giovedì 30 aprile 2015

La week en rose (98 - finale A1 G2)

Domenica 26/4 - Pomeriggio dal grigiore padano (la primavera è rinculata), le finali di A2 latitano ancora, che fare per ammazzare il tempo? Andiamo a Carugate-Selargius, partita che nell'economia della stagione conta poco o nulla, ma è l'ultima in casa per la compagine delle venerande Stabile e Frantini, e tra le sarde Rozenberga e compagne sono le più divertenti da vedere (ok, la concorrenza non è aspra, ma va be').
Pecore pascolano nei prati della finta campagna fra l'uscita autostradale di Agrate e la ridente Pessano. Arriviamo a inizio 2° quarto sul 22-19 casalingo, punteggio piuttosto alto e in effetti le previsioni di un match gradevole sono confermate. Si gioca a viso aperto, si tira rapide, ci si scambia botte e risposte. Carugate mini-allunga con De Gianni, Stabile e Giunzioni (29-24), replica Selargius con un paio di contropiedi che fanno imbufalire coach Gavazzi, le cui urla durante il timeout sovrastano il brusio d'un pubblico numeroso. Frantini segna da fuori e in contropiede, Colombo completa un 7-0 con una tripla (36-30), ma Rosellini ricuce con una bomba sulla sirena dell'intervallo, ben costruita da Lussu col penetra-e-scarica (36-33). Percentuali sul 50% per ambo le squadre: se il punteggio non è più alto è perché gli arbitri, guarda un po' che novità, danno un tiro libero ogni nevicata d'agosto. :angry:
Inizio ripresa favorevole a Carugate, con 5 punti di fila di Stabile, una tripla dall'angolo per Frantini, un elegante semigancio di De Gianni dopo una serie di passi d'incrocio e finte che neanche Hakeem Olajuwon: 46-37 al 23'. Tutto bello, ma le locali si fermano lì. Selargius passa a zona, c'è qualche cambio carugatese che ci mette poca intensità (mentre le sarde giocano solo con le titolari: il comunicato stampa delle padroni di casa ironizzerà su questo: grazie per il pepe creativo...), :shifty: c'è De Gianni che deve uscire temporaneamente per una brutta caduta su legnata subita in contropiede, ma comunque lo spegnimento è collettivo. Per la verità le sarde impiegano un po' ad approfittarne: il parziale nei 4' successivi è solo 0-3, poi c'è un'azione confusa con rimpallo favorevole per Casartelli che insacca da 3 per il 49-40 al 28', ancora +9.
Fondamentale il finir del 3° quarto. Selargius approfitta di un calo d'attenzione di Carugate (o semplicemente azzecca tre azioni buone) e lucra uno 0-6 con una tripla di De Pasquale e un 3/4 ai liberi. Il 49-46 al 30' rimette tutto in discussione. E nell'ultimo periodo Carugate non c'è più. Era già successo con Stabia e con Albino, sempre in casa, non so quale costante vi sia alla base, anche perché nel turno scorso a Viterbo era stato l'esatto contrario… "La donna è mobile qual piuma al vento", è sempre la spiegazione più tecnica. -_-
Fatto sta che nell'area carugatense spadroneggiano Rozenberga e Di Costanzo (18 punti cadauna alla fine), di là invece Carugate in area non entra più perché falli a favore non ne ottiene (naturalmente almeno in parte dipende dalla sua leggerezza: ma andiamo, 3 tiri liberi in 39' più due regalati a De Gianni nel finale giusto per sistemare il conteggio?), subentra una certa frenesia di mettere pezze dopo il sorpasso di Selargius, il risultato è uno 0/7 da 3 nell'ultimo quarto. Frantini segna solo 3 punti nella ripresa (12 totali come De Gianni), Giunzioni è stranamente poco attiva, Stabile non riesce a ricondurre all'ovile le pecore smarrite. In sostanza Selargius sorpassa in tromba e in tamburo, completando un parziale di 7-27 che porta al 56-67 conclusivo. Vabbè, quantomeno s'è visto qualcosa di divertente.

Domenica 26/4 - Arde altissima la pira dei pronostici, delle sentenze che davano la finale scudetto già morta e sepolta. :woot: O ero solo io? Boh, comunque, per me clamoroso: Ragusa sbanca Schio in gara-258-65, e pareggia la serie-scudetto.
Com'è possibile passare da -32 a +7, sullo stesso campo, nel giro di 48 ore? Va detto che nei playoff di ogni latitudine si verificano, a volte, di questi casi, anzi può essere più insidioso stravincere che vincere di poco. Perché abbassi la guardia, perché gli avversari la volta dopo sono carichi di rivalsa, eccetera. Non è una legge, ma succede. In questi stessi giorni, tanto per fare un esempio in Nba, i L.A. Clippers a San Antonio sono passati in 48 ore da un -27 a un +9. Caso estremo fu nei playoff di Eurolega del 2011 quando Siena perse di 47 in casa dell'Olympiacos e poi sbancò quel campo 2 sere dopo.
Ma, ma e ma, qui era diverso. Perché quei 32 punti (magari non così tanti, ma quasi) sembravano non il frutto di circostanze, ma il logico punto d'arrivo dei rispettivi trends degli ultimi mesi, ovvero Schio che tritava tutti e Ragusa che aveva perso lo smalto d'inizio stagione. La "reazione" che invocava Molino suonava solo come un appello a farsi battere con onore, altro che sbancare il PalaCampagnola. :unsure:
E dunque che è successo? Bof, purtroppo essendo di ritorno dalla partita di Carugate, e avendo una situazione d'impossibilità tecnica a registrare, giungevo al teleschermo solo sul finire del terzo quarto, contrassegnato da una serie di errori, anche grossolani, su ambo i fronti, per un punteggio che restava fisso sul 41-48. Vantaggio acquisito, per le ragusane (s'apprendeva poi) già nel 1° quarto e poi incrementato con un buon impatto della panchina (Gonzalez 10), mentre Yacoubou era l'unica con una certa efficacia per le scledensi, anche se limitata da un ardore difensivo ragusano moltiplicato rispetto a gara-1.
Anche all'inizio dell'ultimo periodo proseguiva l'impasse generale, naturalmente a vantaggio di Ragusa che pur non chiudendo i conti cristallizzava lo scarto facendo passare minuti preziosi. Alcune palle perse erano davvero banali, specialmente per Schio che appariva in stato confusionale. Macchi sbloccava Schio, il parziale miserando era di 2-2 in 4 minuti, ma poi ecco la zampata definitiva di Ragusa, con l'ex Nadalin a segno dalla media e poi su rimbalzo d'attacco; poi una dormita difensiva scledense su rimessa da fondo per l'appoggio di Cinili (43-54 al 35').
Contro questa Schio persa nella nebbia era sufficiente. Vago sussulto ancora di Macchi (18 punti, altrettanti Pierson), ma nulla che impaurisse Ragusa. Masciadri, Sliskovic e Ress nulle in attacco, qualche minuto in più a Zandalasini (4') forse si poteva dare ma non è questione dell'una o dell'altra. E' uno shock totale, ma tanto di guadagnato per questa serie finale che è viva e, ora, appassionante, con due partite di fila a Ragusa.

