Quando qualcuno l'ha segnalato qui, giorni fa, pensavo a uno scherzo di cattivo gusto. Invece è vero: Diana Taurasi, la divina e unica, è stata beccata positiva al Modafinil, un farmaco "che migliora l'attenzione e quindi l'allerta nervoso e i tempi di reazione; inoltre fa sentire meno la fatica" (spiega la Gazzetta dello Sport). Insomma, non qualcosa che faccia andar dentro le triple da 9 metri che lei abitualmente spara, ma diciamo che sentirsi freschi o semifreschi dopo 35 minuti di avant'indrè per il campo, mentre le avversarie schiattano, è già un bell'aiutino... S'attendono le controanalisi, ma è raro che ci si sbagli, in questi casi; e poi pare che non sia roba da squalifica leggera. 
Chiaro che, salvo miracoli, i sogni di gloria del Fenerbahce (8 vinte su 8 in Eurolega, Taurasi capocannoniera con 24,6) finiscono qui, perché un'altra come Taurasi, in grado di spostare gli equilibri da sola, non esiste. Ma a parte le grane delle turche, di cui c'importa relativamente, è un danno per l'intero basket femminile mondiale, di cui lei è l'icona riconosciuta. Ahò, è come se avessero beccato e sospeso Jordan mentre era all'apice. Sacrilegio. Per questo dico: ma 'sti scassamaroni dell'antidoping, non potrebbero farsi gli affaracci loro, o accanirsi sui soliti ciclisti o velocisti, o meglio ancora sui calciatori? O sulle pallavoliste? Che colpa ne ha Taurasi se la costringono a giocare 12 mesi all'anno da almeno 6 stagioni? Cosa volete che sia una bombetta di Modafinil. No a questo giustizialismo d'accatto, no ai processi mediatici, sì al garantismo. E se il vero mandante fosse Putin, per punire la superstar che ha mollato la Russia? Guardate Putin come ha ridotto Khodorkovsky, il miliardario che gli rompeva le scatole e mo' è in galera con accuse dubbie. Free Taurasi. Senza di lei, il basket femminile è orfano.
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