giovedì 31 dicembre 2015

Il meglio dell'anno solare 2015

Alla spicciolata:

miglior partita 2015 che ho visto dal vivo = Geas-Castel S. Pietro gara-2 di finale A2 (più per le emozioni e la cornice che per la qualità estetica della gara);

miglior partita vista in tv = Schio-Ragusa gara-5 di finale scudetto;

miglior impresa tra quelle che ho seguito = doppietta Geas Coppa Italia/promozione;

miglior impresa assoluta = ex aequo Praga campione d'Eurolega e Serbia campione d'Europa;

miglior gesto singolo visto in tv = canestro decisivo di Macchi per lo scudetto (avrebbe meritato qualche citazione nei vari "oscars" e "meglio del 2015" che si fanno in questo periodo in giro, ma nessuno sembra essersene accorto);

miglior gesto singolo assoluto = tripla vincente di Moore allo scadere di una delle finali Wnba;

miglior giocatrice Italia = ex aequo Macchi e Cinili anche se trovarne una sull'arco dei 12 mesi è complicato;

miglior giocatrice Europa Ana Dabovic (mvp Europei con la Serbia);

miglior giocatrice mondo ex aequo Elena Delle Donne e Maya Moore;

miglior impresa giovanile di club lombardi = Costamasnaga vice-campione nazionale U15 con 3 under 13 protagoniste;

miglior impresa giovanile azzurra = Italia U16 bronzo europeo;

miglior giocatrice italiana Under 20 = Marzia Tagliamento;

miglior giocatrice giovanile italiana emergente = Sara Madera;

miglior giocatrice giovanile assoluta emergente = Maria Vadeeva (la russa del '98 che ha fatto meraviglie all'Europeo senior);

miglior capacità di tirarsi fuori dalle pesti (tra chi ho seguito da vicino) = dirigenza Sanga Milano: a luglio era senza giocatrici, a dicembre è seconda/terza in A2;

miglior comunicatrice per il movimento in Italia = ex aequo Silvia Gottardi per il film e Alice Sabatini per aver sfruttato il suo titolo di Miss Italia per sdoganare in modo simpatico, attraente ma senza essere volgare il basket femminile, anche se è scandaloso (non da parte sua ma da parte dei media) che in 3 mesi abbia avuto più visibilità lei che Macchi in una carriera.

lunedì 28 dicembre 2015

[A2] Resoconto di Costa-Marghera

Flash-Beck. Domenica 20 ho assistito al pre-natalizio match di A2 tra Costa e Marghera. Partita già interessante di suo, giacché la formazione di casa, galvanizzata da 2 vittorie filate, si giocava la possibilità di riportarsi a -2 dalla zona-playoff, occupata proprio dalle lagunari; ma aggiungeva stimoli l'esordio di un nome di spessore come Katarina Ristic nella medesima compagine brianzola.

Per nulla gelido il tardo pomeriggio sulle colline dintorno, tra cui quella, sempre poetica, di Nibionno, pochi chilometri prima di Costa, sulle cui pendici viene allestito ogni anno un presepe gigante che, al buio, compone suggestive figure luminose che paiono sospese nell'aria.
Come al solito la notazione geografico-paesaggistica serve a coprire un buco tecnico, perché il 1° quarto, complice anche un parcheggio intasato, non lo vedevamo. :cry:

All'ingresso si notavano pregevoli addobbi natalizi in tutto il palazzetto, con anche un ricco buffet a pagamento (ricordiamo però che a Costa non si paga il biglietto per la partita), e tribune piacevolmente piene e calienti. Ma il tabellone indicava un preoccupante +10 Marghera a inizio 2° quarto, con già 26 punti per le suddite di Striulli, anzi subito 28, anzi poco dopo 31 (contro soli 18 per le serventi di Maiorano) visto che Nicolini segnava 5 punti non proprio in rapida serie ma abbastanza per staccare una Costa a secco.

Lì si esauriva la fiammata di Marghera, mentre Costa per converso prendeva le redini del giuoco. Una difesa più graffiante e un attacco con più circolazione e quindi migliori soluzioni (a segno da sotto Maiorano, Longoni, Meroni M.) propiziavano l'accorciamento drastico delle distanze, dal -13 di prima al -5 dell'intervallo (30-35) con inerzia a favore delle locali.

Il 3° quarto era contraddittorio, concludendosi senza spostare l'ago: l'impressione era che Costa avesse una superiorità potenziale, facendo più gioco, guadagnandosi più possessi; ma non concretizzava a sufficienza, venendo invece infilzata da Marghera con abile sfruttamento di occasioni a smontare il lavoro di ricucitura delle masnaghesi. Pesavano alcune forzature di Ristic, che dopo una tripla per il -2 in avvio di ripresa, non trovava più il canestro. Una serie di brutture di Costa (Longoni palleggio sul piede, uno scarico tardivo di Maiorano per Canova finito alle ortiche, due liberi regalati da Ristic a 6 secondi dalla fine con tanto di 4° fallo) rischiavano di far terminare il quarto sul -6, ovvero un punto perso dopo 10' di superiorità, ma la giovine Del Pero con pregevole accelerazione depositava il -4 allo scadere (46-50).

Marghera quindi ancora avanti ma Costa con l'aria di una superiorità sul punto di concretizzarsi, se solo trovasse un pizzico di continuità in attacco. Così avviene in avvio di 4° periodo, con un 10-2 in poco più di 3 minuti, frutto di una serie di azioni frizzanti, in tipico stile-Costa di quando le cose buttano bene: Pozzi in arresto e tiro, Mistò (rientrata dopo 2 mesi) con rimbalzo offensivo convertito + aggiuntivo; Pozzi da 3 su rimbalzo in attacco della combattente Tagliabue, ed è sorpasso sul 54-52, acuito poco dopo da un contropiede di Del Pero con bello slalom. Si va sul 56-52, mancano 6 minuti e mezzo, Costa sembra avere le mani sulla partita. Anche perché sta difendendo forte, Marghera ha segnato 21 punti negli ultimi 17' e rotti, cioè dal suo massimo vantaggio.

Invece succede il contrario. Costa si blocca, la partita cambia di nuovo vento e non c'è un motivo apparente, se non che le padrone di casa riprendono a gettare palloni, ma stavolta per un interminabile lasso di 4 minuti e mezzo. Anche Maiorano e soprattutto Ristic sono coinvolte nello sciupìo collettivo. Marghera ne approfitta solo in minima parte: pareggia quasi subito (56-56), poi resta anch'essa bloccata. Ormai è ovvio che si arriva al fotofinish.

Lo sparo d'avvio della volata lo dà Canova, spezzando il digiuno di Costa a 2' dalla fine (58-56). Da lì è vibrante l'alternarsi di episodi. E' Nicolini la risolutrice per le veneziane di periferia: assist per Fabris e invenzione a centro area + aggiuntivo: 58-61 a -1'.

Timeout di Costa, palla giustamente a Maiorano che con esperienza attira un fallo di Striulli mentre tirava dalla media. La pepata play-guardia margheritana protesta ma le va bene perché Masha segna solo un libero (59-61), dopodiché tocca a lei che con altrettanta astuzia, anzi di più, pompa palla per 15 secondi e poi induce Ristic a un fallo evitabile, anche perché è il quinto. Il suo esordio si chiude quindi con 6 punti, 2/7 al tiro, 5 falli e 7 perse per un -5 di valutazione: no buono, ma ovviamente la si giudicherà a lungo termine.

Fatto sta che la partita è quasi fumata per Costa, perché Striulli strilla un 2/2 dalla linea (59-63 a -33"). Altro timeout Costa, buona costruzione su rimessa per la tripla di Maiorano dall'angolo: questa è classe, anche se non basta (62-63 a -28"). Altro tempo mangiato da Striulli, altro fallo su di lei, altra coppia di liberi ma stavolta ne segna solo uno (62-64). Palla decisiva a Costa con 15 secondi di tempo, ma Longoni ne perde qualcuno di troppo, poi trova Pozzi che si lancia a centro area trovando anche un discreto tiro, ma non va. Scade. Esultanza delle une, dolore delle altre, entrambi i sentimenti acuiti dal fatto che si rigiocherà solo dopo 16 giorni e quindi euforia e depressione dureranno di più.

Risultato che pesa per la classifica perché, come detto all'inizio, se vinceva Costa andava a -2 da Marghera, che invece ora è a +6. Avevamo visto Sanga-Marghera 3 settimane prima ed era finita per Milano con punteggio quasi identico: ci sono tanti finali in volata in questo girone (salvo quelli di Broni) e per un canestro a volte cambiano le prospettive. Costa ha perso già 5 volte con uno scarto entro i 6 punti (cioè 2 possessi) contro 1 vittoria; al contrario Milano è 6-1 nella medesima statistica. Metti che Costa faceva 3-3 e Milano 4-3, com'era possibilissimo, e in classifica non c'erano i 10 punti attuali di differenza fra le due squadre ma solo 2.
Per dire insomma che Costa ha di che rammaricarsi, tanto più stavolta, perché nelle altre volate era pesato l'organico corto (k.o. Schieppati prima ancora d'iniziare il campionato, poi Mistò fuori dalla terza giornata fino a quest'ultima partita), mo' invece aveva 9 giocatrici abili e ruotabili e l'impressione è stata proprio di uno spreco, per quanto Marghera sia tra le avversarie più ostiche da affrontare. L'altra faccia della medaglia di codesto dato sulle occasioni perdute è che la distanza da colmare sul piano tecnico è davvero poca.

Notazione finale non tecnica: il nuovo partner societario di Costa, Davide Marson (colui che ha promesso le coppe europee in un prossimo futuro) è davvero una persona su cui contare. Come lo so? Perché nel finale della partita, preso dalla concitazione, mi sono maldestramente alzato col cellulare addosso, mossa che ha portato il cellulare medesimo a rotolare lungo la gradinata, scomponendosi in svariati pezzi. Ebbene, il Marson, senza conoscermi, spontaneamente si alzava a recuperare i frammenti, riconsegnandomeli con senso civico encomiabile. :inchino:

Nella foto: il momento del primo ingresso in campo di Ristic con la sua nuova maglia.

mercoledì 23 dicembre 2015

Mini-punto A1 + B lombarda

Prenatalizio di A1 ieri: barriscono le grandi, movimenta la classifica giù in basso Orvieto che espugna Umbertide, al secondo k.o. casalingo inopinato di fila (dopo quello col Geas di 2 settimane fa).
Classifica vieppiù frantumata in 3 tronconi: le 4 intoccabili di testa, poi addirittura 8 punti di fossato con la fascia media (Umbe, San Mart, Battip, Nappule che si è ripresa, e 2 sotto Parma) che a sua volta consta di 4 punti di margine sulla zona-salvezza, che vede pari Torino, Cagliari, Orvieto, Geas e 2 sotto Vigarano. La formula fa sì che costoro possano oscillare ogni settimana fra playoffs e retrocessione.

Il Geas al ritorno dovrà affrontare tutti gli scontri diretti in trasferta e quindi la sua salvezza passerà attraverso almeno uno o due raids esterni; a tal proposito mi chiedo che giustizia vi sia nel meccanismo per cui se vinci all'Opening Day poi devi giocare il ritorno fuori casa: all'andata il Geas ha vinto di 2 con Orvieto, e come premio che ha? Di dover andare a Orvieto per il ritorno, con maggior rischio, mentre se avesse perso di 2 avrebbe giocato in casa, dove ha appena battuto di 15 Vigarano. Insomma si premia chi perde alla prima giornata e non chi vince. In effetti è un tema datato, perché è così da 10 anni e rotti, ma è pur sempre un tema.

Tra il weekend e ieri doppio turno con riffa finale della prima fase della B lombarda, assai farcita di nomi interessanti. La formula adottata quest'anno è simile a quella di A2 degli scorsi due anni, ovvero poules promo e retro nella seconda parte.
Nel big match meneghino tra Milano Stars di De Gianni, Giunzioni, Brioschi e il BFM di Gottardi e Contestabile la spuntano le "stellate" che col 2-0 negli scontri diretti strappano in extremis il primato alle dirimpettare (59-55).
Tra le escluse illustri dalla poule promo, spicca direi Biassono, incappata in un girone di ferro. La rinata Comense ha pagato il ritardo di allestimento (veniva dalla Promozione e ha saputo tardi del ripescaggio) finendo con 0 vinte-12 perse nonostante le sempre valide veterane Maiorano (Laura) e Girardin.
Le migliori come bilancio sono state Varese (11-1), la solita Usmate (10-2) e le due milanesi di cui sopra (10-2 ambo).

lunedì 21 dicembre 2015

Pace tra Gottardi e Valentina Diouf

E' scoppiata la pace tra Gottardi e Diouf dopo le scintille dell'anno scorso. Mannaggia, ma siamo pappa e ciccia col volley adesso? :cry:
Cioè, di principio la frase è giusta... ma il negozietto non può non essere antagonista dell'ipermercato che gli soffia tutti i clienti.

domenica 20 dicembre 2015

Mini-riassunto del weekend

Piatto ricco ieri sera tra A1 e A2.

