mercoledì 22 aprile 2009

About a Girl (39)

Ms. Hayden dopo i gestacci è diventata dr. Jekyll


Ha suscitato polemiche, com’è noto, la doppietta di gestacci indirizzata da Vanessa Hayden al pubblico di Cinisello durante gara-2 tra Geas e Venezia. Se ne ignorano tuttora le cause, sia del primo che del secondo: il massimo che la pivottona può aver sentito ci risultano fischi, ma anche se ci fosse stata qualche parola di troppo, che senso aveva reagire così? C'è parsa stonata rispetto al clima di festa che si respirava mercoledì, con l’aggravante per Hayden della reiterazione. Auguri per le semifinali e l’eventuale finale, quando di insulti e provocazioni vere rischia di riceverne a ogni piè sospinto. :alienff:
Ma non vogliamo nemmeno menarla troppo con ‘sta storia dei gestacci, anche perché certuni che stigmatizzano pur giustamente Hayden, poi li ritrovi su Facebook che aderiscono a gruppi che vorrebbero spezzare una caviglia al calciatore Balotelli. :angry:
Tutto sommato si possono sottoscrivere le considerazioni di Gianmarco Pozzecco, presente alla partita, che al sito Geas ha commentato: «Mi spiace per l’episodio di Hayden, non giustificabile ma comunque meglio di una gomitata: diciamo che ha messo ancora di più in partita il pubblico, è stato un gesto particolare, più folcloristico». :rolleyes: Esatto, meno male che non è passata a gomitate o altre vie di fatto, se no, vista la mole della tipa, qualcuno poteva finire al Creatore… :ph34r: Di certo, il pubblico del PalaAllende così incazzato non s'era mai visto.
Ma la verità è che la donna, intesa come Hayden Vanessa, non ci è antipatica, chissà perché. Non ci pare nemmeno così poco intelligente come certi la dipingono. È solo che ti lascia irrequieto, quand'è in campo, perché non sai mai cosa può combinare, sia a livello tecnico che emotivo.
Bisogna dire, però, che Hayden è stata brava a non perdere concentrazione per 'sto bordello che ha creato. Anzi, è successo l'opposto, perché nei primi 2 quarti era una palla al piede: lenta in difesa (Machanguana le è andata via due o tre volte in uno contro uno con facilità irrisoria), inconcludente in attacco, come peraltro tutte le compagne all’inizio, ma con l’aggravante di mangiarsi un canestro da sotto in un momento in cui era l’unica che poteva sfondare in area la barriera corallina del Geas.
Poi però si è trasformata come tutta Venezia: non solo ha fatto vedere movimenti da signora giocatrice in post basso (soprattutto il giro e tiro), non solo ha segnato 6 punti consecutivi in un momento critico del 4° quarto, ma ha anche ben interagito con la squadra, facendo da punto di riferimento a centro area con l’abilità di farsi collassare addosso mezza difesa di Sesto per poi scaricare fuori alle tiratrici, che a quel punto avevano metri di spazio.
Insomma, come abbiamo visto in campionato come in Eurolega, Hayden può essere croce o delizia: il problema è che contro Schio non sarà sufficiente essere delizia per metà partita, o una sera sì e una no.

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La vendetta alla giapponese di Frantini su Hayden: punisce i gestacci della yankee con una mossa di un’arte marziale imprecisata (foto da geasbasket.it)

Ancora Venezia: Ballardini e Carson, ma quale incompatibilità. Cirone, ma quale disponibilità (all’azzurro)

