sabato 11 novembre 2023

Curiosità: il record di punti in Nazionale non è di Macchi ma di Ghirri

 - Una nota a margine di questa finestra azzurra, ma interessante dal punto di vista storico. Era convinzione di tutti (o almeno così mi pareva) che il record di punti in singola partita con la Nazionale maggiore appartenesse a Chicca Macchi, con i 36 realizzati in un torneo internazionale, anno 2004. Così riportavano entrambe le edizioni dell'"Almanacco del basket femminile", quella sorta di bibbia scolpita da Massimiliano Mascolo nel 2007 e riveduta & corretta nel 2016.

Invece sulla brochure di presentazione di Italia-Grecia, a cura della Fip, compariva al primo posto Gianna Ghirri, pivot bresciana degli anni '60-70, con 38 punti realizzati ai Mondiali del 1967 a Bratislava (allora Cecoslovacchia) contro la Corea del Sud, in una partita che peraltro l'Italia perse segnando 56 punti totali (quindi solo 18 il resto della squadra).
Chi ha ragione? Ebbene, la Fip. Il grande giornalista Rai, effettuato un controllo, ha ammesso che l'errore era suo. La prestazione di Ghirri compariva regolarmente nella raccolta dei tabellini di tutti i tempi della Nazionale (vedi immagine allegata), ma era sfuggita al momento di compilare la tabella delle migliori prestazioni realizzative.
E così Macchi, che credeva di essere la primatista, scopre che in realtà non lo era mai stata. Ma quel che è peggio, la sua carriera è finita da tempo, sicché non ha più speranze di ritoccare il primato. 

mercoledì 8 novembre 2023

Italia, la strana vigilia di qualificazioni che non qualificano. A1, "bilancino" alla prima sosta

 - "Alla ricerca di qualcosa che poi, cos'è non lo sappiamo nemmeno noi", cantavano gli 883, gloria musicale pavese degli anni '90, troppo lontano nel tempo perché le azzurre attuali ne sappiano qualcosa (immagino) ma geograficamente vicino a Vigevano dove la Nazionale sta per debuttare nel nuovo ciclo verso l'Europeo '25.
La citazione è per sintetizzare il fatto che non sappiamo bene cosa stiamo cercando, in queste partite: non sono amichevoli ma nemmeno vere qualificazioni, essendo già ammessi sia noi che le nostre avversarie del girone; non stiamo provando un nuovo nucleo di giocatrici, perché è lo stesso dell'infausto Eurobasket nell'allora pacifico Israele; stiamo mettendo sì le prime basi per il grande evento di giugno 2025, ma onestamente, a 19 mesi di distanza è difficile sentirne già lo stimolo, l'urgenza di prepararci a dovere, eccetera.
E quindi che cerchiamo, perdio? Stando al concreto, vittorie per alimentare il fantomatico "ranking"; altro in palio non c'è. Potremmo aggiungere: la creazione di due nuove italiane per il campionato, Conti (già sicura con la presenza appena annunciata fra le 12 contro la Grecia) e Campisano (immagino che in Germania toccherà a lei).
Più idealmente: sensazioni positive dopo il tracollo di giugno e il cambio di c.t.; fare figura dignitosa sia per quanto riguarda il pubblico nel palazzetto di Vigevano (al che viene un po' d'inquietudine; sarà vero quel che ha scritto lo sferzante Edu Lubrano, che a lunedì, cioè l'altroieri, erano stati venduti 100 miseri biglietti?)  sia per quanto concerne la prestazione. Anche perché c'è la tv in prima serata su RaiSport che, coi chiari (anzi, criptati) di luna che abbiamo attraversato in anni recenti, è grasso che scola.

- L'ultimo atto del campionato di A1, prima di andare in pausa, è stato curiosamente un triplo finale-thrilling in contemporanea, poco dopo le 20, fuso orario di Roma.
Proprio la capitale è stata al centro d'uno di questi tre episodi, sotto forma dell'arresto-e-tiro con cui Milazzo ha regalato a Ragusa una vittoria scaccia-bassifondi, lasciando invece nella palude le sfortunate capitoline, già 3 volte battute al fotofinish.
Non meno rocambolesco, anzi di più, il finale a Faenza, dove Battipaglia stava per fare un miracolo, dopo essere passata in vantaggio da meno 16 all'inizio dell'ultimo quarto, il tutto giocando senza 3 straniere su 4 (Mbandu e Monteiro tagliate, Ferrari indisposta) mentre, ok, le discepole di Seletti erano sì orfane di Tagliamento, ma venivano dall'aver impegnato a fondo Bologna e Venezia. Cioè, tra quelle due corazzate e una Battipaglia senza 3 straniere, e con tutte le italiane baby tranne Potolicchio, sulla carta ci sono 60 punti di scarto. Ma in effetti la partita era in ghiaccio, se Faenza non fosse andata in tilt improvviso contro un'avversaria che, perso per perso, si è messa a pressare e assaltare il canestro con ardore encomiabile.
Scopriamo una Seka mai così ficcante: 24 punti (con 9/11 dal campo e 6/7 ai liberi), ne aveva segnati 23 nelle prime 5 partite, ma in totale. Brava ma c'è da capire se è stata casualità o esplosione duratura (poi magari prendono due straniere nuove nel suo ruolo e allora ciao). Purtroppo per lei, uno dei suoi due unici errori al tiro è stato dall'angolo, sulla sirena, dopo che Booker s'era inventata uno strambo ma miracoloso appoggio ad effetto, in entrata, per il contro-sorpasso faentino.
Se dopo la doppietta di quasi-colpi grossi avremmo detto che Faenza poteva addirittura giocarsela per evitare i playout, ora è inevitabile frenare con gli ottimismi nei suoi confronti. Di certo su Battipaglia, a meno che patron Rossini estragga due clamorosi jollies stranieri per rimpiazzare le tagliate, nessuno si fa grosse illusioni.

- Infine (ma era il match più atteso) la volata di Geas-Campobasso, non proprio all'ultimo tiro ma al penultimo (o meglio, al tiro che non c'è stato: ha commesso passi Moore sull'azione del possibile pareggio), che ha assegnato alle molisane il provvisorio ruolo di prima alternativa alle tre "superbigs", con San Martino appena dietro (per ora la vediamo leggermente inferiore a queste due, però classifica alla mano è lì appaiata, con la perla del colpo sulla Virtus) sulle ali di D'Alie e con l'appena recuperata Turcinovic che sembra un'ottima presa.
Chiaro che un Geas al completo (stavolta ha ruotato in 6) avrà tutte le chances per ribaltare questo momentaneo verdetto ma a oggi è così. Super Quinonez (20 punti) ma, a differenza di Seka, stupisce meno (ne aveva fatti 19 con Ragusa nel match televisivo, per dire).

- Per quanto concerne un bilancio flash sulle altre, le prime 3 sono lì dove devono essere; legittimo primato per Venezia che ha battuto Schio e, tranne per la faticaccia con Faenza, ha convinto più di una Bologna che oltre a perdere con S. Martino ha sofferto con Ragusa e Faenza, e di una Schio che oltre al k.o. con la Reyer non ha entusiasmato anche quando ha vinto. Ma tant'è, a parte la Supercoppa si vincono trofei da marzo a inizio maggio, non a novembre.

- La classifica, se si guarda, è già spaccata in due metà. Chi può recuperare il gap dalla parte bassa? Direi le due che finora stanno deludendo, ma che hanno più mezzi per invertire la freccia, cioè Ragusa e Sassari. E' da rivedere Brescia: a tratti sembra poter fare di più, a volte stenta, comunque 4 punti li ha messi in cassa ed è già il totale dello scorso anno (ma in 26 giornate...).

