domenica 12 ottobre 2014

La week en rose (12)

Venerdì 10/10 - Vigilia dell’inizio dell’A2 girone A. Definito girone di ferro in rapporto al B, e può anche essere vero ma lo vedremo quando s’incroceranno nella seconda fase. Certo, se il riferimento sono i risultati dello scorso anno, non c’è paragone perché, nell’A, compaiono 3 semifinaliste playoff 2014, più Broni e Milano che hanno fatto la poule-promozione; e una sola matricola; nel B hai zero reduci dai playoff, 3 dalla poule-promo, 1 ripescata (Biassono) e due neopromosse.

Dunque girone A di estremo interesse. Genova è quella che s’è fatta più notare sul mercato, con Diene, Visconti, Vanin e la croata Bozic introitate su un gruppo già forte anche se, certo, Martina Bestagno è salita in A1 e non è poco. Precampionato brillante battendo pure Torino. Le sabaude hanno cambiato meno, però il play americano O’Rourke, che sostituisce la convalescente Montanaro, è eccellente a detta di chi l’ha vista. In più c’è Riccardi sotto canestro; Quarta, Coen e le giovani rampanti a far da zoccolo duro. E che dire del Geas? Non c’è più il talento supremo di Zandalasini, ma non è detto che la concretezza sia inferiore, perché c’è Laterza che farà (al 99,9%) meglio di Burani, c’è la coppia Arturi-Gambarini che come trazione posteriore fa paura, poi una Kacerik e una Barberis, nazionali giovanili, che sono come nuovi acquisti visto che l’anno scorso giocarono poco per infortunio. Per tutte e 3 queste squadre, va inoltre considerato che l’anno scorso erano matricole in A2 (eppure dominarono), ora si giovano anche dell’esperienza accumulata. Quindi è lecito pensare che siano ancora più forti, a prescindere dalla lista dei nomi. Da seguire l'avventura di Cinzia Zanotti da capo allenatore.
Broni è un’incognita. Nomi di primo o quantomeno non terzo piano (Georgieva, Corradini, De Pretto, Bona, Accini, Pavia, ora è arrivata anche Contestabile), si parla molto bene della giovane Bonvecchio (da Riva del Garda), ma il crac di Zampieri è una tegola che ci vorrà tempo per assorbire. Certo come potenziale è da prime quattro.
C’è spazio per un altro inserimento? Milano e Carugate sperano di sì. Ma non sono ossessionate dall’idea. Il Sanga rischiava grosso, a inizio estate. Poi ha messo insieme un organico interessante: Calastri e Vujovic sotto canestro, bella coppia; Maffenini e Gottardi sul perimetro, idem. C’è l’incognita della regia (Rossi, ’94 dalla B, è debuttante); la panchina è corta anche se non come l’anno scorso. E Calastri è fuori un mese, tegola. C’è però l’entusiasmo di un nuovo ciclo, sia in campo che fuori.
Carugate è neopromossa e ha fatto un mercato lungo quanto la gamba: Stabile e Frantini, le migliori tra le giocatrici libere in zona; confermato il nucleo della promozione (e la cosa mi piace), i problemi sono stati aver perso Schieppati rispetto ai piani (Viganò e Mazzoleni erano previste), e non esser riusciti a strappare Calastri a Milano; sicché la squadra è leggerissima nelle lunghe, mentre sul perimetro va trovata un’alternativa a Frantini, così come non si può tirar troppo il collo a Stabile.
Le due sarde: Selargius cliente difficile, soprattutto a casa sua; non so quanto valga la straniera ma Dell’Olio e Di Costanzo sono acquisti interessanti, con una chance di avere quello spazio sinora mancato loro. Alghero, se il girone è di ferro, sembra il vaso di coccio (con rispetto parlando), perché ha tenuto solo Azzellini e le altre son tutte dal ’96 al ’98; all’ultim’ora ha preso la gloria spagnola Sanchez ma a 38 anni non può essere quella d’un tempo.

Venerdì 10/10 – Confronto volley/basket, tormentone di questi giorni. Rincariamo la dose in un impeto masochista. Leggo sulla Gazzetta che 24 giocatrici di questo Mondiale faranno parte del campionato italiano. Di pallavolo, s’intende. Dal Mondiale di basket alla nostra A1, quante? Zero, se non stiamo errando. :woot:
Uno dice: e be’, ma il conto della pallavolo è viziato dalle 14 della nazionale italiana. Sbagliato, perché ben 7 di loro giocheranno all’estero. Contro una cestista nostrana (ci risulta), Elena Bestagno che è andata in Belgio (non consideriamo le varie che sono andate negli Usa al college: scelte di studio più che di basket). Le nostre non vanno altrove per mentalità casereccia o perché non le chiamano in quanto non sono all’altezza? Quasi quasi spero la seconda, perché altrimenti rassegnarsi a stare in un campionato italiano dove, se non sei a Schio, non esci dai patrii confini, e dove gli ingaggi sono spesso esigui (e magari nemmeno onorati fino in fondo), è riduttivo.
Altro dato: nei roster delle 4 semifinaliste del Mondiale di basket testè concluso, c’erano varie giocatrici ex campionato italiano, ma solo Martinez e Summerton hanno militato da noi dal 2007 in avanti. Giocatrici come Yilmaz, Snell e la divina Taylor non si son più viste dopo quella data. Quindi il 2007 (o dintorni) appare uno spartiacque tra un campionato ancora di un certo livello, seppur già in declino (negli anni ’80 almeno mezza nazionale Usa avrebbe evoluito dalle nostre parti, ora non se ne vede l’ombra), e quello attuale che è periferia assoluta dell’impero.

