domenica 5 ottobre 2014

La week en rose (8 - Spagna e Usa finaliste ai Mondiali)

Sabato 5/10 - Sparo d'avvio delle danze 2014/15 per A1 e parte di A2 e A3. Qualche considerazione spicciola sull'A1 dopo i rosters pubblicati nelle puntate scorse. E' probabile che persista il problema della spaccatura tra le prime 6 (circa) della classe e il resto. Ci sono squadre che oggettivamente potrebbero essere di A2 se non fosse per le straniere. L'impressione è che, viste le condizioni economiche non strepitose che offre il mercato attuale, in molti casi giochi in A1 chi si rende disponibile, non necessariamente coincidente col meglio su piazza. Sì, in parte già succedeva in passato, ma appare un fenomeno in aumento. Il lato positivo, specie considerando l'aumento a 14 squadre e il calo delle straniere, è che viene offerta un'occasione di alto livello a tante ragazze, qualcuna delle quali la meriterà di sicuro.

In generale potrebbero svolgersi due campionati in uno, entrambi interessanti al loro interno perché equilibrati.
Gli organici sono cambiati parecchio. Big, non big, neopromosse: gran rimescolamento generale di giocatrici. Di che cosa sia segnale, non lo so ma si nota.
Chi ama i teams giovani, seguirà sicuramente con affetto Trieste, e in seconda battuta Battipaglia.

Sabato 5/10 - Già che parlavamo di un panorama della comunicazione alquanto frizzante (anche se lontano dai media che contano), va segnalata la nascita di "LBF Magazine", rivista online della Lega Basket Femminile. Il primo numero consta di 16 pagine, di cui alcune di pubblicità (ma forse è meglio un contenuto agile che una melassa indigeribile), e s'avvale delle collaborazioni di BgTalks (il sito dove scrivono le giocatrici, che prova a rilanciarsi ora dopo essersi stoppato l'anno scorso nel giro di un mese o due), con Benko che dà consigli alle giovani d'oggi; e di Basketinside, ovvero Daniele Tagliabue, che presenta i campionati di A2 e A3. Approfittiamone per vedere chi dà favorite: in A2 girone A, Genova su Geas; girone B Ferrara su Virtus Cagliari; girone C Ariano Irpino su S. Marinella; in A3 girone A, Costamasnaga su Castelnuovo Scrivia; girone B, Progresso Bologna (c'è Zanoli!) su Udine; girone C, Palermo su Ancona.
Scorrendo i rosters di A3, a proposito, viene da rimpiangere la sua chiusura imminente, perché molte di quelle giocatrici finiranno nel buio della B e non lo meritano. Anche se la copertina di questo LBF Magazine parla di "mondi sconosciuti dell'A2 e dell'A3", e se lo dice la Lega stessa, vuol dire che A2 e A3 già ora sono al buio... :woot:

Sabato 5/10 - Spagna e Usa in finale ai Mondiali. Per le iberiche è la prima volta, ma il giusto coronamento di un decennio d'oro nelle giovanili, di cui questa nazionale è il logico prodotto. Gradita sorpresa di Sportitalia, che all'ultim'ora prende i diritti di semifinali e finale e mette Franz Pinotti, coach Sanga, a far da commentatore tecnico. Peccato per la concomitanza con la Supercoppa maschile su RaiSport, ma insomma qualcuno le avrà pur viste, le donne.
La Spagna spegne il sogno della Turchia davanti a 9.200 spettatori all'arena del Fenerbahce. Le turche impongono il loro solito punteggio basso e ritmo paludoso (41-39 per le castiglio-catalane al 30'), ma nell'ultimo quarto la Spagna rompe i freni con una scatenata Torrens (28). Anche la solita Lyttle (18+12 rimba) fa la differenza. Le ottomane vanno bene in area con la sempiterna Yilmaz e la naturalizzata Sanders (18 a testa), ma stentano in regia e con le esterne. Finale 66-56.
Poi Usa-Australia, la classicissima, 3 volte finale olimpica nel decennio scorso. Australia che è l'unica ad aver soffiato un oro alle americane nell'era Wnba, cioè dalle Olimpiadi '96 a oggi. E marsupiali che escono con onore, impegnando a tratti non brevi le più forti yankees. Le quali però, con la qualità diffusa che hanno, non dipendono da nessuna, possono permettersi minuti sottotono perché, prima o poi, due o tre che s'infiammano le trovano, e in ogni caso la pressione difensiva costante macina le avversarie, che hanno un margine d'errore ridottissimo perché basta poco per innescare il contropiede americano, e quando vai sotto non rimonti più. Anche se, a dire il vero, dopo aver subìto il break nel 2° quarto (complice l'uscita di Penny Taylor con 3 falli), le cangure sono tornate sul -6 nel terzo (49-55) e poi ancora nel 4° (55-61), però lì è arrivata la scarica micidiale e definitiva degli Usa, con una concretissima Charles (18 punti) mvp di giornata (meglio lei di Griner, nell'occasione). Le solite Taurasi e soprattutto Moore dominanti sul perimetro, ma come da copione. Per l'Australia bene all'inizio Tolo, l'emergente lunga (ficcante nelle incursioni con partenza dal post alto), gran secondo tempo di Phillips (19) contro le compagne di Phoenix Taurasi e Griner, peccato per le assenze di Jackson e Cambage, che potevano rendere il confronto più equilibrato. Così comunque l'82-70 è dignitoso, anche se mai è parso che l'Australia potesse vincere.

Nella foto: la prima pagina di "Marca", il quotidiano sportivo spagnolo più diffuso, all'indomani della vittoria in semifinale.


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