venerdì 31 dicembre 2010

Il meglio del 2010

Mentre l'anno sta per spegnersi, provo a stilare le liste di rito con il top dei 12 mesi trascorsi, però sarà da rivedere nei prossimi giorni perché fino a mezz'ora fa non c'avevo manco pensato.


Partita mondo - Spartak Regiondimosca-Ekaterinburg (semifinale Eurolega)
Partita Italia - Schio-Venezia (finale Coppa Italia)
Partita che ho visto dal vivo - Cose strepitose francamente non ne ho viste. Forse un bel Milano-Biassono credo a gennaio, girone di ritorno dell'A2 2009/10.

Giocatrice mondo - Diana Taurasi, nonostante la rogna-doping, nonostante abbia perso la finale del campionato russo e nonostante in Wnba abbia dominato Lauren Jackson. Ma Jackson ai Mondiali è stata così-così, e in Eurolega non s'è vista. Taurasi 12 mesi al top, con la quarta Eurolega di fila, il quarto titolo di cannoniera Wnba consecutivo, l'oro ai Mondiali. E stava portando in cima il Fenerbahce.
Giocatrice Italia - Chicca Macchi, nonostante l'assenza nei playoff e in nazionale.
Giocatrice nuova mondo - Liz Cambage: tecnica e movimenti, non solo un pachiderma; è messa benino per avere solo 19 anni...
Giocatrice nuova Italia - Chiara Consolini.

Squadra mondo - Forse Connecticut University che ha appena avuto un'ondata di notorietà stabilendo il nuovo record di vittorie consecutive in Ncaa con 90, striscia però interrotta ieri per mano di Stanford. Se no lo Spartak, le Seattle Storm e gli Usa, che però sono scelte piuttosto scontate.
Squadra Italia - Taranto. Anche se Schio è molto vicina avendo vinto la Coppa Italia, fatto la finale scudetto ed essendo prima adesso.

Impresa mondo - Repubblica Ceca in finale ai Mondiali.
Impresa Italia- Nazionale Under 18 oro agli Europei.

Evento shock mondo - La positività di Taurasi (nel 2009 era stato l'omicidio Von Kalmanovic: sempre belle notizie).
Evento shock Italia - L'addio di Frantini al Geas.

Pictures of you (9)

 image

Sanga Milano-Bologna (A2, 22/12): Nadia Rovida effettua un tiro libero.


image
A fine partita Gottardi spiega qualcosa al padre (e al cane) ...

image
... mentre Bologna mangia pasticcini.

image
Arturi del Geas con Mordente dell'Armani Jeans Milano maschile (era alla doppia amichevole di settembre a Cinisello).

image
Lunghe di spessore: Ivana Matovic del Fenerbahce (ora però probabilmente orfana di Taurasi) ...

image
... e la non piccola australiana Liz Cambage, la rivelazione degli ultimi Mondiali.

image
Amarcord da nostalgici: finale scudetto GBC Milano-Zolu Vicenza al PalaAllende di Cinisello (1984). Indovinate chi ha vinto quella volta, oltre che tutte le altre volte.

image
Altro amarcord, più recente e più regionale: finale-promozione di B2 del 2005, Vittuone in maglia bianca contro Monza in maglia rossa: si scorgono per Vittuone Contestabile (n° 7) e Canova (n° 9), per Monza Longoni sull'arco da 3 e Conti in post basso; sullo sfondo, in piedi, coach Riccardi; in tribuna, indicato dalla freccia blu, un grandissimo giornalista.

giovedì 30 dicembre 2010

Cinguettii (111) - Prealpina: le pagelle alla pausa e le nominations agli "oscar 2010"

La Prealpina, il giornale che non dorme mai (al massimo sonnecchia), ovviamente ferve d'attivismo anche in questi giorni di pausa agonistica. E' l'occasione per fare bilanci e assegnare qualche premio, ovviamente platonico. Lunedì sono uscite le pagelle alla stagione fin qui disputata dalle squadre seguite dal giornale tra A1, A2, B1 e B2. Con voti un po' più di manica larga rispetto al professor Lurisi di Superbasket... -_- Riporto qui quelle relative alle due massime categorie (mentre per B1 e B2 elenco solo i voti: Carugate 5,5; Usmate 9; Cantù 7; Vittuone 6; Varese 6,5; Rho 8,5; Canegrate 6; Pro Patria Busto 5; Garbagnate 4,5; Cerro 7):


Geas (6 vinte-3 perse): voto 8. Un anno fa, di quest’epoca, passava un Natale tormentato: 5 sconfitte di fila, dimissioni-shock di Roberto Galli, infortuni e una straniera sbagliata (Mosby). Oggi, la striscia aperta è ancora di 5, ma sono vittorie (le ultime due di assoluto pregio con Faenza e Umbertide); l’identità data da Montini, all’insegna di difesa, collettivo e costruzioni pazienti in attacco, è consolidata; e le straniere sono tutte ben inserite e di rendimento: Summerton la migliore, Ujhelyi è raro esempio di pivot che pur tirando col 35% è sostanzioso (è la prima rimbalzista di A1 e passa pure bene), un po’ discontinua Haynie, solita fromboliera Twehues, Tra le italiane è partita forte Crippa, ora sta emergendo Wabara, ma con l’organico lungo estrae ogni volta carte diverse dal mazzo. Il rimpianto è il k.o. nel derby con Como, che non fa andare oltre il 5° posto. Può salire ancora, ma dovrà gestire le cresciute aspettative, e non sarà semplice nell’equilibrio della fascia medio-alta, anche perché il mercato può rinforzare le avversarie. Ancora da vincere la “partita” del pubblico.
Sanga Milano (4 v-9 p): voto 5,5. L’insufficienza (lieve) è per il penultimo posto, ma considerando l’organico faticosamente costruito dopo i travagli estivi, cui si sono aggiunti problemi fisici a Gottardi e l’infortunio di Nobis (rientro vicino), non sta facendo male. Le uniche sconfitte evitabili sono state quelle interne con Crema e Alghero, per il resto ha vinto quando doveva, compreso il derby con Biassono. Ancora da risolvere la carenza di terminali sicuri a fianco di Gottardi (capocannoniera del girone a 18,2 di media: e non è al 100%...), ma almeno a tratti Giunzioni, Rovida e Zamelli hanno saputo recitare da co-protagoniste, mentre Pastorino è migliorabile in attacco ma “fa legna” in difesa e a rimbalzo. Il maggior problema è la mancanza di stazza. Servirebbe di più da Brioschi e Zamelli (27% al tiro, ora potrebbe partire; non dispiacerebbe un ritorno di Marulli; si cerca anche una lunga). Spunti interessanti dalle giovani Pulvirenti e Santucci.
Biassono (5 v-8 p): voto 6. Senza straniera (come del resto Milano), senza la leader designata Invernizzi, è strano pensare che manchino punti all’appello, eppure è così perché ha perso 4 volte in volata... Il “2 su 2” dopo il cambio di manico ha però riassestato la classifica. Se De Milo riesce a mantenere l’identità “piccinelliana” di lotta e corsa abbinandola a maggior raziocinio, e se Invernizzi torna in forma, i playoff non sono impossibili. Finora ottima Contestabile (15,7 punti + 9,5 rimbalzi), bene i nuovi acquisti De Fiori e Canova, utili le giovani Reggiani e Fumagalli, mentre Galbiati e Barbieri, parzialmente in difficoltà, hanno risposto bene alla svolta in panchina.