Sabato 11/10 – Altro tema che abbiamo trattato in queste settimane d’inizio stagione è quello della comunicazione. L’ultima di tante nuove iniziative è la diretta streaming, da parte di un sito sardo, delle partite delle compagini isolane di A2. “La TV in rete e in presa diretta è il futuro della comunicazione; offrire un prodotto in differita, capace di raggiungere una platea limitata, significa oggi offrire un prodotto obsoleto e superato”, dice il giornalista responsabile dell'iniziativa. Quasi un’indiretta stroncatura alla novità delle differite su Lombardia Sat da parte di Geas e Carugate. Boh, premesso che la differita è comunque già qualcosa, è vero che la diretta è più stimolante, ed è vero che è il trend del momento (l’A1 ha annunciato lo streaming totale delle sue partite), ma il timore è che per l’A2 non ci sia una platea così vasta di persone disposte a passare due ore filate al sabato pomeriggio o sera davanti al computer o al tablet. La differita tv, dal canto suo, si giova di una piattaforma più frequentata ma non offre la suspense per il risultato. D’altra parte, se i costi sono contenuti, val la pena provare: sia la diretta che la differita. Anche se la presenza di un reale ritorno per l'investimento non è certa; e poi non sono sicuro che una partita di A2 sia altrettanto gradevole in tv quanto lo è dal vivo, perché per essere "spettacolo da tv", il requisito è più alto. :unsure:

Nella foto: il Sanga ha diffuso molte immagini allegre in questa prestagione. Per le premesse che c'erano a inizio estate, ha ottimi motivi per sorridere.

venerdì 10 ottobre 2014

Dubbio sul nesso tra preferenze estetiche degli italiani e successo della pallavolo

La teoria sul fatto che in Italia spopoli il volley femminile perché "In Italia piace ancora la femmina-femmina, intesa in modo bamboleggiante, poco testosteronica" è interessante ma non dimostrabile con cifre e numeri. Come si fa a quantificare il tasso di veteromaschilismo nella preferenza per la pallavolo? Si può solo aver l'impressione che sia così. La tua visione sembra penzolare troppo verso un "in Italia domina la pallavolo perché piacciono le lolitine", che mi sa di luogo comune. E che? I francesi, raffinati amateurs (tanto per generalizzare pure io), sono improvvisamente diventati insensibili alla "femmina-femmina", per usare il tuo termine?

Per quanto mi sia antipatica la pallavolo, trovo troppo riduttivo attribuirne il successo a questioni solo estetiche: mi pongo piuttosto il problema se il gioco del volley, in qualche modo, sia considerato più divertente del gioco del basket, nelle rispettive versioni femminili.

L'unica cosa certa è che in alcuni paesi piacciono di più certi sport, in altri paesi altri sport. A volte in modo costante, a volte con variazioni nel tempo.

La week en rose (11)

Mercoledì 8/10 - Silvia Gottardi scrive e Giorgia Sottana replica. Il blog della "Frizzantissima", in due settimane, è già diventato un riferimento. E come stupirsene? La tipa ha il dono di non essere banale. Dopo la Supercoppa di domenica 28, aveva fatto notare l'esultanza fiacca, se non inesistente, da parte di Schio, e ora il blog ospita la replica di Sottana: "Appena ho letto il tuo articolo ho sentito uno strano fastidio dentro lo stomaco, mi sentivo quasi offesa dalle tue parole. Ho trovato che ci fosse un filo di provocazione. Poi mi sono chiesta perché quelle tue parole mi facessero così “male”, e sebbene ancora trovare le risposte non sia facile, credo che il motivo vero sia che: hai ragione”.

Segue un'interessante riflessione dell'ex talento prodigio sulla difficile condizione psicologica di chi, se vince, ha solo fatto il suo dovere mentre se perde è un fallimento totale. Questo è vero (ma siamo sicuri che stia meglio chi non vince mai?), però, quanto all'esultanza, trovo più che giusto se Schio non fa scene di giubilo per una Supercoppa vinta in casa contro un'avversaria monca d'una straniera e già battuta innumerevoli volte. E' un segnale che si punta a ben altri obiettivi. Schio deve centrare le Final Eight di Eurolega e se possibile le semifinali: allora sì che le verrà voglia di esultare.

Mercoledì 8/10 - Stato alla presentazione di Carugate, in un ristorante ottocentesco ubicato nel folto del parco di Monza. Suggestivo perché si entra in macchina nel cuore del parco, costeggiando l'autodromo e percorrendo una lunga discesa; peccato che essendo buio non si vedeva quasi nulla. :blink:
La serata s'è svolta secondo il rituale di ogni vernissage d'inizio anno, quindi essendo notizia quando "uomo morde cane", cioè quando qualcosa esula dal copione, segnalo il battibeccuccio tra il politico di Carugate che annuncia "tra due anni avremo il nuovo palazzetto, così finisce l'esilio a Pessano", e il suo collega di Pessano che quand'è il suo turno ribatte: "ma quale esilio, strunz?" (non con quel termine, ma il concetto era quello). :woot:
E poi, al momento del rinfresco, spunta la sorpresa: una tipa altissima, bionda, giovane, aria da slava ma poteva anche essere una del vivaio di Carugate che è pieno di biondine, e invece si apprende essere un'ucraina del '96 da pochi giorni in prova da coach Cesari. Be', non so quanto sappia giocare ma, come diceva Buddha, "i centimetri non si insegnano", e questa è due metri veri. Mi ricorda Cesnaviciute, il pinnacolo lituano che giocò a Priolo e Bologna: certo costei non era granché, ma un livello simile farebbe comodo a una Carugate il cui difetto, e lo sanno bene, è la mancanza di stazza, perché le uniche lunghe sono le sottili De Gianni e Cagner.
A conclusione, però, bisogna notare come, in questi anni di crisi, alle presentazioni di Carugate si sia sempre respirata una frizzante (ma non grossolana) aria di benessere e ottimismo. Una tregua dal piagnisteo collettivo fa bene al morale.

Giovedì 9/10 - Ma torniamoci subito, al piagnisteo. Siamo sotto attacco nucleare: l'Italvolley donne è in semifinale ai Mondiali. Farà altre 3 partite da almeno 11.000 spettatori, mercoledì con gli Usa l'hanno vista 1 milione e mezzo di spettatori su RaiSport (fortunatamente il pachiderma Rai per ora la confina sul canale tematico, se no il botto di audience sarebbe totale).
Sabato la semifinale sarà in contemporanea con il derbissimo Geas-Carugate: a giudicare dai garruli tweet (o status Facebook) di molti esponenti del nostro basket, vien da pensare che preferiranno godersi le squinzie del volley, ovvero coloro di cui poi si lamentano che ci svuotano le palestre. <_< Coerenza notevole. Come tifare per il ladro che ti ruba in casa, se lo fa in modo figo.
Mi consolerei se, almeno, quelle teste di legno del maschile aprissero gli occhi su quanto giovi a ogni sport coltivare la propria parte femminile (chi è così fesso da far marcire una parte del suo giardino e compiacersene pure?). Anche qui la coerenza regna: costoro che si vantano di schifare il basket donne perché inferiore al maschile, poi s'indignano se uno gli fa notare che le loro beneamate "minors" maschili fan cagare assai di più, in confronto col grande basket che pateticamente scimmiottano.

