- E' tutto finito fra lunedì e martedì. La serie cronologicamente sfasata, quella tra Schio e Campobasso, è stata la prima a chiudersi, a Pasquetta, sebbene si fosse a gara-3, dettaglio non da poco perché c'era una remota possibilità che le tricolori, nonché candidate al titolo europeo, andassero a casa. E peraltro se si giudicasse dal punteggio finale, 87-63, si penserebbe erroneamente a un monologo arancione; invece no, Campobasso è stata avanti gran parte del 1° quarto e per più di metà del secondo, anche di 7 punti, con Schio che segnava solo 14 punti nei primi 14' abbondanti. Ma pure quando il Famila si dava una sveglia, e cambiava decisamente marcia in attacco (21 punti nei successivi 8 minuti), La Molisana era tora nel riportarsi in parità all'intervallo, con una tripla di Quinonez allo scadere.
La stranezza, per Campobasso, è che mentre in gara-2 Parks aveva trascinato di peso le compagne, vincendola quasi da sola, stavolta all'opposto le varie Abdi, Quinonez, Togliani, Trimboli producono sopra il loro standard, ma Parks è un fantasma: finirà con 1 punto, 0/6 dal campo, meno 8 di valutazione. Vai a capire, anche se in parte si spiega con le aumentate attenzioni difensive su di lei (Crippa).Insomma era impossibile, salvo miracoli, che "Campob" (ovvero Campobasso senza il suo asso)
- Per Venezia un 2-0 secco su Ragusa, e penso che ci si aspettasse più resistenza da parte delle siciliane. Che per la verità, in gara-2 hanno comandato all'inizio (anche 20-10 verso fine 1° quarto) e sono andate alla pari all'intervallo (30-30 dopo buoni spunti di Fassina nella ricucitura); ma al primo break serio della Reyer si sono sciolte come nevischio: 2-17 nei primi 5' del 3° quarto (canestri soprattutto di Shepard, Kuier e Santucci) e "salutame a soreta", come dicono non a Ragusa ma a Napoli. Finita 58-71, non umiliante ma lo scarto è stato fra i 12 e i 18 punti per tutto l'ultimo periodo.
Mazzon ha ruotato 10 giocatrici con almeno 10' a testa (Shepard 16+11 rimbalzi, ma tabellino democratico); adesso che tutte stanno bene (o perlomeno non hanno grossi guai) il suo arsenale è abbondante; basterà per battere Schio? Più no che sì, considerando quel gap di "scafatezza", cioè di pane & volpe, killer instinct, chiamiamolo come si vuole, che rimane fra le due squadre. Anche se Schio sarà reduce dalle F4 mentre Venezia si preparerà con calma; gara-1, al ritorno delle arancioni da Praga (con o senza trofeo) potrebbe essere la grande occasione della Reyer. Che intanto mette a registro l'ottava semifinale consecutiva; a parte Schio è la società più continua nei risultati nell'ultima decade, anche se non ha messo molti trofei in bacheca.
Quanto a Ragusa, ha mancato l'ultima opportunità di rendere meno anonima (e quindi deludente) la sua stagione; in Coppa Italia ci era andata più vicino. Al di là dell'aver dovuto finire l'annata con 3 straniere (+2 naturalizzate, ok) dopo la perdita di Juskaite, resta l'idea di una squadra che non è mai decollata davvero. Di sicuro ci si attendeva di più da Vitola, perlomeno in questa serie (in G2 appena 2 punti e 4 tiri in 25'). Vedremo se Lardo porterà le sue due Romeo e Attura agli Europei o farà altre scelte indotte da quanto il campionato abbia suggerito (ma possono andare bene anche loro due, spero solo che la scelta non dipenda dall'essere nello stesso club del c.t.).
- Sempre martedì è arrivato il 2-0 di Bologna su Crema. Anche qui, in quasi fotocopia con le due gare-2 di cui abbiamo parlato finora, c'è stato un primo tempo molto equilibrato, anche se al vantaggio iniziale cremasco (alimentato dall'entusiasmo dello stracolmo fortino di casa) la Virtus rispondeva con uno 0-10 che già all'inizio del 2° quarto la mandava in testa definitivamente; Crema poi cristallizzava il distacco (31-37 al 20') e provava anche l'aggancio in avvio di ripresa; non riusciva, però, e così anche a inizio ultimo quarto. Dopodiché succedeva il classico stremo della meno forte che si tira il collo per resistere, mentre la più forte dopo aver potuto ruotare tutte le sue risorse, serba il meglio per il momento decisivo e a quel punto ti stanga: parziale di 4-18 e "salutame a soreta" pure qui.
