Mercoledì 8/10 - Silvia Gottardi scrive e Giorgia Sottana replica. Il blog della "Frizzantissima", in due settimane, è già diventato un riferimento. E come stupirsene? La tipa ha il dono di non essere banale. Dopo la Supercoppa di domenica 28, aveva fatto notare l'esultanza fiacca, se non inesistente, da parte di Schio, e ora il blog ospita la replica di Sottana: "Appena ho letto il tuo articolo ho sentito uno strano fastidio dentro lo stomaco, mi sentivo quasi offesa dalle tue parole. Ho trovato che ci fosse un filo di provocazione. Poi mi sono chiesta perché quelle tue parole mi facessero così “male”, e sebbene ancora trovare le risposte non sia facile, credo che il motivo vero sia che: hai ragione”.
Segue un'interessante riflessione dell'ex talento prodigio sulla difficile condizione psicologica di chi, se vince, ha solo fatto il suo dovere mentre se perde è un fallimento totale. Questo è vero (ma siamo sicuri che stia meglio chi non vince mai?), però, quanto all'esultanza, trovo più che giusto se Schio non fa scene di giubilo per una Supercoppa vinta in casa contro un'avversaria monca d'una straniera e già battuta innumerevoli volte. E' un segnale che si punta a ben altri obiettivi. Schio deve centrare le Final Eight di Eurolega e se possibile le semifinali: allora sì che le verrà voglia di esultare.Mercoledì 8/10 - Stato alla presentazione di Carugate, in un ristorante ottocentesco ubicato nel folto del parco di Monza. Suggestivo perché si entra in macchina nel cuore del parco, costeggiando l'autodromo e percorrendo una lunga discesa; peccato che essendo buio non si vedeva quasi nulla.
La serata s'è svolta secondo il rituale di ogni vernissage d'inizio anno, quindi essendo notizia quando "uomo morde cane", cioè quando qualcosa esula dal copione, segnalo il battibeccuccio tra il politico di Carugate che annuncia "tra due anni avremo il nuovo palazzetto, così finisce l'esilio a Pessano", e il suo collega di Pessano che quand'è il suo turno ribatte: "ma quale esilio, strunz?" (non con quel termine, ma il concetto era quello).
E poi, al momento del rinfresco, spunta la sorpresa: una tipa altissima, bionda, giovane, aria da slava ma poteva anche essere una del vivaio di Carugate che è pieno di biondine, e invece si apprende essere un'ucraina del '96 da pochi giorni in prova da coach Cesari. Be', non so quanto sappia giocare ma, come diceva Buddha, "i centimetri non si insegnano", e questa è due metri veri. Mi ricorda Cesnaviciute, il pinnacolo lituano che giocò a Priolo e Bologna: certo costei non era granché, ma un livello simile farebbe comodo a una Carugate il cui difetto, e lo sanno bene, è la mancanza di stazza, perché le uniche lunghe sono le sottili De Gianni e Cagner.
A conclusione, però, bisogna notare come, in questi anni di crisi, alle presentazioni di Carugate si sia sempre respirata una frizzante (ma non grossolana) aria di benessere e ottimismo. Una tregua dal piagnisteo collettivo fa bene al morale.
Giovedì 9/10 - Ma torniamoci subito, al piagnisteo. Siamo sotto attacco nucleare: l'Italvolley donne è in semifinale ai Mondiali. Farà altre 3 partite da almeno 11.000 spettatori, mercoledì con gli Usa l'hanno vista 1 milione e mezzo di spettatori su RaiSport (fortunatamente il pachiderma Rai per ora la confina sul canale tematico, se no il botto di audience sarebbe totale).
Sabato la semifinale sarà in contemporanea con il derbissimo Geas-Carugate: a giudicare dai garruli tweet (o status Facebook) di molti esponenti del nostro basket, vien da pensare che preferiranno godersi le squinzie del volley, ovvero coloro di cui poi si lamentano che ci svuotano le palestre.
Mi consolerei se, almeno, quelle teste di legno del maschile aprissero gli occhi su quanto giovi a ogni sport coltivare la propria parte femminile (chi è così fesso da far marcire una parte del suo giardino e compiacersene pure?). Anche qui la coerenza regna: costoro che si vantano di schifare il basket donne perché inferiore al maschile, poi s'indignano se uno gli fa notare che le loro beneamate "minors" maschili fan cagare assai di più, in confronto col grande basket che pateticamente scimmiottano.
Nella foto: Carugate tutta sorrisi alla presentazione di mercoledì [foto di Marco Brioschi].

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