Nella foto: Carugate tutta sorrisi alla presentazione di mercoledì [foto di Marco Brioschi].


mercoledì 8 ottobre 2014

La week en rose (10 - Maiorano, nuova vita in A3 a Costa)

Domenica 5/10 - La nuova vita cestistica di Masha Maiorano. Dopo 10 anni di A1, una semifinale scudetto con la Comense, il primato nella percentuale da 3 punti in un'edizione di Fiba Cup con Parma, un'apparizione in Eurolega con Schio marcando Diana Taurasi. Insomma, la gerla carica di ricordi anche se non di trofei, perché, purtroppo, per le giocatrici non di primissimo piano, o capiti nella squadra dominante oppure non vinci nulla. Potevamo mancare alla prima partita in A3 dell'antica idola di questo forum? -_- Ovviamente no, ed eccoci quindi sgommare sulla collina di Costa Masnaga, nell'aria tiepida ma frizzante del tardo pomeriggio della prima domenica d'ottobre, mentre la plebe italica respira i veleni di Juve-Roma di calcio.

Entriamo, pensa che romantico, proprio mentre Maiorano realizza il primo canestro della sua reincarnazione, nonché primo canestro della partita: su rimbalzo in attacco dopo 28 secondi. :wub: C'è molta attesa quest'anno intorno a Costa. Un po' perché la formula dello scorso anno ha fatto salire in A2 tutte le "bigs", e quindi s'è svuotato il girone (anche se c'è una matricola Castelnuovo assai agguerrita , che ha sfruttato la sua collocazione geografica a metà fra Piemonte, Lombardia e Liguria per mettere insieme le varie Bergante, Leva, Gabba, D'Amico e altre), un po' perché l'organico delle lecchesi è più che valido. Oltre a Maiorano, a Costa è tornata Giorgia Molteni, poi ci sono Lara Tagliabue, Francesca Pozzi (va' che bei cognomi brianzoli), insomma gente che ha respirato l'A2, e c'è il neo-eletto coach dell'anno di A3, Pirola, con la sua "new wave" tecnica che consiste in giuoco libero, senza schemi fissi, le cosiddette "letture".
Di fronte c'è Moncalieri, squadra da seguire con simpatia perché sono tutte tra il '96 e il '99. In pratica il settore giovanile di Torino. E proprio le due già rodate dall'A2 di Torino, Rosso e Albano, risulteranno le più deludenti, litigando col ferro. In compenso ci piacciono l'aletta (o guardia alta) Chiabotto, l'ala Baima, la mezza lunga Trucco. Moncalieri fa quel che deve fare, pressa, morde e corre, mentre in attacco cerca penetrazioni e tagli, mancando però di alternative da fuori, dove non segna proprio mai.
Così, già sul finire del 2° quarto, dopo essersi fatta riavvicinare a -2 per qualche dormita difensiva, Costa scava il fossato, semplicemente per fisiologica superiorità. 33-20 all'intervallo, poi anche +21 nel terzo, con buona varietà di soluzioni da sotto e dalla lunga. Finisce 75-57 con la capitana Longoni (tascabile del '91) mvp a suon di 17 punti, 10 rimbalzi, 6 recuperi e 11 falli subiti.
E Maiorano? Ne fa 14 con percentuali non brillanti (5/18), pagando l'1/7 da 3 e un po' di sfiga in alcuni tiri che entrano ed escono. Sprazzi di classe a corrente alternata, però la sua presenza alza comunque il tono della squadra. Deve, ma è logico, riadattare il suo gioco a qualcosa di molto diverso da quello che ha fatto per 10 anni (ossia soprattutto stazionare sul perimetro per le triple sugli scarichi delle straniere).
Qui in A3 può giocare anche vicino a canestro (e lo ha fatto), però deve abituarsi che si pigliano tante botte e l'arbitro osserva senza intervenire (non che in A1 fischino tutto, peraltro; ma Maiorano in A1 s'avvicinava poco al ferro, qui spesso). Forse le gioverebbe qualche chilo in più, perché negli anni s'è fatta ossuta. Ma ovviamente nessuna donna normale accetta il consiglio di prender peso, :P quindi pazienza così. In ogni caso, in A3 può far la differenza in modo naturale, senza bisogno di strafare, lasciando che la partita venga da lei.

Lunedì 6/10 - Gli auspici su un fiasco colossale del Mondialvolley non si stanno realizzando. L'Italia può ancora restar fuori dalle medaglie, però bisogna ammettere che il successo promozionale è notevole. Pare che il Forum di Assago sarà esaurito per l'ultima fase, e che la partita di domenica con la Cina abbia avuto quasi 800.000 di audience tv: immaginatevi l'effetto che avrebbe una finale per l'oro, su Rai3 o simili, in prima serata. Roba che dovremmo incatenare le nostre ragazzine per impedire la fuga di massa verso le palestre del volley. :woot: Per questo, quando vedo che certi giuggioloni del basket tifano per le pallavoliste, mi viene un travaso biliare, perché il successo del nemico decreta il proprio insuccesso, come si può non capirlo istintivamente? :angry:
Mi chiedo però se guardando agli altri paesi l'Italia sia un caso così raro (cioè dove il volley donne va forte e il basket langue). Di sicuro in Spagna e Francia il basket femminile va alla grande e il volley stagna nell'oscurità. In Turchia c'è un discreto volley ma il basket va meglio. Però in Russia, Germania, Brasile, Cina, Giappone, Cuba, che pure sono nazioni con buona tradizione cestistica (anche a medaglia nei decenni scorsi), ho l'impressione che il volley sia alla pari se non superiore. Anche se è fuorviante giudicare dai Mondiali, perché per il volley le nazionali sono il centro di tutto, per il basket no.
Altra considerazione: va bene che le pallavoliste hanno la divisa attillata e le cestiste sformata; va bene che una donna di 1.85 per 65-70 chili attrae la plebe più di una di pari altezza ma di 80-90 chili, come spesso sono le nostre. Ma non basta a spiegare i vantaggi di appeal che ha il volley donne sul basket donne. Già citavamo altre volte la questione delle attrezzature adattate (metti Diouf a schiacciare con la rete ad altezza uomini, poi vediamo), ma ne aggiungo un'altra: tutte le azioni del volley, anche gli errori altrui, si concludono con un'esultanza plateale della squadra che ha fatto punto, che s'abbraccia in cerchio, si bacia eccetera. Ovviamente a noi può dare sui nervi quel teatrino, però indubbiamente ha appeal. Nel basket si esulta molto più di rado, e la percentuale di azioni concluse col fallimento è più elevata. Il volley trasmette più feelings positivi per un pubblico generico. Come risolvere ciò? Se solo per abbassare i canestri c'è chiusura dogmatica, vuol dire che nessuno ha voglia di prendere in considerazione il problema.
Ultima riflessione: più questo Mondialvolley ha successo, più è la dimostrazione di quanto possa contribuire la metà femminile di uno sport al benessere complessivo della disciplina; e di quanto quindi sia da imbecilli snobbare il basket donne da parte degli adepti del maschile, i quali non si rendono conto che aumentare il seguito intorno a un ramo sia pur "inferiore" (secondo le loro dottrine) del basket aiuterebbe la portar più gente anche al maschile. Ma lor signori preferiscono liquidare la questione con frasi come "il basket femminile fa cagare", con un'aria disgustata che non avrebbero per un bidone d'immondizia. :sick: Fate cagare voi, casomai.