- Le metropoli, attese come catalizzatrici d'interesse per il campionato, per ora hanno più spine che rose. Roma non tanto per i risultati (3 sconfitte su 4 potevano essere vittorie; sembra avere le carte per risalire) quanto per aver dovuto finora giocare in casa a porte chiuse in una tensostruttura da serie minore, non esattamente l'ideale per attirare seguito intorno alla sua realtà creata ex-novo, e quindi senza la minima base costruita negli anni. Milano spinata perché, se da un lato nessuno (credo) s'aspettasse di vederla più in alto di così (e in definitiva ha messo in cassa una vittoria e mancate di poco altre due), dall'altro il rendimento delle due straniere più deputate a recitare da protagoniste (il centrone Diallo e la più-guardia-che-play Pellington; giacché Tulonen e Yurkevichus, già viste all'opera in Italia, sono utili ma non decisive, a livello di A1) non convince appieno, e il calendario prossimamente è in salita ripida (Sassari, Roma, Geas, Ragusa, Campobasso, Schio per chiudere il 2023 solare...).
Ma tant'è, con la formula senza retrocessione diretta, raggranellare qualche vittoria conta solo per avere il fattore campo nei playout. L'essenziale è imbastire un cantiere in grado di ritrovarsi in primavera con un edificio in grado di reggere le scosse telluriche delle sfide salvezza.

martedì 7 novembre 2023

Nazionale, non si è mai d'accordo sulle convocazioni

Cristiano Garbin avrebbe convocato sin d'ora Osazuwa. Sostiene che ha già dimostrato di valere il livello A1. Mah, io ricordo il suo periodo in A1, in cui fece vedere qualche sprazzo interessante, ma sarei per aspettare segnali più consistenti di maturazione. Comunque, ognuno ha i suoi "pallini" che sostiene legittimamente in ottica Nazionale. Solo che per accontentare tutti bisognerebbe avere 48 posti al raduno e una trentina in partita. Invece, purtroppo o per fortuna, sono solo 16 al raduno e 12 per giocare.

Ieri sera in "Passo e tiro" Garbin voleva convocate Osazuwa (appunto) e Zanardi perché sono il futuro; il suo collega di conduzione Brunale invocava Trimboli "perché se non le dai una chance adesso con quello che sta facendo, quando gliela dai?", Marco Brioschi candidava Nasti Conte perché sta giocando bene. E prima che si facesse male, c'era un abbondante partito pro-Tagliamento, "come si fa a lasciare a casa Tagliamento".

C'è chi vuole convocare quelle acerbe ma più futuribili, chi quelle ormai sui 28-30 anni rimaste sempre fuori dal giro ma ultimamente migliorate, chi vuole gli esperimenti ma poi se perdiamo s'incazza come una biscia perché non si può perdere con la Grecia o la Germania... tutto molto divertente (limitarsi ad approvare le convocazioni sarebbe noiosissimo) ma temo poco fattibile.

sabato 4 novembre 2023

Perché non ha senso paragonare Zanardi e Sottana

Prima di tutto, Sottana è stata la miglior giocatrice italiana del decennio scorso, quindi perché se Zanardi non fosse all'altezza di Sottana dovrebbe essere una fallita? Non è che o sei la migliore del decennio o non vali niente.
Ma soprattutto, Zanardi a 18 anni sta facendo più di Sottana a 18 anni. Ovviamente Sottana giocava a Venezia che era di livello più alto di Brescia, quindi non si può fare il paragone esatto. Ma non si capisce cosa dovrebbe fare Zanardi più di quello che sta facendo adesso. Stiamo parlando di una che la scorsa stagione, tra i 17 e 18 anni di età, ha fatto 15 punti e 4 assist di media in A1. Sì, ho capito, nel club allenato da suo padre, ma il 99,9% della gente, puoi mettere suo padre, sua madre e sua sorella ad allenarla, ma non combina nulla di simile in A1.
Il giorno in cui saremo pieni di gente che a 18 anni fa quello che fa Zanardi, sia sul piano tecnico che di personalità, sarà una festa, ma ho qualche dubbio che ci arriveremo. Non so come sarà Zanardi tra 5 o 6 anni, ma spararle addosso per come è ora, è demenziale o in malafede.

Coppe europee: due passeggiate, due colpi mancati

 - In Eurolega sul velluto Schio, 84-58, contro Lione (alias Asvel Féminin) con più assenti che presenti fra le giocatrici di maggior spessore (Gabby Williams; Chartereau che adesso si fa chiamare Chery; la grande ex Gruda; Johannès; Jocyte): mai vista una decimazione simile e infatti le francesi, che torneranno probabilmente pericolose una volta al completo, hanno perso con questa 5 partite su 5. Guirantes e Parks firmano 20 a testa per Schio che torna nel gruppo delle terze.
Perde Bologna, confermandosi in un momento di appanno e di affanno: nelle ultime 4 partite fra campionato e Coppa, 3 sconfitte e una vittoria sudata con Faenza. Da un lato, perdere di 8 (65-73) contro Mersin, finalista in carica, non è un disonore; dall'altro però la Virtus non ha mai dato l'impressione di poterla vincere. Anche per la sfiga d'un infortunio a Dojkic sul finire del 2° quarto, proprio il momento in cui le turche (o meglio, la solita multinazionale sotto bandiera turca) fanno il break, 30-39 all'intervallo, che poi porteranno fino in fondo. Virtus con poca continuità in attacco e poca tenuta difensiva, anche se con qualche fiammella prova a ricucire, ad esempio da meno 16 a meno 9 nel terzo quarto (50-59 al 30'), poi da meno 15 al conclusivo meno 8 nell'ultimo quarto. Bolognesi non male da 2, 50%, ma solo 6/24 da 3 e 16 palle perse. Zandalasini fa il suo, con canestri notevoli, 22 punti con 7/18 dal campo, 8 rimbalzi, 3 assist, ma non incide granché sull'andazzo della partita. Fra le altre, apprezzabile Pasa, così-così le straniere, di cui è mancata qualche prestazione sopra le righe, quelle che Mersin ha avuto da Mabrey (ancora bestia nera delle... V nere, 23 punti) e Iagupova (17). Bologna come Schio ora ha 3 vinte-2 perse.
Da segnalare una folla imponente (purtroppo non ho trovato la cifra) per il derby spagnolo Saragozza-Valencia. Nelle foto sembrava quasi pieno il palazzo da 8-10.000 posti.

- In Eurocup partita senza senso tecnico fra Ragusa alias Dubrovnik e Venezia (34-113). L'unica utilità, a parte i due punti, è per far riprendere ritmo a Shepard (rientrata pochi giorni prima in campionato), la quale evidentemente aveva voglia di divertirsi, sicché ha maramaldeggiato con 40 punti in 23 minuti, 18/21 al tiro, 55 di valutazione.
Era ben più seria la partita di Sassari, per il primato, a Madrid con l'Estudiantes. Non male il primo tempo per le nuragiche, avanti 23-25, ma nel 3° quarto imbarcano un 17-5 a sfavore, che diventa poi meno 16 all'inizio dell'ultimo. Solo ridotto lo scarto nel finale, senza riaprirla davvero (54-47). Sassari chiude con 13/53 dal campo e 23 perse.

venerdì 3 novembre 2023

Zandalasini terza nel ranking delle migliori europee (da sito Fiba)

La classifica delle migliori 20 europee attuali sul sito Fiba


<i>An exceptional talent, Zandalasini has sometimes blown hot and cold since the days of her extraordinary youth performances. But there's no denying she's a phenomenal player capable of winning any game. A momentum shifter and clutch baller, the guard is playing some of her best basketball with Virtus Segafredo Bologna. She'll be eager to show she's one of the top ballers on the continent when wearing the Italy vest again, looking to make up for a disappointing FIBA Women's EuroBasket 2023.</i>

Commento breve: va notato che vengono riconosciuti certi alti e bassi nel rendimento di Zandalasini. E ciò nonostante la mettono solo dietro a due stelle assolute come Meesseman e Johannès; davanti a gente come Iagupova, Satou Sabally, Gabby Williams, le venerande Torrens e Gruda...
Il punto non è che sia uscito sul sito Fiba quell'articolo; era lo stesso se usciva su qualche portale estero di news. Il senso è come vedono le cose gli osservatori internazionali, dove è evidente che l'idea di un'Italia che volesse sbarazzarsi di Zandalasini è considerata una pazzia, considerando che non siamo come la Francia dove pur azzoppandosi di Johannès e Gabby Williams con le proprie mani, avevano i mezzi per vincere lo stesso.

La terza posizione ha sorpreso anche me, ma in realtà non è un buon periodo in generale per il basket femminile europeo, a livello di "stelle". Vari mostri sacri sono invecchiati, certe non sono mai sbocciate del tutto, mettiamoci pure le russe (Vadeeva e Musina su tutte) bloccate a tempo indeterminato... insomma non vedo tanta gente che sia stata sottovalutata rispetto a Zanda. Forse Sabally. Poi è chiaro che una Torrens e una Gruda hanno avuto una carriera molto migliore, ma hanno 34 e 36 anni.