Lunedì prossimo, invece, toccherà ai consueti "oscar" dell'anno solare appena trascorso. Queste le nomination (in ordine alfabetico) nelle 4 categorie previste, ricordando che sono considerate solo giocatrici e allenatori delle squadre sopra citate, escluso il Geas di A1:
Giocatrice A2/B1/B2: Contestabile, De Fiori, Gottardi, Menapace, Ponchiroli.
Allenatore A2/B1/B2: Fassina, Mannis, Paletti, Piccinelli, Riccardi.
Giocatrice under 19: Galbiati, Maffenini, Pastorino.
Allenatore giovanili: Beretta, Linari, Piccinelli, Riccardi, Zanotti.

mercoledì 29 dicembre 2010

Cinguettii (110) - Ma dove cazzo siamo? Taurasi positiva all'antidoping

Quando qualcuno l'ha segnalato qui, giorni fa, pensavo a uno scherzo di cattivo gusto. Invece è vero: Diana Taurasi, la divina e unica, è stata beccata positiva al Modafinil, un farmaco "che migliora l'attenzione e quindi l'allerta nervoso e i tempi di reazione; inoltre fa sentire meno la fatica" (spiega la Gazzetta dello Sport). Insomma, non qualcosa che faccia andar dentro le triple da 9 metri che lei abitualmente spara, ma diciamo che sentirsi freschi o semifreschi dopo 35 minuti di avant'indrè per il campo, mentre le avversarie schiattano, è già un bell'aiutino... S'attendono le controanalisi, ma è raro che ci si sbagli, in questi casi; e poi pare che non sia roba da squalifica leggera. :cry:

Chiaro che, salvo miracoli, i sogni di gloria del Fenerbahce (8 vinte su 8 in Eurolega, Taurasi capocannoniera con 24,6) finiscono qui, perché un'altra come Taurasi, in grado di spostare gli equilibri da sola, non esiste. Ma a parte le grane delle turche, di cui c'importa relativamente, è un danno per l'intero basket femminile mondiale, di cui lei è l'icona riconosciuta. Ahò, è come se avessero beccato e sospeso Jordan mentre era all'apice. Sacrilegio. Per questo dico: ma 'sti scassamaroni dell'antidoping, non potrebbero farsi gli affaracci loro, o accanirsi sui soliti ciclisti o velocisti, o meglio ancora sui calciatori? O sulle pallavoliste? Che colpa ne ha Taurasi se la costringono a giocare 12 mesi all'anno da almeno 6 stagioni? Cosa volete che sia una bombetta di Modafinil. No a questo giustizialismo d'accatto, no ai processi mediatici, sì al garantismo. E se il vero mandante fosse Putin, per punire la superstar che ha mollato la Russia? Guardate Putin come ha ridotto Khodorkovsky, il miliardario che gli rompeva le scatole e mo' è in galera con accuse dubbie. Free Taurasi. Senza di lei, il basket femminile è orfano.

martedì 28 dicembre 2010

Cinguettii (109) - Geas: il nuovo allarme di Mazzoleni

In un'intervista pubblicata alla vigilia di Natale sul sito societario, con il bilancio della prima parte di stagione, il presidente del Geas Mario Mazzoleni ha detto abbastanza di che mandar di traverso il panettone a chi segue le sorti del club sestese. Infatti, dopo aver espresso la logicissima soddisfazione per i risultati della prima squadra, nonché per il settore giovanile, il massimo dirigente rossonero non risparmia un lamento/appello/j'accuse (non so come definirlo nel modo più appropriato; probabilmente tutte e 3 le cose insieme) per lo scarso interesse che riscontra, sia a livello di pubblico che di sostegno imprenditoriale, intorno al Geas. Ne abbiamo già parlato un mese fa o poco più; Mazzoleni stesso ne aveva parlato sul finire della scorsa stagione e prima ancora (se non ricordiamo male); la cosa preoccupante è che, se passa il tempo e la situazione, anziché migliorare, rimane in stallo o peggiora, potrebbe arrivare il giorno in cui chi tira avanti la baracca si stufa o non ce la fa più: e una velata minaccia in tal senso sembra per la prima volta emergere...:
"Girando pagina e cercando, invece, di fare un bilancio sull’annata trascorsa con attenzione a ciò che avviene intorno alle nostre attività agonistiche ed educative, non possiamo che rappresentare una realtà molto lontana dalle nostre aspettative (anche modeste). Se, per un verso, possiamo e dobbiamo essere grati ai nostri sponsor “storici” (...), a chi ha deciso di mantenere il rapporto con noi (...) e a chi ci ha affiancato quest’anno (...) non possiamo evitare di sottolineare come il nostro impegno non riesca a trovare riscontro ne’ sul fronte dell’imprenditoria del Nord Milano (assente e sorda a qualsiasi richiamo di coinvolgimento), ne su quello del supporto sportivo o sociale. E’ ormai evidente che tutto quello che abbiamo saputo realizzare non trovi supporto dal nostro ambiente di riferimento, la difficoltà oggettiva ad incrementare il numero di supporter al PalAllende è un dato ormai inequivocabile di come (parallelamente a quanto avviene negli altri sport “minori”) dalle nostre parti vi sia ormai una sorta di assuefazione a ritenere lo sport marginale.
Questo, naturalmente, vale anche con riferimento al mondo imprenditoriale che non riesce a cogliere l’opportunità di “sfruttare” un’eccellenza come il Geas come traino alle proprie iniziative. Infine, è inutile negare, che lo sforzo che abbiamo fatto per coinvolgere amici e supporter nella vita della nostra società attraverso il lancio di un progetto di “azionariato popolare a basso costo” ossia la cooperativa “amici del Geas” non sia riuscito ad avere un impatto reale sul territorio. La cosa porta con se un’ulteriore dose di amarezza se guardiano alle iniziative che la cooperativa ha realizzato nel mondo della solidarietà (...).
Dalle ultime considerazioni non positive emerge un quadro per il futuro che è decisamente tutto da costruire. Sul fronte giovanile siamo certi (...) di potere continuare nel percorso di consolidamento del nostro progetto, per quanto riguarda il settore agonistico dovremo prendere atto della realtà nella quale in questi tre anni ci siamo trovati a muovere. Nel corso dei primi mesi dell’anno prossimo faremo una nuova “verifica” sull’interesse possibile e concreto che questa nostra iniziativa saprà suscitare sul territorio e valuteremo come proseguire con un nuovo programma triennale (...). La dirigenza, in primis il vice Presidente Mauro Giorgi, ha
in mente nuove iniziative per provare a “svegliare” il territorio, la speranza è che vi siano le condizioni perché il sonno possa essere interrotto e non si traduca nella constatazione di un abbandono completo del Geas (...)

