- Bologna-Geas. Le forze in campo erano impari, con Begic in ospedale per essere operata al piede infortunato; è vero che il Geas con lo stesso assetto a 2 sole straniere ha eliminato Sassari, però la Virtus è di un altro livello. Giocare a viso aperto e ritmi garibaldini, come nelle due gare con le sarde, sarebbe stato un suicidio per Sesto, a meno di percentuali clamorose proprie e pessime altrui; e infatti Zanotti in questa G1 punta su gioco controllato, subire meno contropiedi possibili, appiattire il punteggio in modo che non si crei quello scarto che ti ammazza. La strategia in parte riesce, perché Bologna inizia contratta, il Geas scatta 0-7 dopo 1'30" e anche se nel resto del 1° quarto la Virtus ingrana e fa 18-6, è solo di 5 il distacco al 10', e così anche verso metà 2° periodo. E' una partita che non decolla, di quelle in cui la squadra più forte va a sprazzi e ciò nonostante tiene un margine tale da non correre troppi brividi, mentre la più debole non crolla ma nemmeno dà la sensazione di poterla riaprire.
All'intervallo è 37-28 con Dojkic a quota 12, la più sopra le righe; di là servirebbero alternative a Trucco e Moore, qualcosa arriva da Panzera e Gorini (che tira male ma smazza 6 assist e prende 9 rimbalzi) ma Holmes, Dotto e Bestagno fanno 0/16 sommate, ed è chiaro che non può bastare contro il ben di dio a disposizione di Ticchi, il quale pur senza brillare allunga (46-33 al 30') e arriva in porto placido (64-49) con 18 di Dojkic, 12 di Parker, 10+16 rimba di Rupert, 8+10 di André; ancora a basso voltaggio offensivo Zandalasini (che si distingue per un paio d'assist-show) come già nella serie con Crema. Per le battute, Moore 15+10 rimba, Trucco 10+8, Panzera 10; solo 3 punti dalla panchina ma obiettivamente le risorse sono risicate.La serie si può riaprire? La logica direbbe di no; è vero che il Geas in casa sua può tirare molto meglio del 29% da 2 e 20% da 3 avuti al Paladozza, ma anche Bologna ha margini di miglioramento ampi, col potenziale che detiene. Su 3 precedenti stagionali, questi 15 punti sono stati lo scarto minimo. Servirebbe qualche variabile di stampo più emotivo che tecnico, probabilmente.- Schio-Venezia. Se non vinci quando le tue avversarie sono palesemente scariche dopo le F4 di Eurolega, non hanno Ndour, c'è Howard in modalità fantasma, e tu sei in pieno controllo per 3 quarti... c'era di che da tirar capocciate contro le pareti degli spogliatoi, da parte della Reyer, dopo essersi fatte scappare una vittoria non dico in tasca, perché a Schio non sei al sicuro neanche a +20, però molto probabile se le gondole a vela (esistono?) del doge Brugnaro non avessero scuffiato pesantemente anziché assecondare il vento che le stava spingendo in porto.
Riavvolgendo il nastro: si vede subito una Venezia con più energie; vispe le tre straniere Delaere, Kuier e Shepard (Yasuma non perverrà neanche stavolta) nello scatto sul 4-14 al 5'; prova un paio di volte a ricucire Schio con Mestdagh e Sottana, poi Verona, ma arriva un secondo strappo lagunare nel finale di 2° quarto con il trio estero di cui sopra (27-39 al 20').Nell'intervallo la domanda è se il Famila avrà energie per tornare rombante dagli spogliatoi e svoltare la partita, oppure no. E nel 3° quarto pare di no, anche se dopo lo sprofondo sul meno 14 (32-46 al 25') una reazione effettivamente c'è, guidata dall'ormai solita Keys; ma Venezia si riporta a +11 con Santucci in avvio di 4° periodo (42-53 al 31').Poi che è successo? Well, un parziale di 22-6 con tante possibili spiegazioni, ma ne scelgo due:1) Venezia stava più raccogliendo i cocci di Schio che dominando per meriti propri (per quanto ovviamente avesse prodotto qualcosa di buono), per cui quando le arancioni hanno alzato il proprio livello, quello della Reyer non è più bastato;2) mentre per il Famila ci sono tante che possono decidere una partita del genere, e in tanti modi diversi (c'è chi può segnare tanto, come Mabrey, Keys o nell'occasione Mestdagh; chi segna poco ma mette intensità feroce come Crippa e