Cambia di nuovo padrone l'A1: prima Schio, poi Lucca, mo' Ragusa che detronizza proprio Lucca nel big match. Toscane con problemi d'organico: in settimana s'era saputo del k.o. di Diene per la stagione, poi in partita hanno avuto guai Pedersen e Dotto. Ma al di là di questo, era da qualche settimana che Ragusa era la reale numero 1. Ha vinto a Schio e ora in casa dell'altra rivale. Fa piacere che la top scorer sia l'ex Consolini con 18.

Le prime 4 hanno fatto il vuoto e non è una sorpresa: già in estate si diceva che c'erano due campionati, quello delle "big 4" (più forse Napoli, che però poi s'è afflosciata) e quello delle altre. A sua volta il campionato delle "normali" potrebbe dividersi in una fascia medio-alta (S. Martino, Umbertide, Battipaglia, Napoli che adesso è un po' risalita) e il plotone di 5-6 squadre che si scannerà per gli ultimi posti-playoff che vuol dire anche salvarsi (da capire se Parma può staccarsene o se resterà invischiata sino in fondo). Comunque qualche buon motivo d'interesse c'è, e la notizia di Sportitalia da gennaio fa piacere (ma Sky che fine ha fatto? Boh).

In A2 Nord, grande Broni con un 12 su 12: continua a non decollare Vicenza, mentre l'airone Galbiati è già sulle nuvole da un pezzo: altri 20 punti, ne ha 19.2 di media, seconda solo a Ljubenovic in tutta la categoria.
Dietro c'è il sorpassone di Crema su Milano, a cui la sorte ha voltato le spalle dopo la tripla di Pozzecco che la salvò con Cagliari. Ieri infatti il Sanga ha perso a Bolzano mentre Crema ha prevalso al supplementare su Albino che pure era priva di Bedalov. Così il 6 gennaio Crema andrà in Copp'Italia se vince con Castelnuovo, mentre il Sanga ospiterà Costa che oggi ha perso una grossa occasione con Marghera nonostante il debutto di Ristic.
Ci sono 6 squadre in 2 punti tra il 4° e il 9° posto, e frizzante è anche la lotta in basso, dove Bolzano raggiunge Costa a quota 8, Carugate batte Castelnuovo e la appaia; ma tutte queste quattro stanno dando segnali di vitalità ultimamente. Tutto sommato anche Cagliari, ma la casella delle vittorie resta bianca.

In A2 Sud, le prime 3 stanno demolendo la concorrenza: Spezia e Ferrara appaiate a 12 vinte-0 perse, Castel S. Pietro a 10-2, ovvero ha perso solo con le due leaders.

[A1] Resoconto di Geas-Vigarano

Ieri ho assistito a Geas-Vigarano, scontro diretto nella zona-salvezza di A1. Il Geas conferma la sua possente crescita, che l'aveva portato a una vittoria sfiorata a Parma e una ottenuta a Umbertide, e incassa due punti che lo proiettano in zona-playoff, con l'aggiunta di uno scarto cospicuo casomai dovesse servire al ritorno (78-63).

Prima della partita è uopo parlare di due facce viste al PalaNat. Una è quella di Mario Mazzoleni, presidente del Geas nonché utente omonimo di questo forum, che tornava al PalaNat dopo un'assenza di svariate settimane per una seria contingenza di salute. Le sue ragazze hanno saputo regalargli lietezza, poi da gennaio torna pure sua figlia in campo, e come dice il proverbio, due Mazzoleni sono meglio di uno e soprattutto meglio di zero. :wub:

La seconda faccia si notava sulla panchina del Geas. Era quella di un Fassina, a cui peraltro faceva da contraltare un'identica sembianza in tribuna. Dopo una perizia fisiognomica condotta da un pool di esperti, si appurava che quello in panchina era Paolo, e per deduzione quello in tribuna era Stefano. :woot:
Ebbene sì: Paolo Fassina, storico grande amico del Geas oltre che leale avversario soprattutto ai tempi di Biassono, ha preso il posto di Marco Rota al fianco di Cinzia Zanotti, anche se col ruolo di dirigente. Bentornato nei nostri lidi dopo 3 anni (novembre 2012, interruzione del suo rapporto con Broni) anche se di fatto era riapparso già a inizio stagione con l'Assisi Milano, squadra di C dove milita sua moglie Lucia Ricciarelli.

Della partita salto il primo quarto, a cagione del fatto che non l'ho visto, per problemi di parcheggio (mannaggia al sabato sera). Comunque, dopo la sfiga di Carugate-Costa già quasi decisa dopo 10 minuti, stavolta mi andava bene, visto che il punteggio era 17-17. Per l'esattezza giungevo a 10 secondi dal termine della frazione, con Brown che usciva per contusione (sarebbe rientrata qualche minuto dopo). Sin lì Mandache top scorer Geas e Ostarello per Vigarano.

Secondo quarto con oscillazione continua di parziali ora per l'una ora per l'altra. Geas migliore nelle costruzioni in avvicinamento (tagli, penetrazioni), con anche un paio di triple; Vigarano rispondeva con 4 bersagli pesanti contro la zona, di cui uno di Orrange su distrazione piuttosto colpevole del Geas su rimbalzo offensivo ferrarese da tiro libero. Era il 35-36 Vigarano con cui si andava al riposo, dopo uno 0-9 che ribaltava il massimo vantaggio sestese sul 35-27 firmato dalla rientrata Brown. Poco prima della sirena sembrava scavigliarsi malamente Barberis, ma per fortuna tornava dopo pochi minuti della ripresa.

Anche nel terzo quarto si oscillava assai. Vigarano avanti di 4 con l'ex Tognalini; poi un 6-0 Geas; poi uno 0-6 Vigarano che andava ancora a +4 con un'ostica Ostarello; poi un nuovo 6-0 Geas con triple di Barberis e Madonna. Quindi al 30' si era 55-51 Geas senza che la partita, peraltro piuttosto godibile, avesse ancora preso un'identità o un padrone.

Era il Geas il primo a rompere l'equilibrio, e l'unico break significativo della gara diventava quello definitivo. 4 minuti di difesa impeccabile e circolazione-palla brillante (senza Brown, malignava qualcuno in tribuna, ma non vedo necessariamente un rapporto causa-effetto; è solo successo così nell'occasione) portavano ua un 14-4 che stendeva la compagine dell'utente Inaltostatvirtus, o se vogliamo di coach Savini: 69-55 al 34'. S'iniziava da fuori con le triple di Arturi e Kacerik inframmezzate da un "pat" (palleggio-arresto-tiro) di Mandache; si proseguiva con Arturi che toccava lesta una palla vagante trasformandola in un... contropiede della Madonna, o meglio di Madonna.

Vigarano non si riprendeva dalla spallata. La fiammata del Geas andava spegnendosi ma Vigarano ne approfittava solo in minima parte, risalendo a -10 ma ormai mancavano 2'30". Presumo che ambo i coach abbiano ricordato alle proprie che contava anche la differenza-canestri e infatti nessuna delle due ha mollato, ma andava meglio al Geas che con una tripla tabellata di Barberis tornava a +13, per poi chiudere sul +15.

Sintesi: Geas sempre corto (specie nelle pivots) eppure bravo nel mascherare i limiti ed esaltare i pregi; morale ampiamente ritrovato dopo le due trasferte che ne hanno segnato il ritorno alla competitività. C'è una Kacerik utilissima su ambo i lati, fattore che era mancato in sua assenza e quando non era ancora al 100% dopo il ritorno in campo; c'è stata una delle migliori Arturi della stagione; c'è una Brown che, seppur con percentuali ondivaghe, è sempre una minaccia che costringe la difesa ad adeguarsi, così come per Mandache che gioca con meno frizzi dell'americana ma con invidiabile regolarità.
Su Vigarano: mi aspettavo che in una sfida-salvezza giocasse più col coltello tra i denti che col fioretto, ma non avendo visto le precedenti partite di questa compagine, può essere che le caratteristiche delle giocatrici non consentano di utilizzare uno stile diverso. Fatto sta che, accettando una partita più tecnica che ruvida, il maggior tasso di qualità del Geas è emerso.

Inoltre il confronto tra il rendimento delle rispettive italiane, nonostante Vigarano ne avesse di più, è stato nettamente a favore del Geas, con le indigene ferraresi che si sono affidate sin troppo alle tre americane (considerando tale D'Alie), senza incidere sulla partita salvo, ma non del tutto, Tognalini.
Qui forse incide il fatto che il nucleo italiano vigaranense è una sorta di "all stars" di A2 assemblato la scorsa estate, mentre quello del Geas è cuore e anima della squadra da anni. Ovviamente se finiva con esito opposto, tutto ciò non significava una mazza ma visto che è finita così, può anche essere vero, ma in ogni caso non c'è tempo di approfondire perché martedì già si rigiuoca.

Nella foto: festa Geas e il primo a sinistra è proprio lui: Paolo Fassina.

sabato 19 dicembre 2015

In difesa dei genitori

I genitori sono in gran parte dei santi. Non condivido affatto la campagna mediatica e social che gira negli ultimi anni contro di loro, tra racconti di risse (che succedono una volta ogni 1000 partite), decaloghi di comportamento e processi sommari alla categoria.
Chiaro, ogni tanto (o anche ogni spesso) rompono le balle, non sanno le regole del gioco ma strepitano lo stesso con l'allenatore e con l'arbitro, rugano se il figlio o la figlia non giocano abbastanza minuti senza poter capire se li meritano o meno, eccetera eccetera, quindi va bene educarli a non uscire dal loro seminato.
Ma come si farebbe senza di loro che forniscono la materia prima (cioè le praticanti, che tra le femmine sono merce rara, quindi preziosa), pagano la quota, ormai sui 400-500 euro almeno nei grandi centri, curano i trasporti (salvo le società che hanno il pulmino) alle partite e soprattutto agli allenamenti, spesso sobbarcandosi molti più chilometri rispetto ai loro "colleghi genitori" degli altri sports femminili più gettonati (perché la squadra di basket la trovi sotto casa solo se hai una sorte molto amica, invece il volley c'è in ogni quartiere)...
E in più vengono pure dipinti come dei colpevoli cagacazzo? Non dico ovviamente da te, ma da chi alimenta gli stereotipi contro di loro.
Per me bisognerebbe lisciargli il pelo in ogni modo, perché non siamo in condizioni di fare come la ginnastica o il volley, che per una tipa che li molla ne trovano altre due.

domenica 13 dicembre 2015

Mini-riassunto del weekend

Altra giornata ricca in A1.

Nuovo schiaffo alla tirannia scledense: Lucca stravince 47-63 all'ex Campagnola e vola a +4.

Sommovimenti in coda dove il Geas espugna Umbertide, 65-67 dopo un infinito thrilling in volata, ma vince anche Vigarano su Cagliari, per cui la classifica è raggruppatissima lì in basso. Ne esce almeno per ora Battipaglia che vince all'overtempo su Parma. Ma in realtà Battipaglia è organico cui stava stretto il bassifondo, credo dovuto soprattutto a un calendario duro iniziale.

Statistica all'americana: il Geas è 2-0 nelle partite in cui Brown segna almeno 25 punti ed è 2-0 quando affronta una squadra umbra. E' anche 2-0 quando la partita finisce con 2 o 3 punti di scarto.

In A2 gir. A, Crema spezza la strissia di Milano e si riporta a -2 sul 2° posto. Broni già in Copp'Italia così come, nel B, Spezia e Ferrara (se non erro). Costamasnaga non riesce a far esordire Ristic ma strapazza ugualmente Selargio con 14 triple, di cui 6/14 di Maiorano in versione Stephen Curry, anche se con 0/7 da 2. Strilla Striulli con 35 di valutazione in soli 32' per Marghera su Carugate.

Commento sulla stagione di Sanga e Carugate

Milano sta facendo una grandissima stagione ma penso che siano Pinotti e soci i primi a sapere che tutto sin qui è girato alla perfezione a livello di episodi, se consideri che su 9 vittorie ne hanno ottenute 6 con uno scarto di 6 punti o meno. Indice, come dici tu, di attributi e capacità mentale super, ma anche del fatto che non c'è superiorità netta sulle squadre battute. Se confronti l'organico di Milano e quello di Carugate, per fare l'esempio più eclatante, non penseresti mai che ci stiano 14 punti di scarto in classifica dopo 10 giornate. La differenza sta nel fatto che una ha trovato la quadratura del cerchio fin dalla prima giornata, l'altra la sta ancora cercando. Da Silva è stata un'ottima pesca: ha la mano un po' quadruccia ma si completa molto bene con le compagne ed è una roccia in difesa e a rimbalzo. Magari se scambiavi Da Silva con Koufogianni non veniva fuori la stessa classifica per entrambe.
Resta però che Milano ha un quintetto e spizzichi di panchina, Carugate ha 10 giocatrici competitive. Tutto il quintetto di Milano gioca dai 31 ai 35 minuti di media; nessuna della panchina arriva a 10 minuti di media. Controlla le altre squadre del girone e non so se trovi dati simili. Per me han fatto i bambini coi baffi.
Ora però la sorte potrebbe aver tolto di mezzo Da Silva per queste ultime due partite di dicembre e forse anche Martelliano.
La chiave sarebbe che la panchina cresca ma non si può pretendere molto di più al momento. Rossini, Baiardo, Perini, Giulietti, Tibè, Albano sono giovanissime e/o esordienti in A2.
In sostanza, più che "Milano alternativa a Broni" direi "Milano grandissima nel fare solo 2 punti meno di Broni" ma io penso che un piazzamento intorno al quarto-quinto posto sia più realistico. E lo dico a elogio di quanto fatto finora, non certo per sminuire il valore della squadra.