 

giovedì 2 novembre 2023

A1: le "bigs" sono vulnerabili - spinosa tv - Zanardi ispira Brescia a Milano

 - Uno dei temi di questo inizio di stagione in A1 sembrava l'eccesso di divario tra le solite tre corazzate e il resto della plebe. Non che fosse una novità rispetto agli scorsi anni, ma risultati come il +38 di Schio sul Geas, il +38 anche per Venezia su Brescia, un paio di ventelli abbondanti per Bologna, parevano testimoniare un ulteriore peggioramento degli squilibri.
In parziale controtendenza c'erano state le vittorie abbastanza sofferte per Bologna su Ragusa e per Schio su Campobasso, però, nella sostanza, quando le due favorite avevano dato lo sgrullone finale, non avevano rischiato di perdere, e comunque non erano avversarie banali.
Invece nelle ultime due giornate è successo che Schio ha penato a lungo contro Sassari, che finora ha 1 vittoria in 5 partite, e soprattutto che Faenza ha fatto sudare sette camicie a Bologna e una dozzina di camicioni a Venezia, e che San Martino ha battuto la Virtus non per episodi fortuiti ma per predominio costante.
Proprio le due che sembravano più lanciate sino a due settimane fa, appunto V nere e orogranata, hanno mostrato crepe inattese. Il telecronista faentino ha commentato, dopo la sirena, "vince Venezia meritatamente":  non si può certo accusarlo di partigianeria come a volte succede ai commentatori locali, visto che francamente i meriti della Reyer non si è capito quali fossero, non essendo riuscita a scrollarsi di dosso una Faenza rimasta orba di Tagliamento, ennesimo colpo di sfiga per lei, la quale era a 11 punti con 3 triple dopo neanche un quarto e mezzo. Il tutto nel giorno in cui è tornata Shepard. Dallo 0-9 iniziale per le lagunari si è passati clamorosamente a +8 per le romagnole con un parziale di 19-2.
Ma in ogni caso Venezia vince e si gode la vetta da sola (da notare Villa, 15 punti e 6/10 dal campo contro il coach che la lanciò a 14 anni e mezzo in A1, Seletti). Ben peggio fa Bologna, facendosi schiaffeggiare da una San Martino priva di Turcinovic, in cui però l'ex pepata D'Alie (25 + 7 rimba + 4 assist) e Kostowicz (11+17 rimba) sembravano più da Eurolega loro che tutte le virtussine, le quali non più tardi di 10 giorni prima stendevano Salamanca ed erano prime da sole.
Incidenti di percorso? Stanchezza di coppa che inizia (parecchio presto, però) a pesare su gambe e capocce? Alle prossime partite la sentenza, anche se rimane per ora immutata la sensazione che sull'arco della stagione intera non ci siano alternative al dominio delle tre grandi, seppure non così corazzate come sembrava.

- Non c'è mai rosa senza spine, a quanto pare, nel nostro orto. I ritrovati (dopo 9 anni) passaggi televisivi in Rai, seppure limitati al numero di sette in stagione regolare, dovevano essere, in teoria, una festa per tutti. Invece sono diventati pomo di discordia, polemica e recriminazione, almeno da parte di Battipaglia, esclusa dalla lista delle dirette al pari di Schio, Bologna e Sassari; ma, dice il comunicato della società campana, le altre tre potranno rifarsi nei playoff [più difficile per le sarde, per la verità, visto che si parla solo di semifinali e finali - NdMeur], noi invece siamo discriminati.
C'è da dire che, se i passaggi televisivi hanno il vincolo di date precise, non era semplice garantirne uno a tutti; ma se l'idea di fondo era di dare democraticamente almeno una vetrina a ogni società, il fatto che 5 di loro ne abbiano due e Battipaglia zero, si può capire che al passionale patron Rossini venga la mosca al naso. In un video pubblicato sulla pagina Facebook della società, Rossini è apparso insieme a uno sponsor e ha parlato di un danno gravissimo, ha lanciato strali al presidente di LBF Protani per non essersi nemmeno degnato di dargli spiegazioni, per aver commesso l'ennesimo sgarbo nei confronti del suo club (eppure non fu Protani stesso, lo scorso anno, a far incazzare invece La Spezia per aver revocato le F8 di Coppa Italia di A2 alle liguri e averle assegnate a Battipaglia?) e per aver preferito elargito due dirette Rai a clubs che si sono comprati l'A1 (allusione ovviamente a Brescia e Roma) anziché a chi se l'è guadagnata sul campo come Battipaglia. Rinfacci che danno l'idea di ruggini e tensioni interne a LBF che vanno oltre l'occasionale miccia dei passaggi Rai.

- Personalmente mi sono recato, domenica 29, in quello spicchio di college americano che è il Bocconi Sport Center di Milano per il derby longobardo tra Sanga e Brixia. Scontro diretto fra squadre appaiate a quota 2 punti (bresciane con una gara in meno), occasione di issarsi a metà classifica, sopra il magma delle pericolanti.
Se clicchi su questo link c'è una videosintesi mia degli ultimi due quarti.
Giungevo, per motivi, a terzo quarto iniziato da poco, ma tutto era ancora da scrivere per quanto concerne l'esito. Infatti, a parte un +8 milanese verso metà del 2° quarto, l'andamento era sinora viaggiato in stretto equilibrio, con vantaggi alterni, perlopiù casalinghi, ed ambo le compagini in grado di produrre, con indubbia voglia di combattere, mini-parziali favorevoli, ma senza la necessaria continuità per prendere il controllo delle operazioni.
Così avveniva anche nel 3° periodo, in cuii dapprima Brixia saliva a +4 con due triple di Garrick, poi il Sanga replicava con un 11-3, chiuso da un bel contropiede di Toffali per Diallo (sembrava tonica la possente spagnola, ma nell'ultimo quarto non è più stata un fattore).
Un vivace scambio di canestri negli ultimi minuti siglava prima il sorpasso bresciano (con Zanardi protagonista), poi il controsorpasso milanese con 5 punti di Beretta (62-61 al 30').
Nell'ultimo quarto continuava il botta-e-risposta fino a metà frazione; poi, quando sembrava che potesse durare l'incertezza sino all'ultimo, arrivava la stoccata decisiva di Brescia. Da 67-66 per Milano saliva in cattedra Zanardi, la più giovane sul parquet, con un assist per Louka e un'entrata in proprio. Quasi all'improvviso l'attacco del Sanga smarriva la via del canestro, trovando l'area ben chiusa nei tentativi di percussione di Toffali e Pellington, e non riuscendo a smantellare l'arrocco con una serie di vani tentativi da 3, né a servire le lunghe in posizione pericolosa.
Al contrario Brescia trovava un'altra soluzione dentro l'area con Louka e poi due zampate cruciali di Tassinari: fallo subìto su tripla (3/3 ai liberi) ed entrata più aggiuntivo, ovvero 6 punti in due colpi che segnavano il k.o. sul 68-78, ovvero un parziale di 1-12.
Il finale è 69-79.

Milano, che per 3 quarti aveva tirato molto bene da 2, ha chiuso il 4° periodo con 1/7 da 2 e 1/10 da 3. Poteva evitare la sconfitta solo con una tenuta stagna in difesa, che però in questo inizio di stagione non è nelle corde del team di Pinotti, ancora in formato cantiere come è normale per una matricola, specie se non dispone di un organico "grandi firme" (quelle che, per intenderci, almeno parzialmente ha Roma). Lo spirito del nucleo italiano, al di là dei suoi limiti, continua a piacermi. Il problema, oltre alla difesa, è che non è ancora chiaro chi siano gli elementi più affidabili per vincere le partite; in tante possono giocare benino o anche bene, ma sicurezze per ora non ce n'è. Credo che nessuno in terra meneghina si aspettasse uno scenario diverso da quello attuale; certo ora ci sarà da stringere i denti perché, dopo aver già avuto in casa Battipaglia, Faenza e Brescia, cioè 3 battibili, il calendario sarà in salita ripida.
Per quanto concerne Brescia, ha sofferto forse più del dovuto per 3 quarti e mezzo (credo che ora come ora il suo potenziale sia superiore a Milano), ma nel momento della verità ha prodotto il meglio. Garrick con 21 punti (e un curioso 0/5 da 2 ma 5/10 da 3) la top scorer, Zanardi però si merita l'mvp con 19 punti, 8 assist e, come descritto, un crescendo finale. Grazie a questo risultato si ritrova a metà esatta della classifica, settima con 2 V-2 P, il che alimenta fondate speranze di far meglio dello scorso anno.