venerdì 24 dicembre 2010

Cinguettii (108) - Riassunto lombardo: A1, Comense tiene duro; A2: crisi Crema; B1: grande Usmate

Spariamo le ultime cartucce prima di Natale con gli ultimi risultati longobardi prima della pausa. In A1, già detto del Geas trionfante a Umbertide, merita applausi la Comense per aver regolato Priolo pur senza Harmon e con Spreafico rotta al setto nasale (speriamo senza danni estetici). 6 vinte e 3 perse sono un ottimo bilancio alla pausa: nessuno scivolone, solo sconfitte preventivabili con Schio, Taranto e Umbertide, e la ciliegina del derby con Sesto, che vale il 4° posto.
In A2, abbiam già parlato della risalita repentina di Biassono con De Milo in panca: sottolineiamo, nelle due vittorie con Vigarano e Alghero, il rendimento offensivo della coppia Contestabile-Galbiati (15 e 17 nella prima, 20 e 20 nella seconda) oltre al già sottolineato ritorno in auge di Barbieri. Mentre di Milano-Bologna avevamo già detto, ricordiamo la precedente sconfitta con la Virtus Cagliari (65-53) pagando il 23-6 del 1° quarto; non bastano 18 di Gottardi. E intanto però è crisi per Crema, che ha incassato la quinta e sesta sconfitta di fila, in pratica da quando s'è fatta male Belfiore (ora c'è, ma il trend non s'inverte). Sabato a Marghera, k.o. 77-66 con una difesa certamente non arcigna, mentre ieri è finita in volata per l'ennesima volta stagionale (ho perso il conto), con Crema trafitta 70-72 da Borgotaro dopo aver rimontato. Poco da segnalare tra le marcatrici cremasche in entrambe le partite.
In B1 girone "A1" (fine andata anche qui), festeggia Cantù che batte Savona (71-63) ed entra in zona-playoff; ci han detto che Maffenini "era stanca": infatti ne ha segnati solo 26 con 14 rimbalzi e 5 recuperi! :woot: Ma decisiva anche Martina Molteni con 20. Valmadrera senza problemi con Moncalieri (50-32; Bussola 18; sempre fuori Zanon) e rimane prima con Biella; importante per Costamasnaga espugnare Torino (51-56; Longoni 20) per stabilizzarsi in zona-playoff. Riposava Vittuone (che resta penultima).
Nel girone "A2", riposava Bergamo, che chiude sesta.
Nel girone "B1", continua a sognare Usmate, che regola Forlì (53-49) e va al giro di boa da sorprendentissima seconda. Carugate vince l'importante scontro diretto per l'8° posto con Lodi (60-43; mvp Calastri); Broni perde in volata a Prato (58-56) e sciupa l'occasione di stare nel gruppo delle seconde; riposava Cremona, che "vira" al 4° posto.
In B2 lombarda, cade Villasanta per mano di Cucciago che si giova del nuovo coach Cofrancesco (già coach di grido nelle giovanili maschili col Bsb Desio); ne approfittano Rho e Albino che l'appaiano in vetta.

Cinguettii (107) - A1: spunti vari alla pausa

Parlando ancora di A1, ma alla rinfusa:
1) Risultati a sorpresa, finora ce n'è stati pochissimi. Intendiamo per "sorprese" le vittorie di squadre di fascia inferiore su squadre di fascia superiore (con l'accortezza di inserire Como nella seconda fascia e non più nella terza come pensavamo in prestagione). E come vera e propria sorpresa troviamo solo Parma che batte Venezia (la quale peraltro finora è tutt'altro che di fascia alta), più due mezze: Umbertide che batte Taranto e Faenza che batte Schio, entrambe in casa. Ciò significa che i punti persi in giro dalle migliori sono quasi nulli: non a caso un Geas da 5 vittorie consecutive non va oltre il quinto posto, per ora. L'impressione è che sia aumentata la forbice tra l'élite e il resto, per via del calo (in misure diverse) di Priolo, Parma e Venezia. La facilità con cui Schio ha smantellato Venezia, domenica, è inquietante. Neanche l'astuzia di Meneghel, che ha sapientemente provocato McCarville facendola espellere, è servita ad alcunché.
2) Solita messe d'infortuni che spesso fanno la differenza come e più delle giocatrici. Faenza con Alexander fuori 4 mesi e un organico corto rischia di perdere parecchio terreno sulle prime. Parma magari non avrebbe fatto cose straordinarie, però senza Machanguana e Aziz, con Franchini e Mauriello acciaccate, è una condanna preventiva. Venezia ha già perso Screen per la stagione, mentre Giauro non sappiamo se e quando tornerà.
3) Il mercato promette bene. Già arrivate Sophia Young a Taranto e Kostaki a Venezia già rinforzata da David, si attendono le mosse di Priolo e come detto di Umbertide; Faenza ha preso Sarni da Taranto; Superbasket parla di due arrivi a Priolo e forse di Sauret a Parma; a Como si ventila l'arrivo di una nuova lunga straniera. Insomma, miseria e povertà ma intanto si spende & spande. Come cambiano i valori lo vedremo; la cosa più interessante è capire se l'innesto di Young colmerà il divario di Taranto da Schio. "Lo scopriremo solo vivendo" (cit. Battisti).
4) Due notizie mediatiche. Finalmente è pronto l'album delle figurine del basket donne: la tempistica sotto Natale forse non è il massimo, ma c'è tempo per recuperar terreno. Da gennaio tutti a caccia. Poi finalmente si viene a sapere un dato di audience su RaiSport: su Superbasket è riportato un 15.600 per Faenza-Umbertide del 31 ottobre. Certo, fa un po' pena in senso assoluto, ma in realtà non è malaccio: pare che la Legadue maschile faccia numeri simili.

