venerdì 17 aprile 2009

E se c'ero dormivo (27) - A1: Geas-Venezia (quarti G2)

So this is the end.

Così presto, perdio: è metà aprile. L’anno scorso s’era andati avanti fino al 24 maggio. Ma si sa, le cose tutte lustrini e paillettes come l’A1 te le puoi godere per poco. Sei mesi e non di più: ci sono straniere che ti arrivano il giorno prima dell’inizio del campionato e hanno l’aereo il giorno dopo l’eliminazione. È il professionismo. :cry:
E dunque si chiude in gara-2 la stagione del Geas. In fondo va come da pronostico: 2-0 Venezia, che pur senza Sottana e Giauro resta una squadra di livello superiore alla Bracco. Basti pensare che tale Vujovic Aleksandra, Mvp della Coppa Italia poco più di un anno fa, la vediamo nel prepartita in borghese, fuori da un ingresso del PalaAllende di Cinisello, mentre parla al cellulare: secondo gli ultimi bollettini provenienti da Venezia, doveva giocare lei al posto di una Carson in apparente crisi, invece evidentemente all’ultim’ora ci han ripensato. Questo per dire dei lussi che si può concedere l’Umana rispetto a un Geas che ha le donne contate, e cara grazia che per tutto l’anno non ha avuto infortuni.

Quindi “nessun rimpianto, nessun rimorso”, come cantava Max Pezzali. Però è chiaro che se vai a +15 dopo 19’, qualche legittima illusione di arrivare a gara-3 ti viene, e se perdi di 9 ti resta un minimo di amarognolo in bocca. :( Partita “double face” se ce n’è una, con la Reyer inizialmente «troppo brutta per essere vera», come ha scritto il sito del club veneziano, poi autrice di un 3° quarto da antologia (13/17 al tiro di cui 5/5 da 3). Mentre la Bracco ha finito la benzina soprattutto in difesa, dove dopo 20 minuti di perfetta applicazione e recuperi in serie, la zona ha accusato ritardi nelle chiusure sulle tiratrici e poi, inevitabilmente, buchi anche in area per la necessità di uscire maggiormente sul perimetro, ma pure per i problemi di falli di Tillis e Machanguana.

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Lo stretching di capitan Frantini prima di una partita che l'ha vista tra le migliori

Alla fine è la solita storia per chi gioca contro il Geas: siccome in area è quasi impossibile entrare, almeno finché non arrivano i falli e il calo di energie, l'uovo di Colombo è metterla da fuori. E vale per la grande Venezia come per la più modesta Umbertide quando sbancò Cinisello: curiosamente +13 all'intervallo per il Geas in entrambe le occasioni, -11 allora e -9 mercoledì alla fine. :o: Si potrebbe quindi limitarsi a dire che Venezia per metà gara ha sbagliato tutto (7/22 al tiro e 14 perse) e per l’altra metà non ha sbagliato niente (21/32 e 8 perse), e potremmo chiuderla qui. «Il basket non è ingegneria nucleare», diceva il grande Red Holzman, coach dei Knicks anni ’70. :yes: In effetti la zona del Geas, a chiamarla semplicemente “zona bulgara” non ci vedo niente di offensivo: :blink: è una sapiente occupazione degli spazi, con mani rapide a intercettare passaggi e un bel muraglione che rende l’area un terreno minato, con in più il vantaggio che spendi pochi falli e ti stanchi di meno, perché con 40’ di uomo aggressiva Penicheiro, Tillis e Machanguana, che non escono mai (soprattutto le prime due), stramazzerebbero in campo; ma fa più figo chiamarla “zona adattata”, studiata a suon di ore e ore di video, perché segue i movimenti, i tagli e così via. Ma alla fine, puoi anche fare 200 ore di video, ma se non hai più la benzina per uscire sulle tiratrici, e quelle la mettono sempre, si fa notte. :wacko:
Altra semplice verità con cui potremmo chiudere qui: se la capocannoniera del campionato (Tillis) fa 8 punti di media in due gare, è difficile battere Venezia.