Foto: subito dopo la sirena di Sanga-Brixia.

domenica 29 ottobre 2023

Perché non è il caso di fare a meno di Zanda in azzurro

C'è spesso l'illusione che col "gruppo compatto e coeso" si possa far meglio che con la "stella egoista e montata" (quale sarebbe Zandalasini a detta dei detrattori). Secondo me invece, salvo colpi di particolare fortuna/abilità, non si va lontano. Va bene se hai un obiettivo medio/mediocre, dove peraltro ci siamo già da anni. Ma se vuoi raggiungere qualcosa di importante, devi avere sia la massima qualità possibile, sia chiaramente l'unità di intenti, ma non l'una senza l'altra.

Ma nulla può smuovere di un millimetro chi pensa di aver capito più del 90% degli osservatori di basket internazionale, o per malafede (cioè astio personale) o per proprie teorie applicate al basket. Questo secondo caso lo rispetto, anche se non lo condivido, il primo caso chiaramente no.

Il problema che ci si deve porre (ma qui mi rivolgo ad altri utenti) è come fare in modo che il contesto di squadra non costringa Zandalasini a forzare e sbagliare, cosa che lei non fa (o fa esattamente come mille altre giocatrici di qualità) se il contesto non lo richiede. Quando in una squadra c'è un'individualità riconosciuta anche dai compagni come superiore, è normale che i palloni decisivi passino dalle sue mani.
Come abbiamo giocato l'azione finale del quarto U20 con la Francia, quest'estate? Palla a Matilde Villa che se la gioca in 1 contro 1. E' normale. Ma spesso si denigra questo tipo di giocatore come se s'impossessasse del pallone con la minaccia del mitra, anziché per meriti dimostrati sul campo. Casomai è l'allenatore che deve far giocare in modo diverso, se è un problema. Allora l'Olimpia Milano deve far fuori Mirotic e Shields perché monopolizzano la palla? Casomai devono far meglio gli altri, o l'allenatore deve trovare un equilibrio migliore.
Potremo fare a meno di Zanda quando avremo un numero sufficiente di giocatrici tali da dirle: grazie, non ci servi, abbiamo di meglio. Oppure: ok, sei ancora la migliore, ma hai 33-35 anni e dobbiamo rinnovarci. Oppure se si tira indietro lei come a volte succede con i giocatori/giocatrici (e in tal caso le si dà il benservito e stop). Non mi pare che queste tre situazioni siano attuali.

sabato 28 ottobre 2023

Coppe europee: Eurolega doppia legnata, Eurocup doppia magnata

 - Settimana ad elevata escursione termica per il nostro poker d'assi di Coppe: 4 partite a senso unico (curiosamente 3 con scarto finale di 16 punti), vinciamo quelle di Eurocup, perdiamo quelle di Eurolega. Per Schio contro l'ammazzasette Fenerbahce c'era solo da conteggiare lo scarto, salvo miracoli. Vero è che nell'ultimo confronto di diretto, la semifinale della scorsa edizione, le arancioni d'Italia se la giocarono più che degnamente, quasi fino in fondo, e non era un Fener più scarso di quello che sta facendo tutti a pizzette in questo scorcio di stagione. Il problema è che non è la stessa Schio. In più si giocava nella tana delle turche, anziché sul neutro praghense delle Final Four. Per 6-7 minuti ci si può ancora illudere che ci sia partita, poi si passa da +7 a +20 per il Fener a cavallo della prima sirena, ed è sipario. Il resto si trascina senza sussulti (50-34 al 20', 90-64 alla fine con arrotondamento ulteriore dello scarto). Meesseman divina come al solito (24 con 11/16, 9 rimbalzi, 4 assist), Natasha "ti sfascia" Howard 21; per Schio una dozzina di punti da Guirantes e Parks, ma senza incidere; benino Verona che si conferma in risalita (10), male invece Keys che fu protagonista pochi mesi fa in quella semifinale. Comunque non è qui che Schio si giocava le sue chances.

- Non meglio, in rapporto all'avversaria, Bologna che incoccia nella prima sconfitta; a Villeneuve anche per la Virtus imbarcata iniziale (29-16 al 10'); c'è un riavvicinamento a -5 a inizio 3° quarto ma una nuova botta da 10-0 chiude tutto troppo presto. Serata storta. Miglior marcatrice della partita un play tascabile che francamente non conoscevamo, Heriaud (15+6 assist). Zanda 14+6 assist per le felsinee che restano in testa in coabitazione. Da notare che è la prima sconfitta stagionale per la Virtus che finora era imbattuta su 3 fronti (9 partite fra Supercoppa, campionato ed Eurolega).

- In Eurocup volano Venezia a Bursa (64-80 con 9+16 rimba di Cubaj e 14 con 5/7 per Tilde Villa, 7 stoppate per Kuier) e Sassari in casa con la non scarsissima Szekszard (70-55 con 23 di Carangelo che decisamente ha ingranato dopo un avvio di stagione sottotono). In classifica Reyer 3-0 in testa, Dinamo ben messa nel suo gruppo con 2-1.
Su Villa da notare che su 3 partite ha 11,3 punti di media con un 75% da 2 tutto a suon di invenzioni in avvicinamento, suo marchio di fabbrica, mentre da 3 ha appena 0/2 su 3 gare. Sostanzialmente riesce a incidere in un contesto europeo senza tiro da 3, il che la dice lunga su cosa potrebbe essere se sviluppasse anche 'sto benedetto tiro dalla lunga.

venerdì 27 ottobre 2023

In Lombardia aumentano le squadre giovanili

"E quando torni facciamo festa, senza nessuno che ci lasci la testa" (cit. Jovanotti).

Ho estratto dal frigo la cassa di birra buona delle grandi occasioni (Beck's ovviamente), che tenevo per un'eventuale medaglia della nazionale, ma visto che campa cavallo che l'erba non cresce, meglio ubriacarsi per questo piccolo ma prezioso successo. Bisogna vedere però com'è nel resto d'Italia.
In Lombardia siamo tornati alle cifre di 6 anni fa (2017/18). Ovvero siamo andati oltre il semplice recupero delle perdite post-Covid.

 Come riporta FemBasket, in Lombardia circa +20% circa di squadre iscritte ai campionati giovanili rispetto allo scorso anno, con addirittura +70% nell'Under 13.

 

mercoledì 25 ottobre 2023

A1: Campobasso fa mattanza nella partita Rai; scatto Geas semina S. Martino: ecco le alternative alle "big 3"

- La torta c'è, mancata solo la ciliegia. Non riusciamo, cioè, a suggellare il ritorno su RaiSport dopo 9 anni (finali scudetto 2014), per giunta nel prestigioso orario serale di domenica, con una partita tale da tenere gli spettatori avvinti allo schermo. Giacché Campobasso-Ragusa si rivela una tonnara a senso unico in favore delle molisane, confermando il rispettivo momento delle due compagini: convincente per l'una, deficitario per l'altra. Vedremo se durerà in ambo i casi.
Ma, a parte il poco sugo della sfida (spettacolari però certe folate di Campobasso, con una sontuosa Kunaiyi-Akpanah in arte Pallas), la sostanza dell'agognato, invocato, idolatrato ritorno in Rai può solo rallegrare, se non altro perché rispetto a MS Channel si riescono a distinguere le giocatrici e la visione non va a scatti... :blink: Al commento tecnico ritrova i microfoni Rai Alice Pedrazzi, dopo aver attraversato le varie Sportitalia e MS Channel in questo periodo di lontananza dall'emittente principe.
Non è dato di sapere, al momento, quando sarà il prossimo "rendez-vous" su RaiSport, ma intanto va segnalato che MS Channel non è scomparsa del tutto per il nostro amato movimento, bensì trasmette anche quest'anno le differite di A2 il martedì alle 18.
Per quanto riguarda le produzioni di LBF, si fa apprezzare lo "speciale" sull'Oxygen Roma, seconda puntata dei video sulle metropoli debuttanti, dopo quello sul Sanga Milano.

