La stagione di Sottana
Adesso che è passata una settimana abbondante dall’infortunio che ha chiuso anzitempo la stagione di Giorgia Sottana, come possiamo, a freddo, giudicare la sua stagione?
Il talentissimo dell’88 era tra le giocatrici più attese dell’anno, anche se dopo la partenza di Shannon Johnson il bastone di comando, che inizialmente pareva le sarebbe toccato “in toto”, le è stato assegnato in coabitazione con Cirone. Alla fine quindi il suo minutaggio è stato pressoché lo stesso, significativo ma non ancora da titolare: 21,8 contro 21,2 dell’anno prima. Non pare sbagliato dire che la stagione di Giorgia è stata con alti e bassi, come del resto quella della sua Venezia. Ci ricordiamo alcune prove memorabili, ad esempio contro il Cska Mosca in Eurolega, o contro la Croazia in nazionale. Quegli sprazzi, insomma, che non da ieri ma da anni fanno decisamente sognare, perché fa cose che tra le italiane non fa nessuna, e poi pensi che ha appena compiuto 20 anni (dicembre ’88) e una certa eccitazione ti viene.
Ovvio: avercene, di italiane così. Ma le aspettative sono alte. E siccome più di una volta le è capitato di essere incolore, di non incidere, resta ancora la sensazione di qualcosa di incompiuto. Nelle sue cifre 2008/09, più del dato sui punti (calato lievemente da 6,6 a 6,2) o di quelli delle percentuali (anche queste in lieve ribasso), colpisce il 2,6 di valutazione media contro 4,4 dell’anno passato. Qualcosa vorrà pur dire. In fondo, a ben vedere, i suoi 20 anni sono “finti”, perché come detto è già da parecchio che milita in A1: il suo razzo è ancora in fase di decollo o è ormai vicino a raggiungere la quota di navigazione che terrà nella parte centrale della sua carriera?
Se qualcuno ha da dire al riguardo, parli, anche se purtroppo sono discorsi che passano in secondo piano dopo questo nuovo crac al ginocchio che dopo il lungo stop del 2005 la terrà di nuovo ferma, pare per 6 mesi, facendole saltare anche gli Europei.
Marija, se non c’Eric tu…
Parliamo un attimo di chi è già in vacanza. La stagione di Napoli è stata alquanto tribolata, tra ridimensionamento economico e partenza anticipata di Scholanda Robinson e prima ancora della finlandese Tuukkanen. Alla fine il nono posto può essere visto sia come bicchiere mezzo pieno che come mezzo vuoto. Certo per una squadra finalista l’anno scorso, tricolore due anni fa e campione di Fiba Cup nel 2005 (sembra passata ‘na vita), accontentarsi della salvezza diretta è difficile, ma l’organico c’entrava poco con quello del recente passato. Certo, evitando di farsi battere a Ribera nella ripetizione, arrivava l’ottavo posto, ma con ogni probabilità l’unica differenza era che le vacanze iniziavano 12 giorni dopo.
C’era anche il rischio di finire ai playout, visto che Livorno, all’ultima giornata, non era in vena di regali, ma ci ha pensato Marija Eric, e chi se no? Il play tascabile ha firmato 32 punti con 6/9 da 2, 5/7 da 3, 5/6 ai liberi e 36 di valutazione. S’è visto di peggio...
Ticha no delicha e Ice not so nice, ma mercoledì è un altro giorno
Abbiamo accennato a Penicheiro e alle classifiche individuali: merita una menzione il dominio della portoghese e di Tillis in 4 diverse graduatorie: Ticha appunto in assist e recuperi, Iciss nei punti e rimbalzi. La lunga, a conferma della mano morbiduccia che si ritrova, è arrivata pure seconda nei tiri liberi. Certo però che sabato sera tutto ciò è parso sbiadire di fronte alla controprestazione cui le due sono state costrette dalle difesa di Venezia: Penicheiro 4 punti con 1/4 da 2, 5 perse e 0 assist (5 di valutazione), Tillis 6 punti con 3/11 dal campo, 7 perse (-4 di valutazione) e come ciliegina sul bagnato s’è fatta espellere con un quarto ancora da giocare.
Di positivo, in tutto ciò, c’è che mercoledì in gara-2 avranno una gran voglia di rifarsi; quel che è certo è che senza un apporto consistente delle due superstar (e di Machanguana) è quasi impossibile battere Venezia, per quanto Zanon sia parsa in discreto spolvero e le esordienti non si siano fatte travolgere.
Il precedente incoraggiante? L’anno scorso il Geas fu bastonato a Bologna in gara-1 dei playoff di A2, poi vinse una gladiatoria gara-2 e fece il colpo al PalaDozza in gara-3. Dice qualcuno che Ticha & Iciss hanno già le valigie pronte; il che è normale perché se si perde mercoledì, si parte l’indomani o poco più tardi, è la prassi (l’anno scorso, quando andammo a Parma alla vigilia di gara-2 di playoff, le straniere parlavano di valigie, viaggi e appartamenti da svuotare), ma pensiamo che siano loro le prime a volerle tenere in conserva più a lungo possibile, ‘ste valigie.
Lampi nella noia
Diciamo la verità: non è che questo primo giro di playoff abbia offerto “emozioni veri”, come diceva il grande Filippo Nardi di un Grande Fratello d’antan.
Ma archiviamo, va’).E diciamo un’altra verità: era durissima, mentre Faenza e Parma inizialmente si producevano in una riffa di errori da mani nei capelli, resistere allo zapping mentre su Sportitalia andava in onda Miami-New York dell’Nba con Dwyane Wade che ne metteva 55…
E nei playout, sempre in chiave azzurra, fa piacere segnalare la prova di Benedetta Bagnara che nel blitz di Livorno a Pozzuoli ne ha messi 20 con 11/11 ai liberi, 4 assist e 29 di valutazione, seconda solo al +31 della compagna Gaither.
Maiora-nooooooo!!!!
Tanto per concludere il ponte di Pasqua con una bella scarica di bestemmioni, utili a disperdere quel minimo di santità acquisito rinunciando alla pizza con salsiccia durante i venerdì di Quaresima, è arrivata una tragica notizia da Umbertide-Ribera: dopo soli 7’ di gioco, Masha Maiorano s’è infortunata alla caviglia già distorta circa un mese e mezzo fa in allenamento.
La sua partita è finita lì; per fortuna le compagne sono riuscite lo stesso a portare a casa l’1-0. Secondo il nostro informatore presente là sul campo, all’inizio sembrava un “season ending injury”, cioè a dire bye bye Maiorano fino all’anno prossimo, compreso il torneo di Binzago (il che sarebbe il peggio), invece secondo gli ultimi aggiornamenti, proverà una terapia d’urto per essere in campo giovedì, foss’anche a mezzo servizio, mentre Binzago non se ne parla neanche di saltarlo.
Comunque è una gara a eliminazione, quest’anno: con le infortunate (o dileguate tipo Porter e Carpreaux) delle 12 squadre, si farebbero un paio di team più che competitivi. Una tristezza.
Nessun commento:
Posta un commento