mercoledì 5 aprile 2023

La domenica dell'orgoglio: vincono LSU e Saragozza, trionfa il basket femminile (1)

Domenica 2 aprile 2023: grazie, buon Iddio, per averci fatto vivere abbastanza da assistere a questo giorno.

Chi segue il basket femminile sa di dover sopportare una certa dose d'amarezze e d'incazzature per il seguito modesto (diciamo così) che suscita: numeri da quaresima permanente, da digiuno tutto l'anno. Ma questa data, da incorniciare nei ricordi più lieti, ci dà la speranza che un mondo migliore possa esistere. Anzi, è un mondo che si è già realizzato, almeno per una sera, anche se non dalle nostre parti.

Di che sto parlando? Della finale di Copa de la Reina in Spagna, vinta a sorpresa da Saragozza, e della finalissima Ncaa che ha incoronato Louisiana State.
Solo due numeri: 10.800 spettatori in tribuna a Saragozza (record iberico di affluenza) e 9,9 milioni di telespettatori negli Usa, più del doppio dello scorso anno (che già era stato il top dal 2005), record per una partita femminile da quando si rilevano i dati (1992), meglio di qualsiasi partita Nba di quest'anno, all'altezza dei maggiori eventi sportivi americani eccetto il football (quello con la palla oblunga), che viaggia su un altro pianeta. :ph34r:

Entrambi, va notato, non sono exploit isolati, ma per quanto riguarda la Coppa spagnola, è stato il coronamento di 4 serate di affluenze incredibili (almeno per i nostri standard), cioè dai 6500 agli 8800 spettatori per volta; mentre l'interesse intorno al torneo Ncaa donne è montato come la maionese fin dal secondo/terzo turno, certo trainato dalle imprese di Caitlin Clark e di Iowa che hanno stregato gli americani (e non solo: persino il nostro Corriere della Sera ne ha parlato in un articolo online) :woot: , ma esteso ad altre squadre e altri personaggi, tant'è che pure le altre partite sono andate mediamente molto bene negli ascolti.
E questo in un periodo storico in cui la maggioranza degli eventi sportivi, basket Nba in primis, tende al ribasso rispetto al passato. Si consideri pure che l'orario d'inizio della finalissima era 15.30 sulla costa Est e 12.30 su quella Ovest (= le nostre 21.30), quindi nemmeno la fascia a più alto potenziale. E' stato un botto.

Ma allora è possibile, crisbio Iddio! Non è che per forza il basket femminile debba piacere solo a una conventicola di segaioli assatanati, mentre la massa lo snobba o persino lo schifa. Se c'è uno spettacolo all'altezza, personaggi che piacciono, e (non ultima) una promozione fatta bene, ecco che laddove c'è terreno fertile (due Paesi come Spagna e Usa) il seme germoglia ancor più di quanto gli ottimisti potessero mai sperare.

- Sul piano agonistico: quella di Saragozza è stata un'impresa: ha vinto il primo trofeo della sua storia battendo due squadre da playoff di Eurolega come Valencia (in semifinale) e Salamanca (in finale, terminata 55-51); a far fuori la terza euroleghista, Girona, ha provveduto Gernika di Laura Spreafico nei quarti. La nostra ha fatto buona figura con 13 e 9 punti nelle due partite disputata nella kermesse. Ma, come detto, è stata soprattutto l'affluenza di pubblico la protagonista assoluta.
Ancor più quando, l'indomani, il trionfo è stato celebrato con una parata fra ali di folla; il tutto in una città grande come Saragozza, cioè non un paesello sperduto dove magari il basket femminile è l'unica gloria locale. No, non è fantascienza, ecco la prova: clicca.

(seguirà)

Nella foto: i 10.800 spettatori di Saragozza per la finale.


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