lunedì 6 ottobre 2014

La week en rose (9 - Usa campioni del mondo)

Domenica 6/10 - Opening Day di A1 a S. Martino di Lupari con buona atmosfera, a quanto si legge. Sul campo, le prime 5 partite non distillano soverchie emozioni; che UmbertideSchio Ragusa tritassero le inferiori avversarie era atteso. Spiccano i 22 punti di Chiara Consolini contro la Triestina, il cui manipolo di giovanissime italiane rimane su bottini bassi (ma è comprensibile). Mentre per Schio fa già paura Ogwumike, 22+16 rimba in 24 minuti, anche se va rivista contro test più probanti di Vigarano, che dal canto suo ha 17 da M. Bestagno.

C'era interesse per Parma-Lucca, nobiltà consolidata dell'A1, e per il derby di matricole Napoli-Battipaglia. Ma anche qui si è andati a senso unico. Notevole Lucca per come ha fatto polpette delle parmigiane: già +20 all'intervallo, quasi bonario il 58-72 finale.
Napoli fa succo e polpa di Battipaglia mandando 5 in doppia cifra, tra cui l'esordiente Bocchetti (16). Probabile che le vesuviane saranno le migliori fra le 4 neopromosse.
Le "emozioni very" (come diceva quell'italo-inglese del Grande Fratello) arrivano dalle ultime due gare della domenica. Venezia piega 75-72 Cagliari che, come prevedeva Velluzzi che di sarde se n'intende, è competitiva (46 punti per le due americane); 14 per Carangelo.
Infine, il dolore del pubblico di casa perché S. Martino, che aveva una ghiotta occasione contro l'indebolita Spezia, cede 68-71 per una tripla di Puliti a pochi secondi dalla fine. :woot: Non bastano 16 di Marcella Filippi.
Insomma, non malaccio come esordio. Le straniere prevalgono ma c'è spazio per un buon numero di italiane protagoniste. Si è ricostruito un tessuto italiano in A1, speriamo non sia un fuoco di paglia.

Domenica 6/10 - Partenza scaglionata di A2 e A3 (due e un girone rispettivamente). Nell'A2 gir. B, importante per Crema passare a Vicenza (priva però della straniera, infortunata), con 21 e 5/6 da 3 di Capoferri. Nel derby tra matricole di qua e di là dell'Adda, Albino batte Alpo e si conferma la voce che le bergamasche han pescato una straniera super: 26 di Vorlova. Ferrara, considerata la favorita di questo girone, fa pizzette di Biassono (68-26 dopo 3 quarti), la quale spera di non ripetere il calvario della scorsa stagione, ma andrà rivista contro rivali più alla portata (se non altro, rispetto all'anno scorso son tornate Gargantini e Porro).
In A2 gir. C, big match per Bologna ad Ariano Irpino (51-62) con D'Alie e Cigliani top scorers. C'era attesa per l'esordio di Big Simo Ballardini per Castel S. Pietro contro Stabia: ebbene, l'ex azzurra fa 17 punti con 5/11, 6 recuperi e 11 falli subiti. Non malaccio.

Domenica 6/10 - Usa campioni del mondo per la quarta volta nelle ultime 5 edizioni, cioè quelle dell'era-Wnba. La giornata delle finali non ha brillato per equilibrio: l'Australia ha umiliato 74-44 la Turchia per il bronzo (peccato per le ottomane finire con disdoro davanti al proprio pubblico dopo un bel Mondiale). L'Australia ha avuto la sfortuna di un tabellone che, senza colpe (aveva sempre vinto), l'ha spedita contro gli Usa in semifinale, ma forse meritava di essere al posto della Spagna. Nonostante le assenze delle stars Jackson e Cambage.
Nella finalissima , davanti a un pubblico lontano dal tutto esaurito (5600 secondo il dato ufficiale, nell'arena del Fenerbahce che ha una capienza di 13.000), gli Stati Uniti hanno spento rapidamente ogni velleità spagnuola. La grandinata iniziale delle yankees, o meglio, la raffica di conclusioni in area (71% da 2 all'intervallo), ha spaccato la partita in un quarto e mezzo, punendo una Spagna appannata. La "lieve" differenza tra Usa e resto del globo è che Taurasi può fare solo 6 punti e la sua squadra non ne risente (5 in doppia cifra), mentre se Torrens rimane a secco per 25 minuti, ovvero ciò che è successo domenica, non c'è speranza. E' comunque solo un dettaglio della supremazia netta degli Usa.
Dopo il 48-29 dell'intervallo, la ripresa ha visto un risveglio della Spagna (Lyttle 16 e Torrens 10 alla fine, ma 10/32 al tiro in coppia), ma senza mai riaprire davvero la partita, che è scivolata verso la fine senza sussulti, tranne un accenno di rissa tra il pinnacolo Griner e l'orsacchiona Nicholls, e una schiacciata sfiorata nel finale dalla stessa Griner, che senza il fallo sarebbe probabilmente riuscita. :o: Finale 77-64 che non umilia troppo la Spagna (4 anni fa la Rep. Ceca ne prese molte di più).
Maya Moore (18 punti) eletta mvp; in quintetto ideale anche Torrens e Lyttle (Spagna), Griner (Usa) e la sempiterna Taylor (Australia). Tre elementi dell'89-90, il tetto del mondo si rinnova.
Si sono viste belle cose, anche in tv per noi grazie a Sportitalia; le discepole del paisà Auriemma sono sempre impeccabili nell'atteggiamento e nel gioco di squadra; ma rimane il problema di fondo (lo stesso evidenziato dal Mondiale maschile ma tra le donne c'è da più tempo): se gli Usa giocano come sanno, non c'è competizione, il che toglie almeno in parte l'interesse. Finisce che per le americane è poco più che routine l'oro (dove in patria se n'accorgono a malapena), e il resto del mondo rimane col sapore dolce-amaro di un fossato che non si restringe. Di sicuro, rispetto ai concomitanti Mondialvolley, questa è una pecca. E' mancata una potenza classica come la Russia, ma servirebbe anche il ritorno di Brasile e Cina ai livelli di un tempo.