Martedì 28/4 - Il resto del weekend, telegrafico, accorpando con alcuni matches disputati in odierna data. In A2, mentre al vertice si è fermi in attesa che le finali comincino, in Poule Retro gir. F continua l'ascesa di Salerno, che liquida Alghero (ok, scontato) e poi va a vincere nel recupero a Milano (50-56); Civitanova sale a 8-2, Belize Roma è a 7-2.
Nel gir. G, Viterbo sbanca Albino (49-50) e conquista la matematica salvezza a prescindere da quel che avrebbe fatto Biassono, la quale poi nel posticipo di martedì 28 perde con Stabia (55-61) e ora suda freddo, perché al prossimo turno riposa e se Muggia batte Albino, all'ultima giornata è spareggio secco per evitare la retrocessione in B, che starebbe stretta al club brianzolo (come a chiunque venga dall'A2, del resto).
In A3, siamo alle finali-playoff nei gironi B (BCB Bolzano-Udine 1-0) e C (giocata martedì 28, Battipagliese 1-0 su Ancona smaltendo le tossine delle finali U19). Nel gir. A, colpo di Usmate, 1-2 su Lavagna, ma erano ancora semifinali; l'altra serie è indietrissimo (martedì 28, Castelnuovo-Moncalieri 1-0).
Ritorno dei playoff nazionali di B: definite le semifinaliste ma è ancora un polverone, ne parleremo più avanti.

mercoledì 29 aprile 2015

La week en rose (97 - Castel S. Pietro campione U19)

Venerdì 24/4 - Non ce l'hanno fatta Ilaria Zanoni e Alessandra Tava a conquistare il titolo svedese. La loro Udominate Umea ha perduto 1-3 la serie finale contro Northland. Peccato perché Umea aveva vinto la stagione regolare. In gara-4 Zanoni ha segnato 11 punti; la sua è stata un'annata da discreta protagonista.

Sempre a proposito di italiane all'esterno, non avevamo sinora parlato di Elena Bestagno, che è nel campionato belga a Charleroi; è prima nella "poule" dal 9° al 12° posto ed è regista titolare a quasi 10 punti di media.
Tra le "new entries" in questa pattuglia di giocatrici nostrane esportate, da segnalare, un po' a sorpresa (ci risultava avesse smesso), Jessica Genta, l'ex Geas e Crema che è ricomparsa in seconda divisione svizzera.

Venerdì 24/4 - Torniamo nei patrii confini. Castel S. Pietro e Battipaglia sono le finaliste Under 19. Nella semifinale più attesa, la Magika si prende su Venezia la rivincita della finalissima U17 dell'anno passato. Si ribaltano i rapporti di forza: come fu combattuta ma meritata la vittoria lagunare di allora, così è sudato ma senza obiezioni il 61-51 odierno per le termali. Cos'è cambiato in 12 mesi? :huh: Be', qui Castel ha delle '96 importanti che lo scorso anno ovviamente non c'erano (Vespignani e Vitari) e ha aggiunto Keys; Venezia è tutta '97 e inoltre la star Pan è stata prima fuori e poi dentro acciaccata. E' inoltre possibile che l'esperienza in A2 delle castellane sia valsa più di quella in A3 delle reyerine. Insomma hanno vinto le migliori, questa è l'impressione piuttosto nitida.
La partita ha un andamento pazzoide nei due periodi centrali. Castel S.P. vola nel 2° quarto con un clamoroso 20-4. Entriamo in streaming però quando Venezia sta reagendo. In un duello di zone, sono determinanti le triple, che prendono ad entrare per le adriatiche e a uscire per le bolognesi. A fine 3° quarto si è su un 43-36 rimontabile.
Pan! Papàn! Parappappapàn! :ph34r: Chiedo scusa ma era necessario sottolineare il risveglio dell'omonima del grande Peter, che sigla il -5 (45-40) in avvio di ultimo periodo. Lei stessa però fallisce due liberi per il -3, e Vitari dà respiro alle sue con un bersaglio dalla media. La lunga si distribuisce bene gli spazi con la compagna di reparto Keys, quest'ultima più interna mentre lei staziona tra i 5 e i 7 metri: ok, non è la nostra pivot del futuro ma gioca con intelligenza. Torna Gianolla forse con un pizzico di ritardo, perché l'attimo fuggente da cogliere per Venezia era prima, e ormai sta appunto fuggendo. Questione di sbavature per la Reyer, questione di prontezza di Castel ad approfittarne: rimbalzo difensivo non preso dalla prima, tradotto in tripla pesantissima da Vespignani: 50-42 a poco più di 5'. Franceschelli sciupa un contropiede ma si riscatta dall'arco, 53-42 a 4'20".
Ormai la partita è spaccata, anche perché Venezia per rimontare ha speso tanto. A rivitalizzarla ci provano… Smorto (sembra una freddura, ma segna in coast-to-coast su intercetto) e Gianolla (53-46 a -2'30"), mentre Santucci sembra un po' stanca. Però Venezia non riesce a coniugare l'obbligatoria fretta con la precisione, sicché si va in fallo sistematico e la Magika non trema. Santucci finisce con 18 anche se 6/18), Keys 14 + 10 rimba, di là Gianolla 18 ma Pan solo 11 con 4/13 e, soprattutto, Cubaj + Castello fanno 3/15 per 6 punti, mentre Porcu perde (non per k.o., ma perde) il duello di lusso con Vespignani, non sul piano realizzativo ma su quello registico.
Nell'altra "semi", che non abbiamo veduto, Battipaglia macina Bologna con un roboante 23-2 nel 3° quarto, peraltro iniziato già sul +10. Al 30' si è sul 56-25, poi quelle della Dotta leniscono in parte ma il 67-46 è eloquente (F. Russo 15, Tagliamento 14). Pronostico aperto per la finale: le padrone di casa sono appunto in casa e hanno finora demolito tutti, però Castel è più rodata come squadra e arriva con più spinta dopo aver battuto l'avversaria più forte.