Carugate: per me Zanon l'ha potenziata. Non farà sempre 19 punti e 11 rimbalzi come contro Costa, che è squadra leggerina e quindi in difficoltà a contenerla, però avercene come lei... Oltretutto mi è parso che, come ai bei tempi, non abbia nessuna voglia di star lì a perdere e quindi cerchi anche di trascinare emotivamente le compagne, che forse hanno il limite di essere tecnicamente tutte valide ma non delle tigri innate, diciamo così (non tutte, s'intende; nel complesso).
Inevitabile però che inserendo un pezzo così in un tessuto che non s'era ancora sviluppato bene, devi ripartire quasi da capo. E' un investimento a lungo termine che forse adesso costa una o due sconfitte in più ma magari poi ti ripaga molto di più.
Koufogianni: in effetti martedì l'impressione è che sia stata cannibalizzata da Zanon. Però non è che prima stesse incantando, e non è che martedì non abbia avuto i suoi 18 minuti per far vedere qualcosa. Rientra nel discorso generale che Carugate deve riorganizzarsi e capire come sistemare tutti i pezzi del complesso puzzle che ha messo insieme. Considera che c'è anche Colli, assente martedì. Non è un organico semplice da gestire: ci sono 10-elementi-10 che potrebbero giocare titolari o quasi. Ci sono giovani(ssime) e veteran(issim)e con ritmi e linguaggi differenti. Gerarchie difficili da creare. Eccetera.
Non darei però colpe a Puopolo, esordiente in A2 che si è trovato l'incarico da capo allenatore a una settimana dall'avvio del campionato, dopo che pensava di dover fare il vice. E' come passare dalle medie all'università in un colpo; ci vuole tempo a meno di essere Obradovic che a 31 anni si ritrovò a sorpresa, da un giorno all'altro, capo allenatore del Partizan, e dopo 9 mesi dopo lo portava a vincere l'Eurolega... [NB: mentre scrivevo queste righe, Puopolo si era già dimesso; al suo posto il duo Gavazzi-Ganguzza]

sabato 12 dicembre 2015

Carugate-Costa (aggiunta)

Altra dose su Carugate-Costa.

Come tralasciare il duello tra Maiorano e Frantini, le due storiche idole di questo forum? :wub: Duello che tornava dopo 5 anni e mezzo (un Geas-Napoli del girone di ritorno di A1 2009/10) e di cui ho rischiato di non vedere neanche mezzo secondo, giacché, come dicevo prima, sono entrato in loco pochi istanti dopo che Frantini s'era scavigliata. Mi sono anche perso un eccellente 1° quarto di Maiorano con 9 punti.
Nel resto del 2° quarto l'ex Arluno, Rho, Geas, V. Spezia e Sanga stazionava in panchina a smaltire il dolore alla caviglia, mentre l'ex Geas, Broni, Ivrea, Rovereto, Viterbo, Parma, Schio, Umbertide, Napoli, Venezia, Comense, Orvieto (mannaggia a te e a tutti i tuoi cambi di casacca) proseguiva a menare le danze con altri 7 punti di pregevole fattura, finalizzando la buona circolazione-palla delle compagne contro la zona (due canestri dal mezzo angolo su scarichi e una tripla su penetra-e-scarica).
A inizio 3° quarto Frantini stringeva i denti e rientrava. Combinava, però, onestamente poco, sia in fase conclusiva sbagliando 3 triple con spazio, sia in fase di circolazione dove, marcata proprio da Maiorano (ma non viceversa, nel frangente a uomo di Carugate), rallentava la manovra con alcune titubanze. Dopo 6'30" veniva richiamata in panchina. Nel contempo Maiorano, come detto, difendeva bene ma in attacco perdeva smalto rispetto al ruggente primo tempo, come del resto la squadra. Si proponeva comunque come riferimento sempre positivo nelle trame di giuoco, ad esempio sfoderando un bell'assist per Meroni a inizio 4° periodo. In più di un'occasione finiva per le terre, soverchiata dai contatti duri delle più stazzate Zanon e Frantini.
Sempre a inizio ultimo quarto Frantini viveva, come accennato nel post precedente, la sua unica fiammata con una tripla in transizione e un canestro dal mezzo angolo su rimessa dal fondo. L'incidenza sull'andamento però era minima. Dopodiché la sfiga tornava a colpirla sotto forma, come detto, di un taglio al viso procuratosi passando su un blocco di Koufogianni. Secondo testimoni oculari il colpo è stato sferrato, ovviamente senza volerlo, proprio dalla compagna ellenica.
Immediatamente e simbolicamente (cioè a suggello del vittorioso agone con la rivale), Maiorano depositava in contropiede il +17 a 4' dalla fine che chiudeva ogni conto.
Nel finale Masha appariva alquanto affaticata, fallendo un contropiede solitario e altri 3 o 4 tiri che sporcavano le sue percentuali sin lì eccellenti. Chiudeva comunque con 18 punti, di cui 16 nel decisivo primo tempo, 7/16 dal campo e il titolo di "mvp" assegnatole da coach Pirola.
Per Frantini non era certo il giorno più fortunato della sua carriera (2 uscite per infortuni diversi nella stessa partita è quantomeno raro), finendo con 7 punti, 3/11 dal campo e 0 di valutazione.

Prospettive: l'arrivo di Ristic consentirà a Maiorano di avere più occasioni di tirare sugli scarichi (grazie a una creatrice di situazioni pericolose come la slovena) e di arrivare col fiato meno corto ai finali di partita; per Frantini si tratta di recuperare la salute e sperare che la crescita delle giovani pari-ruolo, che non mancano in squadra, le consenta magari di dare il meglio su un lasso di 20-25 minuti.

[A2] Resoconto di Carugate-Costa

A grande e pressante richiesta dico due parole sulla partita-clou dell'Immacolata, lo spareggio della paura, la riffa per uscire dalla palude. Ovvero Carugate-Costamasnaga, una rivalità che aveva vissuto capitoli interessanti in A3 e ora ritrovata al pian di sopra, in una situazione però spinosa per entrambe.
Il turno del sabato infatti aveva visto Costa franare senza appigli contro Alpo (-25) e toccare le 7 sconfitte di fila; e aveva visto Carugate nutrire la grande illusione sul +18 col Sanga per poi subire un'atroce rimonta e rimanere bloccata a 4 punti come le lecchesi. Insomma la situazione ideale per gustarsi una battaglia di quelle in cui chi vince gode forte e chi perde piange amaro.

Tornavamo a Pessano dopo un po' di tempo e, sebbene avvolto nel buio e nella nebbia, lo scenario all'ingresso della cheta cittadina dell'hinterland Est milanese si presentava sconvolgentemente mutato: mostruosi cavalcavia, tangenzialine e bretelle, non so se per la Bre-be-mi o la Tangenziale Est Esterna, nuove possenti arterie che solcano quelle lande (in questi anni di pausa del morbo edificatorio, impazza quello asfaltatorio), al punto che la vecchia rotonda d'accesso al paese, intorno alla quale sorge l'azienda Castel sponsor della compagine di basket, appariva cancellata o (difficile distinguere con quella scarsa visibilità) schiacciata in un angolo dalle nuove contorsioni viabilistiche.

Quando mi dilungo in dettagli logistici, stile Ezio Parisato dei bei tempi, è perché la partita scarseggia di trama. Con sorpresa immagino pari a quella degli spettatori seguivo infatti dal cellulare (giacché ero in ritardo), :cry: l'evolversi del 1° quarto, dominato da una Costa risorta dalle ceneri del disastro con Alpo, mentre Carugate, dopo la partenza fulminante col Sanga reduce da 6 vittorie, ne produceva una tragica contro le lecchesi reduci da 7 sconfitte: 13-26 al 10'. In pratica un -39 incassato dalla compagine di casa tra gli ultimi 3 quarti con Milano e il primo con Costa.
Il problema per Carugate era che, 3 giorni prima, la squadra-lepre, cioè lei, veniva acciuffata e matata, mentre stavolta arrivava fino in fondo non dico tranquilla tranquilla, ma neanche rischiando, visto che a parte l'ultimo minuto e mezzo lo scarto restava sempre in doppia cifra, più spesso intorno ai 15 che ai 10 punti.

Al momento dell'ingresso nel palazzetto, appena iniziato il 2° quarto, si era dunque sul 14-28, immediatamente aggravato da una tripla di Pozzi, ex Carugate.
Mi sedevo, casualmente, di fianco a mamma Frantini, la quale mi riferiva due cose: la prima potevo constatarla ocularmente, ovvero che la possente ex minibasket di Arluno era in panchina a farsi medicare dallo staff sanitario carugatense, causa scavigliatura appena capitata; :o: la seconda era che la medesima Frantini era stata schierata dalla panchina, con Picco al suo posto. Ho pensato a un legittimo tentativo di rimescolare le carte da parte di coach Puopolo per invertire il trend di sconfitte, che però non ha prodotto esiti vantaggiosi in termini di risultato, così come i cambi frequentemente operati dall'allenatore di casa per tutto il resto della gara (8 giocatrici con minutaggio fra i 16 e i 30 minuti più Stabile a 36): rotazioni più profonde, nonostante l'assenza di Colli, rispetto a quelle del suo collega Pirola (7 elementi), un fattore che avrebbe potuto fruttare nel finale, per Carugate, se solo il fossato non fosse rimasto profondo fino almeno al 35'.

Sostanzialmente infatti che vedevo, nei 3 quarti concessimi dalla sorte? Una Carugate che, non si può negare, si sbatteva per rimontare, aumentava il livello fisico della difesa, cavava discrete cose in attacco dalle lunghe: Zanon che sembra aver fermato il tempo (19 punti), una Scarsi concreta, mettiamoci anche una Guarneri combattiva. Ma il duello delle esterne era sonoramente perso e, in generale, c'era una gran fatica per il popolo di Puopolo a combinarne due giuste di fila, anziché una cotta e due crude.
Costa lo ha fatto ampiamente nei primi 15 minuti, prendendo il largo. Poi ha finito in affanno ma il fieno in cascina era abbondante e, appunto, le avversarie erano troppo discontinue per concretizzare una rimonta vera.
Emblematico e decisivo il 3° quarto, in cui, dal 28-43 del 20', Carugate produceva un gran sforzo, passava a uomo recuperando buoni palloni, lottava bene anche a rimbalzo in attacco, insomma aveva il sopravvento sul piano del giuoco, ma partoriva il topolino, ovvero non solo non rimontava ma finiva ancor più sotto, 39-57 al 30'. Costa cinica nel colpire dall'arco con Pozzi e Tagliabue, cavando anche tiri liberi con Meroni, Canova e la stessa T'bue. Sfortunata invece Ruisi in una serie di iniziative da cui non otteneva neanche un punto (0/5 da due per lei nel 3° quarto).

E insomma lì si chiudeva tutto definitivamente, a meno di un crollo di Costa oppure magari di un improvviso accendersi di Frantini, la quale in effetti segnava 5 punti di fila (prima di uscire di nuovo, per un colpo al volto: partita sfigata per lei), ma Pozzi le rispondeva subito dall'arco (Carugate si era rimessa a zona e c'erano ampi spazi sul perimetro), così come Maiorano attutiva in contropiede l'effetto di una tripla di Beretta. Lì eravamo già a 4' dalla fine e, sul 47-64, era chiusa anche se poi Costa potrebbe rimpiangere di aver fatto avvicinare le avversarie sino al 58-67 conclusivo, casomai al ritorno ci si ritrovasse in situazione inversa.

Nel frattempo avevamo seguito via cellulare il testa-a-testa tra Milano e Cagliari, con la buccia di banana che sembrava materializzarsi per le suddite di Pisapia, ma ecco che sul display appariva il rocambolesco 57-56 finale, che apprendevamo poi essere frutto della tripla allo scadere di Pozzecco.

