Nella sera del Mercoledì Santo mi sono recato ad assistere alla sfida non dico del secolo, non dico del decennio, non dico dell'anno, ma almeno della settimana: Sanga Milano-Castelnuovo Scrivia, per il primato nel girone Nord di A2. Verdetto che sarebbe stato matematico in caso di vittoria meneghina (= più 4 a una giornata dalla fine), altrimenti si sarebbe dovuta attendere l'ultima giornata (= aggancio con 2-0 piemontese) con in programma un non scontato Castelnuovo-Udine.
Pepe aggiuntivo, casomai ce ne fosse bisogno, era fornito dalla recente finale di Coppa Italia, vinta dalle alessandrine con sorpasso nell'ultimo quarto, accalappiando il primo trofeo di A2 della sua storia e negandolo alla rivale.Dopo aver vagato un quarto d'ora in cerca di posteggio (e aver tirato legittime imprecazioni alla città di Milano, olimpica 2026 ma incapace di fornire un parcheggio dedicato a uno dei suoi impianti al coperto di maggior rilievo; è tutta una riffa di auto affastellate nelle vie intorno),
Non starò a narrare la rava e la fava sulla partita (se interessa c'è il resoconto mio su FemBasket vedi, oppure il commento di Cristiano Garbin su All-Around.net vedi, e ovviamente le cronache sui rispettivi siti societari); riassumo solo che Castelnuovo è scattata pungente, 2-9, ma un timeout di Pinotti ha subito rimesso in carreggiata le sue, che hanno tirato con alte percentuali per tutto il primo tempo (oltre il 50% sia da 2 che da 3); le ospiti meno, ma hanno fatto leva sul predominio a rimbalzo offensivo e su guizzi di Marangoni e Gianolla.
All'intervallo si era sul 38-33 e la situazione non si è ribaltata nel resto della partita. Dapprima il Sanga è volato sul +11, con tre belle azioni quasi di fila con assist per il canestro da sotto; poi Castelnuovo ha stretto meglio in difesa e si è riavvicinato, ma senza mai trovare la necessaria precisione da 3 per capitalizzare meglio la temporanea supremazia; merito anche del Sanga che, a parte qualche buco su percussioni di Premasunac, ha concesso ben pochi canestri facili.
Con le triple di una carichissima Penz (trascinanti le sue esultanze a beneficio del pubblico) e di Madonna (ex di turno, vinto il duello con Bonasia che era stata mvp della finale di Coppa ma stavolta ha fatto 0 punti con 0/8), e anche con qualche bel movimento da pivot puro del torrione Van der Keijl (apparsa ritrovata dopo un periodo d'appanno, coinciso purtroppo per le milanesi con la Coppa), con i tiri liberi convertiti da Toffali, ma in definitiva il contributo di tutte le entrate in campo, la compagine nero-arancio arrivava in porto con un franco 68-58 (Van der Keijl 16 e Penz 14 per le mediolanesi; Marangoni 19, Premasunac 12 per le forestiere).
Castelnuovo indubbiamente non ha fatto la sua miglior partita; è alla seconda sconfitta nel mese dopo-Coppa dopo averne subìte appena altrettante nei precedenti 5 mesi e mezzo; e questo proprio nel momento in cui è finalmente al completo (salvo acciacchi di qualcuna) dopo aver retto due terzi di stagione con assenze. Può essere un calo fisiologico di condizione in attesa di tornare al top nei playoff; ma certo se si scomoda il paragone tra questa squadra e la Crema ammazzasette dello scorso anno, well, no, non c'è confronto. Come organico resta probabilmente la top del girone (due elementi-deluxe per ruolo), e del resto non si può dire che fallisca nei momenti-chiave perché la Coppa l'ha vinta. Il dato di fatto della serata del PalaGiordani, però, è che chi vuole far fuori il Sanga e andare in A1 dovrà vincere almeno una volta nel suo fortino, impresa che non s'annuncia facile (c'è riuscita solo Alpo quest'anno).
Nella foto: c'è "hype", c'è "buzz" a Milano, se permette quel tal politico che ce l'ha coi termini inglesi.

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