martedì 17 giugno 2025

B, ritorno finali playoff: feste Milano, Padova, Torino e Viterbo

- Peccato che siano finiti così presto, questi playoff di B (ancora un po' e si arrivava a luglio)... <_< Non privi d'interesse, come avevamo già visto nei tre weekends precedenti. Questo quarto, e ultimo, ha incoronato le quattro promosse nel paradiso (per modo di dire) dell'A2.

Nel tabellone 2, il Team Up Padova amministra il +12 dell'andata bissando con un 62-55 su Alcamo (Coccato 13, Pilli e Meneghini 11 vs Sarni 14, Vella 12). Torna quindi in A2 dopo un solo anno, almeno nella componente di Abano Terme.
Il tabellone 3 ha offerto la più thriller fra le disfide: Marghera, da meno 4 dell'andata, è virtualmente promossa all'intervallo (41-35) ma la Pall. Torino ribalta tutto nel finale e vince 67-70 con una grande Elena Giordano, ex di turno: 33 punti (13 di Albano vs 24 di Pertile). Quindi Torino ora ha due squadre in A2 così come Milano (vedi sotto), mentre in A1 vi è totale assenza di metropoli attualmente.
Nel tabellone 4, ritrova l'A2 una piazza gloriosa come Viterbo, grazie alle Ants che battono il Cus Cagliari anche al ritorno: 52-46 (+15 all'intervallo): Despaigne 20, A. Puggioni 15 contro Saias 15).

- Personalmente mi sono recato all'atto finale del tabellone 1, la sfida delle metropoli, o meglio dei quartieri di metropoli: Milano Basket Stars contro SRaffaele 4a.
"Pomeriggio di fuoco" è un'espressione trita e abusata, ma stavolta no. Ore 16.30 di sabato 14 giugno, temperatura a quota 35 gradi nella landa desolata di Santa Giulia, sezione di Rogoredo, quartierone all'estrema periferia sud-est di Milano.
Doveva essere, nei faraonici progetti, un quartiere-modello, degno di Parigi o Berlino, con palazzoni postmoderni inseriti in scenografici boulevards alberati, aree verdi, piste ciclabili, servizi vari. :o: Qualcosa è andato storto, per cui hanno tirato su, a macchia di leopardo, palazzoni qua e palazzoni là (c'è anche la mega-sede di Sky), che ora svettano in mezzo a collinacce di materiale di scavo residuo, vialoni che collegano in qualche modo i vari pezzi di quartiere, altre vie incompiute che non portano a nulla, e poco distanti i cantieri del nuovo palasport per le Olimpiadi 2026 e altre strutture non ben identificabili.
O forse avevo solo i miraggi per il caldo. Nel fortino di Milano Stars, una palestra da un centinaio di posti di capienza, i gradi erano probabilmente 40, col sole a filtrare dai finestroni (non subito, ma nel secondo tempo). Stipati come sardelle, gli spettatori hanno assistito, chi con più aria a disposizione chi meno, a una partita di qualità non disprezzabile in rapporto a condizioni climatiche, posta in palio e usura generale dopo 8 mesi e mezzo di stagione.

Andamento. Il S. Raffaele impiega la bellezza di... 4 minuti per recuperare gli 8 punti di scarto dell'andata. Bestiale infatti la partenza ad ariete delle romane, 14 punti nei loro primi 6 possessi, poi 9-17, appunto dopo 4 minuti.
Timeout del coach meneghino Fassina (assistito dal nostro forumista Sarpa di Poli), che sostanzialmente dice: "Ma 'ndo cazzo andiamo con 'sta difesa?". :wacko: E infatti al rientro in campo cambia la musica, il S. Raffaele segnerà solo 4 punti nei restanti 6' del 1° quarto; Milano macina col suo abbondante arsenale realizzativo (non Bestagno, in giornata storta in attacco, ma le varie Vujovic, Savini, Dell'Orto, Bocchetti, Ruisi, insomma non un brutto mazzo di carte), utilizzando già tutti e 10 gli elementi a referto - probabilmente anche per strategia anti-bollitura. Sicché alla prima sirena è già davanti Milano: 22-21.

- Nel 2° periodo le Stars spadroneggiano. Le accelerazioni di Ruisi, i canestri dentro l'area di Vujovic e Polato, una tripla di Shash per il massimo vantaggio (41-27 al 17'). E una difesa che concede appena un canestro dal campo in questo quarto: le romane si aggrappano solo ai tiri liberi (di cui 3 allo scadere, di De Marchi, per fallo di Bocchetti su tentativo di tripla); all'intervallo è 45-34. Che significa +19 nel doppio confronto.
A proposito dei tiri liberi: gli arbitri, evidentemente per il gusto di torturare il pubblico facendo durare la sauna il più possibile, ne assegneranno 61 totali, quasi equamente suddivisi.

- Il 3° quarto (mentre il qui scrivente ha cambiato postazione: dall'accrocchio in piedi all'ingresso, al mini-settore romano dove partono improperi verso gli arbitri in stile "mortacci tua") :ph34r: è sottotono per entrambe le squadre: le Stars, a parte un paio di guizzi come un'entrata in "cross over" di Dell'Orto e una tripla dall'angolo di Ruisi (con esultanza galvanizzante verso il pubblico), rallentano e lasciano sul ferro qualche tiro libero di troppo (6/14 nella frazione, 19/33 totale), ma il S. Raffaele spreca occasioni per riavvicinarsi, anche se con una tripla della tascabile ma molto tecnica Pompei allo scadere riduce lo scarto a 10 punti (58-48). Che però sono ancora 18 in ottica-promozione.

- Sembra insomma che tutto possa filare liscio sino in fondo, invece le milanesi si "piantano" in attacco nell'ultimo quarto, segnando solo 3 punti nei primi 7 minuti. Le romane tornano a crederci, ne hanno di più sul piano delle energie (almeno all'apparenza), e con la mezza lunga Zappellini e ancora Pompei rosicchiano terreno fino al pareggio (61-61 con 3'10" sul cronometro).
Dato che due settimane prima, sempre in casa, Milano Stars ha visto i sorci verdi contro Lucca, rischiando di fumarsi in 5 minuti di sbandamento il più 15 dell'andata, qualche sudore (non caldo ma freddo) cola sulle fronti dei supporters locali.
Ma le Stars non sbandano. Un'entrata di Savini inverte la freccia emotiva riportandola in direzione delle ragazze di casa, che aggiungono un libero di Dell'Orto e un canestro di Vujovic, la quale punisce un anticipo mancato dalla difesa (66-61 a 1' dalla fine); nel frattempo il S. Raffaele fallisce tre azioni di fila e capisce che la sottile finestra d'opportunità s'è già chiusa. Parte il coro "serie A, serie A!" dalle tribune, la sirena suona sul 66-63.
Si hanno: Ruisi 15 punti, Vujovic 11, Dell'Orto e Savini 9 per le trionfanti; Pompei 16, Zangara 15, De Marchi 9 per le battute.

- Meritava, senza dubbio, Milano Basket Stars dopo 3 finali perdute (2016 vs Udine, '19 vs Mantova, '22 vs Ancona, curiosamente una finale ogni 3 anni).
Nei festeggiamenti finali, pur nell'euforia contagiosa dell'ambiente, era difficile non sentire il passar del tempo: tra le festanti c'erano giocatrici di cui su questo forum si parlava una ventina d'anni fa (Dunja Vujovic, allora 17enne talento "underground" dell'Idea Sport Milano, oggi 37enne madre di famiglia; Elena Bestagno, allora talentino prodigio della Comense, oggi veterana 34enne), e a timonarle in quest'impresa è stato lo stesso Stefano Fassina che nel 2009 raggiunse lo stesso traguardo alla guida di un'altra Milano, il Sanga, in una serata di maggio al Palalido.

Nella foto: la festa di Milano Stars.


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