Cinguettii (106) - A1: il colpo del Geas a Umbertide: due considerazioni

E dunque domenica scorsa il Geas ha ottenuto la prova definitiva di poter rispettare quel ruolo tra le forze di seconda fascia (dietro a Schio e Taranto ovviamente) che avevamo pronosticato a inizio stagione. Battuta Umbertide stando in testa 40 minuti su 40. Nel finale, anche per problemi di falli a Haynie, Twehues e Wabara, nonché per il dominio a rimbalzo d'attacco delle umbre, c'è stato un riavvicinamento a -4; ma Wabara, con l'aiuto del ferro, ha infilato la tripla-partita, poi il +13 è fin troppo generoso ma la vittoria è nitida. Certo Umbertide ha giocato male rispetto alle 10 vittorie finora inanellate tra campionato e Copp'Italia; ma ci vengono due considerazioni al riguardo:

1) A parte le 2 giornate iniziali con Taranto e Como, le altre avversarie del Geas hanno tutte giocato male. Non può essere un caso: evidentemente la squadra sa mettere in difficoltà l'altrui attacco. Credo che la chiave principale di ciò sia che, con l'organico profondo (9 giocatrici quasi intercambiabili) si può permettere un'aggressività su 40 minuti senza grosse pause. Così non è nemmeno necessario sfoderare prove memorabili in attacco per sbancare Umbertide o, come successo, mettere Schio in seria difficoltà. Insomma, il Geas che ha vinto 5 partite di fila non è un Geas improbabile e imprevisto ma un Geas forte che raccoglie quel che semina, con i dovuti complimenti a Montini perché si vede una crescita rispetto all'inizio e il collettivo sembra avere un valore aggiunto rispetto alla somma delle singole. Dove arriverà Sesto? Calma e gesso, perché i primi 2 posti restano comunque fuori portata, mentre per le altre piazze nobili, dalla terza alla quinta diciamo, ci sono tanti scontri diretti e non è detto che chi è in condizione oggi lo sia anche domani; giacché gli organici paiono equivalersi in quella fascia, quindi saranno le contingenze a decidere.
2) Serventi s'è assunto ogni colpa della sconfitta, ma forse la vera sorpresa non è che il Geas abbia vinto a Umbertide, ma che Umbertide fosse 10 su 10 finora. Bisogna capire se questa sconfitta è più un comprensibile "riflusso" di quanto l'ambiente si galvanizza, tutti t'incensano eccetera (mi viene in mente due anni fa quando Sesto andò in flessione dopo aver stupito tutti) oppure il segno di qualche debolezza strutturale. Penso entrambe le cose. D'accordo Zara e Ballardini, d'accordo Robert, le giovani e Stansbury, però ad alto livello non credo che negli ultimi anni si sia vista reggere a lungo al vertice una squadra che ha 2 straniere ininfluenti. Ora Umbertide dovrà decidere "cosa fare da grande": se vuol fare l'ultimo passo che la separa dal vertice e pigliare almeno un'altra straniera di spessore, a costo di sacrificare qualche giovane, oppure continuare così, rischiando di spegnersi alla distanza, vuoi fisiologicamente vuoi perché un contrattempo può sempre capitare, e se hai la coperta corta diventa un dramma. Sentiamo dire che Phillips sarà tagliata o è già stata tagliata. Vedremo se è vero e chi arriva al suo posto.

giovedì 23 dicembre 2010

Cinguettii (103) - A2: Bologna regala carbone al Sanga

Quando avevamo visto Bologna a settembre, nell'amichevole precampionato col Geas, al di là della disparità di categoria e di un infortunio a Zanoli nel corso della partita, s'era visto che la Libertas era un po' in difficoltà per non aver ancora preso la lunga straniera che serviva per non lasciar Bestagno e Visconti da sole sotto canestro: brave, ma non abbastanza per far reparto da sole in una squadra di vertice. A metà ottobre è arrivata la lituana Rickeviciute, che pur non essendo un fulmine di guerra ha una stazza che si sente, ed ecco che Bologna ha finito l'andata non per caso da capolista solitaria. C'era dunque poco margine per un'impresa di Milano nell'infrasettimanale di oggi. Ma magari un po' più di lotta ci poteva stare.

Invece, quando siamo arrivati laggiù dopo la metà del terzo quarto, causa orario impervio delle 18 in giornata lavorativa, :angry: i buoi erano già scappati da un po', con Milano sotto di 19 e a segno con appena 3 punti in tutto il terzo quarto. Va bene l'assenza di Nobis, va bene le condizioni imperfette di Gottardi (10 punti con 4/14), va bene che attaccare contro i quintettoni di Bologna era dura per una squadra leggera come il Sanga, ma qualcosa meglio di 15/59 al tiro e 27 perse si poteva fare. Si sentiva un po' quella strana atmosfera delle partite prenatalizie, con un certo sfarinamento e quella voglia di andare a casa a finire i preparativi, o in giro a fare qualche festicciola. Perché di mordente non se n'è visto molto, da parte di Milano. Emblematica un'azione in cui Zamelli ha tirato da 3, cross, rimbalzo Milano, altra tripla di Pulvirenti, scheggiato appena il ferro, rimbalzo Milano, ancora Zamelli da 3, mattone. :wacko: Gli arbitri han colto l'occasione ghiotta e han fischiato poco o nulla, contribuendo ad annacquare il gioco.
Insomma, nel "garbage time" degli ultimi 12 minuti abbiam cercato qualche traccia di buon basket, trovandola ad esempio in un intercetto più contropiede di Zanoli sulla sirena del 3° quarto, in un assist taglia-campo della stessa Zanoli, sciupato però da Fabris, e in un movimento con triplo perno, quadrupla finta e quintuplo passo d'incrocio di Rovida, che forse è quella che s'è salvata di più per il Sanga (10 punti con 5/11 e 10 rimbalzi), però contro il po' po' di lunghe avversarie, lei e Pastorino da sole è già tanto se han limitato dignitosamente i danni. Bologna, con l'ordinaria amministrazione, ha vinto di 25 (35-60).
Milano non va alla pausa con un buon abbrivio: 3 sconfitte con un totale di 64 punti di scarto. Certo contro avversarie tostissime (in precedenza le due di Cagliari), ma senza far vedere, se non forse a sprazzi sabato in casa Virtus Cagliari (buona reazione dopo il 23-6 del 1° quarto, anche se il minimo svantaggio è stato -7 e poi è finita 65-53), l'animus pugnandi che era valso la vittoria a Biassono. E il penultimo posto in classifica (pari con Alghero, ma sotto negli scontri diretti) non lascia passare un Natale tranquillo.
Se non altro, la serata è stata utile come riunione di addetti ai lavori, visto che in tribuna c'era una folta delegazione Geas (la frescolaureata Arturi, Zanon, Schieppati e la "triade" dei dirigenti antichi: Nonino-Ambros-Antonio), poi i gemelli Fassina al completo, Ezio Parisato e altra fauna dell'ambiente.

