Vola e punge l’Ape Maja
Le finali di Coppa Italia dello scorso weekend, diciamo la verità, non sono state esaltanti, soprattutto in confronto a quelle del 2008, vinte da Venezia su Taranto all’ultimo tiro. Tra una Venezia in crisi che fa 44 punti (dopo i 42 contro Schio in campionato 3 giorni prima), una Taranto che si sveglia troppo tardi contro Parma (però almeno in quella semifinale c’è stata qualche emozione), e la stessa Parma che in finale si capisce quasi subito che ha già fatto abbastanza ad arrivarci, e infine una Faenza che in assenza di Modica ha vinto in sostanza con tre giocatrici, Adriana, Erkic e Bjelica, più manovalanza dalle altre quattro a disposizione (confermandosi quindi bravissima a spremere il meglio da quello che ha: non si può certo dire che abbia un organico inarrivabile); tra tutto questo, insomma, non è stata un’edizione stellare della kermesse. Non a caso l’Mvp (che poteva forse essere dato al vero faro, Adriana: su Superbasket Roberto Lurisi dà 8 in pagella alla play e 7 all’ala) è stato assegnato a una giocatrice finora considerata non una stella, ma al massimo una buona specialista, e che, come ricorda SB, a inizio stagione era pressoché sconosciuta: Maja Erkic.La slovena – che sempre da SB apprendiamo essere fidanzata con un connazionale judoka che ha partecipato alle Olimpiadi –, dal fisico piuttosto massiccio, così come la mascella,
Il punto di svolta della sua stagione, così come di quella di Faenza, a nostro avviso è stato quando ha segnato il canestro più importante della partita col Geas, lo scorso 13 dicembre a Cinisello. A 35” dalla fine, con Sesto avanti di 2, Modica sbagliò una tripla dall’angolo; sulla palla vagante ci fu contesa: la freccia ridiede palla alle romagnole e sugli sviluppi Erkic, che aveva giocato una partita modesta, mise la tripla del sorpasso. Faenza vinse e da lì iniziò la sua scalata al vertice della classifica, mentre la Bracco andò in flessione. Forse la storia del campionato sarebbe stata un’altra, senza quella tripla dell’Ape Maja. E la slovena, da quella volta, ha cambiato passo, come dimostrano le cifre: prima di quella partita, aveva 10,1 punti con il 42% da 2, il 46% da 3 e 6,5 di valutazione, mentre in quelle successive ha prodotto 13 punti di media col 49% da 2, un mostruoso 54% da 3 e 10,1 di valutazione. Sarebbe esagerato dire che il brutto anatroccolo s’è fatto cigno, ma la crescita è indiscutibile.
Ancora trippa (di complimenti) per Crippa
Continua a ricevere elogi Martina Crippa. Dopo essere stata inserita da Superbasket nella “squadra delle rivelazioni stagionali”, qualche giorno fa è stata lodata da Sandro Orlando nell’ambito dell’intervista sul sito-Geas di cui abbiamo già riportato un altro pezzo, anche se in pratica la dipinge come una che come prima impressione sembra una capitata lì per caso...
CITAZIONE
Quali giovani l'hanno impressionata di più in questo campionato?
“Chiara Rossi di Umbertide, Santucci a Faenza anche se dovrà ancora ritagliarsi spazio, Ilaria Zanoni di Parma che prima dell’infortunio era la giovane più migliorata. Sottana non è più una sorpresa per nessuno. Oltre a queste voglio sottolineare la stagione di Martina Crippa: per chi non la conosce è facile pensare: “Ma questa in campo cosa ci fa?”. Io posso dire che in campo fa tutto, tira, prende rimbalzi, fa giocare bene le compagne. È il giusto prodotto del campetto trasferito in A1, la sua caratteristica migliore è l’imprevedibilità e credo che per farla rendere al meglio non debba essere troppo inquadrata. Gioca in A1 come giocherebbe nel campetto della parrocchia e questa è la sua forza”
“Chiara Rossi di Umbertide, Santucci a Faenza anche se dovrà ancora ritagliarsi spazio, Ilaria Zanoni di Parma che prima dell’infortunio era la giovane più migliorata. Sottana non è più una sorpresa per nessuno. Oltre a queste voglio sottolineare la stagione di Martina Crippa: per chi non la conosce è facile pensare: “Ma questa in campo cosa ci fa?”. Io posso dire che in campo fa tutto, tira, prende rimbalzi, fa giocare bene le compagne. È il giusto prodotto del campetto trasferito in A1, la sua caratteristica migliore è l’imprevedibilità e credo che per farla rendere al meglio non debba essere troppo inquadrata. Gioca in A1 come giocherebbe nel campetto della parrocchia e questa è la sua forza”
Belle parole, comunque. (O sarà un’astuta pretattica in vista di oggi?) In realtà secondo noi Crippa si è molto disciplinata nelle scelte. Non che prima fosse anarchica, però quest’anno sta dimostrando di saper alternare momenti in cui si prende le sue responsabilità ad altri in cui si mette tranquillamente al servizio delle straniere, passando palla e facendo legna in difesa. L’unico vero neo (fatti salvi i logici alti e bassi di gioventù) è la percentuale da 3 in calo alquanto verticale: nelle ultime 11 partite ha un 5/35 dall’arco, pari al 14%, per una cifra stagionale che attualmente dice 28%: non pessima, ma visto il trend rischia di scendere ancora.