Tornando alla partita di cui sopra, da apprezzare l'ambiente. Certo, tutti abbastanza incazzati ora con gli arbitri, ora con le avversarie, ora con la propria squadra per gli errori, però un bel sano frastuono, non soltanto per merito del gruppo ultras che, dopo la defezione di quelli milanesi, pone Carugate all'avanguardia sul fronte del tifo organizzato in zona. Al Sanga ora i decibels sono sensibilmente scemati (non è detto che sia un male), a Costa la piazza è tradizionalmente poco propensa alle atmosfere da palazzetto greco, diciamo così.

giovedì 10 dicembre 2015

Mini-punto A1

Abbiamo un campionato. Parlo di A1, laddove Ragusa ha espugnato Schio 69-79, stornando il riavvicinamento scledense nel finale, che faceva sospettare l'ennesima beffa ai danni delle sicule. Vantaggio ospite di misura sin dall'inizio, rimasto pressoché uguale alla fine dei primi 3 quarti.
21 punti di Little, 12 di Brunson ma probabilmente le bilance dell'ago, cioè le più decisive, sono state Consolini con 15 punti e l'ex Carugate, nonché ex "Cachuccho dello Zio" e "Mos Angelini" al torneo di Binzago, nonché ex utero slavo di sua madre, Milica Micovic, che ha segnato 17 polpette con 5/6 da 3 di cui 4/4 nella prima metà.
Insomma un bel lavoro di gruppo mentre Schio rimaneva a corto di alternative di fianco alle prevedibili Anderson (18), Macchi (15) e Yacoubou (14): solo 2 per Sottana, ad esempio, e tristemente 0 con 0/3 al tiro in 10' per l'ex minibasket bronese misto coi maschi Zandalasini.
Ora Lucca gode in testa da sola mentre per Ragusa (ma anche per le toscane) si tratta di fare l'ultimo step, ovverosia battere Schio quando c'è un trofeo in palio. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo Macchi, come nell'ultima finalscudetto.

[A1] Parma-Geas (seguita in streaming)

Domenica ho seguito in istreaming la discussa Parma-Geas. Partita bella agonistica, tante sane botte (ne ha fatto le spese Spreafico, finita all'ospedale dopo un abbattimento in contropiede da parte di Brown, indice della voglia di combattere da parte di un gruppo rossonero non più disposto a far concessioni facili in difesa (ci ha ricordato l'abbattimento di Kurt Rambis da parte di Kevin McHale nella serie finale Celtics-Lakers dell'84: anche in quel caso un'azione un pizzico al limite ma soprattutto il segnale che gli avversari era finita la cuccagna). :alienff:
Sorpassi in serie nel 2° quarto, con Kacerik, molto volitiva sia in conclusione sia come suo solito a punzecchiare sul possesso-palla altrui; una zona sestese mobile sul perimetro e senza voragini in area, così Parma non riusciva né a colpire da 3 né a sfruttare la teorica supremazia di Ugoka, vedendo quindi annullarsi la sua teorica supremazia. Nemmeno il Geas però riusciva a concretizzare in un allungo la sua maggior verve.

A inizio ripresa Parma sembrava scuotersi dal grigiore, issandosi a +6; ma si faceva rubare una serie di palloni in fotocopia su passaggi mal eseguiti (o ben intercettati dalla difesa; ma Zara che regala un contropiede con un obbrobrioso servizio telefonato dietro la schiena non è da lei); ne conseguiva un contro-sorpasso Geas replicato però da un contro-controsorpasso parmense. Insomma ognuna dava il meglio di sé quand'era in difficoltà ma non riusciva a evitare di spegnersi dopo la fiammatina.
Sembrava una svolta decisiva a inizio ultimo quarto quando il Geas confezionava uno 0-11 in 5 minuti: come indica il lungo lasso di tempo, non si trattava di una gragnuola di colpi, quella delle rossonere, ma di un generoso sforzo di squadra che, pur con qualche errore, mandava a segno tutte (Madonna, Ercoli, Brown, Mandache, Barberis), perlopiù con efficaci assalti ravvicinati, mentre la difesa stornava Parma dal canestro. Si arrivava insomma al 49-57 con 5' da giocare. Parma finalmente si sbloccava con Marangoni ma Brown, cresciuta alla distanza, replicava e si era 51-59 a 4' dalla fine.

L'unica cosa che non doveva succedere per il Geas era che Parma pescasse qualche cilindro dal coniglio, rianimando un morale che era sotto i tacchi (le gialloblù venivano da 3 sconfitte di fila, se non erro: sempre meno delle 7 del Geas ma, considerando le diverse ambizioni, non un fardello leggero); invece capitava che Clark, di botto, trovasse la chiave per infilzare la zona dall'arco, e ne metteva due di fila dal lato destro. La imitava Brezinova, da posizione diversa ma sempre da 3, per il sorpasso (60-59 a -3'30").
Al Geas non entrava più nulla. Così, pur nella confusione sovrana, Parma si portava sul 62-59 e ormai si era a un minuto e rotti dalla fine.
Ivi l'episodio incriminato. Brown recuperava un pallone a centrocampo e veniva abbattuta in ripartenza. A tutta prima sembrava antisportivo palese, non secondo gli arbitri, scatenando l'ira di Cinzia Zanotti, la quale entrava in campo avvicinandosi ai direttori di gara. Considerando che l'ex Milano (non ex Sanga) non è tipo facile alle escandescenze, la sua reazione mi pare la prova che l'antisportivo era netto.
Inevitabile il tecnico ma persino i telecronisti di Parma si aspettavano almeno 2 liberi per il Geas prima del libero a favore di Parma. Nemmeno quello. Quindi, anziché 2 liberi a Brown e palla al Geas, si aveva libero e rimessa per Parma. Sostanzialmente partita finita. Addirittura 67-59 il finale con un break di 16-0 negli ultimi 4 minuti.

Per il Geas è l'ottava sconfitta di fila, ma giocando così e contando sui rientri almeno di Gambarini e Laterza, ma pare anche Mazzoleni e chissà se sarà ingaggiata una nuova terza straniera, può nutrire fiducia di andare ai playoff. Già, perché all'atto pratico, con questa formula, il Geas è a 2 punti dalla zona-playoff, e credo che, detta così, ci avrebbero messo la firma, considerando le difficoltà in cui sinora il sodalizio sestese ha agito. La sorte finora ha tolto, la sorte potrebbe ridare al momento buono.

martedì 8 dicembre 2015

Mini-punto A2 (+ record 5 supplementari)

A2 Nord, turno scorso prima che diventi già superato: Crema vicinissima a imporre il primo pianto a Broni, confermando di essere in una crescita per nulla interrotta dall'addio di Iannucci; avanti di 3 a fine secondo e terzo quarto, la compagine cremosa però segna solo 6 punti nell'ultimo e così Broni la sfanga (45-50).

Risultato che incide non poco sul volto della classifica al vertice, giacchè una vittoria di Crema avrebbe procacciato un aggancio di Milano al primo posto di Broni con Crema a -2 da ambo e la possibilità di agganciare il sodalizio ambrosiano nello scontro diretto di domenica 13; invece così abbiamo Broni a +2 su Milano che a sua volta ha +4 su Crema, quindi salvo sorprese nel turno odierno l'esito di domenica 13 è depotenziato.

C'è grande equilibrio dal terzo al nono posto: 7 squadre in 2 punti. Non si decifra ancora chi possa emergere dal plotone, anche se Crema, Vicenza e Pordenone parrebbero le scelte più logiche.

Si è aperto invece un fossato tra il 9° posto e le ultime 5: addirittura 6 punti. A sua volta Cagliari è a -4 dal poker delle decime, fra le quali Carugate appare quella con l'organico migliore per poter colmare il deficit. Già oggi con Costa una risposta importante.

Al Sud (si fa per dire, viste le leaders; in effetti la dicitura corretta è "gir. B") ancora imbattute Spezia e Ferrara, tallonate da Castel S. Pietro, il resto è staccatissimo. Certo che il basket femminile a Spezia è come l'araba fenice: ogni volta che sembra scomparire, riemerge.

Incredibile in A2, il big match Castel S. Pepè-Spezia finisce 89-96 dopo 5 supplementari! Lauma Reke con 65 minuti batte il record di 55 detenuto da Giulia Arturi e Rae Lin D'Alie.

99 tiri dal campo per entrambe le squadre, ed era la seconda partita in 4 giorni: avranno avuto un collasso le più spremute.

[B lomb.] Resoconto di Comense-Basket Como (+ Carugate-Sanga)

Ma addiveniamo a parlare del derby di sabato sera. Parlo naturalmente di Comense-Basket Como, quarta di ritorno di B lombarda. Non che non mi interessasse Carugate-Sanga, naturalmente, ma questa era un'occasione di grande importanza perchè segnava il simbolico ritorno della Comense, già avvenuto da qualche mese ma sancito ufficialmente questo 5 dicembre con un "Comense Day" che ha popolato la cattedrale del Palasampietro già nel pomeriggio con la "Jordan Flight School" (il camp itinerante per ragazzini col marchio del grande MJ), poi di sera con questo derby cittadino.

Per la verità si trattava della sfida tra penultima e ultima del girone. Non mi dilungo in antefatti, ma in sostanza la Comense (Polisportiva Comense 2015, per l'esattezza) è stata ammessa la scorsa estate in B dopo un anno in Promozione, per cui ha dovuto fare la squadra da zero e il ritardo l'ha scontato con 8 sconfitte nelle prime 8 partite. Mentre il Basket Como, il club che inizialmente aveva raccolto l'eredità della Comense di Pennestrì, era atteso a qualcosa di meglio ma, tra il girone molto competitivo (rischia di star fuori dalla seconda fase pure Biassono) e alcuni pezzi che non si sono incastrati per il verso giusto (Casartelli, l'anno scorso a Carugate, ha lasciato dichiarando incompatibilità con l'allenatore), aveva raccolto sinora solo 2 vittorie.

Con una certa emozione quindi tornavamo al Palasampietro 3 anni e mezzo dopo l'ultima volta, la semifinale-scudetto 2012 con Schio. Ritrovavamo la tribuna stampa, appollaiata lassù in cima, da cui si godeva la stessa visuale di tanti derby ruggenti col Geas tra il 2008 e l'appunto triste 2012 in cui tutto finì. Tribuna stampa deserta, stavolta, ma gradinate piacevolmente popolate, grazie anche ai giovanissimi del vivaio presentati nell'intervallo: 350/400 presenze, insomma una base su cui costruire la rinascita.

La partita non è stata male, per quanto ovviamente una B di bassa classifica non potesse paragonarsi alle prodezze di Macchi e Masciadri dei tempi che furono. Nei loro limiti le squadre hanno giocato bene. Poi c'è da dire che un palcoscenico come quello nobilita parecchio. La stessa partita giocata in una palestraccia non faceva lo stesso effetto.

Giocatrici conosciute alla vasta platea: per la Comense Laura Maiorano e Valentina Girardin; per il Basket Como... Mara Invernizzi ma, purtroppo, solo in veste di team manager.
La Comense giocava un primo tempo gagliardo, colpendo meglio dalla media e da 3, nonostante la uomo del Bk Como e la zona delle nerostellate in teoria lasciassero più spazi alla squadra biancorossa. Anche +9 Comense verso il 19', poi 37-30 all'intervallo.

Il 3° quarto svoltava la partita. Comense bloccata, pagando a mio parere la mancanza di gioco interno che creasse alternative quando le triple non entravano più; meglio bilanciato strutturalmente il Bk Como che sotto canestro contava sull'ex Biassono Busnelli e l'ex vivaio Comense Travaglini, oltre che sui tiri dell'ex Cantù Martina Molteni e la regia dinamica dell'altra ex Cantù Battaglini (visti i chiari di luna debbo precisare che "ex" non significa necessariamente "prodotto di", e in ogni caso non è un'offesa <_< ). Parziale di 8-22 e sorpasso in tromba per il Bk Como (45-52 al 30').

A inizio 4° periodo continuava la spinta del Bk Como e la crisi Comense; s'arrivava a +10 esterno a 5' dalla fine. Lì il Bk Como andava in crisi di lucidità. Ma con un'entrata di Battaglini era comunque a +8 con 1' da giocare. Spinta dal pubblico, una caparbia Comense rubava palloni (anche piuttosto rocambolescamente persi dal Bk Como) e infilava due triple, l'ultima di Girardin: 61-62 a -3 o 4 secondi. In modo clamoroso il Bk Como pastrocchiava sulla rimessa dal fondo, con la ricevitrice che pestava la linea non essendo entrata appieno in campo: rimessa Comense con 1" e mezzo. Ma era troppo poco il tempo, e non ne scaturiva un tiro plausibile.

Vittoria dunque per il Bk Como di Invernizzi sulla squadra di cui lei fu bandiera. Ma la Comense può essere felice di aver ricreato qualcosa; obiettivo salvarsi e poi si vedrà. Se c'è una lunga prendibile sul mercato, sarebbe auspicabile.