Sabato 25/4 - A Castel San Pietro, d'ora innanzi, il 25 aprile non sarà più la festa della Liberazione, ma l'anniversario dello scudetto Under 19. Trionfa la banda-Seletti mettendo in riga Massimo Riga e impagliando lo straripante pubblico di Battipaglia (davvero sontuosa la cornice, e gratificante per le ragazze). E' il secondo tricolore per la "generazione Santucci", dopo quello U15 del 2012.
Finale in equilibrio per 2 quarti, ma poi, come ieri, la Magika ha imposto una supremazia derivante non tanto dal talento, ma dall'organizzazione e dal rodaggio del gruppo, quasi da squadra senior come hanno sottolineato anche i telecronisti dello streaming di Pianeta Basket. Tant'è che la giornata realizzativamente modesta di Santucci (10 con 4/16) non ha pesato, per via della profondità dell'organico (e anche per la bravura della ragazza nel saper fare tante cose utili in altri settori e mantenere una fiducia invidiabile), mentre Battipaglia ha retto sinché sono durate le energie di Tagliamento; poi, salvo in parte Trimboli e F. Russo, non v'era chi potesse compensare.
La partita è godibile. Trimboli e Vespignani spingono ritmi alti. E' Tagliamento contro tutte: l'ala che l'anno scorso giocò (e vinse) la medesima finale in supporto al Geas segna 12 punti sui 16 delle sue nel 1° quarto, contro 15 di Castel S.P. Che invece è fin da subito squadra; c'è Vitari ispirata dalla media, Keys puntuale riferimento in area. Un po' di sparacchiamento di troppo da 3, forse, ma è nelle caratteristiche della squadra.
Il 2° periodo è simile. O meglio, presumiamo che lo sia stato, perché lo streaming s'inceppa per quasi tutta la frazione. :angry: Ma il parziale è identico: 15-16 per Battipaglia, quindi 30-32 per le campane, che hanno innescato F. Russo (8 punti) a supporto di Tagliamento, giunta a 16 con 7/12 al tiro. Di là c'è Vitari a 8 ma il grosso buco di Santucci, 0 con 0/8, anche se 4 rimbalzi e 3 assist, di cui due di fila, belli, in contropiede giusto prima che lo streaming andasse in catalessi. Le percentuali di squadra sono quasi identiche (12/35 Castel, 13/35 Batti). Ma quello che le cifre non dicono è che da una parte si sono tirate il collo, dall'altra hanno ancora molto da spendere.
E infatti il 3° quarto è decisivo. Battipaglia commette errori di palese stanchezza, anche da sotto, per mancanza di lucidità e gambe. Tagliamento va in crisi ma, forse fidandosi poco che le sue compagne possano sopperire, continua a tirare quanto prima, cioè assai spesso, solo che non segna più. Mentre Santucci, sorretta nel primo tempo dalle compagne, ha avuto tutto il tempo per sbloccarsi, e ora che lo fa propelle il 40-34 al 25'.
Trimboli rompe l'impasse salernitana, ma sono canestri estemporanei, non c'è gioco in area e quindi niente tiri ad alta percentuale, quelli che trova Keys e, più dalla media, Vitari (8 l'una e 10 l'altra al 30'). A fine 3° quarto è 44-36 per Castel, che peraltro sciupa due volte il +10. Ma le mani sulla partita le ha messe.
Tagliamento sembra ritrovare la vena in avvio di 4° periodo, ma è un fuoco di paglia perché poi fa altri due errori da sotto. Il contrario di Keys, che di là appoggia due volte nella buca: 48-38. Poi tocca a Pazzaglia, altra lunga, ben servita, perché il giuoco di Castel è puntuale. Casomai sbagliano l'esecuzione, ma sulle scelte poco da eccepire. Vespignani percorre chilometri, molto più dinamica di Trimboli, e innesca ora l'una ora l'altra, puntando il canestro in prima persona all'occorrenza. L'ex triestina cerca di tener botta con due canestri da fuori, ma, ancora una volta, sono canestri estemporanei.
E arriva, a lungo atteso, il momento di Santucci: tripla siderale da 8 metri con fallo subìto (decretato però dopo il tiro, quindi non un gioco da 4 punti): 55-43 a 5' dalla fine.
Battipaglia ci mette il cuore con la sua bandiera, Di Donato, una delle poche "battipagliesi doc" fra quelle che hanno minutaggio. La sua tripla del 55-49 ridà speranza al pubblico di casa. Poco dopo addirittura 55-51. Ma Vespignani s'inventa un notevole arresto-e-tiro con passo laterale, canestro di personalità. Poco dopo Santucci smista un assist a Keys su pick'n'roll e infine delizia con un altro lampo di talento: rinviene su Di Donato che sul -6 sta andando a depositare in contropiede e la stoppa con tanto di recupero. :inchino: Un mezzo miracolo che vale il colpo del k.o. Lo scarto finale di soli 5 punti (60-55) è un premio alla caparbietà di Battipaglia, ma la superiorità di Castel S. Pietro è emersa, e il titolo è sacrosanto.
Per le trionfatrici Keys 12 + 13 rimba, Vitari 10, Santucci come detto 10 con 4/16, Vespignani 12 con 5 rimba e 5 recuperi pur con la pecca dei liberi (6/12). 12 assist di squadra contro 6 è un conto eloquente per Castel. Per le deluse, Tagliamento finisce con 22 ma 10/26 e soprattutto 3/14 nella ripresa. Ma cosa imputarle? Ha fatto il boia e l'impiccato, ha cercato di fare anche la corda e il palo, ma neanche Mandrake probabilmente poteva. :blink: Dopo di lei F. Russo a 10 e Trimboli a 9.
Le veterane della prima squadra castellana, compresa la divin Ballardini armata di trombetta, scendono a festeggiare le compagne: appena 5 giorni dopo saranno in campo insieme per gara-1 di finale di A2. Una bella immagine. Ma non sarà facile per le U19 e Seletti smaltire l'euforia e la fatica rituffandosi subito in una battaglia ancora più probante. L'anno scorso - absit gufata verbis - :ridi2: il Geas negli stessi giorni vinse lo scudo U19 ma uscì dai playoff...
Nel complesso, un'edizione che, con l'opportuno aumento delle finaliste a 16, il successo di pubblico garantito da Battipaglia e un novero di pretendenti al titolo maggiore rispetto al sostanziale duopolio Geas-Reyer degli anni scorsi, ha avuto una dimensione superiore alle precedenti, consentendo a un ampio numero di giocatrici, comprese alcune '99 interessanti nel settore lunghe (Cubaj, Trucco ma pure la meno quotata Decortes del Geas) di farsi vedere e maturare esperienza. Il futuro arriverà in fretta perché il prossimo anno le '97 sono cacciate anzitempo dalla categoria, che diventa U18, e quindi saranno le '98-99 a dominare la scena.