- Se non c'è stato equilibrio dove lo si aspettava, ce n'è stato invece più del previsto in Sassari-Schio (dove Hollingshed soprattutto, 27 nel 1° tempo, ma anche Carangelo e Raca hanno tenuto testa quasi fino in fondo) e ancor più sorprendentemente in Bologna-Faenza, derby emilio. Positivo, ammesso che non sia un'eccezione, dopo l'eccesso di squilibrio che s'era riscontrato nei primi impegni delle 3 corazzate. :b:

- Personalmente, sempre domenica 22, mi sono recato nelle cementate lande di Sesto S. Giovanni per un altro dei clou di giornata, cioè Geas-S. Martino (clicca qui per una mini-sintesi video della partita).
Le suddite di Nonino, candidate a ripetersi come semifinaliste, contro le Lupe che dalla rifondazione estiva sembrano aver messo insieme del buon materiale sotto il neo-coach Piazza che s'è portato D'Alie e Conte dalla Crema che stupì ma sparì. In palio un posto nel gruppo delle terze.
Per cause, arrivo in loco quando si è all'intervallo. Avendo occhieggiato il live score, so che non mi sono perso nulla dal punto di vista dell'esito della partita, in quanto il punteggio è di 33-33. Con un inizio tambureggiante delle ospiti, 16-23 al 10', poi anche +10, e una replica delle locali con una stretta difensiva che ha concesso solo 10 punti nel 2° quarto, e un parziale di 13-0.

Subito all'ingresso m'imbatto nell'effervescente Garbo, il quale con evidenza ha preferito le luminarie dell'A1 nel Nord milanese alla ruspanza dell'A2 di Costa (dov'era presenza fissa ai tempi delle gemelle dorate) lassù nella Brianza lecchese. L'esimio cronista m'informa d'un dettaglio tecnico, ovvero che San Martino ha sprecato parecchio da sotto, con D'Alie in primis, e poi d'un imprevisto increscioso, non l'infortunio di Turcinovic (lo scoprirò successivamente), bensì che distribuivano pezzi di pizza gratis al pubblico, ma sono già andati esauriti. :cry:
In effetti la presenza di spettatori è massiccia: pieno il settore più vicino all'ingresso, quello degli aficionados Geas (e fin qui normale), ma piena anche la metà più lontana, dove di solito, se gli ospiti non portano stuoli di tifosi, si riempie solo in parte, con neutrali o sestesi meno accaniti. Credo ci sia stato un invito promozionale ai settori giovanili del territorio, perché vedo vari gruppi con divisa sociale. In ogni caso, bene così. Discreta anche la rappresentanza luparense. 320 gli spettatori ufficiali ma a occhio si superavano i 400. :B):

Il tabellone luminoso del PalaNat informa che Gwathmey è già a 11 punti, Trucco a 7, mentre per S. Martino ci sono Russo e Turcinovic a 7.

Riprende il giuoco; e l'equilibrio sembra destinato a durare: nessuna delle due compagini trova continuità in attacco. Il Geas, già orbo di Dotto e Begic, perde momentaneamente Moore che commette 3° e 4° fallo e deve mettersi in naftalina sulla panca; e in questo frangente c'è quasi solo Gwathmey a garantire punti, anche se batte un colpo Panzera con una tripla. Qualche palla persa di troppo impedisce alle sestesi di capitalizzare le migliori percentuali da 2.
Non meglio però fa S. Martino, la quale contro la zona non inquadra il canestro con le esterne (come detto, Turcinovic è out mentre Russo non segna più, e D'Alie e Conte non hanno buona mira oggi) né trova spazi buoni per le interne, ma tiene botta coi tiri liberi guadagnati soprattutto da Soule e Conte.
S'innervosiscono entrambe le parti con un tecnico a testa, prima alla panchina del Geas dopo uno sfondamento di Panzera a metà campo, ripartendo da palla rubata, poi a Russo (proteste un po' plateali per un fallo fischiatole a rimbalzo in attacco, ma sanzione un po' compensativa di quella precedente), la quale così esce anzitempo per 5 falli, altra tegola nel settore esterne delle luparensi.
E' onesto il 49-49 a fine 3° quarto che rimanda ogni verdetto all'ultima frazione.

Considerando che entrambe le squadre hanno la coperta corta, parrebbe che nessuna abbia la forza di chiudere la partita anzitempo con una fiammata. Impressione fallace, giacché nel 4° quarto il Geas con un improvviso sgrullone manda al tappeto le Lupe. Ad accendere i fuochi è Bestagno, che sale in cattedra dapprima fornendo un assist di pregio a Gwathmey, poi segnando due canestri notevoli in proprio. Poi tocca a Panzera con una tripla. Si è già sul +7 Geas senza che S. Martino riesca a reagire.
C'è spazio anche per la pennellata della capitana. L'antica Arturi, palesemente determinata a rifarsi di un paio di cose venute male (un passi e un cross su tripla dall'angolo), batte Conte in entrata e guadagna un canestro più fallo; esulta vistosamente dando la carica a tutte. Sbaglia l'aggiuntivo ma abbiamo apprezzato la reazione d'orgoglio, oltretutto col tempismo ideale perché dà ulteriore spinta al break. Che viene completato dall'appena rientrata Moore con due canestri da sotto: in tutto fa 13-0, micidiale gragnuola. Emblematica della resa luparense un'azione in cui Conte sbaglia da 3, D'Alie raccoglie il rimbalzo ma da centro area non trova nemmeno il ferro.
Sul 66-53 a 3' dalla fine, il resto è accademia.
Si arriva a +18 Geas con l'ennesima zampata di Gwathmey, poi S. Martino lenisce la ferita con uno 0-9 in suo favore, soprattutto grazie a una combattiva Kostowicz. Alla fine è un giusto +10, 73-63.

Le cifre fotografano degnamente la prestazione di Gwathmey: 27 punti, 8/12 da 2, 2/4 da 3, 5/6 ai liberi, 10 rimbalzi, 3 assist, 32 di valutazione. :B): Moore 17 nonostante i problemi di falli, solita solida. Poi Panzera con 12, personalità. Trucco 7+12 rimbalzi, s'è vista poco sul fronte offensivo nel 2° tempo ma prima sì. Bestagno 8 con 6 assist e, come detto, è venuta fuori nel momento cruciale.
Importante il 57% da 2 per il Geas contro 39% di S. Martino: la differenza è lì perché da 3 e ai liberi si sono equivalse.
S. Martino ha 16 punti da Kostowicz, 11 Conte e 10 D'Alie ma, come detto, ambo imprecise. Interessante quanto ha detto, l'indomani, Rae D'Alie ospite a "Passo e tiro": il piano di S. Martino era di alzare i ritmi, perché loro sono la squadra con più possessi a partita (o quasi) mentre il Geas quella con meno; ma hanno pagato i molti falli nel 2° quarto oltre all'uscita di Turcinovic; nel 3° sono rimaste in partita coi tiri liberi anche se il Geas ormai aveva il controllo dei ritmi grazie alla zona; non sono riuscite a sfruttare le palle perse del Geas; nel 4° hanno pagato la perdita di Russo e hanno imbarcato il parziale.

E dunque il Geas, che dopo l'imbarcata a Schio e la perdita di due elementi rischiava un ottobre nero, dovendo affrontare Sassari, Ragusa e S. Martino in fila, se ne esce rinforzato nella classifica e nella ricandidatura al 4° posto. Quando sarà al completo potrà dar fastidio anche alle primissime? Per ora non mi sento di prevederlo; la distanza era netta lo scorso anno negli scontri diretti, e il primo di quest'anno non autorizza ottimismi. Vedremo.

Nell'uscire dal palazzetto, purtroppo senza poter rendere il dovuto omaggio al padrone di casa Nonino, fendendo la folla che circondava festosamente le giocatrici, m'imbattevo in un altro utente illustre quale William Munny, in veste di accompagnatore di varie giovani giocatrici della sua società venute ad assistere. Mi salutava con grande cordialità, la stessa che ci siamo reciprocamente espressi per tutta l'estate qui sul forum (o forse no); :shifty: ricambiavo.