Cinguettii (105) - A2: il caso Piccinelli e la doppia ripartenza di Biassono

Qualche giorno fa, quando gli abbiam riferito delle dimissioni di Andrea Piccinelli a Biassono (notizia che stranamente ha tardato ad arrivare alle pur lunghe orecchie dell'ambiente), un noto allenatore nostrano ha commentato: «Ma noo! Mai dimettersi...». Non abbiamo avuto tempo di approfondire il perché di questa sua convinzione, ma si può immaginare: al di là dell'aspetto economico, se ti dimetti butti all'aria il tuo stesso lavoro, e se lo fai sperando in realtà che la dirigenza e la squadra, in lacrime, ti s'inginocchino davanti pregandoti di ripensarci... di questi tempi caschi male (vedi caso Galli-Geas e altri casi recenti nelle "minors").

Non solo nel basket femminile: provate a presentare le dimissioni al vostro datore di lavoro, e come reazione noterete un sorriso malcelato, se non uno scoppio di riso in faccia, e di colleghi che vi chiamino per dire che gli dispiace, già tanto se ne troverete uno o due. Fate la stessa prova col fidanzato/a e questa sarà la reazione: «Mi lasci? Ah, va bene, ciao». :blink: E' un mondo così: se ti fai da parte, tanto meglio: si va avanti senza di te, uguale a prima. Chi pensa di essere indispensabile, o almeno rimpianto, rischia di andare incontro a delusioni. :cry: Per cui, meglio non mollare mai, finché non ti rimuovono di forza.
Esaurita la premessa filosofica, che non intendiamo riferita a un caso specifico ma in generale, veniamo al punto: cos'è successo tra Piccinelli e Biassono? Perché, obiettivamente, un po' di sorpresa è lecita, se il coach ex Comense non ha mangiato il panettone. L'anno scorso era arrivato ai quarti-playoff e fatto 2 podi tricolori giovanili; quest'anno era penultimo in A2, ma senza aver mai avuto Invernizzi, ed era alla guida di un progetto centrato sulle Under 19 contemporaneamente in lotta per il titolo nazionale: chi meglio di lui, specialista delle giovanili?
Va riconosciuto poi che, anche nelle sconfitte, Biassono mostrava un'identità precisa: magari un po' di farragine in attacco, ma tanta aggressività, recuperi, rimbalzi in attacco. Non è mai sembrata una squadra allo sbando. Le giovani da lanciare erano state lanciate.
E però qualcosa s'era rotto. Sulla Prealpina di lunedì, le controparti si sono espresse in questo modo:
“Piccinelli ha detto che la squadra non lo seguiva più, e la reazione del gruppo all’annuncio del suo passo indietro non è stata tale da indurci a chiedergli un ripensamento. Non è una questione di risultati”, spiega il dirigente Lelo Beretta.
“Per il mio modo d’intendere il basket, e per la qualità delle giovani a disposizione, era necessario pretendere il massimo ogni volta, anche nelle U19 dove l’obiettivo non poteva essere meno dello scudetto – spiega Piccinelli. – Mi sembrava invece che qualcuno si stesse accontentando troppo, sia tra le giocatrici che nell’ambiente, e non volevo andare avanti così”.

Come tradurre le parole dei due? Probabilmente il sempre vulcanico Piccinelli aveva oltrepassato quella linea oltre la quale gli allenatori di personalità diventano un peso e non una motivazione per la squadra. Che dunque non rispondeva più alle sue sollecitazioni, e almeno in alcuni elementi giocava con tensione addosso, finendo per sbagliare. Lui lo vedeva invece come un "sedersi" da parte di qualche elemento giovane, e riscontrava anche refrattarietà da parte di qualche veterana; nel suo tentativo di cambiare le cose, gli sembrava di non trovare pieno supporto nella dirigenza che in alcuni casi, secondo lui, si accontentava di sconfitte onorevoli in A2 o vittorie d'ordinanza tra le U19, ma non collaborava nel chiedere il massimo alle giocatrici, sempre e comunque, come pretendeva lui.
Fatto sta che quando Piccinelli ha detto che si dimetteva, la squadra non ha pianto, sicché la dirigenza ha preso atto, ha accettato le dimissioni e promosso il vice Cosimo De Milo.
Basta leggere il commento alla partita contro Vigarano (la prima del nuovo corso, sul sito di Biassono, per intuire che cosa, di Piccinelli, non piacesse più alla società e alla squadra, ovvero i cambi vorticosi "stile Ncaa", la pressione addosso alle giocatrici, la frenesia di rappezzare le difficoltà:
Già altre volte le Brianzole avevano giocato un gran primo tempo buttando via tutto nel secondo, e anche questa volta subisce un parziale di 9-0 all'inizio del terzo quarto, in altre partite sarebbe cominciato il solito carosello di cambi alla ricerca di qualcosa che non si trova con un cambio, De Milo invece sperimenta ma lascia il tempo alle sue scelte di rivelarsi giuste o sbagliate, molto tranquillamente legge la partita e prova a spiegarla alle sue ragazze, il risultato è una Barbieri di nuovo ai suoi livelli, una Zucchi finalmente decisiva, per non citare le solite grandi Contestabile, Canova e Galbiati o la stoica De Fiori e perché no l'inedita staffetta Reggiani-Fumagalli. Insomma Biassono è una squadra che ci crede e con tanta intensità, tanta pazienza ed una grande lucidità porta a casa una vittoria importantissima figlia di un clima e di una panchina molto più serena e consapevole nella forza dei propri mezzi. Biassono ha cambiato rotta, si vede dagli sguardi della squadra..
Insomma, un siluro mica da ridere. E ci spiace per Piccinelli che è uno bravo e, come dice lui stesso, uno per cui il basket è tutto e a cui dà tutto. Sicuramente avrebbe meritato almeno un comunicato stampa dalla società con la notizia del suo addio e qualche ringraziamento almeno di facciata, però ogni società ha le sue strategie di comunicazione e Biassono tradizionalmente parla solo di basket giocato.
E poi mi permetto un rilievo generale: egregie società, occhio che se fate le pulci all'allenatore appena dimesso o in procinto di (vedi Carugate), magari avete ragione su questo o quel punto, ma chi è che ha messo quel coach a capo del vostro progetto, se non voi? -_-
Ma ora contano solo i frutti della svolta, e sono stati immediati con un preziosissimo 2-0 firmato da De Milo contro Vigarano e Alghero (entrambe menomate d'assenze, va riconosciuto: ma delle assenze le brianzole sono le prime vittime, quest'anno), in entrambi i casi rimediando a quei blackout che altre volte sarebbero stati fatali; e se gli scatti di rendimento delle singole dopo i cambi in panchina sono spia di chi s'è maggiormente giovato del cambio di gestione, troviamo conferma alla sensazione che fossero Barbieri e Galbiati le più a disagio...
Tuttavia, i veri effetti del cambio, buoni o cattivi, si potranno misurare solo a lungo respiro, Under 19 comprese. Il dato di fatto è che De Milo dovrebbe, da gennaio, avere finalmente Invernizzi, e se lei ritrova condizione, la squadra potrebbe avere un altro spessore.