Nella foto [da Basketinside]: Santucci attacca durante la finale, sullo sfondo del muro di folla di Battipaglia.


martedì 28 aprile 2015

La week en rose (96 - inizio finali naz. U19 e finale A1)

Martedì 21/4 - E' finita la prima fase alle finali nazionali Under 19 a Battipaglia, e spira un vento di novità. Dal 2012 al 2014, come ben sappiamo, il tricolore era duopolio fra Geas e Reyer, che si sono affrontate 3 volte in finale con 2 vittorie sestesi e una lagunare. Ma le due colosse stavolta sono l'una contro l'altra nei quarti; non solo, ma entrambe v'arrivano con una sconfitta a testa sul groppone, il che indica che nessuna delle due è in pole position per il titolo. :o:

Il Geas è stato sgambettato da Moncalieri all'esordio (50-54), venendo così condannato a trovare Battipaglia o Reyer sulla sua strada già nei quarti: avendo stravinto le campane, 77-50 con 36 favolosi punti di Tagliamento (6/11 da 2 e 8/10 da 3: a volte sa essere più efficace di Zandalasini che non ha questa furia realizzativa pura), è toccata in sorte Venezia. La quale ha pagato l'assenza di Pan ma forse soprattutto una serata di rincintrullimento (2 punti nel 1° quarto), giacché contro Biassono e Prato è stata un rullo.
La formula nuova, senza gironi ma con accoppiamenti prestabiliti dalla "commissione tecnica" nella prima giornata, i cui risultati originavano gli scontri successivi, pare sia stata apprezzata dai diretti interessati ma non mi convincono due aspetti: 1) anche se solo in teoria, consente di perdere 200 a 1 le prime due partite e poi qualificarsi ai danni di una squadra che magari ha invece vinto 200 a 1 due volte; 2) ci vuole troppo tempo per spiegarla. La buona vecchia formula con 4 gironi, le prime due passano, prima vs seconda ecc., era così semplice e rassicurante. Ma pazienza. -_-
Grossomodo il risultato è stato lo stesso, cioè che ai quarti abbiamo le migliori 6 e due outsider che han fatto fuori due squadre forse più quotate ma non molto di più: ovvero Latina ai danni di Schio, e Biassono ai danni di Umbertide, grazie a 26 punti + 10 rimbalzi di Laura Rossi. Quest'ultima, di cui abbiamo già parlato, è un'estrosa '97 che a seconda della giornata al tiro può essere sciagurata o straordinaria. Le succede anche in A2, di cui questa squadra U19 è per Biassono l'ossatura.
Guardando alle prime 8, una differenza che appare è fra i gruppi che militano quasi in blocco in A2 o A3 (Venezia con la maglia di Pordenone; Biassono; Battipaglia col suo satellite; Castel S. Pietro; Latina; Moncalieri; be', alla fine quasi tutti) e quelli che lo fanno solo con alcuni elementi (Geas, e, se non erriamo, Bologna).
Cinzia Zanotti ha indicato nel maggior rodaggio collettivo di Moncalieri, che con quel nucleo fa l'A3, una delle cause della sua sconfitta alla prima giornata: ed è probabile che abbia ragione (senza scordare l'assenza di Beretta, poi rientrata ma non al top). Un segno dei tempi: la crisi economica ha pre-pensionato tante veterane, in A2-A3 pullulano i teams "linea verde". Certo che, così, più che una finale giovanile sembra una riproposizione di duelli già visti a livello senior.