Nella foto: il festoso dopopartita a Sesto.

sabato 21 ottobre 2023

Coppe europee: Bologna prima da sola. Schio sciupa

- Primi test consistenti per il nostro duo d'Eurolega. Cade Schio contro Miskolc (imbattuta a sorpresa, senza grosse stelle) in una partita tignosa, a basso punteggio, di quelle che non si sbloccano mai da ambo le parti (poco più del 30% al tiro); dopo uno svantaggio minimo alla fine dei primi 3 periodi (ma mettendo anche la testa avanti di quando in quando), le bianco-arancio perdono l'attimo fuggente quando due difese porose consentono alle magiare di allungare su un +6 a 3' dalla fine. Spalle al muro il Famila estrae tre triple con Parks, Sottana e Guirantes, togliendo il tappo al canestro, ma in mezzo ci mette anche sbavature che non consentono di completare la rimonta, ovvero un altro paio di buchi difensivi per canestri da sotto, e soprattutto una rimessa mal eseguita a -17"sul meno 1. Finisce 55-59; Guirantes 15 ma nessuna sopra le righe per Schio. Per ora si conferma l'impressione che a questa squadra manchi la fuoriclasse che trascina.


Bologna la Dotta sdottora anche in Europa. Se non contabilizzo male è 8-0 fra Supercoppa, campionato ed Eurolega in questo scorcio. Big match vero, questo con Salamanca, che la Virtus comanda dall'inizio alla fine con 3 quarti e mezzo da applausi, subendo solo nel finale ma senza rischiare di perderla. In un Paladozza discretamente popolato (risultano 1500 anime), scatto già decisivo nel 1° quarto (26-14), un po' più stentato il secondo ma chiuso sul +10 con tripla di Rupert allo scadere, poi altra gran fiammata nel terzo, arrivando sul 66-47 all'inizio del quarto. Da lì Salamanca dà vita a un classico assalto "perso per perso" in cui improvvisamente ti riesce tutto quello che prima non veniva; sicché le spagnole fanno 28 punti in 7 minuti ma una tripla di Zandalasini (peraltro fin lì a secco) mette il sigillo sul +10 a 2' dalla fine, anche se poi le iberiche limano lo scarto (79-75). Dojkic 19, Rupert 15 e da sottolineare Pasa con 13 (e 20 di valutazione): se il supposto anello debole non è più tale, c'è il salto di qualità per la compagine intera.
E così la Virtus per la prima volta nella sua storia è prima da sola in Eurolega femminile. Servono altri tests per capire se può fare sul serio ma finora decisamente sì.

- In Eurocup ok sia Venezia a Pecs (52-67, 'Tilde Villa 18 con 9/12) sia Sassari a Chomutov, Rep. Ceca, 70-80 confermando che Carangelo (19) si è sbloccata come in campionato contro Roma.

WNBA: Las Vegas trionfo-bis; Wilson regina; una stagione (moderatamente) di successo

- Las Segas. :blink: Godono di nuovo, nella Città del Peccato, per il secondo titolo consecutivo delle Aces nell'Associazione nazionale di pallacanestro donne, meglio nota come WNBA. Nessuna squadra riusciva a ripetersi dal 2002, quando Los Angeles di Lisa Leslie si confermò sul trono. Da allora, anche le franchigie capaci di arraffare molteplici titoli (Detroit, Phoenix, Minnesota, Seattle) non l'avevano mai fatto in anni consecutivi.

Ma questa Las Vegas, allenata dalla grande Becky Hammon, è squadrone vero, tant'è che ha fatto a pezzi tutte sia in stagione regolare (34-6 di bilancio) sia nei playoff (8-1); l'unica rivale all'altezza è stata la nuova potenza New York, diventata tale grazie all'innesto di Breanna Stewart (mvp della stagione), la quale probabilmente, se giocasse in una delle compagini nostrane di bassa classifica, colmerebbe da sola l'attuale divario di 40 punti tra le suddette e le varie Bologna e Schio; figurarsi insieme a compagne come Ionescu, Jonquel Jones, Vandersloot (e, sia pur panchinara, la funambola francese Johannès). Ma nemmeno quest'armata sublime è riuscita a strappare più d'una partita all'ancor più formidabile Las Vegas di A'ja Wilson (mvp della finale), Kelsey Prugna (Plum), Alysha Clark, Chelsea Gray, quest'ultima infortunata nel corso della serie così come la lunga Stokes e la veneranda veterana Candace Parker (terzo titolo con 3 squadre diverse per lei). Contrattempi che rischiavano di ribaltare inopinatamente un esito che sembrava scritto dopo la mattanza per le Aces in gara-2; Nuova York guadagnava l'1-2 in casa e andava vicina ad impattare in gara-4, rimontando nell'ultimo minuto e mezzo da meno 6 a meno 1; Stewart (solo 3/17 al tiro, non da lei, ma 14 rimbalzi) con una stoppata regalava il possesso per vincere alle sue, ma lei stessa, venendo raddoppiata in attacco, era costretta a scaricare; ne veniva fuori un tiro per Vandersloot dall'angolo, che però non colpiva il ferro: 69-70 e titolo a Las Vegas (24 punti e 16 rimbalzi per Wilson).

- E' finita dunque con un "airball" (o un cross, come si diceva un tempo) la 27^ stagione della Lega, la più lunga della storia, sempre con 12 squadre ma con 40 partite a capoccia di sola "regular". La prima senza mostri sacri come Bird e Fowles, ritirate; ancora però con l'immensa Diana Taurasi, che alla tenera età di 41 anni ha ancora il cannone ben oliato (16 punti a partita; raggiunti i 10.000 in carriera, prima nella storia), ma ha giocato solo 26 gare e né lei né la rediviva (dalle carceri russe) Brittney Griner, la quale non è sembrata troppo scalfita, come rendimento, dalla prigionia (considerando anche che ormai ha 34 anni), sono riuscite a evitare a Phoenix l'ultimo posto. Peraltro, di fronte a quello che ha passato, il flop sul campo le sarà pesato davvero poco.
A stagione in corso avevamo già segnalato la performance leggendaria di Sabbri Ionescu nella gara di tiro da 3 punti, segnando 25 canestri su 27.
Semifinaliste-playoff sono state Dallas di Arike Ogunbowale e della tedesca Satou Sabally (eletta nel primo quintetto stagionale, una delle poche europee a riuscirci finora nella storia: appena la terza dopo Nemcova e Penicheiro, ma parliamo dei primissimi anni della Lega), e Connecticut di Alyssa Thomas.

- Esaurito il discorso sulle vicende del campo, c'è come di consueto da valutare la battaglia dell'interesse, che la WNBA combatte annualmente per guadagnare centimetri di terreno, o almeno non perderli. Lasciamo perdere la patafiacca di dati esibiti dalla Lega sui records d'interesse fatti registrare quest'anno sui social (saranno anche veri, ma viene il mal di testa nel vorticare di cifre, peraltro curiosamente simile agli entusiastici comunicati delle leghe nostrane...) e ci limitiamo a dire che gli spettatori in sala sono aumentati, o meglio risaliti, a circa 6.600 di media da 5.700 dello scorso anno (il picco storico rimane quello delle prime stagioni, anche oltre i 10.000), con apprezzabilissimi pienoni da 10.000 a Las Vegas e da 17.000 a Brooklyn nelle 4 gare di finale; e che l'audience tv risulta cresciuta di circa il 20%, registrando - sia in stagione regolare che in finale - le maggiori medie da 20 anni a questa parte.
Chiaramente non si tratta di numeri da sport di massa (728.000 di media per la finale; 889.000 per gara-4); e in generale definirei questi dati un moderato successo, non di più. La lega calcistica femminile statunitense, tanto per fare paragoni, ha toccato quest'anno quota 10.000 spettatori di media sugli spalti (ammesso che abbia senso confrontare uno sport da stadio con uno da palazzetto). Però, come dice il saggio, meglio un moderato successo che un moderato fiasco. -_-
La domanda è se ormai, dopo 27 anni, la WNBA abbia raggiunto il suo potenziale massimo (con oscillazioni positive o negative che non cambiano la sostanza, cioè che la Lega interessa solo gli appassionati di settore, per quanto non pochissimi, trattandosi degli USA) o se la sommatoria tra crescita costante dell'interesse per lo sport femminile e l'arrivo, magari, di qualche nuovo grosso personaggio (ovviamente tutti pensano a Caitlin Clark), possa portare la Lega in un'altra dimensione nel prossimo futuro, che vorrebbe dire farsi guardare anche dal grosso pubblico generico.
Per intanto, va sottolineato in chiosa, un'importante espansione si registra con l'arrivo, dal 2025, di una franchigia nuova, che fa capo a un brand classicissimo dell'NBA quale Golden State. E siccome in America non amano buttare soldi per mecenatismo puro o per fare un favore a qualcuno, evidentemente hanno valutato che il gioco valga la candela.