Cinguettii (104) - Maioranews: bene in Coppa / Frantinews: rimandata al ritorno

Ultimo aggiornamento del 2010 sulle due d'interesse. In una Venezia indubbiamente in affanno ma che, lo ripetiamo, secondo noi ha sciupato solo 2 punti (quelli con Parma), avendo perso per il resto con Faenza, Schio e Taranto, Masha Maiorano è partita in quintetto in tutte e 3 le partite seguenti all'ultimo aggiornamento, complice l'infortunio di Screen. Dei minutaggi (24 con Pozzuoli e Lucca, 15 con Schio) si può solo esser soddisfatti, peccato solo la prestazione scialba di domenica in mondovisione tv (2 punti con 1/5 contro Schio), per il resto la Masha interprovinciale ha fatto la sua parte nelle vittorie con Pozzuoli (8 punti con 3/7, miglior valutazione stagionale con 11) e, sudatissima, con Lucca (5 con 2/6). In totale le medie-campionato fin qui sono di circa 5 punti in 20 minuti, con un ottimo 67% da 2 (pochi tentativi, però) e un migliorabile 21% da 3. Adesso c'è da capire cosa succede nel mercato dopo la pausa: se arriva un play straniero a Venezia, slitterebbe forse Sottana in guardia, con David seconda italiana in quintetto, e potrebbe incular minuti. Vedremo. Intanto però le notizie migliori vengono dall'Eurocup: Venezia ha liquidato stasera la decaduta Ruzomberok, avanzando agli ottavi, e Maiorano nelle 2 partite della serie ha fatto 14 punti (4/7 da 3) all'andata in Slovacchia, e 8 con 3/6 al tiro stasera. Buona la media complessiva di 7 punti in 18' nella competizione.

Per Michela Frantini è continuata la raffica di partite di campionato: altre 5 in 20 giorni dall'ultimo rilevamento. Eravamo rimasti che la Virtus Spezia veniva da 3 sconfitte di fila. Non era Alcamo, appena cazziata dalla società, l'occasione buona per sbloccarsi, e infatti è arrivato il quarto k.o. Ma la Miky nazionale ha se non altro riaperto la partita con una sfuriata tra fine 3° e inizio 4° quarto, chiudendo con un poco timido 6/19 dal campo in 28 minuti (non male come media tentativi al minuto... :P ) per 16 punti di cui 14 nella ripresa, contro il suo ex vice Petitpierre. Poi c'è stato il quinto "sigh sob" della Virtus a Chieti, nel duello tra lombarde dall'una e dall'altra sponda, in cui Frantini è stata un po' anonima (7 con 2/9 al tiro). Altri 3 giorni e ancora in campo, col rischio di finire in una spirale depressiva perché pure Orvieto era avversaria tosta (seppur priva di Scopigno: intanto la Virtus ha avuto problemi in serie, tra Sonaglia out per la stagione e guai vari a Donati e De Scalzi), ma dopo aspra e fangosa battaglia le spezzine s'imponevano con un rotondo 46-38. E, rullo di trombe, finalmente Frantini era decisiva per la vittoria, segnando :clap: 4 triple in fila nel break del secondo tempo (in totale 14 punti con 5/12 dal campo). Nelle ultime 2 partite la squadra ha ulteriormente rappezzato la classifica, battendo Ancona Rende (sofferta, peraltro) e finendo l'andata al 9° posto, 7 vinte-7 perse, appaiata all'ottavo di Viterbo (scontro diretto a sfavore), ma in entrambi i casi l'ex capitana Geas non ha brillato (9 punti con 3/11 ad Ancona ma 8 rimbalzi; 5 punti con 2/10 oggi). Medie complessive al giro di boa: 9,1 punti in 28,5 minuti, 40% da 2 e 25% da 3. Migliorabile, sia lei che la Virtus, ma nemmeno infame. Nel ritorno la storia è ancora tutta da scrivere. Arrivederci al 2011.

martedì 21 dicembre 2010

Pictures of you (8)

 image

Geas-Faenza (A1, 11/12): conclusione in sforbiciata per Haynie.

image
Geas-Faenza: tiro libero per Lauren Ervin, buona prova.

image
Geas-Faenza: Adriana spiega ai tifosi romagnoli come mai stavolta non c'è stata trippa per gatti.

image
Festa di Natale di Carugate: Alessandra Calastri con bambine delle giovanili.

image
Ancora festa di Carugate: le tipe della prima squadra insieme a non so bene chi. Da sinistra F. Bonfanti, Dindo, Genta, Calastri, Giorgi, Guidi, Tessitore, un tipo, C. Bonfanti, Zumbaio.

image
Le "ragazze d'oro" della nazionale Under 18 premiate in Federazione.

image
Omaggio a Ticha Penicheiro, qui nella partita più fulgida del "suo" Geas 2008/09, quando sbancò Schio nell'ultima di una serie di 7 vittorie.

image
Omaggio alla grande (in tutti i sensi) Uliana Semenova, qui in un match di Coppa anni '70 in casa Geas.

lunedì 20 dicembre 2010

Cinguettii (102) - Che sarà delle ragazze d'oro, chi lo saaa?