Giovedì 23/4 - Nei quarti Under 19 è Venezia a sopravvivere nella battaglia fra titani, battendo 60-39 il Geas in una partita in realtà più equilibrata di quanto dica lo scarto. Inizio contrattissimo al tiro per le suddite di San Marco (3/17 nel 1° quarto, contro il 7/15 Geas), che però cavano molte seconde chances dalla preponderanza fisica (24 rimbalzi in attacco alla fine). La rientrante Pan litiga col ferro (6 punti con 1/11), ma la maggior profondità delle discendenti del doge (11 in campo dai 10' in su, contro solo 7 del Geas) è tra i fattori che scavano la differenza strada facendo.
Il Geas resta aggrappato sino a fine 3° quarto (38-34), con Venezia a quota 12/51 al tiro, ma nell'ultimo quarto è micidiale il 22-5 con Sesto che non ne ha più. Solo 3 tipe in doppia cifra: Gianolla e Colombo 11 da una parte, Kacerik 12 dall'altra.
Finisce così l'epopea della "generazione di fenomeni" del Geas, di cui le '96 erano l'ultima annata. Dal 2010 hanno dominato la scena nazionale, alternatamente come supporto alle '95 (in un paio di casi pure alle '93-94) oppure come annata forte. Le più forti di loro, che sono poi le superstiti attuali più Zandalasini (Kacerik, Picco, Beretta), hanno messo in carniere 6 scudetti.
Il credito di cui godeva il gruppo di quest'anno fra gli addetti ai lavori, che lo consideravano ancora fra le favorite (compreso il qui scrivente), era evidentemente eccessivo: in effetti già 2 anni fa (la precedente kermesse con le '96 anno-limite), quando il Geas perse la finale U17 contro la Fortitudo Rosa, c'era stato un regresso rispetto al dominio a livello U15 nel 2011; e ora non c'è più Zandalasini. Fare due più due poteva essere semplice. Ma quando uno vince tanto induce al rispetto. E poi la semplicità con cui il Geas ha dominato ancora la fase lombarda, in modo non diverso dal solito, ha tratto in inganno. In effetti, però, l'annata '97 è per la Lombardia tradizionalmente un passo indietro rispetto alle gloriose classi precedenti: famoso l'8° posto al Trofeo delle Regioni dopo i 3 allori consecutivi. L'asse del potere, dal '97 in giù, si sposta in altre regioni.
E in società, le '97-98-99 del Geas sono un po' sfortunate a venir dietro la generazione di fenomeni (così come le '94-95-96 furono agevolate dalla non eccezionalità di chi le precedeva): a livello nazionale sono da prime 8, cioè da quarti di finale, risultato lusinghiero in assoluto, ma, ovviamente, penalizzato dal confronto con i trionfi di chi è venuto prima. E' come un fratello minore che torna a casa con una pagella da 8, peccato che il maggiore viaggia da anni con quella del 10... :cry: Le 2000 però promettono bene; chissà che non provino già quest'anno alle finali U15 a ridar vena al filone aurifero sestese.
La sconfitta del Geas fa sfumare un gustoso antipasto dell'imminente finale di A2 con la Magika: se non altro, dà al clan sestese un piccolo vantaggio di 2 giorni nella preparazione della sfida-playoff, visto che le rivali rimangono laggiù. Negli altri quarti, infatti, Castel S. Pietro maciulla Biassono 63-26 con 14+19 rimba di Keys (a inizio 2° periodo si era sul 22-4 con Biassono a 2/23 dal campo); Battipaglia regola Latina non proprio passeggiando ma neanche rischiando; e Bologna, outsider ma pur sempre erede della squadra campione U17 di due anni fa, impallina Moncalieri 53-44 (17 di André contro 15 di Trucco, classe '99 come la mastodonte veneziana Cubaj) nel corridoio più favorevole del tabellone. Grande pubblico a seguire Battipaglia.

Giovedì 23/4 - Il mondo del basket femminile americano è sotto choc per l'arresto della grande Brittney Griner insieme alla sua partner Glory Johnson, anche lei giocatrice Wnba. Le due si sono menate come tamburi nella loro casa, provocandosi ferite e lividacci reciproci. Pare che litighino di continuo negli ultimi tempi; tra le cause addotte c'è che sono un po' stressate per via del matrimonio imminente. Il mio commento è che alle due ragazzone conveniva comportarsi da buone cristiane, e cioè non andare a convivere prima di sposarsi. -_- Di sicuro un grosso danno d'immagine per Griner e, anche se non dovrebbe esserlo, per l'intera Wnba, per il motivo che la civiltà occidentale, per quanto avanzata, si scandalizza di più se si menano due dello stesso sesso che un marito & moglie.