Altre protagoniste, per motivi diversi, da Venezia. Dicevano che Ballardini Carson non andassero d’accordo né tatticamente né caratterialmente; può essere vero in generale, ma nel 3° quarto di gara-2 Geas-Venezia hanno messo insieme uno show di quelli da ricordare, come abbiamo già visto nella cronaca della partita.
In effetti si diceva che dove la Reyer poteva fare maggiormente la differenza era nei ruoli di guardia e ala piccola: non lo si è visto fino a quel terzo quarto, ma quando lo si è visto, è stato un uragano: da +13 Geas a +6 Venezia: 5 minuti per pareggiare, 5 per prendere il vantaggio poi difeso fino alla fine. Carson ha messo 9 punti con 4/5 al tiro, di cui 3 sospensioni dalla media felpatissime, Ballardini 12 con 4 bombe su 4, una macchina anche se esteticamente ci sono piaciuti di più i canestri di Carson. Ricordiamo che l’americana era in forse fino alla vigilia dopo lo scarso rendimento in gara-1. Ma se Venezia vuol battere Schio che ha Macchi, Masciadri e Feaster in quei ruoli, non può fare a meno della miglior Carson (oltre che della miglior Ballardini), posto che Andrade sarà pure il collante difensivo per eccellenza, ma di punti (tranne gara-1 con Sesto) ne segna pochi.

Su Superbasket di oggi c’è un’intervista del sempre pimpante Francesco Velluzzi a Mariangela Cirone. C’è da dire che stavolta il Bibi non si addentra in domande su quali borse preferisca la giocatrice di turno o se mangi più lasagne o tortellini, bensì va al sodo e le chiede se si ritira (risposta: ve lo dico dopo il 30 maggio) e se prende in considerazione di tornare in Nazionale. :o: La questione interessa molti, che dopo i sinistri che hanno abbattuto Gianolla e Sottana, auspicano un richiamo alle armi delle tante play veterane che si sono chiamate fuori l’estate scorsa, tra cui appunto la regista dell’Umana. Ebbene, la nativa di Polla, provincia di Salerno, spegne subito le illusioni dicendo: «Non sarebbe giusto offrirsi anche in una situazione di ipotetica emergenza. Le ragazze hanno conquistato questo traguardo meraviglioso ed è giusto che lo giochi chi lo ha guadagnato». Eh sì, cara Ciraus, però fai un po’ l’indiana: perché se chi lo ha guadagnato è k.o. per infortunio, come fa a giocare l’Europeo? Contraddizione in termini. :angry:
E siccome stasera sono nervoso, ne ho una (piccola) anche per Velluzzi: scrive che Cirone a Venezia «non ha ancora vinto nulla». Be’, sarà pure poca roba, ma la Supercoppa italiana vinta a inizio ottobre non consente di parlare di “sero tituli” per la Reyer, comunque vadano questi playoff…

La zampata della Miciona su gara-1 di semifinale B1

Che Valentina Gatti, nativa di Cantù ma prodotto di Varese, sia uno dei prospetti più interessanti del basket lombardo non lo si scopre certo oggi. Un pivot del 1988, dicembre tra l'altro, con centimetri e stazza “veri” (1,90 di altezza ci sta tutto e direi che non siamo lontani dai 100 chili), ma al tempo stesso con mano morbida, rapidità relativamente buona e senso della posizione a rimbalzo, non lo trovi facilmente in giro. In B1 lombardo-veneto-piemontese, ad esempio, non ne abbiamo visti.
Domenica Gatti è stata la migliore in campo in gara-1 del derby di semifinale tra Milano e Vittuone: 22 punti equamente distribuiti prima e dopo l’intervallo, 11 rimbalzi, 9/16 da 2 e 4/6 ai liberi. Nel finale ha messo due canestri dalla media tutt'altro che casuali, perché si è presa quei tiri con sicurezza. Ecco, in un frangente del 3° quarto s’è mangiata 3 canestri consecutivi da sotto, il che dà l’idea dei margini di miglioramento che ha, ma la facilità con cui va al tiro dà l'impressione che se sbaglia, sbaglia lei, non perché l'avversaria l'ha messa in crisi. Fatte le debite proporzioni, è una Hayden delle minors... :P
Aveva contro Nadia Rovida, duello non facile ma che ha vinto piuttosto nettamente, complici i falli in cui è incappata la vittuonese, che già l’anno scorso avevamo visto soffrire la sua maggiore stazza. Gatti le ha anche rifilato uno stoppone mica da ridere. Il duello, e la serie, sono tutt’altro che finiti, ma la prima zampata è della Miciona. L’anno prossimo sarebbe bello vederla in A2, sperabilmente con Milano, perché se la scorsa stagione, a Varese, non aveva convinto del tutto, in questa è cresciuta molto, come indicano non solo le cifre (11,8 punti e 8,3 rimbalzi in circa 30’: non male tenendo conto che deve dividere i palloni con Gottardi, Brioschi, Barzaghi…), ma anche quanto si sente la sua assenza se ha problemi di falli (suo vecchio tallone d’Achille insieme alla discontinuità che però si è molto ridotta nel corso di quest'anno) o deve rifiatare.
Ormai crediamo che a lei stessa stia stretta la categoria: nel dopopartita di domenica, quando coach Fassina le ha fatto i complimenti per la prestazione, lei l’ha ricambiato con uno sguardo del tipo “Ma non dire cazzate”. Magari è un modo di tirarsela fingendo modestia, :shifty: ma preferiamo interpretarla come voglia di non accontentarsi da parte della Big Kitten.

