- Vale la pena aspettare una storia intera (Schio) oppure 21 anni (il basket italiano) per uscire subito, magari con una sculacciata di quelle pesanti? Perché è questo che succederà, secondo i bookmakers, tra Schio e Fenerbahce nella semifinale delle Final Four praghesi: le quote danno Schio fra il 9,00 e il 10,50, il che significa "vittoria ai limiti dell'impossibile".
Il problema è che quel Fener era meno forte di adesso. McBride, Iagupova e Sabally l'anno scorso erano le tre più forti; quest'anno fanno da spalle di lusso ad altre due che basterebbero da sole a rendere da titolo qualsiasi squadra: Breanna Stewart, la vincente per eccellenza, ed Emma Meesseman; aggiungi Vandersloot, Stokes e le altre che non sono comunque delle capre, e hai una specie di "dream team" che con 14 vittorie di fila, quasi tutte in doppia cifra di scarto, ha dimostrato di non essere solo una raccolta di figurine come a volte sono queste congreghe di stars nei club russi e turchi. Se non vince nemmeno quest'anno (dopo aver perso 4 volte in finalissima negli ultimi 10 anni), deve andare a farsi benedire a Lourdes, perché più forte di così l'organico non può essere.
Cosa può succedere per rovesciare il tavolo? Che si manifestino le incognite di una partita secca: contro-prestazioni da una parte e gente che vede la Madonna dall'altra; pressione che schiaccia la favorita (anche se una come Stewart che crolla per le troppe responsabilità, francamente, non la vedo...) e sfrontatezza che esalta la sfavorita. Sa il cielo. Di sicuro Schio non può fare leva, come in Italia, sulla classe superiore di alcuni elementi (Mabrey e Howard, magari anche Ndour), perché di là c'è chi è ancora più forte. E allora serve il collettivo, il gioco, il carattere, insomma tutto quello che non è un mero confronto fra sommatorie di talento, perché altrimenti non c'è storia.
- Mettiamo che le arancioni riescano a fare l'impresa della vita. Il problema numero due è che poi andrebbe bissata contro un'altra squadra sulla carta più forte, perché tali sono, rispetto a Schio, sia Praga che Mersin. Per le ceche, oltre al pubblico di casa (che funzionò nel 2015 quando Praga si laureò campione sul proprio parquet abbattendo l'ultra-favorita Ekaterinburg), c'è gente "bravina" come Brionna Jones, Alyssa Thomas, Vukosavlijevic alias Ayayi, Conde (data però in dubbio per infortunio), Oblak, una come Temi Fagbenle che fa la gregaria. Le turche, che Schio in effetti ha battuto all'andata in stagione regolare, ma da allora sono meno accozzaglia e più squadra, hanno un trio di mostri, Gray-Williams-Hayes, e intorno una serie di signore giocatrici come Crvendakic, Cornelius, Dubljevic e all'occorrenza le indigene.
Per Schio quindi, arrivando in finale, si tratterebbe di sciorinare due capolavori in 3 giorni. Dopo aver battuto a fatica Campobasso sembra un po' improbabile riuscirci. Però è anche questione di interruttori che, magari involontariamente, si girano in su o in giù. Vedi ad esempio il calcio (chiedo scusa per il riferimento a tale disciplina), dove Milan e Inter perdono contro le provinciali in campionato, beccando anche due o tre gol, ma poi vincono in Champions League senza prendere mai una rete.
- A proposito di Campobasso: doveroso chiederle scusa (all'organizzazione di LBF, più che altro), dopo aver vituperato gli orari della prima giornata di Coppa Italia. Qui siamo al massimo livello europeo e ci elargiscono una semifinale alle 15 di un venerdì.
- Intanto Lione ha vinto, anzi spazzolato brutalmente, la finale di Eurocup (per la Francia è un bis dopo Bourges '22): annientato il Galatasaray, 95-56 in casa e 57-85 in terra turca. Mvp la funambolica, ma anche sostanziosissima, Johannès, 25 punti all'andata e 20 al ritorno. Canestri pazzeschi al suo modo; se c'è una tripla fuori equilibrio al 24° secondo da 9 metri, la segna come se fosse un tiro da sotto per una giocatrice normale (va be', esagerando). Ma Lione è gran squadra, con le varie Gruda, Dietrick, Charteareau, Ciak, Quevedo, Gabby Willliams, e anche il talentino 2005 Jocyte al suo primo trofeo internazionale senior. Per il Gala ha fatto un po' la mastodonte McGowan, qualcosa Prince, ma è stato un massacro. Si era visto, nel confronto del livello fra le due semifinali, che quella fra le due francesi era superiore, ma di così tanto era impensabile. Vedendo le turche crollare in questo modo, un po' di rimpianto per Venezia sale, ma difficilmente il trofeo si poteva poi portare a casa, contro un Lione così.
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