sabato 1 aprile 2023

Coppa Italia, semifinali: la grande rivincita di Venezia; schiacciante Schio

 - Schio-Sassari: la più forte vince, la più debole perde. Potremmo chiuderla qui, per passare subito all'epica partita seguente, ma si farebbe torto a Sassari che ha provato, finché ha potuto, a renderla una partita vera. Con Carangelo però solo leggermente meno concia di giovedì, e Gustavsson fuori partita, che risorse avevano, le nuragiche, per reggere a un'armata che può estrarre protagoniste da un mazzo di 10 potenziali stelle? Cioè, da un lato la panchina era: Bestagno, Sottana, Sventoraite, Mestdagh e Penna; dall'altra Toffolo, Ciavarella e le 3 italiane che non entrano mai. Non dico che sia come fare una gara di corsa tra un ghepardo e mia suocera, però insomma lo squilibrio di mezzi a disposizione è evidente.

La relativa facilità con cui Schio ha sbrigato la pratica, rispetto alla fatica mortale del giorno prima, dimostra anche quanto la stagione di Sassari sia stata brillante, rispetto al potenziale, e quella di Ragusa invece mediocre, avendo confermato che quando ha la luna giusta, la squadra siciliana è da primi 4 posti.
Detto questo: il Famila ha stroncato Sassari con una serie di parziali; il primo di 17-0 in 4 minuti già nel 1° quarto (24-8 dopo 6' e rotti); poi un altro nel 2° quarto (8-2 all'inizio); il terzo, definitivo, intorno a metà 3° periodo (11-0); sul 61-44 la Dinamo, che nei primi due casi aveva ricucito almeno in parte, non ne ha più avuto per reagire. Il segnale della benzina in riserva per le isolane si era visto già poco prima, quando sul 50-44 avevano sbagliato alcune buone occasioni per riavvicinarsi. Ma Schio avrebbe comunque preso il largo, presto o tardi. Finale 88-61. Poco da rimpiangere per Sassari, che ora cercherà di bissare nei playoff la semifinale, Geas permettendo. Nulla più è legittimo chiedere alle ragazze del festivo Restivo, che hanno già fatto tanto fra Italia ed Europa.
Marcatrici: Mabrey e Penna (4/4 da 3) 17; Makurat e Thomas 12, Toffolo 11.

- V.Bologna-Venezia: strepitosa per imprevedibilità dell'andamento e l'intensità emotiva che hanno trasmesso le protagoniste, chi nel bene chi nel male. Venezia aveva parecchie rivincite da prendersi su Bologna: semifinali di Coppa e campionato dello scorso anno, poi la batosta di poche settimane fa, l'umiliazione davanti a un Taliercio pieno. Difficile dire se questo precedente fresco abbia dato motivazioni-extra alle suddite del doge Brugnaro e infuso false sicurezze a quelle di Mister Segafredo; certo però che nel momento della verità la Reyer è stata onda travolgente, collettivo granitico in cui tutte si gasavano a vicenda, mentre la Virtus si è afflosciata senza reagire all'inattesa criticità.
Inattesa tanto più dopo un inizio in cui sembrava una passeggiata per le V nere: 17-4 dopo 5'. Ma il quintetto scelto da Mazzon (Santucci, Pan, Fassina, Kuier, Shepard) non funzionava; il coach veneto ha rimescolato le carte e l'ha stravinta con la panchina. Do subito il dato più "shock": la panca di Bologna ha avuto un plus/minus di meno 59, quella di Venezia più 111! Credo sia, a questi livelli, il differenziale più alto da quando si tengono questi conti. :woot:
Va da sé che la partita, dopo aver rischiato di morire sul nascere, è diventata battaglia accesa; Madera, ispirata dal buon Iddio, procaccia il sorpasso insieme a un'altrettanto decisiva Delaere (24-25) ma Bologna qui risponde bene con Zandalasini (già 13 all'intervallo) che guida il controsorpasso al riposo (38-33).

Il 3° quarto è quello da tenere in memoria fra quelli più pirotecnici dell'anno. Lì la Virtus dovrà rinvenire la scatola nera del suo disastro, per non ripeterlo, e la Reyer al contrario attingerne l'ispirazione per nuove imprese, che sia stasera in finale o nei playoff alle porte. Per circa 4 minuti l'andamento sembra procedere lineare con Bologna che tiene un margine non risolutivo ma più che discreto (45-37 al 34' con uno sprazzo di Rupert).
Poi ecco che succede l'imponderabile. Triple di Shepard e Fassina ed è solo meno 2 (45-43). Lì Ticchi (anzi un attimo prima, sul 45-40) mette a sedere Zandalasini e fa entrare una Dojkic di rara evanescenza, così come impalpabile è Laksa che resta in campo. Non inquadrato dalle telecamere, ma segnalato dal telecronista, avviene uno scambio verbale tra Ticchi e Zanda al momento del cambio. :=/:
"Mamma-mà, mamma-Madera", canterebbero i Ricchi e Poveri (o quel che ne rimane) se avessero visto lo show della toscana, in versione... Mondiali U17 del 2016, quando fu quintetto ideale e sembrava destinata forse a più di quanto abbia dimostrato sinora in carriera. Ma questa è la sua sera; sciorina due movimenti clamorosi in avvicinamento; poi una tripla di tabella dal quasi-angolo allo scadere dei 24"; passa poi il testimone a Delaere che inscena un clinic balistico con 3 triple da 3 posizioni diverse; s'aggiunge Villa con uno slalom dei suoi. Al termine di questa fiammata, la Virtus è cenere: 54-61 (poi 56-61 al 30').

In realtà il tempo per ribaltarla di nuovo ci sarebbe eccome, anche perché nel frattempo Venezia ha perso definitivamente Santucci (guaio fisico dopo 5'; aveva provato a rientrare nel terzo ma si è arresa presto) e il momento di estasi poteva esaurirsi. Invece no, la Reyer insiste, ancora con Delaere e Madera ma pure con Cubaj, e, come detto, Bologna è sorprendentemente piatta, incapace di riprendere il filo perduto. Si va sul 58-70 con 5'45" sul cronometro; seguono 3 minuti di quasi stallo, poi Yasuma batte un colpo con la tripla della staffa: 61-74 (con una carambola sul ferro), infine Madera con il suggello ideale, un gioco da 4 punti con Parker che le crolla addosso; finisce addirittura 63-78, mai lo si sarebbe pensato dopo quella partenza a razzo della Virtus.
Ma a volte è anche bello stupirsi; probabilmente non sarà così anche in finale, però vediamo. Di certo, di energie ne ha consumate più Venezia, però l'impressione è che le battaglie di Eurocup abbiano plasmato un gruppo vero, cosa che Bologna non è stata e dovrà riuscire ad essere nei playoff, altrimenti un'altra delusione è dietro l'angolo. Perché belle sono belle, le V nere, ma spesso non basta, anche se nei playoff la terza incomoda Venezia sarà sulla strada di Schio e non di Bologna.

Marcatrici: Zandalasini 18 (6/15 dal campo, 10 rimbalzi, 4 assist), Rupert 16, André e Parker 8; Laksa + Dojkic 2 punti con 1/10; Madera 21 con 4/6 sia da 2 che da 3, Delaere 16 con 4/6 da 3, Shepard 13; Venezia fa 12/21 da 3.

Nella foto: l'urlo di Madera terrorizza l'Occidente... o almeno Dojkic, che sta depressa sullo sfondo.



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