PS: aggiungo un'altra chiosa. Sapete quante sono le allenatrici donne in WNBA? 9 su 12, se non ho contato male. In A1 italiana? 1 su 13, sempre se non ho contato male. Non facciamone un'ottusa questione di genere, perché debbono contare le capacità, però saranno fessi loro o siamo indietro noi, nell'evoluzione dei ruoli? :huh:

mercoledì 18 ottobre 2023

Giorni di miracoli: una ragazzina ligure, i 55.000 dell'Iowa e l'A1 femminile sulla Rai

- Sogno o son pesto? :blink: Me lo chiedevo, nell'assolata e tardo-estiva domenica 15 ottobre, perché ero in Liguria, ma soprattutto perché stavo assistendo a un fatto inatteso e sconvolgente. Ero laggiù per una visita a una famiglia di conoscenti e costoro mi spiegavano che la figlia maggiore, di 11 anni, si è improvvisamente appassionata al basket e s'è iscritta a una società locale. Dico: "Brava, immagino che sia l'unica femmina in mezzo ai maschi". Risposta: "No, è una squadra solo femminile e sono pure in tante".

Dopodiché la tipa, dall'aspetto del tutto ordinario, cioè non di quelle che sembrano fatte apposta per lo sport, e nemmeno figlia di ex praticanti o appassionati, mostrava in effetti un irrefrenabile desiderio di maneggiare la sfera da basket, palleggiando per chilometri mentre s'andava a passeggio, e tirando a un canestro immaginario ogni volta che ci si fermava. <3
Quindi, riassumendo: una ragazzina qualunque di 11 anni, in Liguria (regione di marinai, di focacce, di sano risparmio ma non certo di basket), che pratica con passione il nostro umile ma dignitoso sport e non sembra nemmeno l'unica nel suo circondario. Ero talmente sorpreso che mi sono dimenticato di commuovermi.

Episodio piccolo, eccezione alla regola, rondine che non fa primavera, specchio di nulla? Può darsi; ma a me è parso invece un chiaro segnale che tirasse aria di miracoli, quella domenica 15. Infatti, poche ore dopo, su scala ben più grande, nelle beate lande d'America, 18.000 spettatori riempivano il Barclay's Center di Brooklyn per gara-3 delle finali Wnba tra New York e Las Vegas, ma soprattutto una folla immensa, biblica, epocale, riempiva lo stadio di football dell'Università dell'Iowa, per quella che con mirabile capacità di pensare in grande è stata trasformata da banale amichevole pre-stagionale di college, contro DePaul, in un evento storico. Giacché i 55.646 spettatori, contati precisi sino all'ultima unità, frantumavano il precedente record per il basket femminile, almeno quello ufficiale, attestato a 29.629 per la finale Ncaa del 2002.
Nonostante le condizioni particolari di giuoco, la diva Caitlin Clark è parsa aver mantenuto lo smalto del torneo Ncaa della scorsa primavera, che la lanciò come nuova eroina d'America: 34 punti, 10 rimbalzi, 11 assist.
Non so se si pagasse il biglietto o meno, ma nel secondo caso, fossimo stati in Italia, il commento più gettonato sarebbe stato probabilmente "Eh, ma c'era l'ingresso gratuito", come quando abbiamo umilmente stabilito il nostro primatuccio di 5.337 per la scorsa finale scudetto a Bologna. :huh: Si era invece, fortuna per loro, in America, e tra i commenti giornalistici che ho letto si sottolineava come l'evento di domenica s'inserisca nel contesto di un boom generale dello sport femminile. :yes: Si va diffondendo sempre più una cultura per cui, anziché smarrirsi in ottuse disquisizioni se lo sport femminile sia poco spettacolare rispetto a quello maschile, c'è sempre più voglia di vedere donne che competono. Senza guerricciole tra una disciplina e l'altra, ci si apre spazio a vicenda, così la prateria diventa sempre più vasta per tutte ed è ancora molto da esplorare.

Avevamo già notato come la novità degli ultimi tempi, grazie al cambio di regole che ha allentato l'ossessione dilettantistica dell'Ncaa, sia che ormai le stelle universitarie fanno dei bei soldi grazie ai diritti d'immagine. E' notizia di questi stessi giorni che Angel Reese, stelluccia di Louisiana State e grande rivale di Clark, che ha battuto nella finale 2023, ha firmato un contratto con la Reebok. Il tutto con molta meno fatica, sul piano agonistico, delle colleghe "senior" che sgomitano per farsi largo in Wnba, guadagnando bene ma non benissimo. Consideriamo che Reese ha giocato, quest'estate, gli Americani senior con la nazionale Usa, ma non è che abbia dominato. Questo per dire che attualmente è brava ma non bravissima. La stessa Clark, che fa miracoli contro le universitarie, farebbe più fatica a riprodurli contro le ben più fisicate cristone del campionato "pro". Si crea quindi un circolo virtuoso (a differenza dell'Ncaa maschile) per cui le migliori restano più a lungo possibile al college; l'interesse intorno ai loro personaggi sale; la gente è contenta; fioccano danari.

- Probabilmente schiatteremo prima di aver visto tutto ciò accadere anche dalle nostre parti; tuttavia possiamo dire di aver campato abbastanza per assistere all'annuncio del ritorno dell'A1 femminile nostrana sulla Rai. E' infatti ormai sicuro, se non ancora ufficiale in queste ore, che RaiSport trasmetterà un certo numero di partite, non ogni settimana ma insomma sputaci sopra, dopo anni di MS Channel o addirittura nulla... (e prima, Sportitalia non era male ma la Rai è la Rai). Durante la trasmissione "Passo e tiro" è stato anticipato che la prima trasmissione sarà Campobasso-Ragusa del weekend in arrivo. E' proprio un periodo di miracoli.

Nelle foto: due momenti dello storico evento dell'Iowa.

martedì 17 ottobre 2023

A2 Ovest: le lacrime di Usuelli e i sorrisi di Giussano contro le 2005 di Roma

- Il finale di Empoli-Costa Masnaga, big match domenicale di A2 Ovest, è stato avvincente (sorpasso tosco nell'ultimo quarto da meno 12 dell'intervallo), ma quello di La Spezia-Carugate (stesso girone) addirittura drammatico, oltre che rocambolesco. Le ospiti, prive di una giocatrice fuori dalla...Norma come Rizzi, >_< hanno coronato una lunga rimonta pervenendo al sorpasso a 2'30" dalla fine con una tripla della piccola-grande tascabile Sara Usuelli (20 anni da compiere a dicembre; 1.60 di statura a occhio), la quale s'era infortunata in precedenza ma è riuscita a rientrare stringendo i denti. Si notava anche una Caccialanza "vintage", scrollandosi di dosso le ragnatele accumulate in due anni di panchina sotto i feroci Diamanti e Piazza (15 punti con 5/11 da 3).

