Sabato 4 era doverosa un’escursione nel giovanile per un Cavallino Bianco-Vittuone decisivo per l’accesso all’interzona nel campionato Under 17 lombardo. O meglio, decisivo solo in caso di vittoria delle locali, che in tal caso avrebbero preso 4 punti di vantaggio con 2-0 negli scontri diretti a 2 giornate dalla fine; altrimenti sarebbe stato tutto rimandato alla volata finale della stagione, con la variabile del +18 dell’andata che il Cavallino avrebbe potuto conservare o farsi rimontare.
Non c’è stato bisogno di calcoli perché il Cavallino ha vinto piuttosto nettamente e ha conquistato il secondo interzona in 2 anni dopo quello Under 15 del 2008, poi sfociato in una storica qualificazione alle finali nazionali. Vedremo come andrà quest’anno, certo con un gruppo sotto età (nucleo portante ’93-94; peraltro non è che Vittuone abbia molte ’92 a sua volta) sarà più arduo, ma questa squadra ha agonismo da vendere oltre alle doti tecnico-atletiche.
A questo viaggetto a San Donato Milanese, agglomerato urbano subito a sud-est di Milano, ci stimolava, oltre all’interesse per il risultato, il duello tra due dei maggiori talenti lombardi classe ’93 (non a caso nei giorni scorsi erano impegnate con la nazionale U16 di Lucchesi): Francesca Melchiori per il Cavallino e Ashley Ravelli per Vittuone. La prima è un play-guardia, figlia dell’allenatore (la gemella Serena è invece in panchina ma non a referto: è in fase di recupero da un infortunio di quasi un anno), la seconda è una guardia-ala di madre americana, così tanto per nominare un genitore a testa. Melchiori, che è del dicembre ’93, quindi quasi una ’94, in questi anni è diventata un “cult” a livello giovanile in Lombardia, ma non ha mai giocato un minuto a livello senior; Ravelli invece si è affermata già quest’anno come pedina importante, a volte persino decisiva, nel Vittuone di Riccardi che ha conquistato a sorpresa la semifinale-playoff in B1. Nessuna delle due, a dire il vero, era nella sua miglior giornata sabato, ma ci siamo divertiti lo stesso.
Entrambe le squadre contavano poi su una “spalla” di valore per la propria giocatrice di riferimento: l’esterna Camilla Conti, azzurrina ’94, nella squadra di casa; e Giulia Dal Verme, play delle altomilanesi. Per il resto tante giocatrici di complemento senza troppi palloni a disposizione (diciamo pure che spesso si giocava due contro due, in attacco; ma ci sta: non tante, a questo livello, sono in grado di costruirsi tiri o penetrare contro avversarie d’alta classifica) e col compito di difendere forte e piazzare qualche canestro per togliere pressione a Melchiori-Conti e a Ravelli-Dal Verme. Lavoro che hanno svolto meglio le “gregarie” del Cavallino: energia, rimbalzi in attacco, difesa forte a uomo per 40 minuti (davvero sorprendente la tenuta alla distanza di queste ragazze, considerando che hanno ruotato solo in 7), e l’ala Danesi si è fatta sentire pure in attacco; mentre per Vittuone quando sono calate le percentuali di Dal Verme e Ravelli non ci sono state alternative, salvo Farano che però si è sbloccata troppo tardi.
Prepartita: la panchina del Cavallino Bianco...
... e quella di Vittuone
Eppure l’inizio di Vittuone è stato a tamburo battente. Sospinte da due coach decisamente “carichi” (Ravera ha vinto la guerra dei decibel, Melchiori quella dei chilometri percorsi a bordo campo…), le due squadre partono a ritmi alti. Subito evidente la tattica di Vittuone che è basata sul limitare Melchiori, ed è comprensibile visto che all’andata ne ha messi 41 e che appena 3 sere prima ne ha segnati 38 nella partita persa di misura con le Leonesse. La strategia è di invischiare l’iperdinamica avversaria in una zona “camaleontica” che cambia continuamente assetto, facendo in modo che Melchiori si trovi sempre di fronte due se non tre difensori. A ciò si aggiunge che la punta di diamante del Cavallino non è in vena al tiro e sbaglia conclusioni abbordabili, sicché nel 1° quarto rimane a secco, inaudito rispetto alle sue medie.
Invece Ravelli e Dal Verme (inizialmente marcata da Melchiori, che poi andrà anche su Ravelli) vanno a segno puntualmente in entrata (Ashley anche con una tripla): 16 punti in due nel 1° quarto; e nelle primissime fasi ci sono due buoni tagli in area di Pirola su blocco cieco, conclusi con due canestri. Vittuone quindi dilaga? No, perché il Cavallino trova una Conti scatenata, che sfrutta i buchi lasciati dai raddoppi e rattripli su Melchiori con una scarica da 4/4 dall’arco, tutti tiri presi con sicurezza e meccanica da senior, notevole per una ’94.
Vittuone riesce comunque a salire fino a +7 (13-20) sfruttando il bonus presto raggiunto dalle avversarie, ma senza l’exploit di Conti sarebbe stato un +15 tranquillo. Così invece il Cavallino non si scompone e si riporta sul 18-20 al 10’, brutto affare per Vittuone che dà l’impressione di aver lavorato il doppio per ricavare uguale.