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Nel frattempo seguivamo via cellulare l'evolversi dell'altro derby, quello di A2, con la roboante partenza di Carugate, fino a 26-8 in avvio di 2° quarto, e poi la rimonta del Sanga sino al sorpasso sul finire del 3° periodo, un testa-a-testa sin verso metà dell'ultimo e poi il minibreak vincente della compagine di Pinotti, che saliva alla settima vittoria consecutiva. Maffenini determinante con 13 dei suoi 15 punti nella ripresa, in precedenza Picotti e Pozzecco. Per la formazione di Puopolo inizio forte di Beretta ma di tutto il collettivo, poi un calando. Un dato statistico che spicca: 4/6 da 3 per Carugate nel 1° quarto, 0/8 nel resto della gara. Zanon ancora notevole, comunque, considerata la lunga inattività: 21 di valutazione con 8 punti e 11 rimbalzi.
Per dirla con le parole del comunicato stampa di Carugate, "Abbiamo regalato al Sanga Milano una vittoria su un piatto d’argento, vittoria che potevamo portare a casa fossimo state solo un po’ più lucide e perseveranti". Tuttavia c'è già domani (martedì) una grossa occasione di risalita nello scontro diretto con Costamasnaga che viene da 7 sconfitte di fila. Spiccherà il duello tra l'ex Viterbo Maiorano e l'ex Rho Frantini.

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Foto sotto: il derby di Como visto dalla tribuna stampa del Palasampietro.

domenica 6 dicembre 2015

[A2] Costa-Alpo (seguita in streaming)

Nel tardo pomeriggio ho seguito dal 2° quarto in avanti lo streaming di Costamasnaga-Alpo. Partita però già segnata a quel punto, visto che le ospiti dominavano 10-24 la prima frazione e non si facevano più avvicinare, se non a -10 un paio di minuti prima dell'intervallo. Nella ripresa un paio di sussulti masnaghesi riportavano da -21 a -14 a fine 3° quarto e ancora -11 al 32', ma poi la notte era fonda (parziale di 0-13) e finiva 43-68.
Le veronesi le avevo appena viste a Milano e non erano apparse in gran spolvero, ma a detta del coach era stata la loro peggior serata della stagione. Stavolta in effetti hanno avuto ben altro piglio anche se, chiaramente, lo spessore dell'avversaria di turno era diverso. Purtroppo Costa è in difficoltà palesi: 7 sconfitte di fila, e se nelle 3 precedenti partite interne se l'era giocata fino in fondo (con Pordenone e poi, nonostante alcune assenze, con Vicenza e Albino), stavolta non è mai stata realmente in partita. E rispetto alla squadra che aveva brillantemente vinto a Crema alla seconda giornata, oggi c'era solo Mistò in meno, non abbastanza per spiegare la china negativa. Probabile che la compagine di coach Pirola, per il tipo di giocatrici e di gioco che ha, necessiti di essere in fiducia, fattore che al momento manca inevitabilmente visto il carico di sconfitte.
Dice: ma quale squadra non ha bisogno di fiducia? Sì, ho capito, ma intendo dire che Costa più delle altre, perchè, non avendo né la straniera (handicap non da poco), né lunghe di stazza, né una regista vera e propria, si basa su aggressività, velocità e fantasia, elementi alquanto aleatori. Costa si procaccia spesso una quantità di tiri maggiore delle avversarie (o comunque pari come oggi), perché ruba palloni, si getta con ardore a rimbalzo in attacco; ma le percentuali al tiro sono terribili (oggi 14/64), e in difesa c'è poca stazza per poter: 1) tenere lontane le avversarie dall'area; 2) evitare di tirarsi il collo nei primi 35' per arrivare fresche e lucide agli ultimi 5'.
La partita di oggi non fa intravedere vie d'uscita chiare (anche perché altrimenti Costa le starebbe già percorrendo), tuttavia la classifica vede tuttora Maiorano e compagne a pari punti con Carugate, Bolzano e Castelnuovo e a +4 su Cagliari, quindi non c'è terreno da recuperare, purché si riesca a invertire la china, magari a partire dallo "spareggio" di martedì con Carugate, che però a mio parere vede favorita quest'ultima.

sabato 5 dicembre 2015

Considerazione sulle spese per gli ingaggi

Il naso lungo sulle spese sostenute per il proprio organico ce l'hanno abbastanza tutti, nella misura in cui rientra nel gioco delle parti. Ma a me interessa poco quanto uno spende, visto che sono soldi suoi, e visto che ci sono troppi fattori di casualità a influenzare le spese.
Se uno c'ha il culatello che una giocatrice forte abiti a due passi dalla palestra e magari chieda meno di quanto vale perché ormai lo fa per hobby, vuol giocare con le amiche, o altre variabili, non è merito della società ma appunto culatello. Mentre un posto in culo ai lup... ehm, leggermente decentrato come Broni è costretto a spendere più del dovuto anche per giocatrici di secondo piano (al di là del fatto che quest'anno hanno fatto le cose in grande).
Oppure si verificano anche conseguenze paradossali delle regole, come quella per cui il Sanga incassa 7500 euro (se non assommo male) per il tesseramento, da parte di Carugate, del trio effigiato minaccioso nella foto sottostante, e non perché il Sanga abbia formato codeste giocatrici, ma perchè ebbe il colpo di buona sorte di averle in squadra nell'anno in cui scattò il meccanismo dei parametri, mentre chi ha realmente pasciuto queste campionesse non prende un euro.

Quindi anziché i soldi spesi, ammesso che si riesca a stabilirli con esattezza, preferisco valutare il piazzamento in rapporto alla qualità dell'organico a disposizione.

giovedì 3 dicembre 2015

[A2] Resoconto di Sanga Milano-Alpo

Per quanto concerne Milano-Alpo, ho assistito a partire dal 19° minuto, cioè in pratica sono arrivato ed è iniziato subito l'intervallo. Mi si raccontava di una partenza a razzo della compagine di casa, 26-11 a fine 1° quarto, ma nel secondo scemava un po' il ritmo del Sanga, le veronesi cavavano qualche vantaggio dalle profondissime rotazioni (11 vorticate molto democraticamente, invero nella fattispecie non abbinando la qualità alla quantità), e sul 36-28 al riposo sembrava poter diventare una partita equilibrata, così come lo erano state le 3 precedenti di Milano nella sua nuova dimora del PalaIseo, il palazzetto - ricordiamo - riaperto quest'anno dopo che la criminalità organizzata l'aveva annerito con un incendio doloso.
In realtà le suddite di Pinotti ripartivano con veemenza dopo la pausa, con un 23-10 in cui Alpo mostrava encefalogramma alquanto piatto. Nessuna veronese, a parte qualche sprazzo della rientrante Monica, appariva in grado di trainare una rimonta. Impacciata Dzinic, le altre era la stessa cosa mettere tizia o caia. Nell'occasione, s'intende, perché Alpo era reduce da una vittoria di pregio con Carugate.
Maffenini anche stavolta sciorinava una tripla da 9 metri; per talento la pasticcera di Erba s'ergeva al di sopra della contesa, chiudendo con un ciclonico 34 di valutazione (25 punti, 13 rimbalzi, 5 recuperi, strano solo il 2/9 ai liberi). Ottima anche Da Silva, la portoghese, con 15 punti e 12 rimba.
Nell'ultimo quarto Alpo tentava qualcosina ma al massimo arrivava a -14. Finale 74-59, quindi Sanga a 6 vittorie di fila e secondo da solo dietro il molosso Broni.

Ma già si respirava attesa per il derby di sabato con Carugate. Nelle interviste dopogara, Franz Pinotti parlava della sfida in arrivo, con una frase che non saprei se interpretare come un attestato di stima o una frecciatina (presumo la prima ipotesi), in quanto diceva che non sa come faccia Carugate a essere così indietro in classifica con l'organico che ha (vedi qui se interessa). Per quanto mi riguarda penso che Carugate ha solo avuto, come capita, bisogno di più tempo (a maggior ragione ora che ha appena innestato alcune giocatrici) per trovare una quadratura che il Sanga invece ha già trovato; poi logicamente i conti si fanno a fine stagione perché la qualità certo non manca al popolo di Puopolo.

lunedì 30 novembre 2015

[A1] Resoconto di Geas-Venezia

Ieri ho assistito a Geas-Venezia per quanto concerne l'A1. Difficile giudicare un confronto ad armi impari. E' evidente che il Geas avrebbe dovuto far meglio in attacco, visti i 38 punti, il 15/56 dal campo e il fatto che i primi tiri liberi siano stati guadagnati al 28'; però c'è stata probabilmente una focalizzazione sulla difesa, che era stata deficitaria nelle precedenti partite, che ha prodotto un positivo conto di 56 punti subiti (non male, considerando l'avversario) ma ha portato, a causa della coperta corta, a pagare lo sforzo nella metà campo opposta.

E poi l'impressione è che se il Geas avesse fatto di più, Venezia non avrebbe avuto soverchi problemi ad alzare a sua volta il livello. Non avendone bisogno, s'è limitata ad amministrare quel po' di margine preso dal 2° quarto in avanti. La pessima serata al tiro da 3 per entrambe le squadre (prima tripla segnata dalla Reyer a 4'30" dalla fine, mentre per il Geas l'unico bersaglio pesante è stato di Galli nel 2° quarto) ha favorito gli arrocchi in area e quindi diciamo che lo spettacolo puro non è abbondato. Difficile giudicare anche Venezia da una partita che non le ha richiesto di tirar fuori il suo meglio.

Il Geas adesso ha due trasferte ardue a Parma e Umbertide. Sarà più cruciale la partita del 19/12 con Vigarano in casa. La difesa vista ieri, se mantenuta con la compagine emiliana, potrebbe andar bene; c'è però bisogno che Brown aggiusti la mira, perché ieri ha fatto 2/11, e in una squadra che ha già una straniera in meno è complicato averne solo una che segna (Mandache). Alla prima giornata segnò 29 punti contro Orvieto e sembrava che il Geas avesse pescato un asso dal cilindro, o un coniglio nella manica, ma poi non si è più avvicinata a quel livello se non con Cagliari quando ne ha messi 20.
Se lei tornasse a segnare, in aggiunta al ritorno di Gambarini e Laterza, i conti potrebbero quadrare per il Geas.

Nota negativa, l'assenza totale di pubblico veneziano al seguito. Mi ricordavo le orecchie rimbombanti dai cori degli ultras reyerini nel periodo di A1 2008-2011 (insomma quello tra il ritorno del Geas in A1 e la rinuncia di Venezia che precedette di un anno quella sestese), invece ieri una tristezza totale: ai canestri ospiti si sentiva un misero applausino dalla panchina e null'altro. Impietoso confronto con il calore dei luparensi di S. Martino nella partita di un mese fa.
Nel film di Silvia Gottardi si dice che la sinergia col maschile potrebbe aiutare il femminile e un esempio è la Reyer. Mah, può darsi ma a me sembra che là il maschile abbia cannibalizzato l'interesse.

domenica 22 novembre 2015

Mini-riassunto del weekend (+ Zanon a Carugate)

Crema reagisce alla grande alla partenza di Iannucci dominando a Selargius, campo mica facile. Il coach selargiota accusa Crema di non aver voluto rinviare la partita per la convocazione di Ljubenovic in nazionale. Ma pensavo ci fosse lo spostamento d'ufficio. Se si lascia alla discrezionalità delle squadre, s'incappa in problemi. Non si può rimproverare una società se esercita un diritto a suo vantaggio, senza violare regolamenti.

Carugate è riuscita in un'impresa mai realizzata dal Sanga (né da Crema quest'anno), ovvero vincere in casa con Leoni Orsenigo arbitro. Battute a parte, interessante la crescita delle giovani. Il derby col già citato Sanga, del 5 dicembre venturo prossimo, sarà tutto da godersi. :alienff:

Partita della nazionale non molto combattuta (121-38).

Sara Madera, la quindicenne solo per l'anagrafe, segna 21 punti + 13 rimbalzi per 35 di valutazione nel big match vinto da Pordenone su Vicenza. Meglio di Zandalasini alla sua età, tanto per fare paragoni antipatici? Certamente la toscana non ha la bellezza stilistica e l'elevazione aerea del cigno da Broni, tuttavia sembra apparire alla razza delle giocatrici che concretizzano il 100% del loro potenziale, cosa di cui Zanda deve ancora convincere, a mio immodesto giudizio.

Albino passa a Costa con un allungo finale propiziato da Fumagalli (20 punti di cui 17 nell'ultimo quarto) che vince il duello con Maiorano (13 con 5/20 dal campo).

Atroce primo quarto fra Spezia e Salerno ieri: 34-1.

