So this is the end.
Così presto, perdio: è metà aprile. L’anno scorso s’era andati avanti fino al 24 maggio. Ma si sa, le cose tutte lustrini e paillettes come l’A1 te le puoi godere per poco. Sei mesi e non di più: ci sono straniere che ti arrivano il giorno prima dell’inizio del campionato e hanno l’aereo il giorno dopo l’eliminazione. È il professionismo.E dunque si chiude in gara-2 la stagione del Geas. In fondo va come da pronostico: 2-0 Venezia, che pur senza Sottana e Giauro resta una squadra di livello superiore alla Bracco. Basti pensare che tale Vujovic Aleksandra, Mvp della Coppa Italia poco più di un anno fa, la vediamo nel prepartita in borghese, fuori da un ingresso del PalaAllende di Cinisello, mentre parla al cellulare: secondo gli ultimi bollettini provenienti da Venezia, doveva giocare lei al posto di una Carson in apparente crisi, invece evidentemente all’ultim’ora ci han ripensato. Questo per dire dei lussi che si può concedere l’Umana rispetto a un Geas che ha le donne contate, e cara grazia che per tutto l’anno non ha avuto infortuni.
Quindi “nessun rimpianto, nessun rimorso”, come cantava Max Pezzali. Però è chiaro che se vai a +15 dopo 19’, qualche legittima illusione di arrivare a gara-3 ti viene, e se perdi di 9 ti resta un minimo di amarognolo in bocca.
Lo stretching di capitan Frantini prima di una partita che l'ha vista tra le migliori
Alla fine è la solita storia per chi gioca contro il Geas: siccome in area è quasi impossibile entrare, almeno finché non arrivano i falli e il calo di energie, l'uovo di Colombo è metterla da fuori. E vale per la grande Venezia come per la più modesta Umbertide quando sbancò Cinisello: curiosamente +13 all'intervallo per il Geas in entrambe le occasioni, -11 allora e -9 mercoledì alla fine.
Altra semplice verità con cui potremmo chiudere qui: se la capocannoniera del campionato (Tillis) fa 8 punti di media in due gare, è difficile battere Venezia.
Crippa riceve contro Nadalin
Ma insomma, già che è l'ultima volta si può anche abbondare nei commenti anziché deficere. Nel 1° quarto, per 5’ abbondanti (striminzito 6-6) si stentava da entrambe le parti. Poi il primo minibreak del Geas (13-8 al 10’) che trova buone cose in area da Tillis e Machanguana: la mozambicana va via facile a una Hayden inizialmente palla al piede (fino all’intervallo si fa notare solo per un erroraccio da sotto e per il primo dei suoi due gestacci al pubblico di casa,
dopo un tiro libero segnato con palla che s’impenna sul ferro), come del resto una Jokic e una Nadalin forse non dannose, però incolori. In sostanza, battaglia tra le lunghe favorevole a Sesto, e non è così strano, ma è nelle esterne che non ti aspetti un’Umana così fiacca: palloni gettati, errori al tiro, e quel che colpisce di più, titubanze di alcune (soprattutto Carson) nel prendersi tiri pur con spazio. Solo Ballardini con due triple dà segni di vita.Così nel 2° quarto, quando il Geas trova il ritmo in attacco con Frantini che mette due bombe in rapida serie (una frontale dopo un taglio a uscire dall’area, che costa un cazziatone a Corradini perché non ha coperto in fretta; e una in transizione), intervallate da un canestro da fuori di Zanon, si arriva al 23-11 del 13’.
La voglia che ci mette la Bracco è da applausi: emblematica un’infrazione di 8” fatta commettere a Carson su pressing, così come fioccano i rimbalzi in attacco per le rossonere. E non viene concesso un tiro facile che sia uno.Ma è anche Venezia che ha l’aria di scherzare un po’ col fuoco, forse con una falsa sicurezza derivante dall’aver vinto netto gara-1 pur senza brillare particolarmente. Fatto sta che ti aspetti una reazione dalla Reyer e invece, per il momento, non arriva. C’è la terza tripla di Ballardini e ci sono 4 liberi di Andrade, ma di là c’è un flash di Tillis che segna su assist di Frantini e poi vola in contropiede lanciata da Penicheiro dopo un recupero di Crippa su Hayden. Pubblico che impazzisce:
Penicheiro contro Ballardini, Zanon sgomita con Carson, sullo sfondo il pubblico di Cinisello
A parte il palazzetto diverso, sembrava tutto come nella serie con Bologna dell’anno scorso: vieni da una sconfitta secca in gara-1, la metti sul piano dell’agonismo e porti a casa gara-2, a quel punto metti pressione alla “corazzata” e fai il colpo in trasferta in gara-3. Ricordava l’anno scorso, nel prepartita, anche il rinfresco offerto nell’androne del palazzetto, che fa imprecare Pruzzo (puntuale spalla più folcloristica che tecnica del qui scrivente) per aver già mangiato a casa e quindi non avere appetito:
anche in occasione di gara-2 con Bologna del 2008 si magnò, pure se allora, mi viene in mente adesso, il desco fu distribuito a fine partita.Inevitabile che la mente inizi a vagheggiare un’altra cavalcata-playoff. D’altronde, lo striscione appeso in cima alle tribune del PalaAllende lo dice chiaro: “Grazie per averci regalato un sogno”.
