Sabato 11/10 - Ho scritto queste righe dal nuovo Burger King di Varedo, sulla strada verso casa dopo aver assistito a Geas-Carugate, dove mi son fermato per festeggiare con un pur disgustoso frappè la sconfitta dell'Italvolley per mano della Cina. Varedo è la città di Alessandra Calastri, purtroppo infortunata; e senza di lei Milano, stasera, ha incassato un tremendo -51 da Torino.
Ma qui parliamo del derby vinto dalle padrone di casa con un +16 (70-54) che alla vigilia era uno degli scarti più pronosticabili.
In tribuna anche una persona che non avrebbe voluto esserci: Vaccaro, coach di Genova, che ha rinviato la partita con Alghero per la sciagura dell'alluvione. C'è anche Paolo Fassina, che via cellulare seguirà in diretta la vittoria del gemello Stefano contro Muggia. Ci sono i genitori Maiorano, i genitori Rovida, ovviamente i genitori Frantini, i genitori Arturi e molti altri; è tutta una famiglia, il nostro femminile.
L'impatto con la categoria del team di Cesari, ma anche il debutto di Cinzia Zanotti da capo-allenatore senior; capire come cambia il Geas senza più Zandalasini ma con un centro vero (Laterza), o come s’innestano due veterane di primo livello, Stabile e Frantini (ex di turno), su un gruppo in buona parte all’esordio in A2. Queste alcune delle tante curiosità.
Il primo tempo è godibile. La superiorità del Paddy Power traspare dopo poche azioni, ma le rossonere sprecano molto (chiuderanno con 22 perse) e dopo 5 minuti è solo 6-3. Carugate fatica a macinar gioco contro la uomo avversaria, che però esaurisce presto il bonus e allora Frantini, francobollata da un mastino come Kacerik, si procura di mestiere 6 liberi che trasforma tutti, riportando le sue a contatto (16-15 al 10’) dopo un +9 sestese su triple di Arturi e Beretta.
Si viaggia a elastico anche in uno scoppiettante 2° quarto. Il Geas si distende in velocità, soprattutto con una tonica Galli; ben 6 contropiedi nei primi 5’ della frazione, orchestrati da Arturi (7 assist; ben 20 totali di squadra), eludendo la zona schierata da Carugate già da metà 1° periodo. Zona bucata anche da Giorgi con 2 triple, e da Gambarini coi suoi plastici arresto-e-tiro dalla media. Però le ospiti non subiscono senza reagire: primi punti di Stabile (costretta al super-lavoro in regia, fatica a finalizzare) e Casartelli, entrambe dall’arco; bomba anche di Colombo alla sirena dell’intervallo. Applaude lo stato maggiore carugatese (il main sponsor e il patron Gavazzi) seduto sotto di noi. Un 42-34 incoraggiante per la Castel, a patto però di non essersi tirata il collo per reggere i ritmi superiori delle avversarie.
Il timore è fondato e, infatti, la benzina finisce per Carugate, col Geas che nel 3° quarto scorrazza a piacimento. Un’altra riffa di contropiedi, alternata a servizi in area per Laterza e Barberis, spacca la partita con un 13-2 a cui, si fa presto a intuire, le ospiti stavolta non avranno la forza di replicare (infruttuoso il ritorno a uomo). Frantini, logorata dalla faticaccia compiuta nel primo tempo per sudarsi ogni punto (le era già successo in entrambi i confronti col Geas dello scorso anno), fa 2/14 nella ripresa; si spegne, ma forse è un caso, dopo che una prodezza allo scadere dei 24" le viene annullata per tempo scaduto (da moviola).
Nell’ultimo periodo De Gianni, con qualche bell’1 contro 1, rende dignitoso lo scarto finale per Carugate; è lei con 15 la miglior marcatrice per le sue, contro i 16 di Gambarini (lampi di genio ma soprattutto concretezza) per il Geas. Laterza in doppia doppia (12+12) pur convincendo a sprazzi; Frantini 14 ma con 4/21.
Margini di miglioramento per entrambe le squadre: Geas a tratti farraginoso (anche se è un effetto collaterale del suo marchio “gioventù e corsa”), qualche spreco di troppo (pure da Laterza nonostante il 6/10); Carugate con lo scotto dell’esordio nella categoria e una fisicità da alzare: certo, i chili non s'inventano, ma 3 tiri liberi concessi alle avversarie nei primi 30' non sono indice di buona difesa, casomai il contrario. Il timore è che, se contro il Geas si è sofferto in fase di chiusura in area, contro squadre ancor più ruvide e stazzate vada peggio. In attacco occorre perfezionare la saldatura tra il duo Stabile-Frantini e il resto del plotone, specialmente le esordienti: ma è normale.
In ogni caso troppo presto, e partita troppo impari, per trarne previsioni sulla stagione di ambo le compagini.
Nella foto: le due squadre schierate nel minuto di raccoglimento per l'alluvione di Genova. Si nota il nuovo tabellone elettronico al "PalaNat".

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