Nella foto: la premiazione degli Usa. Una corsa fin troppo solitaria la loro.


domenica 5 ottobre 2014

La week en rose (8 - Spagna e Usa finaliste ai Mondiali)

Sabato 5/10 - Sparo d'avvio delle danze 2014/15 per A1 e parte di A2 e A3. Qualche considerazione spicciola sull'A1 dopo i rosters pubblicati nelle puntate scorse. E' probabile che persista il problema della spaccatura tra le prime 6 (circa) della classe e il resto. Ci sono squadre che oggettivamente potrebbero essere di A2 se non fosse per le straniere. L'impressione è che, viste le condizioni economiche non strepitose che offre il mercato attuale, in molti casi giochi in A1 chi si rende disponibile, non necessariamente coincidente col meglio su piazza. Sì, in parte già succedeva in passato, ma appare un fenomeno in aumento. Il lato positivo, specie considerando l'aumento a 14 squadre e il calo delle straniere, è che viene offerta un'occasione di alto livello a tante ragazze, qualcuna delle quali la meriterà di sicuro.

In generale potrebbero svolgersi due campionati in uno, entrambi interessanti al loro interno perché equilibrati.
Gli organici sono cambiati parecchio. Big, non big, neopromosse: gran rimescolamento generale di giocatrici. Di che cosa sia segnale, non lo so ma si nota.
Chi ama i teams giovani, seguirà sicuramente con affetto Trieste, e in seconda battuta Battipaglia.

Sabato 5/10 - Già che parlavamo di un panorama della comunicazione alquanto frizzante (anche se lontano dai media che contano), va segnalata la nascita di "LBF Magazine", rivista online della Lega Basket Femminile. Il primo numero consta di 16 pagine, di cui alcune di pubblicità (ma forse è meglio un contenuto agile che una melassa indigeribile), e s'avvale delle collaborazioni di BgTalks (il sito dove scrivono le giocatrici, che prova a rilanciarsi ora dopo essersi stoppato l'anno scorso nel giro di un mese o due), con Benko che dà consigli alle giovani d'oggi; e di Basketinside, ovvero Daniele Tagliabue, che presenta i campionati di A2 e A3. Approfittiamone per vedere chi dà favorite: in A2 girone A, Genova su Geas; girone B Ferrara su Virtus Cagliari; girone C Ariano Irpino su S. Marinella; in A3 girone A, Costamasnaga su Castelnuovo Scrivia; girone B, Progresso Bologna (c'è Zanoli!) su Udine; girone C, Palermo su Ancona.
Scorrendo i rosters di A3, a proposito, viene da rimpiangere la sua chiusura imminente, perché molte di quelle giocatrici finiranno nel buio della B e non lo meritano. Anche se la copertina di questo LBF Magazine parla di "mondi sconosciuti dell'A2 e dell'A3", e se lo dice la Lega stessa, vuol dire che A2 e A3 già ora sono al buio... :woot:

Sabato 5/10 - Spagna e Usa in finale ai Mondiali. Per le iberiche è la prima volta, ma il giusto coronamento di un decennio d'oro nelle giovanili, di cui questa nazionale è il logico prodotto. Gradita sorpresa di Sportitalia, che all'ultim'ora prende i diritti di semifinali e finale e mette Franz Pinotti, coach Sanga, a far da commentatore tecnico. Peccato per la concomitanza con la Supercoppa maschile su RaiSport, ma insomma qualcuno le avrà pur viste, le donne.
La Spagna spegne il sogno della Turchia davanti a 9.200 spettatori all'arena del Fenerbahce. Le turche impongono il loro solito punteggio basso e ritmo paludoso (41-39 per le castiglio-catalane al 30'), ma nell'ultimo quarto la Spagna rompe i freni con una scatenata Torrens (28). Anche la solita Lyttle (18+12 rimba) fa la differenza. Le ottomane vanno bene in area con la sempiterna Yilmaz e la naturalizzata Sanders (18 a testa), ma stentano in regia e con le esterne. Finale 66-56.
Poi Usa-Australia, la classicissima, 3 volte finale olimpica nel decennio scorso. Australia che è l'unica ad aver soffiato un oro alle americane nell'era Wnba, cioè dalle Olimpiadi '96 a oggi. E marsupiali che escono con onore, impegnando a tratti non brevi le più forti yankees. Le quali però, con la qualità diffusa che hanno, non dipendono da nessuna, possono permettersi minuti sottotono perché, prima o poi, due o tre che s'infiammano le trovano, e in ogni caso la pressione difensiva costante macina le avversarie, che hanno un margine d'errore ridottissimo perché basta poco per innescare il contropiede americano, e quando vai sotto non rimonti più. Anche se, a dire il vero, dopo aver subìto il break nel 2° quarto (complice l'uscita di Penny Taylor con 3 falli), le cangure sono tornate sul -6 nel terzo (49-55) e poi ancora nel 4° (55-61), però lì è arrivata la scarica micidiale e definitiva degli Usa, con una concretissima Charles (18 punti) mvp di giornata (meglio lei di Griner, nell'occasione). Le solite Taurasi e soprattutto Moore dominanti sul perimetro, ma come da copione. Per l'Australia bene all'inizio Tolo, l'emergente lunga (ficcante nelle incursioni con partenza dal post alto), gran secondo tempo di Phillips (19) contro le compagne di Phoenix Taurasi e Griner, peccato per le assenze di Jackson e Cambage, che potevano rendere il confronto più equilibrato. Così comunque l'82-70 è dignitoso, anche se mai è parso che l'Australia potesse vincere.

Nella foto: la prima pagina di "Marca", il quotidiano sportivo spagnolo più diffuso, all'indomani della vittoria in semifinale.