Venerdì 24/4 - Che massacro. Che scempio. Che mattanza. Ma cosa? Gara-1 di finale scudetto: 82-50 per Schio, distrutta Ragusa. I segnali di una netta superiorità delle tricolori, maturati nell'ultimo mese, erano evidenti, ma che andasse in maniera così imbarazzante era difficile pensarlo. Un 18-6 nel 2° quarto spacca già la partita, una tripla di Anderson allo scadere del terzo mette virtualmente fine (62-44), Ragusa per la verità ci prova con uno 0-4 in avvio dell'ultimo, ma uno sprazzo ad alta quota di Zandalasini (entrata con galleggiamento aereo, canestro e fallo; poi correzione al volo su errore di compagna) ripristina distanze profonde, dopodiché Ragusa molla e viene schiantata senza ritegno. 114-43 la valutazione di squadra, Schio a un soffio dal 50% al tiro contro il 31% di Ragusa. La quale sembra incapace di entrare nell'area veneta, riducendosi a uno sterile sparacchio dalla media e da 3. Yacoubou 17 punti, Anderson 16 (simbolo del dominio sia interno che esterno di Schio), Pierson 14 e Gorini 12 per le vinte.
Arduo pensare che Ragusa possa ribaltare cotanto squilibrio: probabilmente venderà più cara la pelle, ma non andrà oltre una sconfitta onorevole, come era abituata Lucca a suo tempo. [Lo so, nel frattempo è successo il contrario ma non voglio far finta di averlo previsto]. :shifty: Manca tremendamente alle sicule, rispetto allo scorso anno, una formidabile giocatrice da 1 contro 1 come Riquna Williams, in grado di cavar punti da qualsiasi situazione sfondando ad ariete la difesa, per non dipendere troppo dal tiro da fuori: Pierson è ovviamente fortissima ma non appare al top della forma, e comunque non è l'incursora in posizione di guardia che servirebbe.
Eppure, non più tardi di un mese e mezzo fa, Ragusa perdeva solo di 1 al supplementare su quel campo. Che cosa ha dilatato così la forbice? Tutto va così velocemente verso l'epilogo che rischiamo di veder finire il campionato prima di aver provato a rispondere.

Nella foto [da Basketinside]: mentre le sue coetanee si danno battaglia per il tricolore U19, Zandalasini vola alto in gara-1 di finale scudetto. Delle grandi.


sabato 25 aprile 2015

La week en rose (95)

Domenica 19/4 - Già narrato il big match Ariano-Geas, unica partita di reale importanza nell'ultima giornata di A2 Poule Promo, c'è da annotare come si sono definiti i piazzamenti di contorno, e trarre qualche bilancino finale, che riguarda le eliminate e quindi, giuocoforza, avranno più ombre che luci.

Nel gir. DVicenza strappa il terzo posto pur perdendo 53-60 con Castel S. Pietro (solita vittoria di misura ma, bisogna riconoscerlo, tremendamente costante per Ballardini e suddite), grazie alla classifica avulsa con S. Marinella e Crema, creatasi in virtù della vittoria delle laziali a Genova (nonostante 22 punti, 11 rimbalzi e 35 di valutazione per Diene). La posizione nuda e cruda delle ex campionesse d'Europa è lusinghiera; tuttavia è stata ottenuta con un sussulto finale, senza in realtà essere mai in corsa. <_< Un pizzico di più era lecito aspettarselo. Il congedo di coach Barbiero dopo un'annata sola può essere un segnale di non piena soddisfazione.
Crema, che senza Caccialanza e Mandelli è battuta 43-56 da una Torino che arriva alla finale con la freccia verso l'alto (imbattuta nel ritorno), termina penultima: probabilmente un piazzamento che sta stretto, visto che era stata, lei sì, in corsa per almeno tutta l'andata, e visto anche che, all'inizio della Poule Promo, qualche utente cremasco, qui, sembrò non gradire di essere considerato inferiore a Castel S. Pietro e Torino. Ma a me piace chi non si rassegna a venir valutato "solo" buono e non eccellente: il problema è che poi bisogna dimostrarlo sul campo. -_-
Per S. Marinella invece, pronosticata come vaso di coccio tra i vasi di ferro ma in realtà competitiva assai (per quanto inquietante sia stato il resoconto di Crema sulle condizioni in cui si gioca sul suo campo, se non è un caso unico...), il 4° posto è un bel risultato.
Naturalmente, fra terzo, quarto o quinto per classifica avulsa, la sostanza cambia davvero poco: il tema di fondo è un altro, e cioè che in questo girone era nettissima la differenza tra le due "big" e le altre, per quanto all'inizio Torino si fosse un po' ingrippata. Castel S.P. 18 punti, Torino 16, le inseguitrici a 8: più chiaro di così...
Quanto a Genova, inevitabile che non basti l'infortunio di Visconti per spiegare appieno l'1-9 della seconda fase, con alcune vittorie apparse alla portata e invece sfuggite, non per palese inferiorità nei confronti delle avversarie ma per essersela giocata male. Bozic non ha reso quanto sperato (poco sopra i 10 punti di media ma, soprattutto, solo 5,5 di valutazione, il che denota una certa inconsistenza del suo giuoco), De Scalzi e Costa non sono state travolgenti come l'anno scorso, Diene è sì brava ma, temiamo, non ancora pronta per essere leader a livelli importanti; e Vanin, nonostante il pedigree nobile con la Reyer e College Italia, al momento non vale l'A2 (le sue medie stagionali: 1,7 punti in 17' con 0,7 di valutazione e il 26% da 2, che per una lunga è atroce). Tutto vero, ma è pur sempre la squadra che aveva, in autunno, battuto il Geas e capeggiato la classifica, più forte anche dei triboli dell'alluvione. Non è che tutto questo si dovesse a Visconti e basta. Il cambio di allenatore probabilmente ha portato più serenità in gruppo, ma i risultati? Due vittorie in 14 partite, se non erriamo. :cry:

Domenica 19/4 - Nel gir. E, i due match di contorno vedono Bologna conquistare la quarta piazza battendo Alpo e approfittando del k.o. di Broni con Ferrara al fotofinish (63-62). Sulle due emiliane, che ci attendevamo alternative vere al Geas e che non lo sono state, abbiamo già sentenziato; la delusione vera è Bologna, che era alla pari con Castel S.P. nella prima fase quando non aveva ancora Scibelli, mentre Ferrara è quantomeno arrivata terza e in finale di Coppa senza avere, a mio avviso, un organico sensazionale.
Su Broni: l'ultimo colpo mancato è il suggello sull'incompiutezza di questa squadra, che solo a sprazzi è sembrata avere quel qualcosa che distingue i collettivi funzionanti da quelli che poggiano su equilibri friabili. Si può dire che l'organico di Ariano Irpino, nome per nome, sia superiore a quello di Broni? Per me no. Eppure Ariano finisce con 8 vinte-2 perse e prima, Broni con 3 vinte-7 perse e penultima.
Zampieri? Ok, perdita pesante. Ma Ariano ha perso Narviciute, che non mi pare una chiavica per l'A2, a metà stagione (quindi con meno tempo per rimediare), non ha preso nessuno al suo posto e ha vinto la seconda fase. Poi è anche vero che a Broni stava rischiando di andare peggio, a dicembre, e quindi le riconosciamo il merito di aver evitato la Poule Retro con un buon colpo di coda. :rolleyes:
Alpo, infine, è stata brava ad arrivare in Poule Promo sfruttando l'opportunità offerta dal suo girone, dove le squadre realmente "da Poule Promo" erano solo 3. Poi è partita in seconda fase vincendo ad Ariano, ma non ne aveva per essere competitiva contro quella concorrenza.
A proposito di gironi. Vediamo il bilancio dei 3 gruppi originari nella Poule Promo, sommando le vinte-perse ottenute nella seconda fase dalle rispettive compagini. Girone A (Torino, Geas, Broni, Genova): 20-20. Girone B (Ferrara, Crema, Vicenza, Alpo): 15-25. Girone C (Castel SP, Bologna, Ariano, S. Marinella): 25-15. Il campo ha parlato.

Domenica 19/4 - A2 Poule Retro, dove si sta decidendo quasi tutto. Nel gir. F, salve anche Milano (+26 ad Alghero) e Salerno (+29 in casa dell'inseguitrice Virtus Cagliari): quindi Virtus ai playout e Alghero retrocessa diretta, anche se diventerà matematico solo nel prossimo turno, a meno d'improbabili miracoli delle orfane di Sanchez. Per il platonico primato dovrebbe essere questione fra Civitanova e Roma.
Nel gir. G, nell'anticipo di giovedì 16 ancora sfortunata Biassono, che perde per la seconda volta di fila all'overtime (79-72 ad Albino che ha mandato a segno 12 giocatrici ma si era fatta rimontare un +16) e quindi rimane appesa a un filo per evitare i playouts, anche se Viterbo sciupa tutto contro Carugate (da +15 all'intervallo perde con un 4-22 nell'ultimo quarto) e quindi rimane solo a +2 sulle brianzole. Le quali ricevono un'altra pessima notizia e cioè la resurrezione di Muggia, che sbanca Selargius (59-63) e si porta a ridosso di Biassono, con la grande chance offerta dallo scontro diretto all'ultima giornata. Qui è probabile che Stabia finirà prima.

Domenica 19/4 - A3, playoff per gli ultimi posti in A2. Nel gir. A si è un passo indietro (disputata solo una gara-1), negli altri due abbiamo le finaliste. Ovvero BCB Bolzano-Udine nel gruppo B, e Ancona-Battipagliese nel C. Nella Battipagliese, finita la stagione di A1, si sono riversate tutte le U19 della casa madre, compresa la fuori categoria Tagliamento, e infatti han vinto di una quarantina entrambe le gare del primo turno.
Sono iniziati in questo weekend anche i playoff di B: quattro tabelloni separati, a livello nazionale, ciascuno con 3 turni andata/ritorno e un posto in palio per l'A2 a chi li supera tutti e tre. Occasione ghiottissima di doppio salto per chi la saprà cogliere.

Nella foto [da Basketinside]: Corradini qui vola alto per Broni contro Ferrara. Ma durante la stagione l'ha fatto a intermittenza.


mercoledì 22 aprile 2015

La week en rose (94 - A1: Ragusa e Schio finaliste + fine poule Promo A2)

Mercoledì 15/4 - Tu chiamale, se vuoi, emozioni, cantava Lucio. Ma qui, anche volendolo, è difficile chiamarle così. :cry: Di che stiamo a parlà? Di gara-1 delle semifinali di A1, che con la formula di un tempo, al meglio delle 5 gare e con la prima in casa della peggio classificata, insaporivano di più la pietanza. E' anche vero che, formula o non formula, il contenuto lo devono mettere le squadre. Se c'è squilibrio le emozioni latitano, a meno che una gran qualità di giuoco non venga in soccorso, e non ci pare purtroppo essere stato il caso, almeno per ora. (E forse la prevedibilità dei risultati è un problema secondario rispetto a quello del bel gioco, a ben pensarci: perché ai tempi che Geas, Vicenza e Comense dominavano per un decennio a testa, il basket femminile non se la passava male).

Derby veneto e derby del fu Regno delle Due Sicilie. Ragusa-Napoli è stata, almeno in parte, interessante sul piano dell'equilibrio, ma non è stato un partitone. Ragusa continua a non ritrovare lo smalto d'inizio stagione, Napoli può essere appagata della semifinale raggiunta da n°6 del tabellone, o comunque non può trasformarsi di colpo da anatroccolo in cigno. 8-10, 24-21 i primi due asfittici parziali. Poi Ragusa accelera, va a +11 al 30', vantaggio che mantiene sino a 2' dalla fine, quando inizia a commettere una serie di svarioni (Gorini due canestri falliti da sotto, più due palle perse banali, non ricordiamo da parte di chi) coronati da un antisportivo di Pierson su Bocchetti. Di tutto ciò però Nàppule approfitta solo in parte, chiudendo con un onorevole 57-52 che però sarebbe sbagliato definire una vittoria sfiorata. Walker 18 per le isolane, Dacic 13 (con 6/7 e 10 rimbalzi) per quelle del Vesuvio e della pizza.
In Schio-Venezia c'era attesa per capire se la crescita delle suddite di San Marco era sufficiente per mettere qualche sabbia nel tritacarne scledense. Ma quando mai. Sprint iniziale delle tricolori (28-17 al 10') che poi vanno in "surplace" per un paio di quarti, tornando a scattare ferocemente nell'ultimo. 79-55 il finale, che non è solo una vittoria ma anche un messaggio da chi ha vinto a chi ha perso: "No xe n'è, bèle putèle" (dialetto inventato, ma il concetto è quello; comunque "putele" non è un insulto). :blink: Anderson ne ha 20, Sottana 16, di là Henry e Ruzickova 12.

