Simply the Best(agno)
La redazione del Comitato è stata tempestata da centinaia di lettere dopo aver sostenuto che il pesce-Comense puzza dalla testa, ovvero che con Elena Bestagno in regia per 30-35 minuti c’è qualche problema. Una di queste dice, riassumendo: «Non ritengo che la squadra risenta della sua presenza in campo, anzi penso che la sua parte l'abbia sempre fatta. Con Donvito in campo poco sarebbe cambiato (...) l'assenza di Donvito e' pesante,ma il pessimo girone di ritorno e' dovuto anche al brutto calendario che aveva Como. Bestagno in campo non deve portare punti (i suoi 4/5 punti vanno bene e anche Donvito non e' che segni molto), ma solo non perdere palloni e difendere bene (vedi sfondamento preso su Ticha), dovrebbero essere altre le bocche da fuoco della squadra e infatti se vai a vedere si e' vinto quando queste segnano... (...) Poi scusa ma tutto questo divario tra la 91 Bestagno e le tue sempre citate Frantini, Crippa, Arturi e Maiorano proprio non lo vedo. Ti concedo l'esperienza, la fisicita' (dettate forse dall'eta') il tiro, ma quanto a fondamentali e tecnica non e' sicuramente da meno, anzi».
Insomma, come abbiamo già avuto avvisaglia ieri, l’Italia si spacca su Bestagno e Arturi. A prescindere da come uno la pensi, è già significativo che s’inneschi il dibattito, perché vuol dire che due play giovani stanno giocando: se facessero solo panchina, nessuno ne discuterebbe.
Per quanto riguarda i punti segnati, faccio notare che Donvito prima d’infortunarsi aveva una media di 7 punti in 22 minuti, mentre la ragazza da Sanremo ne fa registrare 2,2 in 21’. Una certa differenza c’è. Non sarà il compito primario d’un play, quello di fare canestro, ma visto che altre compagne sono in calo di produzione (mi sa che si può dire tutte tranne Smith, nella Comense), farebbe comodo una regista in grado di segnare all’occorrenza. Che poi i risultati negativi della Comense non siano dovuti solo all’emergenza in regia, è probabile, però il calendario secondo me è solo una componente minoritaria.
Ma comunque è fuorviante discutere su chi ha più talento in prospettiva tra Bestagno e Arturi (lasciando perdere Frantini, Crippa e Maiorano che non c’entrano nulla). Noi dobbiamo valutare l’oggi, non le ipotesi sul futuro, altrimenti qualsiasi idea è plausibile. Mercoledì Arturi ha fatto meglio di Bestagno. Non perché abbia segnato 9 punti contro 4, ma perché era più sicura in un aspetto che è “core business” di ogni play, il trattamento di palla: dal superare la pressione al passare coi tempi e gli angoli giusti. Poi uno può dire che ha visto l’opposto: in tal caso potremmo limitarci alle cifre nude e crude, in cui abbiamo un 9-0 di valutazione per Arturi. Ma è chiaro che se, poniamo, un infortunio avesse tolto di mezzo Penicheiro a metà stagione, probabilmente ora staremmo a parlare di un Geas in caduta libera e diremmo che il problema è che c’è Arturi in regia e non più Penicheiro. Ma non sarebbe un’offesa ad Arturi: piuttosto una banale presa d’atto della realtà. Il ruolo del play è il più delicato che esista, quello in cui la mancanza d’esperienza si paga maggiormente.
La stagione di Bestagno, però, non è solo in questo corso accelerato di A1. Anzi, fino a gennaio-febbraio era soprattutto su altri fronti. Proprio giovedì, lei e le altre del gruppo d’oro del ’91 comasco hanno conquistato il titolo regionale Open Under 19. Inoltre sono al comando della B2 lombarda, con la maglia di Cantù: 4 punti di vantaggio a 6 giornate dalla fine. Da quando ha iniziato il super-impiego in A1 la si vede di meno su questi campi “secondari”, ma rimane una stagione da stakanovista che, se si concludesse con la salvezza diretta (o meglio ancora, i playoff) in A1, la promozione in B1 e un piazzamento in zona-medaglie alle finali U19, non sarebbe davvero malaccio, sperando poi di far bene anche agli Europei Under 18 in estate. Insomma, per l’A1 è ancora acerba, ma rispetto alle sue coetanee, come diceva Tina Turner, “you’re simply the best(agno), better than all the rest” (vedi qui).
