I playoff-scudetto erano cominciati martedì e giovedì con la voce grossa dei due pesi massimi: Schio +30 su Campobasso nell'anticipo per ragioni di Eurolega, con un discorso chiuso già a metà partita sul 52-31; Bologna +25 su Crema (dinnanzi a circa 700 spettatori ufficiali) anche se in questo caso la sfavorita aveva retto bene per due quarti (45-42), con la giovine Conte top scorer (16 alla fine), salvo arrendersi alle scudisciate di una Rupert da 16 punti nel solo 3° quarto e 35 totali (per 50 di valutazione, con 9/10 da 2, 4/5 da 3), oltre a quelle di Parker (18) e di Laksa (17), nonostante una Zandalasini da 2 punti con 1/8 e una Dojkic senza particolari segnali di ripresa dopo la Coppa Italia (7 con 2/7).
Poi è arrivato il Venerdì santo, e mentre i cattolici più ferventi si tritavano gli zebedei... ehm, si dedicavano alla spiritualità della Via Crucis, in rigoroso digiuno quantomeno di carne, gli appassionati si godevano un doppio piatto piccante, sotto forma di maratona Sassari-Geas vinta dalle ospiti al secondo overtime (con codazzo polemico) e di caduta delle dee, Schio ovviamente, proprio in quella Campobasso dove si erano appena confermate regine di Coppa Italia.
In apertura della stessa serata giungeva anche un +17 di Venezia su Ragusa, ma qui non v'era di che restare sorpresi, se non forse dal fatto che della versione battagliera delle siciliane, vista in Coppa contro Schio, non appariva traccia se non tardivamente, quando cioè dopo il catastrofico 40-19 incassato nel primo tempo (a differenza della Coppa, le Mazzoniane non s'impantanavano in una partenza a handicap), le sottoposte a Lardo risalivano a meno 10 all'inizio del 3° quarto; e lo stesso facevano nell'ultimo, dopo il nuovo allungo della Reyer; ma in entrambi i casi la ricucitura durava un amen. Shepard 22+15 rimbalzi; anche Santucci e Yasuma in evidenza nello strappone iniziale; in generale troppa Venezia per una Ragusa con la sola Anigwe (18) sopra le righe. Da segnalare i 1054 spettatori dichiarati (sul live score di Lega), non male.
Ma andiamo alle due sorprese, iniziando da Sassari-Geas perché trattasi di una gara-1. Le due compagini si ritrovavano 8 giorni dopo il confronto in Coppa e, se quello era stato interessante per l'andamento non banale (+16 Geas, poi rimonta e vittoria di Sassari), ma francamente anche una fiera degli errori, stavolta è stata non solo una clamorosa riffa di emozioni, ma anche una partita ben giocata, che ha offerto spettacolo. Primi due quarti in equilibrio quasi totale, ad alto punteggio (41-40), poi tentativo di fuga sarda (+8 al 25'), contro-parzialone sestese di 4-20 (+8 al 32'), contro-contro-parziale nuragico e volatona finale; in cui sembrava che con una tripla dall'angolo di Trucco fosse ormai vinta dal Geas, ma Makurat inventava due siluri negli ultimi 30", il secondo dei quali sulla sirena, per il 75-75, con palla che sbatteva contro tabellone e ferro, insaccandosi tra il boato dei circa 650 astanti dichiarati e lo sconforto del clan sestese, anzi le proteste di coach Zanotti, la quale forse riteneva che la polacca avesse calpestato la linea.
Poteva essere un segno del destino, e invece no, giacché Toffolo sbagliava allo scadere del primo overtime (dopo due liberi di C.Dotto) e nel secondo la coperta ultra-corta di Sassari presentava il conto (Ciavarella solo pochi minuti per semi-infortunio, quindi rotazione da 6 e mezza; per il Geas mancava Begic ma comunque 8 utilizzate) e le longobarde allungavano quanto bastava per evitare un'altra volata (85-90).
Gran protagonista Moore, 25 + 17 rimbalzi, ma anche una Sequoia Holmes che a differenza della Coppa Italia stavolta ha fatto il suo, e poi anche Dotto, Trucco e Panzera in doppia cifra, mentre di là tanto da Carangelo (26) e Makurat (24), 10/21 da 3 in coppia, ma non abbastanza dalle altre.
Succedeva poi il dopopartita polemico fra i due allenatori; risulta che Cinzia Zanotti abbia esultato in modo più vivace rispetto al suo abituale aplomb, diciamo così (s'è letto di un dito medio), il che provocava una veemente reazione del collega Restivo in conferenza stampa. Emergeva una certa ruggine tuttora irrisolta per l'episodio di 2 anni e mezzo fa (!) quando Sassari non concesse il rinvio per Covid a un Geas ultra-decimato e lo sorpassò nel finale dopo che Crudo s'infortunò gravemente.
Chiaramente non prendiamo posizione alcuna nella vicenda
e passiamo a gara-2 Campobasso-Schio. Era difficile credere a un risultato contro pronostico, visto il periodo di flessione delle molisane, vista la gara-1 a senso unico e le recenti prodezze scledensi tra Coppa Italia ed Eurolega. Forse ci credeva poco anche il popolo della Magnolia, che non gremiva più di tanto il palasport solitamente esaurito, almeno nei grandi appuntamenti. Oppure il Venerdì santo laggiù v'è ancora pratica fervente dei riti sacri. Fatto sta che la banda di Sabatelli sciorinava il miracolo, oltretutto risalendo da un inizio raggelante (0-11, poi 4-16 per Schio).Guida assoluta e mirabile dell'impresa era una Parks da 29 punti (con 5/10 da 2 e 6/10 da 3), che prima procacciava il sorpasso nel 3° quarto (dal meno 10 dell'intervallo), poi realizzava il libero vincente (dopo anche un canestro importante di Kacerik), mentre Mabrey, 20 punti ma con 8/21, sbagliava da 2 sulla sirena (67-66).
Insomma una Schio stranamente poco "killer", oltre che imprecisa (36% dal campo) si è condannata all'incomodo di una gara-3 alla vigilia della partenza per Praga.
Che succede mo'? Lunedì dell'Angelo c'è appunto gara-3 Schio-Campobasso; difficile pensare che salti il banco una seconda volta, a meno che l'impegno europeo in vista abbia condizionato la preparazione al punto tale che le arancioni non siano al 100% in questi quarti di finale.
Martedì le gare-2 nelle altre 3 serie. Può Crema imitare Campobasso con l'effetto-bunker di casa? Diamole almeno un 35% di possibilità. Per Ragusa e Geas, soprattutto la seconda, vincere non sarebbe così sorprendente. Molto dipenderà dalla capacità delle due compagini isolane di reagire alla botta di gara-1, in un caso la contro-prestazione quando ci si aspettava di giocarsela fino in fondo, e nell'altro la frustrazione di perdere dopo aver lottato come matte per 50 minuti. Se vince il Geas torna in semifinale dopo 12 lunghi anni.
Nella foto: l'esaltazione di Parks dopo aver "matato" Schio.

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