La week en rose (7)

Giovedì 3/10 - Si sono saputi anche i premi di Lega per l'A1: Giulia Gatti miglior italiana, Ashley Walker miglior straniera, Ilaria Milazzo miglior giovane, Mendez miglior coach. Mah, francamente la stagione scorsa delle italiane è stata talmente priva d'acuti che poteva vincere Gatti come varie altre, senza scandalo ma anche senza squilli di trombone. Ci fa comunque piacere per una giocatrice che ha saputo costruirsi nel tempo. Walker ci sta, Milazzo idem anche se non s'è mai definito fino a che età sono papabili per quel premio; Mendez onestamente mi pare una scelta salomonica per non escludere Schio, perché è vero che ha vinto 3 trofei su 3 in Italia, però Molino è quello che ha fatto di più in rapporto ai mezzi. Comunque, chiaro, se uno vince tutto non è che puoi sdegnarti se va a lui il premio.


Intanto completiamo la rassegna organici di A1 con le 8 squadre che partono dalle retrovie (le 4 neopromosse + le 4 peggio classificate dell'anno scorso). Nuovi acquisti in neretto; straniere con l'asterisco; under 20 sottolineate. Per le altre 6 squadre vedi pag. 2373.

BATTIPAGLIA: OrazzoTagliamentoNgo NdjockWilliams B.*Treffers*; Russo F.Costa L.Bonasia; Tunstull*; Ramò.
CUS CAGLIARI: Micovic Mil.; Correal*; Carta; StoppaTaylor*; Gatti V.; Arioli; Brunetti; Soli; Liston*.
LA SPEZIA: Canova S.; Reke*; PulitiDonati; Canova L.; Griffitts*; TavaSant*; Mugliarisi; Morselli.
NAPOLI: Fassina M.Tognalini; Ntumba; Andrade*; Gardner*, Bocchetti; Dacic; Pastore; Macaulay*; Striulli.
ORVIETO: Di GregorioGranzotto; Baldelli; Gaglio; SarniRidolfiBrezinova*; BoveBurkholder*; Crafton*.
S. MARTINO: FilippiFaventoTonelloBailey*; SantiGianolla; Sbrissa; Fabbri V.Pye*.
TRIESTE: BorroniNicolodiZecchinTrimboli; Vida*; Cosby*; Miccoli M.BiancoCerigioniMiccoli C.GombacRomanoHarry*.
VIGARANO: Bestagno M.ZaraCirov*; Marshal*; ZanettiCupidoBrunelliUgoka*; Venzo.


Venerdì 4/10 - Alla vigilia dell'Opening Day di A1, Bibi Velluzzi produce le sue presentazioni del campionato (una sulla Gazzetta cartacea e una più ampia sul sito del medesimo giornale), rimaste le uniche di livello nazionale ora che non abbiamo più Big Roberto Lurisi su Superbasket. Lasciando perdere le tipicamente "bibiche" notazioni estetiche (Santucci "top model", Crudo "bella" e "affascinante"), :P è importante notare che Velluzzi ravvisa un'aria di ripresa rispetto agli anni scorsi, sia per il ritorno a 14 squadre, sia per i segnali di vitalità da varie piazze. In effetti gli organici delle prime 5-6 sono interessanti, con Ragusa sfidante ufficiale di Schio (bell'organico quello delle siciliane anche se molto mutato dall'anno scorso), che però con Ogwumike (sorella di colei che sta giocando il Mondiale con gli Usa) sembra aver pescato, tanto per cambiare, la potenziale mvp del campionato.

Venerdì 4/10 - Quarti di finale dei Mondiali: passano tutte le favorite, cioè le prime classificate dei 4 gironi, che s'erano riposate mentre giovedì le altre si scontravano negli spareggi. Tre partite su 4 hanno avuto poca storia: Australia 63-52 sul Canada (già +16 al 30'); Spagna 71-55 sulla Cina (già +18 all'intervallo); Usa 94-72 su una Francia che in teoria poteva anche aspirare all'impresa (compiuta di recente in amcihevole) ma che è stata seppellita da un 53-32 americano nella prima metà. Griner 17 punti. Thrilling, invece, tra Turchia e Serbia, davanti a 9.500 spettatori, con vittoria 62-61 per le padrone di casa; partita schizofrenica con la Turchia prima avanti, poi bloccata nel 2° quarto (parziale di 6-17), poi di nuovo a sorpassare e infine ad allungare sul 57-49 a 2'30" dalla fine con la vecchia Yilmaz e l'ossigenata Alben; la Serbia, però, come ha dolorosamente imparato l'Italia nel quarto europeo dello scorso anno, non molla mai e con 2 triple si è riportata a -2 a -20"; brividi per la Turchia quando Palazoglu sbagliava il primo tiro libero a -10", ma segnava il secondo (62-59) e la Serbia falliva la tripla dell'overtime, riuscendo solo ad accorciare su rimbalzo d'attacco. La naturalizzata Sanders totalizza 14 punti e 19 rimbalzi per le ottomane, che al loro primo Mondiale certificano - al di là dell'ovvio vantaggio del fattore campo (ma nemmeno scontato, vedi il clamoroso k.o. della Spagna maschile nei quarti) - la loro ascesa a potenza consolidata, visto l'argento e il bronzo alle ultime due edizioni degli Europei.

Nella foto: entusiasmo su un sito sportivo turco per la qualificazione della loro nazionale.

venerdì 3 ottobre 2014

Perché Zandalasini è speciale

La Espn, massimo network sportivo americano, ha appena messo Zandalasini al quarto posto tra le '96 del mondo solo perché in realtà è vittima del complotto mediatico organizzato dal sistema italico che a 13 anni decretò che Zandalasini fosse il massimo talento del futuro? Non credo proprio.
Al di là del rendimento reale ed effettivo che ha oggi, c'è una cosa che mi colpisce su di lei: che persino i più diffidenti sul femminile, quelli che storcono la bocca pure di fronte a quelle che noi consideriamo campionesse, vedendo Zandalasini apprezzano. Non l'ho mai visto succedere con nessun'altra, tranne forse Macchi e Diana Taurasi.

giovedì 2 ottobre 2014

La week en rose (6)

Lunedì 29/9 - Smaltita la Supercoppa con reciproca soddisfazione (Schio per l'ennesimo trofeo, Lucca per averne prese poche, almeno così si capta dai commenti d'ambito toscano), scatta il contagiù (countdown) per il Giorno Aprente (Opening Day) di A1 a San Martino, oltre che per gli altri due campionati nazionali, i quali però vanno a scaglioni: i gironi da 9 iniziano ora, quelli da 8 aspetteranno l'11-12 ottobre. La bella notizia: si giocherà più dell'anno scorso. 26 giornate in A1 anziché 22; 24 o 26 partite in A2 anziché le miserande 20 del 2013/14.
Dalle liste dei rosters di A1, le grandi assenti ci paiono a tutta prima Iaia Zanoni, che sta recuperando da infortunio e non ha contratto; e l'ormai forse ex giocatrice Valentina Fabbri, bloccata dal 2012 per la querelle con Priolo che, a dire il vero, con la scomparsa di Priolo dall'A1 non sappiamo come vada a finire [NB: pochi giorni dopo ha firmato per S. Martino].
Cominciamo con le "big 6" dell'anno scorso. In neretto i nuovi acquisti, con l'asterisco le straniere, col sottolineato le "under 20" (dal '94 in avanti), però non quelle aggregate e basta: quelle nel roster a tutti gli effetti.