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Crippa riceve contro Nadalin

Ma insomma, già che è l'ultima volta si può anche abbondare nei commenti anziché deficere. Nel 1° quarto, per 5’ abbondanti (striminzito 6-6) si stentava da entrambe le parti. Poi il primo minibreak del Geas (13-8 al 10’) che trova buone cose in area da Tillis e Machanguana: la mozambicana va via facile a una Hayden inizialmente palla al piede (fino all’intervallo si fa notare solo per un erroraccio da sotto e per il primo dei suoi due gestacci al pubblico di casa, :grr: dopo un tiro libero segnato con palla che s’impenna sul ferro), come del resto una Jokic e una Nadalin forse non dannose, però incolori. In sostanza, battaglia tra le lunghe favorevole a Sesto, e non è così strano, ma è nelle esterne che non ti aspetti un’Umana così fiacca: palloni gettati, errori al tiro, e quel che colpisce di più, titubanze di alcune (soprattutto Carson) nel prendersi tiri pur con spazio. Solo Ballardini con due triple dà segni di vita.

Così nel 2° quarto, quando il Geas trova il ritmo in attacco con Frantini che mette due bombe in rapida serie (una frontale dopo un taglio a uscire dall’area, che costa un cazziatone a Corradini perché non ha coperto in fretta; e una in transizione), intervallate da un canestro da fuori di Zanon, si arriva al 23-11 del 13’. :clap: La voglia che ci mette la Bracco è da applausi: emblematica un’infrazione di 8” fatta commettere a Carson su pressing, così come fioccano i rimbalzi in attacco per le rossonere. E non viene concesso un tiro facile che sia uno.

Ma è anche Venezia che ha l’aria di scherzare un po’ col fuoco, forse con una falsa sicurezza derivante dall’aver vinto netto gara-1 pur senza brillare particolarmente. Fatto sta che ti aspetti una reazione dalla Reyer e invece, per il momento, non arriva. C’è la terza tripla di Ballardini e ci sono 4 liberi di Andrade, ma di là c’è un flash di Tillis che segna su assist di Frantini e poi vola in contropiede lanciata da Penicheiro dopo un recupero di Crippa su Hayden. Pubblico che impazzisce: :B): e di gente (nella giornata in cui si festeggia anche il match numero 600 per il Geas in A1) ce n’è davvero tanta, direi almeno 800, tra cui Dan Peterson e Gianmarco Pozzecco (arrivato, quest’ultimo, in ampio ritardo), così tanto per nominare i vip. Pochi invece da Venezia: ce ne ricordavamo di più per il recupero, pure quello infrasettimanale, a metà febbraio. Strano. Venexiani che cadono vieppiù in depressione quando Penicheiro fa un recupero magistrale su Ballardini che in entrata era ormai a un passo dal canestro; e quando Crippa con un libero porta al +15, poi confermato dalla neo-entrata Arturi sempre dalla lunetta, prima che Carson si sblocchi con una sospensione dalla media che limita i danni-Reyer a –13 all’intervallo (35-22).

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Penicheiro contro Ballardini, Zanon sgomita con Carson, sullo sfondo il pubblico di Cinisello

A parte il palazzetto diverso, sembrava tutto come nella serie con Bologna dell’anno scorso: vieni da una sconfitta secca in gara-1, la metti sul piano dell’agonismo e porti a casa gara-2, a quel punto metti pressione alla “corazzata” e fai il colpo in trasferta in gara-3. Ricordava l’anno scorso, nel prepartita, anche il rinfresco offerto nell’androne del palazzetto, che fa imprecare Pruzzo (puntuale spalla più folcloristica che tecnica del qui scrivente) per aver già mangiato a casa e quindi non avere appetito: :roftl: anche in occasione di gara-2 con Bologna del 2008 si magnò, pure se allora, mi viene in mente adesso, il desco fu distribuito a fine partita.
Inevitabile che la mente inizi a vagheggiare un’altra cavalcata-playoff. D’altronde, lo striscione appeso in cima alle tribune del PalaAllende lo dice chiaro: “Grazie per averci regalato un sogno”. :wub: Solo che poi è arrivata l’alba di colpo, e i sogni, com'è noto, all’alba muoiono. Non lo si intuisce subito, perché Venezia all'inizio del 3° quarto sciupa un paio d’occasioni, ma poi Carson si ricorda di avere un tiro in sospensione morbido come quei maglioni della pubblicità del Coccolino concentrato (non so se esiste ancora, ma è uno struggente ricordo d’infanzia), ^_^ e ne mette uno da due e uno da 3, prima che Nadalin sblocchi la siccità ospite in area segnando con una serie di piedi perno e passi d’incrocio contro Tillis (37-31).