Lucrezia Zanetti e anche Manuela Zanon a Carugate, ritorno in campo a sorpresa. Sono curioso di vedere l'impatto. Di sicuro però la profondità dell'organico è notevole.
Tanto per dettagliare: Ruisi, Beretta, Guarneri, Stabile, Koufogianni, Picco, Colli, Frantini, Zuin, Scarsi, Zanetti, Zanon. Io conto 12 giocatrici competitive. Non sarà un organico da A1 ma mi pare che valga più della mera salvezza...

mercoledì 18 novembre 2015

Striulli ne ha per tutti

Avevo già segnalato qualche giorno fa l'intervista di Striulli su Basket Magazine per l'accusa ad Albino di essersi voluta accaparrare la famosa partita dell'errore sul referto (accusa che peraltro la società bergamasca aveva smentito nei giorni successivi, cioè ben prima che l'intervista uscisse). Ora torno a segnalarla per due bei siluri rifilati a Ricchini nella doppia veste di coach di Napoli (dove Striulli militava lo scorso anno) e di c.t. uscente.
Sulla stagione a Napoli: "Non è semplice allenarsi duramente e non sentirsi mai gratificati"; sulla nazionale: "Non mi sono mai state date le stesse opportunità che hanno avuto altre, e questo mi è dispiaciuto molto. La sensazione era che, a prescindere da quanto si dimostrasse in campo, determinati posti fossero già stati assegnati. Adesso si è aperto un nuovo ciclo con Capobianco, che speriamo porti entusiasmo a tutti".

sabato 14 novembre 2015

Prahalis impazza ancora

Prahalis non ripete i 50 punti di settimana scorsa, ma i suoi 32 di oggi forse valgono anche di più (vabbè, diciamo altrettanto), perché in uscita da un cinquantello di solito la volta dopo ti trovi addosso 3 o 4 difensori, e poi l'avversario era notevole, San Martino. Potremmo considerare lei l'mvp finora del "campionato B", ovvero quello che si svolge alle spalle delle prime 4, le quali fanno corsa a sé.

Tra l'altro ho nel frattempo visto Geas-Cagliari, e debbo dire che, se certamente contro una difesa come Schio non avrebbe fatto 50 punti, molti dei suoi canestri erano però contestati come meglio poteva la sua marcatrice di turno. O quantomeno non erano regalati. Una serata di trance agonistica allucinante e in crescendo dal primo all'ultimo quarto.

martedì 10 novembre 2015

Avvistamento di Ponchiroli e Calastri

Se qualcuno si chiede che fine abbiano fatto Vera Ponchiroli e Alessandra Calastri (quest'ultima fino all'anno scorso attivissima in A2 col Sanga), ecco un'immagine segreta, scattata ieri sera nella palestra di Binzago.

domenica 8 novembre 2015

Mini-riassunto del weekend

Incredibili 50 punti di Prahalis di Cagliari contro il Geas. Credo sia il massimo bottino individuale in A1 dai tempi gloriosi degli anni '90. Ma io non ho visto una mazza perché sono qui bloccato, zorco bio, per impegni inderogabili di famiglia.

A parte questo, Geas adesso nei pasticci ma penso che col ritorno di Gambarini e poi quello di Laterza potrà ritrovare la piena competitività.

Nel resto dell'A1 nessuna sorpresa; Venezia demolisce Napoli che non attraversa un buon momento.

In A2 Nord, Costa beffata sulla sirena dell'overtime da Zimerle che sin lì aveva 0/9 dal campo ma realizza in contropiede da rimbalzo difensivo (visto in streaming col nuovo servizio di Costa). Impresa sfiorata dalla compagine lecchese che era priva di Mistò e Schieppati.

Ieri anche Carugate va vicina a un bel colpo con Pordenone, ma nel finale prevalgono le giovani reyerine con Madera che impressiona ancora (19 + 11 rimba, 25 di valutazione giocando "all around" come dice il comunicato carugatese). Comunque mi pare che la compagine di Puopolo stia crescendo.

A inseguire Broni restano, oltre a Pordenone e Vicenza, pure Selargius e Milano, quest'ultima in rimonta su Albino in un derby difensivo (48-42).

domenica 1 novembre 2015

Mini-riassunto del weekend

Stavamo per avere un campionato vivo (parlo di A1), con la sconfitta di Ragusa a Umbertide, nonostante l'esordio di Brubrù Brunson, e quella che stava materializzandosi per Schio con Venezia, ma per l'ennesima volta (se non ricordo male) la Reyer è beffata in volata dalle corregionali.

Notevole la vittoria di Cagliari su Torino se si considera che le isolane hanno una panchina (nel senso di giocatrici utilizzabili) composta in tutto e per tutto da Giulia Gombac.

In A2 il Sanga impone la prima sconfitta a Pordenone, con Cubaj tenuta a soli 4 punti dall'arcigna Da Silva che già aveva fatto soffrire Keys contro Vicenza. Maffenini 24 punti + 11 rimba. Milano si candida a far bene anche se la panchina è ancora da far crescere. Broni in testa da sola nel Nord. Al Sud capeggiano Spezia e Ferrara.

Come riuscire a perdere con 21 rimbalzi in attacco contro 11 e 34 recuperi contro 18 perse? Esegue la V. Cagliari contro Carugate. Scibelli 20 rimbalzoni ma 4/19 da 2, Pacilio 5/22 al tiro, Masic 3/16.

Straordinario, "She Got Game" di Silvia Gottardi ha vinto la rassegna internazionale di cinema sportivo nell'ambito della quale è stato proiettato giovedì scorso a Milano.

lunedì 26 ottobre 2015

[A1] Resoconto di Geas-S. Martino

Per quanto mi concerne ho assistito a Geas-S. Martino. C'era il rischio di una mattanza per le sestesi, rimaste orbate di una straniera (Poston) alla vigilia per risoluzione contrattuale, il tutto oltre alle assenze consuete di Kacerik, Laterza e Gambarini. In sostanza 4 fuori su 10. Ha esordito Rossi ed è stata schierata anche Galli per quasi 10 minuti complice un'uscita momentanea di Mandache per infortunio. Insomma una sfiga dietro l'altra (non compensate dall'indisponibilità di Favento tra le ospiti), eppure a 2' dalla fine ci si ritrovava sul 54-56 e il Geas aveva anche il tiro del pareggio, prima di subire il riallungo finale delle luparensi.
Riavvolgendo all'indietro, anche se sono arrivato a inizio 2° quarto, il Geas giocava per nulla rassegnato e anzi ben più tonico di S. Martino che, forse, incappava nell'errore, non così insolito, di non riuscire ad affondare i colpi contro una squadra palesemente menomata. Forse ha contribuito anche coach Abignente, il quale, come Trapattoni contro la Moldavia, apparentemente s'adeguava all'avversario più debole, facendo partire in quintetto Sbrissa e Filippi come lunghe anziché imporre le torrione Pascalau e Fabbri su un reparto avversario che contava esclusivamente su Ercoli (brava peraltro).

Ma non voglio fare il commissario tecnico della domenica. Fatto sta che la teorica superiorità di S. Martino tardava assai a concretizzarsi (segnavano quasi solo Davis e Pascalau), anzi per tutto il 1° tempo era avanti il Geas, salvo proprio nel finale con il sorpasso a +1; peraltro bruttino il 2° quarto con un 6-9 di parziale.
Nel 3° quarto tornavano a scaldarsi le mani con un duello di triple (il Geas era comprensibilmente a zona), vinto ai punti da S. Martino con 4 missili a 3; in più S. Martino innescava Fabbri che, dopo un paio d'errori da mani nei capelli (una di quasi 2 metri che da sotto fa un cross al di là del ferro è brutto da vedersi), si riscattava con un coast-to-coast su palla rubata per il +11.
A inizio ultimo quarto, sembrava tutto finito sul +14 ospite (42-56 al 32'), ma sorprendentemente S. Martino staccava la spina e il Geas, caparbio, senza parziali clamorosi ma con tenacia da formichina, passando a uomo con un quintetto piccolo, rosicchiava punto su punto, aiutato da Pascalau che si produceva in due assurdi falli di frustrazione dopo intercetto della difesa di casa, il secondo dei quali antisportivo, regalando 2 liberi segnati da Brown la quale poi (e torniamo da dove eravamo partiti) aveva anche il tiro del pareggio ma lo falliva.
Da lì S. Martino si scuoteva, trovando una tripla dall'angolo di Filippi che cavava il fuoco dalle castagne. Poi un paio di rimpalli favorevoli alle ospiti che ne ricavavano un canestro di Fabbri (56-61). A quel punto i miracoli del Geas erano esauriti e si finiva 56-65.

Insomma il Geas da applaudire per l'orgoglio ma chiaramente si auspica che possa puntellare l'organico, in attesa che torni qualche assente; al completo potrebbe vedersi qualcosa d'interessante. Barberis ancora ottima, 15 punti e 10 rimbalzi per 25 di valutazione (ormai non mi sorprendo più); c'è bisogno che Brown ritrovi la vena realizzativa della prima giornata, perché è vero che ieri ha fatto 8 rimbalzi, 6 recuperi e 6 assist (mica poco), però tanti ferri presi al tiro (4/16) e se non segna lei la coperta sestese si fa davvero corta.
S. Martino vincente ma non promossa come giuoco, anche se, come sempre, contano i due punti e i due punti li ha fatti.
Bella cornice di pubblico grazie anche al folto settore ospiti.

domenica 25 ottobre 2015

[A2] Resoconto Sanga Mi-Vicenza

Ho assistito alla partita di A2 Nord tra Sanga Milano e Vicenza: impresa per la compagine lombarda che ferma in volata (58-55) una delle maggiori favorite del girone.
Va premesso che è stato un piacere tornare al PalaIseo di Affori, restituito alla cittadinanza due settimane fa dopo 4 anni di chiusura per incendio doloso provocato dalla 'ndrangheta (secondo gli inquirenti; giammai vorrei infangare ingiustamente l'organizzazione). L'ultima volta che ero venuto là fu nel dicembre 2009, se non erro, in occasione di una "tavola rotonda" sul femminile organizzata da Franz Pinotti, alla quale partecipò pure Aldo Corno, il quale sedeva oggi sulla panchina di Vicenza. Subito dopo, il Sanga si trasferì a Pessano e poi al PalaGiordani dal 2010/11.
Altro motivo d'interesse nel contorno, l'eventuale incursione del gruppo ultras "scomunicato" (e pure denunciato) da Franz Pinotti dopo il fumogeno a Broni. Ma non si è visto nessuno, e un po' era strano l'effetto di una partita di Milano senza il rimbombare delle voci dell'agitato drappello, che non ne aveva saltata una dal dicembre 2012, quando s'appalesò per la prima volta.

Sul versante agonistico, molto onore al Sanga che ha fatto tutto quello che doveva fare per annullare il teorico divario a suo svantaggio: difesa intensa, attacco in controllo a parte qualche momento di scarsa lucidità, resistenza notevole pur con rotazioni ben più ristrette rispetto a Vicenza (0 punti dalla panca contro 28, 22 minuti contro 85). Un quintetto ben bilanciato, con la portoghese Da Silva stasera un po' sprecona in fase di conclusione, ma solidissima in difesa dove ha reso la vita difficile a Keys.
Il problema di Vicenza è stato che a parte Stoppa (18 punti con 7/10) nessuna ha giocato in modo convincente. Keys e Ramon a sprazzi, Zimerle solo due triple nel finale anche se non insufficiente, male soprattutto Pegoraro, la quale forse, avendo fatto piangere Milano 3 anni fa in finale con S. Martino di Lupari, ha deciso di restituirle qualcosa, finendo con 0 punti (anche se a me ne risultano 2), 0/8 dal campo e un'inspiegabile decisione sull'ultima palla, quando sul -3 a non ha tirato dall'arco, passandola invece in area a Keys che ha subìto fallo, ma a 1 secondo dalla fine. La figlia d'arte ha sbagliato il primo libero, poi il secondo apposta, ma in ogni caso in 1 secondo era impossibile prendere il rimbalzo, passarla fuori e tirare da 3.
In precedenza era stata Da Silva a segnare dal limite dall'area sul lato destro il 57-55, vanificando una tripla di Ramon che aveva fatto 55-55.

Vicenza avanti per la maggior parte del tempo, ma mai scappando a parte un +7 nel 2° quarto. Milano sempre tenace nel tornare a contatto e, per brevi momenti, sorpassare. Decisive l'ex Martelliano nel 2° quarto, unica a segnare nel momento di blackout meneghino (8 punti tutti suoi nella frazione), e Maffenini nella ripresa; Pozzecco (15 punti) la più continua, con 2 triple nell'ultimo quarto.
Corno ha provato la zone-press nel finale ma senza esito tranne un recupero però non concretizzato.
Vicenza avrebbe forse dovuto correre un po' di più, per sfruttare la profondità, ma con tre elementi non giovanissimi non ha, probabilmente, i mezzi per giocare alla garibaldina anziché a ritmi compassati. Ma il Sanga si è preparato bene e ha eseguito i piani, sopravvivendo a un 8/31 al tiro nella prima metà (Vicenza era vicina al 50% ma ha ricavato solo un +5) per poi accendersi con le fiammate del suo quintetto, compresa una Picotti che non abbiamo citato sin qui, meno appariscente, ma anche lei importante.
In generale due squadre che, dopo i tanti cambiamenti estivi, devono cercare ancora la messa a punto, ma il Sanga ha fatto una migliore impressione sul piano dello spirito, dell'agonismo.

lunedì 19 ottobre 2015

[A1] Resoconto di Geas-Torino

Ieri ho assistito a Geas-Torino, ritorno dell'A1 su suolo sestese dopo 20 anni salvo un occasionale Geas-Schio nel 2012. Pubblico non da tutto esaurito ma piuttosto numeroso; purtroppo non è realistico aspettarsi che l'A1 da queste parti moltiplichi le presenze. Strana sensazione rivedere due squadre che hanno battagliato spesso e volentieri in A2 e A3 negli ultimi 3 anni, con l'aggiunta ora delle straniere.

Partita a due volti: il primo durato 12 minuti di brillante supremazia Geas (massimo +13), il secondo di predominio torinese che ha portato dapprima a un riavvicinamento non rapidissimo ma costante (+2 Geas all'intervallo), poi a un allungo perentorio delle suddite degli Agnelli, che di fatto a fine 3° quarto avevano chiuso il discorso, magari non in termini numerici (erano a +12) ma come impressione di aver messo alle corde l'avversario. Infatti poco dopo si è giunti sino a +20, il Geas non ne aveva più ed è finita 58-75. Drastico il calo sestese sui due versanti: in attacco non entrava più nulla, in difesa venivano concessi tanti appoggi al ferro e secondi-terzi tiri.

Il Geas ha pagato, ovviamente, l'organico risicato in assenza di Kacerik, Laterza e Gambarini (nella seconda parte di stagione potrebbe diventare una squadra ben profonda), ma forse ancor di più, nella circostanza, la giornata opaca di Brown, che a parte uno sprazzo tardivo ha collezionato ferri su ferri (4/15), e quella anonima di Poston (pochi palloni e pochi tiri), in contrasto con le prestazioni devastanti delle due americane di Torino, la piccola Anderson e la lunga Smith, che hanno dominato in tutti i modi. Se giocano sempre così, Torino può essere da prime 8.
Mandache ha fatto meglio di Sotiriou nel confronto fra terze straniere, ma è calata dopo un grande inizio. Tra le italiane, nonostante qualche sprazzetto di Puliti, Ntumba e Quarta ha fatto meglio il Geas, con un'Ercoli quantomeno combattiva e soprattutto con una Barberis che non finisce mai di stupire, perché ogni volta che arriva in una categoria c'è scetticismo sulla sua possibilità di adattarsi, e invece lei come una spugna sembra assorbire quello che serve per emergere nel nuovo livello raggiunto. Ieri 19 punti, 10 falli subiti, 6 rimbalzi, certo avvantaggiata dal non dover duellare direttamente contro americane com'è capitato ad esempio ad Arturi, però mannaggia che agonista che è. Talenti inespressi, che fate 10 movimenti stilisticamente leggiadri ma stringi stringi cavate pochi ragni dal buco, prendete esempio da lei che invece distilla concretezza da ogni poro del suo metro e 75 che va a tirare nelle aree di A1 come se niente fosse.

Nota a margine per Madda Ntumba, autrice di una prova generosa come di consueto, ma macchiata da un 1/9 ai liberi inspiegabile per una che in quella palestra c'è cresciuta, anche se forse ai suoi tempi i ferri erano diversi...

domenica 18 ottobre 2015

Il netball

Ho scoperto qualche giorno fa l'esistenza del netball. Non so quanti in Italia lo conoscano, ma pare che sia molto popolare nei paesi del Commonwealth, cioè Gran Bretagna e soprattutto Australia e Nuova Zelanda. Potremmo anche fregarcene se non fosse che il netball è una variante del basket ed è praticato soprattutto dalle donne. Le differenze non sono poche: il canestro è privo di tabellone; se ben capisco non si può palleggiare, quindi il movimento-palla avviene in modo simile alla pallamano; mi pare poi che ci sia un'area in cui solo alcune giocatrici possono entrare; i canestri valgono 1 punto.

Il contatto fisico è sicuramente inferiore al basket normale e infatti le giocatrici hanno un fisico più sottile, quasi da pallavoliste. La divisa da gioco è il body-gonnellino che s'era visto anche nel nostro basket in qualche esperimento anni or sono. Chissà, forse se importassimo il netball in Italia funzionerebbe meglio del basket presso le nostre femminucce poco amanti delle botte da orbi e dei fisici massicci.

Comunque più delle chiacchiere conviene mostrare un esempio di partita di netball: questa è la finale dei Mondiali 2011 tra Australia e Nuova Zelanda.

lunedì 12 ottobre 2015

Resoconti Mariano-Giussano (B) e Costa-V. Cagliari (A2)

In questo assolato e caldo weeekend d'ottobre, anziché andare a raccoglier castagne sono andato a vedere due partite. Sabato, in B lombarda, che con la scomparsa dell'A3 è ulteriormente salita di livello, c'era un saporito derby brianzolo tra Mariano Comense e Giussano; varie giocatrici ex dei campionati nazionali su ambo i fronti, fra cui Bossi, Chiara Pozzi, Mandonico (Mariano), Capiaghi, Bussola, De Cristofaro, Cotti (Giussano). Davanti a una centocinquantina di persone vince Mariano che era sotto di 9 a metà 2° quarto, si porta avanti di 7 nel terzo, viene raggiunta un paio di volte ma riallunga con canestri decisivi di "Scricci" Zanotti nel finale, proprio lei che sbagliò il tiro decisivo nella finale dell'ultimo torneo di Binzago, fantasma che sicuramente la perseguita di notte.

Domenica, ovvero ieri, sono andato a Costamasnaga-Virtus Cagliari, debutto in A2 della compagine brianzola dopo quasi 20 anni. Causa una gara ciclistica tra i coglioni giungevo a partita iniziata da 3 minuti e purtroppo già finita, in quanto Costa si era già portata sull'11-0, arrotondato poi a 16-0, e buonanotte al secchio. Cagliari, senza Scibelli, era in versione "turismo lombardo" (purtroppo una sua costante negli ultimi anni), eccettuata un'onorevole Pacilio, e salvo un mini-riavvicinamento nel 2° quarto non era mai in grado di giocarsela, finendo schiantata 72-40. Maiorano brillante con 22 punti e una forma apparentemente perfetta; probabile che l'A2 le calzi ancor meglio della più ruvida A3. Ma bene tutta Costa, da Canova alle confermate. Da rivedere, chiaro, contro avversarie più solide, a partire da Crema domenica prossima.

sabato 10 ottobre 2015

A2 - prospettive delle 6 lombarde

Inizia oggi l'A2. In Lombardia il precampionato, che con una buona idea è stato messo in comune nella "Coppa Lombardia" che ha consentito di mettere a confronto tutte e 6 le squadre in un clima non proprio da campionato ma almeno da amichevole competitiva, ha proposto Broni come favorita del girone insieme probabilmente a Vicenza. Albino, seconda, nonostante il cambio di panchina sembra poter sfruttare le basi dello scorso anno da matricola, e in più ha due innesti azzeccati come Silva e Bedalov. Crema forse non ha brillato in quella coppa ma in compenso è arrivata in finale al "Pasquini" settimana scorsa; Veinberga e Iannucci sono due buone "pesche"; è partita una colonna come Capoferri però anche in questo caso il gruppo non è stravolto rispetto agli anni scorsi.
Milano invece ha cambiato quasi tutto (in pratica tranne Maffenini) ma è parsa già a buon livello, arrivando terza; certo in questo momento è un laboratorio sperimentale, con 16 giocatrici da cui poi lo staff dovrà estrarre la formula migliore, però Da Silva, la lunga portoghese, promette bene, poi Picotti, Pozzecco e Martelliano non si scoprono certo ora a livello di A2.
Costamasnaga è sì matricola, con i difetti del caso, però ha un roster fatto tutt'altro che di esordienti in A2, come Maiorano, Tagliabue, Canova, Schieppati, Pozzi, Meroni, pure Mistò che da giovanissima militò a Cremona.
Carugate ha perso 3 partite su 3 in coppa e anche la scorsa settimana con Milano nel trofeo casalingo, però anche nel suo caso i nomi non sono certo malaccio, da Stabile-Frantini (uniche rimaste tra le senior) alla "meglio gioventù" Beretta-Colli-Ruisi, più varie altre novità. Da valutare l'impatto della greca Koufogianni.
Sarà interessante vedere, fra due squadre rifatte da fondo a cima come Sanga e appunto Carugate, chi dimostrerà di aver pescato meglio e/o di saper cucinare la miglior pietanza nel corso dell'anno.
Insomma c'è di che divertirsi.

lunedì 5 ottobre 2015

Aggiornamento Wnba (finali)

Indiana ha espugnato il terreno di Minnesota e ora mena 1-0 nelle finali Wnba. Ricordiamo che nella compagine minnesotense c'è Brunson che è attesa da Ragusa quando avrà terminato, immagino non in tempo per debuttare già domenica.

aggiunta del 10/10:

In Associazione Nazionale Pallacanestro Donne (= Wnba) Minnesota espugna Indiana, 77-80, e conduce ora 2-1 nella serie finale. Se si allunga alla quinta, forse Rebekkona Brunson dovrà saltare un'altra partita di Ragusa oltre a quella di domani col Geas.

aggiunta del 13/10:

Finale Wnba, si va a gara5: Indiana pareggia 75-69 su Minnesota. Piange Ragusa che dovrà fare ancora a meno di Rerè Brunson.

Intanto gara-3, non l'avevamo precisato, si era risolta con una prodezza allo scadere di Maya Moore.

sabato 3 ottobre 2015

Premi di Lega per la scorsa stagione

Intanto si apprendono i premi di Lega per il 2014/15: per l'A1 Macchi, Ugoka e Tagliamento, per l'A2 Arturi, Rulli e Vespignani (strano però il criterio di premiare in base ai gironi di prima fase, cioè fino a dicembre).
Allenatori Molino e Zanotti (in questo caso premio unico).
Brugnaro si porta a casa il premio di miglior dirigente. Non so se ha avuto tempo di passare a ritirarlo o era impegnato a continuare la polemica con Elton John, giacché adesso ha affari più importanti di cui occuparsi.

giovedì 24 settembre 2015

Mabel Bocchi intervistata da "Avvenire"

A proposito di visioni del mondo da parte di cestiste... la scorsa settimana "Avvenire", il quotidiano dei vescovi, ha dedicato una pagina intera a un'intervista a Mabel Bocchi. Essendo uscita all'indomani dell'eliminazione dell'Italia maschile, il primo argomento è proprio quello e lei punta il dito contro questa "generazione dei selfie", giocatori superficiali e individualisti, che Pianigiani non è riuscito a disciplinare. Dopodiché ci si allarga sul mondo in generale, lei s'ìndigna per come i profughi vengano maltrattati e in sostanza dipinge l'Italia come un paese laido e infame. Questo il riassunto, non voglio banalizzare, Mabel Bocchi è sempre Mabel Bocchi.

martedì 22 settembre 2015

Aggiornamento Wnba - playoff

Aggiornamento Wnba. Siamo al primo turno di playoff; due squadre l'hanno già superato: Indiana a Est, eliminando Chicago di Delle Donne che ha segnato invano 40 punti in gara-3 persa 89-100 in casa; e Phoenix a Ovest, con il torrione Griner che ha rifilato 16 stoppate in due partite. Costrette alla "bella" le due primatiste di regular season: New York contro Washington e Minnesota contro Los Angeles.

Brutte notizie purtroppo sul piano del seguito: la stagione regolare ha fatto registrare il minimo storico di pubblico alle partite (7300 di media; sembra tanto ma da loro è poco), non un crollo ma comunque un calo. Il peggio peraltro non è questo bensì dover leggere, nei siti che riportano la notizia, i commenti beceri degli utenti, che sfottono il basket femminile al punto da far rimpiangere la cultura sportiva italiana. Del resto, la plebe Usa ha appena eletto la lottatrice circense Ronda Rousey "miglior sportiva di tutti i tempi"...

PS: per fare un paragone, la lega professionistica di calcio Usa (NWSL) ha avuto 5000 spettatori di media per la stagione 2015, quindi meno della Wnba. Risulta però in crescita.

aggiunta 24/9:


In Wnba sono iniziate le finali di Conferenza. New York e Minnesota, le teste di serie n°1, se la sono cavata nelle rispettive gare-3 di semifinale; New York ora è già 1-0 su Indiana mentre deve ancora iniziare la serie tra Minnesota di Maya Moore e Phoenix di Brittney Griner.

aggiunta 29/9:

Intanto in Wnba Minnesota detronizza Phoenix eliminandola 2-0 con 40 punti di Maya Moore in gara-2 ma anche, pare, una chiamata arbitrale erronea che ha causato la sconfitta della squadra di Brittney Griner che era campione uscente.
L'altra finalista si avrà stasera dalla decisiva G3 fra New York e Indiana.

aggiunta 30/9:

In Wnba è Indiana la seconda finalista: New York, prima in stagione regolare all'Est, crolla in casa in gara-3 di semifinale: 51-66. Resta tabù il titolo per la compagine nuovayorchese, credo l'unica delle franchigie storiche a non averlo mai vinto. L'altra finalista è Minnesota.

sabato 12 settembre 2015

Il sondaggio Espn sulla miglior sportiva scade nel ridicolo

La clamorosa sconfitta di Serena Williams ieri sera contro la nostra grande Vinci mi ha fatto ricordare di quel sondaggio della ESPN per la "miglior sportiva di sempre" che avevamo lasciato ai quarti di finale con Taurasi e Leslie impegnate a difendere la bandiera del basket. Purtroppo il sondaggio è scaduto nel ridicolo con Taurasi eliminata da Ronda Rousey, la lottatrice di arti marziali miste che è il personaggio del momento ma che, dal punto di vista sportivo, è come se Hulk Hogan (il celebre wrestler anni '80) forse eletto miglior sportivo maschio della storia...
La finale è tra Serena Williams e proprio Rousey che il pubblico, non pago dell'abominio commesso, ha fatto vincere anche in semifinale contro Florence Griffith, la velocista che aveva eliminato Lisa Leslie nei quarti e che, tralasciando le ombre di doping mai dimostrato, era pur sempre alfiera di uno sport nobile come l'atletica.
A questo punto c'è solo da sperare che vinca Serena Williams anche se, dopo ieri, perderà consensi visto che è sfumato il "grande slam". Altrimenti questo sondaggio va sepolto. Sarebbe una cosa terrificante, come se le Spice Girls fossero elette miglior gruppo rock della storia battendo i Beatles o i Rolling Stones...

