domenica 12 ottobre 2014

La week en rose (12)

Venerdì 10/10 - Vigilia dell’inizio dell’A2 girone A. Definito girone di ferro in rapporto al B, e può anche essere vero ma lo vedremo quando s’incroceranno nella seconda fase. Certo, se il riferimento sono i risultati dello scorso anno, non c’è paragone perché, nell’A, compaiono 3 semifinaliste playoff 2014, più Broni e Milano che hanno fatto la poule-promozione; e una sola matricola; nel B hai zero reduci dai playoff, 3 dalla poule-promo, 1 ripescata (Biassono) e due neopromosse.

Dunque girone A di estremo interesse. Genova è quella che s’è fatta più notare sul mercato, con Diene, Visconti, Vanin e la croata Bozic introitate su un gruppo già forte anche se, certo, Martina Bestagno è salita in A1 e non è poco. Precampionato brillante battendo pure Torino. Le sabaude hanno cambiato meno, però il play americano O’Rourke, che sostituisce la convalescente Montanaro, è eccellente a detta di chi l’ha vista. In più c’è Riccardi sotto canestro; Quarta, Coen e le giovani rampanti a far da zoccolo duro. E che dire del Geas? Non c’è più il talento supremo di Zandalasini, ma non è detto che la concretezza sia inferiore, perché c’è Laterza che farà (al 99,9%) meglio di Burani, c’è la coppia Arturi-Gambarini che come trazione posteriore fa paura, poi una Kacerik e una Barberis, nazionali giovanili, che sono come nuovi acquisti visto che l’anno scorso giocarono poco per infortunio. Per tutte e 3 queste squadre, va inoltre considerato che l’anno scorso erano matricole in A2 (eppure dominarono), ora si giovano anche dell’esperienza accumulata. Quindi è lecito pensare che siano ancora più forti, a prescindere dalla lista dei nomi. Da seguire l'avventura di Cinzia Zanotti da capo allenatore.
Broni è un’incognita. Nomi di primo o quantomeno non terzo piano (Georgieva, Corradini, De Pretto, Bona, Accini, Pavia, ora è arrivata anche Contestabile), si parla molto bene della giovane Bonvecchio (da Riva del Garda), ma il crac di Zampieri è una tegola che ci vorrà tempo per assorbire. Certo come potenziale è da prime quattro.
C’è spazio per un altro inserimento? Milano e Carugate sperano di sì. Ma non sono ossessionate dall’idea. Il Sanga rischiava grosso, a inizio estate. Poi ha messo insieme un organico interessante: Calastri e Vujovic sotto canestro, bella coppia; Maffenini e Gottardi sul perimetro, idem. C’è l’incognita della regia (Rossi, ’94 dalla B, è debuttante); la panchina è corta anche se non come l’anno scorso. E Calastri è fuori un mese, tegola. C’è però l’entusiasmo di un nuovo ciclo, sia in campo che fuori.
Carugate è neopromossa e ha fatto un mercato lungo quanto la gamba: Stabile e Frantini, le migliori tra le giocatrici libere in zona; confermato il nucleo della promozione (e la cosa mi piace), i problemi sono stati aver perso Schieppati rispetto ai piani (Viganò e Mazzoleni erano previste), e non esser riusciti a strappare Calastri a Milano; sicché la squadra è leggerissima nelle lunghe, mentre sul perimetro va trovata un’alternativa a Frantini, così come non si può tirar troppo il collo a Stabile.
Le due sarde: Selargius cliente difficile, soprattutto a casa sua; non so quanto valga la straniera ma Dell’Olio e Di Costanzo sono acquisti interessanti, con una chance di avere quello spazio sinora mancato loro. Alghero, se il girone è di ferro, sembra il vaso di coccio (con rispetto parlando), perché ha tenuto solo Azzellini e le altre son tutte dal ’96 al ’98; all’ultim’ora ha preso la gloria spagnola Sanchez ma a 38 anni non può essere quella d’un tempo.

Venerdì 10/10 – Confronto volley/basket, tormentone di questi giorni. Rincariamo la dose in un impeto masochista. Leggo sulla Gazzetta che 24 giocatrici di questo Mondiale faranno parte del campionato italiano. Di pallavolo, s’intende. Dal Mondiale di basket alla nostra A1, quante? Zero, se non stiamo errando. :woot:
Uno dice: e be’, ma il conto della pallavolo è viziato dalle 14 della nazionale italiana. Sbagliato, perché ben 7 di loro giocheranno all’estero. Contro una cestista nostrana (ci risulta), Elena Bestagno che è andata in Belgio (non consideriamo le varie che sono andate negli Usa al college: scelte di studio più che di basket). Le nostre non vanno altrove per mentalità casereccia o perché non le chiamano in quanto non sono all’altezza? Quasi quasi spero la seconda, perché altrimenti rassegnarsi a stare in un campionato italiano dove, se non sei a Schio, non esci dai patrii confini, e dove gli ingaggi sono spesso esigui (e magari nemmeno onorati fino in fondo), è riduttivo.
Altro dato: nei roster delle 4 semifinaliste del Mondiale di basket testè concluso, c’erano varie giocatrici ex campionato italiano, ma solo Martinez e Summerton hanno militato da noi dal 2007 in avanti. Giocatrici come Yilmaz, Snell e la divina Taylor non si son più viste dopo quella data. Quindi il 2007 (o dintorni) appare uno spartiacque tra un campionato ancora di un certo livello, seppur già in declino (negli anni ’80 almeno mezza nazionale Usa avrebbe evoluito dalle nostre parti, ora non se ne vede l’ombra), e quello attuale che è periferia assoluta dell’impero.

Sabato 11/10 – Altro tema che abbiamo trattato in queste settimane d’inizio stagione è quello della comunicazione. L’ultima di tante nuove iniziative è la diretta streaming, da parte di un sito sardo, delle partite delle compagini isolane di A2. “La TV in rete e in presa diretta è il futuro della comunicazione; offrire un prodotto in differita, capace di raggiungere una platea limitata, significa oggi offrire un prodotto obsoleto e superato”, dice il giornalista responsabile dell'iniziativa. Quasi un’indiretta stroncatura alla novità delle differite su Lombardia Sat da parte di Geas e Carugate. Boh, premesso che la differita è comunque già qualcosa, è vero che la diretta è più stimolante, ed è vero che è il trend del momento (l’A1 ha annunciato lo streaming totale delle sue partite), ma il timore è che per l’A2 non ci sia una platea così vasta di persone disposte a passare due ore filate al sabato pomeriggio o sera davanti al computer o al tablet. La differita tv, dal canto suo, si giova di una piattaforma più frequentata ma non offre la suspense per il risultato. D’altra parte, se i costi sono contenuti, val la pena provare: sia la diretta che la differita. Anche se la presenza di un reale ritorno per l'investimento non è certa; e poi non sono sicuro che una partita di A2 sia altrettanto gradevole in tv quanto lo è dal vivo, perché per essere "spettacolo da tv", il requisito è più alto. :unsure:

Nella foto: il Sanga ha diffuso molte immagini allegre in questa prestagione. Per le premesse che c'erano a inizio estate, ha ottimi motivi per sorridere.

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