Ai tempi della famosa discussione con Hounidea sulle doti di Crippa come tiratrice, discussione in cui la sapientissima m’omaggiò di svariati pescinfaccia per non voler riconoscere che la suddetta era una gran triplista pure in A1, dissi che bisognava aspettare la fine della stagione, anziché saltare a conclusioni dopo 7 partite; pertanto non salto a conclusioni neppure adesso. Purtroppo la fu Hounidea non è più tra noi, anche se Meurlock Holmes ci segnala che potrebbe essere ricomparsa di recente con un altro nickname...

Anete "not at her best", ma sempre un bel vedere
Tra i molti motivi d’interesse in Taranto-Dinamo Mosca di giovedì, andata delle semifinali di Eurocup (tra parentesi, bella partita, a nostro modesto), c’era per il Comitato la possibilità d’ammirare la sua favorita internazionale, Anete Jekabsone.
Ma Jekabsone è una di quelle giocatrici che anche quando non sono in seratissima sono abbastanza intelligenti da capire cosa fare per essere comunque pericolose. Negli sprazzi più ficcanti della Dinamo Mosca lei c’è stata sistematicamente. Dopo una partenza a fari spenti, nel 2° quarto ha guidato con un paio di assist e altrettanti canestri che hanno annullato il tentativo di fuga iniziale di Taranto. Poco prima dell’intervallo, sublime un sottomano in estensione (non ci ricordiamo se con la sinistra, essendo lei mancina, o con la destra), uscendo dal campo per il contatto falloso: gioco da 3 punti. Nel 4° quarto ha siglato il primo vantaggio russo in contropiede; ma ha anche costretto Mahoney e Sauret a due forzature consecutive standogli incollata in difesa. Infine ha segnato la bomba dell’ultimo pareggio (69-69) prima del mini-allungo tarantino in volata.
Insomma, sempre un bel vedere (e non parlo di estetica, ma di qualità agonistiche, s’intende) anche quando non è ispiratissima.
Carangelo: discontinua sì, ma avercene...
Si sa che la discontinuità è tipica delle giovani. Certo Debora Carangelo, che nonostante giochi col piglio di una veterana è di classe ’92, ovvero in piena adolescenza, è soggetta a “escursioni termiche” degne del deserto di Gobi. Ad esempio, di recente è passata da fare 0/7 al tiro con 10 perse e -13 di valutazione contro Lucca a 23 punti con 23 di valutazione contro San Bonifacio. Dice: per forza, avversari di valore un po’ differente... Sì, ma allora com’è che all’andata con Cavezzo ha fatto 22 di valutazione e la volta dopo, con Lucca, ha toccato il fondo con -14? Si vede che Lucca le va indigesta...