Venerdì 17/4 - Emozioni in A2 Poule Promo, qui sì. Anticipo dell'ultimo turno nel girone E, big match per il primato fra Ariano Irpino e Geas. Le campane coronano con una vittoria al fotofinish la loro clamorosa cavalcata, sulla quale nessuno, probabilmente, scommetteva. Anche se solo dopo l'esito delle finali si capirà chi ha tratto maggiore vantaggio da questo risultato. Meglio affrontare Torino o Castel S. Pietro? Francamente ho dei dubbi. Certo, il fattore-campo per Ariano è imponente: 1000 spettatori dichiarati, una cifra che si vede di rado in A1. :o: Ma le irpine hanno conquistato il traguardo grazie soprattutto al "5 su 5" in trasferta.
Vedremo; meglio per il momento prendere questa partita solo per se stessa, senza trarne indicazioni, previsioni e quant'altro, anche perché ci sono quasi 2 settimane d'intermezzo prima delle finali (s'inizia giovedì 30), quanto basta per alterare sensibilmente i barometri di forma, salute e umore delle contendenti.
Ariano scappa via all'inizio: 16-4 al 6'. Il Geas lenisce i danni (16-9 al 10') e risponde focaccia per pane nel 2° quarto: 30-32 ospite all'intervallo. Arturi già a quota 12 mentre di là era partita a tutta birra Dominguez (11). Gambarini fuori per infortunio già a inizio 2° quarto, prognosi da valutare; aveva sin lì un "geometrico" 0/2 da 2, da 3 e ai liberi.
Grande testa a testa per tutta la ripresa, con vantaggi minimi per ambo i fronti. Per Ariano viene fuori Madonna, per Sesto Barberis e ancora Arturi, la quale però resterà a secco nell'ultimo quarto.
Un 7-0 a inizio 4° periodo lancia una mini-fuga per Ariano (52-47 al 32'), poi si segna pochissimo (55-52 al 36'), zampata Geas che prima ricuce a -1, poi sorpassa con un brillante palleggio-arresto-tiro di Barberis dall'altezza della lunetta, bruciando Chesta (55-56) a -25". Il Geas avrebbe ben 3 falli da spendere per frammentare l'ultima azione campana. Ma non lo fa. Su elaborata circolazione-palla, Chesta a -10" trova una tripla frontale per il contro-sorpasso (58-56). La veterana italo-argentina aveva 1/8 nelle bombe sin lì.
Dopo il timeout Barberis ci riprova, quasi in fotocopia del tiro precedente, ma stavolta va sul ferro. Stavolta il mancato bonus si ritorce contro il Geas, che deve spendere 3 falli, e quando commette l'ultimo, è finita. Dominguez chiude con 17, Madonna e Chesta 10; di là Arturi 17, Barberis 15. Meritata la festa di Ariano, ma la storia, ribadiamo, è ancora tutta da scrivere.

Sabato 18/4 - Schio e Ragusa finaliste scudetto: il round di semifinale termina nel modo più rapido (4 giorni) e scontato. Visto che la nostra pretesa di emozioni rimane inappagata, c'è da apprezzare almeno una gara-2 di validi contenuti tecnici tra Venezia e Famila, che termina con un 57-73 troppo punitivo per una Reyer gagliarda per due quarti (22-20, 36-38). Ma contro la Schio di questi tempi non c'è nulla da fare (nei patrii confini italici, s'intende): la progressione nella ripresa è inesorabile: la sensazione è proprio che, da un verso o dall'altro, prima o poi le tricolori afferreranno la partita e la domeranno a piacimento. Yacoubou 20 + 15 rimbalzi, vincendo il gran duello con Henry (14+7). McCallum ci prova con 24 (5/9 da 3), ma la differenza sta nel contributo italico: a Venezia manca un'azzurra di reale spessore (11 punti totali con 5/27 dal campo per le nostrane, e questa forse sarà una criticità da affrontare in estate per il club), :cry: mentre Schio ha Sottana a 12, Masciadri a 9 con 3/5 da 3, Ress pure lei due triple e... così, tra parentesi, mancava Macchi:woot: Schio favorita per il titolo al 90%.
Di là arriva Ragusa, come l'anno scorso: pienamente meritato per la stagione, ma le chances ora appaiono poche. Vero che nel 2014 sembravano ancor meno, eppure le sicule furono capaci di portarsi sul 2-1. Ma stavolta è difficile che Schio si faccia sorprendere di nuovo (naturalmente mi espongo all'eventuale rinfaccio se andrà all'opposto). Quanto a questa gara-2 in terra partenopea, scarto ancora contenuto (51-58), ma Ragusa ha chiuso avanti tutti i parziali. Walker 16, Pierson 12, di là Pastore 13 ma Dacic non bissa gara-1, e il duo Fontenette-Macaulay non accende.

Nella foto [da arianobasket.it]: la gioia sfrenata di Ariano dopo la vittoria sul Geas. Ma chi festeggerà dopo le finali?