Domenica 5/10 - La nuova vita cestistica di Masha Maiorano. Dopo 10 anni di A1, una semifinale scudetto con la Comense, il primato nella percentuale da 3 punti in un'edizione di Fiba Cup con Parma, un'apparizione in Eurolega con Schio marcando Diana Taurasi. Insomma, la gerla carica di ricordi anche se non di trofei, perché, purtroppo, per le giocatrici non di primissimo piano, o capiti nella squadra dominante oppure non vinci nulla. Potevamo mancare alla prima partita in A3 dell'antica idola di questo forum?
Ovviamente no, ed eccoci quindi sgommare sulla collina di Costa Masnaga, nell'aria tiepida ma frizzante del tardo pomeriggio della prima domenica d'ottobre, mentre la plebe italica respira i veleni di Juve-Roma di calcio.
Di fronte c'è Moncalieri, squadra da seguire con simpatia perché sono tutte tra il '96 e il '99. In pratica il settore giovanile di Torino. E proprio le due già rodate dall'A2 di Torino, Rosso e Albano, risulteranno le più deludenti, litigando col ferro. In compenso ci piacciono l'aletta (o guardia alta) Chiabotto, l'ala Baima, la mezza lunga Trucco. Moncalieri fa quel che deve fare, pressa, morde e corre, mentre in attacco cerca penetrazioni e tagli, mancando però di alternative da fuori, dove non segna proprio mai.
Così, già sul finire del 2° quarto, dopo essersi fatta riavvicinare a -2 per qualche dormita difensiva, Costa scava il fossato, semplicemente per fisiologica superiorità. 33-20 all'intervallo, poi anche +21 nel terzo, con buona varietà di soluzioni da sotto e dalla lunga. Finisce 75-57 con la capitana Longoni (tascabile del '91) mvp a suon di 17 punti, 10 rimbalzi, 6 recuperi e 11 falli subiti.
E Maiorano? Ne fa 14 con percentuali non brillanti (5/18), pagando l'1/7 da 3 e un po' di sfiga in alcuni tiri che entrano ed escono. Sprazzi di classe a corrente alternata, però la sua presenza alza comunque il tono della squadra. Deve, ma è logico, riadattare il suo gioco a qualcosa di molto diverso da quello che ha fatto per 10 anni (ossia soprattutto stazionare sul perimetro per le triple sugli scarichi delle straniere).
Qui in A3 può giocare anche vicino a canestro (e lo ha fatto), però deve abituarsi che si pigliano tante botte e l'arbitro osserva senza intervenire (non che in A1 fischino tutto, peraltro; ma Maiorano in A1 s'avvicinava poco al ferro, qui spesso). Forse le gioverebbe qualche chilo in più, perché negli anni s'è fatta ossuta. Ma ovviamente nessuna donna normale accetta il consiglio di prender peso,
Lunedì 6/10 - Gli auspici su un fiasco colossale del Mondialvolley non si stanno realizzando. L'Italia può ancora restar fuori dalle medaglie, però bisogna ammettere che il successo promozionale è notevole. Pare che il Forum di Assago sarà esaurito per l'ultima fase, e che la partita di domenica con la Cina abbia avuto quasi 800.000 di audience tv: immaginatevi l'effetto che avrebbe una finale per l'oro, su Rai3 o simili, in prima serata. Roba che dovremmo incatenare le nostre ragazzine per impedire la fuga di massa verso le palestre del volley.
Mi chiedo però se guardando agli altri paesi l'Italia sia un caso così raro (cioè dove il volley donne va forte e il basket langue). Di sicuro in Spagna e Francia il basket femminile va alla grande e il volley stagna nell'oscurità. In Turchia c'è un discreto volley ma il basket va meglio. Però in Russia, Germania, Brasile, Cina, Giappone, Cuba, che pure sono nazioni con buona tradizione cestistica (anche a medaglia nei decenni scorsi), ho l'impressione che il volley sia alla pari se non superiore. Anche se è fuorviante giudicare dai Mondiali, perché per il volley le nazionali sono il centro di tutto, per il basket no.
Altra considerazione: va bene che le pallavoliste hanno la divisa attillata e le cestiste sformata; va bene che una donna di 1.85 per 65-70 chili attrae la plebe più di una di pari altezza ma di 80-90 chili, come spesso sono le nostre. Ma non basta a spiegare i vantaggi di appeal che ha il volley donne sul basket donne. Già citavamo altre volte la questione delle attrezzature adattate (metti Diouf a schiacciare con la rete ad altezza uomini, poi vediamo), ma ne aggiungo un'altra: tutte le azioni del volley, anche gli errori altrui, si concludono con un'esultanza plateale della squadra che ha fatto punto, che s'abbraccia in cerchio, si bacia eccetera. Ovviamente a noi può dare sui nervi quel teatrino, però indubbiamente ha appeal. Nel basket si esulta molto più di rado, e la percentuale di azioni concluse col fallimento è più elevata. Il volley trasmette più feelings positivi per un pubblico generico. Come risolvere ciò? Se solo per abbassare i canestri c'è chiusura dogmatica, vuol dire che nessuno ha voglia di prendere in considerazione il problema.
Ultima riflessione: più questo Mondialvolley ha successo, più è la dimostrazione di quanto possa contribuire la metà femminile di uno sport al benessere complessivo della disciplina; e di quanto quindi sia da imbecilli snobbare il basket donne da parte degli adepti del maschile, i quali non si rendono conto che aumentare il seguito intorno a un ramo sia pur "inferiore" (secondo le loro dottrine) del basket aiuterebbe la portar più gente anche al maschile. Ma lor signori preferiscono liquidare la questione con frasi come "il basket femminile fa cagare", con un'aria disgustata che non avrebbero per un bidone d'immondizia.
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