E' l'ora del tramonto a Sesto. Sulla strada fra il parcheggio e il palazzetto incrocio, e saluto, la grande Rosi Bozzolo, regista del leggendario Geas anni '70, nonché madre dell'odierna capitana Arturi.
Un segno del destino? Forse no, semplicemente un segno che stavamo andando a vedere la stessa partita. Che se confrontata con la storia pluridecorata del club sestese poteva essere poca cosa, ma nell'epoca recente era, sì, un appuntamento con la storia: mai negli ultimi 12 anni il Geas si era trovato con un "match-point" casalingo per andare in semifinale. Nel 2021 era sull'1-0 con Bologna, ma la formula era diversa: gara-1 si giocò in casa della peggio classificata; e la Virtus ribaltò poi quella serie sul proprio parquet. Stavolta invece era 1-0 "pesante" per le suddite di Nonino, il quale riappariva nella sua antica postazione, segno che la convalescenza sta procedendo; dimagrito sì ma (come constatavo a fine partita andandolo a salutare) con lo spirito mordace di sempre. E le sue ragazze gli han fatto un bel regalo, per quanto egli, nella sua saggezza da uomo antico, sia solito ripetere "al massimo perdiamo", insegnandoci a non venerare la religione del risultato. 
Palazzetto ben popolato (direi 400 unità, anche se il dato ufficiale nel "live score" di LBF dice solo 210) ma non tutto esaurito, in questo martedì post-pasquale; forse qualcuno ancora in vacanza, forse altri distratti dalla Champions League calcistica (quarti di finale dell'Inter in concomitanza);
Spiccava invece, in una sorta di "parterre" allestito per l'occasione dietro un canestro, una trinità di nomi illustri del basket italiano (maschile): Ettore Messina, coach dell'Olimpia Milano; Flavio Tranquillo, telecronista principe di Sky; Peppe Poeta, vice allenatore della Nazionale. Non so quanta frequentazione abituale abbiano col femminile (Tranquillo lo ricordo, da giovane, commentare su Telepiù le finali scudetto Cesena-Como a inizio anni '90), ma penso che si siano divertiti. E non solo per l'emozione del risultato, in bilico sino all'ultimo, ma per la qualità del gioco, abbinata certo a fesserie, ma si è giocato a viso apertissimo per 40 minuti di battaglia selvaggia.
All'ingresso avevo visto, in una rapida sequenza ricca di ricordi, la targa di dedica dell'impianto a Natalino Carzaniga, il presidente della promozione in A1 nel 2008 che morì poco prima dei playoff, e due che erano giovani giocatrici in quella squadra, ora un po' meno giovani, una tornata in campo quest'anno dopo aver fatto la team manager proprio a Sesto, l'altra uscita di scena da tempo: Veronica Schieppati e Mariella Arnaboldi.
Dopo una gara-1 così folle e logorante, due supplementari, poteva succedere che Sassari accusasse il colpo, non trovando più energie fisiche e mentali da raschiare nel suo barile già consunto da una stagione disputata su due fronti con 7 giocatrici di cui 5 ultra-utilizzate. Il primo approccio fa pensare così, giacché il Geas scatta sul 12-2, distendendosi in velocità o, soprattutto, dando la palla a Moore contro la difesa schierata; la lunga sestese si conferma smagliante, dominando fin da subito. Altro guaio per Sassari sono i due falli precoci di Gustavsson, che la tolgono dalla partita per tutto il resto del primo tempo.
Ma la Dinamo, l'ha dimostrato per tutto l'anno, è una squadra di carattere. Appena aggiusta la mira da 3, e si mette a correre, il recupero nel punteggio è rapido; da 21-10 dopo 7'30" si passa a 23-20 di fine 1° quarto. Spunta pure una zona sassarese che dà frutti, anche se Moore continua a essere inarrestabile dentro l'area e Trucco colpisce dalla media e dall'arco. Ma Makurat è un martello, si accende Holmes (quella sassarese) con quell'aria da talento imprevedibile nel bene e nel male, ma con sprazzi notevoli, e quindi un paio di volte Sassari mette la testa avanti in un gran duello di sorpassi che si chiude sul 41-36 per il Geas all'intervallo, con un tap-in un po' fortuito di S.Holmes sulla sirena.
Geas con un poderoso 17/27 da 2 al riposo (con ben 32 punti in area), ma solo 2/11 da 3, mentre al contrario Sassari conta un 5/16 dall'arco ma solo 10/21 da 2.