Bestagno, chi magari soffre 39 minuti ma poi decide tutto con un canestro di classe, intendo ovviamente Sottana), per Venezia invece non si è ancora capito a chi ci si possa affidare quando si scatena la tempesta, perlomeno quando dall'altra parte c'è Schio, visto che, a essere onesti, sia in Eurocup che in semifinale di Coppa Italia le Mazzoniane hanno vinto battaglie d'elevato livello di difficoltà.Teorie a parte, ecco i fatti: da quel meno 11 scattano 4 minuti di fuoco in cui segnano, in staffetta mirabile del collettivo, Bestagno, Verona, Mestdagh, Keys e infine 4 punti Mabrey: nel frattempo Bestagno entra sotto pelle a Shepard che non ne azzecca più una e insuffla il nervoso a se stessa e alle compagne: è parità sul 55-55 a 5' dalla fine, chi l'avrebbe detto fino a poc'anzi?Non è, però, che il ringalluzzimento scledense duri in eterno: per 2 minuti non si segna più e la bilancia resta in bilico; Kuier, la migliore delle sue, riporta avanti la Reyer (55-57 a -2'45") ma è ultima volta: arriva un 6-0 di Mabrey, Sottana (canestrone sullo scadere dei 24", in arresto-e-tiro dai 6 metri) e Bestagno (dal post basso): 61-57 e siamo già nell'ultimo minuto.E' Villa a giocarsi i palloni decisivi per Venezia: prima fa 2/2 ai liberi, poi però, dopo un fallo in attacco di Mabrey, è sfortunata sulla conclusione per il pari a -4": incursione a centro area, tiro in arrampicamento sulla chiusura di Keys, palla due o tre volte sul ferro ma non entra. Keys sigilla dalla lunetta (63-59). "E tutto va come deve andare", chioserebbe Max Pezzali. Quante volte abbiamo visto lo stesso film, da una dozzina d'anni a questa parte? Schio spalle al muro, poi un paio di canestri accendono la scintilla, improvvisamente l'ambiente diventa una bolgia, le arancioni si gasano tutte, le avversarie s'imparpagliano tra errori e recriminazioni, sorpasso e tripudio scledense. Incredibile come passi il tempo ma si ripeta identico il copione.Keys 15 punti, Mestdagh 14, Mabrey 13 per le sempiterne (Howard zero); Kuier 19, Shepard 12, Delaere 9 per le beffate; 24-9 i punti dalla panchina per Schio; pesano per Venezia il calo finale delle straniere e le prestazioni nel complesso scolorite di Madera, Santucci, Villa, Pan, Cubaj in parte Fassina, insomma l'ossatura italiana, proprio nella serata in cui serviva il passo in più e c'era il terreno fertile per farlo.Cosa succede adesso? Uno scenario probabile è: Schio recupera le forze che non poteva avere in G1, Venezia ancora sotto shock per l'occasione buttata, 2-0. Ma se le energie scledensi (e Ndour) non ritornano, e la Reyer razionalizza capendo di aver perso una battaglia ma non la guerra, in casa propria può fare 1-1 e poi riprovarci in terra nemica.- Alle due G1 di semifinale hanno assistito 5200 spettatori circa (3168 ufficiali a Bologna, 2000 spannometrici a Schio). Sì, va bene, l'ingresso gratuito, ma davvero crediamo che ci siano nugoli di persone così pitocche o malmesse che, se devono pagare 10-15 euro per una semifinale, non vengono, mentre se è gratis corrono come mosche al miele?
Se non c'è interesse la gente sta a casa anche se è gratis, specie se in tv c'è roba sportiva di richiamo come i due quarti di finale di Champions calcistica con le italiane. Mi sembra quindi un ottimo dato, non il primo segnale di un rialzo delle presenze sulle tribune del nostro femminile, in un periodo favorevole all'afflusso di pubblico agli eventi sportivi e non, dopo 3 anni di limitazioni per Covid. Una finale con la Virtus potrebbe, stavolta, toccare anche le 5000 unità.- Moncalieri-S.G. Valdarno: nella serie-paura, gran rimbalzo per Moncalieri che dopo l'orrendo primo tempo in G3 con Lucca sotterra le aretine con un +19 nei primi 20' e addirittura un +31 finale (80-49). Mvp Tagliamento, la quale, ricordiamo, è tornata nell'ultima giornata di stagione regolare dopo 20 gare di assenza, e per l'ennesima volta in carriera pare risorta; ha segnato 25 punti con 3/4 da 2 e 6/8 da 3.Nella foto: la cornice del PalaDozza e un'immagine emblema di Schio-Venezia