Ma oscillazioni, anche se non così clamorose, è tutta la stagione che ne va soggetta. Epperò le sue cifre stagionali, lorsignori, parlano di 13,9 punti di media in 35’, con 5,1 rimbalzi, 2,9 recuperi e 10,3 di valutazione. Mica male per una ’92. Soprattutto stupiscono i 5 rimbalzi, per una pulce di 1,60 o poco più, anche se è noto che i rimbalzi, spesso è più questione di fiuto e agonismo che di stazza, come insegna il Generale Censo che pur col suo 1,68 ne ha sempre arraffati in abbondanza. Sono insomma cifre ottime, quelle della campana (intesa come proveniente dalla Campania, non come quella che fa don dan nei campanili... chiedo scusa ma m’è venuta in mente ieri sera e dovevo scriverla). Per fare un confronto, se prendiamo quelle di una giocatrice a caso, Michela Frantini, ovvero una che è stata per anni al top dell’A2 tra le esterne e ora evoluisce in A1, ci accorgiamo che Carangelo non è molto indietro: nel suo anno statistico migliore, il 2005/06, Frantini aveva 14,8 punti in 34’, 5,8 rimbalzi, 4,2 recuperi e 13,3 di valutazione. Meglio lei ma aveva 6 anni di più... Ad maiora, Debora.
Marulli, un affare di famiglia
Selene Marulli, com’è noto, sta partecipando all’assalto del Sanga Milano al primato in stagione regolare per poi lanciarsi nei playoff da testa di serie numero 1. L’ala dell’86, che sta vivendo la sua prima stagione da protagonista dopo tanti anni di gregariato al Geas e la discussa esclusione dalla squadra lo scorso aprile, viaggia a 8,9 punti a partita col 36% da 2 e il 31% da 3. Ma soprattutto ha messo il canestro che potrebbe valere il primato a Milano se vincerà oggi a Palmanova: all’ultimo secondo della partita di ritorno con Treviso, Marulli segnò il canestro che salvò la differenza canestri per le sue, che probabilmente finiranno a pari punti con le venete. Insomma un tiro che potrebbe valere la testa di serie numero 1.
Il sito del Sanga ha riportato un articolo del grande Germano Foglieni che parla di lei e di suo fratello, uno dei migliori talenti lombardi di classe ’91. Per la serie “incolla tu che incollo anch’io”, eccolo qua. Così ci facciamo pure una cultura sulla dinastia cestistica Marulli:
CITAZIONE
Non sono troppo frequenti, specie nell'ambito della pallacanestro bergamasca, i casi di fratelli arrivati a vestire la maglia azzurra e alla ribalta delle categorie nazionali.
Selene e Roberto Marulli rappresentano quindi una piacevole eccezione; lei è una guardia ala di 180 centimetri classe 1986, nata a Colleferro, studentessa in corso al secondo anno di economia e commercio all’università di Bergamo, attualmente in forza al S. Gabriele Milano, capolista della poule promozione A della serie B d’eccellenza nazionale, mentre lui è un playmaker di 191 centrimetri, classe 1991, nato a Bergamo, al quarto anno di ragioneria, punto di forza della compagine under 19 d’eccellenza della Comark BluOrobica Bergamo,nonché titolare della Pragma Adv Mornico al Serio in serie C regionale e componente del roster dell’Intertrasport Treviglio,capolista in serie A dilettanti.
Sono figli d’arte: il padre Gianni è stato, oltre che giocatore, anche allenatore, sia nella natia Roma sia nella Bergamasca. Sue, lo ricordiamo, le promozioni dalla Serie D alla C2 e dalla C2 alla C1 dell’allora Interbasket Bergamo tra il 2002 e il 2004. La mamma Laura è a sua volta stata giocatrice in diversi club capitolini.
Lusinghieri i risultati raccolti sino a questo momento da Selene e Roberto Marulli. Entrambi hanno mosso i primi passi con l’Excelsior di Borgo Santa Caterina, allenati da Roberto Triboulet. Selene è poi passata all’Edelweiss Albino [allenata da Elisabetta Lucchini, Dedo Villa e Simone Segala] e quindi al Geas Sesto San Giovanni con cui, agli ordini di Maurizio Frigerio, ha esordito in Serie A2. Nel suo palmarès vanta: un titolo nazionale juniores, conquistato col Geas nella stagione 2003/2004; una finale nazionale allieve con l’Edelweiss [Porto San Giorgio 2000]; quattro stagioni in A2 col Geas, culminate lo scorso maggio con il ritorno in A1 dello storico sodalizio sestese; la partecipazione al Trofeo delle regioni [Pesaro 2000]; la convocazione con la Nazionale allieve ’86 a Norcia nel settembre 2000.
Roberto, dopo il minibasket e i primi trofei giovanili con i rossoblù di Santa Caterina, è passato in forza alla Comark BluOrobica Bergamo, allenatori Andrea Schiavi e Raffaele Martini, con cui ha preso parte a ben cinque finali nazionali giovanili; tre invece le convocazioni con le rappresentative azzurre Under 16 e Under 18.