SCHIO: Gatti G., Sottana, Honti*, Spreafico, Anderson J.*, Masciadri, Sliskovic*, Ogwumike C.*, Zandalasini, Ress, Macchi.
RAGUSA: Ivezic*, Gorini, Cinili, Mauriello, Galbiati, Walker A.*, Gonzalez, Nadalin, Valerio, Pierson*.
LUCCA: Templari, Rossi C., Komplet*, Reggiani, Milic*, Crippa, Richter, Ercoli, Pedersen*.
UMBERTIDE: Consolini C., Cabrini, Pegoraro, Bona S., Milazzo I., Dotto C., Robbins*, Santucci L., Gemelos*, Swords*.
VENEZIA: Melchiori, Carangelo, Pertile, Pan, Bagnara, Sandri, Dotto F., Formica, Ruzickova*, McCallum*, Mandache*, Penna.
PARMA: Battisodo, Franchini, Corbani, Giorgi S., Crudo, Maznichenko*, Marangoni, Clark*, Kritscher*.


Mercoledì 1/10 - "Premi di Lega, me ne frega una sega". :blink: Lo dice chi non li vince. Ma in realtà sono importanti, gli unici oscar di respiro nazionale da quando Superbasket è scomparso (ok, ora riapparso, ma femminile nisba). Tradizionalmente fanno discutere (ad esempio quando fu votata Eva Giauro miglior italiana di A1 anziché Macchi), anche perché non si è mai capito, salvo forse pochi addentro ai segreti, da chi sia formata la giuria che li assegna.
Per ora si sono saputi i premi di A2 e A3: parte del leone per il Geas con giocatrice A2 Nord e dirigente A2 (Zandalasini, M. Giorgi), mentre Battipaglia si piglia giocatrice A2 Sud (Orazzo), Trieste il coach A2 Nord (Giuliani), Vigarano il coach A2 Sud (Ravagni), Castel S. Pietro si fa la giocatrice A3 (Vespignani), Costamasnaga il coach A3 (Pirola), S. Marinella il dirigente A3 (Baraldi).
C'è sempre la tendenza, se non regola, a premiare come mvp delle giovani/giovanissime. Romantico ma allora bisognerebbe dirlo: "miglior giocatrice giovane & italiana", altrimenti, ok Zandalasini, ma fa abbastanza sghignazzare che sia premiata Orazzo e non la compagna Treffers che ha fatto 10 volte di più, ma è olandese (e pensare che è pure giovane). :woot:

Mercoledì 1/10 - Corre veloce il Mondiale. La formula snella, esattamente all'opposto dell'interminabile litania del volley iridato che imperversa in questi medesimi giorni, ci porta già ai quarti di finale. Per arrivare in semifinale qui possono bastare 4 partite (la prima di ogni girone, dopo 3 partite, è passata diretta ai quarti, mentre seconda e terza hanno fatto uno spareggio in più), al Mondopallavolo ce ne vogliono 11... :sick: Preferiamo la nostra, anche se senza tv siamo condannati a mendicare brevi video di "highlights".
La vittoria della Turchia sulla Francia alla prima giornata ha dato una svolta immediata al Mondiale. Infatti, così, le padrone di casa sono arrivate prime nel girone condannando la Francia a passare dallo spareggio col Brasile ma, soprattutto, a incrociare gli Usa nei quarti. Missione quasi impossibile anche se in amichevole hanno vinto le transalpine. Ci saremmo aspettati che la Francia cercasse una sconfitta "tattica" col Canada nell'ultima del girone, ma non ha fatto calcoli… oppure ne ha fatti anche la squadra dell'acero, fregandola. :wacko:
L'Australia è stata un rullo compressore: forse l'abbiamo sottovalutata senza i pinnacoli Jackson e Cambage. Ora trova il Canada, emergente, che ha demolito la declinante Rep. Ceca (argento 4 anni fa) nello spareggio.
La Spagna campione d'Europa è stata altrettanto autorevole; ora trova la Cina, che nel barrage ha piegato 72-67 la Bielorussia con un 25-7 nell'ultimo quarto.
La Turchia trova la Serbia, che ha eliminato Cuba 86-79 in uno spareggio che dev'esser stato pirotecnico. Come nel maschile (Serbia d'argento dopo essersi qualificata a spese nostre all'Europeo scorso), salgono i rimpianti nelle italiche sponde. :cry: Davvero siamo tecnicamente all'altezza dei quarti iridati, visto che un anno fa fummo a un passo dal vincere il quarto di finale con la Serbia che ora è nelle prime 8 del mondo?
Se le teste di serie passano tutte, le semifinali saranno Usa-Australia e Spagna-Turchia. Infine, complimenti a Meurstradamus, indovino di razza, che aveva previsto una Russia declinante e non da medaglia: per forza, non era neanche qualificata. :lol:

Nella foto: la locandina dell'Opening Day di A1.

martedì 30 settembre 2014

Considerazioni su Macchi

Sì, il fenomeno nasce ogni 15-20 anni, non si può programmare; quello che però dovremmo ricostituire è una fascia di giocatrici medio-alte, che a mio parere è venuta a mancare nell'ultimo decennio, forse bruciate dalle 4 straniere in A1 o dalla crisi economica o dalla crisi dei vivai. I buoni risultati giovanili degli ultimi anni, e il repulisti di straniere in A1, fanno ben sperare in tal senso.

Ok, di per sé il fatto che Macchi faccia ancora la differenza non dimostra molto, perché è normale per i grandi campioni essere tali anche a 35 anni, se non sono abbattuti dagli infortuni; allora sposto il problema su un'altra angolazione e mi chiedo: quante giocatrici italiane hanno segnato almeno 10 punti di media in campionato negli ultimi 10 anni? Ci vuole un attimo di tempo per controllare nelle classifiche marcatrici sul sito di Lega, ma io dico che se, a parte Sottana, Bagnara e nell'ultimo anno Cinzia Arioli (che è fuori dal "giro che conta"), se ne trova qualcuna nata dall'82 in avanti (cioè l'annata dopo Ballardini), è una mosca bianca. Abbiamo allevato una stirpe di comprimarie, nessuna in grado di essere protagonista vera in A1.