E' vero che in tempi di crisi economica la mannaia dei tagli s'è abbattuta un po' su tutte le categorie di lavoratori, ma in ambito sportivo ne conoscete una che sia stata segata del 36% da 5 anni a questa parte? Noi sì: le giocatrici italiane di pallacanestro. Fare il conto per credere: 5 anni fa ce n'erano 7 per 16 squadre (totale 112), ora ce ne sono 6 per 12 (72), ovviamente senza contare le naturalizzate, le giovani aggregate, chi ha l'undicesima eccetera. Se ci fosse un sindacato, ci sarebbero stati scontri, vertenze, scioperi e vetrine spaccate. Invece qui sparisce quasi il 40% dei posti di lavoro e al massimo si sente qualche barrito di forumista. :angry:
L'idea ci è venuta in mente perché oggi la Federazione ha premiato le ragazze di Giovanni Lucchesi oro agli ultimi Europei Under 18. Che han fatto una gran cosa, e magari ne faranno altre la prossima estate tra Mondiali U19 ed Europei assortiti, però trattandosi ormai di ragazze grandicelle ci dobbiamo chiedere: per quante di loro scommettereste su un futuro non diciamo certo, ma almeno probabile in A1? Ricordo i nomi: (F. Dotto), Carangelo, Morsiani, Gorini, Zanin, Carta, Diene, (Masoni), Di Costanzo, Cigliani, (Dell'Olio), Salvini.
Tralasciamo le '93 (quelle tra parentesi) perché hanno un anno di tempo in più. A parte Gorini, che sia pur come comprimaria ha un minutaggio reale in A1 (quasi 11 di media), e sulla quale in effetti scommetterei, le altre che prospettive hanno? Carangelo è k.o. per infortunio e comunque ci sono dubbi sulla sua adattabilità all'A1; Morsiani Cigliani sono a fondoclassifica in A2 con Cervia e ci pare stiano andando benino ma non benissimo; Di Costanzo è poco impiegata al College fanalino di coda; Zanin va discretamente in A2 a Marghera; Carta ci pare la più matura, importante in un'A2 di vertice come la Virtus Cagliari; Diene Salvini (quest'ultima peraltro giocando molto bene) sono nell'anonimato della B1 rispettivamente a Livorno e Moncalieri. Senza il taglio dei posti, può darsi che gran parte di loro sarebbero prima o poi finite in A1, ma nelle condizioni attuali ci paiono ben messe solo Carta e forse Morsiani. Vero che non si può mai dire, perché ad esempio qualcuno avrebbe potuto dire lo stesso di un'Arturi, 4 o 5 anni fa, e oggi è in A1 a pieno titolo... Però ci pare un problema, così come quello che, quand'anche gran parte delle "ragazze d'oro" ce la facesse, sotto canestro c'è il vuoto spinto.

Cinguettii (101) - Eurolega: nella giornata di Taylor-McCoughtry c'è gloria anche per Taranto

L'ultimo turno prenatalizio di Eurolega è stato contrassegnato da un leggendario duello tra Angel McCoughtry e Penny Taylor in Sopron-Fenerbahce. La superstar emergente del basket Usa, appunto McCoughtry, realizzatrice senza fronzoli ma dal formidabile fiuto del canestro, ha disputato una prestazione sensazionale con 39 punti, 13/16 da 2, 2/3 da 3 e 7/8 ai liberi. :woot: Quasi tutti tiri dalla media, una percentuale clamorosa per un'esterna. Ma non è bastato a vincere perché il Fenerbahce, che pure era privo della divina Taurasi per un malessere alla vigilia, ha avuto 37 punti da Taylor, di cui 34, dicasi 34, nella ripresa, :o: con 7/14 da 2, 4/6 da 3 e 11/12 ai liberi. Che spettacolo. Il Fenerbahce ha avuto anche 22 punti dall'ex napoletana Yilmaz e rimane l'unica imbattuta nei 4 gironi dopo 8 giornate. Subito dietro, nel girone B, ha la grande favorita Ekaterinburg. Ma c'è gloria anche per Taranto, che con 7 vittorie in 8 partite, l'ultima a Cracovia con un canestro di Godin a -35", è l'unica squadra a essere già sicura del primo posto. A suo modo storico, anche se ci par di ricordare che pure Venezia, 2 anni fa, vinse il suo girone. Nell'equilibratissimo girone C se la giocano Salamanca e Spartak Regiondimosca; nel D, Valencia ha appena battuto di nuovo Schio ed è ora in pole-position nella corsa, con una vittoria di vantaggio su Schio e Bourges. L'impressione è che Taranto si sia giovata di un gruppo più facile, ma sono un po' conti della serva: per il momento complimenti alle pugliesi, e si confermano le speranze di un ritorno alla piena competitività dei club nostrani.


sabato 18 dicembre 2010

Cinguettii (100) - A1: le sapienti pretattiche, eseguono Umbertide e Geas

Vogliamo eseguire un breve esperimento mediatico, così, tanto per far passare il tempo in attesa dei risultati del sabato sera. E' prassi comune da parte dei club, si sa, evitare eccessi di "sicumera" alla vigilia di una partita, un po' per scaramanzia, un po' per non offrire motivazioni aggiuntive agli avversari, un po' perché così se vinci dai più risalto alla vittoria e se perdi sembra tutto logico e inevitabile. Ad esempio, tra i vari lati irritanti di Siena (maschile) c'è che pure quando devono giocare con l'ultima in classifica, che finirà +30 o +40, si presentano terrorizzati che manco Trapattoni quando giurava che l'Estonia era assolutamente da prendere con le molle.