La Spezia riusciva però a riportarsi a +4 con una ventina di secondi da giocare. Incredibilmente si capovolgeva tutto in un amen con due liberi di Usuelli, una rubata di Carugate sul pressing e tripla di Rulli per il sorpasso. A 6 secondi però Templari inventava una tripla dal lato sinistro con mano in faccia del difensore, una pennellata: 76-74.
Mentre il pubblico di casa già festeggiava la vittoria, ancora Usuelli si beveva il campo con la sua velocità da Speedy Gonzales (ammesso che i giovani sappiano chi sia, ma qui tanto siamo tutti dai 40 in su) e si procacciava fallo a 9 decimi dalla fine. Doveva dunque fare 2/2 per mandare la partita all'overtime, ma dopo aver segnato il primo mandava sul ferro il secondo.
La sfortunata quanto eroica giocatrice scoppiava in lacrime, consolata dalle compagne: poteva essere una storia a lieto fine, lei che s'infortuna, rientra e salva la squadra dalla sconfitta, invece ha commesso l'errore decisivo anche se i liberi se li era procurati esclusivamente per suo merito, con uno slalom a tutto campo fra le avversarie. Chiunque sia capace d'empatia si sarà commosso. :cry:

- Personalmente, la sera prima ossia sabato, ho assistito a Giussano-Basket Roma, altro match del ben fornito girone occidentale di A2 (clicca qui per una videosintesi di 2 minuti). "Rendez-vous" importante, la prima volta del club brianzolo in casa dopo la promozione; e anche prima volta a Desio, comune di forte tradizione cestistica avendo avuto la serie A maschile per vari anni (tra fine '80 e inizio '90), e dove attualmente gioca Cantù uomini.
Sempre interessante poi poter vedere dal vivo le 2005 capitoline dalle uova d'oro, che costituiscono l'intero quintetto base dell'altrettanto neopromossa compagine di coach Bongiorno: Aghilarre, Lucantoni, Benini, Cedolini, Fantini, ormai sono come quelle vecchie formazioni di calcio che s'imparavano a memoria perché erano sempre fisse negli anni. :rolleyes: Chiaro che la scelta di non prendere rinforzi "senior", né tantomeno una straniera, sarà pagata in termini di risultati immediati che scarseggeranno, però così le giovani avranno tutto per crescere senza ciambelle di salvataggio cui aggrapparsi. Come del resto stanno facendo già da vari anni.
Giussano ha fatto scelte diverse ma, direi, ottimali per le risorse a disposizione: in modo molto simile al Sanga Milano di A1, ha portato al piano di sopra una buona metà del gruppo della promozione (di cui solo Lalla Meroni aveva già esperienza di A2; per ora è il play Bonadeo, scuola Geas, la più utilizzata), poi ha preso 4 senior di cui un "crac" per l'A2 come Niedzwiedzka e tre di sicuro valore come Diotti, Manzotti e Miciona Gatti; e infine due 2005 dall'Ororosa Bergamo di Monica Stazzonelli, ovvero Lussignoli (compagna delle romane nella nazionale U18 quest'ultima estate) e Martina Crippa, solo omonima della veterana di Schio (la quale peraltro è una guardia mastina, mentre questa giovine è una lunga leggera).
Il tutto affidato a un grande pastore di giocatrici come Aldo Corno, il romano più vincente della storia davanti a Giulio Cesare e Ottaviano Augusto. -_- I primi risultati, vittoria a Carugate e poi questa sul Basket Roma, sono decisamente incoraggianti anche se il valore andrà misurato sulla distanza, che è spesso il banco di prova per una matricola.

Per farla breve sulla partita, che è stata godibile e intensa anche se con molta imprecisione nei tiri da sotto da ambo le parti: c'è stato un minibreak di Giussano nel 2° quarto (in cui Corno ha dato spazio a tutta la panchina, salvo la promettente 2007 Celeste Colico, nipote della grande Roberta :inchino: al pari della sorella Cecilia, che ha giocato), poi una fiammata di Roma a inizio ripresa (0-10 per il +5), una contro-fiammata guidata da Niedzwiedzka che ha portato sul +10 le "Foxes" brianzole; nell'ultimo periodo Roma non è più tornata avanti anche se si è riavvicinata tante volte, sfruttando una pressione aggressiva che metteva in difficoltà le avversarie.
Decisivo un jolly pescato dalla matadora polacca giussanese: tripla di tabella sullo scadere dei 14" quando si era sul +1 nell'ultimo minuto, siglando quindi il +4. Senza quel colpo gobbo poteva anche finire diversamente, considerando che Giussano aveva perso Manzotti per falli e ne aveva 4 Gatti. I conti li ha chiusi poco dopo la rapidissima Lussignoli con una penetrazione. Finale 60-55, con 30 punti di Niedzwiedzka, cioè la metà tonda della squadra.
Per il Basket Roma ottima Fantini (19 punti), con gran movimenti in area, davvero rari da vedere fra le lunghe italiane (anche perché ha lei ha una fisicità quasi più da slava o nordica che da italica); nell'ultimo quarto ha anche segnato 6 liberi consecutivi sotto pressione (a tal proposito: 25 liberi per parte, tanti). Buoni sprazzi per Aghilarre, un po' sottotono ma non negativa Lucantoni; così così Cedolini e Benini.
Nota finale sul pubblico: bel pieno e atmosfera entusiasta con tante ragazzine del settore giovanile, nonostante la relativa lontananza dalla sede (Giussano non è vicinissima a Desio). :b:

Nella foto: qui Fantini appoggia a canestro, ma la match-winner alla fine sarà Niedzwiedzka.

sabato 14 ottobre 2023

Altra doppietta in Eurolega; Venezia bastona le sue ex-suddite; Roma senza PalaTiziano

- Telegrafica sulla settimana di coppe europee. In Eurolega ancora a braccetto Bologna e Schio: la scorsa settimana avevano fatto doppietta sulle polacche in casa, stavolta cucinano altre due orientali (Ungheria-Romania) in trasferta. Devono ancora arrivare le partite più difficili; è presto per cullare sogni di gloria; ma "so far so good", fin qui tutto bene, come dicono oltreoceano e anche oltremanica, presumo.

La Virtus viola 74-85 il campo di Gyor con un'André indemoniata (24 punti in 25', 11/14 da 2), ma anche Rupert (17), Dojkic (16) e Zanda in quasi tripla doppia (9 punti, 11 rimbalzi, 9 assist). Vincent ha trovato spazio per tutte e 10 le effettive, anche se solo 4' per Orsili e Consolini; il timore è che rispetto al livello delle "bigs" manchi profondità. Quintetto e primi cambi, però, sono da zona-playoff.
Schio s'impone con scarto quasi identico (ma andamento anche più dominato), 58-70, a Sfantu Gheorghe contro il Sepsi; gran democrazia nelle rotazioni e nei punti con 12 utilizzate (solo Sivka e Chagas sotto i 10 minuti) e 11 a segno; Guirantes con 13 la top.

- Primo turno di EurocupVenezia fa ragù di... Ragusa, anzi "del" Ragusa, ovvero non la compagine sicula ma quella croata di Dubrovnik, il cui club si fregia dell'antico nome della città; non capita spesso di giocare contro un proprio ex-territorio, considerando che quella Ragusa fu sottomessa proprio alla Repubblica di Venezia. C'è più da dire su queste reminiscenze storiche che sulla partita, terminata con un 91-38 poco degno della competizione. Da segnalare che si è rivista a referto (ma non entrata) Kuier, reduce dalla Wnba, mentre è ancora fuori l'infortunata Shepard.
Sassari invece continua nel suo sofferto inizio di stagione cedendo, di misura ma non proprio in volata, tra le mura nuraghiche amiche, 65-72 contro l'Estudiantes Madrid, una delle varie emanazioni di società maschili presenti in questa coppa; ci sono anche Besiktas, Galatasaray, Panathinaikos, Olympiacos, tanto per nobilitare. Segnali di sblocco da parte di Hollingshed (22) e Raca (15), le punte designate, che contro il Geas erano parse alquanto... spuntate.

- Giunge intanto notizia dalla Città Eterna, al secolo Roma, che è stato riaperto lo storico PalaTiziano, anche se i lavori non sono del tutto terminati (capienza ridotta temporaneamente); si apprende però che almeno per ora l'Oxygen di A1 donne non avrà l'usufrutto della struttura, concesso solo alla pallavolo donne di A1 e alla Luiss di basket maschile (A2). Se ne riparla forse a gennaio, a quanto si può ricavare da qui. Quindi per ora la neo-società capitolina della massima serie femminile gioca fuori città, non l'ideale per cominciare ad attrarre un pubblico da zero.
A quanto pare si celebra, laggiù a Roma, questa riapertura dell'impianto come un grande successo, nonostante ritardi boja per una ristrutturazione non certo della cattedrale di Notre-Dame; del resto ricordiamo l'Allianz Cloud a Milano (ex Palalido) rimesso a nuovo in... appena una decina d'anni, quindi tutta Italia è paese. Non a caso si legge che a Tortona doveva giocarsi nel nuovo impianto l'attesa Derthona-Broni ma "purtroppo ciò non avverrà nella splendida cornice dell’impianto della Cittadella dello Sport, in realtà già pronto, il cui utilizzo è momentaneamente inibito a causa di problemi burocratici". :angry: