Meurfreud, consultato in materia, risponde che da sempre la discussione sui fallimenti intriga più di quella sui successi; che inoltre i tifosi mettono le mani avanti un po' per scaramanzia, un po' per cercare di togliersi dalle spalle la paura di perdere a un passo dal paradiso (nonché la paura di vedere gli acerrimi rivali trionfare, come nel caso di Venezia e Taranto); e da parte delle società c'è sempre il solito atteggiamento da imbonitori, in cui bisogna vendere una merce sempre scintillante e mai fallimentare, tant'è che salvezze stentate sono spacciate per eroiche, uscite al primo turno sono presentate come capolavori "perchè col budget che avevamo era impossibile fare di più", e anche corazzate da 10-giocatrici-10 che non vincono, si scopre che in fondo "le altre hanno speso molto di più", ovviamente detto come verità inconfutabile ma senza la minima prova... O anche a livello giovanile, società blasonate che non riescono a qualificarsi per l'interzona gabellano la stagione come "positiva" nei loro comunicati stampa. ![]()
Qualcuno c'è, che ha il coraggio di ammettere di aver fallito. Ma sono pochi. Del resto capisco che quando ci sono soldi di mezzo, sponsor da convincere ecc., si debba cercare di indorare il più possibile la propria pillola, e lo stesso fanno gli allenatori, che a sentir loro sembra sempre che abbiano cavato sangue dalle rape e trasformato la merda in oro. Ci vorrebbe meno atteggiamento da venditori di pesce da parte di chi fa questi bilanci, e al tempo stesso meno ansia da processo da parte altrui, nel senso che è nell'ordine delle cose fallire, anzi è più normale che riuscire, considerando che uno solo vince e gli altri si piazzano. Se pure per un secondo posto o un terzo scattano processi da apocalisse, per forza che poi presidenti, allenatori & C. s'arrabattano a pararsi il deretano, quando invece bisognerebbe rendersi conto che è molto meglio fallire arrivando secondi che "riuscire" arrivando sesti, decimi o tredicesimi: si rinfacciano sempre le quantità di soldi spesi, ma visto che sono soldi di privati che preferiscono destinarli al basket femminile anziché al volley o altre puttanate, ci sarebbe casomai da complimentarsi con chi investe 2 milioni di euro rispetto a chi ne mette insieme solo 500.000.
Mi rendo conto che il rilievo che chiedevi a Meurfreud riguardava più i tifosi/forumisti che non le società, però Meurfreud, allergico a certi politici che vendono se stessi come infallibili santididdio, lo è altrettanto a certi comunicati stampa intrisi d'incenso, anche se, ripete egli, siamo pur sempre nel gioco delle parti, perciò pace a tutti e buon 1° maggio cestistico.