Alla ripartenza delle ostilità, ci si chiede nuovamente quanto abbia nel serbatoio Sassari; se la sua reazione alla prima spallata sestese sia stato solo un apprezzabile canto del cigno prima di crollare, o il segno di essere davvero in grado di ribaltare l'esito della serie. L'ipotesi giusta si rivelerà la seconda; anche perché l'iper-sottolineata "cortezza" di Sassari non è così determinante; sia perché ha fatto tutta la stagione in questo modo, ed è ben collaudata a farlo; e poi, in questa gara-2, le rotazioni del Geas non sono molto più lunghe: manca ancora Begic; pochi minuti per Tava e Bestagno; non molti per Dotto. Sostanzialmente gli ultimi due quarti sono stati un duello fra i quintetti di partenza. Duello che per tutto il 3° quarto continua ad alternare mini-breaks dell'una e dell'altra; si ha un +6 Geas con un altro sprazzo di Moore, ma Thomas infila due triple dall'angolo (zona anche per il Geas) e in generale Sassari sembra davvero tonica: sorpasso.
Rischia però di cadere una tegola sulle nuragiche quando J.Holmes cade male dopo un'azione in area e sembra essersi scavigliata. Gran capannello di compagne intorno, un paio di minuti di incertezza, poi la possente lunga ospite si rialza; poco dopo mostra di essersi ripresa bene, segnando in contropiede; manda però anche qualche parolina poco gentile all'indirizzo dell'arbitro, che le rifila un tecnico, favorendo il riaggancio del Geas da 54-58 a 58-58 al 30'.
Si riparte quindi come da zero a zero; la partita attende ancora di sapere chi sarà in grado di arraffarla nel momento della verità. Ci prova ancora lei, Moore, con un canestro da sotto che provoca anche il 4° fallo di Gustavsson (63-60). Attenzione però che da lì gira il vento: Moore non segnerà più; Carangelo, giocatrice di carattere se ce n'è una, suona la carica con un triplazzo; falle nella difesa sestese che concede un'entrata a Makurat e un canestro da sotto di Gustavsson (63-67 a 6' dalla fine). Gorini sente aria di minuti finali e si ringalluzzisce dopo una partita non mediocre ma nemmeno squillante; la tripla della romana, però, viene subito replicata da due di J.Holmes, di cui la seconda tabellata; questo dopo due erroracci da sotto di Trucco. Sul 67-73 a 4' dalla fine, improvvisamente serpeggia il timore della sconfitta nel clan sestese. Ancor più quando Carangelo serve bene Gustavsson per un tiro dalla media che vale il 68-75 a -3'30".
La tenzone sembra, se non decisa, fortemente orientata. Invece no; il Geas, che era in forte difficoltà sia nelle scelte sia nelle esecuzioni, riesce a trovare le indispensabili alternative a Moore. Salgono in cattedra Panzera (acciaccata), Gorini e S.Holmes. L'azione-chiave, che rigira totalmente il vento, è sul 72-75, quando Carangelo sfiora la rubata su Gorini, la palla s'impenna; la sestese riesce a controllarla con un guizzo e poi, clamorosamente, la imbuca da 3 sullo scadere dei 24". Da un potenziale contropiede per il +5 al pareggio: mazzata per Sassari. Che subito dopo incassa un altro tiro mancino dalla sorte: tripla di Makurat ben scoccata, palla che gira sul ferro ed esce.
La terza mazzata arriva pochi secondi dopo: buona circolazione del Geas, scarico fuori per S.Holmes che mette la tripla del 78-75 a 1' dalla fine, completando un parziale di 10-0 che vale la stagione. In realtà poi Carangelo avrebbe l'occasione di pareggiare, perché Trucco le crolla addosso su tentativo di tripla, ma fa 2/3, sicché il Geas resta a +1. E qui c'è forse l'emergere della stanchezza per le ospiti, perché Panzera prende la linea di fondo e appoggia a canestro con fin troppa facilità: 80-77 a -40"; e ancor di peggio combina Sassari in attacco, forzando un passaggio che è facile preda della difesa di casa. Recuperata palla a -25", le sestesi fanno trascorrere il tempo in una sorta di "torello" che le avversarie non riescono a interrompere col fallo: la palla arriva in angolo a Trucco che, a mezzo secondo dalla fine, insacca la tripla dell'83-77.
"Pandemonio!", griderebbe il vecchio Dan Peterson se ci fosse in tribuna anche lui. C'è ancora mezzo secondo da giocare, ma ormai è festa al PalaNat.
Manca ancora, nel frattempo, un quarto alla fine di gara-2 Crema-Bologna, ma già si parla della supersfida a due figlie predilette del Geas: Zandalasini e Barberis.
Marcatrici di oggi: per le vittoriose Moore 22 con 35 di valutazione, ma come detto, nel momento-chiave sono emerse le altre, cioè Gorini (19), S.Holmes (12), Panzera (10), mentre Trucco (18) è stata protagonista all'inizio e ha messo la ciliegia allo scadere; per le battute, J.Holmes 23, Makurat 17, Carangelo 15; è mancata la miglior Gustavsson, complici i falli, e Thomas ha avuto solo uno sprazzo di rilievo. E quindi nel momento topico è stato come un 5 contro 3 a vantaggio del Geas.
In realtà la serie poteva anche finire 2-0 per Sassari, ma entrambe le volte le Zanottiane hanno avuto quel pizzico in più che, non di rado, è la sottile differenza tra il buono e l'ottimo.
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