra in doppia cifra (Keys 8) ma tanto collettivo. Per loro Jocyte 15 con 4/10 dal campo e 6/6 ai liberi (non sempre costruttiva nel suo agire, tant'è che il suo plus/minus è -21; ma avercene, di 2005 così, ovviamente). Il dato interessante, oltre all'1/13 lituano da 3, è che tiriamo 11 volte più di loro dal campo, frutto delle giocate d'intensità (rimbalzi offensivi e palle sgraffignate).
- Nota finale sul pubblico: stavolta il dato ufficiale è di 3.893 anime, e all'opposto della prima giornata direi che il dato reale è superiore. I posti vuoti, su 5.500 di capienza (anche se forse ridotti a 5.000 dalle tribune per i media), sembravano davvero pochi. In ogni caso un bel clima ripagato dai risultati e con una (relativa) cassa di risonanza favorita da RaiSport e da qualche prima pagina sui quotidiani sportivi. Qualcosa si è mosso, sarà un granello ma intanto godiamocelo. Almeno sino a martedì.
Nella foto: la festa azzurra dopo la tripletta.
domenica 22 giugno 2025
Appunti europei (4) - Solide contro la Lituania, azzurre prime. Contro la Turchia (che spegne i 10.000 del Pireo) per sognare
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