Ma a noi interessa il femminile e dunque vediamo, in questo esperimento, come Umbertide e Geas, alla vigilia di un match importante come quello di domani, eseguano un'operazione più o meno speculare: dall'enfasi sul valore dell'avversaria (nel caso della favorita Umbertide, presentando il Geas come quasi al suo livello; lo sfavorito Geas invece presenta Umbertide come quasi inarrivabile), fino alla sottolineatura di non essersi potuti allenare al meglio:
A) UMBERTIDE
Le ragazze di coach Serventi ricevono la visita del temibile Bracco Geas, in serie positiva da 4 turni ed ormai lanciato verso le posizioni che contano. (...) Come detto (e come sempre in questo torneo) l’avversario nel match valevole per la 9° di andata è di quelli da prendere con tutte le cautele del caso. (...)
Coach Serventi presenta così uno dei big-match di giornata: “Sarà una partita difficilissima, il Geas è la squadra più in forma del momento. Ha un attacco molto prolifico e dispone di ampie rotazioni dove tutte, sia il pacchetto straniere che quello italiane, sono in grado di fare la differenza. Dovremo moltiplicare le forze per limitare i loro attacchi, le nostre ragazze sono abbastanza logore da 4 mesi di duro lavoro e servirà uno sforzo supplementare (...)”.
La Liomatic si presenta con le “dieci” al gran completo, pur se reduce in settimana da una serie di appuntamenti che ne hanno condizionato il normale programma di preparazione.

B) GEAS
Dunque, largo alle mere considerazioni tecniche sull’incontro di domani (ore 18) contro la capolista Liomatic, a prima vista scoglio insormontabile per il Bracco Geas. Tuttavia, e molto giustamente, le rossonere, reduci dal miglior momento stagionale, 4 vittorie in fila culminate con la prestazione top di questo campionato, cioè la vittoria contro Faenza, non vogliono porsi limiti [ecco, questa frase è in onesta controtendenza rispetto allo schema che dicevamo-NdMeur]. La squadra di coach Serventi si è rinforzata in estate con un’imponente campagna acquisti che ha portato in Umbria alcune delle stelle del nostro campionato: Simona Ballardini, Francesca Zara e Geraldine Robert sono certamente il meglio della serie A1 nei rispettivi ruoliBasterebbe questo per chiarire da che parte pende il pronostico.
(...) Il Bracco Geas – inquadra coach Montini – arriva alla sfida contro la prima della classe nelle migliori condizioni mentali, fisiche e tecniche possibili [anche questo in controtendenza - NdMeur]: dopo i buoni esami sostenuti nelle scorse settimane potremmo dire che una vittoria a Umbertide, in un campo difficile da violare, ci conferirebbe una vera e propria laurea. Non dobbiamo però arrampicarci sui sogni, perché la concentrazione in una partita come quella di domani sarà fondamentale. In settimana, a causa della neve e di qualche problema di palestra, non abbiamo potuto allenarci col solito ritmo ma il lavoro fatto nelle scorse settimane ci dà fiducia.


Conclusione? Il Geas, con un paio di zampate, esce almeno in parte dalla gabbia degli stereotipi e quindi "guasta" un po' il nostro esperimento. Che tuttavia consideriamo riuscito nell'essenziale, cioè notare come sia fondamentale nella comunicazione pre-partita lodare il valore e la forma dell'avversario di turno, nonché far presente le proprie sia pur piccole magagne (se non hai infortuni, quantomeno impacci in allenamento). Non ci sono balle, nei comunicati in questione: solo una coloritura della realtà dall'angolazione ritenuta più opportuna.

venerdì 17 dicembre 2010

Cinguettii (99) - Riassunto lombardo: A2, dolori; B1, riscatto Cremona, volata Broni; B2, sempre Villasanta

Consueto frullatore sulle lombarde di varie categorie. In A1 abbiam già detto del Geas vittorioso su Faenza e ora baldanzoso all'assalto di Umbertide capolista; poco da dire su una Comense che dopo vari trallallà alza bandiera bianca subitanea a Taranto, pagando la voglia di rifarsi delle tricolori dopo la sconfitta di Umbertide, e forse un po' di appagamento oltre all'assenza di Harmon che comunque non giustifica un 50-24 nel primo tempo e un 82-49 finale (con 15 punti e 7/8 della grande ex Smith).

In A2 solo dolori per le longobarde: cade ancora Crema, e per l'ennesima volta in volata (abbiamo perso il conto ma dovrebbe essere la nona partita su 11 in cui è andata all'ultimo tiro, semplicemente incredibile! :woot: ), anzi dopo un supplementare con la Virtus Cagliari (56-59, out Fumagalli da 3 allo scadere). 12 di Censini ma con 5/19, la nota positiva è che Belfiore sembra quasi recuperata (8+16 rimbalzi). Milano subisce una lezione in casa con un Cus Cagliari che in attacco è spaziale (49 punti nel primo tempo con percentuali boia) e nella ripresa arriva anche a +32; i 27 di Gottardi servono solo a non farsi massacrare del tutto (ma finisce 55-82). Biassono a Udine è gagliarda all'inizio, poi nei due quarti centrali è raggiunta e seminata, e non ce la fa a ricucire nell'ultimo (69-56, Contestabile 16). Dalla prossima dovrebbe tornare Invernizzi.
In B1, girone "A1", giornataccia collettiva pure lì: Costamasnaga scivola in casa (48-61) con la diretta rivale Novara; Cantù in casa di Biella si presenta senza Maffenini (precettata dalla Comense) e le va già bene di perdere solo 79-55; Vittuone con la tosta Lavagna prende un ventello di prammatica (65-45). E per giunta Genova sbanca Savona e così raggiunge Cantù e Vittuone al terzultimo posto. E' dura ma lo si sapeva. Riposava Valmadrera.
Nel girone "A2", torna a vincere il Lussana Bergamo (56-69 a Vicenza).
Nel girone "B1", squillante 45-70 per Cremona a Fiorenzuola: dopo un periodo tribolato, una vittoria che rilancia le ambizioni. 19 della rientrante Colico (anche se 6/18, ma 6 rimbalzi, 4 recuperi e 3 assist), 17 di Marulli, vecchie geassine. Vittoria importante per Broni, trascinata dai 23 a testa di Berna e Pellegrino, in un testa a testa con Usmate (68-66). Poca trippa per il nuovo corso-Ganguzza con Carugate: dalla capolista Reggio Emilia arriva un mazzolante 102-63. Lodi battuta in casa da Valdarno (39-49).
In B2 lombarda, insiste Villasanta che piega anche un'avversaria tosta come Giussano. Rispondono le inseguitrici Rho e Albino. In classifica (prime 4): Villasanta 20; Rho, Albino 18; Giussano 16. La nota negativa sembra essere che le squadre dei bassifondi, appreso che tanto non si retrocede, o meglio retrocedono tutte dalla seconda in poi (inglobate nella nuova "C"), stanno sbracando assai, con scarti fin troppo ampi.