sabato 28 marzo 2009

About a Girl (34)

Simply the Best(agno)


La redazione del Comitato è stata tempestata da centinaia di lettere dopo aver sostenuto che il pesce-Comense puzza dalla testa, ovvero che con Elena Bestagno in regia per 30-35 minuti c’è qualche problema. Una di queste dice, riassumendo: «Non ritengo che la squadra risenta della sua presenza in campo, anzi penso che la sua parte l'abbia sempre fatta. Con Donvito in campo poco sarebbe cambiato (...) l'assenza di Donvito e' pesante,ma il pessimo girone di ritorno e' dovuto anche al brutto calendario che aveva Como. Bestagno in campo non deve portare punti (i suoi 4/5 punti vanno bene e anche Donvito non e' che segni molto), ma solo non perdere palloni e difendere bene (vedi sfondamento preso su Ticha), dovrebbero essere altre le bocche da fuoco della squadra e infatti se vai a vedere si e' vinto quando queste segnano... (...) Poi scusa ma tutto questo divario tra la 91 Bestagno e le tue sempre citate Frantini, Crippa, Arturi e Maiorano proprio non lo vedo. Ti concedo l'esperienza, la fisicita' (dettate forse dall'eta') il tiro, ma quanto a fondamentali e tecnica non e' sicuramente da meno, anzi».
Insomma, come abbiamo già avuto avvisaglia ieri, l’Italia si spacca su Bestagno e Arturi. A prescindere da come uno la pensi, è già significativo che s’inneschi il dibattito, perché vuol dire che due play giovani stanno giocando: se facessero solo panchina, nessuno ne discuterebbe. -_- Dopo questa lapalissiana osservazione, all’egregio lettore ribadisco che il problema non è Bestagno in sé, ci mancherebbe: resta il miglior elemento del ’91 che abbiamo in Lombardia, o male che vada una delle migliori due-tre. In discussione non ci sono le sue doti individuali. Il problema, per la Comense, sta nel fatto che di punto in bianco una 17enne (novembre ’91, all’anagrafe) sia stata catapultata da terzo play a regista da 30-35 minuti. Semplicemente non può trasmettere alle compagne la stessa sicurezza di un play veterano, aspetto che per un regista è purtroppo essenziale. La cosa era evidente mercoledì.
Per quanto riguarda i punti segnati, faccio notare che Donvito prima d’infortunarsi aveva una media di 7 punti in 22 minuti, mentre la ragazza da Sanremo ne fa registrare 2,2 in 21’. Una certa differenza c’è. Non sarà il compito primario d’un play, quello di fare canestro, ma visto che altre compagne sono in calo di produzione (mi sa che si può dire tutte tranne Smith, nella Comense), farebbe comodo una regista in grado di segnare all’occorrenza. Che poi i risultati negativi della Comense non siano dovuti solo all’emergenza in regia, è probabile, però il calendario secondo me è solo una componente minoritaria.
Ma comunque è fuorviante discutere su chi ha più talento in prospettiva tra Bestagno e Arturi (lasciando perdere Frantini, Crippa e Maiorano che non c’entrano nulla). Noi dobbiamo valutare l’oggi, non le ipotesi sul futuro, altrimenti qualsiasi idea è plausibile. Mercoledì Arturi ha fatto meglio di Bestagno. Non perché abbia segnato 9 punti contro 4, ma perché era più sicura in un aspetto che è “core business” di ogni play, il trattamento di palla: dal superare la pressione al passare coi tempi e gli angoli giusti. Poi uno può dire che ha visto l’opposto: in tal caso potremmo limitarci alle cifre nude e crude, in cui abbiamo un 9-0 di valutazione per Arturi. Ma è chiaro che se, poniamo, un infortunio avesse tolto di mezzo Penicheiro a metà stagione, probabilmente ora staremmo a parlare di un Geas in caduta libera e diremmo che il problema è che c’è Arturi in regia e non più Penicheiro. Ma non sarebbe un’offesa ad Arturi: piuttosto una banale presa d’atto della realtà. Il ruolo del play è il più delicato che esista, quello in cui la mancanza d’esperienza si paga maggiormente.
La stagione di Bestagno, però, non è solo in questo corso accelerato di A1. Anzi, fino a gennaio-febbraio era soprattutto su altri fronti. Proprio giovedì, lei e le altre del gruppo d’oro del ’91 comasco hanno conquistato il titolo regionale Open Under 19. Inoltre sono al comando della B2 lombarda, con la maglia di Cantù: 4 punti di vantaggio a 6 giornate dalla fine. Da quando ha iniziato il super-impiego in A1 la si vede di meno su questi campi “secondari”, ma rimane una stagione da stakanovista che, se si concludesse con la salvezza diretta (o meglio ancora, i playoff) in A1, la promozione in B1 e un piazzamento in zona-medaglie alle finali U19, non sarebbe davvero malaccio, sperando poi di far bene anche agli Europei Under 18 in estate. Insomma, per l’A1 è ancora acerba, ma rispetto alle sue coetanee, come diceva Tina Turner, “you’re simply the best(agno), better than all the rest” (vedi qui).

Intanto Arturi se la spassa col Poz

Festeggiato il massimo in carriera di 9 punti, festeggiati i playoff raggiunti, in attesa del responso popolare se sia meglio lei o Bestagno, ma crediamo maggiormente in attesa di giocare a Livorno domani sera, Giulia Arturi, apprendiamo dal sito Geas, ha fatto la starlette nella registrazione del programma di Pozzecco su Sky: :lol:

«Gianmarco Pozzecco e Giulia Arturi in uno contro uno? Non è fantabasket, è “R&B”. Il popolare programma in onda su Sky Sport 2 il martedì sera alle 20.30 (e in replica tutta la settimana) sbarca a Sesto San Giovanni, all’indomani della vittoria sulla Comense, con i suoi conduttori Gianmarco Pozzecco, ex playmaker da sogno, e Mirela Kovacevic, [...] tra un ciak e l’altro Pozzecco parla col coach Roberto Galli, col presidente Mario Mazzoleni e dice la sua anche sul basket femminile: “Quello di oggi è un incontro interessante, giocatrici come Ticha Penicheiro sono al livello tecnico degli uomini: in uno contro uno mi ammazza, per quello che gireremo scelgo Giulia Arturi! Ho giocato in Russia, come Ticha, per un certo periodo ci siamo allenati nella stessa palestra: posso confermare che li è molto più conosciuta di molti giocatori europei che sono in A1. Nel movimento c’è grande professionalità, il livello tecnico è alto”
[...] Il pezzo forte della giornata è proprio l’uno contro uno tra Giulia Arturi e Gianmarco Pozzecco, superato agilmente dalla playmaker del Bracco Geas applaudita dalle compagne e da Mirela Kovacevic che rimprovera il collega. “Forse” , che dite?, il Poz era in vena di carinerie nei confronti una ragazza che ha ritrovato nell’occasione anni dopo il primo incontro, quando l’allora tredicenne apprendista-aspirante playmaker, aveva voluto a tutti i costi una foto con lui, idolo di intere generazioni di tifosi e giocatori, tanto più se dello stesso ruolo».


Ha battuto sodo!

Tra le eroine della settimana testè trascorsa c’è senza dubbio Valeria Battisodo. Il play dell’88 dall’aspetto acqua e sapone ha segnato a 2” dalla fine, con un arresto e tiro da centro area, il canestro con cui la schizofrenica Umbertide, che regala punti a Viterbo e Ribera ma sbanca il Geas, ha beffato Faenza 63-62 dopo essere andata all’intervallo sul -14. Ovviamente -_- fondamentale la prova di Masha Maiorano con 12 punti. :yes: Ma il canestro vincente l’ha messo Battisodo. Non servirà probabilmente a evitare i playout, ma fa morale.
Pare che Serventi spesso e volentieri le faccia pelo e contropelo, ma stavolta stilla miele per lei: «A me non piace soffermarmi sulle singole ma vorrei spendere un elogio particolare per Valeria Battisodo che ha tenuto bene il campo nei tanti minuti in cui è stata impiegata; la ragazza sta migliorando malgrado i problemi fisici che si trascina da qualche tempo, ha giocato come una leader gestendo benissimo la seconda parte del match».
Ecco, peccato solo apprendere che anche quest’anno ha problemi fisici: ci pare purtroppo una costante per questa giuocatrice d’indubbio talento ma dalla struttura non da Rambo.

Ammazzate il vitello grasso, è tornata Rios

Sono passati duemila anni da quando la raccontarono per la prima volta, ma la parabola del figliol prodigo fa sempre presa: Yadi Rios alla sua seconda partita dopo il reintegro post-litigio con Zanon, trascina Biassono a una vittoria che più drammatica e vibrante non si poteva, per di più in un derby con l’avversaria diretta Broni. 25 punti con 10/22 al tiro, 9 rimbalzi e 4 recuperi per la cubana. In una “santa alleanza” esperienza-gioventù con la ’92 Galbiati: 21 di valutazione per entrambe. :clap: Vittoria da film ma manca ancora il lieto fine. Certo le due prove di Rios dopo la riammissione in squadra fanno ben sperare. Sperare che si ripeta in qualche modo quanto successo l’anno scorso al Geas: dopo un periodo di problemi fisici, nervosismo e scazzo (culminati in una prova deleteria contro Udine: tecnico e semi-sciopero nel primo tempo), nei playoff ebbe tutta un’altra testa e sappiamo com’è andata. Difficile dire se le scattò qualcosa dopo la morte di Natalino Carzaniga; ma di fatto non si concesse più pause. Quest’anno si tratta di giocarsi al massimo queste ultime 2 partite e poi gli eventuali playout. Non si può essere sicuri che non succeda più niente, ma se Rios va in campo costruttiva, il 90% dei problemi con le compagne si risolvono da sé.

venerdì 27 marzo 2009

Sulle prospettive di mercato per Frantini, Ponchiroli, Rios

Mi risulta che lo svincolo arrivi fino alle '82, quindi ritengo Frantini abbia un anno ancora di vincolo. Chiedo conferma agli specialisti del diritto.

Ma la sua riconferma o meno dipenderà, penso, dagli obiettivi che si porrà il Geas. Se vogliono puntare a scudetto o qualcosa del genere, ci vorrà qualche acquisto, e il ruolo di guardia-ala piccola (inteso come ala piccola vera, no Zanon che è un'ala forte adattata) è quello più debole al momento. Ergo se arriva qualcuno, dovrà partire qualcun altro, e ho idea che in un aut-aut tra Crippa e Frantini resterebbe la prima. Ovviamente m'auguro che rimangano entrambe se è ciò che vogliono.

Ma cosa c'entra che è capitano? Anche Censini era capitano. Se non ci sono più le condizioni per la permanenza, ci si saluta. Anche il discorso sulle giocatrici giovanili non c'entra niente, visto che quest'anno ci sono Schieppati e Genta aggregate come decima-undicesima. Se non fai le coppe, meglio una decima giovane che una veterana-pro a tutti gli effetti.

Ponchiroli tornerà a giocare ma non credo ai suoi vecchi livelli: con un bambino di pochi mesi, la vedo ardua fare basket 3-4-5 volte la settimana, tanto più che vicino a casa sua (Cesano Maderno) di squadre di A2 o B1 non ce n'è (salvo Biassono che però, per motivi di scomodità di strade, nell'ora di punta è a mezz'ora abbondante). Comunque aspettiamo che abbia partorito (a giugno). Per ora l'unica certezza è che non fa Binzago neanche quest'anno...

Rios? Non credo che dipenderà in primis dalla volontà di Biassono, ma della giocatrice.

Confronto Arturi-E. Bestagno + nota su Penicheiro

In prospettiva tra Arturi e Bestagno chi vivrà vedrà, per quanto riguarda mercoledì meglio Arturi e non ci piuove. Come non ci piuove che, casomai, delle due chi non ha sbagliato per non aver fatto (al tiro) è stata piuttosto Bestagno. Il paragone comunque anche in futuro si porrà tranquillamente.


Penicheiro ultimamente non è sempre al 100%, ma era reduce da una prestazione super a Faenza. Poi la botta alla tibia non l'ha certo aiutata. Ma una Penicheiro così così ti fa comunque 16 di valutazione, ovvero più dell'80% delle altre. Bagordi? Ma figuriamoci se per lei è un problema fare tardi la sera. Professionista da 15 anni.

E se c'ero dormivo (24) - A1: Geas-Comense

Qualche spunto su Geas-Comense:


:alienff: - Un derby è sempre un derby, per cui la voglia di lottare, di menarsi e di portarlo a casa s’è vista, ma certo esteticamente non è stata una serata da tramandare ai posteri. :blink: A rivedere qualche pezzetto in tv, ieri sera, tolto l’interesse per il risultato, rimaneva poco: una rubata di Frantini a Smith con strappo palla dal palleggio e rotolamento per terra della malcapitata :ph34r: (pura griffe frantiniana, vista anche al torneo misto di Binzago ai danni di omaccioni da 1,95, ma l’americana tende un po’ ad accentuare, diciamo la verità); una triplazza da funambola di Penicheiro, tirata a due mani sopra la testa, sullo scadere dei 24” (praticamente un “cross”), che ha respinto indietro Como in un momento critico a 5’ dalla fine; :B): alcuni movimenti “old school” di Brooke Smith vicino a canestro; e soprattutto la solidità di Machanguana (Mvp: 16 punti con 8/11, 10 rimbalzi e tante castagne levate dal fuoco quando non segnava nessuna delle sue), la personalità di Arturi e la vampata di Twehues, 11 punti in rapida serie, contro un accenno di zona, per respingere Como tra fine 3° e inizio 4° quarto.
Aggiungendoci qualche bel contrasto duro, anche se a volte eccessivo (Penicheiro k.o. con botta alla tibia sul finire del 2° quarto, poi per fortuna rientrata dopo l’intervallo; Frantini travolta da Slavcheva, se non abbiamo visto male, con conseguente bendaggio a un paio di dita), :cry: alla fine un po’ di roba decente si è riusciti anche a metterla insieme, senza dimenticare che la posta in palio garantita al Geas dalla vittoria, ovvero l’accesso ai playoff, era ben più importante che il bel gioco. Inutile dirlo.

:alienff: - Certo è che la partita, soprattutto nel primo tempo, è stata una sinfonia d’erroretti ed erroracci. Più per colpa del Geas, che poteva fare molto meglio (e infatti poi l’ha fatto), che non della Comense. Non che Como abbia sbagliato molto meno: all’intervallo aveva 8/28 dal campo (di cui 2/14 nel 2° quarto) contro 8/37 della Bracco. Ma il problema è che in questo momento temiamo che la squadra di Montini non abbia molto di più nelle sue corde. Del resto i risultati parlano chiaro: se nel ritorno hai battuto solo Viterbo, Ribera e, di un punto, Umbertide, vuol dire che non sei messo molto bene. :wacko:
Il Geas, mercoledì, è partito con 0/9 al tiro, sbagliando da sotto come da fuori, però erano tiri presi con una certa facilità, che davano l’idea che una volta passato l’imbastimento iniziale (vistoso ma tutto sommato giustificabile a soli 4 giorni da una partita dispendiosa come quella di Faenza) la squadra di Galli avrebbe preso il comando delle operazioni. Così è stato anche se si è dovuto attendere il 17’ per il pareggio (Tillis in contropiede lanciata da Penicheiro) e due liberi di Zanon per il successivo primo vantaggio di casa, poi propiziato di nuovo da Machanguana con un rimbalzo in attacco sulla sirena dell’intervallo (striminzito 23-22).

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Tentativo da fuori di Hall.

:alienff: - La Comense ha segnato 10 punti (a zero) nei primi 5’ ma poi ha sempre fatto una gran fatica a trovare il canestro. Giusto riconoscere che non ha mai mollato (Geas a +7 al 23’ ma solo +2 al 27’; ancora Sesto a +12 al 31’ ma +7 a 2’30” dalla fine), ma non dava, sinceramente, l’idea di potercela fare. Si suol dire che «il pesce puzza dalla testa», e in effetti è persin banale dire che se in regia (vista l’assenza di Donvito e la virtuale indisponibilità di Limoura) devi far giocare 35 minuti una ragazza del ’91, Bestagno, tutta la squadra ne risente. :( Chiaro che la colpa non è di Bestagno, che fa quel che può: ma se a 17 anni, di punto in bianco, ti ritrovi da terzo a primo play, è già tanto se riesci a limitare i danni. Lei alterna inevitabilmente discrete cose a svarionacci, tipo palle perse a metà campo sul pressing, ma più che di episodi si tratta di inevitabile mancanza di personalità nel tenere in mano la squadra, poca sicurezza che trasmette alle compagne, qualità di certi passaggi effettuati a fatica perché lei deve preoccuparsi prima di tutto di non perder palla; e poi sostanzialmente non tira, sicché la Comense attacca in quattro.
Ripeto, non è certo un processo a Bestagno, semmai fa specie che la sua società, che un tempo rastrellava er mejo del mercato, oggi si ritrovi senza due play e non possa/voglia sostituirne nemmeno uno, quando pure una Ribera, una Livorno o un’Umbertide sono intervenute sul mercato a tappare i buchi. Geas e Comense sono le uniche squadre a non aver ritoccato il roster dall’inizio dell’anno: ma se Sesto non aveva ragione di cambiare, Como è in caduta libera da quando ha perso Donvito. Però evidentemente il bùddegette (= budget) è quello che è. Fatto sta che, salvo colpi di coda nelle ultime 2 giornate, se la Comense andrà ai playoff o si salverà direttamente col 9° posto, lo farà per pura forza d’inerzia e per la fortuna/abilità di aver salvato la differenza canestri sia con Pozzuoli che con Napoli. Peccato perché la Comense ammirata nel secondo tempo del derby d’andata meritava di giocarsi le sue chances fino in fondo. Tra parentesi: ma anche Silvia Sarni è infortunata? Perché è un bel po' che non si vede neppure lei. :unsure:
Ironia della sorte: verso ottobre, una persona d'ambiente-Como mi disse: "Sì, ma il Geas se gli capita un paio d'infortuni crolla". Purtroppo è capitato a loro: un paio di tegole e si è spenta la luce. Speriamo non del tutto. :huh:

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Capannello intorno a Penicheiro infortunata.

:alienff: - Casa Geas: come detto era più che umano un brutto inizio dopo le fatiche di Faenza, ma il secondo tempo è stato più che sufficiente in attacco (47 punti segnati), mentre la difesa è stata buona per tutta la partita: all’inizio (insieme ai rimbalzi offensivi e ai consueti recuperi più numerosi delle perse) ha impedito a Como di scappare troppo avanti, alla distanza ha fatto la differenza, perché canestri facili le ospiti ne hanno avuti pochi. E come a Faenza, utilizzando molta uomo, dato interessante di quest’ultimo scorcio di stagione dopo tanto “zonismo” da parte rossonera. Tosta Machanguana su Smith, che ha sì prodotto le sue solite medie (17 punti + 7 rimbalzi), ma si è sbloccata tardi (bene anche i raddoppi in area su di lei), come sempre la cartina di tornasole contro il Geas è metterla o non metterla da 3 punti: e Como, con 5/20 (di cui 2/13 nei primi 3 quarti) non aveva molte speranze, visto appunto che sotto c’era buona guardia su Smith. Ha giocato piuttosto bene Hall, ma Slavcheva (3/13) e Fazio sono state sia imprecise da fuori, sia velleitarie in varie soluzioni forzate in avvicinamento (Fazio in realtà ha 4/9 dal campo, neanche male, però gli errori si sono concentrati nella fase centrale, quella più importante).

:alienff: - Ma più che nelle “big” – visto che Smith è stata inferiore all’Mvp Machanguana ma di poco; che Hall non ha certo giocato peggio di una Tillis mano quadra (salvo che nel finale con due triple della staffa); che Slavcheva ha sì giocato maluccio ma Zanon ha fatto anche peggio; e che Penicheiro, tra la botta subita e una mira a sua volta deficitaria (l’unico canestro dal campo, su 8 tentativi, è stata la tripla rocambolesca sopra descritta!), non ha poi fatto ‘sta gran differenza pur producendo 6 recuperi e 5 assist – il confronto è penduto (si dice?) dalla parte del Geas grazie al “supporting cast”. Di fronte al vuoto pneumatico, duole dirlo, di Invernizzi, Silva e Fassina (quest’ultima 2 minuti, concediamole l’n.g.), tralasciando Limoura, hanno invece giocato una partita incisiva le varie ArturiTwehues, Frantini e Crippa.
La play dell’87, reduce dall’n.e. a Faenza, ha giocato 24’, approfittando sì di trovarsi davanti una Bestagno che non è né più forte né più esperta di lei (è più vero il contrario), ma non si può ricondurre solo a questo la sua prova da 9 punti, 5 falli subiti e 5/6 ai liberi. Può sbagliare un tiro o un passaggio, ma la squadra la tiene in mano, questo è l’essenziale. Quando Penicheiro è stata fuori per infortunio e poi è uscita per falli, non c'è stata nessuna conseguenza.
La svizzera è tornata “microonda” dopo un periodo in cui lo era stata poco: fondamentale per il Geas riavere al meglio il suo cannone a caricamento rapido, perché copre quel buco nel tiro da 3 che è il principale punto debole della squadra dal punto di vista delle armi offensive.
Quanto a Frantini e Crippa, hanno disputato una prova di utile gregariato, senza forzare nulla (salvo un’entrata mal consigliata della ’89 punita da Smith con uno stoppone; ma si compensa con un importante canestro e fallo in contropiede) e raggranellando rimbalzi e recuperi utili alla causa. Da notare che Frantini ha guadagnato più tiri liberi (4) mercoledì che in tutto il resto della stagione. Atleticamente è in buon periodo e quindi sta trovando il modo di rendersi pericolosa in 1 contro 1, cosa che le era mancata finora.

:alienff: - Quest’ottimo bilanciamento dei minuti in casa rossonera è di sicuro una nota positiva, ma non saprei dire quanto decisiva in generale: in fondo, il Geas ha battuto Venezia giocando gli ultimi 25’ con lo stesso quintetto; e sabato scorso ha vinto a Faenza senza usare Arturi. L’unico dato che possiamo citare è che con Frantini in quintetto la Bracco è 8-2 (9-2 contando la prima annullata con Parma). Ma se ci sia una logica in tutto ciò, non sappiamo. :unsure:

:alienff: - Quanto conterà la vittoria del Geas all’atto pratico (al di là della qualificazione anticipata e della rivincita del derby del 21 dicembre) si capirà solo dopo l’ultima giornata: in realtà, salvo uno scivolone di Parma con Ribera (dando per quasi certa una sconfitta a Schio), non varrà una posizione in più, ma al massimo salverà la sesta piazza, purché Priolo perda almeno una delle ultime due o Parma non arrivi alla pari con entrambe. Infatti, in caso di parità a tre, la Bracco sarebbe settima per via del famoso 0-20 con Parma alla prima giornata. L’obiettivo rimane quello di arrivare quinti (inutile dire che sono obbligatori due successi, a Livorno e con Pozzuoli) e incontrare nei quarti una Faenza in calo, ma a oggi pare difficile raggiungerlo. La sostanza comunque non cambierà: affrontare una delle quattro big e provare il colpaccio.

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Il raccoglimento iniziale per Giovanni Papini.

:alienff: - Nota sul pubblico: ok che era mercoledì, di Quaresima per giunta (tutti a casa a recitar rosari, è chiaro), ma poteva essere più numeroso, trattandosi di un derby decisivo per i playoff. Ci saranno state circa 350-400 persone, di cui relativamente poche da Como. Vero che c’era la tv (ma in differita: tra parentesi, Alice Pedrazzi direi la migliore tra le “spalle” ruotate da Mascolo nell’era post-Bonamico), ma senza concomitanze col calcio e vista la posta in palio, la partita ne meritava di più: mica si poteva sapere in anticipo che sarebbe stata bruttina... :o: Però c'è da dire, in compenso, che il tifo da parte sestese è stato piuttosto caliente. Ovvero, chi c'era non dormiva.

- Sul dopopartita niente di particolare da segnalare (essendo una serata infrasettimanale, tutti si sono dileguati abbastanza in fretta), se non che s'apprende che sia Calastri che Frantini stanno per laurearsi ad aprile: per Cala la triennale in una materia che non mi ricordo esattamente come si chiama, però è una specie di fisioterapia ma più intellettuale; la capitana invece, come anche i muri sanno, sta finendo la specialistica in psicologia. Non tiriamo fuori confronti con i fuori corso che non fanno sport manco una volta alla settimana, ma insomma...

giovedì 26 marzo 2009

Peluche League (21^ giorn.) - 1/3

Vola Calik, solido come un nuraghe

Scintilla “soltanto” seconda, ma titolo a un passo
Bene Kikka e Mio Mao, altri decisamente peggio




CALIK PALL. ALGHERO (“Nuraghs”)
Corona un periodo di forma smagliante con una prestazione rullante al traino di Brunetti, cui s’accodano Pellegrino e Sandri. Clamorosa la valutazione complessiva


ENDI (“Juliettes”)
La dignità c’è sempre, ma le risorse scarseggiano. Stavolta niente sangue dalle rape


GALLO SENONE (“Roosters”)
Continua nel suo periodo non eccezionale; non bastano Valerio e Leva


GCORTI (“Cif’s”)
Si risolleva un po’ grazie a Gazzoni


KIKKA87 (“Tortellins”)
Una tra le sue migliori tappe recenti grazie a una scatenata Scibelli cui dan man forte Occhipinti e Galbiati


MIO MAO (“Kittens”)
Trascinato da super-Corsi a un piazzamento buono


PELUCHE TEAM (“Peluchers”)
Non conferma i recenti segnali di ripresa: tutte loffie tranne in parte Caccialanza


POX & ONE (“Poxemons”)
Tracollo per l’ex campione, s’aggrava la crisi. In più ha perso Fall per infortunio


SASSO29 (“Stoners”)
Ancora una giornata mediocre; solo Filippetti si distacca


SCINTILLA (“Baby Sparks”)
Stavolta non ha picchi straordinari, a partire da Consolini; ma è soprattutto Striulli a venire meno. C’è però un’ottima Monica


THE STOPPER#11 (“Piadins”)
Non viaggia sui ritmi degli ultimi tempi, trovando discrete cose solo da Vicenzotti e Fabbri


TIGNUZZO (“Parmesans”)
Carangelo torna grande e trascina la squadra al podio. Bene anche Zampieri, manca la miglior Fikiel e qualcosa delle play


CLASSIFICA DI TAPPA
Anche stavolta ben 4 sopra i 100 e netta separazione tra metà alta e metà bassa. Vittoria di Calik con grande autorità. Nessuna significativa volata per le altre posizioni

1) Calik 156
2) Scintilla 127
3) Tignuzzo 110
4) Kikka 103
5) Mio Mao 94
6) Gallo Senone 78
7) The Stopper 67
8) Sasso 63
9) Peluche 53
10) Gcorti 45
11) Endi 39
12) Pox & One 36


CLASSIFICA GENERALE
Solo 2 punti di allungo per Scintilla, stavolta, ma fanno comunque gioco alla leader, cui sarà sufficiente, nella prossima tappa, arrivare davanti a Tignuzzo per conquistare il titolo con 4 giornate d’anticipo. Per il 3° posto, Calik ha quasi completato l’inseguimento a Gallo Senone.

1) Scintilla 472
2) Tignuzzo 374
3) Gallo Senone 314
4) Calik 311
5) Kikka 249
6) Mio Mao 234
7) Sasso 210
8) Peluche 182
9) The Stopper 169
10) Pox & One 154
11) Gcorti 80
12) Endi 72


CLASSIFICA INDIVIDUALE DI TAPPA
Settimana scintillante per gli acuti delle singole: ben 4 sopra quota 50, regola tutte Brunetti

1) Brunetti (C. Cagliari/Calik) 61
2) Corsi C. (Firenze/Mio Mao) 52
3) Carangelo (Cervia/Tignuzzo) 51
3) Scibelli (Rende/Kikka) 51
5) Pellegrino (Broni/Calik) 34
5) Sandri (Reggio E./Calik) 34

mercoledì 25 marzo 2009

Il Bollettino Lombardo (28)

Il Geas completa la collana di perle a Faenza. Ora il derby d’Italia


Vincendo a Faenza, il Geas ha messo in carniere l’ultima big che gli rimaneva dopo aver già battuto in stagione, una volta, Schio, Taranto, Venezia, Parma (due sul campo). Vero che Faenza è incappata forse nella sua peggior partita dell’anno (5/28 al tiro all’intervallo per 19 punti), ma quando hai battuto tutte le big non si può chiamare in causa la sorte. Certo, c’è anche il rovescio della medaglia, e cioè che la Bracco ha anche perso con tutte le squadre tranne le ultime 3 della classifica (con Livorno manca il ritorno), ovvero è la quintessenza della «squadra che può vincere con chiunque e perdere con chiunque»; ma siccome i playoff si giocano contro le grandi, sognare il colpaccio nei quarti non costa nulla. -_-
In tale ottica l’obiettivo per queste ultime 3 giornate di regular season è il 5° posto, sia per prestigio sia perché varrebbe probabilmente una sfida con Faenza che pare al momento più abbordabile delle altre. Ma il Geas deve fare 4 punti più di Parma, e su 3 partite non è facilissimo. Intanto Sesto si gode una Penicheiro tornata super dopo qualche giornata in sordina. «Le ho chiesto espressamente di attaccare il più possibile», spiega Roberto Galli che rinfocola la sua fama di chiaroveggente per i risultati, in quanto nel dopopartita con Schio aveva promesso la vittoria a Faenza. Coraggioso a rischiare il pernacchione in caso di sparata a vuoto, ma evidentemente aveva elementi solidi per crederci.

Mo’, domani, c’è il derby d’Italia Geas-Comense: all’andata è ben noto come la partita si ribaltò clamorosamente dopo l’intervallo, con chi dominava (Sesto) che si sciolse come fanghiglia e chi subiva (Como) che divenne un rullo compressore. Ma se a dicembre si partiva da una situazione d’equilibrio, ora i pronostici pendono inevitabilmente dalla parte del Geas, vista la crisi di risultati di Como (3-7 nel ritorno). Un derby è per definizione aperto a qualsiasi esito, tanto più se Brooke Smith trovasse qualche valida alleata anzichè dover cantare e portare la croce da sola; ma il problema per le lariane è soprattutto in regia, dove in assenza di Donvito e con Limoura acciaccata, rischia di andare per una trentina di minuti la ’91 Bestagno contro Ticha Penicheiro. Auguri. :woot:
Una vittoria garantirebbe alla Bracco l'accesso matematico ai playoff, il che non sarebbe già male, come traguardo.

Mazzoleni, or se’ tu che vieni?

Abbiamo intervistato Mario Mazzoleni, presidente del Geas, a proposito della sua ventilata candidatura a presidente di Lega Basket Femminile. La versione sintetizzata c’è nel topic “Campionati: quali riforme”; quella completa, un vero papiro, è uscita oggi sul sito del Geas. -_- Per sintetizzare: Mazzoleni è disposto a candidarsi solo se c’è unità intorno al suo nome; reputa grave in prospettiva la situazione di crisi economica; propone un approccio più aziendale, “industriale”, per le società; è contrario al blocco di retrocessioni e promozioni; è soddisfatto dei risultati del Geas; lavorerà ancora per un coinvolgimento del Nord Milano che ancora non è sufficiente. Più varie ed eventuali.
Resterebbe solo una domanda, ma andrà fatta se realmente si candiderà: lei che è arrivato da poco in A1 donne, pur essendo abituato, immaginiamo, a gestire consessi rissosi nella sua attività d'economista di fama, pensa di riuscire a cavarsela nella fossa dei leoni, anzi delle vecchie volpi, che reggono la Lega? :unsure:

Biassono, vittoria da libro Cuore. "Spareggi" nel weekend

In una partita vibrante, da brividi e quant’altro, Biassono spezza la serie negativa piegando Broni col minimo scarto (79-78). Errore di Broni nell’ultima azione, Rios prende il rimbalzo. La cubana decisiva con 23 punti, ma grandi anche la ’92 Galbiati (19) e una risanata Barbieri (16). Pare che ci sia stato pure un “cinque” scambiato tra Rios e Zanon: da Hollywood, ragazzi. :clap: Broni dominante in area con Fikiel e non solo (la difesa di Biassono, peggiore del campionato, si conferma friabile là sotto), però da 3 Biassono ci piglia molto meglio e di riffa o di raffa la spunta. Ovvio che la vittoria da sola non è decisiva (anche perché Broni ha mantenuto la differenza canestri), però ora è persino sperabile, a 2 giornate dalla fine, un miracolo-playoff o, meno pindaricamente, la salvezza diretta anche se resta dura. Sabato a S. Martino di Lupari sarà all’arma bianca.
Crema battuta duramente da una rediviva Marghera, che come nelle sue migliori giornate ha imposto la sua fisicità superiore. Crema torna a essere solo a +2 sulla retrocessione, e domenica ospita un San Bonifacio “miracolato” dal ritorno in panchina di Dante Carzaniga. Sarà una partita tesa come una corda di contrabbasso (di violino è troppo poco). :wacko:
Le Leonesse hanno perso netto con Udine. Non è che stiano facendo cose straordinarie per meritarsi i playoff, ma sono ancora lì da sole all’ottavo posto. Alla prossima però hanno Reggio e se non passano rischiano il riaggancio di almeno una.

B1: silenzio, parlano le giocatrici

Iniziano nel weekend i playoff e i playout di B1 (Milano 70% contro Venezia, Vittuone 40% con Muggia, Rho 40% con Moncalieri, Carugate 30% con S. Maria di Sala: questi i nostri pronostici del tutto casuali e arbitrari), sicché, per una volta, facciam parlare le giuocatrici, una per squadra milanese, anziché gli allenatori: voglino lor signori manici perdonare, non si ripeterà. :P

Vai prima coi playoff:

Silvia Gottardi (Milano) - «Con un gruppo di varia provenienza c’è voluto il tempo necessario per conoscerci e capire ciascuna cosa fare. A quel punto non ci siamo più basate solo sulle individualità ma siamo diventate una squadra, ancor più dopo l’innesto di un collante come Barzaghi. Coach Fassina avverte di non sottovalutare Venezia? Giusto, ma è anche vero che non possiamo perdere con loro, altrimenti vuol dire che non siamo da promozione».
Nadia Rovida (Vittuone) - «Gli alti e bassi che abbiamo avuto finora sono più che comprensibili perché la squadra è giovane e la panchina è corta: il quintetto è buono, con la scoperta-Ravelli, Canova esplosa, Bonfanti cresciuta di un altro gradino; ma se qualche titolare non è in serata è difficile compensare. Eppure siamo riuscite a ottenere il nostro miglior piazzamento in stagione regolare in 4 anni di B1; nei playoff prendiamo quello che viene».
Gottardi-2: «Che Alpo e Treviso siano dall’altra parte del tabellone è un vantaggio, ma dobbiamo pensare a imporre il nostro gioco: se lo facciamo siamo le più forti, se no si rischia con chiunque. Non ci nascondiamo, è da tutto l’anno che lavoriamo per salire. Organico corto? Vero, ma per fortuna le partite sono ben distanziate».
Rovida-2: «Muggia l’abbiamo appena affrontata: ha 3 terminali importanti, bisogna limitare quelli. Ci abbiamo perso 2 volte su 2 ma senza mai essere al 100%, perciò non è detto che, ricaricate dalla pausa, non andiamo là per vincere. Per salire darei favorita Alpo, mi sembra la squadra più completa ed equilibrata: Milano vive più sulle individualità».

E mo’ i playout:

Claudia Biscari (Carugate) - «Sono molto più fiduciosa di qualche mese fa. Dobbiamo vincere in trasferta e non ci siamo mai riuscite, ma secondo me non vuol dire tanto: abbiamo vinto 3 volte in casa di 2 punti e perso varie volte di misura fuori. È solo questione di crederci sul serio. Tutti ci vedono già contro Rho alla seconda serie, ma chi ha detto che non possiamo battere S. Maria di Sala?»
Eleonora Menapace (Rho) - «Gli imprevisti da scontare (infortuni, partenza di Ceppi, più forse qualche voce poco rassicurante sul futuro societario, ndr) sono stati tanti, ma nella prima fase avremmo potuto vincere più partite, mentre nella poule retrocessione è mancata a volte la mentalità da playout».
Biscari-2: «Abbiamo già dimostrato di non essere così inferiori alle altre della poule-salvezza, e abbiamo il vantaggio di prepararci mentalmente a queste partite dall’inizio dell’anno. Vero, ci manca una realizzatrice costante, ma ultimamente Rigamonti sta ricoprendo spesso questo ruolo, e comunque se ognuna porta il suo contributo si sopperisce. Peccato per il naso rotto di Chiara Bonfanti, che era in gran forma».
Menapace-2: «A Moncalieri abbiamo appena sfiorato la vittoria: sarebbe stato importante strappar loro il fattore campo, ma in realtà due anni fa non fu decisivo, anche se erano playoff e quindi tutta un’altra storia. Moncalieri è tosta: per batterla, sarà banale dirlo, bisogna giocare di squadra, restare unite e difendere forte, solo così l’attacco diventa fluido. In bocca al lupo al nostro capitano Sabrina Poli, che in questi giorni si opera al crociato».

Nel girone B, per le lombarde si ha: Forlì-Lodi, Valmadrera-Trani, Costamasnaga-Civitanova.

B2, Cantù allunga

Possibile svolta in B2 lombarda con Villasanta che ferma Usmate nel sentito derby della Brianza Est, e così Cantù ne approfitta per volare a +4. Canneto suona Carugate e rimane terza da sola. Varese ok su Trescore. In classifica (prime pos.): Cantù 44; Usmate 40; Canneto 34; Canegrate, Varese, Villasanta 32.

Under 17, Cavallino galoppa

Nelle Under 19 la Comense ha inflitto un modico -74 a Usmate e conquisterà il titolo regionale giovedì battendo l’Ardor Busto nel recupero.
Tra le Under 17 il Cavallino Bianco S. Donato travolge Crema 76-46 con 34 punti di Melchiori e mette quasi fuori le cremasche. Il Cavallino ora è alla pari in classifica con Vittuone ma ha 2 partite in meno, se non ci siamo smarriti nella ridda di partite rinviate e di riposi settimanali visto il numero dispari di squadre. Un campionato, comunque, che sta offrendo molte più emozioni del suo "fratello maggiore": la scorsa settimana Vittuone, ancora senza la leader Ravelli squalificata, si è salvata all'overtime contro Assago, grazie a un canestro allo scadere di Dal Verme per il +1. E la capolista Biassono ha perso l'imbattibilità sul campo delle Leonesse dopo 20 vittorie. Sicché Costamasnaga è potenzialmente alla pari (ora a -4 ma 2 partite in meno). :)

martedì 24 marzo 2009

Intervista a Mazzoleni sulla candidatura in Lega (dalla Prealpina)

Di seguito riporto l'intervista a Mario Mazzoleni uscita oggi su Lombardia Sport, inserto della Prealpina. E' stata realizzata anche una versione integrale (lunga circa il triplo) che dovrebbe essere ripresa nei prossimi giorni dal sito del Geas.


- Mario Mazzoleni, presidente del Geas: è vero che si candida alla guida della Lega Basket Femminile?
«In un momento confuso, in cui temo si stiano sottovalutando gli effetti della crisi economica, sto lavorando per dare vita a un progetto condiviso per il futuro del movimento: da qui l’ipotesi di una mia candidatura, che però non ho ancora formalmente avanzato. Se c’è unità d’intenti sul mio nome, sono pronto; ma non mi farò avanti “contro” qualcuno».

- Quali sono, secondo lei, le priorità?
«Operare secondo logiche solidali, cioè a sostegno di tutti e non solo del vertice. All’atto pratico? Una seria programmazione pluriennale, con regole certe, se necessario rigide; sostenere economicamente il progetto della Lega tramite figure manageriali in grado di dare un’impostazione “industriale”; sviluppare il reclutamento dal minibasket».

- Cosa pensa della recente proposta di alcuni club di bloccare promozioni e retrocessioni, come antidoto alla crisi?
«Mi sembra solo un escamotage per ridurre l’impegno finanziario. Porterebbe a uno scadimento dello spettacolo: troppi costruirebbero squadre al risparmio. Piuttosto punterei a regolare i contratti-tipo, magari suddividendoli in fasce (“under”, vincolate, libere, ecc.), e a intervenire sul numero delle straniere».

- Del pianeta-A1 donne che ha conosciuto quest’anno, cosa le è piaciuto e cosa meno?
«Mi ha colpito la professionalità delle atlete e degli staff tecnici: di primo livello. Poi anche i tifosi: vengono per sostenere anziché insultare. In negativo ho riscontrato troppa distanza tra le esigenze del sistema e le strutture che lo governano: c’è bisogno di logiche più aziendali, la passione non basta. Mi ha sorpreso la scarsa visibilità del femminile, che secondo me ha invece enormi potenzialità. Infine, non mi è piaciuto vedere troppe squadre stravolgersi grazie al mercato sempre aperto».

- Lei è un economista, quindi può rispondere meglio di altri a ciò che si chiedono tutti: quanto peserà l’attuale crisi sulla prossima stagione?
«In generale sarà molto difficile tenere in piedi il sistema se non sarà governato in modo forte. Vedo già ora molte situazioni a rischio, società che non riescono a rispettare i vincoli economici. Un progetto serio, di cui mi auguro si riesca a cogliere l’urgenza, potrebbe allargare la base da cui attingere per dare prospettive al basket. Per il Geas, il progetto è sul medio periodo, quindi dovremmo essere in grado di continuare sulla nostra strada».

- Che prospettive ci sono per un rinnovo della sponsorizzazione Bracco?
«Bracco ha sposato il progetto-Geas con entusiasmo, quindi l’auspicio di tutti è continuare più a lungo possibile. Stiamo lavorando insieme per allargare la base dei sostenitori e vorrei che tutti quelli attuali rimanessero, ma le situazioni nel dettaglio saranno definite a fine campionato».

- Come procedono la creazione d’interesse intorno alla squadra e i delicati rapporti con istituzioni e imprenditoria locali? Non si è esaurito l’effetto-novità?
«No, non direi. La nostra sfida resta di far comprendere al territorio il valore del nostro progetto, sia sul piano sportivo e sociale, sia per l’immagine che l’intera area ne ricava. Tutto quello che stiamo facendo è supportato dalla “vecchia” Polisportiva Geas, e questo è un motivo di soddisfazione. Rimane irrisolto il problema del palazzetto: spero che si possa arrivare a un progetto comune del Nord Milano».