Per la stagione in corso sia Selene sia Roberto hanno obiettivi concreti e ambiziosi:”ho sposato il progetto San Gabriele che cerca di riportare il basket di alto livello a Milano città – dice lei -; un obiettivo assai stimolante sotto tanti aspetti. Per ora stiamo rispettando le attese, ma sappiamo che i playoff saranno un’altra cosa”. Per Roberto invece questi sono i traguardi da raggiungere : “Sicuramente centrare la finale nazionale Under 19 con la Comark, quindi entrare nel roster della Nazionale che parteciperà agli Europei Under 18 di Metz a luglio e inoltre provare ad entrare in pianta stabile nell’organico dell’Intertrasport”.
Selene e Roberto Marulli rappresentano quindi una piacevole eccezione; lei è una guardia ala di 180 centimetri classe 1986, nata a Colleferro, studentessa in corso al secondo anno di economia e commercio all’università di Bergamo, attualmente in forza al S. Gabriele Milano, capolista della poule promozione A della serie B d’eccellenza nazionale, mentre lui è un playmaker di 191 centrimetri, classe 1991, nato a Bergamo, al quarto anno di ragioneria, punto di forza della compagine under 19 d’eccellenza della Comark BluOrobica Bergamo,nonché titolare della Pragma Adv Mornico al Serio in serie C regionale e componente del roster dell’Intertrasport Treviglio,capolista in serie A dilettanti.
Sono figli d’arte: il padre Gianni è stato, oltre che giocatore, anche allenatore, sia nella natia Roma sia nella Bergamasca. Sue, lo ricordiamo, le promozioni dalla Serie D alla C2 e dalla C2 alla C1 dell’allora Interbasket Bergamo tra il 2002 e il 2004. La mamma Laura è a sua volta stata giocatrice in diversi club capitolini.
Lusinghieri i risultati raccolti sino a questo momento da Selene e Roberto Marulli. Entrambi hanno mosso i primi passi con l’Excelsior di Borgo Santa Caterina, allenati da Roberto Triboulet. Selene è poi passata all’Edelweiss Albino [allenata da Elisabetta Lucchini, Dedo Villa e Simone Segala] e quindi al Geas Sesto San Giovanni con cui, agli ordini di Maurizio Frigerio, ha esordito in Serie A2. Nel suo palmarès vanta: un titolo nazionale juniores, conquistato col Geas nella stagione 2003/2004; una finale nazionale allieve con l’Edelweiss [Porto San Giorgio 2000]; quattro stagioni in A2 col Geas, culminate lo scorso maggio con il ritorno in A1 dello storico sodalizio sestese; la partecipazione al Trofeo delle regioni [Pesaro 2000]; la convocazione con la Nazionale allieve ’86 a Norcia nel settembre 2000.
Roberto, dopo il minibasket e i primi trofei giovanili con i rossoblù di Santa Caterina, è passato in forza alla Comark BluOrobica Bergamo, allenatori Andrea Schiavi e Raffaele Martini, con cui ha preso parte a ben cinque finali nazionali giovanili; tre invece le convocazioni con le rappresentative azzurre Under 16 e Under 18.
Per la stagione in corso sia Selene sia Roberto hanno obiettivi concreti e ambiziosi:”ho sposato il progetto San Gabriele che cerca di riportare il basket di alto livello a Milano città – dice lei -; un obiettivo assai stimolante sotto tanti aspetti. Per ora stiamo rispettando le attese, ma sappiamo che i playoff saranno un’altra cosa”. Per Roberto invece questi sono i traguardi da raggiungere : “Sicuramente centrare la finale nazionale Under 19 con la Comark, quindi entrare nel roster della Nazionale che parteciperà agli Europei Under 18 di Metz a luglio e inoltre provare ad entrare in pianta stabile nell’organico dell’Intertrasport”.
Una (quasi) mamma Vera
A proposito di ex del Geas, sabato scorso abbiamo avuto l'onore di fare un aperitivo pre-pranzo in casa di Vera Ponchiroli e del suo compagno, che com'è noto abitano a poche centinaia di metri dal qui scrivente.
Il bambino nascerà a giugno e sarà un maschietto (purtroppo niente erede di Vera per ora), e debbo dire che Vera potrebbe tranquillamente fare da modella premaman,
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