Punteggio finale un onorevole 62-75 (senza passerella finale per le veterane di casa Caccialanza, Capoferri e Rizzi, le quali sommavano un "ne" in gara-1 e in gara-2).
Kaba con 18 punti l'unica in doppia cifra per Crema, che ha avuto altri 5 elementi fra i 7 e i 9 punti; frizzante Conte nella prima parte, lei che era stata tra le protagoniste di gara-1 e si è proposta come novità italiana interessante in questa A1.
Per la Virtus, Rupert che aveva spaccato il mondo in G1 (35 punti, 50 di valutazione) stavolta si ferma a 6; in compenso feroci Parker (22+8) e André (13+15). Zandalasini alquanto silente in entrambe le gare; vedremo se si tratta di un calo di condizione o se semplicemente ha aiutato le compagne più in serata, serbando il meglio per i prossimi turni.
- Di Geas-Sassari s'è già raccontato il dettaglio; qualche considerazione aggiuntiva. Per il secondo anno di fila la n°5 del tabellone elimina la n°4 (lo scorso anno fu Ragusa su Lucca). La sorpresa, se c'è, è piccola, perché da inizio stagione il Geas era fra le principali candidate a quel quarto posto in semifinale rimasto contendibile una volta assegnati, quasi in partenza, i primi tre alle corazzate.
Va evidenziato come le sestesi, in assenza di Begic, abbiano vinto la serie con due sole straniere contro 4: certo Moore è stata dominante in ambo le gare, certo S.Holmes è stata importante, ma l'ossatura al Geas l'ha fornita il gruppo italiano, un mosaico pluri-regionale (le lombarde Panzera e, pur senza entrare in campo nella serie, Arturi; le piemontesi Trucco e Tava, la ligure Bestagno, la laziale Gorini, la veneta C.Dotto) di giocatrici brave ma leggermente sotto la prima fascia delle stelle italiche, che hanno trovato in questa qualificazione alle semifinali uno dei picchi della rispettiva carriera, ottenuto non da gregarie per le compagne straniere ma da protagoniste determinanti.
Ora ha fascino la sfida in semifinale alla Virtus Bologna del suo prodotto principe Zandalasini (e di una sua validissima spalla fin dai tempi delle giovanili, Barberis).
Sassari manca la ciliegia sulla torta, cioè l'ingresso fra le prime 4 non solo in stagione regolare (ma in Coppa Italia c'è riuscita, e dovrebbe valere l'accesso alla Supercoppa); potrà recriminare sugli episodi girati storti in gara-2; poco toglie tuttavia questa uscita di scena al tanto di buono che ha combinato durante l'anno.
Ah, e le schermaglie Restivo-Zanotti? Com'era prevedibile non vi è stato strascico alcuno; credo che entrambi si siano resi conto di essere andati un attimo sopra le righe, per quanto probabilmente entrambi sul momento sentissero di avere le proprie ragioni, e in gara-2 hanno lasciato il palcoscenico alle giocatrici facendo ovviamente il proprio egregio lavoro; Restivo ha escogitato una buona zona per raffreddare gli iniziali bollori geassini, ma Zanotti ha avuto l'ultima parola portando la squadra alla fiammata finale.
- PS: Crema, insieme a Sassari, è la sorpresa indiscussa della stagione. Ma qual è il suo futuro? Le voci che già serpeggiavano, pure qui, su un'ipotesi di non prosecuzione in A1, paiono trovare conferma in quanto ha scritto "La Provincia di Cremona", quotidiano locale, nella cronaca di gara-2:
ma si apre anche un’estate che si annuncia lunghissima. Da tempo girano nell’ambiente voci che vogliono la società cremasca in difficoltà nell'affrontare l’impegno economico del prossimo campionato nella massima serie.
E quindi, dopo aver imitato Costa degli scorsi due anni come squadra lombarda capace di giungere ai playoff con risorse limitate, ora Crema la imiterà anche nel passo indietro? Sarebbe spiacevole.
Nella foto: bello il congedo di Crema dal suo pubblico, ma queste voci di dismissione cosa sono?
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