Il gran sabato sera di “Tony” Manera (cit.)

La brillante serata sui campi lombardi prevedeva, in contemporanea con Milano-Vittuone, un altrettanto vibrante Crema-Biassono, gara-1 dei playout di A2. Anche qui si è giocato a ritmi indiavolati, e ancor più che là sono fioccati i canestri. Più di tutti chi ne ha messi? Lorena “Tony” Manera, il cui soprannome deriva ovviamente dal personaggio di Tony Manero, alias John Travolta, nella “Febbre del sabato sera”. Sicché i giornali cremonesi ci hanno ricamato sopra l’ovvio titolazzo. Ma meritato. Perché il play-guardia varesino ha messo 24 punti in 29’ con 5/6 da 2 e 3/5 da 3, la maggior parte dei quali nella ripresa, dopo che Crema era scivolata a -9. E ha segnato pure il triplone spacca-partita sul 77-77 a 1’ dalla fine. :woot:
Bel colpo per lei dopo un anno e mezzo alquanto tribolati: lasciata proprio Crema nell’estate 2007 per tornare a Varese in B1, ha piantato Varese dopo pochi mesi per divergenze con la società e ha finito la stagione in Svizzera; poi quest’anno ha cominciato a Costamasnaga, ancora in B1, ma a gennaio se n’è andata per tornare a Crema. Peripezie a lieto fine? Vedremo perché dopo l’83-82 la serie promette ancora equilibrio.

Per l’Mvp di B2 non si può fare i conti senza Conti

Infine mi pare doveroso un omaggio a una grande giocatrice del sommerso (ma nemmeno troppo) della Lombardia, la già ben nota su questo forum Sabrina “Piastrella” Conti. Per qualche misterioso motivo, l’ala classe 1973 più invecchia, più gioca da dio. Sta segnando 15 punti a partita e nelle ultime 5 ha superato quota 20 quattro volte. L’ultima sabato scorso, nella seconda “vendetta” stagionale delle ex moschettiere di Mariano, ora a Fino Mornasco (mancava Longoni nell’occasione), contro il club che le ha scaricate come ferrivecchi la scorsa estate. 3-21 a fine 1° quarto e tanti saluti alle pur temibili ragazzine di Mariano che hanno disputato un campionato sopra le attese. Ma Conti le ha sculacciate.
Forse non sarà Mvp del campionato (ma a pensarci bene, esiste questo titolo?), :unsure: ma almeno da quintetto ideale è di sicuro. In classifica non c’è più molto da inseguire per Fino, fuori dai giochi-playoff per via di una partenza a handicap, e ormai salve. Il che significa, egregia Piastrella, che per provare “emozioni very” dovrai tornare a Binzago... :P

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