Dal Verme attacca contro Melchiori
Cambia tutto dal 2° quarto in avanti. Vittuone non vede letteralmente più il canestro, a partire da Dal Verme e Ravelli senza che le altre compensino; nel Cavallino invece si sblocca Melchiori con due contropiedi (la ragazza è un contropiede umano: ne abbiamo contati 10 da parte sua, sia realizzati che sbagliati. Quando parte in palleggio prende immediatamente un paio di metri sulle avversarie) e una bomba, c’è sempre Conti micidiale (segna anche un bel canestro in “reverse”) e, come detto, si fanno valere anche le altre. Il break non arriva subito (24-24 al 16’) ma con Vittuone che continua a sbagliare è quasi fisiologico che appena il Cavallino trova il ritmo, piazzi un 7-0 che vale il 31-24 all’intervallo. Ovvero 13-4 di parziale nel 2° quarto. Considerando il +18 dell’andata, la strada si fa parecchio in salita per le ospiti, che vincendo senza recuperare la differenza canestri porterebbero a casa una “vittoria mutilata”, come si soleva dire dalle nostre parti dopo la prima guerra mondiale (che cultura, ahò
). Conti a quota 17, Melchiori 7, di là Ravelli a 12 e Dal Verme 8.
Conti pensa al da farsi contro la zona di Vittuone: diciamo che di idee buone ne ha avute…
Ma Vittuone non porterà a casa nulla e lo si capisce all’inizio del 3° quarto. L’attacco rimane in crisi nera: manovra faticosa, la coppia Dal Verme-Ravelli non ha mai soluzioni facili a disposizione, o anche se hanno un po’ di spazio non la mettono più. Ravelli non prende nemmeno il ferro su arresto e tiro a centro area ed è un po’ l’emblema della crisi offensiva delle sue. La ragazza ha un fisico piuttosto massiccio e ciò, dovendosi costruire perlopiù soluzioni in avvicinamento 1 battendo in velocità 3 o 4 avversarie che la chiudono, le rende più difficile la vita rispetto a una Melchiori che tra contropiedi e cambi di velocità brucianti, si trova più spesso sola davanti al canestro. Non so se ho reso l’idea. ![]()
Ma attenzione che non è necessariamente un male per Ravelli, in prospettiva: quest’ultima ha un fisico e un modo di giocare già più temprato sulle esigenze del basket senior, mentre il gioco di Melchiori è tipico di chi domina a livello giovanile grazie a mezzi superiori (non solo fisici, beninteso: questa è una super-atleta ma ha anche tecnica, fiuto del canestro, eccetera), ma è difficile dire quante delle sue azioni siano esportabili tra le “grandi”. Doveroso specificare: sono solo impressioni tratte da una partita, non giudizi con la pretesa di etichettare queste ragazze; e comunque poco importa al momento, dato che si gioca per andare all’interzona e quindi è il Cavallino a ridere, volando sul 45-30 a metà 3° quarto dopo una bomba di Conti, una di Melchiori e una gran bella sospensione di Conti dai 5 metri in transizione su scarico di Melchiori (ci spiegano poi che Guido Cantamesse ad Azzurrina insiste molto su questo tipo di movimento: ottima cosa
perché pochi giorni fa dicevamo appunto come nel bagaglio tecnico delle italiane sia raro trovare la sospensione vera e propria). Ma non è finita: arriva un’altra “galoppata” del Cavallino con un 8-0 firmato Melchiori-Danesi-Quaroni. 53-30 al 28’, Vittuone k.o.
Duello tra azzurrine: Melchiori-Ravelli
Nell’ultimo quarto Ravelli viene comprensibilmente risparmiata per la partita di B1 dell’indomani: mossa produttiva visto che Ashley ne ha messi 14 e Vittuone ha eliminato Muggia… Qui a San Donato però la festa è tutta del Cavallino che ha un bel pubblico entusiasta di genitori e ragazzine (circa 70-80 i presenti, neanche male viste le medie del giovanile). Ravera gioca la carta della uomo e la mossa funziona perché il Cavallino perde palloni e non segna più; ma l’attacco ospite continua a stentare e così la rimonta arriva al massimo a –12: troppo poco per riaprire la partita. Negli ultimi minuti imperversa Melchiori, che continua a correre come una dinamo da una parte all’altra del campo mentre compagne e avversarie, esseri umani, calano vistosamente per la fatica, e Conti esce per falli (tallone d’achille della ragazza visto che le succede spesso e volentieri). Se ci fosse un misuratore dei kilowatt d’energia prodotti da ogni giocatrice, questa farebbe registrare una cifra da centrale elettrica. Anche se le sue percentuali restano modeste: se abbiamo contato bene, ha fatto 8/25 da 2 e 2/7 da 3, ovvero 10/32 dal campo per 23 punti. Molto più precisa Conti che ha chiuso con 22 punti, 3/7 da 2 e 5/8 da 3. Per Ravelli alla fine solo 12 punti (0 nella ripresa) con 3/9 da 2 e 1/6 da 3, Dal Verme finisce a 17 con 7/15 da 2, 0/5 da 3 e 3/6 ai liberi.
Punteggio finale 63-49, abbracci e baci per il Cavallino, a mani vuote Vittuone che comunque non ha moltissimo da recriminare: il suo piano-partita tutto sommato era giusto ed è stato seguito con coerenza, ma le avversarie ne avevano di più. Contando il +18 dell'andata è un verdetto che non fa una grinza.
Ravelli incazzosa mentre torna in panchina. L’indomani ha ritrovato il buonumore con la prima squadra
ESCLUSIVA YOUTUBERO: video dell'ultimo minuto con un canestro di Melchiori e la festa finale del Cavallino Bianco: clicca qua.
venerdì 10 aprile 2009
E se c'ero dormivo (26) - U17: Cavallino Bianco-Vittuone
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