Secondo un allenatore lombardo là presente, da noi interpellato per un parere tecnico, Roberto Galli avrebbe cannato quintetto a inizio ripresa, mettendo Arturi e Twehues (al posto di Machanguana gravata di 3 falli) che non avevano quasi toccato il campo fino a quel momento; :woot: così facendo avrebbe inceppato il meccanismo di squadra che aveva funzionato così bene fin lì. Può starci questa teoria, ma sono scettico che sia dipeso da questo, il cambio dell'inerzia della partita, anche perché il problema, in quei primi minuti, è stato soprattutto in difesa, anche se l’attacco ha prodotto solo 2 punti e un paio di perse in quel frangente. :unsure:
Dopo 3’30” si è ricomposto il quintetto-base col rientro di Crippa e Machanguana, ma non è cambiato nulla, anzi Venezia ha innestato ulteriormente il turbo con 2 triple di Ballardini per il pareggio (37-37 al 25’ dopo un intercetto di Carson a Crippa), e quindi un lampo di Corradini che ha rubato a Crippa (sostituita da Frantini dopo la seconda persa di fila) ed è andata a segnare in contropiede subendo fallo da Tillis, per il primo vantaggio Reyer. Corradini, va dato atto, dopo un primo tempo incerto ha gestito piuttosto bene questi minuti-chiave al posto di Cirone. Penicheiro, dopo un lungo silenzio in attacco, sblocca l’impasse-Geas, ma dopo un erroraccio di Tillis da sotto, che ha fatto capire che l’americana era uscita dalla partita, l’ennesima sospensione di Carson dalla media ha siglato il +6 Reyer (41-47). Frantini si è conquistata bene due liberi e li ha messi, ma l’ultima azione dell’Umana è stata da manuale: servizio dentro per Hayden, raddoppiata, scarico fuori e Ballardini che infila dal lato sinistro (mattonella di serata per lei) per il 48-54 sulla sirena del 3° quarto. :o: E i venexiani ora cantano “Ballardini Simona olè”. Uno show balistico impressionante della Reyer, per un parziale di 13-32 nel 3° quarto: partita rivoltata come un guanto.

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Hayden, quando segni i tiri liberi, non c'è bisogno di farlo notare con ditini od ombrelli... Comunque alla fine decisiva

Il Geas ne ha ancora? Risponde Frantini, davvero in serata super, che all’inizio dell’ultimo quarto s’inventa prima un triplone di quelli che mette quando è in vena, cioè con ricezione e sparo a parabola altissima senza neanche prendere la mira; poi un recupero concluso in coast-to-coast per il 53-54. :clap: :wub: Delirio e cori per la capitana, che essendo Venezia passata a zona, su ogni azione si sbraccia per ricever palla fuori dall’arco. Anche qui, per un attimo, s’inizia a sognare: Frantini trascina la Bracco al trionfo ribaltando l’inerzia quando tutto sembrava compromesso. Ma anche questo sogno fa “pop” in un amen, come una bolla di sapone mal soffiata. Infatti Cirone segna in arresto e tiro, Frantini si fa intercettare un passaggio e Carson segna in tap-in (salto siderale) su errore di Ballardini in contropiede (53-58); non solo, ma poco prima un altro contropiede di Ballardini è stato fermato da Tillis col 4° fallo. Tegola.
Poi ci pensa la creatività di Hayden a scaldare l’ambiente: segna in giro e tiro, timeout Geas, secondo gestaccio di serata, andando verso la panchina, per la non esile pivot dell’81. :angry: Il tifosissimo sestese che l’anno scorso passò alla storia per il batacchio del tamburo che gli finì in campo al Pala Dozza di Bologna, :D :D è imbufalito e si sposta sopra la panchina veneta per dirne quattro alla reproba. Per sua fortuna, c’è un bel plexiglas divisorio, altrimenti, dato che la giuocatrice non pare un esempio di perfetto self-control (se mostra ditini a un pubblico rose e fiori come quello sestese, come reagirà a Schio o a Taranto?), si rischierebbe un massacro, visto che il tipo non è un marcantonio. :blink:

Ma parliamo di basket, che ce n’è tanto. Zanon accorcia dalla media per il 55-60. Mancano 6’30” e se il Geas riesce a frenare l’inerzia pro-Reyer può ancora giocarsela. Galli sceglie di rimettere Crippa per Frantini. Vero è che la Miky nazionale, dopo la fiammata, ha appena sbagliato un paio di tiri e perso un pallone; però ci pareva comunque più calda rispetto alla compagna. <_< Vero anche, peraltro, che tra quando è uscita e quando è poi rientrata, a 3’ dalla fine per Zanon, il divario è rimasto pressoché lo stesso: Machanguana ha messo un libero per il –4 (56-60), ma poi ha preso in mano la situazione Hayden (grazie anche ai 4 falli sia della mozambicana che di Tillis), con un altro giro e tiro e poi un palleggio-arresto-tiro dal lato sinistro, colpevolmente lasciata libera dalla difesa-Geas: 56-64 a poco meno di 5’ dal termine. Sesto non smette di lottare, segna con Machanguana, poi con Tillis lanciata da un recupero in tuffo di Frantini su Corradini, poi con Penicheiro in entrata più aggiuntivo; ma ogni volta Venezia risponde.
Due errori di Crippa, sfortunati, uno in entrata e uno da 3, sono decisivi quanto la bomba di Carson per il 60-67 e poi l’entrata di Ballardini su azione convulsa per il 62-69 a circa 1’ dalla fine. Gli ultimi secondi servono solo ad arrotondare il punteggio sul 65-74, non prima che Galli conceda la standing ovation alle “big three”, che fa venire anche un po’ di tristezza perché per qualcuna di loro è forse l’ultima volta in maglia rossonera.

Marcatrici: per il Geas 15 Machanguana, 14 Penicheiro, 13 Frantini; per Venezia 23 Ballardini, 16 Carson, 12 Hayden.

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Le due squadre salutano a fine gara; pubblico in piedi

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Le reyerine (reyerone, nel caso di Hayden) si prendono gli hi-five del loro pubblico

L’atmosfera a fine partita è comunque di festa: Venezia giustamente fa passerella davanti ai suoi ultrà, le ragazzine di casa assaltano Penicheiro e compagne per autografi, foto ricordo, baci e abbracci. Roberto Galli parla di una grande stagione, presumibilmente quello che sottoscriverebbe il 99% dei presenti, salvo gli ingastriti. C’è tempo anche per vedere chi? Giorgia Sottana, la grande infortunata (ma perché Giauro non c’era? È desaparecida del tutto?), che saluta a sua volta i tifosi Reyer, poi nel dopopartita s’intrattiene anche coi dirigenti di Sesto. C’ha un accento veneto che fa paura, ragazzi... :blink2:
C’è una carrambata anche per Meursault che viene avvicinato nientepopodimeno che da Hulkster, il noto incursore forumistico veneziano, che era lì nel drappello di tifosi al seguito, indossando una maglietta di Vujovic. :P Bei momenti, ma lo stato d’animo, nonostante l’arietta di primavera incipiente, è quello crepuscolare di fine stagione. Le giocatrici del Geas vanno a fare l’ultima magnata post-gara (a un ristorante messicano, se ho sentito bene), quelle di Venezia salgono sul pullman, tutto finito e c’è chi ha già l’aereo prenotato per l’indomani. L’ultimo impulso del Comitato, visto che gli passano vicino Tillis e Penicheiro per salire sulla Ticha-mobile, è di gridare qualcosa di struggente tipo: “One more year, please! We need you”. Ma almeno per una volta bisogna avere il senso del ridicolo e soprassedere. :huh:
E man mano il piazzale del palazzetto si svuota, s’abbassano le serrande e arrivedàrci all’anno prossimo. When the music’s over, turn out the lights (cit.)

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Penicheiro, the last time?

E chiudiamo con una rassegna video in esclusiva Comitato-YouTubero, con telecronaca di Giampiero Meursaultazzi (cliccare sopra il link voluto).

finale 1° quarto
finale 2° quarto
finale 3° quarto
da -3' a -2' circa dell'ultimo quarto
ultimo minuto di partita

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