Quanto a Macchi, mi chiedo: sì, avrebbe fatto comodo in nazionale ancora a lungo, ma che risultati abbiamo ottenuto con lei in squadra? Non qualificati a Euro 2001, 2003 e 2005, usciti presto all'Europeo di casa nel 2007, sesto posto a Euro 2009 (ecco che finalmente stava iniziando a vedersi qualcosa, però tardi), mai approdati a Mondiali e Olimpiadi, eccetera. L'amarognolo di cui parlavo si deve al fatto che una che da noi sembra una marziana, in realtà a livello internazionale è solo una buona giocatrice; quelle che han fatto la storia del basket europeo dell'ultimo decennio sono ben altre.

lunedì 29 settembre 2014

La week en rose (5)

Sabato 27/9 - Comincia il campionato di B lombarda. Mi limito a qualche pillola, ricordando che con la scomparsa imminente dell'A3, chi vince fa il salto doppio. Varese di Veronica Lovato riparte in pole position dopo il famigerato epilogo delle finali dello scorso anno (classifica ribaltata da uno 0-20 perché Como aveva scritto a referto un vice come capo allenatore; passò così Usmate al posto di Varese). A Como ora Invernizzi fa la dirigente. Il Brixia, neopromosso, è una collezione di nomi nobili del basket di Brescia e dintorni: Colico, Frusca, Marcolini, Aschedamini. Per converso, il Basket Femm. Milano è giovanissimo, perché schiera 8 '97 del vivaio Geas. Doveva esserci anche, a mo' di chioccia, Antonella Contestabile, il cui padre è tra i massimi dirigenti del club (non ricordo se proprio presidente). Ma all'ultim'ora s'è saputo che lui si è dimesso e lei non ci sarà. Correva voce di dissensi interni tra i dirigenti. Ma al BFM smentiscono categoricamente: "No, questione di tempo e distanza. E' ancora uno dei soci". Non ci risulta che Antonella abbia già trovato ricollocazione; in estate il suo nome era stato accostato a clubs di A2 del circondario (segnatamente Carugate), ci sarà un ritorno di fiamma?

Domenica 28/9 - Turbiglione di tornei precampionato e amichevoli. Manca una settimana al via di A1 e A2 (gironi B e C, non l'A), quindi tutto si fa più indicativo. Spezia ha battuto Parma che ha battuto Vigarano. Umbertide ha battuto Venezia. Per l'A2, convince Genova su Torino; Selargius domina il quadrangolare sardo. Il Geas si aggiudica il "Pasquini" di Crema: pollente rimonta su Broni in semifinale, con Laterza alla vendetta dell'ex (20), poi franco 60-48 sulle locali in finale (Barberis 15; occhio a lei, che sta segnando bene in tutto il precampionato). Incoraggiante per il nuovo corso di Cin'Zanotti.
La più contraddittoria è Carugate: male sabato con Crema (60-38, già -20 dopo 3 quarti), bene oggi con Broni, perdendo solo di 1 dopo un supplementare. La differenza? Presumo il modo in cui han giocato in generale, ma oggi c'era Robustelli che ha segnato 17 punti, ieri no. Giocatrice sottovalutata e che invece, magari, può contare anche in A2. Da rivedere, per ora mi par logico che Carugate, matricola, sia la più indietro fra quelle 4 squadre.
Broni ha perso in semifinale Zampieri per grave infortunio. Altrove, anche Calastri k.o. per il Sanga: fortunatamente, dopo timori che fosse grave, pare che sarà questione di un mese.

Domenica 28/9 - Ma eccoci a un trofeo ufficiale, e tanto per cambiare lo vince Schio: battuta Lucca 66-58 nella Supercoppa. L'ultima volta che Schio non ha vinto un titolo in Italia è stato lo scudetto 2012 (Taranto). Poi due triplette e ora è la settima coppa in fila. Discreto pubblico; si è giocato con 2 straniere per parte e non ci pare un'eresia dire che nessuno se n'è rammaricato più di tanto. Non perché la partita sia stata scintillante, ma tanto non è che aggiungendo una Swombrock o una Ciupaciupovic lo spettacolo diventava pirotecnico; :wacko: e allora meglio tenersi le italiane. Il copione è stato quello di tante altre volte: Lucca ci prova sempre, ma Schio è più forte e pur tra alti e bassi dà sempre l'idea di controllare senza rischi. 18-10 il 1° quarto, per instradare; poi sempre sgrulletti di Schio e zampatine di Lucca.
Sembrava spaccarsi tutto sul 47-30 a metà 3°, ma le tosche son tornate a -8, poi addirittura -3 con la piovra Pedersen (19 rimbalzi). Macchi cavava le castagne con un rimbalzone d'attacco, ma poi usciva per 5 falli causa un antisportivo per spintoni su Milic (dubbio). Macchi aizzava il pubblico applaudendo sardonicamente la decisione: quanto basta perché Schio ci mettesse un po' più di durezza e mantenesse le distanze. Macchi top scorer con 13, ma mvp è stata eletta Sliskovic, 11 punti e 9 rimbalzi, molto concreta. Interessante l'inizio di Zandalasini (primo trofeo in A1) con 6 punti nel 1° quarto (poi stop), piacevole lo scambio di canestri allo scadere tra Macchi (fine 2° quarto) e Rossi (fine 3°, da lontanissimo). La differenza fra gli organici comunque era proibitiva per Lucca.
Certo, però, quando vedi Macchi avere ancora una classe superiore alle altre italiane, a 35 anni e pur in declino, c'è qualcosa di amarognolo, perché l'impressione è che potrebbe giocare fino ai 40 senza trovare un'italiana che la mandi in pensione (nel senso di sopravanzare), fra quelle nate negli anni '80-inizio '90. Se consideriamo che Macchi non è mai stata in grado di portare l'Italia ai Mondiali, nè alle Olimpiadi, né a un piazzamento europeo tra le prime 4 o 5, né i propri clubs alle F4 di Eurolega, l'amarognolo diventa vieppiù aspro: una generazione non brillantissima.

Nella foto: Schio festeggia. Scena già vista alcune volte, negli ultimi anni.