Qualche giorno fa, quando gli abbiam riferito delle dimissioni di Andrea Piccinelli a Biassono (notizia che stranamente ha tardato ad arrivare alle pur lunghe orecchie dell'ambiente), un noto allenatore nostrano ha commentato: «Ma noo! Mai dimettersi...». Non abbiamo avuto tempo di approfondire il perché di questa sua convinzione, ma si può immaginare: al di là dell'aspetto economico, se ti dimetti butti all'aria il tuo stesso lavoro, e se lo fai sperando in realtà che la dirigenza e la squadra, in lacrime, ti s'inginocchino davanti pregandoti di ripensarci... di questi tempi caschi male (vedi caso Galli-Geas e altri casi recenti nelle "minors").
Non solo nel basket femminile: provate a presentare le dimissioni al vostro datore di lavoro, e come reazione noterete un sorriso malcelato, se non uno scoppio di riso in faccia, e di colleghi che vi chiamino per dire che gli dispiace, già tanto se ne troverete uno o due. Fate la stessa prova col fidanzato/a e questa sarà la reazione: «Mi lasci? Ah, va bene, ciao».Esaurita la premessa filosofica, che non intendiamo riferita a un caso specifico ma in generale, veniamo al punto: cos'è successo tra Piccinelli e Biassono? Perché, obiettivamente, un po' di sorpresa è lecita, se il coach ex Comense non ha mangiato il panettone. L'anno scorso era arrivato ai quarti-playoff e fatto 2 podi tricolori giovanili; quest'anno era penultimo in A2, ma senza aver mai avuto Invernizzi, ed era alla guida di un progetto centrato sulle Under 19 contemporaneamente in lotta per il titolo nazionale: chi meglio di lui, specialista delle giovanili?
Va riconosciuto poi che, anche nelle sconfitte, Biassono mostrava un'identità precisa: magari un po' di farragine in attacco, ma tanta aggressività, recuperi, rimbalzi in attacco. Non è mai sembrata una squadra allo sbando. Le giovani da lanciare erano state lanciate.
E però qualcosa s'era rotto. Sulla Prealpina di lunedì, le controparti si sono espresse in questo modo:
“Piccinelli ha detto che la squadra non lo seguiva più, e la reazione del gruppo all’annuncio del suo passo indietro non è stata tale da indurci a chiedergli un ripensamento. Non è una questione di risultati”, spiega il dirigente Lelo Beretta.
“Per il mio modo d’intendere il basket, e per la qualità delle giovani a disposizione, era necessario pretendere il massimo ogni volta, anche nelle U19 dove l’obiettivo non poteva essere meno dello scudetto – spiega Piccinelli. – Mi sembrava invece che qualcuno si stesse accontentando troppo, sia tra le giocatrici che nell’ambiente, e non volevo andare avanti così”.
Come tradurre le parole dei due? Probabilmente il sempre vulcanico Piccinelli aveva oltrepassato quella linea oltre la quale gli allenatori di personalità diventano un peso e non una motivazione per la squadra. Che dunque non rispondeva più alle sue sollecitazioni, e almeno in alcuni elementi giocava con tensione addosso, finendo per sbagliare. Lui lo vedeva invece come un "sedersi" da parte di qualche elemento giovane, e riscontrava anche refrattarietà da parte di qualche veterana; nel suo tentativo di cambiare le cose, gli sembrava di non trovare pieno supporto nella dirigenza che in alcuni casi, secondo lui, si accontentava di sconfitte onorevoli in A2 o vittorie d'ordinanza tra le U19, ma non collaborava nel chiedere il massimo alle giocatrici, sempre e comunque, come pretendeva lui.
Fatto sta che quando Piccinelli ha detto che si dimetteva, la squadra non ha pianto, sicché la dirigenza ha preso atto, ha accettato le dimissioni e promosso il vice Cosimo De Milo.
Basta leggere il commento alla partita contro Vigarano (la prima del nuovo corso, sul sito di Biassono, per intuire che cosa, di Piccinelli, non piacesse più alla società e alla squadra, ovvero i cambi vorticosi "stile Ncaa", la pressione addosso alle giocatrici, la frenesia di rappezzare le difficoltà:
Già altre volte le Brianzole avevano giocato un gran primo tempo buttando via tutto nel secondo, e anche questa volta subisce un parziale di 9-0 all'inizio del terzo quarto, in altre partite sarebbe cominciato il solito carosello di cambi alla ricerca di qualcosa che non si trova con un cambio, De Milo invece sperimenta ma lascia il tempo alle sue scelte di rivelarsi giuste o sbagliate, molto tranquillamente legge la partita e prova a spiegarla alle sue ragazze, il risultato è una Barbieri di nuovo ai suoi livelli, una Zucchi finalmente decisiva, per non citare le solite grandi Contestabile, Canova e Galbiati o la stoica De Fiori e perché no l'inedita staffetta Reggiani-Fumagalli. Insomma Biassono è una squadra che ci crede e con tanta intensità, tanta pazienza ed una grande lucidità porta a casa una vittoria importantissima figlia di un clima e di una panchina molto più serena e consapevole nella forza dei propri mezzi. Biassono ha cambiato rotta, si vede dagli sguardi della squadra..
Insomma, un siluro mica da ridere. E ci spiace per Piccinelli che è uno bravo e, come dice lui stesso, uno per cui il basket è tutto e a cui dà tutto. Sicuramente avrebbe meritato almeno un comunicato stampa dalla società con la notizia del suo addio e qualche ringraziamento almeno di facciata, però ogni società ha le sue strategie di comunicazione e Biassono tradizionalmente parla solo di basket giocato.
E poi mi permetto un rilievo generale: egregie società, occhio che se fate le pulci all'allenatore appena dimesso o in procinto di (vedi Carugate), magari avete ragione su questo o quel punto, ma chi è che ha messo quel coach a capo del vostro progetto, se non voi?
Ma ora contano solo i frutti della svolta, e sono stati immediati con un preziosissimo 2-0 firmato da De Milo contro Vigarano e Alghero (entrambe menomate d'assenze, va riconosciuto: ma delle assenze le brianzole sono le prime vittime, quest'anno), in entrambi i casi rimediando a quei blackout che altre volte sarebbero stati fatali; e se gli scatti di rendimento delle singole dopo i cambi in panchina sono spia di chi s'è maggiormente giovato del cambio di gestione, troviamo conferma alla sensazione che fossero Barbieri e Galbiati le più a disagio...
Tuttavia, i veri effetti del cambio, buoni o cattivi, si potranno misurare solo a lungo respiro, Under 19 comprese. Il dato di fatto è che De Milo dovrebbe, da gennaio, avere finalmente Invernizzi, e se lei ritrova condizione, la squadra potrebbe avere un altro spessore.
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