Abbiamo già detto altre volte che Big Roberto Lurisi quest'anno fa poca cronaca e molto approfondimento "a tema". Questa settimana su SB lascia il palcoscenico a coach Giovanni Lucchesi ed è alta scuola più che mai, giacché il trionfatore di Poprad imbastisce una sorta di tavola rotonda sui cambiamenti portati dal tiro da 3 più lontano. A mio parere il titolo che è stato affibbiato, "Impatto zero", è un po' fuorviante
perché in realtà, come viene dettagliato in modo ultra-approfondito, con mille sfumature tecniche da parte di coach e giocatrici, i cambiamenti ci sono stati. A partire dalla diminuzione del numero di tentativi (c'è tutta una tabella con le cifre al riguardo: diciamo che se gli anni scorsi ci si stava pericolosamente avvicinando ai 20 tiri di media per squadra, ora siamo sotto i 15, anzi c'è Como solo a 9 e Umbertide-Pozzuoli-Taranto a 11: e ciò è ottimo, a mio parere, anche se è troppo presto per considerarlo un effetto durevole), ma poi ci sono fior di perle tecniche dispensate dai vari Molino, Ticchi, Orlando, Ricchini (che parla pure dell'Eurolega). Mentre tra le giocatrici interpellate, Ballardini dice che le piace di più l'arco lontano (perché ha più spazio per penetrare), Masciadri che non s'è accorta della differenza, Franchini che trova qualche difficoltà a far palleggio-arresto-tiro (ma perché? Franchini tira? Scherzo...
). Roba da leggere e da rileggere per assimilarla, gente. Comunque sia, per ora le regole nuove stan facendo bene, secondo me, perché il gioco femminile, più del maschile, può valorizzare il gioco "intermedio" (cioè il tiro dai 4-5 metri) e quello interno, aspetti in cui si può vedere più sana tecnica e meno tiro al piattello.
venerdì 17 dicembre 2010
Cinguettii (98) - A1: Superbasket e il tiro da 3
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