Intanto Arturi se la spassa col Poz
Festeggiato il massimo in carriera di 9 punti, festeggiati i playoff raggiunti, in attesa del responso popolare se sia meglio lei o Bestagno, ma crediamo maggiormente in attesa di giocare a Livorno domani sera, Giulia Arturi, apprendiamo dal sito Geas, ha fatto la starlette nella registrazione del programma di Pozzecco su Sky:
«Gianmarco Pozzecco e Giulia Arturi in uno contro uno? Non è fantabasket, è “R&B”. Il popolare programma in onda su Sky Sport 2 il martedì sera alle 20.30 (e in replica tutta la settimana) sbarca a Sesto San Giovanni, all’indomani della vittoria sulla Comense, con i suoi conduttori Gianmarco Pozzecco, ex playmaker da sogno, e Mirela Kovacevic, [...] tra un ciak e l’altro Pozzecco parla col coach Roberto Galli, col presidente Mario Mazzoleni e dice la sua anche sul basket femminile: “Quello di oggi è un incontro interessante, giocatrici come Ticha Penicheiro sono al livello tecnico degli uomini: in uno contro uno mi ammazza, per quello che gireremo scelgo Giulia Arturi! Ho giocato in Russia, come Ticha, per un certo periodo ci siamo allenati nella stessa palestra: posso confermare che li è molto più conosciuta di molti giocatori europei che sono in A1. Nel movimento c’è grande professionalità, il livello tecnico è alto”
[...] Il pezzo forte della giornata è proprio l’uno contro uno tra Giulia Arturi e Gianmarco Pozzecco, superato agilmente dalla playmaker del Bracco Geas applaudita dalle compagne e da Mirela Kovacevic che rimprovera il collega. “Forse” , che dite?, il Poz era in vena di carinerie nei confronti una ragazza che ha ritrovato nell’occasione anni dopo il primo incontro, quando l’allora tredicenne apprendista-aspirante playmaker, aveva voluto a tutti i costi una foto con lui, idolo di intere generazioni di tifosi e giocatori, tanto più se dello stesso ruolo».
Ha battuto sodo!
Tra le eroine della settimana testè trascorsa c’è senza dubbio Valeria Battisodo. Il play dell’88 dall’aspetto acqua e sapone ha segnato a 2” dalla fine, con un arresto e tiro da centro area, il canestro con cui la schizofrenica Umbertide, che regala punti a Viterbo e Ribera ma sbanca il Geas, ha beffato Faenza 63-62 dopo essere andata all’intervallo sul -14. Ovviamente
Pare che Serventi spesso e volentieri le faccia pelo e contropelo, ma stavolta stilla miele per lei: «A me non piace soffermarmi sulle singole ma vorrei spendere un elogio particolare per Valeria Battisodo che ha tenuto bene il campo nei tanti minuti in cui è stata impiegata; la ragazza sta migliorando malgrado i problemi fisici che si trascina da qualche tempo, ha giocato come una leader gestendo benissimo la seconda parte del match».
Ecco, peccato solo apprendere che anche quest’anno ha problemi fisici: ci pare purtroppo una costante per questa giuocatrice d’indubbio talento ma dalla struttura non da Rambo.
Ammazzate il vitello grasso, è tornata Rios
Sono passati duemila anni da quando la raccontarono per la prima volta, ma la parabola del figliol prodigo fa sempre presa: Yadi Rios alla sua seconda partita dopo il reintegro post-litigio con Zanon, trascina Biassono a una vittoria che più drammatica e vibrante non si poteva, per di più in un derby con l’avversaria diretta Broni. 25 punti con 10/22 al tiro, 9 rimbalzi e 4 recuperi per la cubana. In una “santa alleanza” esperienza-gioventù con la ’92 Galbiati: 21 di valutazione per entrambe.
Vittoria da film ma manca ancora il lieto fine. Certo le due prove di Rios dopo la riammissione in squadra fanno ben sperare. Sperare che si ripeta in qualche modo quanto successo l’anno scorso al Geas: dopo un periodo di problemi fisici, nervosismo e scazzo (culminati in una prova deleteria contro Udine: tecnico e semi-sciopero nel primo tempo), nei playoff ebbe tutta un’altra testa e sappiamo com’è andata. Difficile dire se le scattò qualcosa dopo la morte di Natalino Carzaniga; ma di fatto non si concesse più pause. Quest’anno si tratta di giocarsi al massimo queste ultime 2 partite e poi gli eventuali playout. Non si può essere sicuri che non succeda più niente, ma se Rios va in campo costruttiva, il 90% dei problemi con le compagne si risolvono da sé.