Secondo un allenatore lombardo là presente, da noi interpellato per un parere tecnico, Roberto Galli avrebbe cannato quintetto a inizio ripresa, mettendo Arturi e Twehues (al posto di Machanguana gravata di 3 falli) che non avevano quasi toccato il campo fino a quel momento;
Dopo 3’30” si è ricomposto il quintetto-base col rientro di Crippa e Machanguana, ma non è cambiato nulla, anzi Venezia ha innestato ulteriormente il turbo con 2 triple di Ballardini per il pareggio (37-37 al 25’ dopo un intercetto di Carson a Crippa), e quindi un lampo di Corradini che ha rubato a Crippa (sostituita da Frantini dopo la seconda persa di fila) ed è andata a segnare in contropiede subendo fallo da Tillis, per il primo vantaggio Reyer. Corradini, va dato atto, dopo un primo tempo incerto ha gestito piuttosto bene questi minuti-chiave al posto di Cirone. Penicheiro, dopo un lungo silenzio in attacco, sblocca l’impasse-Geas, ma dopo un erroraccio di Tillis da sotto, che ha fatto capire che l’americana era uscita dalla partita, l’ennesima sospensione di Carson dalla media ha siglato il +6 Reyer (41-47). Frantini si è conquistata bene due liberi e li ha messi, ma l’ultima azione dell’Umana è stata da manuale: servizio dentro per Hayden, raddoppiata, scarico fuori e Ballardini che infila dal lato sinistro (mattonella di serata per lei) per il 48-54 sulla sirena del 3° quarto.
Hayden, quando segni i tiri liberi, non c'è bisogno di farlo notare con ditini od ombrelli... Comunque alla fine decisiva
Il Geas ne ha ancora? Risponde Frantini, davvero in serata super, che all’inizio dell’ultimo quarto s’inventa prima un triplone di quelli che mette quando è in vena, cioè con ricezione e sparo a parabola altissima senza neanche prendere la mira; poi un recupero concluso in coast-to-coast per il 53-54.
Poi ci pensa la creatività di Hayden a scaldare l’ambiente: segna in giro e tiro, timeout Geas, secondo gestaccio di serata, andando verso la panchina, per la non esile pivot dell’81.
Ma parliamo di basket, che ce n’è tanto. Zanon accorcia dalla media per il 55-60. Mancano 6’30” e se il Geas riesce a frenare l’inerzia pro-Reyer può ancora giocarsela. Galli sceglie di rimettere Crippa per Frantini. Vero è che la Miky nazionale, dopo la fiammata, ha appena sbagliato un paio di tiri e perso un pallone; però ci pareva comunque più calda rispetto alla compagna.
Due errori di Crippa, sfortunati, uno in entrata e uno da 3, sono decisivi quanto la bomba di Carson per il 60-67 e poi l’entrata di Ballardini su azione convulsa per il 62-69 a circa 1’ dalla fine. Gli ultimi secondi servono solo ad arrotondare il punteggio sul 65-74, non prima che Galli conceda la standing ovation alle “big three”, che fa venire anche un po’ di tristezza perché per qualcuna di loro è forse l’ultima volta in maglia rossonera.
Marcatrici: per il Geas 15 Machanguana, 14 Penicheiro, 13 Frantini; per Venezia 23 Ballardini, 16 Carson, 12 Hayden.
Le due squadre salutano a fine gara; pubblico in piedi
Le reyerine (reyerone, nel caso di Hayden) si prendono gli hi-five del loro pubblico
L’atmosfera a fine partita è comunque di festa: Venezia giustamente fa passerella davanti ai suoi ultrà, le ragazzine di casa assaltano Penicheiro e compagne per autografi, foto ricordo, baci e abbracci. Roberto Galli parla di una grande stagione, presumibilmente quello che sottoscriverebbe il 99% dei presenti, salvo gli ingastriti. C’è tempo anche per vedere chi? Giorgia Sottana, la grande infortunata (ma perché Giauro non c’era? È desaparecida del tutto?), che saluta a sua volta i tifosi Reyer, poi nel dopopartita s’intrattiene anche coi dirigenti di Sesto. C’ha un accento veneto che fa paura, ragazzi...

C’è una carrambata anche per Meursault che viene avvicinato nientepopodimeno che da Hulkster, il noto incursore forumistico veneziano, che era lì nel drappello di tifosi al seguito, indossando una maglietta di Vujovic.
E man mano il piazzale del palazzetto si svuota, s’abbassano le serrande e arrivedàrci all’anno prossimo. When the music’s over, turn out the lights (cit.)
Penicheiro, the last time?
E chiudiamo con una rassegna video in esclusiva Comitato-YouTubero, con telecronaca di Giampiero Meursaultazzi (cliccare sopra il link voluto).
finale 1° quarto
finale 2° quarto
finale 3° quarto
da -3' a -2' circa dell'ultimo quarto
ultimo minuto di partita
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