(aggiunta del 18/9):
Lo immaginavo, il ridicolo è compiuto. Ha vinto Ronda Rousey. Secondo il pubblico americano, tra tutte le sportive di tutti i tempi e di tutte le nazioni, la migliore è una tipa che in carriera ha vinto un bronzo olimpico nel judo e riempito di botte una decina di avversarie di una disciplina praticata da una ventina di atlete sì e no.

(aggiunta del 15/11):
Avete presente quel sondaggio per la "miglior sportiva della storia", organizzato a settembre dall'americana Espn, che avevo preso sul serio finché non è scaduto nel ridicolo incoronando Ronda Rousey, la lottatrice di "mixed martial arts", che è una roba poco diversa dal wrestling, in cui i meriti di costei, a parte essere gnocca, erano quelli di aver vinto una decina di combattimenti?
Ebbene, la tipa ieri è stata schienata duramente, avendo forse trovato la prima avversaria seria. E questa sarebbe la miglior sportiva della storia? Ma andate a cagare nel senso pieno del termine. Gente che eleggerebbe le Spice Girls (o non so chi vada per la maggiore adesso) come miglior gruppo rock della storia.
La prossima volta, tamarri americani, scegliete qualcuno serio. Non dico per forza una cestista ma Serena Williams, la Graf, la Comaneci, gente così.

martedì 1 settembre 2015

** STAGIONE #12 (2015/16) **

Non viene tenuta alcuna "rubrica" né filo conduttore a puntate.
Nei primi mesi gli scritti sono brevi e saltuari, poi da gennaio via via più intensi e lunghi, fino a raggiungere lo standard degli anni passati.

In A1 seguo l'annata del neopromosso Geas, conclusa con la retrocessione.
In A2 è la stagione perfetta di Broni; bene il Sanga; delude Carugate con un organico ricco di nomi ma mai decollato.

Un "tormentone" dell'annata è il riferimento a giocatrici "ex" di qualche squadra, in quanto in settembre era scoppiata una querelle forumistica, ma anche personale, con il patron di Carugate, Gavazzi (rappacificazione poi avvenuta due anni più tardi).

lunedì 31 agosto 2015

La week en rose (134)

Lunedì 24/8 – Bilancio finale delle giovanili azzurre all'indomani del bronzo Under 16. L'estate si può definire molto buona, se non ottima. Siamo terzi complessivi in Europa dietro le solite Spagna (2 ori) e Francia (2 argenti), ovvero qualcosa che a livello senior possiamo soltanto sognare da due decenni. :B):

Ma come ben sappiamo, non è il ballo di una sola estate ma la conferma di un periodo di lavoro fruttuoso che dura da 7 anni, quando l'argento U16 spezzò il maleficio che c'inchiodava in una landa di lacrime e pianti anche a livello giovanile.
Si ripensi a 10 anni fa: era la prima estate di questo umile "topic" e seguimmo l'Europeo U18 del 2005, concluso come? Con la retrocessione in Division B. :cry: E non fu la sola di quell'epoca. Qualcosa da cui per fortuna oggi siamo ben lontani. Prima che iniziassero le spedizioni di quest'anno, valutavamo che si trattava di un'estate importante per capire se avevamo perso lo slancio dei primi tempi della nostra rinascita oppure no. La risposta è stata molto rassicurante.
Meno rassicurante è l'idea che tutto possa essere messo in discussione da eventuali rivoluzioni da parte federale. Prevarrà la ragionevolezza? Non è che Petrucci abbia detto di voler azzerare tutto. I risultati poi non gliene forniscono l'appiglio (se cambia tutto nel femminile, cosa dovrebbe fare nel maschile? Roghi e deportazioni?). :wacko: Ma non è solo questione di risultati, bensì anche del fatto che il lavoro delle nazionali giovanili, in questi anni, sembrano avere un capo e una coda precisi. C'è un metodo comune (altro che i tempi in cui si dava una rappresentativa in mano al coach campione d'Italia di quell'anno, o comunque in cui ogni coach sembrava un'isola a se stante), c'è una mentalità che chiunque entra nel giro delle nazionali giovanili sembra assorbire e mettere in pratica. Sappiamo di poter vincere con tutti e spesso lo facciamo.
Un po' di rammarico nasce dall'eccesso di criticismo che, a mio parere, ha accompagnato le spedizioni U20 e U18. Giustissimo l'entusiasmo che, per converso, ha circondato le U16, però non è che le altre due squadre meritassero certi malumori. Le U20 potevano, e l'abbiamo già detto, vincere il bronzo al posto dell'Olanda, ma sono giunte due posti sotto, non dieci, e con una squadra sì talentuosa ma mal assortita nei ruoli; le U18 hanno fatto, a mio parere, il massimo risultato possibile; le U16, pur bravissime, hanno fatto due posti in meno di quello che potevano, cioè l'oro. Non vedo gli estremi (medaglia a parte, ovviamente: quella ce l'hanno solo le U16...) per una differenza così netta nei giudizi di qualcheduno e nel grado di soddisfazione generale.
A chiudere l'argomento, presentiamo un grafico dei risultati delle nazionali femminili giovanili nell'ultimo decennio (2006-2015). Non è impeccabile nel "design" ma serve a mostrare visivamente il miglioramento avvenuto. La media dei risultati è la linea azzurra (la Division B è contata come un 17° posto); si nota come la campagna 2015, con la media del 4° posto, sia stata la migliore insieme al 2013. E il 2014 si piazza terzo; le migliori 5 medie risalgono agli ultimi 5 anni. Abbastanza eloquente. :yes: (Si nota poi come l'U18 sia la categoria in cui andiamo tradizionalmente peggio, altro elemento che indurrebbe le persone di buon senso a non sottostimare il 4° posto di quest'anno. Ma quest'ultimo è un dettaglio.)
La sostanza è: rallegriamoci pur stando all'erta perché se si smonta tutto si butta via il bambino con l'acqua sporca, la quale peraltro nelle giovanili femminili non c'è.

Giovedì 27/8 – Le squadre si stanno mettendo tutte al lavoro per la nuova stagione, ma noi ci trastulliamo ancora con passatempi estivi, come il sondaggio per la "miglior sportiva donna di sempre" dell'americana Espn, di cui avevamo già parlato. E' d'uopo interessarsene perchè è questione di bandiera. Nel tabellone "tennistico" da 32, il primo turno non è andato bene per le cestiste, che erano le più numerose (8) ma sono state decimate ad appena due: Lisa Leslie e Diana Taurasi:cry:
Alcune sconfitte erano preventivabili (Cheryl Miller contro Serena Williams; Lauren Jackson contro Steffi Graf; Tamika Catchings contro Martina Navratilova), altre fanno incazzare, ovvero Cynthia Cooper (4 titoli Wnba da "mvp") contro la nuotatrice Coughlin; Sheryl Swoopes, quasi altrettanto grande, contro la velocista Griffith-Joyner, sospettata di doping per i record mostruosi e la morte prematura (ovviamente va detto che non è mai stato provato nulla a suo carico); e soprattutto Maya Moore, la migliore degli ultimi 3 anni di basket Usa, contro la calciatrice degli anni '80 Akers. Purtroppo Moore non pare avere un appeal mediatico consistente.
Le pedatrici invece sono passate in tre e questo scoccia assai: serve rivalsa. Adesso si sta votando per il 2° turno: Taurasi è contro la tennista Billie Jean King (indubbiamente un pezzo grosso), mentre Leslie deve vendicare Moore battendo la suddetta Akers. Plebe americana, non dare segni d'imbarbarimento: fai il tuo dovere. Ma il sondaggio è aperto anche al resto del mondo (questo il link: vedi un po'), quindi tutti siamo chiamati a contribuire. Noi l'abbiamo già fatto con due voti a testa per le nostre, utilizzando computers diversi per brogliare. <_< Chi ne ha tre o quattro provveda.

Venerdì 28/8 – Visto che è l'ultima puntata della stagione forumistica 2014/15, almeno qualche riga a volo d'augello sul lombardo orticello (rima) è doverosa. I cambiamenti negli organici delle principali compagini sono tanti, molti più del solito; ai quali si aggiunge la scomparsa dell'A3 con la creazione di una maxi-B a 21 squadre, ma qui ci occupiamo solo delle top 7 che fanno la serie A.
C'è il ritorno in A1 per la regione longobarda dopo 3 anni di astinenza, grazie al Geas che giocoforza ha rimodellato l'organico per metà (dentro Mandache, Brown, Ercoli, Madonna, G. Rossi; fuori Tognalini, Mazzoleni, G. Giorgi, Picco, E. Bonomi, Beretta, ovvero quelle che si potevano pronosticare più Tognalini).
Ci sono 6 squadre in A2 di cui la più stabile mi pare Crema (prese Bona, Veinberga, Iannucci), mentre hanno cambiato molto Broni (Soli, Vanin, Galbiati, Dettori, Bratka più il ritorno di Zampieri), Sanga Milano (al momento ufficializzati gli arrivi di Picotti, Martelliano, Tibè, Rossini, Albano ma ce n'è altri in canna; mi risultano confermate solo Maffenini, Bottari, Falcone e Trianti), Carugate (giunte Koufogianni, Picco, Beretta, Guarneri, Scarsi, forse anche Ruisi, più le giovani canturine Colombo e Volpi; al momento rimaste sicure solo Frantini e Stabile) e giocoforza, essendo neopromossa, Costamasnaga (dentro F. Mistò, Canova, Schieppati, Novati; in realtà non una rivoluzione). Di Albino, che per quanto mi riguarda è nella Repubblica di Venezia e quindi seguo meno dappresso, :P mi risultano giunte Bedalov, Silva e J. Penna (coach Lombardi si è spostato a Biassono, neo-retrocessa in B).
Continua il duello tra patron-allenatori visto che Pinotti e Gavazzi si sono auto-confermati.

Domenica 30/8 – Ma per abbassare l'audience in extremis, ci regaliamo un punto-flash sulla Wnba. Intanto non avevamo detto sinora che la divina Taurasi non sta giocando questa stagione perché Ekaterinburg le ha chiesto di stare a riposo (come si ricorderà, ha saltato la finale di Eurolega per infortunio).
Per farla brevissima prima che scappino gli eventuali lettori, siamo quasi alla fine della stagione regolare e all'Est comanda New York (al contrario che nel maschile...) di Tina Charles ed Epiphanny Prince. Seconda Chicago della sublime Delle Donne (top scorer ormai sicura, sfiorando i 24 + 9 rimbalzi di media) ma Indiana e Washington la tallonano dappresso.
All'Ovest capogruppo Minnesota di Maya Moore davanti a Phoenix campion'in carica, che senza Taurasi si affida al pinnacolo Griner che viaggia a quasi 4,5 stoppate a gara e che l'altroieri s'è fatta notare per una tonante schiacciata su assist dell'iberica Xargay (vedi qua). Seguono Tulsa che è rimasta orfana della stella Diggins per infortunio, e Los Angeles dove si è recata Ana Dabovic fresca "mvp" dell'Europeo.

Lunedì 31/8 – E' finita. Secondo usanza bisogna dar le cifre della stagione 2014/15 di questo umile topic. Numeri che parlano di una contrazione: -15,2% le pagine scritte rispetto al 2013/14, di conseguenza -19,8% le visualizzazioni, che si sono attestate a quota 215.000 dal 1° settembre '14 a oggi (media giornaliera 589, non da buttar via peraltro).
La diagnosi è evidente: in un contesto in cui i forums contano meno che in passato, soverchiati dalla marea dei social networks, l'unico modo per non calare sarebbe stato fomentare litigi continui, ma quest'ultimo anno si è scelto di privilegiare la cultura e la civiltà, salvo rari episodi. Bene così. Tra l'altro il mese più visto, sorprendentemente rispetto alle abitudini, è stato luglio, con 30.000 visite, grazie al casino per i campionati di A1 e A2; e anche agosto è andato meglio dello scorso anno. Quindi è lecito affermare che concludiamo in crescendo.